Il mensile “Loop” mi ha fatto questa intervista, di cui riporto una sintesi.
Sarà per la “confusione” della sua anima vagabonda di ebreo nato in un paese arabo, che ammira la saggezza dell’Occidente – come ci racconta nel suo ultimo libro Scintille (Feltrinelli, 221 pag., euro 15) un’opera sospesa tra biografia e reportage – che oggi Gad Lerner è fra le voci più attente a segnalare il cambiamento di rotta nelle opinioni pubbliche mondiali di fronte all’evolversi dei conflitti. Se è vero come scrive Lerner che nel 1982 a Milano, dopo il massacro di Sabra e Chatila, ebrei e palestinesi si radunarono insieme e laicamente per la pace, nell’ultimo decennio abbiamo assistito al completo smarrimento di quel pacifismo laico soppiantato dall’incalzante ideologia della guerra preventiva, permanente e globale. Ma al volgere di questo decennio Lerner osserva un’incrinatura di quell’impianto culturale che si scontra con un’ineluttabile realtà secondo cui «sembra ormai disperatamente chiaro, alle opinioni pubbliche dei popoli in conflitto, l’impossibilità di pervenire alla propria sicurezza attraverso l’uso della forza. Anche Israele – continua Lerner – che a lungo si è rassicurato nel pensiero che la superiorità tecnologica, economica e militare delle sue strutture fosse sufficiente a garantirsi la propria tranquillità, da qualche anno ormai ha intuito che questa superiorità scricchiola, non è eterna. E allo stesso modo non gli sarà sufficiente il grande “non detto” della deterrenza nucleare. Questo perché di fronte al confronto armato si manifestano segni di debolezza, inefficienze, imprevisti, minore disponibilità al combattimento tradizionale da parte dei giovani reclutati in Tzahal. Dunque quell’idea, che è tradizionale della destra israeliana, secondo cui solo la forza garantisce l’esistenza dello Stato e che l’unica politica possibile è quella del contenimento della furia nemica, non ha retto più alla prova prima con Hezbollah e poi con Hamas.»
Questa inefficienza, o più in generale l’incapacità delle classi dirigenti di concorrere alla sicurezza degli Stati con strumenti adatti, è figlia del cambiamento “morfologico” dei conflitti. […]
Eppure dinanzi a una tale sconfitta del principio di deterrenza continua, perfettamente interpretato dal governo Netanyahu e dal suo ministro Barak, come mai osserviamo nella comunità ebraica italiana una completa identificazione in questa idea perdente e non osserviamo invece quell’eccezionale fermento che attraversa la stessa società civile israeliana e la comunità statunitense? «La comunità ebraica italiana ha una duplice particolarità. Il primo dato oggettivo è che in Italia c’è una comunità numericamente assai esigua, minuscola, che si conta nell’ordine di poche decine di migliaia di persone. A stento si superano i 20 mila iscritti di contro a una comunità come quella francese che supera gli 800 mila o a quella tedesca che ha superato i 100mila, senza parlare dei milioni di ebrei che risiedono negli Stati Uniti. Quindi le dimensioni rendono asfittico di per sé il dibattito interno alla comunità italiana. Inoltre questa comunità si confronta con il governo Berlusconi – il quale ha una tale ansia di legittimazione derivante dalle origini post-fasciste di una sua parte – che ha fatto del rapporto privilegiato con il governo di Israele un elemento legittimante decisivo e quindi vi ha stabilito un rapporto acritico, differenziandosi in questo dagli altri governi europei, che non hanno questa subalternità culturale e che non si offrono come sponde di qualsiasi azione venga decisa da Netanyahu. Questo è parso evidente anche nel voto alle Nazioni Unite, dove tra i paesi dell’Unione europea solo l’Italia e l’Olanda si sono astenuti sulla risoluzione critica dopo i fatti della Mavi Marmara. Comunque non è un’eresia dire che non è molto rilevante quanto accade in Italia rispetto al quadro mondiale.»
[…]
Lerner è convinto che anche la qualità dell’azione internazionale degli ultimi esecutivi che si sono succeduti in Italia sia imparagonabile. Nonostante l’esiguo peso specifico dell’Italia sullo scacchiere internazionale, Lerner – da osservatore speciale – ha constatato come «il secondo governo Prodi abbia assunto un ruolo autonomo – forzando anche sulle incertezze dei francesi – che ha prodotto la missione di peace-keeping Unifil nel Libano del sud dopo la guerra del 2006 e il tentativo di farsi tramite insieme alla Germania di un possibile dialogo tra la Siria e Israele che separasse le sorti di Damasco da quelle di Teheran. Mentre l’attuale governo Berlusconi ha tentato, apparentemente in continuità con le politiche andreottiane e dalemiane e con la tradizione italiana sponsorizzata dall’Eni, di essere una testa di ponte verso il mondo arabo. Ma questa vocazione naturale geografica dell’Italia nel Mediterraneo è stata forzata da Berlusconi in un rapporto molto ambiguo con la Libia di Gheddafi. Rapporto che riguarda finanza, energia, politiche sule migrazioni e che, com’è nel costume di Berlusconi, è stato trasformato in una sorta di rapporto personale privilegiato e anche un po’ misterioso, opaco.»
[…]
Questo decennio che ci lasciamo alle spalle è stato foriero delle spinte più vertiginose del sistema neoliberista. Spinte che hanno innervato un sistema “non sostenibile” per molteplici aspetti e che ci consegnano una crisi epocale e totalizzante in cui verranno messe in discussione molte delle categorie con cui abbiamo sempre letto il mondo e i rapporti di forza che lo governano. Ma la crisi del capitalismo globale ha trovato certamente impreparate le forze progressiste mondiali, e non solo quelle italiane. «La sinistra – secondo Gad Lerner – per riacquistare quel legame con i ceti popolari da cui si è distaccata può sperare solo che sopravvengano nuovi pensatori globali. Si deve pensare a una soluzione internazionalista che corrisponda al livello dei luoghi decisionali dell’economia, che corrisponda a una capacità regolatoria della finanza, che corrisponda a un contenimento delle spinte esasperate alla disuguaglianza di reddito oggi accettate come naturale e inevitabile. E questo si può fare soltanto in una dimensione internazionale, globale. Dire questo però vuol dire anche ammettere che i tempi sono lunghi. Abbiamo bisogno di un nuovo pensiero radicale che nasca al di fuori della consuetudine con l’establishment che caratterizza la classe dirigente della sinistra, non soltanto in Italia. Guardano al laboratorio dell’America del sud – conclude Lerner – possiamo augurarci che, essendo quelli paesi in forte crescita e avendo culture più vicine alle nostre, possano svolgere un ruolo di riferimento e innovazione di cui abbiamo bisogno e non assolvano esclusivamente al ruolo di nuovi Paesi emergenti nei consumi.»
Claudio Marotta
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17 gennaio, 2011 alle 9:26 am
SABATO 15 GENNAIO 2011
A Noah Klieger piace che i revisionisti vengano picchiati
UN TEDESCO VIENE PICCHIATO PER AVER OSATO CONTESTARE UN “SOPRAVVISSUTO DELL’OLOCAUSTO” [1]
Un “sopravvissuto dell’Olocausto” approva il pestaggio somministrato in una libreria a un tedesco eretico che aveva osato fare una domanda al “santo”
GLI ALTRI TEDESCHI
Di Noah Klieger [foto], Ynet News, 27 dicembre 2010
CON UNA POSTILLA DI MICHAEL HOFFMAN
Sono tornato da un giro di conferenze in Germania; 20 conferenze in 11 giorni in 9 città diverse. Negli ultimi anni la frequenza degli inviti che ricevo cresce, e durante le mie conferenze dedico molto tempo al comportamento sadico e riprovevole della maggior parte dei tedeschi durante l’Olocausto – le centinaia di migliaia di assassini dell’ebraismo europeo e le decine di milioni che esultavano per lo sterminio degli odiati ebrei.
Di solito parlo a spettatori i cui nonni erano quei tedeschi. Nel caso degli alunni potrebbero addirittura essere i bisnonni. Attraverso la mia storia personale elenco i crimini e la basilare disumanità, e gli spettatori arrivano in gran numero e alla fine mi applaudono sempre.
