Ringrazio Gianantonio Stella per questo articolo che ha dedicato sul “Corriere della Sera” alla squadra di calcio della Germania e ai suoi undici giocatori nati all’estero. Il blog del bastardo non poteva certo ignorarlo!
Non ci ha neanche provato stavolta, Udo Voigt, il leader neonazista della Ndp, a scatenare una campagna contro la convocazione nella nazionale tedesca di giocatori di sangue misto. I suoi connazionali, dopo la batosta data da Mueller, Ozil & co. all’Inghilterra, lo avrebbero spernacchiato. «Ragazzi, vi amiamo!», ha titolato la Bild Zeitung, che più di ogni altro conosce la «pancia» della Germania profonda. Mezzi neri, mezzi turchi, mezzi spagnoli, mezzi polacchi? No: ragazzi tedeschi!
Quel titolo sul più diffuso e popolare giornale germanico, che mai si sarebbe avventurato in una benedizione della squadra più multi-etnica della storia se non fosse certo che il sentimento è condiviso dalla larga maggioranza di chi compra i suoi cinque milioni di copie, dice tutto. E segna una svolta epocale per quello che non solo è il più grande, solido e popoloso stato nel continente. Ma per tutta l’Europa.
Le strade traboccanti di tedeschi in festa per il 4-1 contro gli inglesi ai mondiali in Sudafrica vanno ben oltre il trionfo calcistico. E marcano in qualche modo il punto d’arrivo di un processo secolare pieno di errori e orrori e il superamento definitivo, liberatorio, di quel senso di colpa collettivo di un grande popolo racchiuso in libri preziosi come «Opinioni di un clown» di Heinrich Böll.
La Germania non è un paese come altri. Lì Martin Lutero dardeggiò nel 1544 una delle più violente invettive mai scritte contro gli ebrei: ««Cosa potremo fare noi cristiani con l’odioso e maledetto popolo dei giudei? (…) Prima di tutto, per spazzare via la loro blasfema dottrina, è cosa utile bruciare tutte le loro sinagoghe..» Lì Gustav Kossinna scrisse un celebre manuale di preistoria della nazione germanica, dichiarò l’archeologia «scienza di interesse nazionale» e contribuì ad aprire la strada al nazismo elaborando la definizione «una razza, una cultura, un popolo».
Lì il filosofo Johann Gottlieb Fichte (pur dichiarando di sostenere il riconoscimento agli israeliti dei «diritti umani») precisava: «Per quanto riguarda il conferimento agli ebrei dei diritti civili, non vedo altro rimedio se non che bisognerebbe tagliar loro la testa e in una notte sostituirla con un’altra che non contenesse nemmeno una sola idea ebraica». Lì Johannes Wallmann, come ricordano ne «Il pregiudizio razziale» Aldo Morrone e Leonardo Borgese, «sostenne non esservi alcuna prova che Gesù fosse giudeo e aggiunse che i galilei avevano un po’ di sangue ariano. Ma in sostanza Cristo, per lui, non era nemmeno galileo, sia perché Giuseppe non era suo padre, sia perché non aveva nessun padre. Affermava inoltre che il messaggio stesso di Cristo dimostrava il suo arianesimo». Lì Stewart Chamberlain, genero di Richard Wagner, inglese naturalizzato tedesco, per dirlo con le parole di George L. Mosse, terorizzò che i tedeschi erano il popolo eletto e «al di fuori di essi esisteva una mescolanza caotica di popoli, spettatori passivi della battaglia decisiva della storia». Lì lo stesso Wagner scrisse che «nell’aspetto esterno dell’ebreo si trova qualcosa di straniero che ripugna sopra ogni altra cosa (..) Le nostre orecchie sono particolarmente urtate dai suoni acuti, sibilanti, stridenti di questo idioma. Gli ebrei usano le parole e la costruzione della frase in modo contrario allo spirito della nostra lingua nazionale (..) Ascoltando l’ebreo che parla, noi siamo nostro malgrado urtati dal fatto di trovare il suo discorso privo di ogni espressione veramente umana».
Fino ad arrivare all’incubo nazista. Alla teorizzazione estrema della superiorità della razza ariana. Al programma Leben ideato da Heinrich Himmler il quale, alla ricerca della razza «perfetta», si spinse a sostenere che l’accoppiamento ideale era quello tra i tedeschi e le norvegesi e per questo, com’è scritto il nostro Paolo Valentino, «a 400 mila militari impegnati nell’occupazione della Norvegia fu dato il compito di “procreare quanti più bambini possibile, legalmente o illegalmente”».
