Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Il primo ministro del governo italiano ha percepito nel 2009 un reddito pari a 11490 (undicimilaquattrocentonovanta) volte il reddito di un operaio Fiat di Pomigliano d’Arco. Le cedole della sua quota personale di Fininvest (Silvio Berlusconi detiene il 63,3% dell’azienda, escluse le azioni possedute dai figli) gli hanno fruttato l’anno scorso un dividendo di 126,4 milioni di euro. Cifra che corrisponde per l’appunto a 11490 volte il reddito di un lavoratore metalmeccanico di Pomigliano che nello stesso periodo ha risentito della cassa integrazione, portando a casa circa 11000 (undicimila) euro lordi. In altri termini, la persona fisica del nostro primo ministro ha guadagnato nel 2009 due volte (e più) il monte salari dell’intero stabilimento al centro della drammatica vertenza che sta rimettendo in gioco le relazioni sindacali del paese.
Nello stesso periodo, l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha percepito un compenso di 4 milioni e 782 mila euro, pari a 435 volte il reddito di un suo dipendente di Pomigliano. Tale cifra comprende il bonus che la Fiat ha deciso di attribuirgli per il 2009, mentre l’attività svolta dal manager italo-canadese negli Stati Uniti per Chrysler è stata fornita a titolo gratuito.
Credo non sia più possibile discutere di giustizia sociale e di redistribuzione del reddito, ma anche di economia e finanza, prescindendo da queste nude cifre. Da una ventina d’anni la parola egualitarismo è proibita nel dibattito pubblico, demonizzata alla stregua di un’ideologia totalitaria. Ma nel frattempo imponenti quote della ricchezza nazionale sono state dirottate dal lavoro dipendente a vantaggio dei profitti, esasperando una disuguaglianza di reddito senza precedenti storici.
Questo imponente spostamento di punti del Prodotto interno lordo dai salari al capitale non ha certo reso più competitiva l’economia italiana come invece prometteva. Semmai fotografa, con sintesi brutale, la sconfitta di una sinistra la cui ragione sociale, per oltre un secolo, si identificò con il miglioramento delle condizioni di vita dei ceti meno abbienti, primi fra tutti gli operai. Pervenuta, sia pure per brevi periodi, al governo del paese, la classe dirigente della sinistra si è legittimata attraverso l’accettazione della cultura di mercato ma ha finito per confondersi in larga misura nell’establishment italiano da cui voleva essere accettata, tollerandone in cambio i vizi, sposandone talvolta i comportamenti.
Se il coefficiente di Gini, cioè l’indicatore statistico con cui gli economisti cercano di misurare il tasso di disuguaglianza sociale di un paese, colloca ormai l’Italia ai gradini più bassi dell’Ocse, con un’accelerazione costante a partire dai primi anni Novanta, è doveroso ricordare che il lavoro dipendente non ha subito solo decurtazioni proporzionali di reddito. Chi prometteva “qualità totale” nel ciclo produttivo ha perso quote di mercato anche a seguito di eccessiva difettosità. La fabbrica automatica che doveva liberare il lavoro manuale dalla fatica fisica e dal pericolo di infortuni, in cambio di normative più flessibili, si è rivelata una trovata propagandistica.
Spetterà agli storici di domani capire come mai l’incremento delle disuguaglianze sia parso così a lungo giustificabile, o comunque accettabile, a chi le subiva. Il fallimento del comunismo ha reso improponibile la visione messianica della classe operaia come nucleo di un’emancipazione scaturita dall’interno del ciclo produttivo, rivoluzionandone le relazioni gerarchiche e i parametri di retribuzione. Ma nel frattempo sospingeva i ceti meno abbienti ad affidare il proprio destino nelle mani di leadership territoriali populiste, non importa se guidate da imprenditori che perseguivano l’arricchimento personale, ché anzi era proprio il loro successo a figurare come l’unico modello di comportamento imitabile. A sua volta un sindacalismo disarmato riusciva a proporsi solo come tutela locale, se necessario in contrapposizione con altri stabilimenti italiani o più spesso con i lavoratori dei paesi emergenti.
La speranza fallace che l’arricchimento di pochi generasse maggior benessere per tutti ha consentito che la presa di potere dei manager divaricasse la forbice delle retribuzioni, elevando in breve tempo gli stipendi dirigenziali: da venti o trenta volte la media di un salario operaio, a centinaia di volte. I profitti realizzati tramite la speculazione finanziaria globale, hanno completato l’opera, sconvolgendo ogni criterio retributivo preesistente e rendendo desuete, beffarde, altre parole-chiave della giustizia sociale: meritocrazia, pari opportunità.
