Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
La simbologia della terra e del mare in Israele è fortissima. Dagli albergoni sul Mar Morto, attraverso il panorama spettrale di Sodoma e Gomorra ci hanno trasportati in pullman fino a ridosso della fortezza di Masada, dove l’ultimo contingente ebraico che resisteva alla colonizzazione romana scelse il suicidio collettivo piuttosto che arrendersi, quattro anni dopo la distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme a opera dell’imperatore Tito (70 dopo Cristo). E pazienza se il vento caldo del deserto di Giudea interferiva nei microfoni: era magico assistere lì, in mezzo al nulla, al Nabucco di Giuseppe Verdi, cioè la storia degli ebrei trascinati in cattività a Babilonia quasi 6 secoli prima di Masada, dopo che re Nabuccodonosor aveva distrutto il primo Tempio.
Non mi era mai capitato che il direttore d’orchestra concedesse il tris. Dopo avere ripetuto una seconda volta il “Va pensiero sull’ali dorate”, sommerso da applausi emozionati, Daniel Oren ha interrotto l’esecuzione: “Per favore non applaudite fino all’ultima voce in discendendo, che è la più bella. Come per voi è magico anche per me condividere la musica in questo luogo santo. Partecipate al coro, e pazienza se non conoscete tutte le parole”.
Così abbiamo cantato in seimila il “Va pensiero”, una terza volta, immedesimandoci negli ebrei che piangevano la perduta Gerusalemme. Tra effettacci scenici che trasformavano il deserto con l’acqua ed il fuoco. All’uscita, prima di reimbarcarci sui pullman, venivano offerti dei provvidenziali ghiaccioli al limone per reidratarsi. Ma siccome non si scherza con l’acqua ed il fuoco, con la terra ed il mare, la forza dei simboli ci costringerà a ricordare il Nabucco di Masada quale colonna sonora della tragedia consumatasi pochi giorni prima al largo di Gaza.
Sapevo di suscitare la reazione insofferente di molti ebrei parlando di un Exodus rovesciato, dopo l’arrembaggio cruento e dilettantesco della marina israeliana alla nave turca “Mavi Marmara”. Ma era la mia sofferenza. Chi vive immerso nella simbologia, fino a trasformare quasi la memoria della Shoah in una religione civile, difficilmente sfuggirà a una tale nemesi. So bene che le navi armate da diverse ong internazionali per violare l’embargo della striscia di Gaza, congegnato assieme da Israele e Egitto, non solo lontanamente paragonabili all’Exodus che nel 1947 tentò invano di entrare nel porto di Haifa con a bordo 4500 soperstiti dei lager.. Le cacciatorpediniere britanniche speronarono l’Exodus, costringendolo a ripiegare su Cipro. Tutta un’altra storia? Certo.
Saltiamo disinvoltamente fra il mito e la realtà, fra i secoli e i millenni, dalla Babilonia del 580 avanti Cristo, alla Masada del 74 dopo Cristo, fino al 1947 dopo Cristo. E rimaniamo feriti dalla nostra medesima disinvoltura. Chi trova nella Bibbia, e poi nel trattamento subito dagli ebrei dispersi per duemila anni nell’esilio, la legittimazione del loro miracoloso ricongiungersi come popolo d’Israele, sa bene quale grande responsabilità morale ciò assegni.
I governanti e i militari israeliani che si macchiano di azioni disonorevoli non commettono dunque solo un errore politico disastroso, come dimostra la rottura della partnership con la Turchia. Essi macchiano la storia di quello che fu un nazionalismo mite, eppure grandioso e duraturo, così come lo abbiamo cantato tutti in coro, con le lacrime agli occhi, a Masada.
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19 giugno, 2010 alle 9:47 am
"Vivere nell’ombra dell’olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese.
Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni”
"Quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz".
anno 2002 – JOSÈ SARAMAGO, premio nobel per la letteratura
16 giugno, 2010 alle 9:42 am
Anche Cameron si adopera per isolare Netanyahu.
Cameron inizia le manovre per l’ingresso nell’area euro, da dove sarà opportuno pagare i danni della disastrosa sciagura del Golfo del Messico provocata da BP
16 giugno, 2010 alle 9:41 am
13 giugno, 2010 alle 8:23 pm
Ultime notizie:
Treviso, per Zaia il Và pensiero
al posto di Mameli. La Russa: «Grave
http://www.corriere.it/politica/10_giugno_13/zaia-mameli-negato_892cc4a8-76f3-11df-9f61-00144f02aabe.shtml
13 giugno, 2010 alle 9:41 am
Le previsioni si attestano intorna ai 40 miliardi di dollari
Certo, se Cameron paga in euro qualcosa risparmia, forse anche la poltrona che ha la tiene qualche giorno in più
13 giugno, 2010 alle 9:39 am
12 giugno, 2010 alle 4:36 pm
12 giugno 2010
"Tornatevene ad Auschwitz”
All’alt dei soldati israeliani, i “pacifisti” hanno gridato il loro inno alla fine ebraica
Su Internet, una foto davvero insolita. Una voragine circolare apparsa a febbraio 2007, a Città del Guatemala. La grande buca è fonda come quei pozzi nei deserti la cui superficie non è cinta da pietre. Pare una bocca della Terra, spalancata in mezzo alla strada. Come se la Natura dicesse qualcosa che non sappiamo capire dato che non ci sono più gli sciamani; e anche come se, per una decisione presa in un altrove cupo, ora siamo in contatto col Male, e il Male fa giungere i suoi sussurri. Un’occhiata alla didascalia sotto la foto avverte che la buca ha un diametro di 35 m. ed è profonda 150. Così non si tratta di un condotto che porta al centro della Terra; né della sede di forze spirituali oscure; né del fremito di un vulcano sotterraneo in attesa di liberare il tappo e pervadere la superficie con oceani di lava, come in un romanzo di Verne; né del disvelarsi di una crepa della crosta terrestre, per un’imminente distruzione finale: è un crepaccio circolare che non minaccia neanche l’abitato circostante.
E’ la paura a dare paura, l’angoscia a ingannare gli angosciati. E così, l’occhio del fotografo e il nostro vedono quello che vogliono vedere – quello che la debolezza spinge a vedere: a volte, su di noi, possono più le angosce della realtà. E la Sapienza ammonisce sull’essenza del Male, sul suo potere effettivo di esser trappola (gr. diabolos, gettare attraverso), di costituirsi davanti a noi come contraddittore (ebr.: satan). Ma cosa succede quando molti cadono nell’inganno? E’ in questi giorni dopo la flottiglia pacifista e il disvelamento dell’inganno che i pacifisti poi non erano pacifisti, ma maschere del terrore – commedianti della contraddittorietà, forma di colui che contraddice – che la foto della bocca della terra è tornata da me in un freddo familiare e irreale. Perché il Male è corrente gelida della realtà, ma poi non è la realtà; semmai, può divenirlo. La foto è tornata a me, ebreo, perché è adesso che la persona ebraica è nella solitudine; è ora che risuona in me la frase lanciata dalla nave Marmara all’esercito di Israele che intimava l’alt: “Tornate ad Auschwitz”. E io credo che dal giorno di chiusura di Auschwitz, il 27 gennaio di sessantacinque anni fa, mai come ora gli ebrei hanno sentito di essere soli – se è questo il frutto della politica obamiana e della mano tesa verso Teheran, che in queste ore propone l’arrivo a Gaza di una flottiglia di pace armata sino ai denti, altro ossimoro del grande contraddittore, allora è meglio che questa politica obamiana venga rivista da cima a fondo; che la mano tesa ad Ahmadinejad sia rimessa in tasca. Altrimenti, il restante tempo del mandato presidenziale, corto o lungo che sia, è una bomba a orologeria il cui ticchettio scandisce le ore rimaste al jihad per usare la fragilità della democrazia mondiale.
