Torno dalla cena pasquale e faccio i conti con quella che si profila come una sconfitta di proporzioni storiche. Perchè non solo ribadisce l’egemonia della destra, anche dopo la pessima prova di governo che ha dato, ma ne modifica puire i connotati. Facendo della Lega -decisivo lo sfondamento di Roberto Cota in Piemonte- il perno culturale intorno a cui si riorganizza il conservatorismo italiano.
La sinistra perde il modello emiliano, impoverito dal dalemismo di Vasco Errani (sopravvive invece la più aperta esperienza toscana) senza trovare nè in Puglia nè in Lazio un’alternativa interna al Partito Democratico.
Il voto avrà conseguenze sull’establishment del Nord, dal nuovo vertice delle Generali alle Fondazioni bancarie Tremonti capitalizzerà il suo nuovo ruolo. Dubito che Berlusconi ne ottenga la stabilità necessaria a realizzare presidenzialismo e giustizia addomesticata. Ci saranno nuove tensioni territoriali (vedi il partito del Sud) e fratture con la nascente Generazione Italia di Fini. Ma è evidente che tutto ciò avverrà dentro un contesto sociale saldamente egemonizzato dal pensiero di destra.
Popularity: 15% [?]





17 ottobre, 2010 alle 4:22 pm
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.
Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.
NO al Signoraggio
LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
1 luglio, 2010 alle 11:01 am
Grazie Zio per le parole
________________________________
Sig…Klatuu,
i casi sono due:
O è una persona cattiva ( e non penso)
O non ha letto bene.
Non sono un boy scout e tantomeno un moralista. Sono un cittadino che no accetta soprusi e ruberie, soprattutto dei più potenti a carico degli ultimi della classe.
Non accetto neanche violenze a carico di giovani che temporaneamente reclusi, muoiono "misteriosamente" dopo due settimane.
La mia lettera "patetica" è a difesa dei più deboli, innanzitutto quelli con seri problemi di salute o con figli con più o meno gravi problematiche. Per fortuna sua lei non ene conosce, io si.
Compero spazi pubblicitari, a mie spese, su IL SECOLO XIX per far conoscere un Centro di Genova specializzato sulla cura di bambini autistici.
E non navigo nell’oro, ma effettuo qualche piccolo sacrificio per i + sfortunati.
Le chiedo scusa per averla disturbata, probabilmente cerco di insistere per smuovere l’opionione pubblica e a volte riesco a coinvolgere alcune centinaia di concittadini che si rivolgono a tale Centro per devolvere il …per mille, ad esempio. Per lei è semplice, come vede il mio nome, non legga le mie missive inutili e noiose.
Le tematiche che toccano l’amigdala delle persone vanno prese con cautele e, possibilmente non considerate "patetiche"
Ci metto i soldi, il nome e cognome, io.
Venzano Alessandro avenzano@tiscali.it
Pubblico per l’ultima volta la lettera, che ho distribuito nel mio quartiere, da lei considerata "patetica"….
Senza polemica ma con la convinzione di essere nel giusto
_________________________________________________________
Gentile concittadino, sottopongo alla Sua attenzione un mio piccolo pensiero che ho inviato al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi. Non chiedo alcunché, non mi interessa la politica litigiosa, non ho alcun secondo fine, se non quello di voler bene alle persone, soprattutto a quelle in difficoltà. Le chiedo solamente di leggerlo, e fermarsi almeno un attimo a riflettere. Grazie!
Dott.Venzano Alessandro – Un concittadino del Suo quartiere. E mail: avenzano@tiscali.it
———————-__________________________________________________________________________________
Gentile Presidente del Consiglio,
Si è mai recato al Padiglione n° 4 dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova?
Io si.
Vi ho soggiornato per cinque giorni, dal 16 al 20 novembre 2009. Mio figlio è stato ricoverato per un check up completo, precedentemente programmato, al fine di capire il perchè del ritardo del linguaggio.
Il responso è stato assai tranquillizzante e il futuro è, almeno per la nostra famiglia, sicuramente sereno. Ma non è questo il punto.
Il Padiglione n° 4 reca, all’ingresso, la dicitura “ U.O Neuropsichiatria Infantile”. Già da ciò si può intuire la complessità della tematica che ci troviamo di fronte, la delicatezza della situazione che coinvolge l’amigdala delle persone, fino alla radice.
Come sicuramente Lei saprà, l’Istituto G.Gaslini rappresenta il fiore all’occhiello nel panorama dell’ospedalizzazione infantile italiana e, personalmente, m’inorgoglisce come genovese. Una struttura d’eccellenza ed un Reparto all’interno del quale operano, con grandissima professionalità e notevole senso d’umanità, dirigenti medici attenti, consulenti esterni precisi ed infermieri disponibili. Lo posso affermare a ragion veduta, considerato che ho vissuto un esperienza, anche notturna, breve dal punto di vista temporale ma intensa dal punto di vista emotivo.
Piccoli pazienti da tutta Italia e genitori al seguito, con il loro carico di speranze, piccole tensioni, stanchezza, serenità ma comunque, mi creda, tanta dignità comportamentale, anche nei casi più disperati, situazioni neurologiche estreme, senza, probabilmente, soluzione.
Futuro già segnato, almeno in alcuni casi. Ma comunque resta un attaccamento commovente di madri premurose e care. Maledettamente care. Battiamoci per loro, per favore. Se lo meritano.
Coppie da Brindisi, da Foggia. Madri da Palermo, Enna. Padri da Latina e da fuori Italia: Tirana, Tunisi. Coppie di maghrebini mussulmani con figli malati al seguito. Tutti assieme a giocare nella graziosa Sala giochi, con premurose insegnanti ed educatrici e alla presenza di AVO disponibili e gentili.