E come dimenticare l’opuscolo di propaganda «Vittoria delle armi, vittoria del bambino» diffuso dai nazisti nel 1940? Mentre programmavano lo sterminio di centinaia di migliaia di piccoli ebrei e zingari, quell’opuscolo incitava le mamme teutoniche: «Offrite un bambino al Furer ché ovunque si trovino nelle nostre province tedesche dei gruppi di bambini sani e allegri. La Germania deve diventare il paese dei bambini».
Una storia da spavento, inchiodata alle parole d’ordine «Blut und Boden», sangue e suolo. Una storia cambiata anno dopo anno, a partire dal secondo dopoguerra, dall’arrivo di milioni di immigrati. Italiani, spagnoli, portoghesi, turchi. Che hanno fatto della Germania un paese diverso. Sempre più ricco, sempre più aperto, sempre più multietnico. Nonostante qualche rigurgito. Come i manifesti affissi a Goerliz o a Dresda contro «l’invasione dei polacchi». Come l’odio dei neonazisti verso il deputato cristiano democratico Zeca Schall, un angolano da decenni in Germania, bollato come «la quota negra della Cdu». Come certe iniziative di Udo Voigt, processato per una rabbiosa campagna contro la convocazione in nazionale di giocatori di colore come Patrick Owomoyela, figlio di un nigeriano e di una tedesca. Campagna basata su una foto taroccata della Nazionale teutonica con dieci calciatori neri e un solo «ariano» e accompagnata dallo slogan: «Bianco non solo il colore della maglia!»
Era il 2008. E i tedeschi di «sangue misto» erano cinque. Compresi il tedesco di Polonia Miroslav Klose, capocannoniere del Mondiale 2002. E il ticinese di padre tedesco e mamma calabrese Oliver Neuville. Adesso, in un paese che ha alla guida dei Verdi il tedesco-turco Cem Ozdemir e al comando del ministero della Salute il tedesco-vietnamita Philipp Rösler, sono undici. Frutto della legge cambiata nel 2000. Fino a quel momento, la Germania aveva un sistema di jus sanguinis simile al nostro. Oggi chi nasce a Berlino, Francoforte o Monaco, se almeno uno dei due genitori risiede nel paese da più di otto anni, è da subito cittadino tedesco.
Risultato: nella nuova Germania, che magari giovane com’è non ce la farà ad arrivare fino in fondo ma ha dato contro gli inglesi una straordinaria dimostrazione di come possano saldarsi forza e fantasia, concretezza ed esuberanza, grinta e allegria, c’è di tutto. Tedeschi di sangue polacco (Klose, Lukas Podolski e Piotr Trochowski), spagnolo (Mario Gomez), bosniaco (Marko Marin), brasiliano (Cacau), ghanese (Jerome Boateng), tunisino (Sami Khedira), nigeriano (Dennis Aogo) e turco, come Serdar Tasci e il fantastico Mesut Özil. Che nato e cresciuto a Gelsenkirchen parla della Turchia come di una cosa lontana: «Ho molti parenti nella terra d’origine dei miei genitori…».
C’è uno spot che va in onda da un paio d’anni sui canali tv tedeschi. Nel giardino di una casa ci sono un po’ di famiglie di origini ed etnie diverse che mangiano e chiacchierano animatamente. Finché una donna grida: correte, correte, ci sono i nostri ragazzi in televisione. Cambia la scena. Inno nazionale ed ecco, sul campo verde, la Germania. Dei Mueller e degli Ozil. Lo ha voluto il manager della squadra Oliver Bierhoff, quello spot. Un tedesco di Germania. Con una nonna immigrata dal Friuli.
Gian Antonio Stella
Popularity: 6% [?]





14 settembre, 2010 alle 1:06 pm
In lode della Germania etnica.
10 agosto, 2010 alle 2:47 am
[...] di Gad Lerner "Che bella la Germania bastarda", di Gad Lerner – Stormfront In lode della Germania bastarda?|?Gad Lerner Un saluto agli sconfitti di Germania?|?Gad [...]
5 luglio, 2010 alle 7:17 pm
Pienamente condivisibile l’elogio del multiculturalismo della Germania attuale, calcistica e no.