Il mio ultimo incontro a Berlino, alla vigilia del mio ritorno in Israele, è stato organizzato dalla Fondazione Konrad Adenauer nella biblioteca pubblica della capitale tedesca. Era una sera fredda – 16 gradi Celsius, con la neve che si ammassava nelle strade e le poche vetture fuori che avevano difficoltà a farsi strada. Gli organizzatori si aspettavano poche persone, ammesso che fosse venuto qualcuno, e anch’io non avevo grandi aspettative.
Ma la realtà è stata diversa. La sala di 90 posti si è riempita in pochi minuti, e si sono dovute aggiungere dozzine di sedie. Anche qui, il pubblico ha ascoltato con attenzione le mie parole, e di nuovo alla fine ha applaudito. Come sempre, ho proseguito chiedendo che venissero fatte delle domande. Ho risposto a due donne, e poi si è alzato un uomo, di 40 o 50 anni.
“Lei dice”, ha detto, e io l’ho immediatamente fermato: “io non dico, io racconto fatti”. L’uomo ha proseguito chiedendo se avevo visto le camere a gas con i miei propri occhi, ma prima che potessi rispondergli sulla realtà che avevo visto ad Auschwitz e a Birkenau, con le camere a gas e i crematori, diversi tra i presenti si sono alzati e hanno iniziato a urlare “raus, raus”. “Fuori”, in tedesco. L’uomo naturalmente non ha obbedito, e allora diversi uomini si sono scagliati contro di lui e lo hanno trascinato via picchiandolo.
Ai lettori della biblioteca che chiedevano il motivo del trambusto è stato detto che l’uomo era un negazionista dell’Olocausto, e tutti sono stati contenti di vederlo buttato fuori.
Finora, questa è la prima volta che ho visto accadere qualcosa del genere nelle dozzine o centinaia di volte che sono stato in Germania. La risposta del pubblico alla provocazione mi ha insegnato che lì ci sono davvero “altri tedeschi”.
È vero che anche oggi c’è qualche tedesco – molto pochi – occultamente antisemita. Molti non vogliono credere che i loro padri o i loro nonni uccisero davvero gli ebrei, e non possono dire ciò che pensano solo perché c’è una legge che vieta il negazionismo dell’Olocausto e la discriminazione religiosa.
Nello stesso tempo, sempre più persone in Germania iniziano a capire ciò che i tedeschi del passato hanno fatto al popolo ebraico, e al mondo intero.
Postilla di Michael Hoffman
Notare la megalomania dell’autore: “”Lei dice”, ha detto, e io l’ho immediatamente fermato: “io non dico. Io racconto fatti””.
Questa è la prima legge [da osservare] quando ci si accosta al “Popolo Eletto”: tutto ciò che loro dicono è la verità, non “dicerie”.
Ecco perché il libro The Great Holocaust Trial [Il grande processo dell’Olocausto] [2], ristampato questo mese, è importante: quando questi “infallibili sopravvissuti” si sedettero sul banco dei testimoni, al processo di Toronto contro Ernst Zundel, sottoposti al contro-interrogatorio di Doug Christie, l’avvocato di Zundel, i loro “fatti” si dissolsero nell’aria rarefatta. Il conto di quella vittoria revisionista arrivò anni dopo, quando a Zundel vennero fatti scontare sette anni di carcere nelle galere canadesi e tedesche.
Klieger scrive: “…durante le mie conferenze dedico molto tempo al comportamento sadico e riprovevole della maggior parte dei tedeschi durante l’Olocausto…”.
Qui vediamo come la religione dell’Olocaustianesimo ha la sua componente più perversa nella diffamazione razzista del “sadico e deplorevole” popolo tedesco. In Germania è illegale parlare in questi termini della nazione ebraica ma l’abietto odio anti-tedesco è autorizzato come forma di educazione civica sotto la categoria di “Olocaustianesimo”.
Klieger inoltre dichiara che: “decine di milioni [di tedeschi] …esultavano per lo sterminio degli odiati ebrei”. Come è arrivato a questa cifra, signor Klieger? Che prove ha che il popolo tedesco sapesse del presunto sterminio mediante camere a gas, o addirittura che ne ‘esultasse’? Naturalmente, capisco che il solo porre queste domande a Vostra Altezza Reale potrebbe provocare un (giustificato) pestaggio del sottoscritto, ma correrò il rischio.
Il resto del “reportage” del signor Klieger è la trita e ritrita mistura talmudica di arroganza, violenza e terrorismo. Un eretico tedesco fa una domanda improntata a scetticismo alla conferenza di un santo giudaico dell’”Olocausto” in una biblioteca. L’eretico viene picchiato e gettato fuori della biblioteca. L’umanista, tollerante e amorevole Noah Klieger commenta: “e tutti sono stati contenti di vederlo buttato fuori”.
Mentre sperimentiamo il trionfo totale della supremazia giudaica in Occidente, la mentalità talmudica non avrà più bisogno di dissimularsi e a noi verrà servito ancora questo aperto tripudio per l’eliminazione violenta degli avversari – così contrastante con i miti cinematografici e accademici riguardanti l’atteggiamento del giudaismo con gli eretici e l’eresia – e cioè con i braccati in permanenza. Ma quando sono i giudei stessi a sguinzagliare i cani e a diventare i cacciatori, non vi sono gli Steven Spielberg e i New York Times a registrarlo per la posterità. Il farlo sta a noi.
PUBBLICATO DA ANDREA CARANCINI A 06:44 1 COMMENTI
http://andreacarancini.blogspot.com/2011/01/noah-klieger-piace-che-i-revisionisti.html
Questa sì che è istigazione all’odio razziale.
Alla faccia della liberà di pensiero e di opinione.
13 gennaio, 2011 alle 8:54 am
MERCOLEDÌ 12 GENNAIO 2011
Vladimir Jabotinsky e il modello della “nazione assoluta”
Vladimir Jabotinsky (1880-1940), nel definire il modello della “nazione assoluta” teorizzava: «Non ci importa se le razze “pure” esistono o no: quello che conta è che le comunità etniche si distinguono una dall’altra per le caratteristiche razziali ed è in questo senso che il termine “razza” ha un significato scientifico ben definito…La “nazione assoluta” deve presentare un’immagine razziale unica, diversa dalla natura razziale dei suoi vicini; dovrà occupare da tempo immemorabile terre chiaramente definite (dalle caratteristiche razziali degli abitanti) e sarà auspicabile che in quelle terre non ci siano minoranze aliene che indebolirebbero l’unità nazionale…» [1].
In un opuscolo pubblicato in Yiddish a Varsavia nel 1933, intitolato Una lezione di storia ebraica, Jabotinsky scriveva: «Ciascuna razza ha un diverso meccanismo spirituale e questo non ha niente a che fare con l’esistenza di razze “pure”. Tutte le razze sono “miste” e questo è vero anche per noi ebrei. Tuttavia la mescolanza è diversa da un caso all’altro…La natura del meccanismo spirituale dipende dalla razza: il livello intellettuale, una più intensa o debole capacità di affrontare nuove esperienze, l’acquiescenza a situazioni date o il coraggio di prendere iniziative, la determinazione o la mancanza di volontà che fa abbandonare qualsiasi lotta dopo il primo tentativo fallito, tutte queste caratteristiche sono prodotte dalla razza».
Fonte: Israel Shahak, STORIA EBRAICA E GIUDAISMO – Il peso di tre millenni, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia 1997, pp. 140-141 e 157.
PUBBLICATO DA ANDREA CARANCINI A 07:12
http://andreacarancini.blogspot.com/2011/01/vladimir-jabotinsky-e-il-modello-della.html
11 gennaio, 2011 alle 9:04 am
V FOR SIONISMO
di Keith Johnson
dal blog Revolt of the Plebs
Traduzione di Gianluca Freda
Il 14 dicembre 2010, il 56enne Clay Duke stava partecipando ad una riunione del Distretto di Bay School a Panama City, in Florida. Dopo qualche minuto di consultazioni, la riunione è stata aperta alla cittadinanza locale. E’ stato allora che Duke si è alzato dalla sedia, si è avvicinato ad un muro e ha dipinto con lo spray la lettera “V” all’interno di un cerchio rosso. Il graffito era un diretto riferimento al film V for Vendetta, il cui eroe – un vigilante mascherato chiamato “V” – utilizza lo stesso simbolo come firma personale. Duke ha poi estratto una pistola e ha ordinato che tutti lasciassero la sala, ad eccezione di sei membri del direttivo.
