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Feltri e Fini

venerdì, 30 luglio 2010

Pensieri

La puntualità con cui Feltri sfregia gli avversari di Berlusconi resterà memorabile nella storia del giornalismo

Popularity: 7% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2910 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[2] 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 60
    italiano scrive:

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    U.S.A. AUMENTA IL FRONTE CONTRO LA MOSCHEA A GROUND ZERO.

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    Si fa sempre più acceso il dibattito negli Stati Uniti sul progetto di realizzare una Moschea a "Ground Zero", il sito di New York dove sorgevano le Torri gemelle.

    Dopo le proteste dei familiari delle vittime e l’opposizione di diversi esponenti repubblicani, a prendere posizione contro il progetto è stato anche l’Anti-Defamation League, la principale organizzazione ebraica per la lotta all’antisemitismo e al razzismo, che ha giudicato offensiva l’idea di costruire un centro islamico a due isolati dal luogo in cui circa 2.750 persone hanno perso la vita per mano di terroristi di al Qaeda.

    La posizione della League, il cui direttore Abraham Foxman ha proposto di spostare il centro "di un miglio", ha provocato le reazioni immediate di diversi gruppi religiosi, secondo cui la realizzazione di una Moschea sulle rovine dell’11 settembre sarebbe un’esemplare dimostrazione della tolleranza e dell’accoglienza che distinguono il popolo americano.

    Tuttavia, sostiene il New York Times, la voce dell’organizzazione ebraica potrebbe segnare una svolta decisiva nella battaglia tra sostenitori e oppositori della Moschea, costringendo a un passo indietro l’amministrazione di New York.

    Se le autorità locali hanno dato parere favorevole alla costruzione del sito Islamico con una maggioranza schiacciante,
    nel resto del Paese, sottolinea il quotidiano della Grande Mela, gli oppositori al progetto sono in continuo aumento, grazie anche alla propaganda dei leader repubblicani che potrebbero aver trovato nella League una preziosa sponda.

    Pochi giorni fa l’ex governatrice dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin ha invitato tutti i "Musulmani pacifici" ad opporsi alla Moschea, definendola una "inutile provocazione".

    La proposta della "Società americana per la promozione della religione musulmana" di costruire il centro islamico, un grande edificio di 15 piani che ospiterà oltre alla moschea anche centri sportivi, artistici, una piscina e un ristorante, si è presto trasformata da oggetto di dibattito di una comunità locale in una sorta di referendum nazionale sui limiti della libertà religiosa e sul senso degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

    Per gli oppositori al piano, la sua realizzazione rappresenta un insulto alle vittime di Ground Zero o, peggio, un atto di aggressione che avrebbe il senso di una presa di possesso, da parte dell’Islam, del luogo in cui la sua componente più radicale ha colpito al cuore la Società Americana.

    I sostenitori guardano invece al progetto, che ha un costo stimato di 100 milioni di dollari, come a un’iniziativa per unire la comunità musulmana e quella non musulmana. Alcuni di loro, come il sindaco di New York Michael Bloomberg, sottolineano inoltre come il governo non abbia il potere di interferire sull’ubicazione diei luogo di culto.
    "Ciò che fa grande l’America, e in particolare New York, è che noi accogliamo chiunque, e se ci spaventiamo tanto per una cosa del genere che idea di noi daremo?", ha dichiarato recentemente il sindaco.

    La posizione dell’Anti-Defamation League ha ulteriormente polarizzato lo scontro tra le due fazioni, entrambe colte di sorpresa dalle dichiarazioni di Foxman che ha definiti Ground Zero "il posto sbagliato" per la Moschea.

    Parole che non sono piaciute neanche al rabbino Irwin Kula, presidente dell’associazione abraica "National Jewish Center for Learning and Leadership", secondo cui "l’Adl dovrebbe vergognarsi".
    Critiche alle parole di Foxman sono arrivate anche dal promotore del progetto, Oz Sultan, che ha osservato come la tradizionale posizione "contro l’intolleranza" dell’associazione, "non sia in linea con il loro messaggio".

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    U.S.A. AUMENTA IL FRONTE CONTRO LA MOSCHEA A GROUND ZERO.

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  2. 59
    italiano scrive:

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    CASA DI MONTECARLO. IL TRUCCO PER VENDERE IL PALAZZO DIETRO QUELLE SOCIETA’ DI COMODO.