Ma rappresentare la storia tedesca come un percorso infernale che, attraverso un nazionalismo sanguinoso, porta in modo quasi ineluttabile, deterministico al genocidio di ebrei e zingari, mi sembra una lettura francamente inaccettabile. Si rileggano a questo proposito i fondamentali saggi che uno storico ebreo-russo-francese di grande equilibrio come Léon Poliakov, ha dedicato a nazismo, shoah e antisemitismo. Credo che anche a un giornalista si debba chiedere un po’ di equilibrio e di consapevolezza storica.
4 luglio, 2010 alle 4:14 pm
Lo spot di cui parla Stella è visionabile qui:
http://www.youtube.com/watch?v=T3m4c8j780E
Saluti
1 luglio, 2010 alle 7:00 pm
.
.
LE MANI DELL’ISLAM SUL PALIO DI SIENA:
SFREGIO AL PALIO, SUL GONFALONE DIPINTO SAN GIORGIO CON LA KEFIAH.
.
Il Comune ha affidato la realizzazione del tradizionale drappo a un artista libanese che ha inserito nell’opera chiari riferimenti alla religione di Maometto.
Lega: “I musulmani ci scippano i nostri simboli più cari”
Siena – «Le mani dell’Islam sul Palio di Siena», come scrive il quotidiano leghista La Padania?
Oppure «L’abbraccio tra Dio e Allah», come sostiene il Comune di Siena?
Troppo allarmante la prima ipotesi, troppo ecumenica la seconda.
In mezzo, la scelta – religiosally correct (alias, un po’ ruffiana) – di affidare a un artista di origine libanese, Alì Hassoun, l’incarico di dipingere il «drappellone», lo stendardo di seta premio per la contrada vincitrice dello storico Palio di Siena.
E lui, il «pittore Arabo», che ti fa? Un bel quadro catto-islamico con versetti che sarebbero piaciuti a Maometto e un San Giorgio che, posto ai piedi della Madonna, invece dell’elmo, indossa una tipica kefiah con i colori bianco e nero della città di Siena.
Apriti cielo. Quelli del carroccio sguainano subito lo spadone di Alberto da Giussano e vanno alla carica di Alì Hassoun, l’«infedele».
Ma il sindaco, Maurizio Cenni, non ci sta e getta il bastone tra le ruote del carroccio: «Un’insensata paura dell’altro, una polemica inutile che vuole fare solo strumentalizzazioni».
Sta di fatto che, con la commissione del dipinto ad un artista islamico, si rompe un altro tabù, dopo quello che fino ad un a quarantina di anni fa voleva il drappellone realizzato esclusivamente da artisti senesi.
Da quella data in poi molti sono stati i grandi nomi che si sono succeduti in questo compito, sia italiani (Mino Maccari, Renato Guttuso, Renzo Vespignani, Bruno Caruso, Valerio Adami e Luigi Ontani) che stranieri (Eduardo Arroyo, Jim Dine, Folon e Botero). Fino ad oggi però mai era stata commissionata l’opera ad un artista non cattolico.
«Mi aspetto che il Palio sia la festa di tutti: leghisti, padani, senesi e non senesi – dice Hassoun -. Siccome l’Italia del calcio ha perso, uniamoci nell’arte».
Uniti mica tanto, almeno a udire le urla di un ultrà della contrada del Drago, il quale – accortosi che nel drappo c’è San Giorgio che trafigge un drago – si è rivolto ad Hassoun dicendogli: «Speriamo che muoia te, altro che il drago…».
Pronta la replica del pittore: «Quello trafitto da San Giorgio non è un drago, è un demone…».
L’opera è dedicata ai 750 anni dalla battaglia di Montaperti tra Siena e Firenze: allora i senesi attaccarono i guelfi invocando San Giorgio, rappresentato da Hassoun ispirandosi a come lo dipinse il Mantegna.
A Montaperti l’esercito senese fu rinforzato da un contingente di arcieri saraceni e anche per questo San Giorgio ha fattezze mediorientali, raffigurato col volto dell’artista stesso, e indossa in quest’opera un turbante coi colori di Siena, il bianco e nero.
Altri richiami al mondo islamico sono lo sfondo che si richiama alle ceramiche dell’Alhambra e la scritta in arabo sopra alla figura della Madonna in cui è scritto «sura di Maria», ovvero la diciannovesima sura del Corano che è a lei dedicata.