“Io oggi morirò”, ha detto Duke camminando intorno al podio.
Duke stava attraversando brutti momenti. Come molti americani era stanco e disoccupato. Sua moglie, Rebecca, era stata licenziata dal lavoro – in quello stesso distretto scolastico – e stava per ricevere l’ultimo assegno di disoccupazione. A peggiorare le cose, Duke soffriva di bipolarismo della personalità ed era rimasto senza più medicine. Aveva raggiunto il punto di rottura e deciso di togliersi la vita per sfuggire a questa situazione disperata. Sfortunatamente, aveva anche progettato di portare con sé un altro po’ di persone.
Due membri del direttivo hanno cercato di ragionare con Duke, ma senza risultato. Dopo qualche minuto, l’uomo ha sollevato il braccio e ha iniziato a sparare. Per fortuna, nessun proiettile è riuscito a colpire le sue potenziali vittime. Duke, tuttavia, non è stato così fortunato. Un agente di sicurezza ha risposto al fuoco, colpendolo a una gamba. Duke è caduto a terra e ha rivolto la pistola contro se stesso. E questa è stata la fine di Clay Duke.
L’episodio ha ricevuto copertura nazionale, con i principali media che ponevano l’accento sull’instabilità mentale di Duke e sui suoi trascorsi con la legge. I media sono stati molto espliciti nello sforzo di dipingerlo come un maniaco paranoide. Molti articoli contenevano una dichiarazione rilasciata da uno dei passati avvocati di Duke, Ben Bollinger, che ha detto: “Era uno di quei millenaristi. Uno di quelli che credono che il mondo stia dirigendosi verso il peggio e che fanno scorta di armi, armi d’assalto”.
Pare che Bollinger si fosse fatto questa idea di Duke quando nel 2000 lo aveva rappresentato durante un processo.
Provate a pensare a cosa è successo da allora. Il mondo si è davvero indirizzato verso il peggio? Ditemelo voi. Forse Duke non era poi così paranoide o maniaco come la stampa vorrebbe farvi credere.
Prima di compiere il suo gesto, Duke aveva postato questa dichiarazione sul suo profilo Facebook:
“Il mio testamento: alcune persone (i media controllati dal governo) diranno che ero malvagio, che ero un mostro (V)… no… sono solo nato povero in un paese in cui i ricchi manipolano, usano, sfruttano e rendono economicamente schiavo il 95% della popolazione. Ricchi repubblicani, ricchi democratici… tutti uguali… ricchi… fanno a turno per derubarci… dei nostri pochi dollari… costruiscono piramidi di ricchezza per se stessi. Il 95%… lo “US” in USofA è neo-schiavo del Sud Globale. I nostri padroni, i ricchi, fanno di noi ciò che vogliono…”.
Ancora una volta, non sembrano le parole di uno che sia “completamente fuori di testa”. Ammetterete che è stato piuttosto profetico nel prevedere che “i media controllati dal governo” lo avrebbero dipinto come un “malvagio” e come un “mostro”. In effetti, hanno fatto proprio questo. Ma che dire del resto delle sue osservazioni? C’è qualcuno, nel nostro cosiddetto “movimento patriottico”, che vi veda nulla con cui essere in disaccordo?
In buona parte, il movimento patriottico ha accuratamente evitato di applaudire Duke per il suo gesto. Ma questo non vuol dire che non condivida i suoi sentimenti. A differenza della stampa di stato, i media dei cittadini hanno giustamente fatto notare che lo stesso Duke è stato vittima di questa tragica congiuntura. Vittima di un’economia che è stata deliberatamente progettata per collassare, di un’industria farmaceutica che prescrive pericolose droghe psicotrope e di una Hollywood controllata dai sionisti che produce film come V for Vendetta.
Oddio! Ho sentito un migliaio di mascelle che sbattevano sul pavimento nel leggere la fine dell’ultimo paragrafo. Eravate tutti con me finché parlavo di “economia”, di “industria farmaceutica”, forse perfino di “Hollywood controllata dai sionisti”. Ma molti di voi sono certamente pronti a togliermi il saluto per aver insinuato che potrebbe esserci qualcosa di insidioso dietro uno dei film più acclamati dal movimento patriottico.
Sul piano della fiction cinematografica,V for Vendetta è diventato un cult per molti patrioti. Contende il primo posto a film come 1984 e Matrix. Spezzoni, citazioni e immagini tratti dal film si possono trovare su molti siti patriottici e alternativi. Se visitate un po’ di siti complottisti, troverete molti utenti che utilizzano come avatar la maschera di Guy Fawkes. Un cospicuo numero di dimostranti contro le politiche fiscali, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, si è vestito col costume di V durante le manifestazioni. Alcuni gruppi di patrioti commemorano il 5 di novembre – il giorno in cui il vero Guy Fawkes tentò di far saltare in aria il Parlamento – e hanno scelto questa giornata per tenere proteste e manifestazioni.
Per coloro che non conoscessero il film, ecco un riassunto sintetico:
In un vicino futuro, l’Inghilterra è dominata da un governo totalitario guidato dal partito fascista Norsefire. Evey Hammond, una ragazza che lavora alla TV di Stato britannica, viene salvata da un tentato stupro ad opera di membri della polizia segreta da un vigilante mascherato da Guy Fawkes e conosciuto come “V”. Egli la conduce su un tetto ad osservare la distruzione dell’Old Bailey [il tribunale penale londinese] compiuta dal vigilante. Norsefire cerca di spacciare l’incidente per una demolizione controllata, affermando che l’edificio non era più strutturalmente solido, ma il giorno dopo V si inserisce sulle frequenze televisive delle trasmissioni di Stato, rivelando la menzogna. Egli incita il popolo d’Inghilterra a sollevarsi contro il governo oppressore e a unirsi a lui l’anno successivo, il 5 novembre, davanti al Parlamento, che promette di distruggere.
I patrioti adorano i film ambientati in un futuro distopico, in cui vigilanti solitari combattono il sistema e talvolta sacrificano le proprie vite per ispirare le future generazioni a riprendere la lotta da dove loro l’avevano lasciata. La Hollywood sionista lo capisce benissimo ed è felice di accontentarli. I sionisti stanno con l’orecchio per terra e sono pienamente consapevoli della crescita del movimento patriottico e dell’ampio risveglio politico prodottosi dopo l’11 settembre. Capiscono che una rivoluzione è imminente e vogliono garantirsi un ruolo chiave nel progettare e controllare questa rivoluzione.
Se crediamo davvero che il Nuovo Ordine Mondiale abbia il controllo di Hollywood e che utilizzi ogni mezzo di comunicazione per diffondere la sua propaganda, allora dobbiamo essere molto attenti nell’analizzare ogni più piccolo dono che esso ci offre. Perché il Nuovo Ordine Mondiale dovrebbe consentire che venga prodotto un film che incita a sfidare la sua autorità? Solo i più ingenui tra noi possono pensare che questa produzione sia passata così in basso sotto i radar da sfuggire alla loro attenzione.
No, questo film è stato specificamente prodotto dal NWO per indirizzare la paura e il disprezzo del suo pubblico verso l’immagine mitica di un 4° Reich e distoglierli dalla critica del potere ebraico, delle lobby israeliane e dell’oppressione sionista contro il popolo palestinese.
V for Vendetta straripa di immagini di Hitler, del Nazismo e dell’Olocausto che hanno lo scopo d’incastonare più a fondo nelle nostre coscienze l’idea che tutte le nostre attuali paure siano legate ad eventi accaduti 65 anni fa.
I sionisti vogliono convincervi che le vostre paure per l’avvento di uno Stato fascista di polizia siano precisamente ciò che loro stavano combattendo durante la II Guerra Mondiale. Non importa quali siano le vostre preoccupazioni, la propaganda sionista troverà sempre il modo di ricollegarle con il nazismo. Essi sono determinati a manipolarvi per farvi credere che tutto il male sia nato nella Germania nazista e che i meccanismi di controllo governativo contemporanei scaturiscano da quella fonte. Dobbiamo credere che questo, e questo soltanto, sia il nemico. Che lo sia sempre stato e che sempre lo sarà.