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    Le società off-shore che si sono palleggiate l’abitazione monegasca di Gianfranco Tulliani, il «cognato» del presidente della Camera, non sono società immobiliari ma finanziarie.

    E il dettaglio non è di poco conto, assicurano sornioni i broker monegaschi contattati dal Giornale per cercare di chiudere il cerchio di questo incredibile risiko immobiliare.

    L’alloggio che la contessa Anna Maria Colleoni lasciò a Gianfranco Fini (nominato erede universale in quanto presidente di Alleanza nazionale) come aiuto a combattere «la buona battaglia» non è finito in mano a imprese che operano professionalmente nell’edilizia o nell’intermediazione di proprietà edilizie e immobiliari, ma a società con base in un paradiso fiscale alle Antille.

    E con tutta probabilità sono state costituite per l’occasione dai medesimi soggetti.

    Che dunque, a tavolino, hanno creato un reticolo societario potenzialmente perfetto, immune da controlli incrociati, lontano dagli occhi indiscreti dell’autorità giudiziaria.

    La Timara Ltd, proprietaria dell’appartamento di 75 metri quadri (più terrazzo) nel Palais Milton di Boulevard Princesse Charlotte 14 dato in affitto al fratello di Elisabetta Tulliani ha visto la luce un paio di mesi prima della compravendita.

    Ma anche la Printemps Ltd, società-fotocopia della Timara (stessa sede nella capitale dell’isola caraibica di Santa Lucia, stesso capitale sociale di 1000 dollari americani, stessi amministratori tutti monegaschi) che ha ceduto l’immobile, ha pochi mesi di vita. È stata costituita il 30 maggio 2008 nella sede al numero 10 di Manoel Street a Castries e registrata lo stesso giorno presso il Registro delle società di Santa Lucia sotto il numero 2008-00324.

    La vendita a Timara della casa della «buona battaglia» per la somma di soli 330mila euro è avvenuta il 15 ottobre di quello stesso anno. Il che significa che la complessa operazione immobiliare si è perfezionata in appena quattro mesi e mezzo.

    Il 30 maggio è stata costituita la Printemps; negli stessi giorni ha visto la luce la Timara; successivamente Printemps è entrata in possesso l’appartamento ora affittato da Tulliani e a metà ottobre l’ha ceduto. Tutto porta a ritenere che l’operazione fosse stata congegnata in anticipo nei dettagli e poi attuata con una certa rapidità.

    Non bisogna dimenticare che proprio nella primavera 2008 è nato il Pdl in virtù della fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale: il famoso «discorso del predellino» di Silvio Berlusconi è del 18 novembre 2007 e le successive elezioni, vittoriose per il neonato partito del centrodestra, si sono svolte il 13 e 14 aprile 2008. E quando si verificano fusioni tra partiti, uno dei capitoli più spinosi riguarda sempre la gestione del patrimonio immobiliare.

    Amministratore delegato della Printemps Ltd è un professionista del Principato, Bastiaan Anthonie Izelaar, che rappresenta molteplici interessi dal settore finanziario a quello petrolifero.

    Nel rogito notarile relativo alla casa ora nella disponibilità della famiglia Tulliani, monsieur Izelaar figura anche come direttore generale della società Jaman Directors Ltd, anch’essa partecipante alla compravendita.

    La Jaman Directors ha qualche anno in più delle altre finanziarie, essendo stata fondata il 2 novembre 2005; ma con la Printemps e la Timara condivide la sede di Manoel Street a Castries.

    Nel «board» di Jaman appare anche il nome del finanziere Gianfranco Comparetti, proprietario dello Yacht Club Villas at Cul de sac ad Anguilla, altro paradiso fiscale vicino all’isola di Santa Lucia, segnalato dall’Ocse come possibile terminale di operazioni di riciclaggio internazionale.

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    Il trucco per vendere il palazzo dietro quelle società di comodo.

