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Per Israele, che non perda la sua strada

martedì, 4 maggio 2010

l'Ebraismo

Per Israele, che non perda la sua strada

In questa intervista di Anna Momigliano, pubblicata su “Il Riformista”, spiego le ragioni che mi hanno indotto a promuovere l’”Appello alla ragione” degli ebrei europei.


Per favore, non parliamo di un appello di ebrei di sinistra. Gad Lerner, che figura tra i firmatari della petizione presentata al Parlamento europeo, nonché una figura indubbiamente associata alla corrente progressista dell’ebraismo italiano, sostiene che questa volta l’iniziativa è bi-partisan, segnale di “una preoccupazione diffusa nell’ebraismo europeo.” Eppure le polemiche non sono mancate: Richard Prasquier per esempio, presidente della Crif, ossia la commissione che rappresenta le organizzazioni ebraiche francesi, ha duramente criticato la petizione, sostenendo che aiuti i nemici di Israele.

Lerner – che è tra i firmatari della primissima ora, cioè prima che si creasse l’attuale tam tam mediatico intorno al documento – aveva annunciato la sua adesione già lo scorso 23 aprile, sul suo blog gadlerner.it (ovvero “il bastardo”). Sul suo diario web il giornalista aveva anche espresso il sostegno alla creazione di un “un movimento di pressione europeo”. Contattato dal Riformista, si dice certo che i tempi siano maturi per “fermare la deriva”. Non solamente in Europa, ma anche in Israele.

Da ebreo progressista, lei vede questo appello come un appello di sinistra?

I nomi dei firmatari testimoniano che c’è una preoccupazione bi-partisan nell’ebraismo europeo. A destare preoccupazione sono soprattutto le violazioni di alcuni punti fermi, che hanno l’effetto collaterale di fare di Israele uno Stato internazionalmente isolato. Basti pensare a come si è deteriorato il rapporto con gli Stati Uniti. La situazione è pericolosa, e di questo è responsabile, anche moralmente, il blocco governativo israeliano.

Il documento auspica a una soluzione moderata al conflitto israelo-palestinese e fa riferimento al principio di “due popoli e due stati.” Tutti concetti che, almeno formalmente, il capo del governo Netanyahu ha già fatto suoi.

Questo blocco di governo si è messo in rotta di collisione con gli Stati Uniti. Ha provocato incidenti diplomatici gravi con la Turchia, che pure era l’unica nazione musulmana amica di Israele, e che tra l’altro è la seconda potenza militare della Nato. Ha accolto il vicepresidente americano Joe Biden, quando si è recato in visita in Israele, con l’annuncio di nuove costruzioni a Gerusalemme Est. In questi termini, si sta giocando la sopravvivenza di Israele come se fosse in contrapposizione con la linea di un dialogo armonico con i Paesi arabi moderati…

Il documento che lei ha sottoscritto invita a “non allinearsi in modo acritico” con Israele. Ma non c’è nessun riferimento all’Autorità palestinese, quasi non avesse le sue responsabilità nello stallo dei negoziati. Due pesi e due misure?

A noi sta a cuore la sorte di Israele. Preservare la moralità della sua esistenza, e naturalmente il suo futuro. Non mi sembra il caso di farne una questione di bilancino. Il punto è un altro.

Cioè? Qual è il vostro obiettivo?

Favorire una svolta politica in Israele. Cosa che io ritengo assolutamente possibile. In questo momento in Israele esistono tutte le energie necessarie per correggere questa deriva, che rischia di portare all’isolamento e persino al disonore. E ci sono non solo nell’intellighenzia, ma anche nella società civile e nel mondo politico.

Scorrendo le firme dell’appello, si trovano molti sostenitori in Francia, Regno Unito, Belgio e Svizzera. Di italiani ce ne sono pochi, come se lo spiega?

Non credo affatto che queste idee siano meno popolari in Italia di quanto non lo siano nel resto d’Europa. Al contrario, mi sembra che esista un consenso abbastanza diffuso all’interno della leadership dell’ebraismo italiano.

Ma così non si rischia di accrescere la distanza tra l’ebraismo della Diaspora e Israele?

Niente affatto. Del resto si tratta di un punto di vista molto radicato anche in Israele, e non solo nell’intellighenzia e tra gli israeliani particolarmente schierati.