Papà stanchi, a volte con la schiena indolenzita poiché il letto del vicino Istituto delle Suore non è come quello di casa. Ma non sono certamente questi i problemi di esseri umani che, a volte, hanno gli occhi arrossati per il pianto appena consumato o dignitosamente trattenuto: per un esito sconfortante di un esame specifico al proprio figlio in difficoltà.
Tutto in un ambiente che è, e comunque si sforza, di rimanere sereno. Nonostante tutto. Nonostante i problemi, le differenze culturali. Una riprova che la società multiculturale esiste. Per fortuna.
Le risparmio la casistica delle situazioni, non desidero turbarle il sonno. Inoltre, rispettiamo la privacy della sofferenza, ma al contempo sfondiamo il muro dell’indifferenza
Le chiedo, con grande serenità, solamente una cosa:
Parli con il suo Ministro, l’Onorevole Scajola. Gli dica di rinunciare ad almeno una delle Centrali Nucleari in via di programmazione e di utilizzare preziose risorse al fine di costruire celermente altri poli d’eccellenza infantile in Italia. Almeno uno in ogni Regione o quantomeno uno per il sud ed uno per il Centro Italia.
Risparmi faticosi e costosi viaggi della speranza a genitori con il morale a terra. Risparmi piccole tensioni a coppie che non riescono a trovare adeguata sistemazione nei pressi dell’Ospedale sopracitato.
Vede, egregio Presidente, io abito in Via Casaregis, a pochi chilometri dall’Istituto in questione, è per me è stato assai semplice. Tutto quanto. Agevolato, tranquillizzato, con le spalle coperte, come si suol dire. Ma sono un pochino agitato per coloro che hanno avuto responsi gravi. Il peso della coscienza mi obbliga a lottare civilmente per coloro che, probabilmente, stanno subendo una sconfitta irrimediabile, anche se per fortuna, ovviamente, vi sono anche notizie positive e confortanti, per molti genitori sollevati da timori e dubbi.
Potrei chiudere un occhio e pensare a me stesso ed alla mia squadra rossoblu del cuore.
Ma non posso pensare, ed accettare, che l’opinione pubblica e le Istituzioni locali si concentrino sulla costruzione di nuovi Stadi per il calcio, piuttosto che riflettere ed agire al fine di aiutare persone che, mi creda, non desiderano essere aiutate. Solamente comprese. Non capisco, inoltre, l’indifferenza delle persone, anche se in parte la giustifico, questa è la società. Purtroppo.
Ma non posso pensare, ed accettare, che si costruiscano ponti sullo Stretto. O meglio, prima occupiamoci delle fondamenta e poi eventualmente concentriamoci sull’attico del Palazzo della Vita. Senza polemica, per carità. Senza pregiudizi di carattere politico, lontani dal mio modus vivendi.
Comunichi al Ministro On.Scajola che, per quanto mi riguarda, sarei disponibile a pagare qualche decina di euro in più per il riscaldamento del mio appartamento, e sapere che molte persone (quindi coscienze ed anime, non solamente codici fiscali) abbiano la possibilità di avere molti più tifosi (parenti in primis) vicino nella partita più importante: il futuro dei propri figli, che non sono certamente figli di un Dio minore.
Mi ritiro temporaneamente nel mio silenzio, con un cuore piccolo piccolo, per aver assistito a situazioni tristi, assai tristi, anche se l’umanità respirata in quel Reparto mi ha aiutato. Ad essere ancor meno egoista. Ma, mi creda, lottiamo per loro. Lo dobbiamo intimamente anche alla nostra coscienza.
E’ uno dei modi per comparire con dignità, di fronte al giudizio dell’eternità.
A prescindere dalle nostre ideologie e dai nostri credo.
Un sentito grazie per l’attenzione, davvero.
Distinti saluti
Il Papà di Davide Venzano ( Vostro concittadino della Foce)
21 maggio, 2010 alle 11:52 am
Gentile concittadino, sottopongo alla Sua attenzione un mio piccolo pensiero che ho inviato a dicembre 2009 al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi. Non chiedo alcunché, non mi interessa la politica litigiosa, non ho alcun secondo fine, se non quello di voler bene alle persone, soprattutto a quelle in difficoltà. Le chiedo solamente di leggerlo, e fermarsi almeno un attimo a riflettere. Grazie!
Dott.Venzano Alessandro – Un concittadino del Suo quartiere. E mail: avenzano@tiscali.it
———————-__________________________________________________________________________________
Gentile Presidente del Consiglio,
Si è mai recato al Padiglione n° 4 dell’Ospedale Giannina Gaslini di Genova?
Io si.
Vi ho soggiornato per cinque giorni, dal 16 al 20 novembre 2009. Mio figlio è stato ricoverato per un check up completo, precedentemente programmato, al fine di capire il perchè del ritardo del linguaggio.
Il responso è stato assai tranquillizzante e il futuro è, almeno per la nostra famiglia, sicuramente sereno. Ma non è questo il punto.
Il Padiglione n° 4 reca, all’ingresso, la dicitura “ U.O Neuropsichiatria Infantile”. Già da ciò si può intuire la complessità della tematica che ci troviamo di fronte, la delicatezza della situazione che coinvolge l’amigdala delle persone, fino alla radice.
Come sicuramente Lei saprà, l’Istituto G.Gaslini rappresenta il fiore all’occhiello nel panorama dell’ospedalizzazione infantile italiana e, personalmente, m’inorgoglisce come genovese. Una struttura d’eccellenza ed un Reparto all’interno del quale operano, con grandissima professionalità e notevole senso d’umanità, dirigenti medici attenti, consulenti esterni precisi ed infermieri disponibili. Lo posso affermare a ragion veduta, considerato che ho vissuto un esperienza, anche notturna, breve dal punto di vista temporale ma intensa dal punto di vista emotivo.
