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Le maschere del Carroccio

sabato, 3 aprile 2010

Rassegna Stampa

Le maschere del Carroccio

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
La Lega di Umberto Bossi detiene un peso elettorale quasi identico al Front National di Jean-Marie Le Pen, che alle regionali francesi del 14 marzo scorso ha conseguito l’11,42% dei voti (2.223.800 elettori) ma non può aspirare a nessuna alleanza con i gollisti di Sarkozy perché la distanza culturale fra loro viene considerata incolmabile. La Lega, invece, partecipa da anni in posizioni chiave al governo nazionale e ciò l’ha favorita nel conquistare la guida di due regioni importanti come il Veneto e il Piemonte. Tanto che oggi il leghismo è in grado di proporsi credibilmente come approdo e baricentro culturale della destra italiana post-berlusconiana, scommettendo sul fatto che per difendere il suo insediamento sociale essa resterà altra cosa dal Partito Popolare europeo. Bossi non indica traguardi d’eccellenza alla sua comunità. Conosce gli handicap che la rendono sempre meno competitiva nelle sfide globali. Offre dunque la semplicità del suo linguaggio come garanzia per chi cerca protezione visto che la concorrenza gli è poco propizia.
Dal successo di questa offerta nasce il mito del radicamento territoriale della Lega, magnificata come nuovo partito ideologico di massa, sul modello delle formazioni organizzate di mezzo secolo fa. Nulla di più falso. La militanza leghista è altra cosa dall’interclassismo democristiano e dalla vertenzialità comunista. Si manifesta nella predicazione capillare di “valori” e nell’indicazione di “nemici” molto più che nel riformismo locale.
Chiunque abbia seguito gli ultimi comizi di Umberto Bossi (affiancato negli appuntamenti più importanti da Giulio Tremonti, quasi che il ministro dell’Economia fosse ormai un dirigente della Lega e non del Pdl) se n’è reso conto. Sui palchi elettorali il senatur si concentra sul profilo identitario, esalta l’appartenenza a un popolo “sano”: vagheggia di pedofilia come insidia estera; denuncia i pericoli della “famiglia trasversale” con allusioni gestuali agli omosessuali; proclama il sempre efficace “padroni a casa nostra”; rivendica di aver sbarrato il passo allo straniero. Altro che concretezza programmatica, altro che piattaforme di territorio. Bossi incanta la folla descrivendo una missione quasi religiosa della Lega, esasperandone la natura tradizionalista: forza antica, interprete di uno spirito conservatore antiliberale radicato da secoli nel cattolicesimo popolare che già visse come eventi minacciosi l’esportazione della Rivoluzione francese, il Risorgimento “massonico”, la Resistenza egemonizzata dai comunisti.
Come un rabdomante, Bossi sintonizza la sua politica con questa energia sotterranea reazionaria. Confida di storicizzare il leghismo mettendolo in relazione con le vandee anti-bonapartiste, con l’opposizione cattolica allo Stato unitario nei suoi primi decenni di vita, col rifiuto a un tempo degli ogm e dei minareti. Non a caso l’esordio dei nuovi presidenti di Veneto e Piemonte, Luca Zaia e Roberto Cota, è un annuncio simbolico di carattere spirituale, non economico: il boicottaggio della pillola Ru486, legalizzata dallo Stato italiano ma osteggiata dalla Chiesa cattolica. E quindi additata come diavoleria moderna.
E’ opinione diffusa, anche nella comunità finanziaria, che i dirigenti leghisti siano dotati di notevoli virtù pragmatiche. Soprattutto viene apprezzato che non chiedano niente per sé, semmai per il partito, e mantengano gli impegni. Ciò è tipico dei movimenti fortemente ideologizzati, dove si apprende la dimestichezza nell’esercizio del potere dentro i ruoli istituzionali man mano conquistati. Più problematico sarebbe descrivere realizzazioni sociali o economiche tipicamente leghiste nei territori amministrati.
