Questo articolo è uscito su “Nigrizia”.
Sono ormai quasi dieci anni che sopportate questa rubrica in fondo a “Nigrizia”, e da buon euromediterraneo che fare troppe distinzioni fra i popoli delle opposte sponde del “mare nostro”, più volte mi sono occupato della Turchia auspicandone l’integrazione nell’Ue. Altrimenti che senso avrebbe il processo storico di pacificazione continentale meglio noto come allargamento?
Chi la pensava come me ha mal sopportato le resistenze del governo tedesco e dello stesso Romano Prodi (quando era presidente della Commissione europea) a una rapida chiusura della trattativa con Ankara; su questo punto mi sono trovato più vicino alla posizione statunitense, fatta propria dal governo Berlusconi e –quel che più conta, con una revisione di linea seguita al viaggio di Benedetto XVI a Istanbul e alla sua preghiera nella Moschea Blu- dal Vaticano. Naturalmente vedevamo anche noi la minacciosità del nazionalismo turco, negazionista delle colpe storiche commesse ai danni degli armeni, e la ripristinata egemonia islamista, aggressiva nei confronti della presenza cristiana e delle normative laiche. Ma lungi dal trarne giudizi d’inconciliabilità assoluta, quelle tensioni ci inducevano a fare in fretta nel costruire legami vincolanti, prima che spinte esterne provocassero nuove rotture.
Oggi la situazione è peggiorata drammaticamente, come testimonia anche il barbaro assassinio di monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ormai trova assai più redditizio esibire il volto dell’islamismo, con cui aspira a riassumere una leadership regionale superando le contrapposizioni etniche con arabi e persiani, visti gli scarsi risultati ottenuti nel dialogo con l’Occidente. Il culmine di questa crisi lo viviamo con l’infrangersi di un’alleanza decisiva per la pace in Medio Oriente: l’alleanza fra Turchia e Israele. Qui il contributo d’ottusità del governo Netanyahu, e l’attacco dissennato della marina israeliana alla “Freedom Flottilla” sostenuta da Ankara proprio al fine di provocarla, sono stati purtroppo decisivi. Ero in Israele nei giorni della vergogna, seguiti al cruento abbordaggio della “Mavi Marmara”. Ho parlato con quadri bene inseriti nell’establishment militare che, riservatamente, ammettevano il disastro diplomatico compiuto nelle relazioni con il secondo esercito della Nato, forse l’alleato più prezioso che gli Usa devono mantenersi nella regione. Quel che mi ha spaventato, però, è la perentorietà di giudizio con cui perfino gli esperti liquidavano Erdogan: descritto alla stregua di un Ahmadinejad, cioè come un leader strategicamente nemico.
Credo si tratti di un’assurdità. Considerare la Turchia di Erdogan perduta all’alleanza occidentale e all’integrazione europea, significa porsi sul piano inclinato di una guerra totale. Oggi è più difficile, ma dobbiamo provarci ancora.
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19 luglio, 2010 alle 10:21 am
Cota sconfitto, si rassegni e sidimetta
La sentenza del Tar della notte scorsa può essere commentata in vari modi ma un dato è inequivocabile: l’impostazione difensiva dell’avvocato di Cota, Luca Procacci, tutta basata sul presunto ritardo nella presentazione dei ricorsi, è stata totalmente rigettata dal Tar. Lo sostengono Bruno Mellano, presidente di Radicali italiani e Nathalie Pisano, segretaria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.
18 luglio, 2010 alle 8:19 pm
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DONNA AGGREDITA E STUPRATA MENTRE PASSEGGIAVA.
CACCIA ALLO STUPRATORE FORSE UN NORDAFRICANO.
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Una violenza brutale consumata dopo aver seguito e aspettato una Donna trentaduenne di Badia Polesine in un angolo di campagna dove tutti i giorni verso sera la Donna si recava a passeggiare.
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Sono state le sue urla disperate a richiamare l attenzione nel tardo pomeriggio di un uomo sessantenne. Ho capito che stava succedendo qualcosa di grave Le grida provenivano da una tenuta agricola abbandonata.
Corre per vedere cosa sia successo d un tratto vedo sbucare da un frutteto un giovane dai tratti un Magrebino che si allontana su una Bicicletta.
Il Soccoritore che ha visto il sangue della Donna chiama subito il 118.
Poco dopo arrivano anche i Carabinieri di Badia.