Questa propaganda è incessante. Ultimamente ho controllato la directory TiVo della mia TV via cavo. Prima ho inserito come parola di ricerca “Hitler”. Sono saltati fuori oltre 70 titoli di programmi calendarizzati per le prossime due settimane. Ecco qualche titolo: Il fantasma di Hitler, Quando Hitler invase l’America, Caccia a Hitler, L’attrazione fatale di Adolph Hitler, La creazione di Adolph Hitler e L’ultima missione mortale di Hitler.
Poi ho inserito la parola “nazista”. Sono venuti fuori 74 risultati. Qualche titolo: Il treno fantasma nazista, La cospirazione nazista degli UFO, Nazisti: la cospirazione occulta, L’arma segreta dei nazisti, La supernave nazista e A caccia di nazisti.
Alla fine ho deciso di inserire i nomi di altri due celebri dittatori: “Stalin” e “Mao”. Non è venuto fuori nulla. E sapete che cos’altro non ho trovato? Non ho trovato programmi sulla USS Liberty, sull’affare Lavon o sull’Operazione Piombo Fuso. Figuriamoci.
Davvero il popolo americano non è interessato ad altri personaggi ed eventi storici? O forse ci stanno solo dicendo a cosa dobbiamo essere interessati? Credo che noi tutti conosciamo la risposta. Siamo stati e continuiamo ad essere indottrinati su un unico evento significativo della storia. E’ su questo evento e su quei personaggi di quell’epoca che si fonda la propaganda del Nuovo Ordine Mondiale.
Se si rimane costantemente in guardia contro il nazismo, si sarà meno inclini a criticare Israele. Nella testa di molti americani, i nazisti (leggendari oppressori del popolo ebraico) e i sionisti (che si presentano come difensori del popolo ebraico) sono agli antipodi. Se si crede che i nazisti siano il male assoluto, sarà molto più facile lasciarsi persuadere che i sionisti siano il bene assoluto. Questo è esattamente ciò che i sionisti vogliono farvi credere.
So che cosa vogliono dirmi alcuni di voi. Volete dirmi che non cascherete in questo trucco. Volete dirmi che criticate i sionisti proprio perché si comportano come nazisti, vero? Sento di continuo quest’affermazione. Ciò che state dicendo è che il bambino violentato è ora diventato violentatore. E’ un argomento a difesa. Gli avvocati che patrocinano i molestatori di bambini lo usano per attirarsi le simpatie dei giurati, ottenendo spesso sentenze più lievi per i loro clienti. Quando utilizzate questo tipo di argomentazione, vi schierate senza volerlo in difesa dei sionisti.
In aggiunta a questo, state soffiando nuova vita nei polmoni di Hitler e tenendo viva nei pensieri del pubblico l’idea dell’imminente pericolo di un suo influsso su di noi. In tal modo è molto più facile per la propaganda sionista convincere i creduloni che Nuovo Ordine Mondiale sia sinonimo di nazismo. Non cascateci. Hitler è morto e i nazisti hanno cessato l’attività nel 1945.
Questo significa che i nazisti sono scomparsi dalla faccia della Terra? Certamente no. Anzi, posso condurvi io stesso nel luogo in cui essi vivono all’interno della mia comunità. Li troverete seduti a fumare sigarette fuori dalla loro roulotte. Portano stivali neri, si rasano la testa e hanno una svastica tatuata sull’avambraccio. Se guardate nella loro camera da letto attraverso i finestrini, vedrete una bandiera nazista che essi utilizzano come tendina, perché sono troppo poveri per sostituire quella che avevano prima. Sì, vi diranno che sono nazisti. Ma vi assicuro: non stanno progettando di conquistare il mondo. Sono troppo occupati a fumare metanfetamine e a rubare biciclette. No, amici miei, il Nuovo Ordine Mondiale non è sinonimo di nazismo. E’ sinonimo di sionismo.
Lo scrittore Michael Collins Piper, di American Free Press, lo spiega bene nel suo libro The New Babylon.
Egli spiega che il NWO è “la progettata realizzazione di un sogno talmudico per istituire un’utopia ebraica”. La loro idea di utopia è quella di un “impero globale” guidato da una nuova “elite ebraica”.
Il movimento sionista è al cuore di questa realizzazione, specificamente elaborata per istituire lo Stato d’Israele come “entità geografica e politica”.
Piper afferma che “la causa sionista è integralmente votata al progetto di un Nuovo Ordine Mondiale”.
E prosegue spiegando che “E’ stata l’ascesa della finanza ebraica internazionale e conseguentemente l’emergere dell’impero dei Rothschild – come principale punto di riferimento di questo regno – l’elemento cruciale nel promuovere il Nuovo Ordine Mondiale”.
Per parafrasare ulteriormente il suo pensiero, Piper sottolinea che il consolidarsi del potere dei Rothschild sull’Impero Britannico ha costituito il fondamento della cornice politica, finanziaria e strutturale del Nuovo Ordine Mondiale.
Piper afferma che gli Stati Uniti sono divenuti oggi “il motore virtuale del potere dei Rothschild”. Dal punto di vista degli ebrei, gli Stati Uniti rappresentano “la Nuova Babilonia”. Sono divenuti “il seggio del potere” e il meccanismo attraverso il quale “essi vogliono realizzare il Nuovo Ordine Mondiale”.
Questa è la realtà del NWO. Ma i creatori di V for Vendetta vogliono farvi credere altrimenti. E ci riescono introducendo l’iconografia nazista in uno scenario contemporaneo e aggiungendovi i simboli di un moderno stato di polizia: telecamere di sorveglianza, paramilitari vestiti di nero, ecc. Così facendo, essi diffondono il messaggio che la minaccia del nazismo sia ancora viva.
Nel film, il partito politico che domina la popolazione con il pugno di ferro si chiama Norsefire, nome che allude agli archetipi e alla mitologia Nordico/Ariana che si ritiene integrata nell’ideologia nazista.
I colori del vessillo del Norsefire sono il nero, il bianco e il rosso; viene anche utilizzato un surrogato distorto della croce, simile alla svastica.
Il cancelliere del Norsefire è un clone di Adolph Hitler di nome Adam Sutler, che improvvisa appassionati discorsi in stile hitleresco.
Prima di essere interrogata, Evey, l’eroina del film, viene fatta svestire e le vengono rasati i capelli. Questa familiare immagine di “vittima di un campo di concentramento” resterà con lei per tutta la durata del film.
Parte della retrospettiva sul passato di V, rivela che egli stesso era tra i molti “dissidenti politici” e “devianti sociali” sottoposti ad esperimenti medici mentre erano internati in un campo di concentramento. L’installazione viene poi distrutta da un incendio. Ma a differenza degli altri prigionieri, V riesce a fuggire. Emerge dalle fiamme con una forza sovrumana e una rabbia inestinguibile. Questo battesimo del fuoco rende V l’incarnazione tanto dei sopravvissuti all’Olocausto quanto di coloro che in esso perirono.
Egli decide di consacrarsi ad una missione di “vendetta” contro coloro che gli hanno fatto del male. Questa “missione di vendetta” è la quintessenza del giudaismo talmudico. In seguito è divenuta una tematica molto popolare in film come Munich di Steven Spielberg e Inglorious Basterds di Quentin Tarantino, l’ultimo dei quali ha inaugurato il nuovo genere cinematografico della “pornovendetta ebraica”.
V assume l’identità di Guy Fawkes, un martire britannico realmente esistito che partecipò alla “Congiura delle Polveri” per far saltare in aria la Camera dei Lord nel 1605. Porta la maschera di Guy Fawkes sia per coprire le deturpazioni subite durante l’incendio, sia come simbolo della ribellione violenta.
Nel corso del film, V si produce in alcuni monologhi intellettualmente provocatori e piuttosto brillanti. Uno dei monologhi più citati ha luogo nel momento in cui V si è impadronito della stazione televisiva di Stato e trasmette il suo messaggio attraverso Londra:
“Le parole sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c’è che da guardarsi allo specchio”.
Chi potrebbe metterlo in discussione? Sono il primo ad ammettere che c’è molto di vero nei dialoghi di questo film. Ma il messaggio viene poi deviato in un crescendo di violenza premeditata che V riesce a rendere molto attraente.
