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Cambia qualcosa se sputtanano Fini?

lunedì, 9 agosto 2010

il Bastardo

Cambia qualcosa se sputtanano Fini?

Seguo con difficoltà, qui dal Midwest americano, lo scandaletto feltriano dell’estate 2010 (ricordo che l’edizione precedente si concluse con pubbliche scuse del direttore a Boffo, dopo averlo rovinato). Può darsi che il presidente della Camera ci ricavi una pessima figura: la famiglia della sua signora appare protesa nell’arrampicata sociale e a lui costava così poco assecondarla… Ma non vedo conseguenze politiche significative in vista. Resto dell’idea che le elezioni anticipate restino più un’intenzione che una probabilità. E che a furia di sfregiare gli avversari con i suoi bravi, il Cavaliere di Arcore rischia di tirarsi una coltellata da solo.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[19] 18 17 16 15 14 13 12 11 10 91 » Mostra tutti i commenti

  1. 948
    ODINO scrive:

    MA DAI!!… E NORMALE CHE SUCCEDANO STE COSE…SIAMO O NON SAMO IN italia!!
    la Berlusconi corporation si sta espandendo sempre piu’ e sta dando da mangiare a tutti mi chiedo sino a che punto arriveranno!!
    se campasse altri 20 anni berlusca credo che riuscirebbe a creare una piramide dove lui e a capo di tutto…
    da una parte quando leggo o scopro certe cose mi dispiace dal altra mi compiaccio perche’ a fare certe cose sia un italiano significa che comunque le capacita nei nostri cromosomi di italiani ci sono!!
    Berlusconi e il Michelangelo del 20tesimo secolo..resta solo da capire se tutto cio alla fine giovera un po’ anche al paese oppure solo ai suoi posteri..litigano tutti e poi fanno la pace,si sputtanano e poi diventano soci,certo che e’ proprio un bel gioco questo facessero giocare anche noi/me’…comunque secondo me e per l’esperienza che ho ce un inizio e una fine in tutto speriamo che la fine sia in gloria e non i tragedia!

  2. 947
    italiano scrive:

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    CLANDESTINI. ANCHE “L’AMERICA ..S’E DESTA “

    USA.I REPUBBLICANI AMERICANI VOGLIONO LA REVISIONE DELLA CITTADINANZA AMERICANA PER DIRITTO DI NASCITA (IUS SOLIS).

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  3. 946
    italiano scrive:

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    CLANDESTINI. ANCHE “L’AMERICA ..SE DESTA “

    USA.I REPUBBLICANI AMERICANI VOGLIONO LA REVISIONE DELLA CITTADINANZA AMERICANA PER DIRITTO DI NASCITA (IUS SOLIS).

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    L’amministrazione Obama è decisamente contraria all’idea di riformare il 14 esimo emendamento della Costituzione, in base al quale e’ da considerare cittadino americano chiunque nasca sul territorio degli Stati Uniti (Ius solis).

    ”Sono quantomeno sorpreso che esista un dibattito di questa natura – ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs – e che si parli di modificare un emendamento della Costituzione degli Stati Uniti ancor prima di metterci a discutere di una riforma organica dell’immigrazione”.

    ”Io credo che il solo fatto di parlare di modificare la Costituzione sia una mossa sbagliata”, ha concluso.

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    A proporre la modifica sono stati dei parlamentari repubblicani, guidati dal senatore del South Carolina, Lindsay Graham.

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    CLANDESTINI. ANCHE “L’AMERICA ..SE DESTA “

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  4. 945
    italiano scrive:

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    OBAMA SI E’ BEVUTO IL CERVELLO,

    E’ FAVOREVOLE ALLA COSTRUZIONE DELLA MOSCHEA A GROUND ZERO.

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    Alla cena alla Casa Bianca per celebrare l’inizio del ramadam, Obama si schiera con gli islamici.

    Barack Obama difende il progetto di una moschea a Ground Zero, luogo degli attentati dell’11 settembre a New York, in nome della libertà di culto garantita dalla Costituzione americana.

    "In quanto cittadino, in quanto presidente, credo che i Musulmani abbiano lo stesso diritto di chiunque altro in questo Paese di praticare la loro religione.

    Questo include il diritto di costruire un luogo di culto e un centro di una comunità in una proprietà privata di South Manhattan", ha affermato il presidente degli Stati Uniti davanti ad alcuni rappresentanti della comunità musulmana, prima di una cena alla Casa Bianca per celebrare l’inizio del ramadam, il mese sacro islamico.

    "Siamo negli Stati Uniti e il nostro impegno in favore della libertà di culto deve essere inalterabile. Il principio secondo il quale i popoli di tutte le fedi siano i benvenuti in questo paese e quello secondo il quale non saranno trattati in modo diverso dal loro governo è essenziale per essere quello che siamo", ha aggiunto il presidente citando il primo emedamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantisce la libertà di culto.

    I partigiani del progetto di New York sostengono che la "Casa Cordoba" aiuterà a superare i pregiudizi di cui continua a soffrire la comunità musulmana della città, dal giorno degli attacchi contro le Torri gemelle, costati la vita a circa 3 Mila persone.

    Gli oppositori ritengono invece che costruire una Moschea a Ground Zero sia un insulto alla memoria delle vittime. Obama, consapevole della delicatezza della questione, ha sottolineato come "gli attentati dell’11 settembre siano stati un evento profondamente traumatizzante per il nostro paese.

    Il dolore e la sofferenza di coloro che hanno perduto i propri cari è inimmaginabile. Quindi comprendo l’emozione che provoca questo dossier.
    Ground Zero è senza dubbio un’area sacra".

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    OBAMA SI E’ BEVUTO IL CERVELLO,

    E’ FAVOREVOLE ALLA COSTRUZIONE DELLA MOSCHEA A GROUND ZERO.

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  5. 944
    italiano scrive:

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    MA COSA SI NASCONDE ..DIETRO LA PAROLA RAZZISMO?!

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    In Francia, il Comitato per la Eliminazione della Discriminazione Razziale dell’ONU ha denunciato una “recrudescenza” di atti razzisti e adesso il governo di Sarkozy deve risponderne e difendersi.