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Articolo di:

bebe - che ha scritto 7 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[3] 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 139
    hvg scrive:

    da informazione corretta

    Cari amici, non siete un po’ preoccupati? Davvero non provate almeno un tantino d’angoscia? Male, dovreste proprio. Mi chiedete per che cosa angosciarvi? Per esempio per l’atomica iraniana, per la possibilità di una guerra con Hizbullah e con Hamas, per la possibilità di una nuova ondata di violenza che potrebbe seguire il fallimento delle trattative in Medio Oriente? Ma no! Questi sono dettagli! Il punto non sta lì. Dovreste preoccuparvi invece dello "sforzo concentrato per indebolire J Street e il suo messaggio in un momento cruciale per la pace". Così afferma, in un drammatico messaggio, quel grand’uomo di Jeremy Ben Ami, che se ne intende, essendo il direttore della stessa organizzazione. La quale, per chi non lo sapesse, è la lobby venuta fuori con grande pompa di stampa due o tre anni fa con lo scopo di dividere la rappresentanza ebraica presso i luoghi del potere americano, togliendole il suo carattere sionista e appoggiando la politica di Obama. Diciamo "post-sionista, se "anti-israeliana" vi sembra un insulto eccessivo. Insomma quelli che pensano che Israele abbia sempre torto, e che il modo migliore di aiutarlo sia di farlo trattare il peggio possibile, così esce della cattivissma strada su cui l’hanno messo i suoi cattivissimi elettori. Questo sì che è essere pro-israeliani!

    Perché l’ottimo Ben Ami parla di attacco? Mah, forse perché il suo grande protettore Rahm Emanuel è stato licenziato da Obama (ufficialmente si è dimesso per candidarsi a sindaco di Chicago, con pochissime speranze di farcela). O forse perché negli ultimi giorni sono venute fuori alcune cosine interessanti sull’attività di J Street e sui suoi finanziamenti. Vi incuriosisce sapere i peccatucci di Ben Ami (che poi sarebbe il figlio del mio popolo, diciamo più del tipo di Edipo che di Isacco…)?

    Innanzitutto si è saputo che l’anno scorso, nel pieno della disputa sul rapporto Goldstone (ricordate? quello che attribuiva ad Israele ogni male per la guerra di Gaza e che fu respinto da Israele e anche dal congresso americano), la lobby si mise a fare le pubbliche relazioni del simpaticissimo "giudice" sudafricano al Congresso, cercando di organizzare incontri e presentazioni coi parlamentari americani. Non male, vero? Se c’è qualcuno che ha seriamente danneggiato Israele negli ultimi anni, incaricato dagli angioletti libici e iraniani del "consiglio dei diritti umani" (si fa per dire) dell’Onu, è proprio il raffinato giurista, di cui poi sono emerse le responsabilità col regime dell’apartheid (quello vero sudafricano) con condanne a morte e alla fustigazione… e naturalmente un’organizzazione ebraica che si dice "pro-Israel" oltre che "pro-peace" che ti fa? Gli organizza il tour neanche fosse un cantante rock. (http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=189962) .

    Poi sono usciti alcuni bizzarri dettagli sui finanziamenti della lobby. Per esempio sul suo sito e nelle dichiarazioni di Ben Ami avevano sempre negato che centrasse George Soros, il controverso speculatore di origini ebraiche (ma né sionista né ebreo praticante, come lui stesso si affanna a spiegare) che è fra i principali finanziatori delle Ong antisraeliane e in genere da sempre un accanito avversario delle politiche isreliane. Ora viene fuori che Soros è in effetti dall’inizio uno dei principali sostenitori di J Street, cui ha fatto avere finora la bellezza di 750.000 dollari. E Ben Ami, con la più lucida faccia di tolla del mondo dice: ops, mi spiace, non sono stato sempre chiaro su questo punto… un vero diplomatico, credete a me, grand’uomo.