Portata all ospedale dopo le prime cure la Ragazza viene ricoverata.
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Tutta l Italia è invasa dalla Bast.iale Fec.cia di tutto il mondo.
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17 luglio, 2010 alle 11:55 pm
Mi scusi Gad, lei scrive che Erdogan è ritenuto un leader strategicamente nemico. Ora io le chiedo: di chi? Di Israele? E Israele di chi è amica? Forse neanche di se stessa. Non crede sia giunto il momento che tutti gli stati dicano chiaro e forte ad Israele che è una nazione come tutte le altre e che ha diritti e doveri uguali a tutte le altre nazioni? Per quanto riguarda la Turchia, credo che, con l’attuale sistema elettorale europeo, farla entrare creerebbe più problemi che vantaggi.
17 luglio, 2010 alle 3:28 pm
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SVEGLIA GENTE! L’ITALIA E’ SOTTO ATTACCO.
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L’OBIETTIVO E’ DISTRUGGERE L ITALIA E LA CHIESA DI ROMA.
BERLUSCONI E’ SOLO UNO DEGLI OSTACOLO.
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Perché gli Italiani di Sinistra odiano tanto se stessi? Perché sono anti Italiani?
Perché odiano i propri genitori, i propri figli, la propria Terra, la propria lingua, la propria cultura, al punto da volerne la fine a tutti i costi?
La violenza con la quale impongono, ormai da molti anni, l’Invasione dell’Italia da parte degli Stranieri ha questo solo significato:
la prossima fine del Popolo italiano. Ed essi lo sanno bene, anche se fingono di non saperlo.
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Avrebbe dovuto essere la Sinistra ad impedire il progetto Distruttivo.
Non soltanto non l’ha fatto, ma si è lanciata nella realizzazione europea odiando se stessa e gli Italiani.
Perché? Siamo in tanti a chiedercelo.
Perché la Sinistra desidera la fine degli Italiani, la fine della lingua, della musica, della poesia, del pensiero italiano?
Perché nelle sue file anche i più intelligenti, i più colti, fingono di essere stupidi?
Sanno bene che nessuno Zingaro amerà la lingua italiana né scriverà le melodie di Puccini.
Sanno bene che nessun Musulmano lascerà in piedi le Cattedrali gotiche né ammetterà che si cantino le Messe di Palestrina o di Rossini.
È questo il punto. Sono gli uomini che fanno vivere le culture.
Gli stranieri faranno vivere la loro cultura e Distruggeranno le nostre Radici e la nostra Identità.
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SVEGLIA GENTE! L’ITALIA E’ SOTTO ATTACCO.
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L’OBIETTIVO E’ DISTRUGGERE L ITALIA E LA CHIESA DI ROMA.
BERLUSCONI E’ SOLO UNO DEGLI OSTACOLO.
16 luglio, 2010 alle 3:22 pm
Cota sconfitto, si rassegni e sidimetta
La sentenza del Tar della notte scorsa può essere commentata in vari modi ma un dato è inequivocabile: l’impostazione difensiva dell’avvocato di Cota, Luca Procacci, tutta basata sul presunto ritardo nella presentazione dei ricorsi, è stata totalmente rigettata dal Tar. Lo sostengono Bruno Mellano, presidente di Radicali italiani e Nathalie Pisano, segretaria dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.
"La decisione del Tar di far riconteggiare i voti delle liste Al Centro con Scanderebech e Consumatori con Cota però – commentano – ci pare insoddisfacente e per molti aspetti elude il problema. Le due liste avevano, rispetto all’articolo unico della legge regionale 21/2009, evidenti ed insanabili vizi che avrebbero dovuto portare alla loro invalidazione tout court. La vicenda della lista Verdi-Verdi, poi, è emblematica dell’aleatorieta del diritto nel nostro paese: non accogliere la parte del ricorso della Federazione dei Verdi è in palese contraddizione con precedenti sentenze sul caso e rende definitivamente incerto il diritto".
"Comunque – spiega Mellano – il fatto che farà pendere la bilancia dalla parte dell’annullamento delle passate elezioni regionali è rappresentato da Michele Giovine e dalla sua lista fatta in casa Pensionati con Cota. Non pare davvero più possibile per il Palazzo trovare, pur con i suoi migliori azzeccagarbugli, soluzioni di comodo per salvarsi, scaricando solamente il recidivo Giovine".