    Seguendo il consueto processo per esaminare tutte le misure politiche espletate sulle minoranze etniche, il Comitato ha iniziato mercoledì ad indagare sulla Francia e dovrà terminare entro giovedì.

    Ieri mercoledì, secondo una relazione pubblicata sul periodico ‘Le Figaro’, emergerebbe che la delegazione francese ha presentato il suo rapporto di circa 90 pagine sui nuovi accorgimenti adottati dal paese gallo che ultimamente ha privilegiato di rinforzare la sicurezza dopo i molteplici e ripetuti incidenti avvenuti, il mese scorso a Grenoble .

    Sarkozy ha puntato i piedi specialmente contro gli immigrati e contro gli accampamenti di Rumeni.

    Davanti al Comitato dell’ONU, la Francia, ha annunciato che lancerà un piano nazionale di lotta contro il razzismo.

    Ma nonostante tutto l’impegno, queste buone intenzioni non hanno convinto finora del tutto i 18 esperti del Comitato che sono preoccupati per le misure preventive nei confronti di rumeni e nomadi che vivono nelle baraccopoli in Francia e Sarkozy ha già incominciato a smantellare tutti questi insediamenti.

    Ma questa non è l’unica preoccupazione del Comitato per l’Eliminazione della Discriminazione, che con la lente d’ingrandimento, ha analizzato anche il problema emerso in Francia intorno al dibattito ‘sull’identità nazionale’:

    Sarkozy ha annunciato che pensa di rimuovere la nazionalità francese ai detenuti di origine straniera e che non riconoscerà i diritti delle minoranze etniche nella legislazione francese.

    L’esperto originario del Togo Ewomsan Kokou, ha riportato che il paese sta vivendo “una preoccupante situazione sia per il razzismo e sia per la xenofobia che si sono intensificate”.

    Una volta che la delegazione francese riconoscerà il problema affrontandolo con delle risposte valide ed irremovibili, di fronte all’ opinione del Comitato ONU, questi dovrà elencare una serie di raccomandazioni da tener presenti nel decorso degli anni.

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    (M. L. Fortuna)
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    MA COSA SI NASCONDE …DIETRO LA PAROLA RAZZISMO?!

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  6. 943
    italiano scrive:

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    ALBANESE CLANDESTINO ACCOLTELLA RAGAZZO DI 17 ANNI A CIVITAVECCHIA.

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    E’ stato fermato con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo di arma l’autore dell’accoltellamento nei confronti del 17enne, avvenuto questa notte nei pressi di un chiosco sulla spiaggia di Civitavecchia.

    P.F. Albanese di 26 anni, Clandestino sul territorio nazionale, è stato individuato dagli agenti del Commissariato di Civitavecchia poche ore fa.

    Al momento dell’arresto F.P. si era nascosto all’interno dell’appartamento dove dimora, in via Buonarroti a Civitavecchia.

    Gli ulteriori sviluppi investigativi hanno portato i poliziotti recuperare anche l’arma usata, un coltello a serramanico lungo 25 cm., con lama in parte seghettata di 9 cm. Il coltello era stato nascosto sul terrazzo condominiale del palazzo.

    Il Questore Tagliente, che nelle prime ore di questa mattina ha disposto la sospensione della licenza del chiosco presso cui si è verificato l’episodio, si è recato presso il Commissariato per complimentarsi del risultato investigativo ottenuto.

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    Ragazzo 17 anni accoltellato a Civitavecchia: arrestato albanese Clandestini.

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  7. 942
    :-I scrive:

    NUOVO INNO DEL POPOLO DELLE LIBERTA’

    http://www.youtube.com/watch?v=kdplEfmz5rg&feature=player_embedded

    Cagass adoss a Montecarlo
    by Nanni Svampa

    L’era mai sucess
    hoo nanca trovà un cess
    me sont caga adoss
    a Montecarlo

    Mer.da a non finir
    spussa da impazzir
    se vultaven tucc
    a Montecarlo

    Gh’era ‘l vent a l’incuntrari
    ghe’ra nanca un urinari
    m.erda in di mudand
    m.erda in mess ai gamb
    U’ impiendì de m.erda
    Montecarlo

    Sur la promenade
    a ghera di gran cagad
    scarligaven tucc
    a Montecarlo

    pur in riva al mar
    L’era un patinuar
    Patinuar de merd naturalment
    a Montecarlo

    O mon Dieu! che tanf si sente!
    Ma l’è l’udur del la merd!
    La dis la gente

    M.erda in di calzett
    M.erda in del culett
    Ho impiendi’ de m.erda
    Montecarlo

  8. 941
    italiano scrive:

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    "VI RACCONTO ..LA VERA SINDROME DI FINI”.

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    Ma perché lo ha fatto? Gira e rigira è quella la domanda su Fini che resta senza risposta.
    Tutti parlano del pasticciaccio brutto, da Montecitorio a Montecarlo, tutti conoscono le tappe dell’escalation ma in fondo non ci sono risposte alla domanda che pure sento ripetere ovunque io vada:

    ma cos’ha nella testa Fini, perché ha combinato tutto questo casino, dove vuole andare?

    Non pretendo di darvi una risposta convincente, mi limito a comporre le possibili spiegazioni in un racconto che tiene conto di tutte le più accreditate versioni, eccetto le tempeste ormonali.

    Escludo anche le cause patologiche, tipo la scatola cranica dei dobermann che a una certa età comprime il cervello e li fa impazzire, fino ad azzannare il padrone.

    Fini soffriva della sindrome di Salieri.
    Sapete, Salieri era un musicista che non sopportava il successo del suo collega Mozart e dicono che abbia avvelenato il suo più famoso amico-rivale.

    Per tradurlo in termini correnti, diciamo che Fini ha vissuto per anni alla destra del Padre, soffriva del complesso del vicario; apparire sempre coprotagonista, cofondatore, spalla e cognato del Re, alla lunga logora e frustra. Non dimentichiamo il lato umano, la psicologia elementare.

    La stessa cosa accade al principe Carlo che ha passato una vita a fare l’erede, ma la regina non schioda e ora prevedono di bypassarlo.

    A Carlo per la rabbia gli sono cresciute le orecchie, a Fini il rancore.