Il paradosso che viviamo oggi è che la rabbia sociale rischia di finire appannaggio della demagogia di destra, mentre la sinistra ammutolisce vittima delle sue inadempienze. Chi ha teorizzato la difesa localistica del proprio territorio dalle insidie della globalizzazione, naturalmente, propone alle masse una visione strabica delle disuguaglianze. Denuncia come eccessivi i redditi di categorie molto visibili ma sparute come i calciatori e i personaggi dello spettacolo. Oppure addita al pubblico ludibrio di volta in volta i suoi avversari simbolici,i come gli alti magistrati e i dirigenti ministeriali. Ma si guarda bene dal prendersela con i redditi da capitale, con le rendite finanziarie, con i compensi dei manager che appartengono al suo sistema di potere. La piramide sociale, nella visione della destra, può venire scossa dal terremoto della crisi, ma per uscirne ancora più verticale.
E’ prevedibile che nei prossimi anni questo malessere genererà un pensiero radicale e una reazione estremista anche nell’ambito della sinistra, impreparata a confrontarsi con le regole della finanza, con la riforma dei rapporti di lavoro, con la crisi del welfare. La morte del comunismo non elimina in eterno la spinta antagonista, con i suoi aneliti di giustizia e il suo inevitabile contorno di ambiguità.
Per il momento sarebbe bene che i dirigenti del Pd affascinati dallo stile Marchionne, colti alla sprovvista dalla minoritaria ma elevata quota di opposizione espressa dai lavoratori di Pomigliano a un accordo stravolgente le condizioni di lavoro, cominciassero a riflettere. Assumendo il tema della disuguaglianza sociale come prioritario nell’agenda di una sinistra moderna degna delle sue origini.
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11 marzo, 2011 alle 5:25 pm
[...] a vantaggio dei profitti, esasperando una disuguaglianza di reddito senza precedenti storici.”[da qui]. Molti autori sono quindi d’accordo nel constatare l’indifferenza non solo per la [...]
25 settembre, 2010 alle 4:17 pm
ILL.MO SIG. GAD LERNER,VI RENDETE CONTO COSA PASSANO DELLE PERSONE SENZA AVERE UN LAVORO ED UNA CASA.MENTRE I NOSTRI POLITICI ANNACQUANO NELLA RICCHEZZA SPERPERANDO ALLA FACCIA DEI CONTRIBUENTI ITALIANI.SAPETE COME RIDONO DI NOI I POLITICI,NOI LI ELEGGIAMO E LORO FANNO FESTA ALLA FACCIA NOSTRA.E, MENTRE IL POPOLO SOVRANO FA’ LA FAME
LORO ABBAIANO PROMETTENDO MARI E MONTI.ED I SOLITI FESSI CREDULONI GLI STANNO APPRESSO COME SE FOSSERO DEI MESSIA.E, PROPRIO VERO CHE MOLTI ITALIANI APPARTENGONO ALLA CATEGORIA DEGLI SCEMI.AVANTI SAVOIA DICEVANO I MONARCHICI,PER L’HO MENO I MONARCHICI SI SAPEVANO CHI ERANO;MA I POLITICI DI OGGI NON SI SA’.DIO, SALVI LA REGINA,DIO SALVI TUTTI NOI DAI POLITICI CORROTTI.CORDIALI SALUTI GIACOMO
27 agosto, 2010 alle 4:53 am
Vabbè ammettiamolo : Quell’Italo-Canadese di un Marchionne vuole fare il liberista a tutto campo…..niente da ridire….se non per il fatto che l’azienda per la quale guadagna fior di quattrini fino a poco tempo fa è stata una sorta di pseudo azienda para-statale perennemente assistita…e foraggiata a suon di miliardi dal contribuente Italiano per decenni e decenni….in fondo basterebbe cominciare col recuperare il " tesoretto " di quel povero Avvocato buon anima ( visto che i forzieri non si portano nella tomba )….robetta da 2 mld di euro….in terra elvetica, e poi far fare un conteggio al plurilaureato " Serghio " come ama farsi chiamare a Detroit : Una volta restituito tutto il maltolto al contribuente Italiano, che qualcuno gli stampi un bacione per la traversata dell’Adriatico per la terra promessa Slava….eppoi li chiamano " liberisti "…sarebbe meglio dire miliardari in euro, ma pur sempre con le pezze al culo…..
