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E venne il tempo dello scontento leghista

martedì, 27 luglio 2010

Rassegna Stampa

E venne il tempo dello scontento leghista

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Umberto Bossi gode meritatamente fama di ottimo giocatore, ma nell’estate 2010 si trova alle prese col bluff più grosso della sua carriera politica: la realizzazione dello Stato federale, il mito padano impossibile da trasferire nella realtà.
Se domenica sera è incespicato in una promessa temeraria –“girare nelle casse dei nostri comuni l’Irpef e anche l’Iva”- con successiva, maldestra smentita, è perché il fondatore della Lega deve fronteggiare un malcontento diffuso sul territorio che governa ormai da quasi vent’anni. Non a caso si è lasciato trasportare dall’impeto nel corso di un comizio dedicato a negare le divisioni interne al partito, esplose per la prima volta pubblicamente. A scatenarle è stato il caso di Angelo Ciocca, recordman delle preferenze in consiglio regionale per il Carroccio, i cui contatti col capoclan calabrese Pino Neri sono stati rivelati dall’inchiesta della Procura di Milano sulla ‘ndrangheta. Il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni ha puntato il dito contro il segretario della Lega lombarda Giancarlo Giorgetti, accusandolo di avere protetto Ciocca. In precedenza era stato Calderoli a tirare per la giacca lo stesso Bossi, ricordandogli di avere brindato alla nomina ministeriale di Brancher, salvo poi prenderne le distanze a Pontida.
Il disegno di lungo periodo del senatur, mirante a rastrellare l’eredità di Berlusconi nel Nord Italia, deve fare i conti con la raffica di scandali in cui si dibatte il Pdl. Viste le circostanze, come escludere a priori la necessità di una separazione rapida dall’alleato di governo? Il casus belli, se si rendesse necessario, non potrebbe che riguardare l’accusa di inadempienza in materia di federalismo fiscale.
Ma è proprio sulla rotta strategica dalla Lega che affiorano gli scogli più insidiosi. Da mesi i sindaci del Nord danno vita a un movimento trasversale di protesta contro i vincoli del patto di stabilità che impedisce anche ai più virtuosi tra loro di spendere le risorse disponibili nel proprio bilancio. Tremonti e Calderoli osservano con preoccupazione la rivolta che monta, ma ormai non regge più l’argomento secondo cui quel patto è un lascito del governo Prodi. Quando l’8 aprile scorso 510 sindaci lombardi consegnarono simbolicamente le fasce tricolori alla Prefettura di Milano, a guidarli era il primo cittadino di Varese, il leghista Attilio Fontana. E come se non bastasse una ricerca della Commissione paritetica sul federalismo fiscale ha rivelato nei giorni scorsi che proprio la Lombardia, avamposto degli amministratori leghisti, detiene il primato delle tasse locali (regionali, provinciali, comunali) a carico dei suoi cittadini: 2697 euro cadauno all’anno. Un bilancio imbarazzante per un partito che chiede voti contro gli eccessi della fiscalità.
Più tasse e più corruzione nella culla del movimento. Non c’è “quadra” che tenga. Bossi è costretto a scartare, ma non sa ancora bene in quale direzione. L’acuirsi delle disuguaglianze sociali rende obsoleta la teoria leghista secondo cui la giustizia fiscale potrebbe sopraggiungere attraverso una mera redistribuzione di natura territoriale. Ma diventare il partito di rappresentanza dello scontento popolare, una sorta di “sinistra della destra”, è reso arduo dalla natura interclassista a antimeridionalista della Lega. Che nel frattempo rischia di perdere il Piemonte per il riconteggio dei voti depurati dalle liste fasulle decretato dal Tar. E’ costretta a difendere i “suoi” allevatori che non vogliono pagare le multe dell’Ue per l’infrazione delle quote latte, a costo di sopportare la reazione degli onesti beffati, promossa dalla Coldiretti con il sostegno del “nemico” Galan. Anche la Fiat che delocalizza gli stabilimenti all’estero dopo aver rinunciato agli incentivi statali, deteriora il rapporto acquisito di recente con settori di elettorato operaio.
Per la verità i cittadini del Nord che votano Lega non si ecciterebbero neppure, in simili frangenti, di fronte al varo dei decreti delegati del federalismo fiscale: si tratta infatti di un’araba fenice dai contorni imperscrutabili. La traduzione in vulgata popolare del disegno leghista funziona, certo, nei comizi: “I nostri soldi devono rimanere qui sul nostro territorio”. Ma siccome Tremonti segnala ogni giorno che i soldi non ci sono, e che le tasse non possono diminuire, la disillusione sopraggiunge immediata.
Bossi lo sa benissimo, il suo messaggio politico è intessuto di promesse subliminali quasi mai mantenute di tutela degli interessi locali e delle tradizioni. L’economia non è mai stata, e ancor meno potrà essere oggi, il suo cavallo di battaglia. Per questo è prevedibile che si debba assistere a una riedizione della Lega estremista, con la difficoltà aggiuntiva che a eccitare gli animi stavolta saranno chiamati uomini direttamente impegnati nella gestione di responsabilità di governo. Oltretutto in competizione fra loro, perché nessuno crede che il leghismo possa trasmettersi per vie dinastiche nelle esili mani di Renzo la trota.