    A ciò si aggiunge la frustrazione dei sondaggi, dove Fini spopolava. E questo gli dava un senso di insofferenza anche verso il suo partito e la sua destra: si era convinto di essere più amato del suo partito e più grande della sua destra.
    In realtà confondeva la popolarità con il consenso, il generico apprezzamento con il voto.
    Se è per questo anche Almirante era ammirato da mezz’Italia e detestato dall’altra metà, ma poi visse al 5%, per dirla con una poesia di Montale. Così Bertinotti.

    Mai confondere gradimento e consenso.

    Ma questa convinzione, probabilmente alimentata da chi gli sta vicino, lo ha portato a far crescere l’autostima e a nutrire un duplice fastidio: verso Berlusconi che gli faceva ombra, pur essendo più basso di lui, ma anche verso la sua destra, dalla base ai colonnelli tutti, che considerava con disprezzo la sua palla al piede, senza accorgersi che era il suo fondamento:
    è come un uccello che se la prende con l’aria perché fa resistenza al suo volo senza accorgersi che è l’aria a sostenerlo in volo, e senz’aria cadrebbe a terra.

    Abbiamo così due spiegazioni di partenza, intrecciate e compatibili.

    Ma direte voi, un vero politico sa pazientare, conosce i tempi giusti per uscire allo scoperto, non rompe il gioco a metà fino a inimicarsi i suoi stessi elettori.
    Fini era il naturale successore di Berlusconi, e dopo la diaspora di Casini ancora di più; era perfino accettato dalla Lega, verso cui solo ora ha scoperto i suoi livori nazionalistici.

    Perché allora non ha avuto pazienza? Qui viene l’ipotesi chiave.

    Fini ha il terrore di succedere a Berlusconi come premier, ha orrore del gran lavoro, sa che sarebbe schiacciato sotto il peso del governo, non ce la farebbe.

    Lui aspira al ruolo di Speaker Supremo, cioè di presidente della Repubblica.

    Perché lui vuol essere Capo ma senza la fatica di governare; vuol essere sopra i partiti e non dentro, perché ha nausea dei medesimi, è single. Bello fare il presidente della Repubblica, magari qualche bel discorso a reti unificate, ricevi i potenti della Terra, passi dal Principato di Monaco al regno d’Italia, fai immersioni nelle tenute di Stato…

    Per andare al Quirinale deve azzoppare il suo più temibile concorrente interno, Berlusconi, e amicarsi la sinistra, senza aspettare il turno per Palazzo Chigi.

    Ecco, la partita è il Colle.

    In tutto questo, capirete bene che a Fini il suo partitino gli serve solo come leva provvisoria, come calzante per mettersi le scarpe presidenziali; poi non serve più.

    Dopo aver scaricato il Fronte della Gioventù, l’Msi, l’elefantino, An, avete ancora qualche dubbio che Fini non sia disposto a sbarazzarsi dei suoi? Non trascurate poi l’incoraggiamento avuto: dopo una vita d’insulti e di ghetto perché fascista, non gli è parso vero l’elogio della stampa e della sinistra.

    Alla costruzione del movente manca però la causa scatenante.

    Quando Fini ha svoltato? Dicono al predellino che Fini ha subìto; ma sapeva che correndo da sola An, svuotata da anni di sfinimento, avrebbe perso voti.

    Io penso a due altre ipotesi, una vistosa e l’altra nascosta.

    La causa vistosa accadde 2 anni fa. È la convinzione finiana che Striscia la notizia lo abbia killerato per conto del Cavaliere, mandando in onda quei terribili filmati sulla Tulliani e Gaucci.
    Fu la svolta. Lui chiese la testa di Ricci e di Confalonieri, fece il diavolo a quattro, annunciò la fine di Mediaset… E invece, mi ha raccontato Antonio Ricci, il filmato andò in onda quasi per caso, anticipato da uno spezzone su Blob; giaceva lì da qualche giorno, lo tirarono fuori per casuali circostanze, senza parlarne con i vertici di Mediaset che magari avrebbero tentato di bloccarlo…

    Lui se la legò al dito, come poi col Giornale.
    Perché Fini è vendicativo, non ha la duttilità del politico intelligente né la magnanimità del vero capo.

    Insomma la causa prossima fu Gaucci. Non è una gran bella causa e non è certo una base adatta per diventare presidenti della Repubblica, semmai per diventare presidenti del Perugia calcio, completando la successione a Gaucci…

    In alternativa, se cercate una ragione più alta, complessa e dietrologica, ve ne prospetto un’altra concomitante:

    si narra dell’ostilità di Fini al progetto berlusconiano dell’accordo con Putin sul gasdotto che passa dall’Iran; un progetto sgradito agli ambienti che stanno dietro a Fini, che lo seguono da tempo, non solo agli Esteri, e lo hanno sdoganato nei luoghi giusti.
    Non so quanto sia vero, ma fa emergere anche l’ipotesi che Fini, come è sempre stato, sia eterodiretto, guidato, telecomandato.

    Insomma questo è il quadro generale delle ipotesi.

    Ora mi direte voi che ci azzecca con tutto questo il progetto politico, o addirittura culturale, la destra più moderna, la libertà, il futurismo, la legalità, e pure il suo partitino provvisorio, il suo pied-à-terre in aula.

    Ora i conti tornano, le contesse un po’ meno…
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    (M. Veneziani)

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    Vi racconto ..la vera sindrome di Gianfranco

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  9. 940
    pv21 scrive:

    Tentativo smaliziato di inversione dell’onere della prova. Del resto il Cavaliere non ha nulla da imparare in tema di lucrosi affari immobiliari (Villa Arcore) o di società off-shore o di rinvii a giudizio. La questione è un’altra. Vorranno gli italiani giocarsi altri 5 anni sulle solite promesse fatte e ripetute più volte? Di sicuro la crisi (ex-ripresa) continua a gravare sul paese come Se fosse STAGNAZIONE …

  10. 939
    Xkenx8610 scrive:

    Intanto il blog di VITTORIO ZUCCONI su La Repubblika.web kontinua e persevera nella defenestrazione dei DISSIDENTI (di poi che cosa?)
    certo che tali comportamenti santificano perlusconi ed il centrodextra.
    La preghierina della sera di Li Chong oggi è dedicata al buon Vittorio ZUCCONI quello che diche di fare il blog del direttore di la repubblica:
    Oh mio buon Dio, Tu che vedi nel cuore degli uomini, fai Tu che questo ferragosto sia pieno di insidie per quelli irrispettosi delle libertà di pensiero altrui, ed i quali pensano di essere i soli AD avere la verità in loro, fai Tu, nel tuo onniscente, che loro abbiano quanto si meriatano, perchè senza giusto castigo essi mai si renderanno conto di quanto stanno facendo.
    Agli altri buone vacanze.

