Un giorno di silenzio dei giornalisti è fragoroso in un paese la cui classe dirigente, ogni giorno, pratica il diritto di rapina
venerdì, 9 luglio 2010
Un giorno di silenzio dei giornalisti è fragoroso in un paese la cui classe dirigente, ogni giorno, pratica il diritto di rapina
[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti
[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti
9 luglio, 2010 alle 7:08 pm
Cara Adele 138,
Santoro e Travaglio li ascolto volentieri ma non mi sembrano cavalieri bianchi. Uno ha passione e l’altro è appuntito ma non mi sembrano “liberi”. Comunque, si facciano avanti se vogliono, sottoscrivano il programma dell’articolo che copio incollo sotto e lo garantiscano con la loro testa. Io sarei disposto a provare.
Ad majora
Il programma politico, riassumibile nello slogan "vogliamo un’Italia democratica, federale, liberale, laica, ed occidentale" si articola nei seguenti dieci punti (il testo e’ quello originale, di oltre 86 anni fa; beh, quasi originale: e’ ammodernato solo un pizzico):
Nell’attuale regime social-corporativo si sviluppa un sempre crescente contrasto fra le forze produttive e la forma dello Stato, dando origine all’antitesi di interessi ed allo scontro fra parassiti e produttori.
I metodi di produzione avanzati e progressivi sono ostacolati dal potere dello Stato social-corporativo, che, fondato sul sistema del parlamentarismo proporzionale, del sindacalismo, della concertazione corporativa, e dell’agitazione di piazza, costituisce l’organo per la difesa degli interessi dei gruppi sociali parassitari.
I produttori non possono infrangere né modificare il sistema di tassazione, regolazione e redistribuzione che li opprime senza l’acquisizione di una maggioranza parlamentare solida e non ricattabile da interessi particolari, che sappia procedere verso la creazione di uno stato liberale e federale.
L’organo indispensabile del riscatto politico ed economico dei produttori è il partito politico che li rappresenta. Il Partito Liberale, riunendo in sé la parte più avanzata e cosciente dei produttori, unifica gli sforzi degli stessi, volgendosi dalle lotte per gli interessi di gruppi e per risultati contingenti alla lotta per la emancipazione meritocratica dei produttori; esso ha il compito di diffondere nelle masse la coscienza liberale, di organizzare i mezzi materiali di azione e di dirigere nello svolgimento della lotta politica il collettivo di coloro che producono ricchezza competendo.
La globalizzazione, causata dalle intime forze di progresso del sistema capitalistico che produssero la rivoluzione industriale prima, l’espansione della democrazia poi e che stanno ora generando una crescita senza precedenti del benessere mondiale, ha aperto la crisi di disgregazione del social-corporativismo in cui il conflitto d’interessi fra produttori e parassiti non può che risolversi attraverso la rivoluzione liberale e l’edificazione d’uno stato ed un sistema economico adeguati alla sfida globale.
Dopo l’abbattimento del potere social-corporativo dei parassiti, i cittadini produttori non possono organizzarsi in classe trainante che con la dissoluzione degli apparati dello stato centralistico e social-corporativo e con la instaurazione della democrazia liberale e federale compiuta. Ossia basando la struttura dello Stato sui principi dello stato minimo e non intrusivo, della sussidiarieta’, della neutralita’ religiosa dello stato, della solidarieta’, e sull’equilibrio dei poteri siano essi verticali, orizzontali o territoriali, in armonica concorrenza tra loro.
La forma di rappresentanza politica dello Stato liberal-democratico e federale è il parlamento eletto nazionalmente, su base maggioritaria in 400 distretti d’uguale dimensione, ed il senato federale, in rappresentanza degli stati regionali la definizione dei quali e’ lasciata all’assemblea costituente eletta con suffragio universale.
La necessaria difesa dello Stato liberal-democratico, laico, occidentale e federale contro tutti i tentativi anti-democratici ed anti-liberali può essere assicurata solo col togliere ai suoi nemici ogni mezzo di aggressione armata e di agitazione violenta attraverso l’azione trasparente delle forze di di polizia e giudiziarie, e con la creazione ed il mantenimento di stabili rapporti strategici di alleanza militare con le altre nazioni liberal-democratiche, per respingere gli attacchi violenti sia interni che esterni. Tale politica di difesa dello stato liberale e democratico puo’ e deve avvenire senza la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, su cui tale stato si fonda e giustifica.
Solo lo Stato liberale e federale potrà sistematicamente attuare tutte quelle successive riforme nei rapporti dell’economia e della societa’ con le quali si effettuerà la sostituzione del sistema social-corporativo con la gestione liberale e privata della produzione e della distribuzione e con l’amministrazione federale dei beni pubblici.
Per effetto di questa trasformazione economica e delle conseguenti trasformazioni di tutte le attività della vita sociale, eliminandosi la divisione della società in corporazioni sindacali, religiose e professionali, andrà anche eliminandosi la necessità dello Stato social-corporativo, centralizzato e regolatore, vessatore e redistributore di risorse, il cui ingranaggio si ridurrà progressivamente a quello della razionale amministrazione dei beni pubblici.