Piccoli pazienti da tutta Italia e genitori al seguito, con il loro carico di speranze, piccole tensioni, stanchezza, serenità ma comunque, mi creda, tanta dignità comportamentale, anche nei casi più disperati, situazioni neurologiche estreme, senza, probabilmente, soluzione.
Futuro già segnato, almeno in alcuni casi. Ma comunque resta un attaccamento commovente di madri premurose e care. Maledettamente care. Battiamoci per loro, per favore. Se lo meritano.
Coppie da Brindisi, da Foggia. Madri da Palermo, Enna. Padri da Latina e da fuori Italia: Tirana, Tunisi. Coppie di maghrebini mussulmani con figli malati al seguito. Tutti assieme a giocare nella graziosa Sala giochi, con premurose insegnanti ed educatrici e alla presenza di AVO disponibili e gentili.
Papà stanchi, a volte con la schiena indolenzita poiché il letto del vicino Istituto delle Suore non è come quello di casa. Ma non sono certamente questi i problemi di esseri umani che, a volte, hanno gli occhi arrossati per il pianto appena consumato o dignitosamente trattenuto: per un esito sconfortante di un esame specifico al proprio figlio in difficoltà.
Tutto in un ambiente che è, e comunque si sforza, di rimanere sereno. Nonostante tutto. Nonostante i problemi, le differenze culturali. Una riprova che la società multiculturale esiste. Per fortuna.
Le risparmio la casistica delle situazioni, non desidero turbarle il sonno. Inoltre, rispettiamo la privacy della sofferenza, ma al contempo sfondiamo il muro dell’indifferenza
Le chiedo, con grande serenità, solamente una cosa:
Parli con il suo Ministro, l’Onorevole Scajola. Gli dica di rinunciare ad almeno una delle Centrali Nucleari in via di programmazione e di utilizzare preziose risorse al fine di costruire celermente altri poli d’eccellenza infantile in Italia. Almeno uno in ogni Regione o quantomeno uno per il sud ed uno per il Centro Italia.
Risparmi faticosi e costosi viaggi della speranza a genitori con il morale a terra. Risparmi piccole tensioni a coppie che non riescono a trovare adeguata sistemazione nei pressi dell’Ospedale sopracitato.
Vede, egregio Presidente, io abito in Via Casaregis, a pochi chilometri dall’Istituto in questione, è per me è stato assai semplice. Tutto quanto. Agevolato, tranquillizzato, con le spalle coperte, come si suol dire. Ma sono un pochino agitato per coloro che hanno avuto responsi gravi. Il peso della coscienza mi obbliga a lottare civilmente per coloro che, probabilmente, stanno subendo una sconfitta irrimediabile, anche se per fortuna, ovviamente, vi sono anche notizie positive e confortanti, per molti genitori sollevati da timori e dubbi.
Potrei chiudere un occhio e pensare a me stesso ed alla mia squadra rossoblu del cuore.
Ma non posso pensare, ed accettare, che l’opinione pubblica e le Istituzioni locali si concentrino sulla costruzione di nuovi Stadi per il calcio, piuttosto che riflettere ed agire al fine di aiutare persone che, mi creda, non desiderano essere aiutate. Solamente comprese. Non capisco, inoltre, l’indifferenza delle persone, anche se in parte la giustifico, questa è la società. Purtroppo.
Ma non posso pensare, ed accettare, che si costruiscano ponti sullo Stretto. O meglio, prima occupiamoci delle fondamenta e poi eventualmente concentriamoci sull’attico del Palazzo della Vita. Senza polemica, per carità. Senza pregiudizi di carattere politico, lontani dal mio modus vivendi.
Comunichi al Ministro On.Scajola che, per quanto mi riguarda, sarei disponibile a pagare qualche decina di euro in più per il riscaldamento del mio appartamento, e sapere che molte persone (quindi coscienze ed anime, non solamente codici fiscali) abbiano la possibilità di avere molti più tifosi (parenti in primis) vicino nella partita più importante: il futuro dei propri figli, che non sono certamente figli di un Dio minore.
Mi ritiro temporaneamente nel mio silenzio, con un cuore piccolo piccolo, per aver assistito a situazioni tristi, assai tristi, anche se l’umanità respirata in quel Reparto mi ha aiutato. Ad essere ancor meno egoista. Ma, mi creda, lottiamo per loro. Lo dobbiamo intimamente anche alla nostra coscienza.
E’ uno dei modi per comparire con dignità, di fronte al giudizio dell’eternità.
A prescindere dalle nostre ideologie e dai nostri credo.
Un sentito grazie per l’attenzione, davvero.
Distinti saluti
Il Papà di Davide Venzano ( Vostro concittadino della Foce)
12 maggio, 2010 alle 6:19 pm
Marconzo ma baffa
12 maggio, 2010 alle 6:17 pm
"Se volete rimanere schiavi dei banchieri e pagare il costo della vostra stessa schiavitù, continuate a lasciargli creare la moneta e controllare il credito della nazione." [Sir Josiah Stamp, vecchio governatore della banca d'Inghilterra]
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione". [James Garfield, 20mo Presidente Usa]
Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%.
La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta. (G. Auriti)
8 maggio, 2010 alle 11:22 am
ULTERIORI PROVE DEL SIGNORAGGIO BANCARIO IMPERANTE
“… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.
29 aprile, 2010 alle 5:32 pm
Gentile lettore, il Diritto alla salute (e alla felicità) di un bambino non è solamente contemplato dalla Costituzione, ma dipende anche dalla buona volontà e dall’impegno concreto degli adulti (cittadini comuni e Rappresentanti politici) che possono contribuire a decidere il suo futuro.
Cioè ciascuno di noi, è semplice.
Ritengo, quindi, che sia fondamentale per i nostri Rappresentanti Politici concentrarsi, innanzitutto, sulle tematiche sensibili: ad esempio: eliminazione delle code presso *Centri specializzati per bambini con problematiche comportamentali/audio-uditive di vario genere e gravità.