  11. 938
    marco scamardella scrive:

    Da il Fatto

    "È difficile dialogare mentre qualcuno estrae dalla fondina la "pistola fumante": la prova – presunta, per ora – che l’altro abbia mentito o, quanto meno, omesso dettagli essenziali. I "dettagli" – questa volta – non riguardano la compravendita dell’appartamento monegasco abitato da Giancarlo Tulliani, il cognato di Giancarlo Fini, ma il suo stesso arredamento: il presidente della Camera avrebbe partecipato alla scelta dei mobili.

    È questa l’ombra che attraversa – provocandone lo stallo – le prove di dialogo tra le truppe di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. In questa partita a scacchi, nel pomeriggio di ieri, il presidente del Consiglio ora scopre di poter mettere all’angolo il suo avversario. Con una semplice domanda: è vero che Fini nel 2009, con sua moglie Elisabetta Tulliani, visitò più volte un negozio di arredamento in via Aurelia, a Roma, per l’acquisto di mobili destinati a una casa monegasca?

    Ed ecco lo stallo: Fini ora dovrà smentire o confermare. Se le indiscrezioni sull’acquisto dei mobili, infatti, risultassero vere, la partita è destinata alla sua fase finale: le spiegazioni sull’immobile di Montecarlo, rese da Fini alcuni giorni fa – già in ritardo rispetto alla pubblicazione delle notizie – non risulterebbero sufficienti. Anzi.

    La storia è nota: la contessa Anna Maria Colleoni, nel 1999, lascia in eredità ad Alleanza nazionale, e a Fini in quanto segretario, una serie di appartamenti e terreni. Tra questi, spicca un immobile di circa 60 metri quadrati, nel principato di Monaco. Alla fine di luglio, iI Giornale, scopre che nell’appartamento appena ristrutturato, abita il cognato di Fini: Giancarlo Tulliani che dice di averla affittata regolarmente.

    Da chi? La casa è stata venduta da Alleanza nazionale, nel luglio 2008, alla Printemps Ltd, una società anonima, con sede in un paradiso fiscale, nelle isole Antille: Saint Lucia. Pochi mesi dopo – siamo nell’ottobre 2008 – la proprietà passa a una seconda società, la Timara Ltd, che ha sede nella stessa isola e – soprattutto – nello stesso ufficio della Printemps Ltd. Il prezzo pagato – 300mila euro nel primo passaggio, 330mila nel secondo – appare notevolmente inferiore alla sua valutazione di mercato.

    Quando i giornali cominciano a chiedere conto della vicenda, Fini replica, in ritardo, con una risposta in otto punti. Restano insolute alcune domande: quanto paga Tulliani per l’affitto? Chi si nasconde dietro le società anonime dei Caraibi? E oggi – se le indiscrezioni fossero fondate – traballerebbe anche il punto centrale della sua auto-difesa.

    "Nel 2008 – dichiara il presidente della Camera – il signor Giancarlo Tulliani mi disse che una società era interessata ad acquistare l’appartamento. L’offerta d’acquisto era superiore al valore stimato (350 mila euro a fronte di 450 milioni di lire) e per questo autorizzai la vendita. La vendita dell’appartamento è avvenuta il 15 ottobre 2008 e sulla natura giuridica della società acquirente e sui successivi trasferimenti non so assolutamente nulla". Fin qui, la ricostruzione della vendita.

    POI FINI aggiunge: "Qualche tempo dopo ho appreso da Elisabetta Tulliani che il fratello Giancarlo aveva in locazione l’appartamento. La mia sorpresa e il mio disappunto possono essere facilmente intuite". Bene: l’intuizione si capovolge se è vero che Fini, con sua moglie, nel 2009, s’impegnava a scegliere e visionare l’arredamento di casa Tulliani e in particolare di una cucina componibile.

    La notizia ieri circolava negli ambienti politici del centrodestra, tanto da spingere un parlamentare, coperto dall’anonimato, a dichiarare: "L’intenzione di abbassare i toni potrebbe anche esserci, ma certamente, se il Giornale o Libero trovassero ancora qualcosa sul conto del presidente della Camera, credo che non esiterebbero a pubblicarla".

    E la notizia, appunto , ieri tra i Berluscones circolava: "Fini e sua moglie sono stati visti in un negozio di arredamento mentre sceglievano i mobili". Anche perché, nel negozio di via Aurelia, peraltro vicino alla sua abitazione, il presidente della Camera si sarebbe recato almeno un paio di volte: i testimoni sarebbero quindi parecchi.

    É la primavera inoltrata del 2009 quando Elisabetta Tulliani si presenta nel negozio con progettista a seguito. Alcune settimane dopo si sarebbe passati all’elaborazioni dei preventivi. E in queste occasioni, la Tulliani, si sarebbe presentata nel negozio sempre senza il marito. È soltanto dopo che Fini avrebbe accompagnato – e in più occasioni – sua moglie Elisabetta nel negozio per dare un’occhiata ai mobili da acquistare. Il mobilificio è a pochi chilometri dalla abitazione della coppia Fini – Tulliani: i mobili, quindi, potrebbero esser destinati all’appartamento romano.

    Le indiscrezioni, però, aggiungono un dettaglio – tutto da verificare – che sembra indirizzare questa vicenda verso il Principato. Erano tempi non sospetti: siamo infatti lontani dalle rivelazioni del Giornale. Eppure, mentre si succedevano le visite della Tulliani prima, e di Fini poi, gli impiegati e gli operai, discutendo tra loro di progetti e preventivi, per menzionare l’affare, avrebbero parlato di mobili destinati alla "casa di Montercarlo".

    C’è un ulteriore dettaglio – nelle indiscrezioni circolate ieri sulla vicenda – che avvalorerebbe la tesi: per completare l’operazione sarebbe stato necessario contattare un trasportatore pronto a recapitare la merce all’estero.