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Commenti per questo articolo

[8] 7 6 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 374
    Andrea scrive:

    http://www.facebook.com/home.php?#!/video/video.php?v=1442046813287

  2. 373
    VENEZIA LIBERA DP scrive:

    Croooooooooooooopppppppyyyyyyyyyyyyyyy :-)

  3. 372
    Leghisti camorristi ed altri criminli del governo Berlusconi scrive:

    http://www.youtube.com/watch?v=g3zzAPu-w70

    LAPIDAZIONE AL COLOSSEO PER I CORROTTI!

  4. 371
    mary scrive:

    PILLOLE DI STORIA
    Alberto da Giussano,personaggio che sembra vissuto nel XII secolo, (alcuni storici pongono dubbi sulla sua esistenza), sembra fosse "notaro"pubblico ufficiale nella citta’ di Milano proveniente da Giussano,brianzolo
    la battaglia di Legnano, risale al 29/05/1176, dove sembra vi fu aspro combattimento fra soldati lombardi , soprattutto bresciani, e le truppe dell’Imperatore S.R.Impero, Federico Barbarossa
    Da Giussano,fondo’ equipaggio’ e guido’ la Compagnia della Morte, devoti alla difesa del carroccio,simbolo della lega Lombarda, 900 elementi frettolosamente arruolati, estremamente duri, che distrussero la citta’ di Lodi.Le citta’ di Pavia, Como, Lodi, arrivarono a chiedere aiuto al Barbarossa, contro quelli che consideravano invasori,provenienti dalla citta’ di Milano.
    Durante il RISORGIMENTO la Battaglia di Legnano fu vista come simbolo contro l’invasore austriaco, tanto da essere inclusa "NEL CANTO DEGL’ITALIANI"scritta da G.Mameli e ripresa da Verdi nella sua oper:a simbolo di lotta degl’italiani uniti contro lo straniero.
    a questo punto
    se A.Da Giussano,per i PATRIOTI DELL’UNITA’ D’ITALIA fu tra i simboli di liberta’ dallo straniero austriaco, come si puo’ adattare ad un disegno di separazione dell’Italia, e degl’italiani, la famosa secessione,spesso minacciata?
    nel 1900 l’azienda notissima produttrice di bicivlette x campioni, adotto’ il simbolo come marchio
    in editoria esistono diversi testi, ad es/"Eroi d’Italia"di Filippo Malatesta
    etc……………
    a questo punto,potrebbe essere celebrato nelle manifestazioni per l’Unita’ d’Italia, come a suo tempo fecero Cavour e Carducci.
    piccole note storiche, spero siano utili………..a chi vuole dividere

    ps/ho avuto un’ ottima insegnanti di lettere e storia

  5. 370
    pv21 scrive:

    Berlusconi vanta il record mondiale di rinvii a giudizio ed i suoi paladini cercano di non essere da meno. Passata la manovra è passata la paura e finita la "tregua armata" con Fini. Bossi va in ambasce per la tenuta del governo. Se cade è finito il suo federalismo fiscale. La storia insegna che la Febbre del Tribuno può riservare esiti imprevedibili …

  6. 369
    Alberto da Giussano scrive:

    mary scrive:
    28 luglio, 2010 alle 11:40 pm

    "sigr da giussano
    basta, non se ne puo’ piu!
    che lagna"

    Stai diventando nervosa, dottoressa in scienze inutili?
    Se ti stai annoiando, perché non spegni la macchina e provi, se riesci, a dormire?