Prima di tutto viene dunque il partito. La sua struttura centralistica valorizza la gerarchia interna, esclude il dissenso e coltiva la fedeltà al leader carismatico. Requisiti che avvantaggiano i quadri leghisti nel confronto con gli alleati del Pdl sempre in lite fra loro. Ma questa divisa comune obbligatoria –se non è più la camicia verde, sia almeno la cravatta o il fazzoletto- ha una finalità “totalitaria” raffinata che va ben al di là della disciplina. Il popolo cui si rivolge il messaggio della Lega identifica da sempre il principio d’autorità con la tradizione. Aspira a un “noi” contrapposto all’élite, disprezzabile perché nell’élite non si distingue la cultura dal privilegio. Questo è il popolo che per contrasto apprezza la saggezza del leader autodidatta, meglio se un po’ rozzo; l’intraprendente che non ha studiato ma si è fatto da sé.
L’antropologa francese Lynda Dematteo ricostruisce, sotto un titolo che si presta a equivoci di snobismo sprezzante “L’idiotie en politique” (CNRS éditions), questo capolavoro semantico di Bossi. Descrive come i dirigenti leghisti hanno saputo trasferire in politica le maschere della commedia dell’arte e del teatro dei burattini. Così mascherati, si sono atteggiati lungamente a finti sciocchi, come tali autorizzati a profferire verità altrimenti indicibili. La Dematteo cita per esempio il gozzuto Gioppino, folkloristico valligiano bergamasco la cui idiozia era valorizzata come “un dono di natura”; e sostiene che, al pari di Gioppino, pure i dirigenti leghisti camuffano la loro astuzia avvolgendola nella grossolanità. Avete presente il ministro Calderoli con scure e lanciafiamme mentre dà fuoco agli scatoloni della burocrazia? Di nuovo è la commedia dell’arte a illuminarci: il finto sciocco gratifica il suo pubblico perché gli consente di riconoscere in lui la rivincita dell’umile sull’arrogante.
Non c’è comizio o dibattito televisivo in cui il leghista non ostenti ironico distacco nei confronti dell’avversario, descrivendolo come intellettuale lontano dai problemi del popolo, al quale viceversa lui appartiene. Il compiacimento mostrato nell’inciampo sintattico, nel dialettismo e nella battuta sessista servono a lanciare il messaggio decisivo: “Siamo come voi, difetti compresi, solo un po’ più coraggiosi”.
Il tratto caricaturale e l’immediata riconoscibilità popolana del leghista godono oggi di un tale appeal, da richiamare imitatori perfino ai vertici dell’establishment. Venerdì 26 marzo al Teatro Nuovo di Torino, parlando dopo Bossi e Cota, l’erudito ministro professor Giulio Tremonti si è sentito in dovere di vantarsi: “Noi siamo gente semplice, poche volte ci capita di leggere un libro…”. Solo un modo di dire, certo, ma esprime bene lo spirito dei tempi. L’”idiotismo politico” può essere adottato con maestria anche dai borghesi.
L’imponente travaso di voti dal Pdl alla Lega verificatosi alle regionali 2010 conferma che il fenomeno conservatore degli “atei devoti” –vogliosi di credere in Dio, patria e famiglia a prescindere dalla coerenza delle scelte di vita- ha dimensioni di massa e è solo una presenza intellettuale. Nel profondo Nord il partito dei credenti nella Tradizione è destinato a durare più del partito personale di Berlusconi. Lo congloberà, probabilmente. Mentre già oggi la Lega gode della benevolenza dell’”Osservatore Romano” che gli attribuisce improbabili somiglianze organizzative con Democrazia cristiana e Partito comunista; e pazienza se su temi evangelicamente imbarazzanti come il rapporto con lo straniero Zaia e Cota entreranno magari in frizione con i vescovi locali.
Il problema semmai riguarda Gianfranco Fini, perché il leghismo che si offre come linguaggio esplicito e approdo organizzato alle incertezze del Pdl, confida di lasciare ben poco spazio alla nascita di una destra liberale in Italia. Qui da noi Le Pen rischia di mangiarsi Sarkozy, il viceversa pare impossibile.