"A questo punto – conclusodno i radicali – un governatore responsabile dovrebbe semplicemente prendere atto della situazione, constatare che la macchina regionale non può permettersi di rimanere ferma o andare a rilento per mesi in attesa delle decisioni dei giudici, rassegnare le dimissioni e permettere che i piemontesi possano tornare a votare già in autunno in condizioni di legalità e rispetto delle regole. Ma chi, come Roberto Cota, ha alzato il livello dello scontro portando i suoi sostenitori in piazza (Giovine compreso) e che anche questa notte si è fatto dettare la linea da Umberto Bossi non ci pare un governatore responsabile".
15 luglio, 2010 alle 4:58 pm
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USA: CONTRO 1300 CLANDESTINI UNA MEGA DENUNCIA ANONIMA A POLIZIA E TV,
ESPELLETELI TUTTI.
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"Guardiamo e ascoltiamo". Sono le parole che hanno accompagnato un’inquietante lettera lasciata alla polizia e ai media locali dello stato dell’Utah, in cui erano segnalati i nomi di 1.3000 clandestini ispanici, uomini, donne e bambini.
L’elenco fornisce dettagli specifici per ognuna delle persone segnalate nella lista; non solo nome e cognome ma anche domicilio, date di nascita, numeri di telefono e, per le donne incinte, la data presunta del parto.
La lettera, firmata da non precisate persone che si firmano “cittadini preoccupati”, prosegue :
”Siamo non violenti e non sosteniamo la violenza. Amiamo il nostro Paese e il nostro Stato. Amiamo il governo. Amiamo la Costituzione. Siamo cittadini che semplicemente assistono al degrado del Paese e dello Stato, causato in parte dalla continua presenza d’immigrati clandestini”.
La proposta dei “cittadini preoccupati” si conclude con la richiesta di espellere tutti i 1.3000 immigrati ispanici e chiede ai media di pubblicare la lista completa per informare tutta la popolazione dello Stato.
L’episodio considerato “serio e inquietante” dallo stesso governatore dello stato, Gary Hebert,
ha fatto partire subito un’inchiesta delle autorità di polizia per accertare che non siano coinvolti dipendenti pubblici che hanno accesso ad informazioni di questo genere
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(M.I)
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USA. Mega soffiata anonima contro i clandestini
In una lettera a polizia e media i dati di 1300 ispanici irregolari. "Espelleteli tutti"
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15 luglio, 2010 alle 2:15 pm
CHI SARA’ IL PROSSIMO PEZZO A CADERE SOTTO SFIDUCIA TRASVERSALE
I sottosegretario Caliendo ?
14 luglio, 2010 alle 11:43 pm
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IN ITALIA LA KHAFALA?
…MA CHE KHAFALA, KHAFALA D’EGGITTO, QUI SIAMO IN ITALIA.
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[…] Il parere del Comitato per l’Islam italiano è inviato dal ministro dell’Interno al presidente della Commissione affari costituzionali della Camera, davanti alla quale si è avviata la discussione di varie proposte di legge in materia. Il presidente Bruno – ricorda il Viminale – nei giorni scorsi aveva formalmente chiesto di conoscere il parere del Comitato, una volta elaborato.
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Inoltre, il Comitato per l’Islam italiano ha dato atto che il diritto dei Paesi Islamici si fa carico delle esigenze del minore, che non sia adeguatamente assistito dalla famiglia naturale, attraverso l’istituto della Khafala, cioè attraverso l’affidamento del minore ad adulti in grado di provvedere alle sue necessità.
Il Comitato ha riconosciuto l’opportunità che – nella legge di recepimento della Convenzione dell’Aja del 19 ottobre 1996, che lo Stato italiano è tenuto ad approvare in tempi stretti – venga emanata una disciplina degli effetti della Khafala.
Tale disciplina – si sottolinea – nel rispetto delle peculiarità dell’istituto – dovrà assicurare la massima tutela del minore, specie quando sia in stato di abbandono, e ne garantirà la permanenza in Italia, finchè dura l’affidamento, in base alle medesime regole che disciplinano il diritto di permanenza dell’affidatario.
Il Comitato – sottolinea la nota – ritiene che l’emanazione di una legge specifica e organica sia opportuna per "superare le incertezze cui ha finora dato luogo il riconoscimento, in via meramente giudiziaria, di taluni effetti della Khafala".