  7. 368
    Jefferson scrive:

    @356,
    Castelli fa parte della Lega (12%) che propone il federalismo.
    Tutti gli altri (88%) sono contrari e lavorano per svuotarlo.
    La Lega (12%) è costretta a mediare, perfino nella maggioranza (Fini).
    Il risultato che sembra delinearsi è un federalismo non competitivo.
    Gli economisti (federalisti) pensano che, come si delinea, non cambierà nulla.
    Se così sarà, gli antifederalisti (88%) avranno prevalso.
    Occorre vedere la vicenda conclusa, i decreti stanno ancora arrivando.
    Se prevarrà lo status quo, il declino proseguirà fino alla rovina.
    Un probabile esito della rovina economica sarà la secessione.
    I contrari (88&) saranno contenti, la Lega (12%) e gli economisti no.

  8. 367
    mary scrive:

    sigr da giussano
    basta, non se ne puo’ piu!
    che lagna

  9. 366
    Alberto da Giussano scrive:

    mary scrive:
    28 luglio, 2010 alle 10:10 pm

    direi di finirla qui con gl’insulti

    PARLARVI DI LAVORO PER VOI E’ UN INSULTO?

    ogni lavoro, se svolto onestamente, e’ onore eseguirlo

    PERCHE’ SIETE COSI’ RESTTII A FARLO? NON VI PIACE L’ONORE?

    ognuno di noi ha un compito nella societa’

    MADONNA …, PARLI MEGLIO DI UN PROFETA!

    i problemi "interni"che affronta il gruppo politico di cui lei fa parte,

    NON FACCIO PARTE DI ALCUN GRUPPO POLITICO

    non giustifica il nevrotico modo di parlare ed insultare,

    NON VEDI CHE IO STO RIDENDO?

    per rispetto a Gad che ospita tutti noi, sperando in discorsi un po’ piu’ seri e civili

    SE AVESSI RISPETTO PER GAD, NON PERDEREI IL MIO TEMPO CON TE.

    una buona tisana, potrebbe in parte risolvere il suo problema ansiogeno

    CE L’HAI UN UOMO?

    mi rendo conto che la mia calma la irrita, non posso farci nulla

    BUONA NOTTE, PICCOLA, POVERA ILLUSA

  10. 365
    Oilitta scrive:

    a proposito di nord leghista e di Fiat, bisogna concedere a Marchiorre (se così si chiama) che è vero !! vengono prima i doveri e poi i diritti. Il suo è quello dei suoi consociati, consiste nel ricordarsi i miliardi goduti con le mie e le nostre tasse da cui descende anche il conseguente dovere di restituire al Paese quello di cui oggi gode, con occupazione e lavoro, stipendi dignitosi e meno utili per loro stessi, non avendo diritto di considerare proprio quello che non è frutto del suo sudore ma, frutto dei sacrifici della nostra gente e per tenerselo non è sufficiente che lo dica Berlusconi o la Mercegalli (se così si chiamano).

  11. 364
    mary scrive:

    destinatario 362 refusonon 363

  12. 363
    mary scrive:

    363 direi di finirla qui con gl’insulti
    ogni lavoro , se svolto onestamente, e’ onore eseguirlo
    ognuno di noi ha un compito nella societa’
    i problemi "interni"che affronta il gruppo politico di cui lei fa parte, non giustifica il nevrotico modo di parlare ed insultare, vi sono problemi ben piu’ importanti
    quindi , e’ ora di finirla con queste ridicole risposte, soprattutto per rispetto a Gad che ospita tutti noi, sperando in discorsi un po’ piu’ seri e civili
    una buona tisana, potrebbe in parte risolvere il suo problema ansiogeno
    mi rendo conto che la mia calma la irrita, non posso farci nulla
    buona serata

  13. 362
    Alberto da Giussano scrive:

    mary scrive:
    28 luglio, 2010 alle 7:58 pm

    348 / E’ DIVERTENTE TENERLA NELLA CURIOSITA’

    Ti divertirai un po’ meno quando dovrai lavorare per davvero, come, ad esempio, raccogliere i pomodori al posto dei neri!