    Più generoso di Soros con i bravi ragazzi che nutrono un sano "tough love" (amore severo, si potrebbe tradurre questa loro espressione prediletta, o amore duro) c’è solo una misteriosissima signora di Hong Kong, a quanto pare filippina e buddista che risponde al bizzarro nome di "Consolacion Esdicul". Che ci azzecca con J Street? Mah, misteri della vita… lei sembra aver dichiarato di essere stata tirata nell’elenco dei sottoscrittori di J Street da un altro strano personaggio, tal Bill Bester, a sua volta noto a quanto pare solo per essere uno scommettitore professionista e molto ricco, anche senza speciali interessi economici o religiosi per il Medio Oriente.

    Che c’entri la mafia o le triadi cinesi prese d’amore per la pace in medio oriente? No, non esageriamo. Ce n’è più che a sufficienza perché un cattivissimo commentatore sionista come Isi Leibler possa immaginare, certamente a torto, che questi signori siano prestanomi per finanziamenti sauditi. . (http://cgis.jpost.com/Blogs/Leibler/entry/j_street_unmasked_posted_by) . Non vi pare del tutto incredibile che i bravi sauditi vogliano interferire nella politica mediorientale danneggiando Israele? Non è possibile, figuriamoci. E certamente Leibler sta solo attaccando la meritoria azione di J Street quando cita fra i suoi donatori un membro del "Iranian American Council, tal Genevieve Lynch, Judith Barnett, che si è registrata come lobbista per gli interessi dell’Arabia Saudita (negli Usa è obbligatorio in questi casi dichiararsi) e anche un avvocato dell’ambasciata saudita: tal Nancy Dutton. Ma che importa… non trovate anche voi che l’amore della pace può colpire chiunque e che non c’è bisogno di essere tanto sospettosi quando un’organizzazione appoggia in tutti i modi il rapporto Goldstone, denuncia all’ufficio delle tasse che i contribuenti ebrei detraggono dalle imposte le donazioni agli insediamenti, appoggia in tutti i modi l’azione palestinese? Lo ripeto, è solo passione per la pace, i soldi dei loro contributi non c’entrano affatto! Tre indizi sono una prova, ma cinque no, sono solo una grande coincidenza. Insomma attaccano J Street. Ragazzi, strizzate il cuore e tirate fuori il fazzoletto. E’ in pericolo la pace, o forse il cadreghino del figlio del mio popolo (che a quanto pare non è il suo.

    Ugo Volli

    PS: A proposito, una volta esisteva una petizione europea per appoggiare J Street, adesso non ricordo il suo nome, ma sei mesi fa fece molto rumore, poi più nulla. Che tacciano anche loro perché sono perseguitati? Non si vergogneranno mica dei loro bravissimi amici americani…

  2. 138
    hvg scrive:

    x bettina
    meno male che tu esisti per illuminarci; però, fallo.

  3. 137
    hvg scrive:

    "a me invece certi correligionari mi fanno venire in mente quelli che avevano fondato la nostra bandiera, ma che sono rimasti fregati lo stesso."
    x stella
    a me invece certi correligionari fanno venire in mente quegli ebrei che si sono schierati con stalin. che fine hanno fatto?

  4. 136
    hvg scrive:

    "I nomi dei firmatari testimoniano che c’è una preoccupazione bi-partisan nell’ebraismo europeo."
    sono curioso di conoscere i nomi di ebrei non schierati con la sinistra che hanno appoggiato quest’appello. sarebbe troppo chiedere in quale percentuale?

  5. 135
    Daniele Coppin scrive:

    x Massimo Orbach
    Invece di affrontare la questione in termini di amici/nemici, non sarebbe meglio per tutti (e non solo per la questione degli "appelli")confrontarsi per cercare di comprendere le ragioni degli uni e quelle degli altri? Forse si farebbe più chiarezza e si potrebbero trovare posizioni comuni su cui proseguire nell’interesse (come affermano i firmatari dei due, anzi, tre "appelli") di Israele.