E infatti è ora, in questo mandato di Obama, lungo questo fragile sforzo di dialogo con Teheran e con la Siria, che Israele e gli ebrei cominciano a sentire un’altra volta la loro millenaria solitudine, e circola quella frase fatta che “gli ebrei, con la scusa della Shoah, se ne stanno approfittando”, per poi aggiungere: “… Eccetera, eccetera…”. “Eccetera”: perché nessuno sa completare le calunnie sugli ebrei – calunnia, altra parola ebraica che corrisponde al nome dell’antico calunniatore, contraddittore, oppositore. E’ dunque di poche decine di ore fa la notizia che non sfonda. Quando l’altoparlante israeliano ha scandito il protocollo dell’alt alla nave Marmara, una voce sarcastica ha risposto: “Go back to Auschwitz”. Tornate ad Auschwitz. Parole in inglese, come sul set di un film internazionale destinato al mondo. Quella voce avrebbe potuto rispondere in arabo, in turco, gli israeliani avrebbero capito. Ma si trattava di un programma televisivo destinato all’intero pianeta, “Go back to Auschwitz”, e la frase è stata detta in inglese. Niente è casuale in quella notte, sul mare davanti a Gaza. Ogni particolare è frutto della volontà meticolosa di costruire una trappola per Israele e trasmetterne il film come una maledizione che giunga ovunque. Anche fra gli alieni, se esistono. Spirito della moderna sapienza il cui vertice nichilista e antisemita è Goebbels. Il jihad vi primeggia dal kolossal delle Due Torri, alla fiction dei cadaveri di Beirut spostati da un palazzo in macerie all’altro ed esposti davanti alle telecamere, al grandissimo successo di botteghino di “Go back to Auschwitz”. Ricordiamo che poco prima della rivolta del ghetto di Varsavia, quando la popolazione ebraica era stremata dalla ferocia del razionamento e le persone morivano sui marciapiedi, la propaganda nazista girò dei cinegiornali circolati sino a New York dove si vedevano ebrei ricchi e vestiti a festa (comparse minacciate coi fucili, come si vede in un documentario sul documentario), che scavalcavano indifferenti le decine di ebrei morti di fame e stenti sul suolo stradale. Gli ebrei ricchi e disinteressati alla morte degli ebrei poveri furono il rovesciamento della verità, operato dalla propaganda nazista: ebrei-vittime presentati come ebrei-carnefici. Nel caso della flottiglia della pace, gli ebrei, accusati da anni di nazismo a Gaza e in tutto il medio oriente, sono allo stesso tempo invitati a ritornare ad Auschwitz, intanto che sulla nave i “pacifisti” linciano i soldati.
L’audio di “Go back to Auschwitz” è emerso pochi giorni dopo che l’universale condanna a Gerusalemme si era distesa sul mondo come un’immensa coperta mediatica, da polo a polo. Ma “Go back to Auschwitz” non è divenuto informazione per far sapere chi fossero in realtà i pacifisti della Marmara. “Go back to Auschwitz” è come un documento-audio senza volume, o meglio ha un volume che riescono a sentire gli ebrei e le persone di buona volontà: da una parte la frase “Go back to Auschwitz” non ha la forza di essere sentita nella sua mostruosa evidenza antiumana, e così risalire la china dello scoop di Israele stragista; dall’altra quella stessa frase pesca silenziosamente nella palude del mondo, dove si nasconde, voluttuoso, il desiderio della fine ebraica. “Go back to Auschwitz” è uno spot genocida sparato col silenziatore. Pubblicità nazista che si fa largo con tatto paradossale in mezzo a un consenso che non ne parla ma lo lascia diffondere, vendendo a Eurabia l’arrivo di una seconda possibile Shoah. “Stiamo tornando – recita in modo subliminale lo spot – e abbiamo la soluzione – finale”. Il punto non è che i media non hanno rivelato l’approccio nazi-islamico in puro stile Ahmadinejad, e neanche che dopo l’indiscriminata levata di scudi contro Israele a niente sono valse le foto e i video nella rete dove si vedono i soldati israeliani che si calano con una corda, linciati con sbarre e bastoni, chiusi in una cella, i denti rotti e buttati fuori bordo – e si capisce la violenza debordante della reazione militare. Il punto è che i media sono stati entusiasticamente favorevoli a gridare alla strage degli innocenti, che è così ebraica, e se tale effetto virtuale si vanificasse, sarebbe una delusione come un gol della vittoria bellissimo in moviola e poi annullato per fuorigioco. In ogni caso, impressiona come nel mondo dell’immagine la parola torni a essere potente ogni volta che accanto a “morte” si scrive “esercito israeliano”.
La morte è scandalo indigeribile, e ancor meno digeribile è la morte di uomini raccontati come inermi pacifisti. Ma che ghiottoneria è la morte procurata da un esercito di ebrei – ha scritto il Tizio della Sera su Moked, portale delle Comunità ebraiche italiane. Nessun network si è sentito di sciupare lo scoop antiebraico, dando importanza al fatto che i “pacifisti” non fossero affatto inermi, ma tutta gente addestrata. Martiri che da tempo si preparavano; genieri della provocazione, all’opera per una gigantesca trappola da lanciare fra le gambe degli israeliani. I quali da anni perdono tutte le grandi battaglie mediatiche per l’oggettivo pregiudizio che opera nei loro confronti di ebrei vivi; ben altra cosa, rispetto ai sei milioni di ebrei morti, plasmabili facilmente dall’ipocrisia di chi a loro è interessato solamente come elemento tattico-ideologico, variante della guerra antifascista. E di fatti, c’è quel mondo “antifascista” che spende i 27 di gennaio non parlando della Shoah, ma della guerra partigiana di cui sarebbe logico e onorevole parlare il 25 aprile.
