Giovedì 6 maggio alle ore 21 il Centro culturale ebraico Pitigliani di Roma ospiterà in via dell’Arco de’ Tolomei 1 un mio dialogo con lo scrittore Alessandro Piperno su “Scintille”.
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venerdì, 30 aprile 2010
Giovedì 6 maggio alle ore 21 il Centro culturale ebraico Pitigliani di Roma ospiterà in via dell’Arco de’ Tolomei 1 un mio dialogo con lo scrittore Alessandro Piperno su “Scintille”.
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12 maggio, 2010 alle 6:32 pm
ma baffa
12 maggio, 2010 alle 6:31 pm
"Chiunque controlli l’ammontare del denaro circolante in un paese e’ il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l’intero sistema e’ facilmente controllato, in un modo o nell’altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione".[James Garfield, 20mo Presidente Usa]
"Voi (i banchieri internazionali) siete un covo di vipere e ladri. Io voglio sconfiggervi, e con l’aiuto di Dio, vi sconfiggero’.Se gli Americani solo capissero la totale ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina".[Andrew Jackson, 7mo Presidente USA]
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
“Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Essi hanno di già messo in piedi un’aristocrazia facoltosa che ha attaccato il Governo con disprezzo…Il potere di emissione deve essere tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” Thomas Jefferson, terzo Presidente degli U.S.A. .
Ecco la più grande e colossale truffa perpetrata a nostro carico da tre secoli.
11 maggio, 2010 alle 3:38 pm
Lib-Dem: un’alleanza con i Tories potrebbe costare cara alle urne, ma anche l’appoggio al governo.
11 maggio, 2010 alle 3:35 pm
In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.
Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! La politica è una delle più importanti attività del Paese. Non soffre la crisi, i suoi addetti aumentano ogni anno. I loro stipendi crescono e non temono licenziamenti. La politica è il primo settore improduttivo, ma il meglio retribuito! Intanto "la gente perbene" affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!
>>> VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU: HTTP://LIBERALVOX.BLOGSPOT.COM
8 maggio, 2010 alle 1:10 pm
La disincantata, lucida, disperata e un poco prepotente analisi di Martín Santos (o del narratore di "Tiempo de destrucción", che non è esattamente la persona che lo firma: un problema ulteriore, ahimé!), che mostra quanto patetico sia ogni tentativo nostro di memoria o ricostruzione o giustizia, non deve portarci all’indifferenza animale per quanto è accaduto o possa accadere intorno a noi. È l’imperfezione della memoria e della giustizia che richiamano costantemente la nostra cura, ed è il modo di porre quella cura e di porci noi stessi nei suoi confronti, che danno un senso (un senso nel quale, certo, non si esaurisce la realtà) alla nostra vita. Quel senso può ricevere il nome di pietà.
E ora vi saluto veramente. Buon pomeriggio.
8 maggio, 2010 alle 12:46 pm
L’altra sera, al Pitigliani, ho comprato un libro appena uscito, nel marzo 2010: Paul Celan, Microliti, Zandonai. Tutto il libro è interessante ma le pagine 58-63 lo sono particolarmente per il nostro tema. Ne copio solo una parte:
"Te e te. Un viaggiare senza quiete e senza sosta dall’uno all’altro. Eppure, mentre si verifica tutto ciò, accade anche questo: è sera, ascolti, per fuggire da te, il vicino tubare del colombaccio, è estate. È un attimo per prender fiato, largo e prolungato, nessun desiderio in te che ti sia d’ostacolo, hai gioco libero [...] Hai perso spesso. Cioè: giungevi a fermarti in quel punto in cui la cosa non voleva, non poteva continuare con te nella direzione di prima. Si bloccava, per paralisi. Non eri solo, altri ti avevano seguito fin qui, tu li avevi seguiti fin qui, ora stavate fermi, e non c’era un dopo. Che facevano ora gli altri? Si giravano, tornavano nella loro vita, senza te. O compivano ancora un passo, un unico, minuscolo passo, appena percettibile, era come un marciare sul posto: era la morte che si era aperta a loro, che li aveva lasciati entrare. Così dunque si erano regolati gli altri in quei punti: erano tornati nella loro vita o entrati nella loro morte. Tu no.
Tu non tornavi e non entravi, tu proseguivi il cammino. E mentre proseguivi il cammino, eri un altro, un uomo la cui vita era iniziata da capo poiché i suoi compagni di strada erano scomparsi.
