Sono arrivato alle 4 di notte a Tel Aviv e al risveglio m’imbatto nella tragedia. Severe e implacabili le tv israeliane nel contestare la versione governativa dell’eccidio. E’ chiaro che attaccando la Freedom Flottilla dei pacifisti e provocando una strage, Tzahal è caduto in una trappola abilmente predisposta, coprendosi di disonore. E’ come se vivessimo un Exodus all’incontrario. Israele sempre più in guerra, sempre più sola.
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8 maggio, 2011 alle 10:42 pm
[...] [...]
12 giugno, 2010 alle 5:59 pm
l’arabia saudita paese islamico noto alleato usa ha concesso lo spazio aereo ai bombardieri della stella di davide(e anche a quelli usa)per bombardare i siti dove si cerca di fare il nucleare in iran,questo a dimostarzione che israele quando ha attaccato i pacifisti o presunti tali,non si stavano isolando ma portando avanti un programma già concordato con gli alleati(Usa)speriamo che non si vada oltre.
11 giugno, 2010 alle 1:56 pm
.. Kennedy era minacciato da missili nucleari piazzati davanti casa da uno Stato riconosciuto (Cuba) per conto di un altro stato riconosciuto (Urss).
Quindi c’erano i presupposti per usare le leggi internazionali in materia di difesa da un’aggressione straniera (anche se solo minacciata).
Alla fine tutto si e
risolto senza spargere un goccio di sangue.Il caso di Israele e diverso, per la sua scelta di non voler vivere accanto ad uno stato Palestinese. La conseguenza e
che i suoi blocchi navali sono illegittimi.Ma poiche nessuno protesta, a questo punto, con la scusa di minacce esterne, interne o immaginarie, ogni stato puo` declamare il suo diritto a controllare le acque internazionali (quindi dovunque) ed a porre blocchi navali. Bel risultato no?
10 giugno, 2010 alle 5:30 pm
è quello che succede , ad essere precisi e a conoscere la storia
un esempio per tutti il blocco navele di Cuba fatto dall’eroe della sinisitra Kennedy
10 giugno, 2010 alle 5:18 pm
Per Unter Alles 575: Israele ha deciso qui, Israele ha deciso la
... ma siamo matti?, per cui Israele perde i suoi diritti di difesa da uno stato straniero!Israele ha deciso che non ci dev'essere alcuno Stato Palestinese, da cui poteva sentirsi minacciato e decidere i blocchi navali che tu dici.
Ma lo Stato Palestinese non c'e
Quindi puo` controllare le sole acque territoriali.
Se avessi ragione tu, tutti gli stati potrebbero dichiarare blocchi navali e, in pratica, sentirsi in diritto di controllare ogni mare!
6 giugno, 2010 alle 10:48 pm
Mentre placare te e’ un inutile gioco da ragazzi.
6 giugno, 2010 alle 9:55 pm
Severe e implacabili, le Tv israeliane nel contestare la versione governativa dell’eccidio. Proprio come qui. Ci vuole una legge per impedire l’uso "criminoso" della televisione. Ma Netanyahu come sta nei sondaggi.
6 giugno, 2010 alle 7:54 pm
delal riserva non lo dici
in Israele su dieci persone ci sono venti opiniuoni diverse
è l’unico paese libero e democartico del mediooriente
opinioni ggneriche comunque , non propongono altrenative
6 giugno, 2010 alle 7:52 pm
volevo chiudere ,ma questo è troppo importante: questi sono ufficiali della Marina
http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/israel-navy-reserves-officers-allow-external-gaza-flotilla-probe-1.294536
Israel Navy reserves officers: Allow external Gaza flotilla probe
Officers denounce operation as ‘military and diplomatic failure’, slam government for placing blame on the activists.
In a letter to Prime Minister Benjamin Netanyahu and Israel Defense Forces Chief of Staff Gabi Ashkenazi, the Navy officers denounced the commando raid as having "ended in tragedy both at the military and diplomatic levels."
"First and foremost, we protest the fact that responsibility for the tragic results was immediately thrust onto the organizers of the flotilla," wrote the officers. "This demonstrates contempt for the responsibility that belongs principally to the hierarchy of commanders and those who approved the mission. This shows contempt for the values of professionalism, the purity of weapons and for human lives."
continua
PS sulle acque territoriali esiste ormai un’ampia letteratura giuridica che contesta le affermazioni israeliane dal punto di vista giuridico..ora questa lettera mi sembra evidentemente significativa del malessere e delle divisioni ed è interesse di tutti capire al di là degli schieramenti
6 giugno, 2010 alle 7:15 pm
La fonte degli elementi di analisi @575 e’
http://roma.mfa.gov.il/mfm/Data/180764.htm
6 giugno, 2010 alle 5:40 pm
ELEMENTI DI ANALISI
Già domenica Israele aveva annunciato di aver esteso le acque territoriali da 20 miglia a 68. Questa azione nel diritto internazionale è possibile quando il paese in questione rischia di subire un attacco di una nave ostile. Per israele, nel merito, era esattamente questo il caso, dal momento che la nave aveva ripetutamente rifiutato di fare scalo ad Ashdod.