E ora che vengono fuori le notizie su chi fossero gli eroi della nave turca che il mondo ha cantato per dodici ore, anche se adesso la canzone si è strozzata in gola; ora che circolano silenziosi dubbi su chi fossero davvero i pacifisti, se fossero pacifisti, e come si sono comportati i pacifisti – è ora che nessuno è interessato a diramare le notizie. Come se notizie autentiche sui pacifisti siano elementi antispettacolari che la tv si guarda dal diffondere perché deludenti e portatrici di depressione. Ad esempio, non ha avuto rilievo una piccola notizia del 3 giugno sul Corriere della Sera fiorentino: il 26 aprile, Mariano Mingarelli, presidente dell’associazione dell’amicizia filopalestinese, si è dimesso dall’agenzia di stampa Filopal (filo Palestina), per gli eccessi di antisemitismo di alcuni intellettuali al suo interno. In una sorta di bonaccia universale della democrazia, durante la quale tutto è inerte prima del maremoto, i media non gridano la vera e nuova identità sinistro-destra dei pacifisti italiani, tornati trionfalmente a Fiumicino come decine di Ulisse a Itaca. Invece di uno sciopero generale per lo scandalo della menzogna, c’è un silenzio generale per imbavagliare la verità: come se quanto è successo alla Coop fosse stato una mera sbadataggine. Si guardi alla semplicità disarmante, e come armata, con cui una dirigente della Cgil ha dichiarato in tv che la Cgil, il più grande sindacato italiano, è con la Palestina – dunque Hamas, il jihad, il mondo che nega la Shoah e vuole vaporizzare Israele.
E a sostegno unilaterale dei pacifisti, troverete lo sdegno del Colle che aveva messo in guardia dai pericoli dell’antisionismo antisemita e poi è caduto sulla buccia di banana della disinformazia pacifista; così come è apparso sonnacchiosamente dalla parte del pacifismo turco, il Partito democratico, appisolato nella sua eterna controra. E se ciò non costituisce novità, quante volte la linea del Pd su Israele, dalla guerra in Libano alle passeggiate con Hezbollah sul corso di Beirut, è sprofondata con un oplà nel terzomondismo. Ma lo strafalcione è stato commesso, e va detto che è proprio qui e ora, nell’approccio acefalo con la flottiglia semiturca della pace, che si salda l’alleanza passiva tra sinistra e fondamentalismo, evocando i nove morti come una sorta di Fosse Ardeatine dove gli israeliani sono quelli della rappresaglia nazista. Dunque, passando davanti al ghetto: “Nazisti”. Addio Storia, patrimonio gramsciano, addio memoria di come il mondo arabo fu alleato al nazismo – asini! E’ in questa facilità di adesione allo hitlerismo, nell’antigiudaismo, nei pogrom arabi di sempre, nei lamenti di Maimonide per le piaghe del popolo ebraico sotto il tallone degli sceicchi, che si trova la continuità con Ahmadinejad, col negazionismo, con l’idea di un nuovo Olocausto, con il successo editoriale nel mondo arabo del libello sui sette savi di Sion.
Il giorno dopo l’attacco israeliano, la sola novità possibile era che l’attacco israeliano fosse una reazione scomposta e politicamente sciagurata a una trappola preparata da un gruppo islamista con simpatie hitleriane. Ma la verità di un giorno dopo è lenta per il Pubblico all’ascolto: il Pubblico vuole le emozioni, non la verità storica. E poi, il vecchio continente soffre di un’antica incontinenza antigiudaica. Solidarizza con il nazi-islamismo: uno, ha paura dei missili di Teheran e del prezzo del petrolio; due, la scena davanti a Gaza illuminava in modo fantastico gli ebrei proprio mentre erano colpevoli. Se gli israeliani sono finiti in trappola, non sarà l’Europa a dirlo. Non succederà certo in Europa, quanto in questi giorni propongono gli studenti israeliani, che qualcuno organizzi una flottiglia di pace per Shalit; come non c’è mai stato un corteo bipartisan contro gli insediamenti e i razzi di Hezbollah sull’alta Galilea; una campagna di sinistra contro i pogrom nei paesi arabi; nessun titolo di giornale dopo il linciaggio dei due soldati israeliani, le cui interiora furono esibite dagli abitanti di un villaggio palestinese, danzando gioiosi davanti alle telecamere. Nessuna piazza della sinistra europea è stata piena per i morti di kamikaze di Haifa e Gerusalemme; nessun lenzuolo è stato steso alla finestra per le quotidiane aggressioni subite dagli ebrei francesi, in fuga da quella nazione nel più esteso disinteresse europeo; nessuna fiaccolata bertinottiana ha mai sfilato contro le liste di proscrizione anti-ebraica stilate nelle università d’Europa; nessuna guerriglia si è mai accesa sotto l’ambasciata di Teheran, per il negazionismo della Shoah e la volontà di cancellare Israele dalla geografia; nessun grido è stato sentito contro le limitazioni delle libertà religiose in medio oriente – perché la religione è l’oppio dei popoli; nessun dibattito è stato lanciato contro il revisionismo della storia israeliana, ridotta a cartone animato per analfabeti.
Per tutto questo, mai sdegno. L’improvvido plauso della folla dei marciatori di Assisi con quelli che dicono “Go back to Auschwitz” è un maggio parigino alla rovescia, un cupo inverno perenne; è rivelare che allora la Resistenza fu antifascista e non amorosamente filo-ebraica; che tutti furono intorno a Primo Levi ma non con Primo Levi; che la pace è una bandiera egualitaria dove tutti, ma tutti, possono insultare gli ebrei e auspicare che tornino ad Auschwitz. La novità autentica di questo capovolgimento della realtà è che 65 anni dopo la liberazione di Auschwitz, quando gli esterrefatti soldati sovietici si trovarono davanti al più grande mattatoio della Storia, gli eredi politici dell’Ottobre, che proprio contro il nazismo ha speso decine di milioni di morti, ora stanno licenziosamente con chi dice la cinica battuta da western di second’ordine “Go back to Auschwitz”. Tornate ad Auschwitz – per il comunismo e la libertà. Sotto la sfacciata luce del Male, da Londra a Roma una sinistra pacifista si fa comandare come un povero ciuco. Domani, potrebbe gridare di ricondurre il popolo ebraico ad Auschwitz e che ognuno di noi rechi al collo il cartello “Nazista”, con la esse della svastica. Il punto è come sia potuto avvenire tale allucinato capovolgimento della realtà. Di sicuro, sappiamo che la sinistra adesso è destra razzista, e che in greco capovolgimento si dice katastrophè.
© – FOGLIO QUOTIDIANO
di Alessandro Schwed
12 giugno, 2010 alle 9:52 am
se uno postas come frasi sue senza specificarte la fonte , frasi di propaganda dinsiti neofascisti neonazisti che contengono bibliografdia per vendita on line di testi neonazisti apolgetici di fascismoe nazismo negazionisti neofascisti antisemiti
Nell’indifferenza degli altri nicks più o meno persone chge si atteggiano come di sinistra
che cosa mai dovrebbe essere ?
un vomitevole neonazi antisemita naturalmnmete
cosa di peggio di questo ?
uno che oltre a fare quelel cose le nega ipocritamente e si permette un miserevole e vigliacco vittimismo
11 giugno, 2010 alle 9:55 pm
E comunque,, cara mchegncchi, distingui quel che ti pare, ma non ci stanno mica molte repliche possibili al fatto che quella cultura ed eredità culturale abbino dato tanti contributi al progresso da tanto pochi uomini, mentre la tradizione di ignoranza instaurata tra gli arabi da quel pir.la di Maometto ha dato soprattutto un enorme contributo all’odio ed alla cultura della morte (preferibilmente altrui).
g
11 giugno, 2010 alle 9:48 pm
cristina, non ci prendi mai. Non si tratta di rubare, si tratta di confisca. Legittima ed autorizzata dalle norme che regolano i blocchi navali (persino la presunta extra territorialità dell’evento è sbagliata). Tutto in questa vicenda è stato legale da parte di Israele. I mai.ali sono coloro che si sono mescolati ai pacifisti e armati di spranghe speravano di sbudellare qualche ebreo mentre si immolavano ocme martiiri (cofermato dalle loro mogli per almeno 4 dei 9 morti).