    Ci sono altri due punti oscuri in questa ricostruzione: nel negozio, in nessuna sarebbe stato visto Giancarlo, il fratello di Elisabetta Tulliani. E soprattutto: non è chiaro chi abbia pagato. Sotto il profilo politico, le conseguenze della notizia, diventano almeno tre.

    La prima: la palla ritorna nel campo del Presidente della Camera che, ora, dovrà integrare le sue spiegazioni. La seconda: potrebbe arenarsi il tentativo di dialogo tra finiani e Pdl. La terza: se la spiegazione di Fini non dovesse arrivare, o se fosse insoddisfacente, parte dei suoi parlamentari potrebbero iniziare a prenderne le distanze.

    Risultato: Berlusconi si rafforza, il tentativo finiano di smarcarsi s’indebolisce, e l’appartamenti monegasco ammobiliato diventa la chiave la chiave di volta d’una maggioranza piena di indagati e condannati. A meno che Fini, con le sue spiegazioni, non riesca a smontare il castello delle accuse.

  12. 937
    italiano scrive:

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    USA: 1500 AGENTI E AEREI RPV PER RAFFORZARE SICUREZZA ANTI CLANDESTINI FRONTIERA CON IL MESSICO.

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    La Camera statunitense ha approvato un finanziamento di 600 milioni di dollari per rafforzare la sicurezza e i controlli alla frontiera con il Messico.

    I fondi serviranno ad assumere circa 1.500 agenti e ad acquistare alcuni aerei senza equipaggio per il pattugliamento del confine.

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    La legge era gia’ stata approvata dal Senato, ma per una questione tecnica legata ai regolamenti del Congresso dovra’ ora tornare al vaglio della Camera alta, presumibilmente a settembre, prima di poter essere promulgata dal presidente Barack Obama.

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  13. 936
    pv21 scrive:

    Il Cavaliere non ha nulla da imparare in tema di lucrosi affari immobiliari (Villa Arcore), di società off-shore o di rinvii a giudizio. Troppo zelante è certa la stampa di famiglia. La strategia di attacco a Fini non paga? Perfino Famiglia Cristiana stigmatizza quella casta di Primi SUPER Cives fatta di politici che pensano a "sistemare sé stessi e le loro pendenze". Con le solite promesse, dette e ripetute più volte, non regge il Consenso SURROGATO neppure di chi ha fede e ottimismo …

  14. 935
    italiano scrive:

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    ZAPATERO, STELLA DEL SOCIALISMO ..CHE HA DELUSO LA SPAGNA E L’EUROPA INTERA.

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    Quando José Luis Rodríguez Zapatero entrò in politica aveva appena 18 anni e tanta ambizione. La stessa che lo portò 22 anni dopo al vertice del partito socialista spagnolo, lacerato dalle correnti interne del “post-Felipismo”.

    La scalata al potere di un socialista che propugnava una sinistra più liberale e centrista venne interpretata come un modello da imitare anche nei partiti di sinistra degli altri Paesi europei. Quello che nessuno si sarebbe mai aspettato è che ZP sarebbe diventato la personalità politica più deludente degli ultimi decenni.

    Lo scorso 1° luglio la Spagna ha passato il testimone della presidenza semestrale europea all’Esecutivo belga, non senza polemiche. Di norma, si tratta di un’occasione fondamentale per rafforzare l’immagine di un Paese o di un determinato leader attraverso iniziative che lascino il segno nell’Unione. Ma per la Spagna, e soprattutto per il premier iberico, non è andata proprio così.

    La maggior parte dei media europei hanno criticato la gestione di Zapatero come non era mai accaduto prima. “Invisibile”, “deludente” e “irrilevante” sono solo alcuni degli aggettivi attribuiti alla presidenza europea spagnola, mentre il Presidente del Gobierno è stato perlopiù descritto come “un politico mediocre e incapace di avanzare proposte” e “una figura priva di leadership”.

    Già prima del suo insediamento la presidenza spagnola era stata accolta con forte ostilità. Il quotidiano Le Figaro sottolineava che “l’Europa, invece di essere lo scenario internazionale dei successi di ZAP, d’ora in avanti costituisce la debole speranza alla quale l’Esecutivo spagnolo si afferra per mascherare i problemi strutturali del Paese”.

    “La situazione spagnola è preoccupante ed è guidata da una classe politica screditata”, scriveva ancora il giornale francese. Lo stesso giorno, il quotidiano tedesco Die Welt pubblicava un articolo dal titolo “Una Spagna indebolita dovrà guidare l’Europa”. Il Financial Times e The Independent, invece, concordavano sul fatto che l’appuntamento europeo sarebbe stata l’ultima opportunità per Zapatero di proiettare un’immagine diversa per riuscire a contrastare la caduta di popolarità “in casa”.

    Non sono poche le questioni che hanno portato a tanto accanimento mediatico.

    Se è pur vero che l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, e la nomina del presidente permanente Herman Van Rompuy, hanno eclissato il ruolo di Zapatero, è altrettanto vero che il leader spagnolo non ha saputo essere all’altezza dell’incarico e dimostrare di avere leadership politica.

    Durante il semestre spagnolo sono stati cancellati ben due vertici di grande rilevanza strategica senza che il premier spagnolo facesse nulla per evitarlo: l’incontro annuale Ue-Usa (Obama cancellò la sua visita a Madrid senza spiegazioni apparenti e su cui Zapatero contava fortemente dopo un tira e molla con le istituzioni europee sul luogo dell’incontro) e il summit Euromediterraneo (inizialmente programmato per il 7 giugno a Barcellona ma poi annullato a causa dell’annuncio della partecipazione del primo ministro israeliano, il radicale Avigdor Lieberman, che suscitò le proteste e le minacce di boicottaggio da parte degli invitati arabi).
    Entrambi sono stati rinviati al prossimo novembre, mese in cui la presidenza spagnola sarà stata dimenticata già da un pezzo.

