Voglio condividere con voi una bella notizia. Al mio carissimo amico Luciano Segre è giunta da Gerusalemme la lettera di Yad Vashem, l’istituzione che onora la memoria delle vittime della Shoah. Dopo quasi due anni di severa istruttoria, don Martino Michelone, parroco di Moransengo, che salvò la vita a Luciano e alla sua famiglia, nascondendoli in canonica durante gli anni bui delle deportazioni, è stato insignito del titolo di “Giusto fra le Nazioni”. Un albero verrà piantato in suo ricordo nel Giardino dei Giusti, sul Monte Herzl. E il riconoscimento verrà consegnato con una cerimonia presso l’Ambasciata d’Israele a Roma ai congiunti di don Michelone. Ripubblico di seguito l’articolo uscito nel maggio 2008 su “Vanity fair”.
Sto per realizzare uno scoop straordinario e vorrei rendervi partecipi dell’evento che attendevo da anni. Sto per intervistare Luciano Segre, domenica 11 maggio alle ore 19 nella sinagoga di Casale Monferrato, senza dubbio la più bella d’Italia.
E chi sarà mai questo Luciano Segre, vi chiederete, un po’ insospettiti da quelle sopracciglia trasformate in cespugli, in mezzo a cui si diparte un naso…beh, sì, diciamolo, la riproduzione esatta del perfido giudeo così come veniva disegnato nelle caricature antisemite novecentesche? Fermatevi, certe battute siamo autorizzati a scambiarcele solo tra ebrei. Tanto più che Luciano Segre, nel nostro branco-famiglia-allargata cementato d’affetti non consanguinei, è investito dai ragazzi della funzione insostituibile di nonno (senza nulla togliere al plotone dei nonni naturali).
Ma allora dove sarebbe lo scoop? Presto detto: il riserbo di Luciano Segre è proverbiale. Calca da decenni i corridoi dell’establishment italiano da consulente di aziende importanti, è amico di quasi tutti i direttori di giornale, lui e il suo labrador sono avvistati spesso tra la Confindustria e Palazzo Chigi quando lasciano per poche ore la Torino ove convivono felicemente, senza trascurare un passaggio per la casa bolognese di Prodi o di questo e quel manager, ministro, banchiere che invano lo vorrebbero per consigliere: ma di lui non è mai uscita una mezza dichiarazione, e le sue prime fotografie pubblicate eccole in questa pagina. L’uomo è ruvido come la sua voce, acuita nei decibel dalla sordità incipiente e da un abuso smodato di parolacce con cui seduce i bambini e scandalizza gli adulti prima che si accorgano che di mostruoso in Segre c’è solo la smodata bontà: il contrario dell’involucro, come l’orco Shrek.
Se l’ho convinto a parlare in pubblico per la prima volta in vita sua, nell’ambito del bel Festival della cultura ebraica che si tiene ogni anno a Casale Monferrato (www.oyoyoy.it) è appunto perché ha passato da un po’ i settant’anni e vuole saldare un debito di gratitudine. Luciano Segre era infatti un bambino quando nel 1938 il fascismo varò le leggi razziali, facendone un diverso. Esattamente settant’anni fa. A Casale Monferrato pareva che la vita potesse continuare quasi normalmente intorno al negozio di tessuti gestito in via Roma dai suoi genitori. Ma con la Repubblica di Salò cominciarono anche le deportazioni, un ebreo denunciato e catturato poteva valere anche duemila lire dell’epoca. E allora fu la fuga. Prima a Cogne, finchè suo padre Riccardo aveva ancora dei risparmi da spendere. Poi il miracolo di arrivare in ritardo all’appuntamento con la famiglia Ovazza con cui avevano pianificato la fuga in Svizzera. Traditi e catturati all’Hotel Meina, gli Ovazza furono trucidati sul posto mentre i Segre continuavano la fuga a Castino, zona partigiana dove le retate si susseguivano, una famiglia ebraica rappresentava un impiccio ulteriore e a papà Riccardo s’infettò un polmone.