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Commenti per questo articolo

[8] 7 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 373
    abnorme tornaconto scrive:

    "Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione".[James Garfield, 20mo Presidente Usa]
    "Voi (i banchieri internazionali) siete un covo di vipere e ladri. Io voglio sconfiggervi, e con l’aiuto di Dio, vi sconfiggero’.Se gli Americani solo capissero la totale ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina".[Andrew Jackson, 7mo Presidente USA]
    Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
    “Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno di già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo…Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” Thomas Jefferson, terzo Presidente degli U.S.A. .
    Ecco la più grande e colossale truffa perpetrata a nostro carico da tre secoli.

  2. 372
    maria russo dixon scrive:

    Da nonna e da ex madre lavoratrice, sono stata molto colpita dal comportamento del sindaco di Adro, che denota la miopia politica della Lega, partito antico sì, ma che non ha mai amministrato da solo niente di più grande di un comune,e, fatto salvo Formentini a Milano, nemmeno dei più popolosi. Ecco quanto ho scritto al sindaco in questione e che in parte è stato ripreso da Repubblica oggi 17 aprile nella Rubrica di Augias. Potrebbe essere utile per l’Infedele di lunedì?

    caro sindaco,
    capisco che presa una posizione, cambiare fa perdere la faccia e quindi avanti tutta. Ma mi permetta di informarla sulla teoria e pratica dello stato sociale o le reali funzioni degli enti locali rispetto ai loro amministrati.
    Un comune in prima istanza deve far funzionare una serie di servizi con il denaro dei suoi amministrati e con quanto il governo centrale elargisce secondo legge. Tra le esigenze amministrative in Italia non è compresa la assistenza e tutela temporanea della primissima infanzia, anche detto nido. Servizio che dagli anni 30 la maggior parte degli stati europei ha assicurato alle donne madri a carico completo della comunità, similmente alla scuola dell’obbligo.
    Una falsa idea ottocentesca italiana della maternità ha rimandato la cura della infanzia fuori della famiglia solo a partire dai tre anni, ma l’ esperienza personale fatta in Svezia nel 1963, mi ha convinto del punto di vista svedese, per cui fin da quegli anni l’assistenza e la tutela temporanea dell’infanzia era ritenuta, come in tutti i paesi civili, un investimento della comunità, non una beneficenza, allo scopo di incrementare la ricchezza comune con l’aumento del numero di occupati anche tra le donne. E per tanto finanziata interamente dalla comunità.
    Siamo in un momento di crisi, lo capisco, ma siamo anche il paese europeo con il minor numero di donne occupate e con il numero più elevato di nidi privati. Dunque la questione che ha portato la sua cittadina alla ribalta della cronaca, mi permetta, è una questione puramente ideologica e non soggetta alla riflessione razionale.
    Questo non depone bene per il Primo Cittadino, che non capisce l’importanza del lavoro femminile, anche saltuario, come avviene in questi anni, ma solo così oggi ci si inserisce nel mondo lavorativo, se non si eredita il posto di lavoro dal proprio padre, come per la maggior parte dei lavoratori autonomi e di qualche politico anche a lei vicino in tutta la nostra penisola. Di più, le vicende e i commenti di alcuni abitanti non depongono bene nemmeno per il grado di capacità analitica di parte dei suoi amministrati, più sensibili agli slogan che al ragionamento del "cui prodest" ( = a vantaggio di chi?), i quali hanno reagito alla supplenza esercitata da un privato ad un obbligo che nei paesi civili è della comunità come quel marito tradito, che per vendetta decide di tagliarsi i testicoli.
    Se nessuno pagherà la mensa il prossimo anno, non ci sarà nessun nido a coprire l’orario lavorativo delle mamme lavoratrici di Adro non dotate di un buon reddito ( ma allora che ci fanno al nido comunale che in Italia è riservato a redditi bassi?) o di nonni compiacenti. E resteranno a casa a badare ai loro bambini, pensando seriamente a limitarne il numero e ingrossando la massa di donne tagliate fuori dal mondo del lavoro.
    Lascio a lei riflettere su cosa ne penserebbe un francese, un tedesco, un polacco, un austriaco e perfino un liberista inglese, per non parlare di uno svedese, di questo paradosso. Vero che penserebbe al famoso signore tradito dalla moglie e alla resezione dei suoi attributi virili?
    dott. Maria Russo Dixon
    Firenze