Per ciascuno di noi, inoltre, aiutare concretamente il *A.F.A Centro R.E.U.L. ONLUS di Corso Sardegna,36/1 a Genova (Polo d’eccellenza e di altissima professionalità della nostra città) significa, quindi, seminare bontà allo stato puro per veder crescere la speranza di un futuro sereno per tanti bimbi e molti papà e mamme.
E’ come tifare per la propria squadra del cuore, vincendo ogni partita! Meglio di così!
Una società Etica con la E maiuscola è una meravigliosa Società vincente costituita da persone corrette, coscienti, concretamente solidali e sensibili, e non una comunità formata solamente da freddi ed indifferenti codici fiscali che rimangono distaccati di fronte alle (altrui) difficoltà dei piccoli ed alle sofferenze e preoccupazioni di genitori che desiderano solamente piangere dalla gioia per poter vedere la luce di un futuro radioso, o quantomeno sereno, per i propri figli.
E’ un’occasione importante che abbiamo, tutti noi, per comparire con dignità di fronte all’inesorabile giudizio dell’eternità.
NON SPRECHIAMOLA, PER FAVORE!
Aiutare le persone in difficoltà non è solamente un dovere ma deve essere considerato un diritto! Forza!
Alessandro Venzano (alevenz) E mail: avenzano@tiscali.it A.F.A Centro R.E.U.L 010-5451214 info@afareul.it
Riflettere al meglio, condividendo le scelte e unendo le cerebralità, con rettezza morale e secondo l’ordinario buon senso, per decidere il bene comune, partendo da chi è in difficoltà.
Ecco il segreto
26 aprile, 2010 alle 9:48 pm
Dott. Lerner, non ritiene sarebbe opportuna una trasmissione che facesse conoscere, per ogni regione, i politici del centrosinistra migliori, non tanto quelli proposti dalla nomenklatura, che rischiano o di essere burattini nelle mani della vecchia guardia del PD ma le figure migliori, per correttezza, capacità e serietà! Le primarie, si è visto, sono una farsa. Un aiuto potrebbe venire da una trasmissione, forse tanti citrulli, invece di guardare trasmissioni, come l’isola dei famosi o altre, sarebbero interessati di farsi un’idea, nelle diverse regioni d’Italia, quali sono i migliori, e con il televoto, esprimere un giudizio, poi, una volta scelti i migliori per regione, arrivare ad una sintesi….mah! se non altro si sentirebbe discutere con uno spirito diverso, sicuramente più credibile e fresco! Comunque, ritengo che l’unico candidato alla presidenza del consiglio per il centrosinistra che ritengo possa battere berlusconi e la destra è Massimo Cacciari, per la sua pragmaticità, assoluta correttezza, non interessato al denaro, di buona cultura, con conoscenza di più lingue, l’unico che può tenere testa a Berlusconi, uno dei pochi di cui non vergognarci, nei rapporti con gli altri paesi. E’ il ns Obama. Un cordiale saluto e grazie per la vs trasmissione.
Bruno
22 aprile, 2010 alle 12:26 pm
alessandro venzano scrive:
22 aprile, 2010 alle 12:07 pm
Oggetto: Etica e rispetto delle Regole
Gentile lettore di questa garbata lettera, viviamo tutti la stessa esperienza vitale nel medesimo contesto sociale, non sarebbe meglio migliorare lo stato delle cose?
Io proprio non riesco a capire, si tratta semplicemente d’istruire i bambini ( e futuri adulti), al rispetto delle regole, al rispetto delle diversità e al rispetto delle persone e tra le persone. Iniziando dalle semplici norme di convivenza…condominiale.
E’ semplicemente questo il problema, si parla di svuotare le carceri, ma io cercherei di fare in modo di non riempirle!
Si instaura (intelligentemente) la patente a punti, ma non si effettuano campagne generalizzate ed importanti sulla sicurezza stradale. Dodici milioni di multe all’anno non sono poche… non pensate che le attuali campagne di sensibilizzazione non riescano a risolvere alcun problema?
Si parla di congestionamento del sistema giuridico penale e civile con 13 milioni di cause pendenti, ma non si approfondisce l’importanza di educare intensamente i ragazzi a non commettere sbagli che possano comportare cause civili e penali, semplice: primo non litigare!
E’ semplicemente una questione di rispetto delle regole, ma com’è possibile che non si insista maggiormente su ciò?
Non è sufficiente l’educazione impartita dai genitori
E’ insufficiente l’educazione impartita dal sistema scolastico
E’ necessaria una vasta e capillare educazione…all’educazione! Seria, concreta, intensa con grande partecipazione di genitori che desiderino migliorare i propri atteggiamenti al fine di trasmettere ai figli…o nipoti una semplice nozione: l’ETICA.
Non è difficile, caro lettore. Basta volerlo fare, basta cercare di mettersi in gioco, riconoscere i propri sbagli e le proprie imperfezioni comportamentali che caratterizza il modus vivendi di ciascuno di noi ( lo scrivente compreso).
Sicuramente il lettore mi dira, utopia. Invece io rispondo che è possibile effettuare un enorme salto di qualità al fine di migliorare la nostra società, non servono voli pindarici, solamente impegno ed attenzione.E desiderio di migliorarsi!
Da parte mia ho scritto un piccolo manuale di etica, eccolo, è gratis. Non ha copyright. Basta leggerlo, e quindi migliorarlo e, se d’accordo, divulgarlo, semplicissimo!
Tutti assieme, o no? Della serie Yes, we can…change!