Sul piano giuridico, il territorio di Gaza è sottoposto da Israele a blocco Navale. Il blocco navale è una pratica di guerra antica (risale almeno alle guerre napoleoniche) e legittima (sancita dal Congresso di Parigi del 1856). Esso consente alla potenza bloccante di catturare o anche affondare tutte le navi che cercano di violare il blocco anche in mare aperto, senza limiti di acque territoriali. Chi viola il blocco è un contrabbandiere in zona di guerra e agisce contro la legge, è dunque un obiettivo legittimo della forza militare. Il blocco riguarda tutte le navi, anche quelle neutrali.
Israele ha seguito tutte le procedure del blocco, comunicandolo molte volte e in particolare segnalandolo agli stati interessati e anche alle navi della flottiglia, come si vede da questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=qKOmLP4yHb4&feature=player_embedded.
In generale le forze militari hanno diritto di ispezione anche in alto mare e fuori dalle acque territoriali le navi di passaggio. Questi diritti si chiamano "diritto di visita" e in casi di conflitto possono diventare legittime "operazioni di interdizione marittima" (Maritime Interdiction Operation, per definizioni e limiti di queste istituzioni giuridiche vedete le voci relative sul glossario di diritto del mare della Marina italiana: http://www.marina.difesa.it/editoria/rivista/gloss/a.asp)
La logica del blocco navale a Gaza deriva dal fatto che dopo il ritiro israeliano di 5 anni fa vi si è stabilito con un colpo di stato il regime terrorista di Hamas (nel 2007, dopo il conflitto tra Hamas e Fatah e l’espulsione di quest’ultima da Gaza). Da allora, il territorio di Gaza – a causa del continuo lancio di razzi nonostante lo sgombero della Striscia e del continuo ribadire di Hamas di voler eliminare Israele come statuito dalla sua Carta fondativa – è stato dichiarato ufficialmente dal governo israeliano zona nemica e per questa ragione sottoposto a varie operazione militari. Neppure un testo così antisraeliano come il Rapporto Goldstone ha negato a Israele il diritto di autodifesa, che è basilare nella carta dell’Onu (art. 51), e quindi non ha potuto negare la legittimità dell’Operazione Piombo fuso (se non delle sue forme) e del blocco navale e terrestre, che mira a impedire rifornimenti di armi e materiali che potrebbero aggravare l’aggressione.
Nel caso della Mavi Marmara, la violazione del blocco è configurata dalla volontà esplicita del comando delle navi. La marina israeliana ha fermato senza incidenti cinque della sei navi. Solo sulla sesta, la più grande, è avvenuto un tentativo di linciaggio dei marinai che, secondo la prassi internazionale, stavano salendo a bordo per controllare la nave.
I soldati hanno avuto l’autorizzazione a sparare solo quando la loro stessa vita era a rischio. Il diritto sta dalla loro parte: avevano diritto dal punto di vista della legalità internazionale, di imporre un’ispezione alla nave; avevano diritto di fermarla visto che tentava di violare un blocco. Avevano infine il diritto alla legittima difesa che appartiene a chiunque è fisicamente aggredito come si vede nei video.
Notare: il blocco è attuato anche dall’Egitto, che ha messo un muro che divide la città di Rafah nella sua parte palestinese e egiziana.
Attualmente, Israele, si trova in queste condizioni: c’è una zona interdetta alla navigazione, c’è il rischio concreto di traffico d’armi (NB: precedente della nave Iraniana che poco tempo fa fu sequestrata perché imbottita di armi sotto derrate apparentemente umanitarie) e quindi lo stato rivierasco è nel pieno diritto di fermare, ispezionare, condurre nei suoi porti i navigli sospetti.