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  3. 58
    aaavatar scrive:

    Italiano scrive:
    31 luglio, 2010 alle 2:11 am
    SANITA’. TREMONTI: “LA PUGLIA A RISCHIO GRECIA”

    MOLTO furbo tremorti! getta le basi per la supermanovra

  4. 57
    aaavatar scrive:

    heidi scrive:
    30 luglio, 2010 alle 11:40 pm
    UN SERVIZIO DI STASERA AL TG1
    …GIORNALISTI CHE FORSE NON SANNO NEANCHE QUELLO CHE DICONO E COME LO DICONO!!!

    personalmente non vedo il tg1 da più di un anno. Bastano ampiamente i titoli per capire di cosa si tratta e ascoltare il resto è impensabile.

    Sanno benissimo cosa dicono e come, cara heidi, ed è l’unica cosa che sa fare bene questo governo: spalmare uno spesso strato di gelatina sintetica aromatizzata alla frutta sullo schermo. Buono per chi la gelatina ce l’ha già anche sulla corteccia cerebrale.

    Il colore e il sapore di questa fanghiglia cambia sui giornali, perchè il targhet è diverso (testoline che leggono, magari solo i titoli e i grassetti).

    L’effetto più ripugnante è proprio quello che sottolinei tu: i ragazzi di ieri e di oggi si sentono degli sfigati se non assomigliano alla gentaglia che vedono in tv. E’ questo il disastro che produce il business berlusconiano, che ha riempito le tasche dell’imperatore/nano e dei cortigiani.

    Se poi feltri "non è servo di nessuno", come si dice di lui, è ancora peggio: vuol dire che è organico, consapevolmente e profondamente fatto di quella materia là.

  5. 56
    Italiano scrive:

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    SANITA’. TREMONTI: “LA PUGLIA A RISCHIO GRECIA”

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    Tremonti contro Vendola: no al piano pugliese di rientro sulla sanità. Con il governatore che replica: "E’ un atto di sabotaggio".

    "Noi non vogliamo che la Puglia diventi una nuova Grecia. Credo che ieri il messaggio sia arrivato, forte e chiaro.

    Noi non accetteremo lo sviluppo di una politica di quel tipo".

    Giulio Tremonti sottolinea con forza, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, che "non sarà consentito da questo governo, da nessuno, perché non è accettabile, una deriva di legislazione regionale con caratteri non coerenti con i nostri mezzi finanziaria, con i nostri impegni.

    Tremonti si richiama al comunicato di ieri per ricordare che "ieri abbiamo avuto uno scambio di idee e di documenti con la presidenza della Regione Puglia. Alla fine, la giornata si è chiusa con un comunicato del governo che riaprirà i termini per il trasferimento dei fondi pubblici europei a condizione – sottolinea – del riallineamento della legislazione regionale a quella nazionale"
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    Tremonti, al termine del Consiglio dei ministri, spiega che "questo significa una cosa molto semplice" cioè l’allarme Grecia e l’altolà a Vendola: "Non credo che la Puglia sia il luogo per esperimenti rivoluzionari. Non accettermo lo sviluppo di una politica di quel tipo".

    "Un sabotaggio politico, economico e sociale nei confronti della Puglia" è quello fatto oggi dal ministro dell’Economia secondo il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: "Paragonare la Puglia alla Grecia – ha detto – significa dare, da parte di un ministro dell’Economia, indicazioni alle agenzie di rating e dare così un colpo mortale alla Puglia".

    Vendola, lo ha detto in un incontro con i giornalisti convocato a proposito della decisione del ministro Tremonti di non firmare ieri, così come era invece previsto, il piano di rientro della Puglia dal deficit sanitario.
    Poi Vendola, ha annunciato che chiederà l’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per riportare il corretto equilibrio tra poteri, regionale e dello Stato, portandolo a conoscenza di quanto accaduto a proposito del piano di rientro e della mancata firma del ministro Tremonti. "Perché il presidente – ha spiegato Vendola – possa fare una valutazione di tutti i passi che consentano il ripristino dei normali rapporti tra poteri dello Stato. Siccome quello che è accaduto è un atto gravissimo, senza precedenti, chiediamo intanto – ha aggiunto il presidente – di poter condividere la conoscenza di tutti i passaggi, delle carte, dei documenti e poi chiediamo che ci sia un difensore per gli interessi di 4milioni e 200mila persone perché – ha concluso – non è giusto combattere una sola persona, cioè Nichi Vendola, strangolando 4 milioni e 200mila persone".

    "Noi chiediamo solo di poter fare sul serio partendo dai numeri. Se il presidente Vendola si sottrae alla logica dei numeri preferendo una logica… greca, il sabotatore è lui. Di se stesso e della sua Regione".

