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Ratisbona città iellata per i Ratzinger

venerdì, 5 marzo 2010

il Bastardo

Ratisbona città iellata per i Ratzinger

Monsignor Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI, dichiara di non avere mai saputo nulla delle molestie sessuali perpetrate sui bambini del coro di Ratisbona all’epoca in cui lo dirigeva. E naturalmente non c’è motivo di dubitarne. La città tedesca di Ratisbona non porta fortuna ai due illustri fratelli prelati: come dimenticare le gravi tensioni con l’islam seguite alla “lectio magistralis” che vi tenne il 12 settembre 2006 Joseph Ratzinger, da poco innalzato al soglio pontificio?
Ma al di là delle coincidenze (spiacevoli quelle con altri fatti di cronaca, irlandesi e romani, a sfondo pedofilo o di prostituzione maschile in ambienti ecclesiastici), appare evidente la necessità che la Chiesa si misuri con maggiore apertura sui temi di una sessualità armoniosa. Ne discuterei volentieri, e rispettosamente, se il solito Alessandro Sallusti mi desse il permesso nonostante non appartenga al suo gregge.

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Commenti per questo articolo

[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 170
    greta scrive:

    No, nessuno di loro aveva le fattezze del diegopit ante canem

  2. 169
    anonimo romano scrive:

    Il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, ritiene che il celibato dei preti spieghi in parte gli atti di pedofilia commessi da religiosi cattolici.In una pubblicazione della sua diocesi, interrogandosi sulle cause degli abusi, emersi ultimamente a cascata in Germania e in Austria, Schoenborn dice di ritenere che di queste cause facciano parte ”sia l’educazione dei preti, sia gli strascichi della rivoluzione sessuale della generazione del 1968, il celibato come lo sviluppo della persona”.
    L’arcivescovo di Vienna fa dunque appello a un ”cambiamento di visione” sul celibato, argomento che invece per il Vaticano non e’ in discussione.

    Quindi per Roma : meglio celibi e …………..

  3. 168
    miti scrive:

    propro

  4. 167
    greta scrive:

    I ragazzi del coro di voci bianche poi suppongo che non fossero propriamente teppisti….

    No, nessuno di loro aveva le fattezze del diegopit ante canem

  5. 166
    maestrina dalla penna rossa scrive:

    Anch’io oggi mi sono enormemente indignata sentendo che il fratellone del papa prendeva a sberle i bambini. Sembra quasi che quest’ammissione di colpa veniale, debba servire per allontanare da lui il sospetto di ben altre colpe.
    Detto ciò, tirare uno schiaffo a un bambino non è affatto una colpa lieve.
    Ho insegnato per tanti anni in scuole medie di periferia, dove i bulletti erano la norma , e mai e poi mai mi sarei permessa di dare un o schiaffo a qualcuno. Idem posso affermare per i miei colleghi. Un educatore che usa le mani, oltre che essere riprovevole, è anche un fallimento proprio nel suo lavoro. I ragazzi del coro di voci bianche poi suppongo che non fossero propriamente teppisti….

  6. 165
    But scrive:

    Georg Ratzinger, il fratello di Benedetto XVI, ammette di aver dato qualche schiaffo ai suoi cantori e chiede «perdono alle vittime

  7. 164
    Henriette scrive:

    e bravo fratello Ratzy

  8. 163
    greta scrive:

    Fra gli allegri pretonzi non bisogna dimenticare la new entry dell’impagabile don Evaldo e i suoi missionari

    Don fabiòla?

  9. 162
    maestrina dalla penna rossa scrive:

    Fra gli allegri pretonzi non bisogna dimenticare la new entry dell’impagabile don Evaldo e i suoi missionari del preziosissimo sangue.

  10. 161
    Aliseo scrive:

    x Julio 6

    E tu, invece, cosa pensi dell’adozione dei bambini da parte delle coppie eterosessuali che consente la legge italiana?
    Ti faccio apposta questa domanda provocatoria perché capisco il tuo disorientamento anche se sono convinta che se avrai la costanza di proseguire con la riflessione sul tema presto non inserirai più questa espressione nel contesto in cui l’hai calata.
    Poi ti domando: quando un bambino, nato con un orientamento naturale gay, si trova a vivere in un contesto eterosessuale, come pensi che la viva questa circostanza?