  6. 134
    Nautilus Impagabilis scrive:

    un Ministro del Gabinetto inglese non scherzava quando ha detto: ‘Le banche sono fottute, noi siamo fottuti, il Paese è fottuto’". Quando si dice aplomb britannico…
    Una scelta dunque tra realtà e finzione finanziaria a vantaggio della seconda. "Oggi la speculazione monetaria" sostiene Internazionale di cinque mesi fa che riportava un’inchiesta di Der Spiegel "è venti volte il volume degli scambi commerciali. [...] L’attività finanziaria è scollegata dalla realtà e ha la forza di distruggere la ricchezza di interi settori industriali, anzi, di interi Paesi"…
    per applicare il massaggio cardiaco agli istituti di credito tutti i governi occidentali hanno dilapidato un oceano di denaro, soldi di quei cittadini vittime due volte del sistema: prima raggirati dalle alchimie dei cosiddetti maghi della finanza, poi ulteriormente spremuti dagli Stati corsi al capezzale degli apprendisti stregoni in difficoltà.
    Cifre enormi, quelle stanziate dai governi occidentali, a esclusivo beneficio degli artefici del disastro. Denaro che causa oggi gravi problemi di indebitamento per gli Stati, mentre le banche d’investimento hanno ripreso a fare esattamente ciò che ha portato il mondo sull’orlo del baratro: il gioco d’azzardo. Per di più, sulla pelle di chi le aveva salvate. “Si torna a scommettere, si torna a far festa, si torna a guadagnare un sacco di soldi" proseguiva l’inchiesta di Der Spiegel, "e tutto grazie ai miliardi immessi nei mercati dalle banche centrali e dai governi per arginare le conseguenze della crisi”. "Quando va tutto bene – proseguiva l’articolo- lo Stato non deve intervenire e i guadagni vanno ai banchieri. Ma se qualcosa va storto, tocca al contribuente pagare il conto". È il capitalismo, caro.
    Siamo tutti sotto Usura
    Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
    La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sulla politica, le istituzioni, i popoli e ciascun cittadino inerme.

    NO al Signoraggio Bancario
    alla Povertà pianificata
    NO alla Dittatura delle Banche

  7. 133
    età beata scrive:

    sui primi anni fortunati … e poco chiari … di Berlusconi. C’è molto di più. Indagini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria che vengono interrotte (il responsabile, M.M.Berruti, lascia la GDF passa in Fininvest e poi diventa un deputato di Forza Italia), archivi bancari che vanno inspiegabilmente fuoco (con dettagli di operazioni di Berlusconi che i magistrati non potrnno mai vedere), acquisto della prima villa a modico prezzo (da una minore di cui era tutore Previti!), vari escamotage per non pagare tasse, fondi che dal Liechtenstein vanno in Svizzera e da qui in Italia (ovviamente da Finanziarie/Fiduciarie, tramite Commercialisti e studi Legali abituati ad operazioni sotto copertura), prestanome che si prestano volentieri … e molto altro !
    Ovviamente Berlusconi si è poi "pulito" (ha saldato i prestiti occulti ed ha iniziato attività più trasparenti).
    Ormai sono trascorsi troppi anni. Ogni malefatta è caduta in prescrizione.

  8. 132
    Massimo Orbach scrive:

    Questo è il link del blog di Deborah Fait sull’argomento, acerrima nemica di Gad Lerner e ora anche del sottoscritto
    http://www.ilcannocchiale.it/comments/2484055

  9. 131
    stella scrive:

    a me invece certi correligionari mi fanno venire in mente quelli che avevano fondato la nostra bandiera, ma che sono rimasti fregati lo stesso

  10. 130
    bettina ventura scrive:

    E’ triste constatare "quanto" i correligionari di Gad Lerner – e anche miei per estensione – siano ciechi…..
    ciao da Bettina

  11. 129
    anticipati antipodi scrive:

    “… i governi dell’eurozona devono liberarsi dalla convinzione secondo la quale, all’origine dell’attuale crisi di debiti pubblici c’è la dissipatezza dei governi. Non è così. All’origine di questa crisi c’è la pregressa dissipatezza di vasti segmenti del settore privato e , soprattutto, del settore finanziario… un processo di austerità di bilancio che minaccia i settori privati dell’eurozona” (pag.28, la Repubblica, 6/5/10) da queste chiare parole di Paul De Grauwe Professore di economia all’Università Cattolica di Lovanio del Belgio, emerge chiaramente senza ombra di dubbio l’evidenza che il debito pubblico e l’interesse conseguente cui sono soggetti gli stati nazionali non è casusato dai loro stessi bisogni di bilancio bensì da esigenze di emissione di banconote da immettere in circolo a favore del settore privato in particolare di quello finanziario: ammissione lampante dell’esistente sistema del “Signoraggio Bancario” di cui siamo tutti implicitamente schiavi, non tanto per particolare nostra tendenza allo sperpero pubblico, bensì per elementari e intrinseche necessità di carta moneta circolante nella nostra economia per esigenze di normale mercato, di cui le moderne economie finanziarie hanno sempre più bisogno, anche per l’aumentato volume di scambi nel mondo sempre più globalizzato e anche a causa della sempre più aumentata velocità degli stessi grazie alle nuove tecnologie informatiche.