All’invito di approdare in un porto Israeliano il comandante della Marmara risponde negativamente. A quel punto le scelte erano due:
A) aprire il fuoco avanti la prua della nave turca (con grande rischio) per obbligarla a riguadagnare il largo
B) abbordare la nave per condurla in un porto Israeliano
Non ci sono alternative. Sbarrare la strada è un rischio altissimo, vedi il disastro nel canale di Otranto del 1997
Per chi si volesse cimentare in lunghissime letture di seguito troverà i principali documenti :
Attività di prevenzione antiterrorismo nel settore del trasporto marittimo
convenzione onu sul diritto del mare
Un saggio : LIBERTA’ DEI MARI E CONTROLLO DEGLI STATI COSTIERI – in particolare, dal trattato del 1982; – DIRITTO DI PASSAGGIO INOFFENSIVO Montego Bay precisa che il passaggio deve essere “continuo e rapido” e che non “rechi pregiudizio alla pace, al buon ordine o alla sicurezza dello stato costiero”. In caso contrario lo stato può adottare le necessarie misure, eccezionalmente chiuderlo al traffico. Questo vale per navi civili, militari e sottomarini con l’obbligo di navigare in superficie.
Dispense di Diritto Internazionale
Diritto internazionale marittimo
Precedente della argentina General Belgrano affondata dagli inglesi (1982):
La nave era al di fuori della zona di interdizione di 200 miglia. Sebbene la nave fosse al di fuori della zona di interdizione, entrambe le parti comprendevano che questa non era più il limite di azione britannica – il 23 aprile il governo britannico aveva fatto giungere un messaggio al governo argentino mediante l’ambasciata svizzera a Buenos Aires che diceva:
(EN)
« In announcing the establishment of a Maritime Exclusion Zone around the Falkland Islands, Her Majesty’s Government made it clear that this measure was without prejudice to the right of the United Kingdom to take whatever additional measures may be needed in the exercise of its right of self-defense under Article 51 of the United Nations Charter. In this connection Her Majesty’s Government now wishes to make clear that any approach on the part of Argentine warships, including submarines, naval auxiliaries or military aircraft, which could amount to a threat to interfere with the mission of British Forces in the South Atlantic will encounter the appropriate response. All Argentine aircraft, including civil aircraft engaged in surveillance of these British forces, will be regarded as hostile and are liable to be dealt with accordingly. »(IT)
« Nell’annunciare l’instaurazione di una Zona di Interdizione Marittima intorno alle isole Falkland, il Governo di Sua Maestà ha reso chiaro che questa misura è stata presa senza pregiudizio al diritto del Regno Unito di intraprendere qualunque misura aggiuntiva si rendesse necessaria per esercitare il suo diritto all’autodifesa, come previsto dall’Articolo 51 dello statuto delle Nazioni Unite. Di conseguenza il Governo di Sua Maestà desidera ora rendere chiaro che ogni manovra di avvicinamento da parte di navi da guerra argentine, inclusi sottomarini, navi ausiliarie o aerei militari, che possano costituire una minaccia alla missione delle forze britanniche nel Sud Atlantico, incontreranno una risposta appropriata. Tutti gli aerei argentini, inclusi aerei civili impegnati nella sorveglianza di forze britanniche, saranno considerati ostili e passibili di essere trattati di conseguenza. »
La Flottiglia per Gaza e il blocco marittimo di Gaza – ASPETTI LEGALI
31 maggio 2010. Al largo della costa di Gaza è in atto un blocco marittimo. Tale blocco è stato imposto poiché Israele si trova attualmente in uno stato di conflitto armato con il regime di Hamas che controlla la Striscia di Gaza, regime che ha ripetutamente bombardato obiettivi civili in Israele, con armi contrabbandate e introdotte illegalmente a Gaza anche via mare.
2. I blocchi marittimi sono misure legittime e riconosciute dal diritto internazionale, e possono essere implementate come parte di un conflitto armato in mare.
3. Un blocco può essere imposto in mare, anche in acque internazionali, a patto che esso non impedisca l’accesso ai porti e alle coste degli Stati neutrali.
4. I manuali militari di vari paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, riconoscono il blocco navale marittimo come misura efficace e espongono i vari criteri che rendono valido un blocco, compreso l’obbligo di dare la dovuta notifica dell’esistenza del blocco.
5. Alla luce di quanto detto, va osservato che Israele ha reso nota pubblicamente l’esistenza del blocco e ha fornito le coordinate precise dello stesso blocco mediante i canali marittimi professionali internazionalmente riconosciuti. Israele ha anche inviato appropriata notifica del caso ai governi interessati e agli organizzatori della flottiglia di protesta per Gaza. Inoltre, anche in tempo reale, fino all’ultimo momento, le navi che partecipavano alla flottiglia di protesta sono state avvertite ripetutamente che era in vigore un blocco marittimo.
6. Qui è bene ribadire che in base al Diritto Consuetudinario, la conoscenza del blocco può essere presunta una volta che il blocco è stato dichiarato e una volta reso noto mediante le appropriate notifiche.
7. In base al diritto internazionale marittimo, quando è in vigore un blocco marittimo, nessuna imbarcazione può entrare nella zona interessata dal blocco. Ciò vale per imbarcazioni sia civili sia nemiche.