Inoltre sulla corona della Vergine compaiono, oltre alla croce cristiana, anche la mezzaluna araba e la stella di David.
«Le diversità teologiche non posso spiegarle io – ha commentato Hassoun – Mi sono concentrato sulla comune figura della Madonna. La religione non vale nulla se non c’è dialogo».
E – a proposito di «dialogo» – il segretario provinciale della Lega Nord di Siena, Francesco Giusti, ha pensato bene di chiudere fraternamente la polemica:
«L’errore non è nell’opera, ma nella scelta del Comune di far realizzare il drappellone ad un arabo, ben sapendo quali siano le sue origini culturali».
«Quel drappellone non deve entrare nella chiesa di Santa Maria in Provenzano. La preghiamo: oggi non benedica un’immagine che non è cristiana…»,
hanno scritto due senesi (Alessandra Pepi e Giampaolo Bianchi) in una lettera all’arcivescovo monsignor Antonio Buoncristiani, pubblicata sul quotidiano La Nazione.
Nessuna risposta, finora, da monsignor Buoncristiani.
Un cognome che è comunque una garanzia.
.
———————————————————————–
Le mani dell’Islam sul Palio di Siena. Sfregio al Palio, sul gonfalone dipinto San Giorgio con la kefiah.
———————————————————————–
.
30 giugno, 2010 alle 11:38 pm
il relativismo della tastiera, come quello filosofico in generale, si manifesta con il tipico bianco e nero del cinema anni ’20
30 giugno, 2010 alle 5:02 pm
ho chiamato risponde una certa Samantha
chiede 100 euro per lavori a domicilio ,di che tipo siano non ho capito bene
non ho neanche capito se è donna e uomo
una cosa che ho capito però e che non conosce l’articolo 15 della costituzione
30 giugno, 2010 alle 3:52 pm
Ogg: Gentile giornalista, può pubblicarla, per cortesia? O leggerla
ad alta voce?
Lei ha una grossa possibilità, aiutare le persone a migliorarsi. Se
ne avvalga ancora una volta, per cortesia.
_____________________________
347 6011472: questo è il mio numero di telefono, Gentile Presidente
del Consiglio On. Berlusconi e Gentile Ministro dell’Interno, On.
Maroni, e Gentili Deputati e Senatori della Repubblica Italiana
Lasciate pure che mi intercettino, come e per quanto tempo
desiderino.
Per il bene della società nella quale vivo ed opero, sono disposto
a cedere una parte della mia privacy, e penso che ciò sia giusto.
Considerato che, per perseguire reati e disonestà dilagante,
ritengo non debbano esserci ostacoli. Di alcun tipo.
L’etica di uno Stato non si basa solamente sul sacrosanto e
doveroso rispetto della privacy, ma anche, e soprattutto, sul rispetto delle regole comportamentali di convivenza civile in una società quasi
del tutto priva di alti valori etici di riferimento.
Tra l’altro, non ritengo sia giusto perdere così tanto tempo
prezioso per discutere su tematiche che, a mio avviso, non sono così vicino ai problemi reali contingenti delle persone, soprattutto a quelle in difficoltà economiche, che desidererebbero cercare di essere aiutate in questo particolare delicato periodo al fine di, quantomeno, limitare i danni.
Credetemi, ne ho conosciute alcune, ultimamente. Hanno dei grossi
problemi, e non solo economicamente ma anche dal punto di vista
umano.
Piove sul bagnato..purtroppo.
Temo solamente una cosa: l’indifferenza delle persone per i più
deboli, la disonestà dilagante e strabordante alla quale tutti
siamo ormai penosamente abituati, la perdita di valori essenziali quali, prima di tutto l’amor di patria e l’onesta intellettuale e
materiale nel gestire la cosa pubblica e nei retti comportamenti del singolo
cittadino a qualsiasi livello ed in ogni contesto sociale. Ladri di
alimenti nelle mense, preti pedofili, cardinali dalle conoscenze
professionali quantomeno discutibili, manager truffaldini, politici
corrotti, imprenditori corruttori, impiegati, operai e funzionari
scorretti e disonesti. Vogliamo capire che è l’uomo che bisogna
migliorare? E’ l’Etica che bisogna insegnare, a tutti!
Insomma, la sintesi veramente pericolosa del pensiero dell’uomo
comune rischia di diventare questa: tutti rubano, e pochi scontano
la pena, perchè non potrei farlo anche io?