  12. 128
    5x1000: 97283890586 scrive:

    fyi(finalmente trovato)
    http://www.radioradicale.it/scheda/302941/approfondimento-il-lancio-del-movimento-jcall-appello-ebraico-europeo-alla-ragione

  13. 127
    Gavriel Segre scrive:

    E’ triste vedere un intellettuale come te prostituire la sua identità ebraica nella speranza di avanzare un pò nelle fila del Partito Democratico.

  14. 126
    5x1000: 97283890586 scrive:

    Thx, henriette. Forse Gad non avrà oggi una serata proprio semplicissima. E forse riuscirà a smuovere qualche anima

  15. 125
    Henriette scrive:

    http://www.fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=11&Id=2362

  16. 124
    stella scrive:

    Molto bello considerare Israele una democrazia, un grande paese, ma non per questo se ne chiede il suicidio. Israele ha già fatto molti gesti, si è ritirato da Gaza, ha liberato sempre prigionieri in cambio di pochi cadaveri, ma non si può chiedergli di autodistruggersi, mi dispiace

  17. 123
    mary scrive:

    per Stella/120

    le mie considerazioni sono fatte in tal modo proprio perche’ considero Israele un grande Paese , simbolo di democrazia.
    Le democrazie sono tali, particolarmente nei momenti in cui si mostrano diaponibili anche verso i nemici;coloro che nel secolo scorso sono stati ingiustamente sterminati dalle idee di un pazzo (e di chi lo ha seguito), erano, nella loro disperazione, generosi e credevano nella giustizia,non credevano certamente nelle guerre interminabili.
    Penso che una certa soluzione si dovra’ trovare, non possono continuare a crescere generazioni nella paura del vicino e nella incertezza del futuro.

  18. 122
    il fato e la Noira scrive:

    Berlusconi, quando lasciò i suoi primi lavori da parte (cantare canzoni sulle navi e altre cavolate), iniziò a lavorare nella banca del padre a Milano. Codesta banca venne identificata come la banca per il riciclaggio del denaro sporco della mafia. Berlusconi poi fondò fininvest che nei primi 7 anni di vita, vide arrivare, nei suoi fondi, 15 miliardi di lire di cui non si è saputa mai la provenienza. Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, condannato a 11 anni di reclusione per associazione mafiosa, "assolda" Vittorio Mangano (3 anni di reclusione per traffico internazionale di droga, poi processato per mafia, e 2 ergastoli per triplice omicidio) come "stalliere".. Nel ’92, 48 ore prima che Falcone vennè fatto saltare in aria, si esegue un’ultima intervista a Borsellino, dove lo stesso giudice, dice che proprio in quel periodo stavano indagando su delle presunte congruenze tra Berlusconi,Dell’Utri e Mangano con Cosa Nostra. Guardacaso, dopo questa dichiarazione saltano in aria. Enzo Cartotto, testimone contro Cosa Nostra, parla proprio di Berlusconi e dell’Utri, dicendo che erano loro i mandanti a volto coperto delle famose stragi.14.03.2001Luttazzi intervista il giornalista Marco Travaglio, che parla proprio di come Berlusconi sia riuscito a sfondare così. I due vengono querelati da: Fininvest, Mediaset, Berlusconi e Forza Italia per 41 miliardi di lire. Vincono la causa, perchè i fatti citati nell’intervista, sotto domande "lecite" di Luttazzi, sono fondati e reali.

  19. 121
    5x1000: 97283890586 scrive:

    riascoltando Daniel Cohn Bendit al notiziario di stamattina con quel "e questo il vero problema" tagliato nelle interviste di ieri e chiaro che questo movimento multiforme non avra la vita facile nella pluralita di voci che ammette senza falsa prudenza.

    un paio di interviste di billau di ieri notte.