8. Uno Stato può intervenire per far rispettare il blocco. Ogni imbarcazione che violi o tenti di violare il blocco marittimo può essere catturata o persino attaccata secondo il Diritto internazionale. Il Manuale dei Comandanti Statunitensi sulla legge per le Operazioni Navali stabilisce che il tentativo di violare il blocco da parte di una nave è considerato tale dal momento in cui tale imbarcazione lascia il suo porto con l’intento di eludere il blocco.
9. Qui è opportuno ribadire che i manifestanti, per mezzo di numerose dichiarazioni scritte e verbali, hanno esplicitamente manifestato la loro chiara intenzione di violare il blocco. Inoltre, la loro rotta confermava la loro chiara intenzione di violare il blocco in violazione del Diritto internazionale.
10. Data l’esplicita intenzione di violare il blocco navale da parte dei manifestanti, Israele ha esercitato il suo diritto, in base alle leggi internazionali, di far rispettare il blocco. Va osservato che, prima di intraprendere misure concrete per far rispettare il blocco, sono stati trasmessi vari avvertimenti espliciti direttamente ai capitani delle navi, per esprimere l’intenzione di Israele di esercitare il suo diritto a far rispettare il blocco.
11. Israele aveva tentato di prendere il controllo delle navi che partecipavano alla flottiglia con mezzi pacifici e in modo ordinato, sempre al fine di far rispettare il blocco. Dato l’elevato numero di navi che partecipavano alla flottiglia, si è stati costretti ad adottare misure di sicurezza per far rispettare il blocco a una certa distanza dall’area del blocco.
12. Quando gli israeliani hanno tentato di far rispettare il blocco sono stati aggrediti con violenza dai manifestanti e hanno agito per legittima difesa per respingere gli attacchi.
6 giugno, 2010 alle 5:26 pm
vuole dire seimila persone su qualche milion
come da noi i partiti neo nazi o neofasci e le loro manifestazioni o quele a favore più o meno ambiguamente a favore delle br della sinsitra autonoma anarchica
migliaia di idioti insieme , alcune volte centomila su una èpopolazione di milioni
6 giugno, 2010 alle 5:23 pm
sono circa 25 i linciatori in azione sul ponte
la confusione elo smarrimento far gli israeliani è avvenuta all’istsnte della notizia quando non tutti i particolari erano chiari
i filmati sono eloquenti
le foto scattate dai terroristi filo hamas ( a proporsito non sai che idf non rende pubbliche mai , dico mai, foto di combattenti soldati feriti o uccisi è una scelata precisa fata perv non arecare altro dolore ai parneti
scelta di una nazione che dal dolore per i famigliari che si sacrificano per tutti è percorsa in un fremito perenne
le foto dimostrano il tenativo di sequestro vigliacco dei soldati dopo il loro linciaggio , sembrava una esagerazione di Israele
liberate il soldato Shalid , permetetegli di avere posta e comunicazioni tramite croce rossa intrenazionale comne suo diritto
Hamas è un’organizzaione terroristica che ha preso il potre con un glope facendo starge e linciaggio di palestinesi dell’altra fazione .
li hanno buttatri dalle finestre , hanno costretto il loro popolo aseguyito del ritiro di Isarele da Gaza a diventare la base di lancio di diecimili ordignoi missilistici
si mangiano gli aiuti umanniatri destinati alla popolazion in esplosivi e contrabbando di missili
6 giugno, 2010 alle 4:59 pm
concordo sulla non casualità anche se il pasticcio delle diverse i"prove" puntualmente smentite, la mancanza di una conferenza di stampa internazionale con conseguente chiarimento dei punti oscuri, il disorientamento dei politici che stanno dando spiegazioni idnee a calmare ‘opinione pubblica a cercare di compattare il fronte interno, lascia supporre una strategia che in europa chiameremo della tensione finalizzata ad accelerare la guerra all’iran anche in solitaria corsa…ma di questo onestamente non vorrei parlare e spero di non parlarne mai…ma chiarmante comincia a delinearsi una strategia contro Obama e la Turchia
ottimo l’editoriale di haaretz oggi
In an effort to evade responsibility for the crisis and escape his obligation to fundamentally change his policy, the prime minister is distorting the nature of the criticism against his government and has plied it as hatred of the Jews.
