Tuoni, fulmini e saette! E poi mano al portafogli. Ma Berlusconi non comanda più come una volta
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sabato, 31 luglio 2010
Tuoni, fulmini e saette! E poi mano al portafogli. Ma Berlusconi non comanda più come una volta
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2 agosto, 2010 alle 12:45 am
I sogni sono sempre gnostici
1 agosto, 2010 alle 11:51 pm
ciao Uno, buona notte, ti auguro sogni divertenti (ma agnostici mi raccomando)
1 agosto, 2010 alle 11:48 pm
"Mamma li Turchi!" forse un messaggio di benvenuto per gli Ottomani
1 agosto, 2010 alle 11:30 pm
l’ispirazione è divina, l’inspirazione è umana
sono discorsi che riguardano la coscienza e l’anima
comunque la storiella di pinocchio, tradotta, si capisce lo stesso
cambiano le sfumature (e forse più antico è il testo e più le sfumature contano)
1 agosto, 2010 alle 11:30 pm
Caro Gummo, un’ultima cosa.
) quando l’uomo volle costruire la Torre di Babele.
Ti rammento che Dio ha confuso le lingue ( e le traduzioni
1 agosto, 2010 alle 11:23 pm
chissà perchè gli africani si accorgono ancora dei conquistatori e sfruttatori e portatori di guerra..la popolazione è passata da 100 a 10. in fuga
1 agosto, 2010 alle 11:22 pm
Caro Gummo, 270
perché è ancora più difficile della mia descrizione lineare e semplificata?
Credevo che l’Ispirazione Divina funzionasse in modo perfetto, altrimenti che Ispirazione Divina è? Ah già, purtroppo viene elaborata dalla mente umana che è fallace furbetta utilitaristica e manipolante.
Bah ora vado a nanna. Ci dormirò sopra.
Scusa questo anziano che a volte si diverte.
Ti auguro sogni cattolici.
1 agosto, 2010 alle 11:02 pm
267 Italia, Uno!
no, il processo di traduzione non è quello che immagini e hai descritto in modo lineare! magari fosse così facile! è ancora più complessa la storia! vengo anche confrontate parti scritte in varie lingue antiche
l’Ispirazione Divina viene definita Babele (?)
il senso è sempre vincolato dal linguaggio umano, ma vi è un senso profondo e le sfumature di come viene tramandata l’ispirazione
1 agosto, 2010 alle 10:45 pm
sardu scrive:
se usi la propaganda di Nuova Sardegna e l’Unione Sarda come fertilizzante
Soru è un imprenditore del settore TLC, forse nemmeno "di sinistra", non certo un immobiliarista e palazzinaro, ma Cappellacci, l’eolico abusivo e l’andrangheta sono una realtà. E i sardi sono dei poveretti mentali, molto meglio indipendentisti che coi mafiosi che dicono di essere "di destra"
anzi ti riporto quello che ha fatto (Soru ha amato la Sardegna comprese le teste di cocco che vi abitano),
Piano Paesaggistico Regionale
La Giunta regionale ha disposto con la delibera n° 36/7 del 05/09/2006 l’adozione del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr), approvato in seguito dal Consiglio Regionale. Esso è in sostanza un piano regolatore che impone precisi vincoli allo sviluppo edilizio dell’Isola, finalizzato a tutelarne la bellezza paesaggistica e l’equilibrio ambientale. Il Ppr fu preceduto da un temporaneo provvedimento amministrativo denominato "legge salvacoste" che non consentiva di costruire in una fascia di 2 km dalla costa, con l’eccezione dei centri urbani situati in prossimità della costa, e delle isole minori già urbanizzate. Ora il vincolo presenta una più marcata flessibilità, e parte da un minimo di 300 metri dal mare, ad un massimo di 5 km per le zone di particolare interesse naturalistico [8].
Nonostante sia stato ferocemente criticato all’interno dell’Isola, soprattutto da parte delle lobbies dell’edilizia, e dai principali media regionali (la testata giornalistica regionale L’Unione Sarda e l’emittente privata locale Videolina, possedute da uno dei più importanti imprenditori edili della Sardegna, Sergio Zuncheddu), il Ppr è stato preso come modello da alcuni Stati del mediterraneo che puntano maggiormente sul turismo come veicolo di sviluppo economico (Croazia e Spagna)[9][10].
Soru inoltre è stato nominato dall’ONU "Ambasciatore della costa" [11] proprio in merito al suo impegno e al suo ruolo nella difesa dell’ambiente delle zone costiere.
il resto lo trovi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Soru
1 agosto, 2010 alle 10:41 pm
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L’ULTIMA CARTUCCIA DEL KAMIKAZE FINI.