    Così, in una nota congiunta, il ministro dell’Economia Tremonti e quello dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto replicano al presidente della Regione Puglia. "Il presidente Vendola – proseguono i due ministri – sembra dimenticare che nell’ultimo anno su molte questioni il governo ha dimostrato grande disponibilità nei confronti della sua Regione. In particolare, sulla firma del piano di rientro, abbiamo concesso una prima proroga con la Finanziaria 2010 e abbiamo comunicato ieri sera anche al presidente Vendola, che se la Regione sarà in grado di garantire l’equilibrio finanziario della gestione e il rispetto delle altre condizioni previste dalla legge, siamo disposti a riaprire i termini per la firma del piano. Noi chiediamo solo di poter fare sul serio partendo dai numeri".

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    Un commissario straordinario alla sanità per la Regione Calabria. L’annuncio è stato dato dal ministro dell’Economia. Il commissario sarà affiancato dalla guardia di finanza. Il tutto, ha sottolineato il numero uno di Via XX Settembre, per sancire "il ritorno dello Stato". Secondo Tremonti "la Calabria ha un sistema di sanità piuttosto complesso, non ha contabilità sulla sanità ma la ha di tipo omerico, narrativo, non c’è una base contabile affidabile e quindi non c’è criterio di gestione".

    Questi i motivi per cui il governo ha preso una decisione del genere. Al commissario spetterà il compito di gestire il settore, mentre alle fiamme gialle quello di "organizzare una struttura amministrativa" in modo da "cominciare un percorso nuovo". Un percorso non di poco conto: per il ministro del Tesoro infatti occorre "inventariare il debito pregresso, soprattutto gestire da qui in avanti la presenza dello Stato su una funzione fondamentale che è la sanità. Una struttura di questo tipo – ha chiarito Tremonti – darà anche ai cittadini il segno necessario del cambiamento".

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    Sanità, Tremonti: "La Puglia a rischio Grecia".

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  6. 55
    luther blissett scrive:

    sardu ma che ti ha fatto la vita di tanto brutto ?

  7. 54
    heidi scrive:

    ‘Mio marito Bondi mi picchiava’

    Ma poi si è improvvisato poeta e a lui bisogna concedere il perdono. O no? Brava, signora Bondi, i giornali rosa sono più letti di quelli bianchi, deve dire tutto! Bisogna finirla con questo modo di tenere le donne un gradino più giù, accompagnate anche dai nostri poveri giovani che oggi sono considerati solo zavorra.

    Basta anche solo ascoltare IL TONO ALLEGRO E QUASI INCITANTE ALLA "MOVIDA" DI UN SERVIZIO DI STASERA AL TG1, dove sembrano dei bambocci in preda a droga, alcol, discoteca e notti "strepitose"!

    Vogliono far passare l’idea che i giovani siano tutti ricchi, beoni, drogati, assatanati di ses.so e musica, nullafacenti e soprattutto nullapensanti: bello il TG1, complimenti, complimenti! L’INFORMAZIONE NON DOVREBBE ESSERE FATTA DA GIORNALISTI CHE FORSE NON SANNO NEANCHE QUELLO CHE DICONO E COME LO DICONO!!!

  8. 53
    sardu scrive:

    francocast scrive:
    30 luglio, 2010 alle 10:43 pm

    Feltri,Sallustri,Bel Pietro,Ferrara mi mettono angoscia
    ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
    Se, toccandoti ti fa male il piede, il ginocchio, la testa, il collo, il piede, il braccio o la faccia, probabilmente il problema è nel dito.
    P.S Se non l’hai capita fattela spiegare da qualcuno che ti è vicino(in senso spaziale)

  9. 52
    francocast scrive:

    Feltri,Sallustri,Bel Pietro,Ferrara mi mettono angoscia

  10. 51
    sardu scrive:

    Gad scrive:
    La puntualità con cui Feltri sfregia gli avversari di Berlusconi resterà memorabile nella storia del giornalismo
    :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
    Su Gad, non stuzzicare Feltri, lo sai che ha dossiers segreti di tutti nel cassetto, magari ne ha uno anche su di te di quando eri libanese che ti potrebbe far perdere la nazionalità italiana.
    Ha proposito, quanti punti ti sono rimasti nel passaporto?

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