  20. 120
    stella scrive:

    Mary non si capisce come mai Israle dovrebbe fare tutto questo. Non è un regalo la democrazia, è una conquista, e i palestinesi per adesso non ne vogliono sapere. O perlomeno non ne vogliono sapere i loro capi. L’idea dei due stati c’è stata fin dalla spartizione della Palestina che assegnava appunto due stati ai due popoli, ma non è colpa certo nostra se gli arabi non l’hanno voluta. Cominciamo a cambiare i programmi scolastici palestinesi, cominciamo a smetterla di insegnare che gli israeliani sono ladri e persone inaffidabili, che gli ebrei sono tutti discendenti di scimmie e maiali, e forse si potrà cominciare a parlare

  21. 119
    mary scrive:

    l’appello alla ragione e’ un’iniziativa di grande civilta’ ma, purtroppo, in certi ambienti di potere, restera’ ignorato: da chi?
    . produttori e trafficanti d’armi
    - guru della finanza e dell’economia: la pace porterebbe equilibrio e collaborazione, petrolio e gas naturale potrebbe scambiarsi al giusto prezzo:ed i super.profitti delle lobby andrebbero a farsi benedire.
    - dagli esponenti politici piu’carismatici e di potere, che perderebbero un’argomentazione nei loro convegni,grandi discorsi ed enunciazione di principi e progetti che non realizzeranno mai.
    In realta’ sarebbe ora di finirla, sono figli dello stesso unico Dio,anche se chiamato in modo diverso; i tratti somatici spesso si fondono, dove sono le differenze?
    Sarebbe fantastico che lo Stato d’Israele, dopo il riconoscimento reciproco di due stati e due popoli, accompagnasse il popolo Palestinese nella ripresa economica, nell’aiuto anche politico, trasferendo ai Palestinesi i principi di demcrazia,che ben conosce, insegnando loro come renderli stabili nel tempo. Sarebbe una bella lezione di
    civilta’ sia per il mondo arabo che per l’occidente.

  22. 118
    RENATO M.V. scrive:

    UNA DELLE COSE CHE MI SONO MANCATE IN ABBONDANZA NELLA VITA SONO IL VILE DENARO. QUANDO SENTO PARLARE DI ISRAELIANI E PALESTINESI,SCUSATE LA MIA INGENUITA’, PENSO AI MILIONI DI CRISTIANI, MUSSULMANI E CHIUNQUE ALTRO COME POTENZIALI TURISTI DI QUEI LUOGHI BELLISSIMI. DA CIO’ DERIVEREBBE UNA SANA AFFLUENZA DI DOLLARI ED EURO CHE FAREBBE RICCHI TUTTI.INVECE NO BOMBE A DESTRA E A SINISTRA, MAGARI PIU’ A DESTRA CHE A SINISTRA. DICONO CHE SONO DUE POPOLI INTELLIGENTI, HO DEI DUBBI.SCUSA GAD.

  23. 117
    Daniele Coppin scrive:

    Stella, il punto non è su quale sia l’ebraismo "migliore", giacché ritengo che sia tra i sottoscrittori dell’"Appello alla ragione" che tra quelli dell’altro "Salviamo la ragione" ci siano tante persone animate dalle migliori intenzioni. Il problema è tenere conto di un dato di fatto: tutti, nel mondo (e moltissimi in Israele), riconoscono il diritto dei Palestinesi ad avere un proprio Stato, mentre molti Stati e popoli (la quasi totalità degli Arabi e degli islamici, molti Stati del Terzo Mondo e i vari antisemiti di destra, di sinistra e dell’integralismo cristiano) non riconoscono il diritto all’esistenza di Israele e degli Ebrei ad avere un loro Stato nazionale, in cui non siano una minoranza esposta ai capricci del governante di turno.
    Questo quadro aumenta il senso di accerchiamento degli Israeliani e favorisce la destra.
    L’appello firmato da Gad Lerner e tanti altri è condivisibile, ma quanti Arabi lo condividono? Quanti Arabi sono disposti ad accettare l’esistenza di Israele? I libri scolastici dei Paesi arabi ancora oggi non rappresentano sulle loro cartine lo Stato di Israele, e definiscono Palestina tutto il territorio compreso tra il Giordano ed il Mediterraneo. La cultura araba rinuncia di incontrarsi con quella israeliana, venendo meno a quei principi di apertura verso l’altro intrinsecamente presenti nell’arte, nella letteratura, nella ricerca. E in questo viene spalleggiata dai tanti neoantisemiti che, col diradarsi della memoria della Shoà, stanno rialzando la testa, complice l’anonimato offerto da Internet, grazie al quale diffondono le loro farneticanti ideologie nel mondo.
    Era proprio il caso di offrire un ulteriore spunto a quei nemici di Israele che lavandosi la coscienza con la solita fras "non sono antisemita, anzi ho tanti amici ebrei…", sparano, sempre e comunque, a zero sullo Stato ebraico?