Anche "per assicurare un penetrante controllo del tribunale dei minori, meglio definire il rapporto tra l’affidatario e il minore e garantire i diritti dell’affidato".
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IN ITALIA LA KHAFALA? …MA CHE KHAFALA, KHAFALA D’EGGITTO!!!
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In Italia esistono delle leggi ben precise per tutti i minori e non esiste nessun Islam italiano.
Esistono dei Musulmani che sono stati ospitati nel nostro paese.
I Maomettani, in Italia, non devono creare problemi o accampare diritti particolari,
altrimenti tornano da dove sono venuti.
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In tutto il mondo
dove arrivano i Musulmani arriva il Male, il sangue, la Morte.
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13 luglio, 2010 alle 9:18 pm
Italo Fellatio in pole, spacca il fronte governativo e si porta in prima fila tra i nuovi sottogruppi sull’anticipo elettorale
13 luglio, 2010 alle 9:16 pm
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LA FRANCIA VIETA IL BURQA. E’ STATO APPROVATO DALLA SCHIACCIANTE MAGGIORANZA.
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L’Assemblea nazionale francese ha approvato oggi in prima lettura il progetto di legge per mettere al bando il velo integrale islamico su tutto il territorio della Francia.
Il testo, fortemente voluto dal presidente Nicolas Sarkozy, dei deputati, con 355 voti a favore e un solo contrario.
I socialisti e i comunisti hanno deciso di non partecipare al voto.
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Nel corso del voto all’Assemblea nazionale, il partito della maggioranza di destra (Ump) e i centristi del Nouveau centre si sono espressi a favore della messa al bando del velo islamico.
Mentre oltre ai socialisti (Ps) e ai comunisti (Pcf), non ha partecipato al voto nemmeno il gruppo dei Verdi, che in un primo tempo aveva annunciato di voler votare contro.
L’unico esponente del partito comunista ad aver partecipato alle votazioni è stato Andre Gerin, presidente della commissione di inchiesta sul velo integrale, che si è espresso a favore della norma.
Il Senato francese esaminerà il progetto di legge sulla messa al bando del burqa e del niqab dopo la pausa estiva, il prossimo settembre.
La Francia, che conta la più grande comunità musulmana d’Europa (tra i 5 e i 6 milioni di persone), punta a un divieto generale del burqa e del niqab in tutto lo spazio pubblico
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La Francia vieta il burqa: è stato approvato dalla schiacciante maggioranza.
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13 luglio, 2010 alle 4:23 pm
Italo Fellatio presenta la mozione
Pronta la sfiducia trasversale
13 luglio, 2010 alle 1:41 am
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COME LA TURCHIA DOMINA L’ISLAM IN GERMANIA. …MAMMA LI TURCHI,
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Per decenni, nessuno in Germania aveva mai fatto troppo caso alla presenza di imam musulmani provenienti dall’estero.
La Presidenza degli affari religiosi della Turchia ha inviato, inosservata, ogni quattro anni, degli imam nella Germania occidentale. Questi predicatori, oltre ad amministrare i bisogni spirituali delle famiglie dei lavoratori turchi immigrati, cercavano di evitare che questi si allontanassero troppo dalle norme culturali turche.
Oggi, però, gli Imam turchi presenti in Germania si trovano sotto le luci dei riflettori.
Berlino e Ankara sono bloccate in una feroce battaglia che non riguarda soltanto le questioni religiose.
I due paesi stanno rivaleggiando per garantirsi la fedeltà della diaspora turca in Germania, che conta ben 3 Milioni di persone: una popolazione che rappresenta i due terzi dei Musulmani del paese. Entrambe le parti riconoscono agli imam il ruolo di colonne portanti della comunità turca in Germania.
Gli imam, infatti, sono le uniche autorità riconosciute dai Deutschtürken, i turchi tedeschi che per primi sono arrivati in Germania come Gastarbeiter – forza lavoro importata e a basso costo – negli anni sessanta.
Vi sono 3 possibili scenari che gli Imam potrebbero realizzare con i turchi della diaspora in Germania, ognuno dei quali comporterebbe delle conseguenze enormi per il futuro dell’islam in Germania e in Europa.
I predicatori potrebbero incoraggiare i turchi della diaspora ad integrarsi nella laica Germania oppure potrebbero spingerli tra le braccia degli estremisti radicali o, ancora, potrebbero fare il possibile affinché gran parte dell’ampia popolazione Musulmana presente sul territorio tedesco resti una comunità principalmente straniera.