Un caro saluto
Dott.Venzano Alessandro
Via Casaregis, 20/14
16129 Genova
347 6011472
avenzano@tiscali.it
PREFAZIONE
Che tristezza! E’ vero, probabilmente il pessimismo cosmico inizia pericolosamente ad acquisire spazio nella mia cerebralità. Tuttavia, il mio incrollabile ottimismo vitale continua a voler dar segni di presenza. Quindi non mi arrendo, anche se la somma di cattiverie e violenze, soprusi e delitti, egoismi e stupidità, ignoranza e malcostume, maleducazione ed ineducazione dell’essere umano, tende a tramortirmi lasciandomi inebetito, stordito, intontito.
Penso, tuttavia, che sia giusto continuare a combattere per un futuro in cui l’uomo potrà definirsi essere pensante e dialogante e non bestia feroce ed arrogante.
Un Uomo con la U maiuscola, degno di questo nome, un Uomo che possa allegramente specchiarsi di fronte alla propria coscienza. Sempre.
Un Uomo con la U maiuscola, degno di questo nome, un Uomo che possa mostrare il meglio di se stesso. Sempre.
Insomma un Uomo. Perché stupirsi?
Abbandoniamo, per qualche decina di pagine, il buonismo dei testi precedenti e procediamo ad un viaggio sconveniente, scomodo, a tratti umiliante ed a volte persino comico.
Un viaggio che forse sarebbe meglio evitare, al limite posticipare, ma il cui depliant illustrativo è costantemente sotto gli occhi di tutti (coloro che notano ed annotano e forse anche degli altri…boh?).
Un viaggio che mostrerà brutture e vergogne e non meravigliosi scorci di isole caraibiche o maldiviane.
Un viaggio che costa molto poco dal punto di vista economico (nove euro…iva compresa per il testo stampato, in questo caso è gratuito!!) ma che costa molto dal punto di vista dell’avvilimento comportamentale in cui l’uomo è scivolato.
Un viaggio che potrà essere definito esageratamente pessimista e pessimisticamente esagerato, ma nella realtà è un viaggio penosamente realista e realisticamente penoso.
Concludendo, non posso che essere ottimista (!), quando si è toccato il fondo, non si può che risalire o almeno tentare di farlo….
Serviti di tutto ciò che può contribuire a migliorarti e a rendere gli altri migliori ed evita tutto ciò che può portare a effetti contrari.
Stewart, Elaine
Capitoli
1) L’uomo violento
2) Ale Venz propone
3) Breve conclusione
1) L’uomo violento
Alevenz non capisce:
-come un uomo possa scendere dalla propria vettura per colpire, con un violento pugno in faccia, uno sbandato barcollante che si permette di rivolgergli un epiteto. Abbandonando sull’asfalto una persona sconfitta, sfortunata e, ora, persino fratturata.
-come possa essere possibile che un uomo, probabilmente spinto a ciò dall’abuso di alcool e/o di droghe, pesti a sangue la propria convivente giungendo a farla vomitare dai calci inferti allo stomaco.
-come il litigio tra una coppia possa portare uno dei due contendenti a suicidarsi, dopo aver colpito a morte con un coltello affilato i propri due figli gemelli di nove anni. Probabilmente accecato dall’odio verso il proprio/a convivente e/o sposo/a. Comunque una persona che è stata scelta come compagna di vita e che, per qualche motivo, è diventata un’entità insopportabile che va punita in qualche misura eliminando ogni traccia del presente e del futuro.
-come possa una madre giungere ad uccidere la propria creatura, colpendola decine di volte con una rabbia incontrollabile. Forse accecata dall’odio accumulato per le più svariate ragioni (nervosismi, ansie, fatiche). Un odio che scatta, apparentemente, dal nulla e che, in pochi secondi, spezza il sogno vitale di un bimbo che non potrà veder più l’alba di ogni giorno.
-cosa possa spingere un gruppo di ragazzi a picchiare, a sangue provocandone lo stato di coma, un coetaneo solo per un diniego ed a lasciarlo agonizzante a terra.
Per una semplice battuta, per un iniziale stupidaggine dialettico-comportamentale che si trasforma in un barbaro omicidio.
-come possa un padre arrivare a picchiare selvaggiamente la propria figlia di pochi anni battendole ripetutamente la testa sulla scalinata di un monumento. Fino a provocarle ematomi alla testa di una gravità inaudita. Forse una depressione molto seria, forse un momentaneo stato di grave disagio esistenziale. Qualcosa di talmente grave da spingere un padre a far del male ad una creatura che dovrebbe difendere da tutto e da tutti con tenacia ed amore sconfinato.
-come un gruppo di ragazzi possa decidere d’interrompere il proprio meraviglioso cammino vitale suicidandosi. Aspirando il monossido sprigionato dal tubo di scarico inserito nell’abitacolo della autovettura scelta per questo gesto di autoviolenza preordinato, ragionato e valutato. Come può, una somma di menti (alcune pensanti, altre succubi delle prime) decidere di arrivare sino a ciò chiudendo gli occhi di fronte alla luce dell’esistenza?
-come possa un ragazzo diciottenne uccidere con una coltellata al ventre un coetaneo in una disfida improvvisata su un piazzale di fronte allo stadio di quella che dovrebbe essere una semplice partita di calcio tra 22 ragazzotti che tirano calci ad un pallone, spezzando per sempre la vita di un ragazzo. Rovinando per sempre la propria. Condannando i parenti, amici e conoscenti ad un pianto prima bagnato e poi senza lacrime per tutta la loro esistenza. Rovinando una festa sportiva, un’occasione per conoscersi e, al limite, sfidarsi goliardicamente e sportivamente.
-come gruppi di scalmanati, approfittando del disordine e del caos di un G8 genovese degenerato, possano aver capovolto macchine, sfondato portoni, sfasciato vetrine e danneggiato il bene pubblico. Per il puro piacere di provocare danni e di aggiungere caos al caos, violenze alle violenze.