Qui subentra la figura del salvatore. Un semplice prete del Monferrato, cliente del negozio di tessuti: don Martino Michelone, parroco di Moransengo. E’ lui che alla fine del 1943 dice a Riccardo Segre fuggiasco, senza una lira in tasca, malato: “Prendi la tua famiglia e venite a nascondervi in canonica da me”.
Vivevano rinchiusi sopra la chiesa Riccardo, sua moglie Angela, sua sorella Elvira e il piccolo Luciano. Che essendo già pestifero di quel don Michelone ricorda soprattutto le mani grosse come badili. Scattavano a scappellargli la nuca quando sbagliava –lui piccolo ebreo clandestino- gli incarichi da chierichetto in cui veniva coinvolto dal prete. Furono sculacciate vere la volta che fece partire un colpo dal fucile di un partigiano, col rischio di attirare i nazisti. E se la ricorda ancora, Luciano Segre, la volta in cui i nazisti vennero davvero a prendere quel don Michelone, noto protettore di “banditi” e “sbandati”, scappato giù per il dirupo dietro la chiesa e rimasto alla macchia per giorni con l’aiuto dei suoi parrocchiani. Tra i medicinali paracadutati dagli inglesi, quel prete amico dei partigiani recuperò perfino della penicillina con cui fu curato il polmone di suo padre.
Finora queste storie Luciano le riservava agli amici, infarcendole di dettagli irriferibili e piegandole su un ridere amaro. Ma ora è venuto il tempo di tramandare il ricordo. Don Martino Michelone può e deve diventare, speriamo, dopo la necessaria verifica istruttoria, un Giusto d’Israele, ricordato come tale a Yad Vashem, il mausoleo della Shoah che su una collina di Gerusalemme dedica un albero a ciascuno degli angeli salvatori di ebrei in quegli anni bui.
I requisiti necessari per ottenere tale riconoscimento (alla memoria: don Michelone se n’è andato in tutta modestia nel 1979) sono tre.
Primo. Non avere preteso denaro per l’aiuto fornito.
Secondo. Avete rischiato la propria vita per salvare gli ebrei in fuga.
Terzo. Che vi sia più di un testimone della verità dei fatti.
A Moransengo, tra le vigne del Monferrato, tutti gli anziani ricordano e già il paese ha intitolato la piazza a don Michelone, il suo Giusto. Vorrei che insieme a Luciano Segre sia possibile aggiungere il nostro grazie.
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25 giugno, 2010 alle 10:33 am
Ogg: Gentile Signora/e, può leggerla, per cortesia? E’ solamente una letterina da Genova
347 6011472: questo è il mio numero di telefono, Gentile Presidente del Consiglio On. Berlusconi e Gentile Ministro dell’Interno, On.Maroni, e Gentili Deputati e Senatori della Repubblica Italiana
Lasciate pure che mi intercettino, come e per quanto tempo desiderino.
Per il bene della società nella quale vivo ed opero, sono disposto a cedere una parte della mia privacy, e penso che ciò sia giusto. Considerato che, per perseguire reati e disonestà dilagante, ritengo non debbano esserci ostacoli. Di alcun tipo.
L’etica di uno Stato non si basa solamente sul sacrosanto e doveroso rispetto della privacy, ma anche, e soprattutto, sul rispetto delle regole comportamentali di convivenza civile in una società quasi del tutto priva di alti valori etici di riferimento.
Tra l’altro, non ritengo sia giusto perdere così tanto tempo prezioso per discutere su tematiche che, a mio avviso, non sono così vicino ai problemi reali contingenti delle persone, soprattutto a quelle in difficoltà economiche, che desidererebbero cercare di essere aiutate in questo particolare delicato periodo al fine di, quantomeno, limitare i danni.