1 luglio, 2010 alle 3:56 pm
[...] sono l’unica assicurazione e l’unica speranza contro il declino italico. Ma, accidenti, ricordarsi anche della giustizia e dell’uguaglianza, oggi, è davvero [...]
30 giugno, 2010 alle 8:35 am
non en aprli più e si legga l’articolo 15 dell coatituazione
si compri il dvd del bel film la vita degli altri
29 giugno, 2010 alle 2:51 pm
E bravo Gad Lerner, stavolta mi sei piaciuto. Peccato che non ci puoi fare una trasmissione… almeno per ora.
29 giugno, 2010 alle 12:47 pm
Ogg: Gentile giornalista, può pubblicarla, per cortesia? O leggerla ad alta voce?
Lei ha una grossa possibilità, aiutare le persone a migliorarsi. Se ne avvalga ancora una volta, per cortesia.
_____________________________
347 6011472: questo è il mio numero di telefono, Gentile Presidente del Consiglio On. Berlusconi e Gentile Ministro dell’Interno, On.Maroni, e Gentili Deputati e Senatori della Repubblica Italiana
Lasciate pure che mi intercettino, come e per quanto tempo desiderino.
Per il bene della società nella quale vivo ed opero, sono disposto a cedere una parte della mia privacy, e penso che ciò sia giusto. Considerato che, per perseguire reati e disonestà dilagante, ritengo non debbano esserci ostacoli. Di alcun tipo.
L’etica di uno Stato non si basa solamente sul sacrosanto e doveroso rispetto della privacy, ma anche, e soprattutto, sul rispetto delle regole comportamentali di convivenza civile in una società quasi del tutto priva di alti valori etici di riferimento.
Tra l’altro, non ritengo sia giusto perdere così tanto tempo prezioso per discutere su tematiche che, a mio avviso, non sono così vicino ai problemi reali contingenti delle persone, soprattutto a quelle in difficoltà economiche, che desidererebbero cercare di essere aiutate in questo particolare delicato periodo al fine di, quantomeno, limitare i danni.
Credetemi, ne ho conosciute alcune, ultimamente. Hanno dei grossi problemi, e non solo economicamente ma anche dal punto di vista umano. Piove sul bagnato..purtroppo. ( vedi lettera in allegato).
Temo solamente una cosa: l’indifferenza delle persone per i più deboli, la disonestà dilagante e strabordante alla quale tutti siamo ormai penosamente abituati, la perdita di valori essenziali quali, prima di tutto l’amor di patria e l’onesta intellettuale e materiale nel gestire la cosa pubblica e nei retti comportamenti del singolo cittadino a qualsiasi livello ed in ogni contesto sociale. Ladri di alimenti nelle mense, preti pedofili, cardinali dalle conoscenze professionali quantomeno discutibili, manager truffaldini, politici corrotti, imprenditori corruttori, impiegati, operai e funzionari scorretti e disonesti. Vogliamo capire che è l’uomo che bisogna migliorare? E’ l’Etica che bisogna insegnare, a tutti!
Insomma, la sintesi veramente pericolosa del pensiero dell’uomo comune rischia di diventare questa: tutti rubano, e pochi scontano la pena, perchè non potrei farlo anche io?
Ragionamento comprensibilmente discutibile e discutibilmente comprensibile.
Temo anche la mancanza di valori culturali, la piattezza cerebrale delle persone che non riescono più a pensare, al massimo tendono a lamentarsi flebilmente, senza riflettere seriamente sugli accadimenti del nostro mondo, molto più disposti a scendere in strada per festeggiare …11 giocatori in pantaloncini (orgoglio di una città o di un popolo) che tirano calci ad un pallone.
Valori di riferimento attuali? La bellezza e il potere. La ricchezza materiale e la prepotenza comportamentale mista ad una importanza ignoranza culturale. Esagero? Forse si, però la base del mio ragionamento regge. Purtroppo. Per quanto riguarda la bellezza temo di aver proprio ragione, non si accetta il passare degli anni, cercando di mascherare ( a mio avviso penosamente) i propri difetti fisici. Tralasciando i valori morali e/o spirituali.
Temo, infine, l’arrendevolezza delle persone che non capiscono, o al limite si limitano ad apprezzare, i gesti positivi di chi non riesce, veramente non riesce a guardare al mondo con egoismo comportamentale.