Penso che anche a faziosi filoterroristi come te dovrebbe venire qulache dubbio nel vedere che su 5 delle sei navi e sulla successiva irlandese nulla è successo, mentre in quella infestata dai membri dell’ IHH (organizzazione filo-Hamas che UE ed ONU elencano tra le organizzazioni terroriste).
Auguroni ed una buona serata.
11 giugno, 2010 alle 8:47 pm
Ho letto su Repubblica il resoconto di uno scrittore credo danese o norvegese che faceva parte della Freedom Flottiglia…. I soldati israeliani hanno rubato a lui come a molti altri computer, soldi, telefonini e molto altro…. Forse bisognerebbe distinguere tra i nobel e i ladri e gli assassini…. Credo che il guaio di Israele siano stati i falsi amici che negli anni li hanno sempre "scusati" qualsiasi crimine commettessero, colonialismo becero, furto di terra, oppressione, omicidi "mirati"(senza processo o indagini of course), stragi di bambini, violenze gratuite etc. etc….. In genere la gente non ama i "raccomandati" e di questi che sono andati ad occupare la terra di altri non come cittadini di quella terra (pur con tutte le difficolta’ insite nella cosa) ma come colonialisti… non ne puo’ veramente piu’…. Salvo ammetterli poi tra i "paesi democratici" dell’OCSE…..
11 giugno, 2010 alle 8:09 pm
caro Giamarco, peccato che mentre i romani so’ sprofondati in un mare di guano e monnezza, sti filibrei hanno dato al mondo più scienza e cultura di qualunque altro popolo. tanto per fare un esempio, un elenco di premi noben di 3-4 anni fa elencava 137 premi nobel a persone di religione ebraica (rappresentano lo 0,02% della popolazione planetaria), a persone di religione musulmana, che rappresenta oltre il 20% della popolazione, sono stati assegnati 7 premi nobel (ma per la scienza ne ricordo 2 ed uno è ad Arafat per la pace, che mi sembra più un auspicio, o un sarcasmo che un premio meritato).
no offense indended, of course.
giancarlo
11 giugno, 2010 alle 7:59 pm
Caro Gad,
I suoi articoli mi lasciano perplesso. Lei proclama la "bastardaggine" e l’"infedeltà", ma mi sembra che ciò che la muove e la commuove è un solo posto e una sola cultura: Israele e l’ebraismo.
Oggi piange per Masada, qualche tempo fa chiamava l’FDI il "nostro esercito" (implicitamente riconoscendo un "noi" cui appartiene)
E ciò va benissimo, l’importante è riconoscerlo.
Invece vedo qualche incoerenza.
Di Israele celebra il "nazionalismo mite". Sono d’accordo, lo celebro anch’io. Israele fa benissimo ad avere un’attenta politica di controllo del proprio mix etnico, perché sa bene che minare la preponderanza della cultura ebraica ne causerebbe il dissolvimento. Infatti, Israele, vivendo in condizioni di pericolo, sa bene che una nazione può sopravvivere, vivere e prosperare solo se mantiene un certo tasso di omogeneità etncio-culturale. Su questo non si racconta balle idealistiche perché non può permetterselo.
Perciò, dovrebbe essere coerente e riconoscere che l’Italia, per sopravvivere e prosperare "in the long run", ha allo stesso modo bisogno di mantenere una preponderante (e, possibilmente, assimilante) identità culturale italiano-cristiana. Le sue normali prese di posizione sui flussi migratori in Italia, invece, mi fanno pensare che non sia così.
(Ciò che invece non condivido, è l’"apartheid mite" che esercita Israele verso gli israeliani non ebrei e il loop di violenza patologica in cui ormai la politica estera israeliana è ormai intrappolata, e che gli stessi israeliani più avvertiti combattono)
In una nota più scherzosa, siccome sono italiano e l’eroismo fanatico, così cometutta questa gente di tsahal, jihad, fatah, hamas che si ammazza allegramente come se bevesse un caffé, mi suscita più stupore e paura che apprezzamento, devo dire che di Masada vedo più l’aspetto tragicomico.
Immaginatevi, infatti, questa scena ai piedi della montagna.
- A Centuriò, ma che sso’ mmatti ‘sti bbeduini? È un mese che se nasconneno su quella montagna e nun magnano.
- A bbrutto ‘gnorante! Nun se chiamano bbeduini, ma giudistei… no, canabrei… Insomma, quarcosa che ffinisce con "ei".
- In ‘sto fazzoletto dde terra ogni ddu pertiche cambiano nome. Chi cce capisce gnente! Comunque, tutto ‘sto parlare de diggiuni m’ha ffatto veni’ appetito. Che lo gradisce un po’ d’abbacchio fatto cun li pecuri de li bbeduini?
- Gnam! T’ho ggia’ ddetto che nun so’ bbeduini! Gnam! Bbona! Aho, però ‘sti filibbrei saranno matti, ma ce sanno ffa’ cun li pecuri!
(No offence meant)
Saluti
Gianmarco
10 giugno, 2010 alle 10:19 pm
@Moulin 85
Purtroppo, credo che la tua affermazione conclusiva sia corretta. Una nuova "soluzione finale", se non vicina, è quella che alcuni, anche qui in Italia, sembrano auspicare. Lo schema è quello tipico delle società umane e dei branchi: prima si isola, poi si attacca, infine si distrugge. Israele, questo territorio grande quanto la Sardegna "immerso" in un’area arabo-islamica compresa tra il Golfo Persico e l’Oceano Atlantico, è odiato indpendentemente dalle sue scelte politico-militari, che fungono solo da paravento etico per nascondere l’odio ed il pregiudizio di molti.
10 giugno, 2010 alle 10:11 pm
84
Il rapporto Goldstone si è basato quasi esclusivamente su testimonianze palestinesi, e quindi di una parte, senza tenere in alcun conto quelle israeliane, secondo il solito metro di chi la pensa come te: le fonti palestinesi sono attendibili, quele israeliane no. Qualche esempio?
- Sabra e Chatila (1982), strage compiuta dalle milizie cristiano-maronite ma attribuite, diciamo "per semplictà narrativa", agli Israeliani: i giornali riportarono la cifra di 3000 morti, mentre la Procura Generale libanese, la Croce Rossa e la Commissione Kahan (la stessa che attribuì la responsabilità indiretta della strage a Sharon), indicarono cifre comprese tra 470 e 800.
- Jenin (2002): alcuni media riportarono la cifra di 500 morti; oltre a 23 soldati israeliani morti, ma di quelli credo che non ti importi), 53 Palestinesi morti, almeno 38 dei quali armati, per il Jerusalem center for public affairs; 52 per Palestinesi morti, dei quali almeno 27 armati, per Human Rights Watch (dato ripreso dall’ONU).