  11. 160
    GummOrtottero scrive:

    Due proposte "impossibili"

    - rivedere la legge ecclesiastica sul celibato sacerdotale, focalizzando così l’attenzione non più sull’aspetto repressivo.

    - rivedere le scuole e i collegi, per quanto riguarda le scuole dell’obbligo. Ridare un ruolo centrale alla scuola pubblica italiana e alla formazione dei docenti.

    Dare a Cesare quel che è di Cesare: non sottrarre denaro alle scuole pubbliche per la formazione dei cittadini dell’avvenire. Cittadini del "popolo", popolo che oggi sta distruggendo tutto

    e quando non c’è sale in zucca il popolo diventa come cavallette

    « Queste cavallette avevano l’aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli, come capelli di donne, ma i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. Avevano code come gli scorpioni, e aculei. Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi. Il loro re era l’angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore. » (Apocalisse di Giovanni)

  12. 159
    Un vecchietto scrive:

    Parecchie persone credono per superstizione, sperando che la preghierina riesca a far trovare lavoro al figlio, che conservi la salute e che non faccia piovere durante il week end. Ai preti questo non serve.

  13. 158
    Un vecchietto scrive:

    Dimenticata in autogrill,
    passata l’esaltazione giovanile che fa fare scelte drammatiche come quella di diventare prete, penso che più che il dramma sessuale, che indubbiamente per qualcuno c’è, vi sia il dramma inconfessabile della perdita della fede. I preti si fanno durante gli studi una cultura filosofica importante che non smette poi di tormentarli per tutta la vita. La prova logica dell’esistenza di Dio sanno che non c’è. Quel Dio che nella Bibbia è sempre presente, durante tutta una vita non appare mai, se si escludono le disgrazie collettive nelle quali, alla lunga, si diffida che veramente possano venire da lui. Chi riesce a fingere una fede che più non ha, avendo fatto un po’ di carriera se la cava, ma la maggioranza, quelli che sono fermi al palo e si trovano a dover terminare un’esistenza disperatamente odiosa e inutile senza vie d’uscita, mi fanno molta pena.

  14. 157
    wurp scrive:

    La nomina di Ratzinger a capo della chiesa era una scelta obbligata per milioni di motivi; quanto al sesso (di tutti i tipi) per la chiesa è sempre stato un tabu……..quindi…………….

  15. 156
    Aliseo scrive:

    Per la verità anche le “lectio magistralis” non sono poi così baciate dalla fortuna, sia che il Papa le faccia sia che si limiti ad annunciarle… Tornando al fratello meno famoso dei Ratzinger, vale per tutti i detto “chi male non fa’ male non pensa” e ci mancherebbe ancora che a ciascuno di noi fosse chiesto conto di un collega, un vicino o un amico risultato pedofilo, solo perché lo vediamo tutti i giorni o lo conosciamo da una vita…Purtroppo il Monsignore ha due torti: Il primo è di essere un Monsignore e il secondo di chiamarsi Ratzinger.
    Personalmente sono convinta che gli episodi di pedofilia siano diffusi fra il clero come nel resto della società, passando per le famiglie dove purtroppo non sono tutt’altro che infrequenti gli abusi sessuali ai danni dei minori. E’ possibile che ci siano uomini che abbracciano la tonaca perché sanno di avere questo problema inconfessabile credendo che la vita consacrata possa metterli al riparo, possa in qualche modo distoglierli da questa brutta tendenza.
    Entrano cioè con intenzioni sante ma poi fanno i conti con il problema che si fa sentire maggiormente perché si moltiplicano le occasioni di incontro con i minori e per giunta il contatto con i giovani avviene in ambiente e clima confidenziale e in presenza di un rapporto psicologico di sudditanza. Per il giovane è una trappola sicura e per l’adulto una tentazione troppo forte.
    Io credo poco a quanti sostengono che i pedofili si facciano preti per “avere occasioni facili”, credo piuttosto che non riescano a misurare la portata del problema e della difficoltà di rimanere al proprio posto quando le circostanze li mettono di fronte al problema.
    Altri sostengono che ci sia un legame perverso fra la regola celibataria e l’abuso sui minori.
    A prima vista direi di no perché i padri di famiglia che abusano dei loro bambini sono sposati o vivono una vita di coppia. Anzi, per focalizzare meglio il discorso e per introdurre anche quello della violenza è forse bene distinguere gli abusi per età del minore. Fino a circa 10 -12 anni di età e oltre. Perché? Perché in genere prima dei 12 anni stiamo proprio parlando di bambini-bambini mentre oltre possono avere già sembianze e comportamenti da adulto. Voglio dire che nel primo caso siamo sicuramente di fronte ad un pedofilo deviato mentre nel secondo caso, non sempre ma è possibile trovarsi di fronte ad un violento come diagnosi principale, ad un abuso sessuale più carico di un intento sopraffattivo e violento, trovarsi di fronte all’esercizio dell’abuso come potere come disprezzo e affermazione di una volontà sopraffattiva o di rivalsa nel contesto famigliare.
    In ogni caso, di fronte ad un abuso sui minori rimedi draconiani: se non ci sono altre soluzioni sul mercato delle terapie va bene anche la castrazione chimica. Non mi va di guardare ai perché e ai percome dei pedofili ma immediatamente tenere presenti i danni provocati ai minori. “Meglio per loro che si legassero una pietra al collo” . Vale ieri come oggi.
    Allora, tornando al discorso della vita sessuale armoniosa, un deciso no ai preti pedofili e proposta immediata di castrazione chimica. Evidentemente avremo, in tono minore, una falange di “eunuchi per il regno dei cieli” . Sono tutti qui i problemi da risolvere per puntare ad una sessualità armoniosa? No. Intanto fra gli “enunuchi per il regno dei cieli” dovremo poter contare oltre che su coloro che ricorrono alla castrazione chimica, anche su quelli che sono proprio vocati così.
    Ma per tutti gli altri, abolizione di questa regola assurda e sopraffattiva dei diritti umani.
    Il senso bello del celibato può essere la condivisione della solitudine affettiva. E quanta gente c’è, fra le persone comuni, che vorrebbe realizzarsi come coppia, esercitare una sana sessualità e invece per le ragioni più varie non ci riesce perché impedito da qualcosa?
    Chi, invece, anche dopo avere espresso formalmente la sua vocazione e preso i voti, si innamora o si sente adatto anche alla vita coniugale, deve potersi sposare ed allo stesso tempo coltivare la propria vocazione presbiteriale perché possono senz’altro darsi una cosa e l’altra anche con grande arricchimento dell’attività della Chiesa.
    E nei conventi di religiosi e religiose? Idem. In questo caso siamo di fronte ad una vocazione che prima c’era o sembrava che ci fosse e che dopo è stata rivista ed è cambiata. Evidentemente in questo caso bisogna lasciare il monastero e tuttavia invece di incontrare ostracismo, dissenso e sentirsi un traditore, il/la religioso/a la dovrebbe essere serenamente aiutata a collocarsi nella società per realizzare la nuova vocazione.

  16. 155
    PI.ERRE. scrive:

    La "IELLA" non c’azzecca nulla con Ratisbona!!!

    La "IELLA", ammesso che la si possa trattare come dato non supertizioso, è nella elezione a pontefice di questo signore tedesco.

    La "IELLA" è consistita nel non aver voluto dare ascolto a quella parte buona della Chiesa che dopo la morte di santosubito (a proposito che fine ha fatto la sua beatificazione?) voleva come Papa il cardinale Martini. Ma si vede che quel giorno lo "spirito santo" era distratto, o forse voleva fare l’ennesimo dispetto ai suoi credenti…

  17. 154
    ornellalabastarda scrive:

    Il "prete" e il "sacerdote"

    Viva l’analisi logica!
    a proposito, se compio qualche errore, sono "assolta", perché non lavoro né come maestra e né come professoressa!)