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L’ultima cartuccia del kamikaze Fini. …è un kamikaze che passeggia per il Transatlantico imbottito di trentatré chili di tritolo.
Il suo potere è tutto in negativo, non ha sbocchi politici costruttivi ma solo distruttivi; non può dar vita a prospettive ma forse può far saltare in aria il governo e il Parlamento.
Il suo miniclub di parlamentari che lo seguono e la possibilità di collettore degli umori antiberlusconiani danno a lui un’arma micidiale.
Non sottovalutatelo da quel punto di vista.
Del resto la sua carriera politica è stata più quella di kamikaze o di curatore fallimentare, prima dell’Msi e poi di An, che di fondatore. Portò a schiantarsi i partiti che ha guidato. Sul piano politico, Fini rappresenta solo se stesso. Non esprime una linea, un programma, un disegno politico e tantomeno civile e culturale.
Non rappresenta un modo diverso di amministrare né un’esperienza diversa di governo, non dà voce a un significativo bacino di opinione pubblica e non è nemmeno una novità politica.
È infatti l’unico leader che guidava un partito nazionale già negli Anni ottanta. Non rappresenta poi la destra ma la sua dissoluzione.
Con lui la destra ha cessato di essere un soggetto politico per ridursi a una gelatina. Fu lui del resto a suicidare An, dopo aver celebrato il suicidio dell’Msi. Di quel piccolo, sterile e orgoglioso partito, Fini condivise il nostalgismo neofascista usato per fini elettorali ma non la passione ideale né la fiera e testarda coerenza. Condivise il rancore ma non l’etica della lealtà. In questi anni non è stato nemmeno il contrappeso nazionale e statale del leghismo e del mercatismo.
A Berlusconi rimprovera ora quel che lui è stato nel suo partito, un autocrate illiberale che reprime il dissenso e il libero dibattito interno. Chiese perfino la testa di questo giornale. E ora ti trovi un illiberale venuto dal passato come il vate di Futuro e Libertà… Due vaghezze che dicono il nulla e negano ogni identità e ogni tradizione.
Deve la sua fortuna politica alla sua indubbia efficacia oratoria e a tre persone che lo portarono in alto: Almirante che lo volle suo successore, immaginando che il leader della destra di opposizione dovesse avere come requisito quasi esclusivo l’oratoria perché destinato solo alla piazza; Tatarella che lo considerò un bel contenitore vuoto e trasparente che assumeva la sostanza e il colore di chi era alle sue spalle; e Berlusconi che lo inserì nel gioco politico delle alleanze e lo portò al governo.
Dal primo attinse la capacità oratoria e il lessico neofascista, ma senza l’estro e il carisma di Almirante.
Dal secondo ebbe in dono la destra politica e An, nata col concorso di pochi altri, ma senza avere l’intelligenza politica di Pinuccio.
Da Berlusconi ha avuto la grande possibilità di uscire dall’angolo di un partito marginale e andare addirittura al governo e poi alla presidenza della Camera. Ipotesi impensabili se fosse stato lui il leader.
Prescindo dalla ricerca delle ragioni private o psicanalitiche che lo hanno portato negli anni a questa svolta.
Fini porta con sé una pattuglia di reduci missini. Con una spericolata manovra politica ha lasciato un partito della consistenza di An per rifondare un partitino della consistenza del Msi negli anni più bui. Ma un Msi ad uso personale. Ci sono alcuni suoi famigli e miracolati, molti sono uniti dal collante antiberlusconiano e da un’ansia di legittimazione da parte del potere mediatico, culturale e giudiziario. Ma ci sono anche persone perbene o profili di qualità: Baldassarri non è Ronchi, Granata non è Bocchino, Viespoli non è Proietti, tanto per fare qualche paragone. Mai sparare nel mucchio e farsi prendere dal livore.
Fini non può essere il leader del terzo polo, perché c’è già Casini che è più credibile nel ruolo centrista per la provenienza democristiana ed è stato più coerente: quando ha rotto con Berlusconi è uscito con le sue gambe e non si è fatto cacciare, dopo aver ottenuto la nomina a presidente della Camera.
Sarebbe grottesco che ora finisse come vice di Casini, a fianco di Rutelli.
Fini si è giocato il suo ruolo di erede del Pdl e non ha la statura e la capacità per poterlo rifondare su nuovi valori e nuove sensibilità. Non si è mai fatto sentire per quindici anni, quando in molti avvertivamo il bisogno di una correzione di rotta, o anche solo di rappresentare nel Polo una diversa sensibilità politica, civile e culturale.