- Rapporto Goldstone. La commissione era formata da personaggi come la professoressa di Diritto Christine Chinkin che, prima dell’inchiesta, aveva «rifiutato categoricamente» il diritto di Israele all’autodifesa e che, sempre prima di avviare l’inchiesta, aveva dichiarato Israele «aggressore e perpetratore di crimini di guerra».
Goldstone è andato a intervistare i palestinesi all’interno della Striscia di Gaza proprio per capire che tipo di danni erano stati perpetrati alla popolazione civile e alle strutture civili. All’inizio del documento, però, è lo stesso Goldstone ad ammettere che i palestinesi che ha intervistato erano restii a parlare dei danni da loro arrecati da parte degli uomini di Hamas, perché temevano delle rappresaglie. Allora, sulla base di quesi fatti, come si può essere certi che nessuno stava sparando contro l’esercito israeliano dall’interno delle strutture civili che sono state distrutte? (L’Occidentale, 23/01/2010).
A molti media andrebbe chiesto: Oste, com’è il tuo vino?
10 giugno, 2010 alle 9:18 pm
Mi permetto alcune osservazioni sulle attuali polemiche riguardanti la politica israeliana.
Da italiano non ebreo, ma interessato alla storia passata e presente di Israele e alla cultura ebraica, trovo "sproporzionato" lo scandalo evocato presso l’opinione pubblica internazionale dal recente abbordaggio in mare di una nave trasportante aiuti umanitari, ma sospettata di avere altri fini.
Intendiamoci bene, la violenza e la perdita di vite umane non può che essere condannata: si e’ trattato di un "errore" che male depone per l’attuale stato di efficienza di TSAHL; il termine errore è un eufemismo se si tratta di distruzione di vite umane, e dovrebbe essere senza esitazioni sostituito dal termine "delitto", sia pure tenendo.conto che Israele agisce sotto la pressione di uno stato di guerra permanente e di minaccia costante da parte di tutti gli stati confinanti.
La violenza con cui si condanna Israele non puo’ non stupire quando si consideri il diverso modo di reagire e valutare, da parte dei media e della opinione pubblica, altre violenze ben più gravi, commesse da grandi potenze sia all’interno che all’esterno dei propri confini.
Gli esempi sono facili: aerei della NATO bombardano "per errore" villaggi afghani e uccidono decine di civili e nessuno richiede una commissione di inchiesta internazionale. E che dire del comportamento di Russia e Cina nei confronti delle regioni confinanti o del comportamento di questi regimi nei confronti della dissidenza interna? Non dovrebbe meritare maggiore attenzione da parte delle organizzazioni umanitarie?
La Commissione per i diritti dell’uomo di Ginevra, non dovrebbe forse intervenire anche nei confronti di quei paesi arabi o di religione islamica dell’area medio-orientale che non rispettano i diritti civili essenziali della persona umana?. Occorre davvero sottolineare che Israele è l’unico paese dell’area con una democrazia parlamentare e un sistema giudiziario liberale e moderno?.
Le critiche ad Israele si stanno spingendo ben oltre quello che sarebbe lecito (e probabilmente appropriato). Cito come esempio un quotidiano francese che ho sempre apprezzato e seguito.
Su Le Monde del 6 giugno scorso, vengono pubblicate opinioni di molti lettori, quasi tutte pesantemente critiche nei confronti di Israele. In una di queste (“Israel et euro”) si dice: “ci si e’ affrettati a riconoscere nel 1948-49 uno stato ebraico autoproclamato (e di annetterlo in seno all’ONU) quando il piano di spartizione della Palestina era già decaduto. Un errore…..sul quale si pretende adesso che sia impossibile ritornare: il diritto all’esistenza di Israele e’ diventato un dogma talmente intangibile che sembra ormai che si sia disposti a pagare qualunque prezzo per salvare lo stato ebraico…..”.
Cominciamo a intravedere in prospettiva la soluzione finale?
10 giugno, 2010 alle 3:22 pm
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81
Daniele Coppin scrive:
10 giugno, 2010 alle 12:54 pm
A parte il fatto di definire (come fatto da te) "controverso" il rapporto Goldston.
Sempre due pesi e due misure eh, Daniele!
Oste, com’è il tuo vino?
10 giugno, 2010 alle 2:37 pm
Il linciaggio che non c’è mai stato
http://rete-eco.it/it/approfondimenti/politiche-israeliane/14005-il-linciaggio-che-non-ce-mai-stato.html
10 giugno, 2010 alle 2:09 pm
77-ma sei passato dagli stupefacenti agli sbalorditivi?
10 giugno, 2010 alle 12:54 pm
@G.R.(UNC) 80
Le macchie sono fisiologiche di ogni sistema istituzionale, sia nei Paesi democratici che nei regimi autoritari. Anche in Italia (vedi i processi sulle stragi degli anni di piombo), in USA (tragedia del Cermis), Francia, GB, ecc. ci sono state diverse macchie nere, ma, non per questo, si possono nutrire dubbi sull’imparzialità e l’equilibrio di giudizio di queste istituzioni.
Diciamo piuttosto, e qui concordo con te, che essendo state coinvolte nella tragedia imbarcazioni e persone di Paesi con cui Israele non è in guerra, una commissione d’inchiesta che preveda anche la presenza di membri di nazionalità diversa da quella dei soggetti coinvolti sarebbe più opportuna. A patto che la commissione d’inchiesta svolga il ruolo della… commissione d’inchiesta, vale a dire, chiarisca i fatti, piuttosto che ratificare una condanna già decisa di Israele. Solo così i risultati sarebbero accettabili.
10 giugno, 2010 alle 8:09 am
78
Daniele,
si tratta di un punto di vista giuridico e non mediatico poichè Israele è parte in causa.
L’assalto e gli omicidi sono avvenuti in acque internazionali e per giunta su una nave straniera.
Gli aggrediti sono di varie nazionalità e gli arresti effettuati sono stati del tutto illegittimi.
Mi dispiace ma sull’imparzialità e l’equilibrio di giudizio delle autorità israeliane purtroppo rimangono anche tante macchie come quella degli omicidi a scopo di vendetta, senza alcun processo, dopo la strage dei giochi olimpici di Monaco.
Ripeto, avrebbe giovato alla verità l’apertura alla stampa anzichè la totale chiusura/censura.
ps. anche sul processo dell’eccidio di Sabra e Chatila ci sarebbe tanto da discutere, ma non mi sembra il caso ddilungarsi oltre
http://www.assopace.org/index.php?option=com_content&view=article&id=139:sabra-e-shatila-13042009&catid=76:libano&Itemid=75
10 giugno, 2010 alle 3:08 am
sempre 56
quanto alla questione dei coltelli, la notizia linkata trovo che sia significativa non tanto sui dettagli dei tragici fatti della Mavi Marmara, quanto su come i media riportano le notizie quando c’è Israele di mezzo (ricordi le foto taroccate, sempre dalla Reuters, in occasione della guerra in Libano del 2006, con un’ammasso di fumo aggiunto posticciamente? Oppure i numeri "sparati" circa le vittine di Jenin, poi smentiti dalle commissioni indipendenti di ONU e Human Rights Watch?).
Poi ci sono le smentite, ma la smentita avviene sempre tempo dopo, quando ormai le vicende non sono più nel vivo e l’opinione pubblica si è ormai fatta un’idea sui fatti come erano stati originariamenti riportati.