  3. 371
    Italo scrive:

    Gad hai fatto un’analisi perfetta. E’ un vento europeo molto forte.

    E’ un bel problema per il centrodestra e per il Paese, non solo per Fini.

    La Chiesa ha la scelta decisiva da fare: o sostenere un leader del Pdl moderato, nazionale e potenzialmente degasperiano come Fini (importante il dialogo ritrovato con Ruini e Ferrara) o scegliere la scorciatoia "reazionaria", che tuttavia può compromettere e corrompere il messaggio cristiano in una cultura di odio, formalismo tradizionale ed egoismo localistico

    Guardando al peso elettorale sarà la Chiesa e i cattolici a determinare l’evoluzione del centrodestra italiano. Speriamo che puntino su Fini, rispettando lo schema della laicità positiva!

  4. 370
    LECCO LIBERA DALLA PADANIA scrive:

    Centinai di Comuni che scendono in piazza, anticipando il 25Aprile, non sono quisquilie, caro.
    Se poi hai voglia di pontificare, come Castelli, i risultati sono quelli del Comune che ora è pure provincia..con sprechi che bisognerebbe mettere a carico della Lega.

  5. 369
    alberto chiarle scrive:

    @ Jefferson : OK! però gli uomini si devono aiutare da soli,dice il proverbio : "aiùtati che Dio t’aiùta" !
    Quindi "regole" chiare per controllare localmente la Spesa Pubblica.
    OK OK OK.

    @ LeccoLiberuccio del fondolago (avevo una casa a Lierna:conosco benis-
    simo la zona) vedremo quanta strada il kantòn de Lèkk potrà fare,senza di noi della Repubblica Cisalpina! vedremo… sappiamo aspettare..abbiamo la pazienza di Giobbe sulle spalle!

    @ Onyric: non capisco perchè all’avversario politico si devono sempre at-
    tribuire tendenze o criminali o delittuose!
    L’osservazione che fai è presente nella testa dei leghisti: se diamo potere di imporre Tasse locali ai Comuni – per esempio – e corrispon-
    dentemente la loro spesa è decisa nell’ambito comunale,c’è il pericolo che tu hai paventato!
    E allora? Ci si impegna per fare in modo che i vincoli di legge siano tali da impedire il realizzarsi del pericolo che metti in evidenza.
    Ma perchè – sant’Iddio ! – dire,anzi,scrivere che chi è della Lega ha il fine occulto di truffare e imbrogliare?
    se tutti ragionassero come te,si potrebbe dire con la stessa tua ragione,che tu ti opponi al federalismo "perchè hai degli occulti interessi" da difendere difendendo il sistema attuale!
    o No?

  6. 368
    LECCO LIBERA DALLA PADANIA scrive:

    jeffervescion, i dissidenti, sindaci della padania sono diverse centinaia.
    Continuate ad eludere i primi cittadini che poi gli ultimi vi fanno la sorpresa

  7. 367
    Jefferson scrive:

    Caro Onyric 365,
    la Lega Nord punta a trattenere sul suo territorio almeno parte degli 80 miliardi all’anno che vengono sottratti a quattro regioni per mantenere il parassitismo del resto d’Italia e, in particolare del Sud (Luca Ricolfi, "Il Sacco del Nord", Guerini e Associati 2010). Quanto riuscirà a trattenere e quale uso ne verrà fatto risiede nella mente di Dio e nell’imperfezione degli uomini. Sembra però difficile che le cose possano peggiorare per territori dove la prossimità degli amministrati, il loro senso civico e il conseguente controllo democratico sugli amministratori è certamente più elevato e promette di continuare a esserlo.