Credetemi, ne ho conosciute alcune, ultimamente. Hanno dei grossi problemi, e non solo economicamente ma anche dal punto di vista umano. Piove sul bagnato..purtroppo.
Temo solamente una cosa: l’indifferenza delle persone per i più deboli, la disonestà dilagante e strabordante alla quale tutti siamo ormai penosamente abituati, la perdita di valori essenziali quali, prima di tutto l’amor di patria e l’onesta intellettuale e materiale nel gestire la cosa pubblica e nei retti comportamenti del singolo cittadino a qualsiasi livello ed in ogni contesto sociale. Ladri di alimenti nelle mense, preti pedofili, cardinali dalle conoscenze professionali quantomeno discutibili, manager truffaldini, politici corrotti, imprenditori corruttori, impiegati, operai e funzionari scorretti e disonesti. Vogliamo capire che è l’uomo che bisogna migliorare? E’ l’Etica che bisogna insegnare, a tutti!
Insomma, la sintesi veramente pericolosa del pensiero dell’uomo comune rischia di diventare questa: tutti rubano, e pochi scontano la pena, perchè non potrei farlo anche io?
Ragionamento comprensibilmente discutibile e discutibilmente comprensibile.
Temo anche la mancanza di valori culturali, la piattezza cerebrale delle persone che non riescono più a pensare, al massimo tendono a lamentarsi flebilmente, senza riflettere seriamente sugli accadimenti del nostro mondo, molto più disposti a scendere in strada per festeggiare …11 giocatori in pantaloncini (orgoglio di una città o di un popolo) che tirano calci ad un pallone.
Valori di riferimento attuali? La bellezza e il potere. La ricchezza materiale e la prepotenza comportamentale mista ad una importanza ignoranza culturale. Esagero? Forse si, però la base del mio ragionamento regge. Purtroppo. Per quanto riguarda la bellezza temo di aver proprio ragione, non si accetta il passare degli anni, cercando di mascherare ( amio avviso penosamente) i propri difetti fisici. Tralasciando i valori morali e/o spirituali.
Ricordiamoci tutti una cosa: la storia di ogni uomo può cambiare il corso degli eventi del mondo intero. Quindi adoperiamoci seriamente per migliorarlo. Il mondo. Non diamo la colpa a questo o a quello, non limitiamoci a criticare questo o quel partito, questa o quella religione, questa o quella razza. Sono solamente muri che eleviamo, ostacoli che ci creiamo al fine di distanziarci dagli altri.
Non speriamo nell’inevitabile condono di (quasi)massa simbolo della decadenza di valori e simbolo di uno Stato debole, veramente debole, che non riesce, o non vuole, dare prova di orgoglio e si limita a raccogliere episodicamente, soldini, dando del mariuolo o del birbantello a persone semplicemente disoneste. Tra l’altro condono che ferisce chi si è sempre comportato bene rispettando le leggi che regolano la convivenza tra uomini. E’ questo non è un ragionamento di destra, o di sinistra, o di centro. E’ un ragionamento di buon senso e basta! E’ il mio ragionamento, è non sono un comunista, sono solamente una normale persona per bene, che può e deve migliorarsi ogni giorno. Una persona che fino a due anni orsono non effettuava la raccolta differenziata e che adesso la effettua al 100%. La vicenda della Regione Campania a me è servita per migliorarmi, ad esempio.
Ciascuno di noi pensi, innanzitutto, a migliorare se stesso, e ad essere più umile e meno, molto meno egoista e a provare a sorridere e a voler bene alle persone. Tutte, a prescindere dalle inclinazioni religiose, politiche o sessuali. Non esiste il Negro, il Diverso, il Normale, il Povero e il Ricco. Esiste l’uomo.
Senza alcuna polemica nei confronti di alcuno, mi creda.