    In ambito di politica estera, i rappresentanti spagnoli hanno avuto più volte scontri con la diplomazia europea. La relazione del ministro degli Affari Esteri spagnolo, Miguel Ángel Moratinos, con la sua omologa europea Catherine Ashton è stata definita “spinosa”. Tra le questioni affrontate dalla delegazione spagnola, la peggiore critica Zapatero l’ha ricevuta per le relazioni con Cuba (alcuni diplomatici europei hanno sostenuto che il Governo spagnolo “era più interessato nel fare affari con la sua antica colonia che esercitare pressioni sul regime in tema di diritti umani”).
    A Bruxelles, la scarcerazione di 50 prigionieri politici, e il loro esilio in Spagna, è stato considerato nient’altro che una triste consolazione.

    Per di più, le iniziative portate avanti dall’Esecutivo spagnolo sono state davvero scarse.
    Nel semestre caratterizzato dalla grave crisi economica che ha minacciato il collasso dell’Eurozona, il governo Zapatero ha collezionato una serie di proposte considerate “inutili” da molti eurodeputati.
    La creazione di un osservatorio europeo sulla violenza nei confronti delle donne e la nascita di un ordine europeo per la protezione delle donne maltrattate sono state rifiutate dall’emiciclo europeo e tacciate di retorica femminista. La proposta di sovvenzionare l’auto elettrica, in un momento talmente critico per l’Europa, è stata rimandata al mittente e bollata d’interventismo economico.

    Sull’argomento più urgente da affrontare – cioè la crisi finanziaria europea e il collasso della Grecia – molti esperti hanno sottolineato come Zapatero abbia incrociato le braccia e abbia lasciato che Francia, Germania e Stati Uniti guidassero il piano per salvare l’euro. A parte incolpare gli Usa per la loro “finanza troppo liberista” e gli speculatori internazionali “per la loro avarizia”, l’Esecutivo spagnolo non ha mai avanzato proposte.

    Nei fatti, la reputazione spagnola è stata rovinata a livello mondiale dalla crisi economica e dall’insistenza di Zapatero nel negare per mesi la sua esistenza.

    Oggi la Spagna è il primo Paese europeo per numero di disoccupati ed è l’unico che, alla fine del 2010, sarà ancora in recessione.

    Lo scorso 7 maggio la sua economia stava per collassare, se non fosse stato per la Banca Centrale Europea e il piano di aiuti ai Paesi con difficoltà voluto soprattutto dalla Germania (che ha 140 miliardi di euro in investimenti nel “mattone” spagnolo che potrebbero volatilizzarsi da un momento all’altro). Negli ultimi mesi, le agenzie di rating internazionali come S&P, Fitch o Moody’s hanno ribassato il valore dei titoli spagnoli.

    Attualmente, quelli del debito pubblico spagnolo sono considerati meno sicuri di quelli libanesi, kazaki e vietnamiti. Secondo l’Economist, la Spagna è il Paese avanzato con maggiore difficoltà per pagare il suo debito, superando persino la Grecia.

    La cattiva gestione della crisi economica ha punito Zapatero, e non solo in casa.

    Infatti, le sue politiche nazionali anticlericali (basti pensare alla nuova legge sull’aborto che permette alle minori di interrompere la gravidanza senza il permesso dei genitori, ai matrimoni gay e agli scontri con la Chiesa spagnola) ma anche il sostegno al separatismo e l’apertura a ETA avevano già diviso il Paese.

    Quelle in materia d’affari esteri avevano inoltre provocato più di un mal di pancia a livello internazionale (come per esempio il ritiro immediato delle truppe spagnole dall’Afghanistan e gli incontri con i leader delle maggiori dittature del mondo, tra cui Fidel Castro, il siriano Al Assad e l’iraniano Mottaki).

    L’inerzia del governo Zapatero di fronte alla crisi economica è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso:

    solo dopo l’ultimatum di Obama dello scorso maggio, il leader socialista ha iniziato a mettere in atto le riforme tanto impopolari quanto richieste dall’Ue per salvare l’economia spagnola, la quarta più importante in Europa.

    Quasi la metà dell’esposizione delle banche nell’Eurozona è nei confronti di Madrid. Se crolla la Spagna, quindi, crolla l’Europa intera.

    L’ex stella del socialismo spagnolo ci ha messo troppo tempo per capirlo e per Bruxelles aver messo a rischio l’intero sistema

    …è ragione sufficiente per non fidarsi più di Zapatero.

    .

    (F.B. Maggi)

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    Zapatero, la stella del socialismo …che ha deluso la Spagna e l’Europa intera.

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  15. 934
    skamainterFARABUTTO scrive:

    chi fango ferisce di fango perisce!!!

    UAH UAH UAH!!!

  16. 933
    skamainterFARABUTTO scrive:

    http://www.repubblica.it/politica/2010/08/09/news/giannini_fini_berlusconi-6164448/

    a quanto pare le ‘infangate’ dei berlusquaziani hanno ottenuto l’effetto boomerang con un vistoso calo dei consensi nei sondaggi per berlusquaz e malgoverno.

    Se continuano il PD vincerà le elezioni anche alleandosi solo con Vendola!!!

    UAH UAH UAH!!!

  17. 932
    Snepretz scrive:

    910-Dopy, Gad scrive "RESTO dell’idea (resto un’osti, se vado a calcolare il numero di volte che dava il governo fritto i 5 min successivi mi perdo un pomeriggio) che le elezioni anticipate restino più un’intenzione che una probabilità". E BOSSI col cavolo che disarciona, ha detto e straripetuto che solo con berly si può combinare qualcosa. SE si faranno elezioni anticipate è SOLO perchè la pdl+lega ritiene (a ragione) di avere il vantaggio tattico rispetto al nulla che prova inutilmente ad autoindicarsi come alternativa. Ovvero colpire PRIMA che l’avversario (chiunque sia, e sinceramente non saprei chi possa essere) cominci a presentarsi almeno vagamente semiorganizzato. Va beh ma tu continua pure a spiegarmi come si fa a capire ciò che Gad scrive che non c’è problema.

  18. 931
    italiano scrive:

    .

    .

    ASSURDO. IN NORVEGIA CHI PARLA MALE DELL’ISLAM RISCHIA FINO A 3 ANNI DI CARCERE.

    .

    Quando si arriva al diritto di dire quello che si pensa dell’Islam, quel che è accaduto in questi ultimi anni mostra chiaramente la strada presa dall’Occidente.