Nel corso del film, V utilizza tattiche terroristiche per distruggere le infrastrutture del governo. Riesce perfino a romanticizzare questi atti di terrorismo facendo accompagnare le sue demolizioni dalla musica e citando poesie mentre uccide gli avversari.
Alla fine, le azioni di V ispirano il popolo a rivoltarsi contro il governo oppressore. Nel finale del film, migliaia di londinesi con indosso la maschera di Guy Fawkes marciano verso il Parlamento per vederlo saltare in aria.
Com’è ovvio, lo straordinario successo di V nei panni di vigilante solitario è verosimile solo in un racconto immaginario. Nel mondo reale – particolarmente nell’America dei giorni nostri – l’idea che le azioni violente di un uomo possano ispirare una rivolta di massa è assurda.
Il terrorismo funziona solo a vantaggio del governo. Ecco perché gli attivisti ragionevoli, che cercano di conquistare la fiducia e il sostegno del popolo, evitano la violenza come la peste. Se crediamo al fatto che il governo inscena attentati false flag come pretesto per attaccare le libertà del suo popolo, dobbiamo anche riconoscere che lo fa a causa dell’assenza di quegli atti di terrorismo autentici, organizzati e interni al paese contro i quali va continuamente mettendoci in guardia.
Ma credetemi, il nostro governo è ben lieto quando persone emotivamente fragili come Clay Duke abboccano all’esca di Hollywood e si mettono ad imitare eroi dello schermo come V. Ciò risparmia all’FBI il disturbo di costringere qualche disgraziato ragazzino nato in Somalia a mandare all’aria la cerimonia dell’accensione di un albero di Natale in Oregon; e risparmia al Mossad il fastidio di convincere qualche nigeriano rimbecillito a infilarsi un po’ di petardi nelle mutande prima di salire a bordo di un aereo. I governi temono le sollevazioni di massa, ma incoraggiano gli atti di aggressione individuale. I singoli individui sono facili da contenere e i loro atti di terrorismo sono facili da assorbire e sfruttare.
Come si è visto nella tragedia di Clay Duke, non vi è nulla di romantico nella violenza. Non c’è stata alcuna suspence cinematografica mozzafiato nelle sue azioni. Non c’era nessuna musica in sottofondo. Egli non ci ha stupito con destrezze acrobatiche. Nella realtà, tutti gli atti di violenza sono brutti e repellenti a vedersi.
Non sto accusando gli autori del film di incitare deliberatamente alla violenza. Ma alla luce delle azioni di Clay Duke, si può dire che la pellicola abbia svolto proprio questo ruolo. Viceversa, sto suggerendo in modo esplicito che gli autori del film si siano deliberatamente adoperati a promuovere la propaganda sionista per le ragioni che ho spiegato prima. E chi erano questi autori?
Prima di tutto, il film è un adattamento di una graphic novel del 1982 scritta da Alan Moore, personaggio che si autodefinisce Cabalista e Mago del Caos; e che nel 1986 ha anche scritto “Watchmen”, con cui propugnava il terrorismo false flag in un machiavellico scenario da “fine che giustifica i mezzi” allo scopo di unificare il mondo sotto un governo globale dopo un attacco nucleare contro una città americana. In verità Moore ha però preso le distanze dalla versione cinematografica di V for Vendetta, lamentandosi del fatto che i produttori avevano cambiato il tema di base del racconto, “Fascismo contro Anarchia”, nel nuovo tema “Conservatorismo Americano contro Liberalismo Americano”.
Poi ci sono Joel Silver e i fratelli Wachowski, tutti e tre potenti produttori ebrei di Hollywood. I fratelli Wachowski hanno scritto la sceneggiatura. Essi rappresentano anche l’apparato creativo che sta dietro a un altro film molto amato dai patrioti, Matrix, il quale contiene a sua volta una gran quantità di propaganda sionista. Ad esempio, Zion è il nome del rifugio sotterraneo che rappresenta l’unico luogo sicuro in cui gli umani liberati possono sfuggire alla malvagità delle macchine.
Ultima, ma non meno importante, c’è l’attrice israeliana Natalie Portman, che nel film recita la parte dell’eroina, Evey. Ora, ecco una cosa che potrà sorprendere i molti patrioti che ammirano il film. Sapevate che – proprio nel periodo in cui il film veniva distribuito – la Portman aveva una relazione con il 36enne Nat Rothschild? Proprio così: Nat Rothschild, membro della stessa famiglia che secondo tutti noi patrioti siede sul livello più alto del Nuovo Ordine Mondiale [vedi foto].
Tutte queste cose possono sembrare innocue e innocenti se considerate separatamente. Ma se le si mette insieme, esse rappresentano un forte argomento a sostegno della tesi che ho appena esposto.
Non sto rivolgendo ai patrioti la richiesta di cancellare questo film dalle loro menti, di rimuovere i video clip dai loro siti o di astenersi dal citare frasi del film. Ma suggerisco di essere consapevoli del suo substrato d’iconografia nazista e di come esso venga usato per trascinarci fuori dal presente e verso un lontano passato.
Tutti conosciamo il detto “il nemico del mio nemico è mio amico”. Bene, se voi considerate il nazismo come vostro nemico e il sionismo come suo principale antagonista, allora si potrebbe concluderne che il sionismo è il vostro maggiore alleato. Ma il nazismo non è un nostro problema e non è più stato un problema per nessuno per oltre mezzo secolo.
Vi prego, non fraintendetemi. Non sono qui per difendere i nazisti. Non sono né un apologeta di Hitler, né un simpatizzante del nazismo, né un negatore dell’Olocausto. Anzi, mi trovo esattamente agli antipodi rispetto a coloro che esaltano Hitler, propugnano ideologie naziste o adottano simboli nazisti come parte della loro identità. E non per paura che queste persone possano dar vita a una resurrezione del nazismo, ma perché tutto questo si risolve a vantaggio dei propagandisti del sionismo. Essi non chiedono di meglio che poter utilizzare queste caricature di giovinastri rapati, che sventolano bandiere naziste e salutano col “Sieg Heil”, per far credere alle vecchiette che Hitler stia per marciare contro Main Street da un momento all’altro e dar vita a un secondo Olocausto. E la cosa più pericolosa è che costoro sovrappongono queste immagini alla critica razionale contro Israele allo scopo di far approvare normative incostituzionali contro la libertà di parola.
Ascoltate, se ancora state a preoccuparvi del nazismo, ho un suggerimento per voi: smettete di pensarci! Smettete di parlarne! Esso esiste solo nella vostra mente. Se vi preoccupa la possibilità di un nuovo Olocausto, pensate piuttosto a quello che sta già avvenendo in Palestina. Se non fermiamo l’Olocausto in corso laggiù, potremmo non avere la possibilità di fermare quello che sta per arrivare qui.
http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=757:gianluca-freda&catid=42:letteratura-e-spettacolo&Itemid=44
29 dicembre, 2010 alle 8:31 am
John Piermont Morgan è colui il quale ha acquistato i brevetti di Nikola Tesla sulla energia libera e che ha fatto distruggere i laboratori e i macchinari del genio serbo-croato.
Grazie a Tesla da più di un secolo l’umanità potrebbe produrre energia a costo quasi zero, sia in termini economici sia ambientali.
Grazie a J. P. Morgan da più di un secolo continuiamo a bruciare petrolio e ad arricchire il potere delle lobby energetiche che fanno riferimento alle quattro famiglie ebraiche americane.