Ragionamento comprensibilmente discutibile e discutibilmente
comprensibile.
Temo anche la mancanza di valori culturali, la piattezza cerebrale
delle persone che non riescono più a pensare, al massimo tendono a
lamentarsi flebilmente, senza riflettere seriamente sugli accadimenti del nostro mondo, molto più disposti a scendere in strada perfesteggiare …11 giocatori in pantaloncini (orgoglio di una città o
di un popolo) che tirano calci ad un pallone.
Valori di riferimento attuali? La bellezza e il potere. La
ricchezza materiale e la prepotenza comportamentale mista ad una importanza ignoranza culturale. Esagero? Forse si, però la base del mio
ragionamento regge. Purtroppo. Per quanto riguarda la bellezza temo
di aver proprio ragione, non si accetta il passare degli anni, cercando
di mascherare ( a mio avviso penosamente) i propri difetti fisici.
Tralasciando i valori morali e/o spirituali.
Temo, infine, l’arrendevolezza delle persone che non capiscono, o
al limite si limitano ad apprezzare, i gesti positivi di chi non
riesce, veramente non riesce a guardare al mondo con egoismo
comportamentale.
Le stesse persone che ti dicono:
Perchè lo fai? Perchè compri uno spazio pubblicitario su IL SECOLO
XIX per aiutare a far conoscere un Centro specializzato per bimbi
con problematiche di vario genere? ( REUL di Genova). Perchè scrivi
lettere a politici e alla stampa per richiedere giustizia sociale? Perchè non pensi a te stesso, in primis?
Ricordiamoci tutti una cosa: la storia di ogni uomo può cambiare il
corso degli eventi del mondo intero. Quindi adoperiamoci seriamente
per migliorarlo. Il mondo. Non diamo la colpa a questo o a quello, non
limitiamoci a criticare questo o quel partito, questa o quella
religione, questa o quella razza. Sono solamente muri che eleviamo,
ostacoli che ci creiamo al fine di distanziarci dagli altri.
Ricordiamoci, inoltre, un elemento importantissimo: chi governa
deve, ripeto, deve dare l’esempio di alta, altissima moralità. Così
comportandosi avrà l’onore di essere chiamato ONOREVOLE di nome e
di fatto.
E’ umiliante, a mio avviso, sapere che il 40% circa di elettori non
si reca alle urne, e che il 5% lascia scheda bianca o nulla. Qinudi
adoperiamoci per cambiare il corso degli eventi.
Non speriamo nell’inevitabile condono di (quasi)massa simbolo della
decadenza di valori e simbolo di uno Stato debole, veramente
debole, che non riesce, o non vuole, dare prova di orgoglio e si limita a raccogliere episodicamente, soldini, dando del mariuolo o del
birbantello a persone semplicemente disoneste. Tra l’altro condono
che ferisce, o quantomeno turba, chi si è sempre comportato bene
rispettando le leggi che regolano la convivenza tra uomini. E’
questo non è un ragionamento di destra, o di sinistra, o di centro. E’ un ragionamento di buon senso e basta! E’ il mio ragionamento, è non
sono un comunista, sono solamente una normale persona per bene, che può
e deve migliorarsi ogni giorno. Una persona che fino a due anni
orsono non effettuava la raccolta differenziata e che adesso la effettua al 100%. La vicenda della Regione Campania a me è servita per
migliorarmi, ad esempio.
Ciascuno di noi pensi, innanzitutto, a migliorare se stesso, e ad
essere più umile e meno, molto meno egoista e a provare a sorridere e
a voler bene alle persone. Tutte, a prescindere dalle inclinazioni
religiose, politiche o sessuali. Non esiste il Negro, il Diverso,
il Normale, il Povero e il Ricco. Esiste l’uomo.
Amore vero e dialogo sereno e serio come predicava il Mahatma
Gandhi…
Dott.Alessandro Venzano
Via Casaregis, 20/14 sc dx
16129 Genova
Autorizzo volentieri l’uso dei miei dati e manlevo l’editore ed il
giornalista da qualsiasi responsabilità, invitandolo a fare il
proprio dovere, senza se e senza ma.
Non ho nulla da nascondere. Io.
La libertà di informazione è un bene prezioso, difendiamolo.
Difendetelo, per cortesia.
Senza polemica e con spirito libero e costruttivamente ideologico
e ideologicamente costruttivo.