Non lo abbiamo mai visto impegnarsi a combattere dentro e fuori il centrodestra per selezionare una migliore classe dirigente, per filtrare ministri e capataz, valorizzando i più capaci. Semmai ha solo posto veti per ragioni di scuderia o perché vendicativo (famigerato quello su Tremonti ma ce ne sono tanti altri).
La pattuglia che ha piazzato nei posti di comando e al governo è tra le più scadenti che ci siano in giro. Nonostante lo critichi da diversi anni, non sono affatto contento oggi di descrivere la sua vacuità politica e di notare l’assenza di un disegno politico e culturale oltre il presente.
Il vuoto che ci circonda è impressionante, intorno a Berlusconi e dopo di lui c’è il nulla, e si vorrebbe che qualcosa si intravedesse all’orizzonte.
Ma non è Fini la speranza di un diverso avvenire. Non so se hanno fatto bene a metterlo fuori dal partito, ogni fallimento di un accordo politico è una sconfitta per tutti, seppure in diversa misura e grado di responsabilità.
Certo, Fini e i finiani erano ormai fuori e remavano contro il governo e il loro stesso bacino elettorale di utenza, contro la loro storia prima che contro i loro alleati; non erano più leali non solo al leader ma anche all’opinione pubblica dei suoi elettori.
A giudicare dall’assenza di prospettive, Fini sembra giunto al capolinea.
Ma il pericolo oggi è proprio quello: la disperazione del kamikaze, che ha solo un potere in negativo.
Nell’orizzonte ubriaco del nostro tempo, fra nugoli di propagandisti del nulla che ci circondano, tra forze politiche che collassano, non si può escludere che Fini possa trovare anche un suo spazio. Ma se ciò avverrà, vorrà dire che il contenitore vuoto e trasparente avrà trovato qualcuno pronto a riempirlo.
Ma di leader così, metà kamikaze e metà pilotati, francamente non sappiamo che farcene.
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(M.Veneziani)
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L’ultima cartuccia del kamikaze Fini
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1 agosto, 2010 alle 10:34 pm
Traduzioni
dal numerico all’aramaico (tradizione orale e per sentito dire))
dall’aramaico all’ebraico (tradizione orale e per sentito dire)
dall’ebraico al greco antico (scritto, copiato e ricopiato e….)
dal greco antico al latino (scelta di 4 vangeli fra molti)
dal latino alle altre lingue
Una vera Babele definita Ispirazione Divina.
1 agosto, 2010 alle 10:19 pm
come la polenta ai datteri
tutto si conserva
non si dovrà buttare via niente, bisognerà reimparare a riutilizzare e concepire la relativa tecnologia per il riutilizzo, ora pressochè assente
1 agosto, 2010 alle 10:12 pm
poi bisogna vedere come è stato tradotto il passo dall’ebraico, quali sono le sfumature del senso
1 agosto, 2010 alle 10:06 pm
Staticità
Io parto
Tu arrivi
LUI resta
e saranno ..azzi vostri e loro.
Tutto si conserva
1 agosto, 2010 alle 10:06 pm
Fra scrive;
Per la prima volta darò, consapevolmente, un contributo all’incremento del dividendo del Patron di Mediaset!
Era ora!
1 agosto, 2010 alle 10:05 pm
adele scrive:
è rarissima la simultaneità di purezza e astuzia. ma non sono sempre purezza e astuzia a determinare una scelta. Un caro amico svizzero si è convertito al cattolicesimo, la comunità in cui vive è prevalentemente protestante, di punto in bianco senza dire nulla a nessuno. sarà matto? non penso, quindi non è per me una risposta alla domanda
se invece parliamo di sopraffazione, ed è il vero problema dell’uomo, di ieri e di oggi, allora non è possibile individuare in purezza e astuzia per forza le concause. L’astuzia non ha valore negativo in sè. "come i serpenti": non si può fare una scelta, tra bene e male, se prima non si comprende; e il miglior modo di comprendere è essere, astuti, non serpenti
1 agosto, 2010 alle 9:45 pm
Berlusconi adesso è all’apice della pericolosità, Gad, e personalmente non trovo nulla di divertente o di incoraggiante nella situazione italiana.
Se per caso B. riuscisse nell’intento di precipitarci in una campagna elettorale delle sue, con le TV al 90% in mano sua, 6 mesi di urla e anticomunismo senza comunisti, non riesco a immaginare nemmeno io, che pure di immaginazione terrorizzata da berlusconi ne ho tanta, a che livello si scatenerebbe la speculazione finanziaria.