  8. 366
    LECCO LIBERA DALLA PADANIA scrive:

    Caro leghistuccio la secessione dei Comuni dalla padania ha preso il via con la bocciatura di Castelli, oggi a Milano diversi sindaci in protesta.

  9. 365
    onyric scrive:

    Il controllo della spesa pubblica, per non essere uno slogan, presuppone pubblicità, compartecipazione alle decisioni, trasparenza degli affidamenti.

    Altrimenti la spesa pubblica spostata localmente diventa lo strumento di clientala del politico locale, peggiore e più soffocante ( manco si telefonano, si trovano al bar ) del sistema attuale. Ed è quello a cui punta la Lega Nord.

  10. 364
    alberto chiarle scrive:

    @laura 356 : "..un’accozzaglia di ancestrali paure e di una grossolana acculturazione…":
    la grossolana acculturazione consiste nell’aver proposto agli Italiani la trasformazione dell’ordinamento dello Stato Italiano da centralista in Federalista.Lo scopo è quello di portare il CONTROLLO della spesa pubblica vicino al cittadino-pagatore di tasse.
    Chiami questo "grossolana acculturazione"???? "GROSSOLANA" ????
    Presentacene tu un chiaro esempio – in Politica,s’intende – di "acculturazione fine e rifinita" qui,che siamo tutt’orecchi…pardon tutt’occhi!
    aspettiamo,eh!!!

    @Luigi . "idee?quali? "
    dicci tu le tue "idee" Politiche,se ne hai.
    La LegaNord le espone e SI espone,proponendole.
    Fa’ la stessa cosa tu: "per il controllo da parte dei cittadini-pagatori di tasse IO,LUIGI…propongo questo e quest’altro:…etc.etc."

    Aspettiamo,con pazienza (non tanta,però..),che proferirai,insieme alla tua "amica" Laura,l’akkulturata!

  11. 363
    LECCO LIBERA DALLA PADANIA scrive:

    Caro jeffervescion, sarà divertente quando Scapagnini restituirà il mal tolto magari provocando una prostatite a chi guarirà il cancro in poco tempo

  12. 362
    Jefferson scrive:

    Cara Laura 356,
    Sarà ancora più comico quando le regioni leghiste del Nord cominceranno a trattenersi buona parte di quanto attualmente viene loro sottratto. Parlo dei frutti del lavoro di coloro che fanno "della loro politica una rozza accozzaglia di ancestrali paure e di una grossolana acculturazione". Sono certo che i compiaciuti parassiti che si immaginano depositari di una raffinata "acculturazione" si divertiranno un mondo.

  13. 361
    carlà scrive:

    come dire troveremo la cura del cancro tagliando la ricerca…

    Come dire faremo giustizia senza udienze: referendum subito.

  14. 360
    Luigi scrive:

    marco scamardella scrive:
    7 aprile, 2010 alle 12:32 pm
    io continuo a leggere nella loro politica una rozza accozzaglia di ancestrali paure e di una grossolana acculturazione

    io leggo in questa affermazione un’evidente snobismo denso di ignoranza e superficialità senza alcuna autorità intelettuale per poterlo in qualche modo, seppur lievemnte, giustificare

    E chissenfrega cosa leggi tu!
    Tu sei un tuttologo, quindi un nullaconoscente!

  15. 359
    carlà scrive:

    lievemnte, giustificare

    E chi ha detto si debba giustificare. Se c’è qualcuno che necessità di giustifiche è il leghismo mascherato di sinistra.