Grazie per l’attenzione. Davvero, grazie.
30 giugno, 2010 alle 11:29 am
.
.
Se il "contadino" è bravo è capace di far
attecchire qualasiasi "gemma" sul "tronco sano".
Quindi ne verrà fuori un "albero rigoglioso" !
30 giugno, 2010 alle 10:05 am
ah, ho capito: i cinque milioni invece dei tre milioni e quattro… forse era rimasto un po’ indietro, a quando faceva veramente più di quattro milioni…
va be’. cool down, hans
30 giugno, 2010 alle 10:01 am
caro hans suter, non ho capito cosa non ti torna…
30 giugno, 2010 alle 9:55 am
La Bild tira poco più di 3 mio di copie ed è letta da più di 11 mio di lettori. Spero il resto del pezzo di Stella sia altrettanto accurato.
http://de.wikipedia.org/wiki/Bild_%28Zeitung%29
30 giugno, 2010 alle 8:38 am
MARCO SCAMARDELLA E UNITA’
Due esempi di come lo stesso argomento può portare a conclusioni opposte!!!
30 giugno, 2010 alle 8:35 am
Per 72
E basta con sta melma nazionalista i popoli, le nazionali di calcio ma chi se ne fotte, qui dobbiamo tagliare le teste agli imprenditori nazisti che siano tedeschi, padani, mafiosi, italiani,yankees non ci importa nulla. Il nostro obbiettivo deve essere la distruzione di tutto l’apparato capitalista imperialista con una particolare accanimento contro i gerarchi della falsa sinistra corrotti
e collaborazionisti dei criminali nazisti usa.
Occorre il terrorismo di stato come nell’Unione Sovietica e nell’attuale Corea del Nord, se vogliamo davvero costruire
il vero comunismo annienatndo in pochi anni il cancro
nazista capitalista imperialista.
Il pericolo maggiore non viene da Berlusconi ma dalla falsa sinistra
da quel Bersani miliardario che ha la straffotenza di parlare a nome dei lavoratori; Bersani e gli altri borghesi come Bersani, gli Epifani, i Cofferati, i Colaninno sono il male assoluto, essi rappresentano gli uomini di punta della reazione e dell’anticomunismo viscerale. Contro questi esseri bisogna essere determinati ed inflessibili sono loro i responsabili della legge biagi e delle guerre, sono loro che hanno massacrato i proletari e migliaia di immigrati.
30 giugno, 2010 alle 8:17 am
Il popolo tedesco cresce sia economicamente che culturalmente. Io credo, restando nel discorso calcistico, ma anche del lavoro, che la cittadinanza debba essere data a tutti, anzi deve essere obbligatoria per chi vuole trasferirsi da una nazione all’altra. Pensate quanti giocatori italo/stranieri avremmo potuto mandare ai mondiali e come sarebbe servito da sprone agli "eroi/giocatori" italiani!
1) FUORI TEMA
Quando la7 smetterà di invitare un misogino come Sallusti? A sentirlo ieri sera grondava odio da tutte le parti! E’ una vergogna anche stare a sentirlo, perchè non si vergogna nemmeno! Certo il cav. (non mi venite a dire che il giornale è di proprietà del fratello! almeno un po’ di onesta, suvvia!)ha raggruppato un bel trio con Feltri, Sallusti e l’altro!
2) FUORI TEMA
Casini, il puro, il casto, l’infallibile… non ha voluto firmare il voto di sfiducia contro Brancher "perchè non vuole mescolarsi con i dipietristi". Continui pure così… si tenga stretto Cuffaro ne trarrà un gran merito!
30 giugno, 2010 alle 8:16 am
la volete smettere ?
stravolto mio nonna
abolizone della proprietà privat eliminazione delle classi dittatura del proletarioto economia pianificata
inevitabile fame povertà dittatura terrore morte per tutti
in ogni luogo in ogni epoca con qualsiasi cultura e popolazione
da Stalian a Pola pot , da Cuba alla Corea
a meno che come in Cina la cosa si strasfromi in un regime capitalistico illuminato fascistoide
sfruttamento ma benessere , partito unico ma qualche libertà di mercato
30 giugno, 2010 alle 3:13 am
Per 69
Mr Jeff pensa a quanta spazzatura l’Italia ha prodotto con i bassolini i bertonaso, anemoni, scaloja, dell’utri, e gli altri complici del nano malefico. Pensiamo a ripulire il nostro paese
prima di criticare paesi incontaminati e virtuosi come la Cina
od il Venezuela.