Come scomparsi? I morti: non hai dunque una memoria dove li custodisci, dove ti rimangono presenti, parlando e tacendo, stando con te e contro te, esercitando fedeltà e tradimento, corteggiati ed evitati, vicini e lontani e in tutte le stazioni tra lontananza e vicinanza? I morti: non hai dunque sogni che ti assillano di notte e di giorno, sogni che ti costruiscono un’arca ove sopravvivere al diluvio spumeggiante dagli abissi dell’accadere, sempre più rossi, traversati da corpi e ombre di corpi, traversati da torso e capo e sesso, da ombre di torso e capo e sesso, da consanguineo e no, da uomo, mezzuomo e mostro, da impiccato, da decapitato e profanato, percorsi da larve di gassato, cremato e sparso al vento, sogni che ti costruiscono quest’arca, e ora stai rannicchiato dentro, un sopravissuto, protetto, un occhio rivolto fuori, un occhio dentro, e quello rivolto fuori ti nega il servizio, si chiude, e all’altro si palesa ora la visione, vengono scambiati sguardi, non sei più solo, protetti con te sono i dispersi, i morti, i tuoi morti?
Hai questa memoria che custodisce i morti, hai il sogno costruttore d’arca.
E i vivi?
Sono dunque così lontani, così irraggiungibili? Per quanto siano lontani, ci debbono essere nondimeno mezzi e vie per raggiungerli, pure tu sai che ci sono. Eviti le fatiche del cammino? Non sei vecchio, quarant’anni non sono niente, potresti partire subito, in questo istante, un paio di mesi, un paio d’anni forse, e sei da loro. Ci sono ostacoli, dici? Cosa sono gli ostacoli! Li si supera, basta averne la voglia. E se anche non dovessi superarli tutti, non arrivassi a tutti quelli che bisognerebbe raggiungere, se dei tanti dovessi raggiungere solo uno! Parti, va’ da quell’uno. Non puoi andartene, dici? E quanto stai a sentire il colombaccio: ciò non significa per te un andartene?
[…]
Hai una memoria; hai sogni; hai tempo e forza abbastanza per andare da quelli che sono lontani; hai vie che attraversi.”
P. Celan, Microliti, Milano, Zandonai, 2010, pp. 61-63.
Io trovo questo testo meraviglioso. Ora vi devo salutare. Buon pomeriggio.
8 maggio, 2010 alle 12:00 pm
Vi copio un testo, un poco lungo e in spagnolo (scusatemi ma non ho il tempo di tradurlo; nel caso chiedete aiuto a qualche amico) di un romanzo non finito di Luis Martín Santos. Il romanzo è "Tiempo de destrucción", che non credo venga mai tradotto in italiano. Sì è stato tradotto invece il suo primo romanzo, stupendo, "Tempo di silenzio", da Feltrinelli, anche se non so se sia più in catalogo. In questo testo riflette, in modo autentico e insieme disperato e provocatorio, sulla difficoltà della memoria e della ricostruzione della verità per arrivare a un giudizio giusto, a una "punizione giusta" per l’esattezza, e all’individuazione del colpevole. L’argomento di "Scintille" è altro ma penso che comunque vi possa interessare
“Revolver el pasado es un empeño idiota. ¿No es mejor dejar que los muertos se acostumbren a estar muertos? Restaurar el pasado, hacerlo otra vez presente, modificarlo. Ponerse a pensar intensamente en lo que pasó, revivirlo, unificarlo, darle un sentido. ¡Como si la realidad de las cosas que han pasado se agotara en su sentido! Muy al contrario, a la realidad la caracteriza su insoportable exceso. Hay un exceso de detalles, un exceso de verdades comprobables pero que transcurren inapercibidas, un exceso de equipaje para el pequeño hecho histórico que es el único que somos capaces de retener, de recordar y de modificar. El pasado tuvo a su paso una realidad total, una verdad total (con su acompañamiento pegadizo de detalles inesenciales), una inmodificabilidad. Pero el sedimento residual (que todavía puede ser captado) de esa masa sólida como una piedra, que se hunde incesantemente en el abismo del tiempo, no está ahora constituido sino por pálidos engramas en algunas mentes confusas. A partir de estas memorias que incesantemente se autodeforman, es como podrá ser intentado el prodigio de la resurrección. Estas mentes confusas no serán capaces de recordar claramente. Tampoco serán capaces de comunicar completamente lo que parcial y deformadamente recuerdan. Intentarán dar una versión parcial de lo que casi han olvidado. Se dejarán llevar por la pauta de sus odios, de su pasión o de lo que equivocadamente juzguen su interés. Y de estas declaraciones torpes, de estas aberraciones afectivas iremos extrayendo una construcción fantasmal. Sobre esta plataforma blanda y pegajosa, sometida a un incesante proceso de modificación, es sobre la que el juez intentará elevar la efigie del castigo justo.