Le stesse persone che ti dicono:
Perchè lo fai? Perchè compri uno spazio pubblicitario su IL SECOLO XIX per aiutare a far conoscere un Centro specializzato per bimbi con problematiche di vario genere? ( REUL di Genova). Perchè scrivi lettere a politici e alla stampa per richiedere giustizia sociale? Perchè non pensi a te stesso, in primis?
Ricordiamoci tutti una cosa: la storia di ogni uomo può cambiare il corso degli eventi del mondo intero. Quindi adoperiamoci seriamente per migliorarlo. Il mondo. Non diamo la colpa a questo o a quello, non limitiamoci a criticare questo o quel partito, questa o quella religione, questa o quella razza. Sono solamente muri che eleviamo, ostacoli che ci creiamo al fine di distanziarci dagli altri.
Ricordiamoci, inoltre, un elemento importantissimo: chi governa deve, ripeto, deve dare l’esempio di alta, altissima moralità. Così comportandosi avrà l’onore di essere chiamato ONOREVOLE di nome e di fatto.
E’ umiliante, a mio avviso, sapere che il 40% circa di elettori non si reca alle urne, e che il 5% lascia scheda bianca o nulla. Qinudi adoperiamoci per cambiare il corso degli eventi.
Non speriamo nell’inevitabile condono di (quasi)massa simbolo della decadenza di valori e simbolo di uno Stato debole, veramente debole, che non riesce, o non vuole, dare prova di orgoglio e si limita a raccogliere episodicamente, soldini, dando del mariuolo o del birbantello a persone semplicemente disoneste. Tra l’altro condono che ferisce, o quantomeno turba, chi si è sempre comportato bene rispettando le leggi che regolano la convivenza tra uomini. E’ questo non è un ragionamento di destra, o di sinistra, o di centro. E’ un ragionamento di buon senso e basta! E’ il mio ragionamento, è non sono un comunista, sono solamente una normale persona per bene, che può e deve migliorarsi ogni giorno. Una persona che fino a due anni orsono non effettuava la raccolta differenziata e che adesso la effettua al 100%. La vicenda della Regione Campania a me è servita per migliorarmi, ad esempio.
Ciascuno di noi pensi, innanzitutto, a migliorare se stesso, e ad essere più umile e meno, molto meno egoista e a provare a sorridere e a voler bene alle persone. Tutte, a prescindere dalle inclinazioni religiose, politiche o sessuali. Non esiste il Negro, il Diverso, il Normale, il Povero e il Ricco. Esiste l’uomo.
Amore vero e dialogo sereno e serio come predicava il Mahatma Gandhi…
Dott.Alessandro Venzano
Via Casaregis, 20/14 sc dx
16129 Genova
Autorizzo volentieri l’uso dei miei dati e manlevo l’editore ed il giornalista da qualsiasi responsabilità, invitandolo a fare il proprio dovere, senza se e senza ma.
Non ho nulla da nascondere. Io.
La libertà di informazione è un bene prezioso, difendiamolo. Difendetelo, per cortesia.
Senza polemica e con spirito libero e costruttivamente ideologico e ideologicamente costruttivo.
Grazie per l’attenzione. Davvero, grazie.
29 giugno, 2010 alle 11:37 am
piccola stupida domanda, se io risiedo in uno stato che tassa le rendite finanziarie al 2,5%. Ho pagato le mie tasse, e copro titoli di una grande industria americana. Devo pagare le tasse che impongono gli Usa, se le mie transazioni le faccio esclusivamente in questo stato? Io non credo!
29 giugno, 2010 alle 8:54 am
chi vive sperando ………….
29 giugno, 2010 alle 8:13 am
Anche Cameron, che certo non è un laburista, ha scelto di TASSARE LE RENDITE…Ormai E’ UNA NECESSITA’ anche in Italia…Con o senza l’assenso di questo esecutivo. Subito.
ps: Obama dopo la riforma sanitaria porta a casa la seconda grande riforma, quella di wall strett
La perequazione della tassazione sulle rendite deve seguire quella sulle patrimoniali.
29 giugno, 2010 alle 8:10 am
Si potrebbero produrre le Trabant a Pomigliano e le Zigulì a Termini Imerese.
28 giugno, 2010 alle 9:59 pm
Per 435
Anonymus basta na banale foiba in Slovenia.