In un li.b.r.o pubblicato recentemente in Germania, un dotto religioso, Rauf Ceylan, lui stesso figlio di lavoratori curdi immigrati dall’Anatolia, offre l’analisi più chiara e penetrante, tra quelle condotte fino ad oggi, sugli imam tedeschi nati all’estero, mostrando esattamente quanto questi siano cruciali per il destino dell’Europa.
“Fondamentalmente, scrive, essi decidono se i giovani musulmani appoggeranno un islam liberale, conservatore o estremista.”
Il suo li.b.r.o, comunque, Die Prediger des Islam: Imame — Wer Sie Sind und Was Sie Wirklich Wollen ("I predicatori dell’islam: gli Imam, chi sono e che cosa vogliono veramente"), non è ottimista.
Questo non vuol dire che gli imam stiano allevando dei potenziali terroristi, anzi, piuttosto il contrario.
Quando si parla di fondamentalismo, infatti, gli interessi turchi e quelli tedeschi coincidono. L’ultima cosa che Ankara vuole è che i Turchi tedeschi reimportino nella Repubblica di Ataturk delle forme di islam radicale. In generale, in Germania vi è una percentuale di imam estremisti inferiore all’1%, secondo Ceylan, e questi leader sono giovani, operano al di fuori delle moschee ufficiali e spesso lontano dalla portata delle autorità turche e tedesche.
La Germania, solo per poco, è sfuggita ad attacchi terroristici come quelli di Madrid e di Londra, e Ceylan avverte che questa “nuova essenza” del fondamentalismo ha un forte potenziale distruttivo.
La maggior parte degli imam in Germania, però, sono “conservatori e tradizionalisti” o, come Ceylan li etichetta, “degli imam prussiani”. Questi predicatori rappresentano, sostanzialmente, un distaccamento di dipendenti statali turchi che vengono collocati nelle rispettive Moschee attraverso la più grande organizzazione islamica della Germania, l’Unione turco-islamica per gli affari religiosi (DITIB),
conosciuta in Germania come “la lunga mano di Ankara”.
Da quando la Turchia si è resa conto che milioni dei suoi cittadini vivevano stabilmente in Germania e non avevano intenzione di fare ritorno, ha inviato questi Imam per assolvere a degli scopi politici oltre che religiosi.
La DITIB fu creata dalle autorità turche nei primi anni ottanta per tenere sotto controllo il flusso costante e l’emancipazione culturale della diaspora turca nella Germania occidentale. Inoltre, quest’unione controllava anche come evolvevano le pratiche religiose lontano dalle tradizioni turche.
Gli imam sono prussiani, anche se il termine ottomani potrebbe essere più appropriato, in quanto coltivano delle usanze profondamente conservatrici, un’indole autoritaria, un fedele attaccamento alla loro patria – tutte cose che essi trasmettono ai loro fedeli nei sermoni, nei luoghi di culto e durante i corsi di religione.
I salari degli imam turchi sono pagati dal governo di Ankara che critica costantemente l’integrazione come un tradimento alla turchità. “I turchi all’estero dovrebbero restare turchi a prescindere dalla loro cittadinanza”, ha proclamato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan.
Durante le sue visite in Germania, Erdogan ha addirittura definito l’assimilazione un “crimine contro l’umanità” e ha sollecitato la creazione di licei turchi in Germania.
Ankara, che recentemente ha creato un Ufficio per i turchi all’estero nel consiglio dei ministri, ha esortato i turchi della diaspora ad agire negli interessi turchi, svolgendo una sorta di servizio all’estero per il bene della collettività.
Sebbene la DITIB lo neghi, i suoi imam sono i principali strumenti usati dalla Turchia per evitare che i turchi tedeschi, adesso alla quarta generazione, diventino, semplicemente, tedeschi.
Un semplice sguardo ad una qualsiasi delle 900 strutture della DITIB basta per capire a chi obbedisce questa associazione dopo Allah: in vendita vi sono bandiere turche rosse e bianche, cartoline turche, dolci, giochi e magliette made in Turchia.
Ufficialmente, infatti, la DITIB lavora insieme all’ambasciata turca a Berlino e con i suoi consolati regionali.
Questa ingerenza della Turchia negli affari tedeschi attraverso l’invio degli imam non è più sostenibile, ma, forse, è l’unica possibilità che ha la Germania per evitare la radicalizzazione dei suoi musulmani.