10 giugno, 2010 alle 2:57 am
56
Ciao a te, G.R.(UNC)
Indubbiamente, da un punto di vista mediatico, sarebbe più intelligente per le autorità israeliane accettare un’inchiesta indipendente. D’altra parte, commissioni d’inchiesta e tribunali israeliani hanno dimostrato la loro indipendenza di giudizio dai vari governi in carica. Mi riferisco, tanto per fare qualche esempio, all’inchiesta su Sabra e Chatila, o a varie sentenze di tribunali israeliani o della stessa Corte Suprema (in Israele non esiste, alla stregua di alcuni paesi anglosassoni, una Costituzione e le sentenze della Corte Suprema sono fonti del diritto) sulla recinzione difensiva con il West Bank e su altre questioni il cui esito è stato favorevole ai Palestinesi e contrario al governo israeliano o all’esercito israeliano.
Quindi, perchè diffidare della correttezza di un’inchiesta interna, soprattutto dopo che il controverso Rapporto Goldstone ha sollevato dubbi, da parte israeliana, sulle cosiddette inchieste "indipendenti"?
In altre parole, considerata la composizione del Consiglio per i diritti umani dell’ONU, con Paesi non proprio con le carte in regola in materia di diritti umani ma contrari ad Israele, una commissione d’inchiesta internazionale potrebbe non garantire quella serietà ed indipendenza dalla politica degli Stati rappresentati che, invece, tribunali e commissioni d’inchiesta israeliane hanno dimostrato in passato.
10 giugno, 2010 alle 12:55 am
TOVVE DI BABELE DI LINGUE E FVEGNACCIA DELL’EXODUF
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"Dai fu, Roffana, prendilo in bocca fto poft, fucchia."
"O Gad, sai per me il sogno infranto di Israele come terra della speranza e di rifugio anche solo mentale accogliente …"
"Roffana, ma cofa dici?! Non hai capito una mazza: t’ho detto di prendeve in bocca il *mio* possst e di fucchiarlo. Invece ti metti a scviveve commenti tuoi, ma fono illeggibili."
"O Gad, scciai… per me il sccioogno infranto di Isc…Isc…Iscraele … sciuuuccc…"
"Fi, brava cosi’ fucchia, Roffana, ova ti capifco meglio…"
"Invece, no, Gad! Non si capisce niente lo stesso quando succhia Rossana!"
"Onyvic! Fai il bvavo, su! Non vedi che Roffana ha difficolta’ a espvimevsi? Lasciala fave, povevina, dalle tempo!…"
"No! Gad, voglio succhiartelo io il post! Rossana non conosce nemmeno la differenza fra ebreo e ebraico, e sputa sentenze da tutte le parti mentre ti succhia il post. Io invece…"
"E va bene, Onyvic! Mentve Roffana mi fucchia il post da davanti, tu me lo puoi leccave da dietro, che ti viene bene…"
"Bello, si, Gad! Ti lecco via i tarzanelli dal tuo post come gli israeliani vorrebbero rimuovere i palestinesi, anzi meglio, io ti lecco via un tarzanello alla volta senza usare elicotteri o carriarmati o fosforo, uno alla volta: sono bravo Gad? Sono intelligente, Gad?…"
"Si sei bravo Onyvic, pevo’ ova zitto e lecca!…
Uuh! Attenta, Roffana, con quei denti…"
"Scccusa, Gad, io non sciono ebraica e poi nemmeno è facilissccimo mantenersci umani di quescti tempi…. sciuuuccc… "
"E io? Io cosa lecco, Gad? Anch’io ti voglio leccare il post."
"Snepretz, ma non vedi che c’ho Roffana che fucchia davanti, Onyvic che lecca di dietro, c’e’ la fila di gente che vuole leccavmi il poft. A te non fo pvopvio dove mettevti, Snep. Stai li’ tranquillo a cercave di capive la diffevenza tra un arabo e un iraniano, se ti riesce."
"No, Gad! O mi fai leccare il tuo post, o mi succhi tu il mio commento!"
"Snepvetz, non fave il bambino! Quante volte te lo devo dive che siete voi che leccate il poft a me e non io a voi.
A me tocca di leccave quel mega post gigante che vedi lassu’, lo vedi Snep?! Quel poft li’ si chiama: Editoviale-Del-Divettove-di-Repubblica. Mi tocca di fucchiarmelo prima che ci arrivi Caracciolo o Moni Ovadia. Fe non lo fucchio io, non mi fanno pubblicave la prima frengaccia che mi viene alla proffima crisi del levante, cioe’ del medio-oriente, cioe’ della terra santa. Sai quanti Editoviali-Del-Divettove-di-Repubblica mi sono dovuto fucchiare pev poteve guadagnarmi il diritto di sparare la fregnaccia dell’Exoduf?! Lo sai quanti?!"
9 giugno, 2010 alle 9:11 pm
Le note del Nabucco erano, negli anni 70 la sigla di apertura dei comizi in piazza di Giorgio Almirante…poi i diritti sono passati alla Lega per finire in Terra Santa…cicli e ricicli della storia.
9 giugno, 2010 alle 8:51 pm
Ma come Obamino nostro diceva che andava tutto bene, che aveva messo in ordine l’economia, ed invece è un bugiardo come il Nano.
Compagne TROTE non c’è proprio più religione a questo mondo.
TROTINE BELLE …… I DIRITTI SONO FRITTI
Giulio Cesare
9 giugno, 2010 alle 8:27 pm
Lerner, bellissimo e ricco di suggestione, nonchè metaforico il passaggio in cui si cita il suicidio collettivo piuttosto che abdicare alla conquista "romana". Mica per caso ti stai convertendo al leghismo?
9 giugno, 2010 alle 8:10 pm
(http://www.mererhetoric.com/2010/06/08/reuters-withdraws-cropped-anti-israel-photos-inserts-biased-anti-israel-captions-instead/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+MereRhetoric+(Mere+Rhetoric))
9 giugno, 2010 alle 7:23 pm
L’unico errore che si è commesso in questo tragico atto è stata la perdita di vite a prescindere dalla loro nazionalità, credo politico o religioso.
Comunque sia non possiamo fare dei corsi e ricorsi storici in un momento in cui, terribili armi possono annientare un intero Stato e quindi un’intero popolo.
La forza deve essere sempre evitata, ma solo se ciò non mette a repentaglio la propria esistenza.
Parteggiamo per la Turchia che si sente aggredita, ma non accusiamo e ribadisco accusiamo la stessa nazione per ciò che da quasi 40 anni sta perpetrando nei confronti dell’isola di Cipro.
Non accusiamo le subdole e bieche intenzioni di Erdogan di diventare il nuovo polo di attrazione di stati terzomondisti che si prefiggono la distruzione di Israele.
Non accusiamo lo stato turco di farsi promotore di instaurare una repubblica islamica con tutto ciò che ne consegue, no noi cosa facciamo speriamo che la Turchia entri nell?Ue per poter strappare buoni contratti economici a favore delle solite lobbies.