    Quanto a curiosità sulla tua esistenza tapina … ho altro di molto più piacevole da fare nella vita.

    Hai capito, dottoressa in scienze oniriche?

  14. 361
    mary scrive:

    348 / E’ DIVERTENTE TENERLA NELLA CURIOSITA’

  15. 360
    Warning scrive:

    Saviano tocca le Lega Nord e fa bene, troppo strane sono le trame che stanno dietro le stragi di mafia, e gli ordini venivano dal Nord, non dal sud… tutto molto strano, suggestivo direi.
    Non e` un caso che abbia ricevuto risposte cosi’ violente ed irrispettose dal Nord, come si permette costui? Siamo tutti con Saviano.

  16. 359
    pinco scrive:

    ..se in Italia siamo governati dalle mafie dobbiamo ringraziare la Lega che sostiene questo governo e la P3, vergogna……Milano e’ peggio di Palermo. I legaioli sono attaccati alle poltrone peggio dei democristiani, sanno bene che il federalismo e’ una cazzata ed ora sono in un cul de sac, possono ottenere qualche cosa solo facendo favori alle mafie…. SQUALLIDI!!!!!!

  17. 358
    zioAlbert scrive:

    si mimetizza bene solo con i suoi compari legaioli, o con la popolazione sub-alpina

    Da non confondersi con gli individui sub-umani.

  18. 357
    castello scrive:

    Catelli e portatore di una mentalita di comodo opportunista e razzista, e’ un vergogna vedere un tale elemento fare "politica" in Italia, si mimetizza bene solo con i suoi compari legaioli, o con la popolazione sub-alpina, quella molto sub pero’.. peccato la laurea in ingegneria sprecata. Buon rutto a tutti.

  19. 356
    Criminalità al Nord, scontro Saviano-Lega « C A N D I D O scrive:

    [...] naturalmente ha ragione, Gad Lerner ne spiega i motivi: “Umberto Bossi non a caso si è lasciato trasportare dall’impeto nel corso di un comizio [...]

  20. 355
    Saviano come Boldrin: Castelli è un inetto scrive:

    Sono tutti contro il federalismo non competitivo, economisti e non economisti.

  21. 354
    Jefferson scrive:

    @351,
    Stesso giudizio da Massimo Famularo
    (http://www.noisefromamerika.org/index.php/roles/1904)

  22. 353
    Jefferson scrive:

    @351,
    Stesso giudizio da Alberto Bisin
    (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Breve_recensione_a_Gomorra_di_Roberto_Saviano)

  23. 352
    Jefferson scrive:

    @351,
    Non sarei intervenuto su Saviano e Castelli ma, forse a torto, mi sento chiamato in causa dal tuo post anonimo.
    Boldrin giudica Castelli (e pressoché tutti i nostri lader e parlamentari) un cattivo politico. Giudica poi Saviano un buono scrittore d’inchiesta ma un interprete ideologicamente fuorviante della realtà politica ed economica.
    (http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/La_Casta%2C_il_Sud%2C_e_la_casta_del_sud)
    Si tratta di opinioni e le opinioni contrarie sono legittime ma i giudizi di Boldrin sono NEGATIVI sulle posizioni politiche di ENTRAMBI. Saviano per la sua posizione antimercato (vedi) e Castelli per la proposta di un federalismo non competitivo.

  24. 351
    Saviano come Boldrin: Castelli è un inetto scrive:

    E’ nato uno scontro virtuale tra Roberto Saviano e la Lega Nord.
    Un dibattito fatto di critiche ed accuse su un argomento alquanto scottante: la ‘ndrangheta. Lo scrittore di recente ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair dove ha spiegato che "la Lega ci ha sempre detto che certe cose al Nord non esistono, ma l’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia racconta una realtà diversa". Da questa premessa è partito il suo quesito "dov’era la Lega quando la ‘ndrangheta si infiltrava in Lombardia?".
    Immancabile la risposta del Carroccio: il viceministro Roberto Castelli ha chiesto a Saviano di smetterla "perché gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili". Per Castelli l’autore di Gomorra sarebbe "accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi che gli sono arrivati in giovane età".

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