  24. 116
    stella scrive:

    O forse tra un certo tipo di ebraismo, non per forza il migliore, e gli israeliani

  25. 115
    onyric scrive:

    potrebbe anche essere che si stia creando una divaricazione, tra la cultura della diaspora e la cultura degli israeliani.

  26. 114
    miti scrive:

    con la i?

  27. 113
    Marconzo scrive:

    no..no…
    l’argomentio

  28. 112
    miti scrive:

    che palle.

    è la password?

  29. 111
    Marconzo scrive:

    che palle.

  30. 110
    Elsa scrive:

    ’2. E’ essenziale che l’Unione europea a fianco degli Stati Uniti eserciti una pressione forte sulle parti in lotta e le aiuti a giungere a una composizione ragionevole e rapida del conflitto. L’Europa, in ragione della sua storia, ha una grande responsabilità in questa regione del mondo

  31. 109
    ink scrive:

    non e un appello alla ragione; dice, piu modestamente, di voler essere un contributo volto a "che la voce della ragione sia ascoltata", da tutti.
    non mi immischio.

    ps
    la traduzione italiana non mi piace; anche se la versione francese non la comprendo completamente.

  32. 108
    adele scrive:

    il mio 102 è rivolto al 101 (Ink).
    Buona giornata a tutti. Ritornerò se e quando mi sarà restituita una password

  33. 107
    Elsa scrive:

    Il 31 maggio di persona se ci sarai.

  34. 106
    stella scrive:

    Elsa non sai far altro che riportare post altrui? Una parolina tua, dai

  35. 105
    Elsa scrive:

    61Gad scrive:
    27 aprile, 2010 alle 12:36 pm
    Ebrei conniventi, cara Stella (57)? Ma hai letto i loro nomisu “Le Monde”? So bene che il mio vale poco al confronto con personalità politiche e culturali di indiscussa autorevolezza, tra le voci ebraiche più legate a Israele, e più impegnate nella sua difesa. Ma l’argomento volgare secondo cui non vivo laggiù, dove peraltro risiede la gran parte della mia famiglia, somiglia troppo a un pregiudizio. Sai bene che tanti israeliani la pensano come noi e le ragioni devono confrontarsi senza liquidazioni sommarie. Presenterò “Scintille” il prossimo lunedì 31 maggio all’Istituto di cultura italiana di Tel Aviv. Se potrai esserci, ti conoscerò volentieri.

  36. 104
    stella scrive:

    Un appello anche ad Abu Mazen no? E a Hamas?

  37. 103
    Elsa scrive:

    2. E’ essenziale che l’Unione europea a fianco degli Stati Uniti eserciti una pressione forte sulle parti in lotta e le aiuti a giungere a una composizione ragionevole e rapida del conflitto. L’Europa, in ragione della sua storia, ha una grande responsabilità in questa regione del mondo

  38. 102
    adele scrive:

    Un punto di vista legittimo e normale. Ogni appello che si richiama alla ragione non sarebbe tale se non avesse difronte un contro-appello di reazione alla ragione stessa.

  39. 101
    ink scrive:

    un punto di vista

    4 maggio 2010
    Piccoli Lerner crescono
    Sbarca in Europa J-Call, “un appello alla ragionevolezza” per la pace tra israeliani e palestinesi che si trasforma subito in polemica contro Netanyahu e in qualche dimenticanza di troppo sulla minaccia dell’Iran

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