29 dicembre, 2010 alle 8:25 am
Nascita della banca centrale americana
John Pierpont Morgan 1837-1913 Paul Moritz Warburg 1868-1932 John Davison Rockefeller 1839-1937
Nei primi anni del ‘900, il mondo dell’alta finanza era già stato completamente egemonizzato da quattro famiglie di origine ebraica, i Rockefeller, i Morgan, i Warburg e i Rothschild . Queste ultime esercitarono pressioni sul governo americano affinchè disponesse per legge la costituzione di una unica grande banca centrale di loro proprietà, la Federal Reserve. Un progetto ambizioso che però doveva fare i conti con una opinione pubblica non disposta a correre i gravi rischi di una concentrazione monetaria nelle avide mani di pochi rinomati speculatori. E per fare in modo che il popolo “digerisse” un provvedimento del genere i grandi banchieri generarono un problema economico insormontabile a cui offrire la loro soluzione. J. P. Morgan, considerato un luminare della finanza si servì così della sua enorme influenza nel mondo bancario per diffondere voci incontrollate sull’insolvenza e l’imminente fallimento dei grandi istituti di credito (citaz. Dossier “Zeitgeist the movie” , 2007, 3 parte) . Morgan sapeva infatti che ciò avrebbe provocato un’isteria collettiva generalizzata e la corsa dei risparmiatori a ritirare in massa il denaro dai propri conti. Le banche furono allora costrette a far rientrare tutti i crediti che fino ad allora avevano concesso costringendo i beneficiari a vendere le proprie proprietà innescando una spirale di bancarotte, sequestri di beni e disordini sociali. Successivamente al disastro, lo storico di origine ebraica Frederick Lewis Allen dichiarò quanto segue sulla celebre rivista “Life” : “Gli interessi dei Morgan hanno avuto la meglio dal panico del 1907 guidandone astutamente la diffusione” (ibidem) . E come previsto e programmato dai banchieri, al panico del 1907 seguì l’apertura di una inchiesta del Congresso a capo della quale venne nominato il senatore Nelson Aldrich, un uomo di fiducia dei cartelli bancari che entrò a far parte della famiglia Rockefeller. La commissione diretta da Aldrich propose poi l’istituzione di una banca centrale ufficialmente “deputata” ad impedire che si verificassero altri crack finanziari come quello del 1907! I banchieri internazionali avevano fatto il loro gioco e il popolo stava per cadere in trappola. Pleonastico quindi aggiungere che la proposta venne accettata dal congresso e istituita in gran fretta dal Presidente massone Woodrow Wilson il 23 dicembre del 1913 (citaz. http://en.wikipedia.org/wiki/Warburg_family). Ma per capire esattamente come si arrivò a tanto bisogna fare un passo in dietro nella storia ed esaminare i retroscena. Nel 1910 ci fu un incontro segreto nella tenuta di J. P. Morgan sull’isola di Jekill al largo della costa della Georgia e fu li che in realtà venne redatta la proposta di legge per far nascere la banca centrale americana a cui in seguito diedero il nome sibillino (si volle così lasciar intendere alle masse che si trattava di una istituzione Federale, cioè pubblica) di “Federal” Reserve.
Il provvedimento normativo in questione si chiamò “Federal Riserve Act” ma venne scritto dai banchieri e non dai legislatori del congresso. L’incontro venne tenuto segreto sia ai membri del governo che all’opinione pubblica e i membri che parteciparono alla stesura dell’atto normativo adottarono addirittura dei nomi in codice (citaz. “Zeitgeist The Movie”, 2007, parte 3) . Una volta approntata la legge venne trasmessa al senatore Nelson Aldrich , (il referente politico dei banchieri) affinché la facesse approvare dal Congresso. Nel 1913 venne eletto Presidente il massone Woodrow Wilson con il forte sostegno dei poteri forti che gli finanziarono la campagna elettorale in cambio della promessa che una volta a capo del governo avrebbe firmato il “Federal Reserve Act” (ibidem). E fu così che il 23/12/1933, ovvero nel pieno delle festività natalizie, venne approvata l’istituzione della banca centrale mentre il giorno della vigilia, (era appunto il 24/12/1933) si passò all’approvazione del suo scandaloso regolamento. E’ bene ricordare che tutto ciò avvenne proprio quando la maggior parte dei membri del congresso era a casa con la propria famiglia e che W. Wilson non si fece alcuno scrupolo nel promulgarlo in legge esecutiva (avrebbe invece potuto tranquillamente porre il veto). Tuttavia, alcuni anni dopo questi fatti, fu lo stesso Presidente a rendersi conto di essere stato usato come un burattino dichiarando rammaricato: “La [nostra] grande nazione industriale è controllata dal suo sistema creditizio. Il nostro sistema creditizio è concentrato nelle mani dei privati. La crescita e le attività della nazione sono quindi nelle mani di pochi uomini, i quali per forza di cose, a causa dei loro stessi limiti, frenano, controllano, distruggono la genuina libertà economica. Siamo diventati uno dei governi peggiori, uno dei più controllati e dominati del mondo civilizzato. Non più un governo basato sulla libertà di opinione, non più un governo degli ideali e del voto di maggioranza, bensì un governo basato sul giudizio e le costrizioni di piccoli gruppi dominanti”. Ed infatti, il membro del Congresso Louis McFadden affermò quanto segue subito dopo l’approvazione del “Federal Reserve Act”: “Qui è stato fondato un sistema bancario mondiale…un sovra-stato controllato dai banchieri internazionali che agiscono assieme per schiavizzare il mondo secondo i propri interessi. La Fed ha usurpato il governo”. Viceversa i mass media dissero alla gente che la banca centrale era indispensabile se si voleva raggiungere la stabilità economica e che quindi inflazione e crisi economiche erano ormai solo incubi del passato. Ma se da una parte i giornalisti si prodigavano ad annunciare al popolo l’avvento di una nuova era iniziata all’insegna della c.d. “Financial stability”, dall’altra, l’impietoso tribunale della storia dimostrò il contrario. Una volta assunto il controllo assoluto della moneta, la FED cominciò infatti a porre in atto una serie di azioni speculative che gli di “sbranare” letteralmente il libero mercato. Tra il 1914 e il 1919 ad esempio, la FED aumentò l’offerta di moneta del 100% che si tradusse in un’ampia apertura di credito che coinvolse anche le banche minori e i loro clienti. Successivamente però diede corso alla seconda parte del piano, e così nel 1920 ritirò improvvisamente una notevole quantità del denaro in circolazione costringendo i piccoli istituti di credito a far rientrare i crediti concessi provocando per l’ennesima volta bancarotte e prelievi di massa agli sportelli. In questo modo, oltre 5400 banche esterne al sistema della FED vennero spazzate via mentre i suoi spregiudicati banchieri consolidarono definitivamente il loro monopolio sull’economia. Visto ciò che era successo, il membro del Congresso Lindbergh dichiarò nel 1921: “Tramite il Federal Reserve Act viene creato il panico in modo studiato. Quello attuale è il primo caso di panico scientemente programmato , concepito allo stesso modo di un’equazione matematica”. L’ondata di panico del 1920 tuttavia fu solo una piccola avvisaglia di ciò che i banchieri stavano progettando, ovvero le prove generali di una crisi dall’impatto sociale devastante. E così tra il 1921 e il 1929 la FED aumentò di nuovo la massa monetaria in circolazione provocando ancora una volta una rapida espansione. Contestualmente fece la sua comparsa sul mercato azionario un nuovo tipo di prestito “molto vantaggioso” denominato “prestito a margine ”. Si trattava di un prodotto finanziario che consentiva all’investitore di versare solo il 10% del prezzo di un titolo mentre il restante 90% veniva prestato da un intermediario. Uno specchietto per le allodole che consentiva a chiunque di possedere 1000 dollari di azioni spendendone solo 100! Ed infatti un simile tipo di prestito si diffuse molto rapidamente durante tutti i “ruggenti” anni ’20. Ma proprio quando tutti sembravano far soldi investendo sui titoli azionari venne fuori il “trucco”. Il pagamento del prestito per il restante 90% del valore di un titolo poteva cioè essere richiesto in qualsiasi momento e doveva essere saldato entro 24! Questa facoltà dell’intermediario di richiedere improvvisamente il pagamento venne a sua volta denominata “chiamata di margine addizionale” e il suo esercizio normalmente determina la vendita dei titoli acquistati a credito. Insomma il prestito a margine non era che l’ennesima truffa al popolo per scatenare al momento opportuno un’ondata di insolvenze e fallimenti. E così, J.D. Rockefeller e Bernhard Barack pochi mesi prima dell’ottobre del 1929 e altri “insider” si defilarono silenziosamente dal mercato. Giunto il 24 ottobre del 1929, i finanzieri Newyorkesi cominciarono quindi a tirar su le loro reti, ovvero a reclamare il pagamento dei c.d. prestiti a margine. Ed esattamente come programmato, l’improvvisa richiesta di denaro provocò una massiccia ondata di vendite di questi titoli e la corsa agli sportelli bancari per prelevare moneta e saldare i debiti. Tutto ciò provocò il crollo di oltre 16.000 banche! Consentendo ai soliti grandi banchieri di acquistare aziende e istituti di credito falliti a prezzi stracciati. Non ancora soddisfatti, i banchieri della FED invece di aumentare la quantità di moneta in circolazione per consentire la ripresa dell’economia americana ormai in ginocchio, la diminuì ulteriormente alimentando la più grande depressione economica della storia d’America. Indignato per la situazione, Louis McFadden, un acerrimo oppositore dei cartelli bancari diede inizio alle procedure d’impeachment contro il Consiglio della FED affermando quanto segue a proposito della crisi del ’29: “Si è trattato di un evento attentamente pianificato. I banchieri internazionali hanno cercato di generare una condizione di disperazione dalla quale sarebbero emersi come i nostri padroni assoluti”. Non può quindi sorprendere il fatto che dopo avere subito due tentativi di assassinio, McFadden sia stato avvelenato durante un banchetto prima che riuscisse ad attivare la procedura dell’impeachment. E come se non bastasse, dopo la sua morte i banchieri della FED fecero abolire anche il “Gold Standard” , ovvero l’accordo che garantiva la convertibilità in oro della moneta. Ci riuscirono grazie al pretesto di far uscire l’America dalla grande depressione e alla conseguente approvazione di un provvedimento datato 5 aprile 1933. Quest’ultimo obbligava infatti gli americani a consegnare al Tesoro tutto l’oro di cui ancora disponevano a pena di 10 anni di reclusione per i trasgressori! Subito dopo venne abrogato il “Gold Standard” e la moneta divenuta non convertibile divenne mera carta straccia! Valida per legge. E l’unica cosa idonea a condizionarne il valore d’acquisto è la quantità che ne viene immessa in circolazione. Pertanto, chi ne regola la massa di produzione ne stabilisce anche l’effettivo potere d’acquisto e attraverso la manipolazione scientifica di esso può speculare sulle crisi economiche provocate a danno delle nazioni. Ciò che la gente deve capire è che la FED e tutte le banche centrali più potenti del mondo (ovvero le uniche in grado di determinare l’andamento economico globale) sono in mano ad una infima elite di banchieri privati “illuminati” che prestano soldi creati dal nulla gravati da interesse ai vari governi. Le banche centrali inoltre, grazie alla complicità e alla sudditanza della classe politica godono ormai di uno status giuridico incostituzionale, sono considerate insomma enti sovranazionali non soggetti ad alcun potere di controllo da parte delle istituzioni pubbliche!