    In Francia e in Italia, Oriana Fallaci è finita sotto processo.

    In Canada, Mark Steyn ed Ezra Levant, autori di alcuni articoli sull’argomento, hanno dovuto sottomettersi al giudizio di tribunali che avevano preso il nome di “commissione per i diritti umani”.

    In Australia, un’organizzazione islamica ha fatto causa a due pastori per “denigrazione dei musulmani”.

    In Gran Bretagna, un opinionista del Daily Telegraph è stato arrestato con l’accusa di avere incitato all’odio contro l’Islam, e l’Arcivescovo di Canterbury propone che il Parlamento licenzi leggi più severe contro chi esprima tali opinioni.

    In Olanda, Geert Wilders, capo del Partito della Libertà, che nelle elezioni politiche dello scorso 9 giugno è andato talmente bene da rischiare di entrare a far parte del governo, è tuttora sotto processo per aver realizzato un film che parla delle radici coraniche del terrorismo.

    Poi c’è la Norvegia, dove vivo, e dove negli ultimi giorni si è verificato un altro episodio sgradevole.
    E’ necessario un minimo di background; […] riassumo gli aspetti più inquietanti della legge anti-discriminazioni in vigore in Norvegia dal 2005.
    Vi si proibiscono “atti persecutori basati su discriminazioni etniche, nazionali, di discendenza, di colore della pelle, linguistiche, religiose o di fede”; gli “atti persecutori” vengono definiti come “azioni, omissioni o dichiarazioni (sottolineo questo termine) che abbiano l’effetto o l’intenzione di insultare, intimidire, esprimere ostilità, degradare o umiliare”.

    In altre parole, è illegale anche solo dire certe cose.

    Una persona può venire accusata non soltanto dalle eventuali vittime delle presunte offese, ma anche da organismi semiufficiali come il “Centro anti razzista” e il “Centro contro la discriminazione etnica” (entrambi hanno collaborato nel formulare quella legge, ed tutti e due esistono, più che per combattere il razzismo, per opporsi a un certo tipo di scorrettezza politica) o come l’agenzia governativa “per l’eguaglianza e contro la discriminazione”.

    Il che vuol dire che una manciata di organizzazioni di estrema sinistra hanno ricevuto un enorme potere col quale zittire tutti coloro che non sono d’accordo con loro.

    Gli individui che infrangono quella legge sono passibili di multa, chi la infrange insieme ad almeno altre due persone (magari uno scrittore in combutta con un editore e il direttore editoriale?) può essere condannato a una pena detentiva fino a 3 anni; in un paese dove spesso gli omicidi hanno pene più lievi.

    Per di più, il peso della prova ricade sull’imputato: sei colpevole fino a quando non dimostri il contrario. E viviamo in una nazione che si dice libera!

    Il che ci porta agli ultimi sviluppi della questione.
    Da anni collaboro assiduamente con l’Human Rights Service (HRS), una piccola fondazione con sede a Oslo che allestisce e propone politiche governative tese a contrastare la soggezione e gli abusi a danno delle donne nelle comunità musulmane. Ho tradotto materiali per HRS, e scritto commedie in norvegese per il sito della fondazione.

    Lo scorso autunno, dopo aver suggerito che HRS ampliasse la sua offerta online pubblicando articoli in inglese redatti da collaboratori in tutta Europa e nel mondo – in modo che gli autori dei diversi paesi possano confrontare le loro esperienze sull’Islam, sull’immigrazione e sull’integrazione con quello che avviene in altre nazioni – ho iniziato a lavorare regolarmente per HRS, scrivendo, commissionando e traducendo articoli per le nuove pagine internazionali del sito.

    Nel frattempo, HRS stava vivendo momenti difficili. Fin dal momento della sua fondazione, nel 2001, è stata bersaglio del disprezzo di numerosi esponenti della sinistra norvegese – gli stessi personaggi che odiano Israele e simpatizzano per Hamas.

    Le due donne che guidano HRS, Hege Storhaug e Rita Karlsen, hanno lavorato instancabilmente contro usanze mostruose quali il delitto d’onore, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali femminili. E’ stato un lavoro che è valso loro la gratitudine imperitura di un’infinità di donne e ragazze Musulmane; ma per quel che riguarda i loro nemici del partito comunista, condannare un qualsiasi aspetto dell’Islam è, né più né meno, che essere un islamofobo.

    La scorsa estate, un paio di giornali, il Dagbladet (estrema sinistra) e il Klassekampen (comunista), hanno portato avanti una campagna rozza e menzognera contro HRS, con lo scopo evidente di distruggerlo una volta per tutte.

    HRS riceve i fondi da un dicastero il cui nome ha un suono vagamente orwelliano, il “Reale ministero norvegese per i bambini, l’uguaglianza e l’inclusione sociale”. Sin dallo scorso ottobre, quel ministero è guidato dal 32enne Audun Lysbakken, membro del “Partito socialista di sinistra”, la formazione più a sinistra del tripartito che compone la maggioranza di governo; Lysbakken è inoltre un ex giornalista, ovviamente del Klessekampen.

    Il suo atteggiamento verso HRS è evidente, ed è condiviso da diverse organizzazioni di estrema sinistra (tra le quali il già citato “Centro anti razzista”) le quali ricevono, anche loro, soldi da quel ministero, e che vogliono palesemente vedere HRS privato dei suoi fondi e portato alla bancarotta.

    Il 10 giugno, il Centro anti razzista (loro, per darsi un tono, si sono dati anche un nome in inglese: Norwegian Centre against Racism) ha pubblicato una roba intitolata “NGO Shadow Report 2010”.
    Redatto in collaborazione con altri nove soggetti – Amnesty International Norvegia; MiRA Resource Center for Black, Immigrant and Refugee Women; The Norwegian Helsinki Committee; The Institution against Public Discrimination (OMOD), PMV (Primary Health Workshop); The Human Rights Committee of the Norwegian Bar Association; The Human Rights Committee of The Norwegian Psychological Association; The Union of Education in Norway; Norwegian People’s Aid; The Tenant’s Association of Norway – e scritto in inglese (sia pure un inglese piuttosto approssimativo),

    questo documento è stato commissionato e finanziato dal ministero di Lysbakken, e viene fatto passare come un supplemento e un commento al “Rapporto periodico della Norvegia in base all’articolo 9 della Convenzione internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale” (ossia, viene legato al Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale dell’Onu). In altre parole, questo “Shadow report” ha rango ufficiale.