APPELLO AL PRESIDENTE LULA IL TAPPO NELLA FORESTA AMMAZZO
NICA!
http://www.youtube.com/watch?v=MPZfh6x9_Vo
30 giugno, 2010 alle 3:03 am
@Un vecchietto 67,
Nella spazzatura non ci sono i venti milioni di morti sovietici (non erano quaranta, venti vittime della guerra e venti del comunismo?) ma gli epigoni di Lenin e Liebknecht, che hanno la responsabilità di gran parte di quei morti. Alle vittime va il nostro rispetto, ai carnefici il nostro disprezzo.
30 giugno, 2010 alle 2:29 am
FORZA BR ASIL! LULA CI LIBERI DALLA BANDA DI ALTAPPONE!
Altappone ha collezzionato altre ed ennesime figuracce questa volta in Brasile. Prima si è esibito in una volgoraissima e squallida barzelletta come la sua vita del resto, poi frustrato perchè al di la dei tre bondi al seguito, nessuno ha riso, ha chiesto a Lula la testa
del Battisti come se il Brasile fosse una satrapia una Repubblica di Salò o di Salomè.
Mentre Altappone riceveva le consuete e doverose legnate da Lula,è arrivata la notizia da tempo attesa della condanna del suo battista
quel dell’utri sodale amico del precedente battista mangano.
I battisti di Altappone non sono stati condannati per espropri proletari, ma per gravissimi delitti; ora siamo noi che chiediamo
al presidente Lula di arrestare Altappone e di processarlo in Brasile
data l’attuale occupazione nazista dell’Italia da parte del IV Reich
oltre che della mafia.
Che differente statura morale ha avuto l’italia quando fu rappresentata da Antonio Negri accolto dai ministri brasiliani
come Giuseppe Garibaldi!
VIA ALTAPPONE! ANTONIO NEGRI PRESIDENTE!
http://www.youtube.com/watch?v=rGrubIVxzOE
30 giugno, 2010 alle 2:22 am
I venti milioni di morti sovietici, prima di buttarli nella spazzatura ci farei sopra un pensierino.
30 giugno, 2010 alle 1:58 am
@Unità 64,
Gli epigoni di Bernstein e di Ebert sono vivi e vegeti, quelli di Lenin e di Liebknecht sono nella pattumiera della storia.
30 giugno, 2010 alle 1:47 am
La multietnica Germania verrà eliminata dalla multietnica, molto italiana, Argentina.
30 giugno, 2010 alle 1:11 am
Per 62
Jef e dei loro epigoni.
30 giugno, 2010 alle 1:11 am
Articolo bello e interessante, quello di Stella, che sottolinea la capacità dei tedeschi di evolversi e di anticipare i tempi. Infatti, agli esempi negativi citati nell’articolo, fanno da contraltare altri che hanno contribuito ad arricchire il genere umano di valori positivi: il romanticismo, l’imponente produzione artistica musicale del XVIII e XIX secolo. In fondo, anche lo stesso Lutero, pur se antisemita (come molti, non solo tedeschi, del suo tempo), fu un rivoluzionario del suo tempo, opponendosi alla decadenza ed all’immoralità della Chiesa del suo tempo. Il pensiero marxista che, seppur stravolto nell’esperienza concreta del comunismo, ha rappresentato una spinta innovativa.
Forse, anche nei confronti dei tedeschi le società neolatine hanno nutrito una serie di pregiudizi che non hanno contribuito a comprendere meglio questo popolo che, seppur con un recente passato di terrore e con un presente non privo di ombre neonaziste e xenofobe, rappresenta un riferimento importante per tutti gli Europei.
30 giugno, 2010 alle 12:26 am
@Unità 60,
Parli di questi?
(http://en.wikipedia.org/wiki/Eduard_Bernstein)
(http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert)
30 giugno, 2010 alle 12:14 am
Replica di DoktorFranz a proposito dell’articolo di Sergio Rizzo sulle "178" "sedi diplomatiche" delle regioni all’estero, incluse le "61" del Veneto "leghista".
(http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Sgoop%21#body)
30 giugno, 2010 alle 12:11 am
Per 57
Bravo apri le finestre e prendi un po di ossigeno l "vecchie scorregge socialdemocratiche" ti hanno offuscato la mente ed
il corpo.