in questa chiave immagino si dovranno leggere le future dichiarazioni indirizzate non tanto al pubblico internazionale, ma locale
2 in quanto alle foto: tutto vero,ma pubblicate in Turchia e censurate dall’IDF e ritornano le domande già poste
3 "sui terroristi" forse è il caso di leggere quanto emerge da queste due interviste
http://www.haaretz.com/print-edition/features/they-came-from-the-villages-to-aid-the-orphans-1.294407
e quest’altra che trovo molto interessante
http://www.haaretz.com/magazine/week-s-end/we-have-won-this-war-1.294079
in quanto riporta il numero esatto dei partecipanti dell’organizzazione islamista (25) e il secondo articolo tratteggia un ritratto di gente comune..non mi meraviglierei quindi che fossero solo 4o5 i"conosciuti" Sarebbe cmq interesse di tutti andare al di là dell’ideologia, perchè la posta è alta e pericolosa per Israele stessa. 6000 ppersone che manifestano e si scontrano con la destra vorrà dire pure qualcosa
6 giugno, 2010 alle 2:21 pm
Il quotidiano turcohttp://fotogaleri.hurriyet.com.tr/GaleriDetay.aspx?cid=36575&p=1&rid=2fotogaleri.hurriyet.com.tr/GaleriDetay.aspx ha pubblicato una serie di drammatiche foto che mostrano alcuni dei commando israeliani all’inizio del blitz sulla Marmara, feriti e sopraffatti dagli attivisti filo-palestinesi. In una foto, pubblicata in prima pagina, si vede un soldato israeliano che si tiene la nuca con una mano, con il volto insanguinato. In un’altra si vede lo stesso soldato proteggersi il naso mentre viene scaraventato dalle scale. Una terza immagine mostra un commando sdraiato a terra sul ponte della nave con un attivista che gli punta contro le sue armi. Le foto sono state recuperate dalla memo memory card di un’attivista dell’organizzazione islamista turca IHH, che aveva organizzato la missione
6 giugno, 2010 alle 2:18 pm
Non volevo intervenire, ma mi si chiama in causa. Sono ebreo, ho vissuto in Israele ed ho tuttora fratelli e sorelle che vivono li e che vestono la divisa di Tsahal, quindi se voglio posso pure chiamare i soldati di Israele i nostri ragazzi. In secondo luogo, Israele è l’unica democrazia dell’area, questo meglio non scordarselo mai, gli altri sono tutti stati con dittature o simile. Penso che qualsiasi stato sovrano, se minacciato, ha tutto il diritto di difendersi con tutte le armi che possiede, anche rischiando le ire dei radical chic tipo Gad Lerner. E così ho chiuso.
Shalom a tutti, che per chi non lo sapesse vuol dire pace,
Aldo
5 giugno, 2010 alle 10:41 pm
ti sonmo sfuggiti ( strano le immagini9 sono chiare ) i momwenti dell’abbordaggio , i pacifinti hanno tirato razzi e bombve sui gommoni oltre agetti ad lata pressionbe
le mura della nave sono molto alte
poi per precisione dalle immagini si vede con chairezza che non vi sono lanci di bombe o spari dai pri9mi soldati che atterrano
quindi la tua descrizoone è impropria , i primi coinque sono feriti con coltellate e sprangate , uno viene li9nciato a terra un’alòtro buttao giù , il tutto in un rapporto linciatori soldati 5 a uno
non è il quadro che hai descritto
naturalmente il secondo teal calato dopo il cambioi regolamentare delle funi ha poi agito con odigni assordati e ( le immagini mancano ) ha leimionato con precisoone nove dei linciatori convincendo gli latri a desistere
5 giugno, 2010 alle 10:14 pm
@567
infatti le modalità non sono affatto state le stesse. Tutte le altre navi sono state abbordate, quella dove si sono prodotti gli incidenti è stata "assaltata" dal cielo e dal mare da reparti di "assaltatori". Anche se non hai fatto il militare forse puoi capire la differenza tra un mezzo della marina che ti affianca o ti si mette di traverso e dei reparti speciali che ti piovono addosso dal cielo tra granate assordanti e luci accecanti proiettate dagli elicotteri che ti stanno a pochi metri sulla testa…
5 giugno, 2010 alle 9:20 pm
non si spiega come mai con le stesse modalità nelle altre navi niente è successo
per elementare logica quindi la modalità di attacco non era di per se foriera del combattimento e della eliminazione di aggerssori martiri e del loro tentativo idiota di prevalere confidandonella superiorità numerica nellla difficoltà del nemico a ordinare il fuoco
5 giugno, 2010 alle 9:14 pm
Signori scusate,
ma vogliamo smetterla di ripetere, ogni volta che nominiamo lo Stato di Israele, che è democratico? Lo è e basta. Punto. Come lo sono per fortuna centinaia di altri Paesi al mondo. Lo è perché è nato anche per questo: per essere un paese democratico. Detto ciò, quello che è accaduto sulla nave turca non può essere stato un errore o un eccesso. E’ stata un’operazione mirata per eliminare elementi considerati pericolosi. L’obiettivo quella notte non era bloccare la nave. Le modalità dell’attacco non lasciano dubbi. La reazione delle persone a bordo era prevedibile ed è stata funzionale al raggiungimento degli obiettivi. Con più di 600 persone su una nave civile partita da un porto turco, quanti saranno stati gli infiltrati? Gli agenti di vari servizi d’informazione, tra turchi, israeliani, e di varie altre nazionalità? E’ chiaro che ogni cosa che accadeva sulla nave era puntualmente monitorato e se è stato deciso di agire, con tutte le conseguenze politico-diplomatiche che sarebbero sorte, è evidente che c’era anche il motivo per farlo. Questa non è una giustificazione, ma una semplice osservazione dei fatti.