Amore vero e dialogo sereno e serio come predicava il Mahatma Gandhi…
Dott.Alessandro Venzano
Via Casaregis, 20/14 sc dx
16129 Genova
Autorizzo volentieri l’uso dei miei dati e manlevo l’editore ed il giornalista da qualsiasi responsabilità, invitandolo a fare il proprio dovere, senza se e senza ma.
Non ho nulla da nascondere. Io.
La libertà di informazione è un bene prezioso, difendiamolo. Difendetelo, per cortesia.
Senza polemica e con spirito libero e costruttivamente ideologico e ideologicamente costruttivo.
Grazie per l’attenzione. Davvero, grazie.
12 maggio, 2010 alle 6:01 pm
un Ministro del Gabinetto inglese non scherzava quando ha detto: ‘Le banche sono fottute, noi siamo fottuti, il Paese è fottuto’". Quando si dice aplomb britannico…
Una scelta dunque tra realtà e finzione finanziaria a vantaggio della seconda. "Oggi la speculazione monetaria" sostiene Internazionale di cinque mesi fa che riportava un’inchiesta di Der Spiegel "è venti volte il volume degli scambi commerciali. [...] L’attività finanziaria è scollegata dalla realtà e ha la forza di distruggere la ricchezza di interi settori industriali, anzi, di interi Paesi"…
per applicare il massaggio cardiaco agli istituti di credito tutti i governi occidentali hanno dilapidato un oceano di denaro, soldi di quei cittadini vittime due volte del sistema: prima raggirati dalle alchimie dei cosiddetti maghi della finanza, poi ulteriormente spremuti dagli Stati corsi al capezzale degli apprendisti stregoni in difficoltà.
Cifre enormi, quelle stanziate dai governi occidentali, a esclusivo beneficio degli artefici del disastro. Denaro che causa oggi gravi problemi di indebitamento per gli Stati, mentre le banche d’investimento hanno ripreso a fare esattamente ciò che ha portato il mondo sull’orlo del baratro: il gioco d’azzardo. Per di più, sulla pelle di chi le aveva salvate. “Si torna a scommettere, si torna a far festa, si torna a guadagnare un sacco di soldi" proseguiva l’inchiesta di Der Spiegel, "e tutto grazie ai miliardi immessi nei mercati dalle banche centrali e dai governi per arginare le conseguenze della crisi”. "Quando va tutto bene – proseguiva l’articolo- lo Stato non deve intervenire e i guadagni vanno ai banchieri. Ma se qualcosa va storto, tocca al contribuente pagare il conto". È il capitalismo, caro.
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sulla politica, le istituzioni, i popoli e ciascun cittadino inerme.
NO al Signoraggio Bancario
NO alla Povertà pianificata
NO alla Dittatura delle Banche
8 maggio, 2010 alle 11:16 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
25 marzo, 2010 alle 4:45 pm
I titoli dei due maggiori quotidiani israeliani, Yedioth Ahronoth e Maariv, parlano di "schiena (di Netanyahu) al muro" e di un difficile confronto con gli Stati Uniti.
25 marzo, 2010 alle 11:13 am
Il primo ministro israeliano ha oggi concluso la sua visita negli Stati Uniti, dichiarandosi soddisfatto.
Pensiamo di aver trovato un’ottima soluzione che permetta agli americani di portare avanti il processo di pace ha detto prima di imbarcarsi sull’aereo per ritornare in Israele.
23 marzo, 2010 alle 11:45 am
Da quando è stato eletto Barack Obama, la gente in Israele ha sempre parlato di grande problema
23 marzo, 2010 alle 11:35 am
La replica, per la7
:
Barack Obama gode di un buon gradimento tra gli israeliani. Sette cittadini su dieci dello Stato ebraico lo considerano un presidente amico e giusto con Israele e solo il 27 per cento e’ della stessa opinione del cognato di Benjamin Netanyahu, che considera "antisemita" l’inquilino della Casa Bianca. Il sondaggio e’ stato realizzato da Haaretz nei giorni piu’ caldi della crisi tra Israele e Washington, irritata per l’annuncio della costruzione di 1.600 alloggi nella parte araba di Gerusalemme .