28 giugno, 2010 alle 7:58 pm
si mandiamo i traditori sul pianeta rosso…
28 giugno, 2010 alle 7:57 pm
Non scherziamo, solo il comunismo può realizzare la vera democrazia, quella di tutti ed il vero progresso ovvero quello globale senza più
guerre, sprechi e ricerche frenate da tabù oscurantisti.
Impariamo a sparare ed a difendere la Cina, la nostra vera ed unica patria internazionalista!
CON LA CINA PER IL PIANETA ROSSO!
no! andare fin su marte propio non ci stò,unità cerca rivoluzioni molto vicine
28 giugno, 2010 alle 7:10 pm
Ha ragione Gad. La morte del comunismo non elimina in etrno la spinta antagonista. Certamente ne ha disintegrato la prospettiva storica, riducendola oggi ad una marginalità spesso utile al "sistema".
Resta però una volontà di eguaglianza e di giustizia sociale presente in molte anime ed in molte menti. Volontà che si traduce in speranza. Quella speranza che poco meno di dieci anni fa molti, moltissimi, di coloro i quali andarono a Genova, cercarono di trsformare in prassi politica. E furono bastonati in piazza e sbeffeggiati sui media. Sbeffeggiati perchè si ostinavano a pre-vedere in questa globalizzazione una globalizzazione dello sfruttamento e del dominio dei pochi sui molti, mentre, a destra come a sinistra, si sosteneva ciecamente che questa globalizzazione era la via maestra per la diffusione dei diritti sull’orbe terraqueo. Bastonati in piazza perchè nulla fa più paura della saldatura tra antagonismo "di sinistra" e antagonismo di matrice "cattolica". Esattamente ciò che stava avvenendo a Genova.
Ora mi trovo solidale con lo scrittore n°427. Lucio. Solidale nel non vergognarmi a sperare che quest’antagonismo trovi uno sbocco radicale e senza freni.
28 giugno, 2010 alle 5:06 pm
La nostra politica industriale sta nel "fare a non sapere". Da quando si è dimesso Scaljola si sono "volatilizzati" i piani alternativi per Termini Imerese. Basta che la Panda costi in Polonia 500 euro di meno e la Fiat risparmierà 700 milioni di investimenti in meno di 5 anni. Noi rilanceremo l’economia con la "libertà d’impresa" dei piccoli esercizi commerciali? Intanto la crisi (ex-ripresa) grava sul paese come Se fosse STAGNAZIONE …
28 giugno, 2010 alle 4:25 pm
IL PROLETARIATO NON SI E’ PENTITO E’ SOLO
QUALCHE INFAME CHE HA TRADITO!
http://www.youtube.com/watch?v=81UuMaW0WyM
28 giugno, 2010 alle 12:53 pm
428 scamardella piantala di lagnarti continuamente sembri il domenicali+colajanni del blog
28 giugno, 2010 alle 12:50 pm
424Unita si rivoluzione e morte…che gioia io vado letteralmente in brodo di giuggiole
28 giugno, 2010 alle 10:42 am
appunto cvd
28 giugno, 2010 alle 10:39 am
Sabato ho letto il pezzo, davvero molto bello. Quello che negli ultimi due paragrafi Lerner si aspetta che accada, che pare temere, è quello che mi sono ritrovato (con imbarazzo) a sperare: qualcuno che ricominci a fare paura al Potere, per lo meno paura. Il Potere è ormai così sfacciato che non si vergogna più di nulla. Perché allora io dovrei vergognarmi a sperare in qualcuno che ricominci a sparare? Mi rendo conto che è una provocazione, ma il Potere nella società attuale – che è quella debordiana dello Spettacolo Assoluto – ha nomi e cognomi, e facce: è la prima linea del Potere quella che vorrei vedere cedere, recedere, chiedere scusa.
28 giugno, 2010 alle 6:55 am
FABBRICHE E BRIGATE ROSSE.
http://www.youtube.com/watch?v=JPMub7_lnmk
28 giugno, 2010 alle 2:27 am
Una considerazione che propongo, senza malanimo alcuno, alle sinistre che probabilmente nella prossima campagna elettorale combatteranno il nucleare:
Il pianeta è attraversato da gasodotti, oleodotti, navi gicantesche cariche di greggio, gas liquefatto e carbone. Abbiamo in Italia enormi depositi colmi di queste materie, spesso in prossimità delle città, che subiscono trasformazioni e nuove distribuzioni per venire alla fine bruciate producendo milioni di tonnellate di CO2. Il tutto esposto a rischio di incidenti o attentati con conseguenze devastanti. Siamo sicuri che sia più difficile gestire qualche tonnellata di combustibile nucleare e di scorie radioattive, producendo enormi quantità di energia senza emissioni di CO2? LO vado dicendo da parecchio: le quattro centrali nucleari che dovrebbero venire costruite possono essere sostituite da celle solari che coprono un’area larga quattro km e lunga mille km.