5 giugno, 2010 alle 9:10 pm
l’ebreo che non vuol prendersi più le bastonate o le sprangate o le coltellate impunemente per voi è scandaloso
perfido
5 giugno, 2010 alle 9:07 pm
vedo che hai omesso perchè evidentemente ok il linciaggio dei due poliziotti ebrei
uan cxaosa simili a quello che gli idioti isalmofascisti poacifinti hanno tentato di effettuare sulla nave con spranghe coltelli bastoni in superiorità numerica
se non spoaravano morivano
lo capouirebbe un cieco
non un fanatico partigiano di una parte ambigua e mendace come quelal dei martiri che si camuffano da pacifisti
5 giugno, 2010 alle 8:44 pm
Vorrei timidamente osservare che essendo europeo non mi sento affatto toccato dal sentimento di appoggio dei "nostri ragazzi" di Tsahal e che un po’ di bastonate gli potevano anche far bene, se fossero servite allo scopo. Il problema però è che ad un occhio non viziato appare subito la sproporzione tra chi spara e chi si prende gli spari. Diciamolo chiaramente, è un po’ che vediamo sempre la seguente scena: corpi speciali contro civili, carri armati contro padri di famiglia, mitra che sparano a bambini coi sassi, gente con l’elmetto che sbarra la strada a chi vuole andare a pregare, o alle donne ai posti di blocco, sputi, insulti, percosse, manette. Cari fratelli ebrei, siete sicuri di avere sufficienti ragioni per poter fare tutto quello che volete fare?
5 giugno, 2010 alle 5:32 pm
Ultimo mio intervento: alla tv hanno ripreso gli espulsi che tornavano e dichiaravano di essere stati selvaggiamente picchiati. Di solito, quando sei picchiato, i segni si vedono sul viso, invece stavano meglio di me. Se c’è stata un’esecuzione, ci sarò un’inchiesta, me se sei con una folla che minaccia di linciarti, sfido chiunque a rimanere calmo. Per il resto, il governo è stato democraticamente eletto dagli israeliani, i passi che fa sono quelli che evidentemente la maggioranza degli israeliani si aspetta. Se poi sta sbagliando tutto come tu dici, alle prossime elezioni perderà. Comunque non sei riuscito a capire il senso del mio intervento e, secondo, non dai certo una vera soluzione al problema mediorientale che purtroppo continuerà per molti anni.
Aldo
5 giugno, 2010 alle 5:18 pm
1 non è un errore,ma una linea politica
2 se esplode l’atomica si dà il caso che siano coinvolti arabi, ebrei, palestinesi , giordani ecc
3 l’alleanza con i sunniti permetteva di creare una cintura di sicurezza. La difesa di questa Israele vuol dire difendere Hebron ecc e allora di cosa ci si lamenta? Visto che coloro che sono dall’altra parte ora ci sono in organizzazioni come J street ecc , visto che si è creato un forte movimento palestinese-israeliano che spaventa questa destra più che i Kamikaze . Si sceglie Hebron…ci si assuma la responsabilità di cio? Si vuole bombardare l’Iran indifferenti a tutto? Ci si assuma la responsabilità di questo. Questo bliz era evitabile, ma si voleva per ragioni politiche contro Obama, la Turchia, per Hebron ? Okey lo si dica e questo governo si assuma la responsabilità morale e politica delle sue azioni, finendola di nascondersi dietro fumi mediatici, come sta avvenendo…in attesa dell’evolversi della situazione (l’autopsia ha dimostrato una vera e propria esecuzione) in anteprima questa notizia…sai i traditori ci sono..per fortuna
M.O.: "JEWISH BOAT" A META’ LUGLIO, EBREI EUROPEI VERSO GAZA =
AGI) – Roma, 5 giu. – Una nave umanitaria di ebrei europei
salpera’ verso Gaza nella seconda meta’ di luglio. A darne
notizia sono le organizzazioni ebraiche internazionali che non
condividono la politica dell’embargo verso la Striscia. Sara’,
spiega un comunicato di Europea Jews for a just peace in the
Near Est (EJJP) e Jews for a just Peace for Palestininans, una
"missione speciale" della quale "la data esatta e il porto
della partenza, il nome della nave non saranno resi noti se non
appena prima della partenza, per sfuggire ad atti di
sabotaggio". A bordo della nave vi saranno "zainetti scolastici
riempiti con donazioni provenienti dai bambini delle scuole
tedesche, strumenti musicali e strumenti per creare lavoretti
artistici, medicinali e attrezzi per pescare". A bordo, ha
spiegato Edith Lutz, organizzatrice della "Jewish Boat", vi
saranno giornalisti di diversi canali televisivi. "Israele", ha