  16. 358
    marco scamardella scrive:

    io continuo a leggere nella loro politica una rozza accozzaglia di ancestrali paure e di una grossolana acculturazione

    io leggo in questa affermazione un’evidente snobismo denso di ignoranza e superficialità senza alcuna autorità intelettuale per poterlo in qualche modo, seppur lievemnte, giustificare

  17. 357
    Luigi scrive:

    laura scrive:
    7 aprile, 2010 alle 12:29 pm
    certo che la connotazione di idee mascherate nella lega è sorprendentemente comica

    Idee? Quali?

  18. 356
    laura scrive:

    certo che la connotazione di idee mascherate nella lega è sorprendentemente comica…io continuo a leggere nella loro politica una rozza accozzaglia di ancestrali paure e di una grossolana acculturazione

  19. 355
    italiano scrive:

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    IN BRIANZA I LEGHISTI SI TASSANO PER TAGLIE SU RAPINATORI.

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    Potrebbero arrivare le taglie sui Rapinatori.

    L’assessore alla Sicurezza di Lesmo, Flavio Tremolada, ha proposto agli altri due leghisti in giunta il sindaco e parlamentare Marco Desiderati e l’assessore ai Servizi sociali Paola Gregato di autotassarsi per creare un fondo e istituire le taglie.

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    L’assessore spiega di non tollerare più la situazione di Terrore per le Rapine continue.

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    In Brianza leghisti si tassano per taglie su Rapinatori

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  20. 354
    lorenzo scrive:

    Il prossimo carnevale mi vesto da leghista…

  21. 353
    italiano scrive:

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    NORDAFRICANO PRENDE A TESTATE LA CELLA PER INCOLPARE GLI AGENTI DI POLIZIA.

    Immagini come "arma" per proteggere gli agenti di polizia da accuse infondate e da problemi con la legge per fatti non commessi

    Questo è il video, un documento impressionante, dell’interno di una cella di sicurezza, all’Arcella, quartiere di Padova.

    Il fermato, un Tunisino, era stato portato al posto di polizia perchè era letteralmente andato in escandescenze in strada, per un semplice controllo. Un pericolo per sé e per gli altri.

    Si era tolto la camicia, sfilato la fibbia dei pantaloni, graffiandosi, e aveva iniziato ad urlare dando la colpa ai vigili, incolpandoli di averlo malmenato.

    Se l’era presa con auto in parcheggio, aveva tentato di divellere un paletto dissuasore del traffico e si aggirava pericolosamente in mezzo alla carreggiata.

    Una volta portato in cella, pur ammanettato, il suo comportamento non era cambiato. Anzi, con lo scopo di procurarsi ferite si era prodotto in una serie di atti di autolesionismo per dare la colpa in seguito alla polizia locale.

    Calci contro la porta e poi, con la rincorsa, terribili testate contro il vetro blindato della cella.

    Alla terza testata barcolla, arretra, e si riversa svenuto sul pavimento, a causa del forte trauma cranico, come constateranno i medici chiamati dagli agenti.

    La telecamera come strumento di documentazione e difesa, in questo caso, mostra il pericolo dell’autolesionismo e come ogni caso di denuncia debba essere valutato autonomamente e con attenzione.

    Difficile fare di ogni erba un fascio, ma chi appartiene alle forze dell’ordine sa che questo è un rischio che si corre quotidianamente.
    Il documento è importante, ma non è ovviamente un paradigma di tutto quello che può accadere nelle celle, italiane e non solo. La giustizia deve vigilare, sempre, su tutte le ipotesi, anche quelle di sopruso.
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    NORDAFRICANO PRENDE A TESTATE LA CELLA PER INCOLPARE GLI AGENTI DI POLIZIA URBANA.
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  22. 352
    Notizie dai blog su L'idiozia in politica Flavio Tosi... scrive:

    [...] Le maschere del Carroccio Questo articolo è uscito su “Repubblica”. La Lega di Umberto Bossi detiene un peso elettorale quasi identico al Front National di Jean-Marie Le Pen, che alle regionali francesi del 14 marzo scorso ha conseguito l’11,42% dei voti (2.223. blog: Gad Lerner | leggi l’articolo [...]