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(Tratto da Foreign Policy)
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Come la Turchia domina l’Islam in Germania. …Mamma lì turchi.
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12 luglio, 2010 alle 5:53 pm
Sempre per carusazza
Israele mira a Berlusconi, Italo Fellatio ne sa qualcosa
12 luglio, 2010 alle 5:47 pm
@ carusazza
deviata la rotta libica, verso l’Egitto. Sempre nel mirino di israele Mladic-Berlusconi e…dell’Utri
12 luglio, 2010 alle 2:12 pm
marco scamardella scrive:
12 luglio, 2010 alle 7:41 am non è abitudine mia offendere
Vincenzo scrive:
11 luglio, 2010 alle 3:01 pm
Scamardella vai a quel paese non posso rincorrere i tuoi vaneggiamenti,sei tu ambiguo e fomentatore scrivi per altri non rompermi più i c….e fallito sarai tu e quelli come te ma vai a fare in c.u.l.o.
Vabbè se pensi quanta gente quotidianamente và mandata a quel paese…certe cose si dicono con l’intenzione di non offendere,non farci caso.Ciao
12 luglio, 2010 alle 12:20 pm
Ad Affi (VR) e Ghedi (BS) se lo chiedono in tanti, tutti quelli a favore dei TNP..
Vedi, carusazza, prima si va ad ELEZIONI ANTICIPATE prima avrai delle risposte
12 luglio, 2010 alle 12:15 pm
Come mai si parla così poco di questa nave di aiuti libica, prevista prevista in prossimità di Gaza, per la serata?
Anche ai telegiornali ne hanno appena accennato, e mi pare nulla persino a rai3 di ieri sera.
E’ notizia di poco conto, o è notizia spinosa che non si sa da che parte acchiappare,e che ci si augura la maggior parte, sfumi da sola.?
12 luglio, 2010 alle 11:06 am
Ha fatto un accordo con Berlusgaffy?
Da nessuna, quella che consentirebbe di durare ancora mezz’ora in più
12 luglio, 2010 alle 7:41 am
12 luglio, 2010 alle 1:00 am
Marco Scamardella scrive:
12 luglio, 2010 alle 12:39 am
io quale nick dei tanti……….?
Solo il mio,non è abitudine mia offendere…buona notte Scamardella
12 luglio, 2010 alle 12:39 am
io quale nick dei tanti……….?
11 luglio, 2010 alle 11:40 pm
Urka…Scamardella non ti sei allontanato un momento,che sei loquace comunque caro il mio Scamardella io sono uscito a mangiare una pizza con gli amici e vedere la partita,ho passato un pomeriggio decente và…fra noi due pensi veramente che sia io ad avere problemi?Auguri
11 luglio, 2010 alle 4:20 pm
problemi ?
mi dispiace
posso aiutarti ?
chi sei ?
11 luglio, 2010 alle 4:13 pm
marco scamardella scrive:
11 luglio, 2010 alle 4:06 pm Vincenzo scrive:
11 luglio, 2010 alle 3:01 pm
Scamardella vai a quel paese non posso rincorrere i tuoi vaneggiamenti,sei tu ambiguo e fomentatore scrivi per altri non rompermi più i c….e fallito sarai tu e quelli come te ma vai a fare in c.u.l.o.
faliti siete voi compgani per elementi storici di fatto incontrovertibili
tu ci meti pure ignoranza e volgarità oltre la solita mancanza di argomenti
Ignorante e petulante sarai te non mi rompere più,vai a fare di nuovo in c.u.l.o.tu e le tue storielle sul lupo cattivo e cappuccetto rosso,adesso esco e me ne strabatto di te e quelli migliori di te,perchè dire come te e dire defic.ienti consulta un bravo psicologo.ferrari se sapesse di darebbe pure un calci in c.u.l.o.
11 luglio, 2010 alle 4:06 pm
faliti siete voi compgani per elementi storici di fatto incontrovertibili
tu ci meti pure ignoranza e volgarità oltre la solita mancanza di argomenti
11 luglio, 2010 alle 3:58 pm
Jefferson scrive:
11 luglio, 2010 alle 3:38 pm
Caro Vincenzo 192,
Per prudenza. Poi si vede.
Forse noi non lo vedremo,ma spero con tutto il cuore che accada