Y el castigo justo será el instrumento extraordinario, la bota de siete leguas del tiempo, la time-machine de cuatro ruedas ortopédicas con la que alcanzar la piedra que se iba hundiendo y cambiarla para que –al menos en la memoria de los testigos aterrados– el recuerdo del tiempo pasado quede modificado y la imagen del crimen quede indisolublemente unida a la del castigo, de modo que el criminal nunca gane y el universo moral sea, una vez más, confirmado en su verdad inconmovible.
Esta imposible labor comprende datos y palabras, datos y palabras, datos y palabras, datos y palabras, máquina calculadora, cerebro semoviente, juicio ponderado, ley legiferada, infrascrito añadido, codicilo reajustado, atestado desmentido, torpeza corregida, mala fe manifiesta, mentira reveladora, psychologische Verstehen, acto fallido obediente a complejo no a tiempo analizado, encubrimiento delictuoso, Civitas Dei, clases pasivas consentidoras, intereses colectivos, prejuicios de casta, clérigos deshonestos, confesión de boca, obediencia a chantaje cuyo chantajista no es ya peligroso, ímpetu varonil del representante del Ministerio Fiscal, respeto al dolor de una madre, deformaciones de la estimativa individual provocadas por justos odios, alienación del sirviente al amo, del cónyuge a su propietaria, del alguacil al alcalde, del proletario a quien le da un sobre azul cada sábado, y las recíprocas existentes según las que es inevitable (ya Hegel supo verlo claramente) que el chantajista sienta amor por su extorcado, que el amo respete en lo profundo de sí mismo al criado antiguo adherido por vínculos lascivos a la vieja familia, que la mujer crea que su marido es sostén imprescindible del hogar sin él menesteroso y que obra en su derecho cuando la mira frunciendo el ceño advertidoramente sin necesidad de llegar a utilizar la mano ya dispuesta mediante una prefigura tónica de la acción para el golpe posible, que el alcalde desee sinceramente –aunque no llegue a proponerlo nunca a su concejo– un alza de los emolumentos de sus subordinados, que el capital se sienta agradecido a los campesinos venidos desde Badajoz por haberlo enriquecido gracias a una habilísima y casi increíble trasmutación de actividades laborales en edades ya no aptas para la formación profesional acelerada, mediante todo lo cual se consigue o se ha de conseguir o se conseguirá en su día producir, como dinámica constelación que cristaliza y como síntesis lógica que cuaja, la conclusión indubitable de quién fue”.
(L. Martín Santos, Tiempo de destrucción, Barcelona, Seix Barral, 1975 e 1998, pp. 343-345)
8 maggio, 2010 alle 11:15 am
Peccato non averti conosciuto, Ginettino
8 maggio, 2010 alle 12:38 am
Anche per me è stato un piacere conoscerti, e mi sarebbe anche piaciuto conoscere Ginettino. Io ero in fondo, proprio nell’ultima fila a destra accanto al corridoio centrale. Ad ogni modo ci si può incontrare un altro giorno.
Quello di ieri per me è stato un dialogo molto stimolante. Mi sono tanto piaciute la libertà e la sincerità degli interventi su dei temi non certo facili da trattare. Ci sarebbero tante cose su cui parlare (cioè scrivere) magari un altro giorno con un poco di tempo.
7 maggio, 2010 alle 5:02 pm
julio,ma tu dove stavi, a saperlo ci saremmo potuti conoscere.Io ero seduto accanto al signore cfhe ha fatto le domande sulle vergognette.
7 maggio, 2010 alle 5:01 pm
Ciao gad, ieri sera c’ero anche io,e sono rimasto fino all’intervento del generale.Bella presentazione e bel dibattito con piperno,il soffermarsi sul concetto di vergogna correllata a quello di memoria. E’stato davvero bello,come anche la stoccata sul film cristologico di benigni la vita e’ bella.
7 maggio, 2010 alle 4:37 pm
Grazie Julio, è stato un piacere conoscerti
7 maggio, 2010 alle 3:08 pm
Bella la presentazione di ieri.