28 giugno, 2010 alle 2:16 am
Per 423
Se la Rivoluzione arriverà non saremo neppure noi padroni del nostro destino, la Rivoluzione travolgerà tutto e tutti, sarà solo distruzione e gioia continua.
http://www.youtube.com/user/4Bral#p/f/13/r1Kahieu-oQ
28 giugno, 2010 alle 1:54 am
Unità 421,
il mondo che Rossana si augura è un sano comunismo, ma lei ancora non lo sà.
28 giugno, 2010 alle 1:50 am
Popolo, non lasciatevi ingannare dal calore che impiegano nei conflitti alla televisione i rappresentanti delle parti sociali. Assomigliano alle dispute che si vedono nei tribunali tra accusa e difesa. A entrambi dell’imputato non interessa nulla e potrebbero benissimo scambiarsi tra loro senza che il risultato cambi. Bertinotti e Sacconi sono troppo ricchi e ben sistemati per sentire come propri i problemi di quelli di Pomigliano.
28 giugno, 2010 alle 1:43 am
Per 420
Non scherziamo, solo il comunismo può realizzare la vera democrazia, quella di tutti ed il vero progresso ovvero quello globale senza più
guerre, sprechi e ricerche frenate da tabù oscurantisti.
Impariamo a sparare ed a difendere la Cina, la nostra vera ed unica patria internazionalista!
CON LA CINA PER IL PIANETA ROSSO!
http://www.youtube.com/watch?v=dP21WKxwjVE
28 giugno, 2010 alle 1:24 am
Cara Rossana,
nella 406 dialogando con Linda hai detto:
hai una barriera nei tuoi pensieri, nonostante i cambiamenti il ragionamento è ancora sbarrato dai blocchi contrapposti.
Si può fare una distribuzione equa delle risorse anche senza comunismo.
Basterebbe cambiargli il nome ed applicare il modello economico spostando la negatività dall’accumulo di capitale,
ad altro interesse, maggiormente condiviso, tipo la salvaguardia dell’ambiente, la ricerca di tecnologie compatibili con uno sviluppo equilibrato; praticamente rendere produttivo il lavoro globale che puntando la sua produzione ad una evoluzione successiva allo stadio attuale del rapacismo e sciacallaggio ad ogni costo, consenta di iniziare una visione di sviluppo che abbia il salvataggio della nostra civiltà come obiettivo di importanza trascendente gli interessi individuali di qualsiasi persona pur dotata di chissà quali speciali meriti, da potere tenere in scacco per la soddisfazione dei suoi bisogni, una moltitudine di suoi simili.
Ho fatto un riassunto per capire meglio. Eccolo:
1) Il ragionamento è ancora fra blocchi contrapposti.
2) Si può fare una distribuzione equa delle risorse senza comunismo.
3) Cambiargli nome e modificare l’interesse dal capitale al bene condiviso. (tutela dell’ambiente…) quindi evoluzione dello stadio attuale che ha come incentivo il potere individuale e salvare la nostra civiltà.
Io dico che questa viene definita "una rivoluzione". La domanda è come realizzarla?
28 giugno, 2010 alle 1:22 am
Chi comanda è solo il nano gli altri sono solo i suoi
servi per garantirsi a vita poltrone, castelli e pensioni.
La falsa sinistra fa la voce grossa ma lavora per impedire
manifestazioni e scioperi strizzando l’occhio al nano per
non essere annientata dalla forza delle masse popolari.
27 giugno, 2010 alle 7:24 pm
Politica industriale? Sacconi (Lavoro) è la voce del "fare a non sapere". BERLUSCONI non sapeva chi avrebbe pagato la D’Addario. Come SCAJOLA che non sapeva chi gli avrebbe pagato la casa. Pure TREMONTI non sapeva quali fossero gli Enti "inutili" da tagliare. Perfino BOSSI non sapeva che per l’Attuazione del federalismo servisse il Legittimo Impedimento. Nel teatrino di Pantomima e Rimpiattino cambiano i personaggi, ma non il copione ..