aggiunto Klutz, "avra’ l’opportunita’ di mostrare al mondo che
c’e’ un altra strada, lastricata di coraggio piuttosto che di
paura, di speranza invece che di odio".(AGI)
e si spera che questa volta gli elementi "pericolosi" siano scoperti prima e non dopo..sai comìè
5 giugno, 2010 alle 5:04 pm
E ora citi Martin Buber…certo sei a senso unico, potremmo scrivere per giorni, ma evidentemente siamo su posizioni diverse. Io non ho mai negato che il governo di Israele abbia fatto errori nella vicenda e ci sarà un’inchiesta che sarà sicuramente molto severa come sanno essere le inchieste di Israele, ma quando sai di avere una bomba atomica che ti pende sul capo, allora non è detto che riesci ad essere freddo. Con questo mi fermo, perchè appunto siamo su posizioni diverse, ma io contesto il fatto che se domattina piove, allora è colpa di Israele. Ho sentito il capo della chiesa di Gerusalemme dichiarare che l’omicidio del prete in Turchia è colpa del clima di tensione di questi giorni, insomma è colpa di Israele anche in questo triste fatto. Che poi Israele faccia anche tanti errori, nessuno lo nega. Oggi comunque la nave irlandese è stato scortata fino ad Ashdod senza alcuna violenza, gli aiuti andranno a Gaza dopo le necessarie perquisizioni, penso che così nessuno potrà protestare.
Aldo
5 giugno, 2010 alle 4:39 pm
Chi c’era sulla nave lo sapeva anche il governo israeliano, ti risulta che abbia denunciato questo? ti risulta una conferenza stampa per chiarire i dubbio spiegare i fatti con prove e testimonianze attendibili atte a giustificare questo massacro? E allora,mai nessun dubbio sul bliz militare…e sull’esecuzione avvenuta…se qualcuno voleva tirare un colpo mancino a Obama e alla Turchia, oltre che bloccare i negoziati con Abu Mazen ed evitare di modificare lo statu quo..direi che questo bliz è stato un ottimo diversivo….tanto di cappello ai quei quotidiani Israeliani che hanno visto che solo la fine del blocco, nuovi negoziati possono disinnescare i fanatismi nazionali di entrambe le parti e qui si discute come se non si sapesse che il vero obiettivo è la guerra iraniana e in nome del blocco di Gaza Israele ha rifiutato il ripristino delle relazioni con il quatar… e intanto nessuno del governo si sente in dovere di dare una spiegazione ecc. ecc.
C’è saggezza in queste parole, ma sai essendo un arabo ecc ecc..non può essere altro che un terrorista..vero: per fortuna i nuovi giusti hanno il nome di quei ragazzi palestinesi ed Israeliani che lottano insieme ..meglio credere alle parole scontate di chi sta spingendo israele verso il baratro in nome del proprio orticello o dlla propria islamofobia,
Auguri
– perché Dio abita, avvertiva Martin Buber, solo dove lo si lascia entrare.
http://it.peacereporter.net/articolo/22348/Rompete+l%27assedio+di+Israele
5 giugno, 2010 alle 3:58 pm
Se vogliamo citare tutte le discussioni interne allo stato di Israele, non la finiremmo in mesi e mesi, e ciò dimostra quanto Israele sia democratico al suo interno, tollerando anche posizioni molto estreme. Anche citare Leibovitz mi sembra fuorviante, ben noto per le sue critiche pesanti sulla politica di Israele. Io potrei citare altri su posizioni ben diverse. Altra è la critica a priori che sentiamo dall’esterno. Sulla nave degli scontri c’era Monsignor Capucci, lo conoscete? Anche se criticare la politica dello stato di Israele è legittimo, sotto sotto è un’altra forma di antisemitismo, solo che ora è rivoltato verso uno stato sempre in pericolo di finire distrutto. Che poi i palestinesi siano poveracci, siamo tutti d’accordo, peccato che non facciano che perdere occasioni per migliorare il loro stato. L’unica cosa che sanno fare bene è piangere e poi dare il beneplacito ad Hamas. Se questi sono i risultati, sperare in una pace è pura utopia, ci crede solo il papa. Preferisco una guerra che una pace con Israele fatta solo di Tel Aviv. Confini sicuri non ci sono, ma meglio tenerli un po’ lontani dal mare i nostri nemici. Non vorrei poi dover ricordare che lo stato palestinese esiste già, si chiama Giordania dove i palestinesi sono la maggioranza, anche se poi politicamente contano poco. Il giorno in cui prendessero il potere, avrebbero il loro stato a tutti gli effetti e allora potremmo vedere se vogliono la pace o la guerra.