  23. 351
    italiano scrive:

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    IL MOSTRO MUSULMANO VUOLE CONQUISTARE ROMA CAPUT MUNDI E SAN PIETRO.
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    Roma, la quarta città santa dell’Islam. Ormai defunta l’Unione Sovietica, lo scettro dell’umorismo involontario è passato dai paesi del socialismo reale alla desolazione dell’islam.

    Tra i sussulti migliori di umorismo comunista: in Romania il divieto a chiunque avesse trascorsi penali di acquistare una macchia da scrivere. Se vi capita di vedere il bel film Le vite degli altri, dove si parla di una versione molto edulcorata, ma veramente, molto edulcorata, oserei dire disneyana della Stasi, la polizia segreta, scoprirete che nei paesi del socialismo erano “registrate” dalla polizia la macchine da scrivere, come nei paesi decenti le armi. Questa è una olivetti 86 che sbava sulla lettera t: è quella di Rossi.

    L’islam non è una religione, ma un sistema politico militare avente come scopo la conquista militare del mondo.

    In Arabia Saudita, cuore pulsante dell’islam, sua patria storica, il luogo dove si trovano La Mecca e Medina, con grave sprezzo del senso del ridicolo, ma ce l’avessero non potrebbero essere quello che sono, sono state vietate le ancore.

    Le ancore sono state vietate in quanto ricordano una croce.Quindi niente magliette da marinaretto e per le navi si sta pensando a un peso di forma diversa da quella tradizionale, purché per carità non somigli a una X.

    In Arabia Saudita è vietato dire una messa, è vietato costruire una chiesa, è vietato pena la morte pronunciare il Padre Nostro, “Padre Nostro che sei nei cieli,” è una bestemmia passabile di morte visto che noi siamo servi di Dio non suoi figli.

    Se andate a lavorare in Arabia Saudita dovete presentare un certificato di battesimo: serve per dimostrare che non siete ebrei. Da quando Maometto li ha distrutti massacrandoli tutti fino all’ultimo, inclusi i bambini di un giorno, gli ebrei in Arabia non ci sono più.

    Anche la televisione di Hamas,( inclusa quella per ragazzi dove una dodicenne velata dialoga con un signore travestito da coniglio su come distruggere il nemico sionista), è sbarcato un tema che sta comparendo sempre più spesso alla televisione saudita e yemenita.

    Tutti ci ricordano che Roma è una città islamica, la quarta città santa dell’islam, destinata a finire conquistata militarmente come Costantinopoli.

    Tanto come si trovano eserciti di imbecilli, anche nostrani, disposti ad accettare l’idiozia che Gerusalemme dove Maometto non è mai stata in vita sua e che non è nominata una sola volta nel Corano è islamica,

    si troveranno, si stanno già trovando gli imbecilli che ci spiegano che Roma è islamica.

    Dato che Maometto è il vero erede di Abramo e Gesù Cristo, profeti islamici, Gerusalemme, Roma e Costantinopoli sono in realtà islamiche.

    Quindi signori, l’informazione è questa. Dopo Israele c’è l’Italia, non solo in senso alfabetico, alle olimpiadi dopo la squadra israeliana c’è la nostra.

    Tutte le religioni sono uguali, cinguettano quelli nati buoni.

    No le religioni non sono tutte uguali. Quelle che non desiderano asservirmi né conquistare militarmente la mia capitale sono un conto.

    Chi considera Roma la sua quarta città santa, degna di essere conquistata militarmente come Costantinopoli, signori, è un mio nemico.
    Chi desidera asservirmi è un mio nemico.

    Esiste un islam moderato che non desidera asservire Roma e considera un crimine la guerra santa dei terroristi?
    …Allora si faccia sentire in maniera chiara e definitiva e lo faccia in fretta.

    (S. De Mari)

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    IL MOSTRO MUSULMANO VUOLE CONQUISTARE ROMA CAPUT MUNDI E SAN PIETRO.

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