27 giugno, 2010 alle 2:12 pm
@ evidentemente walter (?) sta guardando il gp d’europa , cavolo mi è scappato un punto interrogativo e due parentesi
27 giugno, 2010 alle 1:55 pm
@408 Scamardella
Si cambia con equilibrio, cercando man mano soluzioni vere per tutti, e non solo per alcuni.
A me pare semplicemente logico.
27 giugno, 2010 alle 1:49 pm
walter 413 sta cominciando il gp a valencia non lo vedi? poi scusami se alcune volte sbaglio a scrivere sai la foga , non potresti darmi ripetizioni ? poi sono di Palermo (da cosa hai capito che son leghista?)e non credo di essere leghista invece tu mi sembri un tantino provocatore e rinco.glionito con rispetto saluti
27 giugno, 2010 alle 1:30 pm
Ho un solo appunto da fare alla tua bellissima analisa. Perchè prendere il PD come riferimento? Non rappresenta più nè un partito della sinistra nè un partito per la sinistra. Spesso la base non condivide le scelte operate dai dirigenti nazionali. E’ un partito in picchiata che non riuscirà più ad attrarre il movimento di coloro che hanno in mente una società dove parole come egualitarismo, sostenibilità, discontinuità, merito hanno una forte valenza. E’ necessario guardare oltre, cercare di moltiplicare gli sforzi per far nascere un Partito della Sinistra che prenda a cuore le istanze dei deboli, che concerti con il sindacato una politica del lavoro, che riduca le disuguaglianze moltiplicate in questi anni dalla destra. Il paradosso Berlusconi-operai di Pomigliano dimostra come il Sud, più di qualsiasi altro territorio d’Italia, sia vissuto da una generazione di giovani che vive in una perenne situazione di emergenza. I dati Istat, se ancora qualcuno non vuole prenderne atto, stanno lì a dircelo: nel mezzogiorno ci sono 1 milione di giovani che non fanno nulla, letteralmente nulla. Giovani bruciati, senza conoscenze, tagliati fuori dalle regole del mercato. Allora perché continuare a nutrire le vacche grasse? Questa generazione è rassegnata e la rabbia sociale che ha contraddistinto quella dei padri negli anni ’60 e ‘70 non abita più qui. Perché aspettare ancora in attesa che dal PD si levi una voce?
27 giugno, 2010 alle 1:27 pm
vicenzo 411: anche sa non deve avere l’accento, invece di perdere tempo su questo blog, che fai solo la figura del leghista, prova a chiedere a gad se ha bisogno di braccia per la prossima vendemmia.
27 giugno, 2010 alle 1:25 pm
vincenzo 411: sta si scrive senza accento. se non conosci l’ortografia, figurati il resto.
27 giugno, 2010 alle 12:51 pm
@ citoyenne
qualsiasi cosa possa dire marchionne,la triplice, scamardella la realtà è una prima Termini a seguire Pomigliano faranno la fine dell’Alfa Romeo di Arese,la fiat degnamente rappresentata da marchionne si stà arrampicando negli specchi non sà come venirne fuori dopo che hanno abbondantemente mangiato a spese dello stato.
27 giugno, 2010 alle 12:12 pm
Aò, linda, tanto t’entusiasmi sul s’arrangi
che problema c’è, se si tratta d’arrangiarsi batto tutti, son una professionista, dell’arrangiarsi !!
quanto ignori il s’organizzi.
Ovvio che al G.C. stai simpatica:
signora combattiva ma cha sa stare al suo posto, non ha grilli per la testa
- la cliente ideale per il suo banchetto di diritti fritti.
27 giugno, 2010 alle 11:55 am
L’Italia è l’unico Paese europeo e americano (e forse mondiale) in cui ad uno colto (ripetutamente) a rubare una macchina o a svaligiare una casa, un Marcello Veneziani dice: "No, signor ladro, lei non dovrebbe commettere queste ingenuità"
27 giugno, 2010 alle 11:55 am
fgnatastico , una soluzione geniale
come si fà ? come funziona , banche stipendi imprese lavoro , oroduzione commercio import export rissparmio
come ?
27 giugno, 2010 alle 11:51 am
Morale:
solo gli imbecilli testarossa si attengono alle regole.
Le elite sono zucche rapate.