-come poliziotti esperti ed autorevoli abbiano potuto irrompere in una scuola temporaneamente frequentata da no global disarmati, per portar a termine atti di violenza paragonabili a quelli delle polizie dei regimi sudamericani del secolo scorso.
Forse eccesso di protagonismo? Eccesso di nervosismo? Forse terribili serie di equivoci evitabili?
-come, a volte, semplici polemiche tra vicini di casa possano sfociare in litigi, violente risse verbali, fino ad arrivare a terribili atti criminali, in alcuni dei quali si giunge persino al sacrilegio di sgozzare un bimbo di tre anni.
Ma allora il diavolo esiste! Per davvero.
-come si possa massacrare di botte ed uccidere un bimbo di tre anni, seppellendone il cadavere sotto un mucchio di fieno. Un bimbo colpevole di volere sfuggire ad un rapimento.
Dopo ciò, continuare a condurre una vita quasi normale, è ciò m’inquieta e mi porta a confermare…si è vero, il diavolo esiste!
-come gruppetti di ragazzi violenti e spregiudicati possano prendere di mira un loro coetaneo, diversamente abile, costringendolo a subire umiliazioni di ogni genere. Il tutto videofilmato e propagandato. A perenne memoria (della loro idiozia).
-come si possa massacrare di botte, in un convento, quattro frati colpevoli di essere buoni. Con quale coraggio si possa entrare nella Casa del Signore per commettere tali violenze e non avere scrupoli di coscienza per aver malmenato così violentemente un essere umano fino a provocarne lo stato di coma.
-come si possa seguire un’anziana, tentare di portarle via la borsetta, e di fronte ad una sua resistenza, strattonarla e spingerla con la forza sino a trascinarla per decine di metri sull’asfalto. Per poi lasciarla tramortita, sanguinante ed agonizzante per terra. Per un bottino di poche decine di euro. Per poter avere qualcosa di più, per comperare magari un cd.
-come, di concerto con il proprio amichetto, si possa arrivare ad uccidere il fratellino e la madre con decine di coltellate provocando una strage nell’appartamento della propria gioiosa gioventù. Come è possibile, mi domando, non pentirsi (o poco dopo), e non chiedere perdono a Dio per poter avere la forza di continuare a pensare al proprio diritto alla vita ed all’esistenza di una coscienza, uno spirito, un cuore?
-come si possa inseguire e picchiare a morte un “negro” solamente per punirlo del furto di…un pacco di biscotti!
-come si possa picchiare un vigile urbano (donna) solo perché irretiti fortemente dal suo rigore comportamentale nel voler sanzionare un infrazione incontestabile.
-come si possa spingere e far cadere per terra un verificatore di biglietti solamente perché si è deciso di risparmiare Euro 1,20?
-come si possa, in certi quartieri a rischio, circondare minacciosamente una “pantera” intervenuta per sedare una rissa tra personaggi ubriachi, molesti e potenzialmente pericolosi.
-come si possa colpire a morte un ispettore di polizia in occasione di una semplice sfida sportiva, privando una moglie ed un figlio di un affetto così importante?
-come un poliziotto possa sparare in direzione di una macchina(ferma ed inoffensiva), uccidendo un ragazzo colpevole di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato?
-come possano, ragazzi di “buona famiglia”, appiccare il fuoco…a un barbone per divertimento. Forse per vedere l’effetto della luce della fiamma nel buio della notte…
Ale Venz a volte è molto triste, (non abbattuto) poiché capisce che forse è tutto inutile. Forse la malvagità non può non albergare nella coscienza di alcune persone. E’ come se fosse una pioggia fatale che non può non cadere da qualche parte e su qualcuno.
Altre volte, invece, Ale Venz riacquista fiducia pensando che, per certi versi, abbiamo toccato il fondo, e non si può che risalire con il giusto convincimento ottimistico-esistenziale.
Queste poche ma variegate situazioni di violenza sono più che sufficienti per poter parlare di un universo di odio, cattiverie, soprusi che si stentano a comprendere ma che purtroppo si tendono a considerare come un qualcosa di inevitabile.
Proprio in questo si annida il pericolo, il dare per scontata la violenza significa, per certi versi, considerarla una delle ipotesi in un ventaglio di possibilità. Non basta prenderne atto, è insufficiente rimanere allibiti. Sbagliato l’immobilismo. Bisognerebbe creare una società più aperta, più colloquiante, più serena.
Ciascuno di noi è chiamato ad intervenire allo scopo di dare il proprio, seppur modestissimo, contributo per (almeno) tentare di cercare di disattivare questa tensione generalizzata.
L’indifferenza comportamentale, la non voglia di rapportarsi con gli altri allo scopo di capire eventuali variazioni dagli schemi “normali”, è una sconfitta che appartiene a ciascuno di noi.
Cerchiamo di aiutare chi è in procinto…di sbagliare, non limitiamoci a condannarne preventivamente e successivamente le azioni sbagliate.
Bisogna cercare di avvicinarsi alle persone, di capire le loro esigenze ed i loro momenti di sconforto. Insomma, bisognerebbe imparare a dialogare…anche con il vicino di casa! Con gli inquilini del proprio palazzo, come capita…nei villaggi!
Cercare di creare una società in cui gli individui possano stare più in contatto, senza secondi fini e senza obblighi ma con la gioia di poter condividere con i propri simili il percorso esistenziale. Così comportandosi, si potrebbero anche captare eventuali spie di malessere esistenziale che potrebbero tramutarsi in episodi di violenza anche molto grave.
Non è venuto quindi il momento di ricreare una società con basi diverse. Più vicine a Madre Natura piuttosto che a padre Consumismo?
Non è forse il caso di fermarsi a riflettere per tentare di capire le radici profonde del male e non limitarsi a tagliare i rami pericolanti?
Per far ciò non è necessario essere od apparire presuntuosi. Al limite il contrario.