http://www.altrainformazione.it/wp/category/signoraggio/
19 dicembre, 2010 alle 10:38 am
WW il pacifismo laico.
Prendiamo esempio da Barmboin che ha creato un’orchestra con ragazzi palestinesai e israeliani!!!
Lui è l’esempio da seguire!!
(sopratutto ho apprezzato quando ha letto l’art. 9 della Costituzione Italiana il 7-12-10 )
Basta con le guerre e guerriglie religiose nel 2010
16 agosto, 2010 alle 10:37 am
Solo per dire che ho letto Scintille in un giorno e mezzo ed è bellissimo.
6 agosto, 2010 alle 10:51 am
Spunto interessante e prospettiva abbastanza obiettiva:
http://www.nytimes.com/2010/08/06/opinion/06iht-edkhouri.html?_r=1&ref=global
5 agosto, 2010 alle 2:20 pm
Infatti non ha sbagliato: non gli interessava far fuori ahmadinejad, ma solo avvertirlo.
Come è stato avvisato Berlusconi.
5 agosto, 2010 alle 2:17 pm
ahmadinejad è solo un parafulmine,un fanfarone.
se fosse lui il problema sarebbe già sotto terra.
il mossad non sbaglia(quasi)mai,e comunque non in modo così eclatante.
5 agosto, 2010 alle 12:14 pm
Bisogna evitare di trasformare l’ Italia in una repubblica inquisitoria dove si aprono le caccie alle streghe ed agli stregoni,per questo motivo è giusto colpire i corroti, ma è altrettanto giusto evitare giudizi sommari, mediatici e di piazza,trasformando la nostra societa’ in una societa’ di inquisitori e di delatori.
I truffatori, gli affaristi e gli opportunisti di tutte le risme fanno male alla politica ed in primo luogo al centrodestra, per questo motivo occorre trovare tra i vari schieramenti i punti che uniscono ed evitare la solita caccia alle streghe tipica dell’Italia.
4 agosto, 2010 alle 4:43 pm
In effetti in Italia non ci sarebbe bisogno del Mossad, cosa dici?
4 agosto, 2010 alle 4:40 pm
chissà perchè pilotato dal mossad. Ma il popolo iraniano non sa ribellarsi? Troppe inutili illazioni, la gente è stufa dei dittatori e forse Ahmadinejad potrebbe rileggersi cosa è successo a Hitler. Anche lui era scampato ad un attentato, poi però ha fatto una brutta fine
4 agosto, 2010 alle 3:52 pm
Dicono anche che la Cina ha promosso delle sanzioni, e dicono bene.
4 agosto, 2010 alle 3:50 pm
Dicono sia vivo e vegeto
4 agosto, 2010 alle 3:35 pm
Pilotato dal Mossad, ma va bene uguale.
4 agosto, 2010 alle 3:03 pm
Attentato contro Ahmadinejad, forse siamo alla riscossa del popolo iraniano
4 agosto, 2010 alle 11:38 am
Di solito lo "scisma" viene banalizzato come pura questione monetaria, ma ci sono storicamente anche delle divergenze non tanto teologiche ma che riguardano il modo di tramandare un significato, un senso.
ieri avevo messo questo link interessante
http://moked.it/blog/2010/08/01/la-guerra-degli-ebrei-per-le-aragoste/
oggi il sito sembra essere stato bloccato, magari per manutenzione
(peccato perchè l’ articolo era seguito da un pezzo umoristico su Woody Allen molto bello!)
l’articolo è questo
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10586168
«Gli ortodossi – commenta David Bidussa, direttore della biblioteca della Fondazione Feltrinelli ed aderente alla comunita’ ortodossa – credono che la via piu’ facile per salvare la comunita’ sia quella di mantenerla come comunita’ di ”puri”, mentre il passato ci insegna che e’ l”’ibridazione” a salvarla».
parole sagge
4 agosto, 2010 alle 11:25 am
umano
4 agosto, 2010 alle 11:24 am
nel cristianesimo cattolicesimo è pensato per distinguere dai vari scismi (che costituiscono quasi un fattore unano di ogni tradizione tramandata. Come oggi avviene nell’islam, o tra ebrei ortodossi e riformati).
Non sempre la storia della Chiesa romana (e secondo me è il termine più appropriato) è cattolica
tale caratteristica è stata successivamente rivendicata per sé dalla Chiesa romana.
4 agosto, 2010 alle 11:09 am
467 no, rileggi bene, le grosse imprese finanziate dal Re "crociato" non erano a scopo culturale e scientifico, ma per ottenere ricchezze. E così l’espansione nel "nuovo mondo", che nuovo non era (e la scarsita di popolazioni autoctone non poteva essere certo una scusa per sterminarle)
4 agosto, 2010 alle 10:05 am
gummo, tu sai già che uso ‘cattolicesimo’ per indicare la chiesa – istituzione gerarchica, e per distinguerla dal cristianesimo che è ben altro; certo, ( quasi ) ogni cattolico è anche cristiano ma la distinzione mi pare chiara ( parlar con cristo o col papa ? ).
cercherò un vocabolo più esatto, ma dire ‘il vaticano’ mi par sbagliato, e ‘la gerarchia della chiesa romana’ riduttivo e confuso.
4 agosto, 2010 alle 9:30 am
G.R.(UNC) scrive:
3 agosto, 2010 alle 7:42 pm
qui a milano si dice:
El gh’ha el dun de Dio de capì nagott
—————————————————————————
UN TAC’T'UN TAC?
MI CA’T'TAC’UN TAC A TI CHE’T'TAC I TAC, TAC’TAL TI ‘L’TO TAC!
4 agosto, 2010 alle 8:40 am
Ripeto quello che ho sentito al gr24: Morta "Elvira Sellerio a 74 anni … fondò la casa editrice con la liquidazione dopo essere andata in pensione, … da quarant’anni la casa editrice … "
Purtroppo i calcoli mi vengono istantanei, a volte vorrei che non fosse così, e qui comincia la parte che non mi piace. Io sono sincero ammiratore di una grande imprenditrice e quello che dirò non è riferito a lei.