Molto probabilmente con qusto atto tragico non interesserà più neanche alla Turchia l’entrata nell’Ue, comunque ribadiamo il ns. no all’entrata della Turchia nell’Ue sarebbe un vero e proprio cavallo di Troia.
Francesco Manzella
Villa Vicentina (UD)
9 giugno, 2010 alle 7:05 pm
w il grande Sam Harris !
http://www.youtube.com/watch?v=XjhbccXIp4c&feature=related
9 giugno, 2010 alle 7:02 pm
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69
Deteriora Sequor scrive:
Don’t care!
See you later.
9 giugno, 2010 alle 6:59 pm
61
In effetti ho letto solo 52 e 58. Se c’e’ stato un equivoco sul senso delle tue parole mi dispiace, da quelle poche righe mi ero fatto un’ impressione evidentemente sbagliata.
9 giugno, 2010 alle 6:54 pm
Buonasera, devo qualche risposta al buon Daniele Coppin.
8-Certo Daniele, io l’avevo sintetizzata ma la sostanza non cambia, uno se ha un impero o fa manutenzione regolare oppure poi si ritrova senza l’impero, quindi ci sono i ribelli che fai fuori e poi ci sono i ribelli che fai fuori con difficoltà. La cosa era nota agli assediati quindi tra affrontare il seguito della sconfitta e finirla lì hanno in pratica scelto la soluzione meno dolorosa.
11-Esattamente così. E d’altra parte un impero per durare deve fare così, pure i persiani erano superilluminati e tolleranti ma se stimolavi il loro lato aggressivo c’era poco da ridere.
23-Gli ebrei CREDONO di essere il popolo eletto mentre gli altri non credono che lo siano, tutto qui. A me se viene uno e mi dice che è un eletto gli faccio i complimenti ma gli chiedo cosa me lo venga a dire a fare, si goda la carica, faccia ciò che deve ma senza che ciò mi arrechi disturbo se no lo diseleggo subito.
9 giugno, 2010 alle 6:54 pm
una guerra fratricida fomentata molto dall’esterno
9 giugno, 2010 alle 6:41 pm
Mary 64,
E’ quello che stava accadendo. I palestinesi andavano numerosi a lavorare in Israele, poi di sono intromessi da una parte e dall’altra e hanno ripreso a litigare. Come succede su questo blog. Solo che da noi è come litigare per una partita di calcio ma per loro sono morti e sofferenza.
9 giugno, 2010 alle 6:40 pm
(61)
Credo di si….vuoi dire che era una battuta? o possibile accusa di altri…?
effettivamente non ho letto i tuoi su questo tema…
9 giugno, 2010 alle 6:25 pm
sull’argomento, si e’ intervenuti moltissimo, torti e ragioni da entrambe le fazioni
nella Bibbia, testo importante anche per noi Cristiani, si racconta di un certo Giuseppe che, maltrattato e venduto come schiavo dai fratelli, quando li rivede, Lui,uomo importante alla corte del Faraone, riesce a dimenticare i torti subiti, e li aiuta, accogliendoli come nulla fosse successo.
Non speriamo in tanto ma almeno, che riescano a parlarsi a discutere, litigando persino in modo esagerato ma, alla fine, ritrovando nella volonta’ di pace, un punto d’incontro
(smentendo i finti sforzi dei leader occidentali e mediorientali)
sarebbe una vera soddisfazionem ed un augurio
9 giugno, 2010 alle 6:20 pm
Un ennesimo colpo di mano in Protezione Civile!
Il governo impone lacrime e sangue per tutti, tranne che in protezione civile
Con l’applicazione dell’articolo 14 del decreto dl 195 del 2010 ratificato in legge 26 febbraio 2010, si procede alla stabilizzazione di 13 dirigenti di seconda fascia attualmente incaricati con contratto a termine presso il DPC.
Un provvedimento che s’inserisce in modo anomalo e discriminatorio in un quadro più generale di crisi per la quale la recente manovra finanziaria impone ai lavoratori pubblici: il blocco delle retribuzioni per un quadriennio, il blocco del turn-over, lo scivolamento delle finestre di pensionamento e altri sacrifici come per esempio il licenziamento dei veri precari “storici” dalla Pubblica Amministrazione.
Un ennesimo colpo di mano che, nello specifico, si materializza con la procedura della messa in ruolo di 13 dirigenti a contratto ignorando ogni prassi stabilita dalle norme vigenti.
Un’ abitudine in DPC quella di non rispettare le norme contrattuali e le leggi in materia di pubblico impiego. Basti ricordare la nomina e inserimento nei ruoli di direttori generali della PCM di tre lavoratori a contratto di collaborazione utilizzando prima lo strumento dell’ordinanza poi la sua conversione in legge, similmente a quanto si sta cercando di fare ora con un ennesimo colpo di mano.
Un ennesimo colpo di mano oltremodo odioso perché, rispetto al provvedimento iniziale nel quale era previsto un numero di posti da destinare ai precari del DPC pari a 200 unità, ora per fare posto a questo incremento di posti dirigenziali, questo numero è sceso a 147, sacrificando così circa 43 posti previsti per i “precari” del DPC.
Su questo argomento abbiamo ricevuto da un gruppo di lavoratori del DPC una lettera appello inviata a tutte le Organizzazioni Sindacali della Presidenza, con la quale si chiede la revoca di tale insopportabile prevaricazione “istituzionale” e nomine ad personam, i cui curricula, certo non sono tra i più ricchi e tra i migliori di altri funzionari aventi diritto.
A parte tutte le considerazioni di carattere generale, sindacali e politiche, rispetto all’argomento specifico queste organizzazioni sindacali appoggeranno qualsiasi iniziativa di lotta e ogni forma di tutela legale per la palese violazione perpetrata ai danni della Costituzione, dei diritti dei lavoratori e dei cittadini che non possono partecipare a pubblico concorso. E questo il Paese, la pubblica opinione lo deve sapere!
Roma 8.6.10
FP CGIL PCM
RdB PI
NB: chiunque intende firmare la lettera appello dei funzionari DPC può rivolgersi ai rappresentanti sindacali Fp CGIL PCM e RdB PI sia a Palazzo Chigi sia in DPC.
9 giugno, 2010 alle 6:16 pm
mah
9 giugno, 2010 alle 6:13 pm
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60 – 58
Evidentemente non avete letto i miei precedenti post.
Per aver accennato in modo molto più lieve alle stesse cose dettte da voi mi sono beccato un nazi-fascio-comunista-antisemita-negazionista.
E’ chiaro ora cosa intendevo?
9 giugno, 2010 alle 5:58 pm
52 & 58 e a tutti quelli che straparlano di antisemitismo e negazionismo.
Sono rimasto sbalordito dal violento attacco del post 52. Ancora continuate con questa storia che il mondo ce l’ha con voi e che chiunque vi critica deve essere per forza un antisemita negazionista?
Leggetevi questo articolo del noto gerarca nazista ancora in libertà Mark LeVine che solo incidentalmente è un ebreo che insegna storia in California, Irvine.
L’articolo è questo e termina con la seguente notevole frase
"The question is will Israel play according to their script and continue to defy world public opinion, slowly alienating the population of its only (until now) unequivocal benefactor [USA], or will its leaders and so-called friends change course before it is too late?"
http://english.aljazeera.net/focus/2010/06/201068132838677696.html
E uno che parla così sarà sicuramente un negazionista, giusto?