21 marzo, 2010 alle 8:03 pm
oggi ho guardato current(canale 130 sky)
rom:sposi bambini,raccapricciante.
se volete vederne alcuni spezzoni digitate il titolo su you tube.
21 marzo, 2010 alle 7:46 pm
non lo sapevo!sono andata ora a ricercare la notizia(Corsera)
quei ragazzi dovrebbero essere duramente puniti!ma ancora di più l’autista,di fronte ad una persona anziana aggredita da ragazzuncoli,avrebbe dovuto bloccare l’autobus in mezzo alla strada e chiamare immediatamente le forze dell’ordine!Ma in che razza di paese di m.e.r.d.a viviamo!Ma che schifo alla faccia dei missionari dell’ammore,vi dovreste vergognare!
21 marzo, 2010 alle 10:10 am
Puoi esprimere tutti i commenti che vuoi Linda. Anzi, dimmi cosa ne pensi del rabbino insultato sull’autobus e sul silenzio dell’autista?
20 marzo, 2010 alle 2:55 pm
negli ultimi mesi tantissimi notizie sono stati battuti in medio oriente di un importanza credo vitale per quella zona e di una drammaticità notevole a gad lernere si sono scivolati come l’olio questa notizia di poco importanza anche se comuovente ci l’ha sbattuta subito in faccia. sei fazioso e fai parte della macchina del consenza di Israele.
20 marzo, 2010 alle 11:01 am
Una bella storia,in questo mondo tremendo.
I miei nonni paterni nascosero a Milano una famiglia ebrea i Senigaglia.
Per questa storia et altro mio padre fu condannato a morte.
Nel ’42 era a S.Vittore.
Solo l’intervento del Cardianle Schuster salvo’ mio padre et altri condannati,tra cui il giornalista Montanelli; mandati tutti volontari in Albania et in Grecia.
Volevo solo portare questa mia piccola testimonianza x dire che anche persone,meno importanti,sono state salvate da tanti italiani l’ultima guerra..
Italiani mi suona come un offesa il signor Sinigaglia figlio,Gigi x mio padre,era un collega di ufficio,un amico per la vita.
Il padre di Gigi dopo la guerra, regalo’ a mio padre,regalo’ a mio padre in ringraziamento,"ma non serviva bastava la loro amicizia" parole di mio padre, un bellissimo fermacarte in ottone che rappresenta un bambino che nasce non sotto un cavolo ma dentro un fico.
A parte opera stupenda in se,ha x la ns.famiglia un valore inestimabile.
caro Gad
se hai altre di queste storie che ci illiminano l’anima e la mente
raccontacele.
Enrico Gizzi
20 marzo, 2010 alle 12:42 am
Trovo molto commovente questa storia e credo però che ormai nell’Italia di oggi sia un pò fuori dal tempo.Oggi è il tempo degli INGIUSTI.
Oggi ,solo coloro che sono profondamente INGIUSTI possono governare e avere ricchezza e potere .Questi sono i nuovi valori del nostro PAESE.Di cosa dobbiamo più stupirci ?
Scoprire che sono vissuti dei GIUSTI e sono premiati quasi ci disarma.!
19 marzo, 2010 alle 7:30 pm
Stella, era meglio se non esprimevo nessun commento.
19 marzo, 2010 alle 6:06 pm
Bella storia. Ogni tanto sentire che qualcuno non si è adeguato ai tempi, ma alla sua coscienza è una consolazione. Sarebbe stato ancora più bello se il riconoscimento fosse giunto prima della morte di don Michelone.
19 marzo, 2010 alle 4:47 pm
@ vecchietto #3
Cerrrto! ci sono anche Borghezio e Salvini. Mi spiace di non aver commentato subito ma, sai la ronda padana…