27 giugno, 2010 alle 11:47 am
Linda
hai una barriera nei tuoi pensieri, nonostante i cambiamenti il ragionamento è ancora sbarrato dai blocchi contrapposti.
Si può fare una distribuzione equa delle risorse anche senza comunismo.
Basterebbe cambiargli il nome ed applicare il modello economico spostando la negatività dall’accumulo di capitale,
ad altro interesse, maggiormente condiviso,
tipo la salvaguardia dell’ambiente, la ricerca di tecnologie compatibili con uno sviluppo equilibrato;
praticamente rendere produttivo il lavoro globale che puntando la sua produzione ad una evoluzione successiva allo stadio attuale del rapacismo e sciacallaggio ad ogni costo,
consenta di iniziare una visione di sviluppo che abbia il salvataggio della nostra civiltà come obiettivo di importanza trascendente gli interessi individuali di qualsiasi persona pur dotata di chissà quali speciali meriti, da potere tenere in scacco per la soddisfazione dei suoi bisogni, una moltitudine di suoi simili.
27 giugno, 2010 alle 11:43 am
Bello l’articolo di Veneziani, scritto con la lingua intinta nella saliva (come fanno molti, va detto). Il succo è: il Cavaliere è buono, però si circonda di mezze calzette o di furbetti. Il Cavaliere è intelligente e capace, però ha commesso alcuni errori di valutazione etc… e via con i consigli "coraggio Cavaliere, faccia questo, faccia quello etc…"
Io non la penso come Veneziani e compari (ammesso che questo sia il loro vero pensiero). Io penso che le cosiddette "ingenuità" del Cavaliere Buono siano il suo modo di operare consolidato e normale. Nominare Brancher o nominare le Veline a ministro è lo splendido esempio di come la pensa e di quale è il concetto di "governo" che ha il Cavaliere.
27 giugno, 2010 alle 11:41 am
Caro Lerner, sante parole. Ma quanto guadagna il dr Debenedetti che con le sue millanta imprese ne ha lasciati a casa parecchi, Repubblica compresa? E lei, che a parte qualcuno di servitù a casa o nella sua tenuta monferrina, non mi pare contribuisca molto a creare ricchezza per le famiglie, eccetto la sua naturalmente, quanto guadagna in proporzione ad un’ operaio? Che almeno suda in fabbrica e non passa la giornata scivolando da un convegno all’ altro? e poi, soprattutto, le cosa crede di riuscire a combinare per i ceti meno abbienti? Quando ancora la stimavo lei scrisse un paio di libri sulla condizione degli operai alla Fiat. Risultato? Adesso a Mirafiori sono rimasti meno di 5000 operai, ma lei poco tempo dopo era vicedirettore se La Stampa. ed ora é sempre con il padre di quello che passa lo stipendio a Marchionne, cercare di essere un po’ più coerenti, appunto perchè ci si ritiene più eleganti ed intelligenti. Altrimenti si è solo altrettanto populisti, ma dall’ altra parte.
27 giugno, 2010 alle 11:40 am
Sono sincero.. Non sono riuscito nell’impresa di leggere tutto il suo articolo.. Sa, caro Gad, rimango uno di quelli che ancora si indigna nel vedere predicatori che salgono su un pulpito usurpandolo nello stesso attimo in cui ci sono saliti sopra.. E come se Cicciolna predicasse sull’importanza del ritrovare il valore della "castità" nella società odierna.. Intendiamoci, non entro nel merito della questione, la castità può anche essere un valore da recuperare.. Ma che se ne affidi la causa a Cicciolina no.. Ora lei fa le pulci ad un signore ricco, o meglio straricco.. Perchè lo fa..? Perchè è pù ricco di lei..? Perchè quel tale è quello che vorrebbe essere lei e sapendo che non succederà mai lo attacca..? Ah Gad..! Oh my Gad..! Lei è solo un Berlusconi in formato tascabile, un Silvio più piccolo, un aspirante PierSilvio sempre in cerca di facili polemiche per avere audience (e quindi di ritorno soldi).. la vuole sapere una cosa caro Gad..?? Lei è peggio di Berlusconi.. Ha in più di lui l’ipocrsia
27 giugno, 2010 alle 11:28 am
Da come vanno le cose, direi i paesi dell’est ci hanno fregato…giusto? noi di sinistra fregati dai comunisti dell’est…e dai cinesi…fanculo…alla prossima!
27 giugno, 2010 alle 11:25 am
Ciao Cesare, le barzellette le odio, poi in inglese…