W LA CINA!
http://www.youtube.com/watch?v=r1Kahieu-oQ
30 giugno, 2010 alle 12:06 am
mah l’unica cosa buona di questi temopi è il distacco e l’idifferenza degli italiani per la nazionale , se vince si fa festa ma senza esagerare non è la vita enon te la cambia , se perdono chi se ne frega
il calcio preso oltre la sua importanza oltre al gioco mettendoci i sentimenti della nazione è sintomo di immaturità e malattia
nel csso della Germania studierei anche quello con cautela e prudenza
29 giugno, 2010 alle 11:57 pm
Ci mancherebbe altro che i tedeschi non dovrebbero essere orgogliosi delle gesta della propria Nazionale.
Il fatto che ci stiamo avviando verso un mondo multietnico è un dato di fatto incontrovertibile.
Comunque questa multietnicità e quindi multiculturalità non deve essere confusa con multiculturalismo.
Fare di tutto ciò una questione quantitativa di anni per ottenere la cittadinanza lo trovo sbagliato e fuorviante, infatti possiamo trovarci di fronte a stranieri che si integrano alla perfezione entro l’anno di permanenza, mentre ci sono altri che dopo svariati anni anche oltre i venti che non sanno neanche comunicare in maniera comprensibile.
Inoltre, se con questo articolo vogliamo far passare l’Italia per quello che non è, ossia un Paese razzista lo dobbiamo respingere con forza, infatti se vogliamo paragonare in campo sportivo le gesta di italiani come Camoranesi, Fiona May, Andrew Howe, Taj Aguero, Nino La Rocca, Patrizio Sumbu Kalambay, ed aggiungerei anche Mario Balotelli che ha vestito la maglia della Under21 e tantissimi italiani erano propensi per una sua convocazione al ns. nefasto Mondiale possiamo dire che noi italiani non abbiamo gioito per le imprese di questi campioni? Io ho certamente gioito.
Infine fare un paragone di una squadra di calcio con la società in cui essi vivono, possiamo trovare anche squadre che seppur multietniche sono andate incontro a delle debacle vedi Francia, la stessa Inghilterra.
Francesco Manzella
Villa Vicentina (UD)
29 giugno, 2010 alle 11:54 pm
sorry, che cosa ti fa credere che quelle "nuove" (come te) siano necessariamente migliori?
‘notte
29 giugno, 2010 alle 11:40 pm
Per 54
zinni l’ideologia del tuo stella occupa la libreria di qualche vecchio trombone(Lenin usava l’espressione "vecchia scorreggia
socialdemocratica") della casta, la stella rossa a cinque punte
invece trionferà in tutto il pianeta.
http://www.youtube.com/watch?v=dP21WKxwjVE
29 giugno, 2010 alle 11:37 pm
salvare e Belgio, nazione che si sta dissolvendo, non sono termini accostabili
è un pò poaradossale stare nel general generico guardando dall’alto in basso e poi fare svarioni così
29 giugno, 2010 alle 11:30 pm
Non posso contestare a Stella (autore peraltro di un articolo interessante) di non essersi avventurato nel novecento parlando di Sombart,Spengler ed Heidegger per rafforzare le sue tesi.
Non gli contesto nemmeno di aver ignorato i grandi tedeschi (Nietzsche per primo) che hanno messo in guardia i tedeschi dall’antisemitismo
( Nietzsche: mi fa schifo il finanziere ebreo ma il tedesco è invidioso di lui perche superiore in intelligenza)
Certo il collegamento con la nazionale è simpatico ma dovremmo spingerci a studiare meglio i fatti:la vecchia Europa si può salvare grazie agli immigrati e c’è un dato empirico: Il Belgio dove tutto è già successo.
Il problema è quello di trovare gli strumenti per far capire queste cose…gli ideologismni di questo blog non servono
Agostino Zinni
29 giugno, 2010 alle 11:27 pm
@28
perchè fa quello che gli fà più comodo. D’ altronde ha più volte dimostrato che la serietà, la professionalità e l’obbiettività non alberga né qui né dalle parti di gaddino….
29 giugno, 2010 alle 11:20 pm
La nostra stella è rossa e a cinque punte.
http://www.youtube.com/watch?v=dP21WKxwjVE
29 giugno, 2010 alle 11:14 pm
con le nevicate degli ultimni anni e le pioggie abbondanti siamo messi bene