Aldo
5 giugno, 2010 alle 12:53 pm
http://italiasociale.wordpress.com/2010/06/01/israele-e-il-volto-%E2%80%9Cdisumano%E2%80%9D-della-democrazia/
5 giugno, 2010 alle 11:44 am
Tutto già detto e scritto qui
"… la corruzione tipica di ogni regime coloniale prenderà piede anche nello Stato d’Israele. Il regime dovrà dedicarsi da un lato alla repressione di un movimento di rivolta arabo, dall’altro all’acquisizione di quisling arabi.. Non vi è relazione diretta fra il problema della sicurezza e quello dei territori: non esistono confini sicuri…" Leibowitz :Ebraismo,popolo ebraico,stato di Israele(1989)
http://www.hakeillah.com/4_02_18.htm
5 giugno, 2010 alle 11:24 am
Per Arial e per tutti,
se qualcuno ha la soluzione per la situazione in Medio Oriente la tiri fuori, che non sia naturalmente la distruzione di Israele. Israele è uno stato democratico dove da anni e anni si cerca di capire come vivere in pace con i vicini arabi, ma una soluzione vera nessuna l’ha ancora trovata. La miopia di gran parte della stampa italiana è evidente, leggete le testimonianze dei soldati israeliani, abbiamo sparato altrimenti morivamo noi linciati, questo dicono, purtroppo è la guerra, i nostri ragazzi sono stati assaliti come sono arrivati sulla nave, anzi erano ancora in fase di atterraggio sulla nave con la corda, cinque navi sono state ispezionate senza problemi perchè la gente è rimasta calma, ma su quella sesta nave erano pronti alla battaglia, anche la polizia italiana quando c’è una manifestazione che degenera, non è che vada tanto per il sottile, possibile che qualsiasi cosa succeda nel mondo la colpa è di Israele?
Aldo
5 giugno, 2010 alle 10:18 am
x zioAlbert: lasciando stare un’ironia fuori luogo, naturalment per me, non pensi che lo scontro Sciiti e sunniti abbia una valenza non i di secondaria importanza per la regione e per Israele stessa? Io considero fondamentale questo come l’emergere di altre potenze regionali e no che ne stanno modificando l’asse e non aver chiaro ciò..mi meraviglia
5 giugno, 2010 alle 10:00 am
Ma se tutta la stampa israeliana critica il massacro, se ci si comincia a porre domande più che sensate sul perchè il Mossad non sapeva nulla dei vari terroristi ec. ecc. e se le versioni cambiano continuamente di ora in ora..ancora si difende questo bliz che finora ha avvantaggiato solo una visione miope e ristretta della destra nazionalista, incapace di uscire da una mentalità di assedio e autistica?
http://www.haaretz.com/blogs/strenger-than-fiction/strenger-than-fiction-israel-s-bunker-mentality-1.293767
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3899167,00.html
5 giugno, 2010 alle 9:20 am
Che palle! Ma che vergogna! Ma che nave di pacifisti con biglie, bastoni, fionde e bottiglie molotov? Gad, ti prego, svegliati dal tuo torpore e difendi il nostro Stato! Che di neemici ne abbiamo già abbastanza! Se invece parliamo di trappola, può darsi, ma un blocco navale o si fa con serietà o non si fa, vedi anche articoli di Ugo Volli e Vittorio Feltri sui rispettivi giornali!
Aldo
4 giugno, 2010 alle 3:19 pm
Dunque, il buon Lele profetizza che fra 10 anni israele non ci sarà più e che poi sciiti e sunniti si scanneranno fra loro. Tutto qui? Chissa che mi aspettavo. Qui si batte la fiacca, possibile che nessuno tiri fuori cose corpose tipo il "complotto giudaico-massonico" il "protocollo dei savi di Sion" cose così. Forza giovani, se volete far fuori gli ebrei dovete metterci un po’ di grinta.