Tremonti è commissario per conto dell’UE per i nostri conti pubblici, ma l’unione ha sbagliato nella scelta, ha scelto un governo che ha bloccato lo sviluppo economico e sociale in nome dell’interesse dei pochi che sequestrano il Paese, il che impedirà nel tempo di lavorare serenamente per ripagare i debiti e sottoscriverne nuovo debito pubblico.
Certo che se questo governo traballa, va sostituito in fretta con un altro nella stessa legislatura, altrimenti con 6 mesi di campagna elettorale populista lo spread btp-bund va alle stelle, spiegarlo ai pazzi squinternati leghisti e berluscones è un compito quasi impossibile.
1 agosto, 2010 alle 9:37 pm
la prima causa per denutrizione e morte connessa non è la scarsa carità, ma la politica (cioè la gestione e la distribuzione delle risorse e ricchezze) e la cultura di colonizzazione e sfruttamento spietato da parte delle Nazioni benestanti (che vogliono sempre sempre sempre di più: crescita, ripresa, crescita, crescita)
1 agosto, 2010 alle 9:33 pm
la gestione dei flussi è a monte e a valle, non solo a valle. perchè io africano dovrei scappare dalla mia terra nativa?
Sapendo poi che in Europa i paesi nordici sono culturalemnte molto meglio dell’Italia noi italiano saremmo quindi costretti a fuggire in massa dall’Italia (come ha già fatto un caro amico) o cercheremmo piuttosto di risolvere i problemi locali?
1 agosto, 2010 alle 9:18 pm
zioalbert scrive:
sì certo! è esattamente quello che hanno fatto LEGA e BERLUSCONI al governo! non c’è demagogia nei tuoi discorsi, il problema non si esaurisce certo con la gestione civile dei flussi migratori, logistica e organizzazione, ma non ho voglia di passare una serata con una faccia di mer.da secca che fa la morale agli altri appoggiando un governo razzista che è capace di sparare ai barconi dei disperati
1 agosto, 2010 alle 9:03 pm
Al rientro dalle ferie sarò obbligato a comprare il decoder e quindi il 40% del costo andrà a B, oops! a Mediaset.
Per la prima volta darò, consapevolmente, un contributo all’incremento del dividendo del Patron di Mediaset!
1 agosto, 2010 alle 8:59 pm
253 Italiano
Effettivamente 20 anni di dominio della Lega al nord e 10 anni di governi B&B non sono serviti a nulla dal punto di vista dell’immigrazione. La situazione è di gran lunga peggiore di 20 anni fa.
Tutti a casa B&B ed accoliti collusi con gli immigrati
1 agosto, 2010 alle 8:56 pm
Jefferson,
scusa, ma non capisco…ti riferisci al mio o quello di zioAlbert…penso al secondo, right? anche perché il mio non era proprio un discorso…
1 agosto, 2010 alle 8:47 pm
Caro l’etranger 249,
Lungi da me l’intenzione di difendere i preti ma credo che "il discorso della montagna", per dire, davvero non si era mai visto prima,
Ciao
1 agosto, 2010 alle 8:43 pm
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IL MOSTRO DELL’ OSCURO …NELLA NERA OMBRA AVANZA.
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Diversi decenni addietro,durante un incontro Islamico Cattolico un autorevole personaggio Mussulmano
disse ai partecipanti
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Con le vostre leggi democratiche ENTREREMO (nella vostra terra)
con il ventre delle nostre donne CONQUISTEREMO (il vostro territorio)
con le nostre leggi Religiose (Corano) Vi DOMINEREMO (in casa vostra).
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Qualcun altro disse:
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Le Moschee …sono le nostre caserme,
i Minareti …le nostre baionette,
le Cupole …i nostri elmetti,
i Fedeli …i nostri soldati.
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1 agosto, 2010 alle 8:43 pm
Alessandro Magno 2 scrive:
31 luglio, 2010 alle 8:05 am
Bella la teoria della Annunziata in cui si commenta il nuovo partito di Fini come "partito del Sud". A questo punto probabilmente andremo verso la catastrofe?
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Senza federalismo competitivo credo di si. Per la conseguente rovina economica, accompagnata da una reazione d’orgoglio e di conservazione del "partito del Sud" (Fini?) e dall’estendersi del "partito del nord" oltre, e non necessariamente in opposizione, alla Lega.
(http://www.romagnaoggi.it/politica/2008/12/1/109620/)
1 agosto, 2010 alle 8:33 pm
Heiner,
‘Nessun tipo di strategia, nemmeno la più drastica, è attuabile di fronte alla marea che avanza se non tentare di stare a galla’.
c’è una vicinanza con alcune letture più o meno filomarxiste (almeno letterarie, quelle politiche ho smesso di seguirle)
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Volevi dire qualcosa di sinistra? se si, ci sei riuscito in pieno.