Dopo avere condotto una campagna ostile nei confronti di Patrizia D’Addario, colpevole di avere registrato il suo incontro intimo con Berlusconi, il settimanale di proprietà del primo ministro, “Panorama”, applica su larga scala lo stesso metodo per prendere all’amo i preti gay della capitale che conducono una doppia vita.
Non mi pare un esempio di giornalismo d’inchiesta, semmai una grossolana forma di adescamento utile a divulgare il senso comune qualunquistico del “così fan tutti”: nel gran polverone della colpevolezza generalizzata finiranno per cavarsela i potenti che procurano o utilizzano le prestazioni sessuali per cementare l’omertà e rendersi utili a chi conta?
State pur tranquilli che “Panorama” non farà una seconda puntata della sua inchiesta nelle alte sfere dell’establishment: preferisce la pesca a strascico dei pesci piccoli, lasciando in pace i pescecani.
Detto ciò, la diocesi di Roma soffre di un discredito oggettivo, dovuto al rifiuto dei vertici ecclesiastici ad affrontare il problema della sessualità dei sacerdoti oltrepassando una dogmatica inadeguata.





27 luglio, 2010 alle 8:46 am
Jefferson 456
Ho letto da subito e c’è anche un piccolo seguito ma non farmi contraddire la mia "pasionaria" preferita.
27 luglio, 2010 alle 6:43 am
@444,
A prosito di ambiguità, zioalbert, vai al dodicesimo punto
(http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Officina_Abarth%3A_i_12_punti_limati)
26 luglio, 2010 alle 6:52 pm
leone454
"tutti sanno"
Poco prima hai scritto
Esemplare rappresentante della società civile soddisfatto di sapere quello che "tutti sanno".
Il cattivo servizio, la cattiva pagina sono stati scritti su misura per te.
26 luglio, 2010 alle 4:36 pm
Trovo il servizio di Panorama, quello su preti gay, una cattiva pagina di giornalismo d’assalto. Oramai le notizie sono solo delle cronache della vita privata di qualsiasi individuo libero. Non trovo sensazionalità nell’argomento, in quanto a Roma tutti, prelati e no, sanno che nella Chiesa Cattolica secolare striscia il serpente della lussuria sin dai tempi antichi.
26 luglio, 2010 alle 2:04 pm
La disattenzione generale delle istituzioni per le esigenze di incontri culturali , sempre più sfavorite da crisi di vario tipo e stagnazione culturale,
ha innescato forse un richiamo eccessivo per un appuntamento simbolicamente importante, ma non così eccezionale da motivare da solo l’enorme afflusso verificatosi.
Forse è la scarsità di offerta generale per quegli incontri collettivi, indispensabili per il divertimento culturale dedicato a quelle fasce di età, che ne ha polarizzato l’interesse in maniera esasperata.
Davvero una terribile tragedia.
26 luglio, 2010 alle 9:25 am
zioalbert scrive:
26 luglio, 2010 alle 8:59 am
Ma chiedo a chi vorra rispondere, come si fa a partecipare a una cosa simile? Dicono che si aspettavano mezzo milione di persone e già mi vengono i brividi, ma un milione e mezzo? Per come la vedo io un ammasso simile di persone e di decibel è quanto di più vicino all’inferno sulla terra si possa immaginare.
///
"Eravamo giovani e stupidi! Adesso siamo solo stupidi." (Mick Jaegger)
Giorgio
26 luglio, 2010 alle 9:21 am
Bentornato a te Giorgio, io oramai son sempre qui, come la gramigna.