Continuate a impiccarvi da soli, mi raccomando.
9 giugno, 2010 alle 5:57 pm
Gad detto in tutta sincerità, ammiro davvero la tua pazienza e perseveranza su posizioni critiche verso Israele nonostante i tuoi legami con Israele, come fanno molti altri intellettuali del resto: se dipendesse da me, dopo aver visto come reagirono i palestinesi sulle terre riavute grazie a Sharon, cioè piazzandoci lanciarazzi per iniziare direttamente a farli sparare, per poi eleggere a valanga chi sappiamo, forse farei peggio dei militari israeliani.
9 giugno, 2010 alle 5:30 pm
(52),
Antisemita? Negazionista?
Cos’è, dovrei risponderle? Prendo atto che quando non si hanno argomenti si sparano parole a casaccio. Non credo lei sappia nemmeno il significato delle parole che usa.
A tempesta (53):
vorrei solo chiederle su quali fonti si basano le sue osservazioni cosi’ acute e profonde…Dopo giorni di prove e controprove se ne esce con un msg cosi’ misero e profondamente biased…Mah, da non credere…
Ora vado, veramente.
9 giugno, 2010 alle 5:22 pm
1) Credo che sulle navi turche non ci fossero solo Ong (come le intendiamo noi…al di là del soggetto giuridico…)
2) Credo che Israele non possa attaccare con militari, elicotteri in acque internazionali nessuna nave
3) Credo che questa situazione abbia portato i soggetti implicati a comportarsi come bande di ragazzini che si azzuffano il sabato sera
4) La comunità internazionale fa la parte dell’adulto che cerca il colpevole o chi ha iniziato per primo
5) L’adulto, come la Comunità internazionale, è coproduttore e coresponsabile della rissa, perciò la verità e la giustizia non è solo da una parte ma è carne e sangue della storia moderna, nessuno escluso…
9 giugno, 2010 alle 5:13 pm
54
Daniele ciao,
senza voler entrare in ulteriori discussioni, ma
nessuno ha negato che ci fossero dei coltelli così come c’erano carrozzine per disabili e tanto materiale per scopi umanitari.
Non ti fa pensare questa chiusura a riccio delle autorita israeliane a non voler collaborare con gli organismi internazionali per far luce sull’accaduto?
9 giugno, 2010 alle 4:59 pm
@ Gad
Aggiungo una cosa che non c’entra un tubo (come al solito…)
Ho letto su Fb, l’intervento del signor Bomprezzi.
Ho poi letto anche il suo articolo (e devo ammettere di non essere del suo stesso parere).
Però, ha davvero ragione sull’informazione.
E’ come se per gli invalidi ci fosse una barriera architettonica anche lì.
Che cosa ingiusta, Gad.
Non è possibile creare uno spazietto per loro? In tv o nei giornali. Insomma, un ritaglio per dargli voce.
Certo che dovrebbe essere compito della Rai….ma alla rai se ne fregano…
Capisco che non dipenda da te, ma mi associo, pubblicamente alla sua lamentela.
9 giugno, 2010 alle 4:59 pm
@maestrina dalla penna rossa 34
"Per sbagliare, sbagliano continuamente, secondo il mio punto di vista, ma non credo che la gente sia stata massacrata perché è partita una pallottola per sbaglio."
Invidio tanta sicurezza nei giudizi, senza avere alcuna esperienza in merito, a meno che tu non ti sia trovata a dover affrontare una folla di scalmanati armati e disposti a linciarti prima che tu abbia sparato un colpo.
Ma, d’altra parte, ci sono persone che credono solo a ciò che conferma le proprie idee.
A tutti gli altri, invito a leggere la notizia seguente
http://www.corriere.it/esteri/10_giugno_08/israele-foto-reuters_288155d6-732b-11df-80b7-00144f02aabe.shtml
9 giugno, 2010 alle 4:48 pm
@ Gad
Apprezzo la buona volontà, da parte tua, di valutare sempre le ragioni "dall’altra parte", quando si tratta di Israele.
Penso che, essendo tu sentimentalmente coinvolto nella cosa, faccia qualcosa di intellettualmente onesto.
Se si volesse criticare i governi di Israele, credo che si potrebbero stilare km di papiro.
Ma…
In questo caso, chi si è coperto di disonore sono la Turchia e le Ong.
Partiamo da un presupposto: il blocco deve finire.
Ma deve essere Israele a finirlo.
1) se fossero riusciti a forzare il blocco e aprire un nuovo varco per le armi (cosa che viene fatta per tradizione ogni volta), ci sarebbero stati, con una certezza del 100% nuovi attacchi terroristici. Tanto ormai si è capito che per Hamas e il fondamentalismo arabo, la Palestina sia una rampa di lancio e uno scudo umano, e niente di più..
Israele avrebbe dovuto, com’è ovvio rispondere e avremmo assistito ad una "piombo fuso 2" dove avrebbe ficcato il naso anche Lieberman che in modo nemmeno velato detesta gli arabi (e sottolineo gli arabi e non i palestinesi) come gli arabi detestano gli ebrei (e sottolineo gli ebrei, non gli israeliani).
Ora, presi e considerati gli accordi bellici a livello mondiale, l’unico rischio per Israele (rischio grave intendo) è quello svitato che vive in Iran.
Il che significa che se ci fosse una nuova intifada, la previsione più probabile è…la Palestina caput!
Nelle peggiore delle ipotesi, qualcosa di peggio che potrebbe coinvolgere tutti e per scaramanzia nemmeno cito.
La Turchia ha tentato vomitevolmente di creare tale situazione di pericolo.
Israele ha agito, a ragion veduta, nel modo più pacifico e diplomatico possibile. Ed è talmente palese….da essere innegabile.
Guarda che nessuno (parlo di gente normale) critica israele.
Nemmeno chi è solito farlo.
2) Si sono coperte di disonore le Ong e i volontari compiacenti, che per dare uno scopo alle loro vite, invece di limitarsi a fare del bene (onore maggiore su tutti), hanno invece giocato con la sicurezza degli altri in modo vergognoso e gettando un’ombra concreta, che in tanti non volevamo vedere, sulle associazioni umanitarie, che forse è il caso di controllare di più.
E sai che ti dico? Secondo me la turchia ha pubblicato le foto perchè ha avuto paura che le avesse anche israele…e che lo facesse lui, definendo così i suoi veri rapporti con l’occidente.
Io disonore ne vedo tanto. Ma non per israele.
Per una volta ha ragione Netanyahu:
-non era love boat.
E fa bene israele a sottolineare il ridicolo del negarlo.
Insomma, diplomazia si, ma anche dire pane al pane e vino al vino.
Qui, chi deve delle spiegazioni, è proprio la Turchia.
E non solo le deve ad Israele….ma anche all’UE.
9 giugno, 2010 alle 4:45 pm
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48
Antisemita!!!
..e aggiungo anche: "negazionista"!
9 giugno, 2010 alle 4:44 pm
carlà,
molto, direi.
‘Mai come quell’altro che ti rispose dicendoti di non volersi ripetere.
Il Paganini della situazione’