Non è forse il caso di ritornare alla campagna abbandonando la città delle bevute esagerate dei pub, della cocaina ai party, dell’indifferenza a tutti e a tutto?
Si obietterà che la vita agreste è un pochino noiosa, ma è forse più divertente rischiare di morire per una pillola da sballo in una discoteca, o passare una serata divertente con i propri amici osservando, tra un bicchiere di vino ed un altro, le stelle del cielo (visibili poiché in assenza di inquinamento luminoso metropolitano)?
Si obietterà che la vita in campagna a tratti è noiosa. La vita in città, invece, con slalom giornalieri tra decibel di inquinamento acustico e nanoparticelle di monossido di carbonio è divertente?
Ale Venz non riesce più ad ascoltare la consueta razione di cronaca nera da assorbire quale digestivo. Ale Venz propone…..
2) Ale Venz propone:
-una società nella quale l’uomo tenti di migliorare la propria situazione paragonando il proprio stato con chi sta peggio, trovando così nella propria interiorità, una ragione per essere ottimista.
-una società ove prima d’agire, e poi pentirsi amaramente, l’uomo rifletta anticipatamente ed intensamente sulle conseguenze delle proprie azioni.
-una società ove l’uomo ricerchi con maggior convinzione la saggezza, la spiritualità, anche l’episodico isolamento al fine di scavare in se stesso.
-una società nella quale siano rispettati i sentimenti delle persone. Amore, stima, affetto non dovrebbero essere solamente parole vuote, bensì anche ragioni di vita per ciascuno di noi.
-una società pulita ed ordinata, basata sul concetto che può essere sufficiente un buon sapone (non testato su animali) con un deodorante (no gas).
-una società meno attenta all’aspetto esteriore e ai cosiddetti “status symbol” e molto più concentrata sull’essere più che sull’avere. Sull’essere più che sull’apparire.
-una società più lenta, più tranquilla, molto più slow, serena e rasserenante.
-una società nella quale le persone non si fermino dall’altra parte della corsia ad assistere allo “spettacolo” offerto dall’incidente appena verificatosi. Morbosità inutile e pericolosa per la propria e per l’altrui incolumità.
-una società nella quale vi sia una scuola più severa. Per formare persone istruite. Per davvero!
Da: SCUOLA & GIOVANI Pubblicata la prima edizione delle "Cento statistiche per il Paese". Rimane elevato
il tasso di abbandono scolastico: l’11,1% lascia al primo anno delle superiori
21 aprile, 2010 alle 5:03 pm
Si comincerà a vincere il mondiale, poi si affronterà il debito pubblico e questa volta lo scudo fiscale non finirà nel Cuneo fiscale.
21 aprile, 2010 alle 4:59 pm
Caro Gad,
Nella sua ultima puntata dell’Infedele sentivo che presto farà una trasmissione sul PD.
Sono solo un simpatizzante e vorrei dare il mio modestissimo parere e contributo.
Un tempo si pensava che la vocazione del PD fosse quella di essere dalla parte dei deboli, dei poveri, degli operai, degli impiegati e dei pensionati. Chi lo crede più?
Deve recuperare la propria vocazione se vuole recuperare terreno. Non credo sia un problema di territorialità, credo sia piuttosto un problema di credibilità.
E’ ora che questo partito si dia una mossa. Ci vuole un risveglio, un nuovo impegno. Di tutti.
Sono necessari una svolta decisa e un nuovo coraggio. Per recuperare credibilità, deve chiedere con forza che a fare i sacrifici, in questo periodo di crisi, siano per primi i politici. E il PD dovrebbe dare l’esempio.
I cittadini vorrebbero una classe politica che per prima cosa, vista la crisi, rinunciasse ai propri privilegi. Si dimezzasse lo stipendio, rinunciasse alla pensione dopo pochi anni in parlamento, abolisse le auto blu, che dopo due o tre di mandati non potesse più essere rieletta, che desse spazio ai giovani, che dicesse chiaramente che il politico corrotto non solo viene immediatamente cacciato ma perde tutti i diritti che aveva maturato, che abolisse le provincie, che dimezzasse il numero dei parlamentari…
E se il PD annunciasse di fare tutto questo unilateralmente? Un taglio del 50% degli stipendi di tutti i propri parlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali e europei, annunciasse che alle prossime elezioni provinciali non presenterà alcun candidato, che tutti i suoi parlamentari rinunciano all’auto blu e alla scorta, che tutti i suoi parlamentari rinunciano ad andare in pensione dopo pochi anni in parlamento e chiedono di andarci a 65 anni come tutti.
Non recupererebbe in credibilità immediatamente? Non creerebbe uno sconquasso politico? Non incomincerebbe a dettare nuovamente l’agenda politica? Non creerebbe i presupposti per vincere le prossime elezioni? E gli operai, i pensionati, gli impiegati, i piccoli commercianti, i piccoli imprenditori, starebbero ancora con la Lega?
15 aprile, 2010 alle 7:48 am
Mentre esteti e intellettuali di sinistra celebravano lo slow-food, il biologico e il tipico, il popolo che avrebbero dovuto rappresentare affollava LIDL, PENNY e DISCOUNT vari. E’ partendo dalle piccole cose (che piccole non sono) che si comprende la caduta dei consensi al PD.
8 aprile, 2010 alle 2:11 pm
Caro Gilberto 851,
Davvero pensi che il conflitto di interessi riguardi soltanto o principalmente Berlusconi? Prova, per esempio, a leggere il libro di Bernardo Caprotti "Falce e carrello. Le mani sulla spesa degli italiani", Marsilio 2007. Oppure prova a far mente locale sulle nomine nella sanità in Lombardia come in Emilia-Romagna. Potrei proseguire.