    Chi: Soggetto.
    Prete: il ministro del culto cattolico (Devoto, Oli, pag. 1516)
    Sacerdote: il ministro di un culto religioso (Devoto, Oli, pag. 1716)
    Sacerdozio: il ministero del sacerdote; nella religione cattolica, l’ordine sacro che conferisce la potestà di consacrare e di offrire le specie eucaristiche, di amministrare i Sacramenti, di predicare la parola di Dio: i doveri del sacerdote.

    Cosa fa il prete: complemento oggetto (l’azione)
    conferisce la potestà di consacrare e di offrire le specie eucaristiche, di amministrare i Sacramenti, di predicare la parola di Dio: i doveri del sacerdote.

    A chi: complemento di termine
    Ai fedeli.

    Da chi gli è stato dato il mandato: complemento d’agente
    Da Dio

    Chi è Dio?
    "Spirito superiore, creatore, unico, onnipotente, onniscente, onnipresente, eterno, secondo la religione cristiana e le altre gandi religioni monoteistiche.

    Chi è il prete?
    E’ il Filtro (colatoio, colino)?
    E’ l’Intermediario? (mediatore, intercessore, negoziatore, mezzano, sensale, rappresentante)?

    Il prete è l’intermediario tra Dio (Spirito superiore) e il fedele (persona umanissima).
    Il prete, quindi, è lo strumento di Dio.

    Sono laica, quindi se non credo in uno Spirito superiore, mi rimane solo una persona che dice di essere l’intermediario di Dio.

    Mi preoccupo molto per questa affermazione. Mi ricorda il delirio mistico!

    Bene per quei preti coerenti, che salvano con le loro azioni i preti incoerenti, quelli pedofoli, quelli bancari di mafiosi e quelli bancari di costruttori di case e non di "Chiese".
    Questi mi preoccupano molto, perché la loro incoerenza li fa destreggiare tra la legge "divina" che arriva immediatamente dall’Alto, attraverso lo strumento del prete superiore e la "legge terrena", che arriva molto tempo dopo, attraverso lo strumento della Magistratura.

    Invece di rispondere immediatamente alla legge "divina", aspettano tranquillamente i tempi biblici legati alla risposta della legge "terrena".
    Un forno o due forni?
    Un forno, quello "terreno".

  18. 153
    X DIMENTICATA-149 DA RENATO M.V. scrive:

    MI FISSEREI SUL PUNTO PRIMO-I PRETI NON SONO TUTTI UGUALI-ESATISSIMO PERCHE’ LA DIVERSITA’ NELLE PERSONE E’ COSTRUTTIVA. PERO’ IN QUESTA DIVERSITA’ CI SONO I BUONI E I CATTIVONI CHE NEL CASO DELLA CHIESA SPESSO SI NASCONDONO DIETRO I BUONI.LA CHIESA DA SEMPRE HA DUE VOLTI QUELLO DI GIULIO II E QUELLO DI S.FRANCESCO, STANNO INSIEME DA 2000 ANNI.SUGLI ALTRI PUNTI CONDIVIDO.

  19. 152
    aaavatar scrive:

    MANIGOLDI

  20. 151
    DimenticataInAutogrill scrive:

    miti
    la fede è una cosa che accantono, così pure l’organizzazione ecclesiastica cattolica. Sarebbe già molto se, a parte i vari scandali di banche vaticane, si limitassero ad occuparsi delle anime che si affidano a loro, senza voler interferire nella legislazione di uno stato laico come l’Italia, contro l’aborto e il vero testamento biologico (che se non posso esprimere il mio parere, pro o contro, ma è obbligatorio, che testamento sarebbe? Lo chiedo anche al cattolico ministro Sacconi, che ci vuole imporre il cosiddetto testamento biologico, che è a senso unico -> verso la morte lenta con obbligo di "cure" = torture, obbligatorie: bella laicità dello Stato!)

    Mi basterebbe che vivessero e lasciassero vivere in santa pace e per la morte affidarsi a Dio, non alle macchine: Papa Giovanni Paolo II però ha potuto avere una morte da uomo, non da larva. Se avessero voluto, anche lui avrebbe potuto essere attaccato a delle macchine infernali

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