Sarebbe bello andare in pensione a 34 anni (?) e fondare una casa editrice o qualcos’altro, sarebbe molto bello, ma non si può.
Naturalmente i 34 anni non sono realistici (per quanto anche 44!) ma dipendono da qualche zuccone di giornalista, tanto per cambiare.
4 agosto, 2010 alle 8:29 am
Dedicato a Silvana:
"Continuiamo così, facciamoci del male!"
"Colonizzata da cercatori" … mi arrendo, c’è da impazzire
4 agosto, 2010 alle 8:24 am
Ho appena finito "Corte d’Assise", l’ultimo dei Simenon editi da Adelphi. Li ho tutti, i Simenon, e ho tutti i Camilleri, che si definisce allievo di tanto maestro. In "Corte d’Assise", evidentemente, ma anche in tutti questi oltre 150 libri si parla di tribunali, giudici, giustizia.
Camilleri ne parla meno diffusamente ma con l’acre sarcasmo di Montalbano. Simenon con l’età è sempre più interessato, sempre più coivolto nelle vicende che racconta lungo una carriera inimitabile. L’umanità dei protagonisti, Maigret in primis, è sempre il perno di qualsiasi giudizio e analisi, ma la giustizia umana è spesso il vero imputato.
Queste letture hanno sicuramente influenzato il mio anti giustizialismo ma forse anche quello di qualcun altro che aggiungerebbe Kafka. Ma c’è per fortuna, e lo dico senza ironia, un forte contrappeso.
C’è "Forum" e ci sono decenni di film e telefilm americani, esiste un genere preciso, trasmessi su Rai e Mediaset soprattutto dove la giustizia trionfa immancabilmente e il giudice ha spesso dei meravigliosi basettoni bianchi e uno sguardo limpido. Ripeto, nessuna ironia, la giustizia e ancor più la fiducia nella giustizia sono un valore irrinunciabile.
4 agosto, 2010 alle 8:02 am
Per 464
Ma Graziano non era stato giustiziato dai partigiani come criminale fascista?
4 agosto, 2010 alle 7:35 am
Jo di sicuro la missione dell’Onu non ha svolto il suo dovere. Ha lasciato che hezbollah si riarmasse e ha fatto finta di non vedere tante cose, e non sarei così sicura che non abbia fatto finta di non vedere quando sono stati rapiti i soldati israeliani in Libano. Di sicuro il generale Graziano ha fatto il saluto militare ad hezbollah e questo non depone a suo favore. Io sono sicura che hezbollah ora stia cercando un pretesto per fare guerra
4 agosto, 2010 alle 2:20 am
la terra dei pellerossa è stata colonizzata non da emigranti morti di fame, ma da cercatori di materiali preziosi. Visto che il pellerossa non dava valore agli oggetti preziosi, il conquistatore ne approfittò. Ma per il conquistatore il materiale prezioso era più importante della vita. Mettere in dubbio il diritto alla vita di un individuo che abita in 10 Kmq è come infischiarsene dell’etica. E così cominciarono a sterminare i pochi pellerossa che vivevano (considerati come bisonti: carne da macello)
(strano, la bibbia ad esempio preesisteva da molto tempo, prima delle conquiste e degli stermini dei pellerossa..)
4 agosto, 2010 alle 1:21 am
ci sono storie di uomini pietosi e caritatevoli, anche cattolici, che non hanno nessun "perno" con l’imperatore.."vittoria" non ha senso: la Chiesa romana in tempi diversi "ha fatto di tutto" e oltre, ma è un’altra storia, non si possono confondere i due piani
e certamente in una comunità coesistono onesti e disonesti, al di là di ogni pensiero e tradizione tramandati e di una storia, questo vale in generale per l’uomo di qualsiasi pensiero religioso e politico
4 agosto, 2010 alle 1:03 am
Il concetto di c. si rifà all’universalità (cioè cattolicità, dal greco catholicòs "universale") della Chiesa, che costituisce una delle quattro caratteristiche (unità, santità, cattolicità e apostolicità) della Chiesa cristiana secondo la formula del simbolo niceno-costantinopolitano (I Concilio di Costantinopoli 381); tale caratteristica è stata successivamente rivendicata per sé dalla Chiesa romana.
viene confuso il cattolicesimo con Chiesa romana. "cattolicità" è una caratteristica riferita per la prima volta da Ignazio d’Antiochia e in un contesto differente
il verbo al tempo presente implica un’immutabilità antistorica: è solo una parte della realtà, quella che si preferisce e che s’incastra comodamente con i propri pensieri politici. Detto questo è inutile ripetere e fare lo sforzo di distinguere, anche come rispetto nei confronti di una visione semplicemente diversa (e non cattiva e maligna per definizione).
inoltre è un vestito perfetto che spesso non calza: chi fa del bene in modo disinteressato, per una sensibilità che è difficile da afferrare (la parabola del buon samaritano), chi è caritatevole e pietoso, non pensa certo a strombazzarlo ai quattro venti. lo fa e basta perchè sente di farlo.
O pensiamo che l’uomo sia spinto solo esclusivamente da una causa materiale? Gli uomini come macchine, senz’anima e "sensibilità". (nemmeno l’ebrezza di un imprevisto…)
3 agosto, 2010 alle 11:44 pm
o zio, se mi impastrocchi il colonialismo espansionista occidentale con le migrazioni del mondo antico – se confondi, volutamente, in un grande coro dei popoli in cerca di libertà e lavoro, steppa ed ekumene – i marziani ci stanno alla perfezione.
anzi, son il capitolo più credibile.
3 agosto, 2010 alle 11:12 pm
zioAlbert scrive:
3 agosto, 2010 alle 8:09 pm
"….. Diego 75 messo all’angolo …."
————————————————————————-
TENTANO …. PREGO!
3 agosto, 2010 alle 10:51 pm
Sono 1900 i nostri ragazzi mandati in terriotorio libanese da D’Alema ad assistere Hezbollah che si arma. Farebbero bene a rientrare a casa! Ha ragione La Russa: "la nostra presenza non è a tempo indeterminato" perchè "non possiamo essere per sempre prigionieri di una situazione del genere".
3 agosto, 2010 alle 10:05 pm
X ADELE 455
gentile amica, mi hai convinto resisto, con tutta questa resistenza arrivo a 100 anni (mia bisnonna arrivo’ a 104)
3 agosto, 2010 alle 9:31 pm
luther blissett scrive:
3 agosto, 2010 alle 6:42 pm
a me paiono improbabili le elezioni in autunno…piu’ probabile nel 2011 in primavera
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Insomma deciditi però! sii piu chiaro.
Consultati con i kompagni e quando avete deciso quando andare a votare si và e basta, però non fatteci stare in pena.
3 agosto, 2010 alle 9:26 pm
@453.Buona serata anche a te, Gjon. Ciao
@451- Resista Renato che il fax glielo manderemo all’uomo del cucù . Speriamo che vada a farlo a Caronte il suo cucù e che si porti pure gli oboli che tiene in terra, per far traghettare all’inferno tutta la sua cricca.
3 agosto, 2010 alle 9:24 pm
Gad scrive:
Il vostro bastardo, insieme a sei settimi del suo branco familiare,
e’ volato in Illinois,
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Scusate, vi sembra normale che uno vada in vacanza in Illinois e si porti apresso sei gatti?
Secondo me non è umano, sotto tutti i punti di vista.
Seppur amante degli animali non farei mai unn caxzata simile, da questo si capisce quanto è fuori di testa il vostro giovane bavoso.
3 agosto, 2010 alle 9:17 pm
450
Adele,
ma certo!
mi puoi chiamare come meglio credi e anche con il mio nome, Gjon!
Buona serata e alla prox.!
3 agosto, 2010 alle 9:16 pm
Il “discernimento” italiota
3 agosto, 2010 alle 9:12 pm
se berlusconi e la lega vanno alle elezioni a novembre, perderanno magari qualche voto, ma le vinceranno. dove sono i miei amici del PD? sono passati 2 anni e tutto e’ come prima anzi forse peggio. dovro’ sorbirmi l’uomo del cucu’ per altri 5 anni. se andro’ in paradiso prima di vedere la sua caduta, qualcuno per favore mi mandi un fax.