7 aprile, 2010 alle 12:46 am
Il più grande avversario del PD in questi anni è stato il PD….la sua incapacità di creare alternative e programmi credibili….. La destra non ha dovuto nenche faticare per batterli….dopo anni di voto al PD mi sono accorto che il concetto di "classe politica" è sbagliata…gente che campa con la politica non capisce come "tira a campa’" la gente.
5 aprile, 2010 alle 10:05 pm
Brucia a parecchi furboni, filo furboni ed adepti furboni che non riescono a salire mai sul carrozzone ( ma che pero’ lo sperano ed ambiscono )che il Nord e l’italietta in generale stia prendendo sempre di piu’ coscienza e di conseguenza anche le distanze da chi li ha plagiati per 50 anni. Di cosa ci si stupisce ? la pancia vuota di chi veramente lavora non risponde alla stessa maniera di quella vuota si’, ma viziata a riempirsi ad ufo… non va proprio giu’ che l’autodeterminazione e la democrazia inizino a funzionare, posso capire.
Quello che semmai mi lascia un poco di amaro in bocca e’ il fatto che fino a quando tutti hanno potuto "ciucciare" in tutti i modi ed a vari livelli ( ripeto : tutti !!! ) dal sistema Stato, fregandosene altamente del vicino di casa : nessuno si adombrava o chiedeva cambiamenti…ora invece son tutti o quasi in accordo "sociale", l’opportunismo latino riemerge sempre, questo si’ che e’ triste notare e si cambiera’ cretamente, lo si deve oramai, ma solo per opportunismo.
5 aprile, 2010 alle 7:39 pm
Con Gilberto e Surve per l’analisi e per i consigli.
5 aprile, 2010 alle 12:22 am
Animo! Questa destra è debole
Alle Regionali di quest’anno i partiti e i candidati governativi, e le altre liste di destra, hanno raccolto circa 10.650.000 voti (circa 11.650.000 voti sono andati alle forze di opposizioni, di cui circa 1.250.000 all’ Udc).
Nel 2005, avevano toccato il punto più basso del loro consenso elettorale, ma questa volta hanno fatto peggio, raccogliendo ancora meno voti che nel 2005 (650.000).
Se il confronto lo si fa con le Politiche del 2008, in cui le forze di destra (sempre comprendendo anche quelle non governative) raccolsero oltre 15 milioni di voti, il calo della loro presa sugli elettori arriva a quasi 4 milioni e mezzo di voti in meno.
Eppure quasi tutti i commentatori "riconoscono" che Berlusconi ancora una volta è riuscito a mobilitare e compattare il suo elettorato, e che i suoi elettori non l’hanno "punito" come ci si attendeva.
Incomprensibile.
Ancora più incomprensibile se poi si aggiunge che il suo partito proclamava fino a pochi mesi fa di puntare al 40% dei voti e invece è crollato al 26%, e si è quindi indebolito rispetto al proprio alleato leghista; che ha perso per strada un alleato come l’ Udc; che all’interno del Pdl Berlusconi subisce una fronda mai vista prima…
Italia berlusconiana, schierata a grande maggioranza con la destra radicale di Pdl e Lega? Il 28 e 29 marzo si sono scomodati a uscire di casa per dare il loro appoggio a Bossi e Berlusconi il 26% degli italiani maggiorenni, 1 su 4. Dopo 15 anni di dominio sui mezzi d’informazione!…
Questa destra è debole, molto più debole di quanto crediamo. Una squadra di mediocri bulli.
Che però gioca contro i ragazzini dell’ oratorio. E’ questo, il problema. Soprattutto se i ragazzini, oltre a capire poco di calcio, litigano di continuo tra loro e fanno pure di tutto per risultare antipatici.
Carlo Surve
3 aprile, 2010 alle 9:22 am
MEMORANDUM PER LE PROSSIME ELEZIONI
Al PD si offre la possibilità di invertire la rotta e di portare il Paese fuori dal berlusconismo.
Come? Seguendo pochi e precisi passaggi:
1) Ignorare il "problema" Berlusconi (status giudiziario e conflitto di interessi): se gli elettori vivono ogni elezione come un referendum pro o contro il premier questi viene sostenuto. Le scelte vanno fatte sui programmi e sui progetti. Inseguire il "problema B." fa gioco a B. e all’ IDV, non al Paese.
2) Definire programmi e progetti strategici di rinnovamento istituzionale e rilancio economico: prendere spunto dal Labourismo inglese (Blair), dal socialismo spagnolo (Zapatero), così come dai Democratici americani (Obama) dimenticando Marx, Lenin & Co. le cui categorie economiche sono decisamente superate. In sostanza definire un Partito Socialista lasciando perdere gli estremismi.
3) Parlare agli individui e non alle categorie storiche, superate dall’economia reale: la scomparsa del ceto medio, le nuove professioni, il cambiamento del sistema produttivo, la trasformazione della famiglia, sono elementi non secondari. Le "masse" di Marx non sono più presenti.
4) Dare voce, spazio e potere a persone come Massimo Cacciari, Sergio Chiamparino, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Enrico Letta e Nichi Vendola: persone che sanno individuare gli obiettivi, parlare al cuore degli elettori, ottenere la fiducia e proporre un sogno.
5) Fare piazza pulita dei "potentati" locali, principali responsabili dell’attuale arretramento culturale, progettuale e elettorale del PD.
6) Togliere dagli schermi televisivi i volti più arroganti, saccenti, elitari (D’Alema, Turco, Bindi, Visco, Bresso tanto per non sbagliare)
Il tutto va fatto con cortese urgenza: l’esordio leghista in Piemonte, con il diniego della pillola RU, fa presagire che non passeranno molti mesi perchè in Piemonte l’esigua maggioranza venga fatta a pezzi, così come in Lazio è improbabile che l’ancor più risicata maggioranza possa reggere l’urto di una revisione alle politiche sulla sanità