    Lo “Shadow report” consta di 68 pagine, ed è diviso in cinque capitoli.

    Il quinto capitolo è intitolato “Proibire ed eliminare ogni forma di discriminazione razziale e assicurare l’eguaglianza di tutti di fronte alla legge”.

    La prima voce sotto questo titolo è “Islamofobia”, ed è interamente dedicata all’HRS e a me. L’HRS, che ha formulato leggi che sono adesso riportate dai manuali danesi e norvegesi e che hanno aiutato a proteggere i diritti delle donne e delle ragazze musulmane, viene illustrato con frasi come “sostenitore del pregiudizio anti-musulmano finanziato da soldi pubblici”, “HRS mantiene costantemente un’attenzione negativa sull’Islam e sui musulmani”, “HRS è uno dei principali protagonisti dell’anti-islamismo, ed è una risorsa per ogni anti-islamista”, “ha ricevuto ulteriori denunce per avere ospitato sul suo sito articoli in difesa di Geert Wilders”.

    .

    (B.Bawer)
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    In Norvegia chi parla male dell’Islam rischia fino a 3 anni di carcere.

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  19. 930
    hu scrive:

    La Marcegaglia è meglio di Bombassei?

    Per niente, la differenza di genere non è condizione necessaria al miglioramento della funzione nè all’onesta nell’esplicarla.

    PRIMARIE SI’
    :lol:

  20. 929
    marco scamardella scrive:

    Il superamento della fase critica della guerra durante l’inverno 1942-43 e sopra tutto l’avvicinamento del fronte al territorio tedesco, permettevano agli Alleati di iniziare una offensiva aerea in grande stile contro la Germania. Essa era però svolta esclusivamente dagli anglo-americani, mentre i sovietici si limitavano a mantenere le proprie forze aeree nei limiti delle azioni tattiche, in appoggio alle truppe che effettuavano continue offensive contro il fronte orientale tedesco. Con la conquista della base aerea di Foggia e della Corsica, gli anglo-americani acquistavano la possibilità di colpire, facendo accompagnare i propri bombardieri dai caccia di scorta, oltre a tutta l’Italia ed a buona parte dei Balcani, anche l’Austria e la Baviera meridionale, prima di allora irraggiungibili dalle basi aeree delle isole britanniche dalle quali invece era martellata tutta la Germania occidentale. Dall’Italia e dall’Inghilterra poi, si raggiungeva, sempre con la scorta dei caccia, l’intera estensione del territorio francese e, senza scorta e con l’impiego di serbatoi supplementari. anche il centro ed il settentrione della Germania e della Polonia. Il bombardamento strategico della Germania era effettuato dai quadrimotori da bombardamento americani e britannici a larga autonomia B. 17, B. 24, Lancaster e Stirling, apparecchi impiegabili per attacchi contro obbiettivi fissi e di una certa ampiezza. E queste azioni erano fondamentalmente diverse da quelle che venivano effettuate sulle linee dei fronti di guerra, poiché non colpivano né truppe né mezzi bellici in azione, ma solo centri di produzione per la guerra, nodi logistici e di comunicazione, depositi e magazzini, basi militari, grandi città. Il bombardamento strategico della Germania si prefiggeva lo scopo di colpire alla base, prima che giungesse al fronte, il potenziale bellico del Terzo Reich, provocando il crollo della struttura organizzativa e degli organi di potenziamento ed alimentazione della Wehrmacht, dall’interno, secondo le note teorie del generale italiano Douhet, espresse già con chiarezza profetica nel 1909, quando volavano appena i primi apparecchi. L’offensiva aerea sulla Germania non distrusse fino al termine del conflitto (anche per i continui tentativi tedeschi di ripresa dell’industria bellica), una percentuale molto alta di fabbriche ed impianti di produzione, ma riuscì egualmente ad ottenere il risultato sperato, colpendo quasi esclusivamente i cardini fondamentali della macchina industriale tedesca. Questa macchina era vastissima, ed aveva decentrato per tutto il territorio nazionale le officine addette alla costruzione dei diversi pezzi delle armi da produrre in serie. Gli anglo-americani generalmente trascurarono gli impianti industriali dei singoli pezzi, per centrare solo, con straordinaria efficacia, le officine di montaggio, da cui avrebbero dovuto uscire le armi per essere avviate al fronte. Questa singolare precisione nell’individuare gli obbiettivi fondamentali, riconoscendoli nella massa dei meno importanti e superando quello che avrebbe dovuto essere uno dei segreti più impenetrabili degli organi responsabili tedeschi, dimostra la grande efficienza dei servizi di informazione, anglo-americani, cui si contrapponevano degli organismi similari germanici stranamente inferiori ed ambiguamente diretti dall’ammiraglio Canaris, rivelatosi poi in rapporti con l’Intelligence Service. Anche i gravi danni subiti dalle ferrovie e dalle linee di comunicazione tedesche si ripercuotevano gravemente sulle unità al fronte, perché le armi prodotte nonostante i bombardamenti, venivano ulteriormente ridotte ed attardate per gli attacchi durante la fase del trasporto. Oltre le perdite che incidevano direttamente sulla condotta della guerra, il bombardamento strategico della Germania aveva anche il disastroso effetto di devastarne le città e di falcidiarne la popolazione, accrescendo così gravemente le condizioni di disagio già provocate dalla guerra e dall’immane sforzo bellico sostenuto da tutto il popolo tedesco. Particolarmente provate le città di Amburgo, distrutta col fosforo, Berlino, che fu poi ulteriormente devastata dall’artiglieria sovietica, e Dresda, nell’ultimo periodo della guerra. Contro questa violenta offensiva che minacciava gravemente la potenza bellica della Germania, il Comando tedesco reagiva con la massima energia, accrescendo la difesa contraerea ed aumentando vertiginosamente la produzione degli apparecchi da caccia, anche a detrimento degli altri tipi di aerei. Con l’aumentata difesa si accendevano nei cieli delle città tedesche furiosi combattimenti aerei, nei quali i cacciatori del Reich attaccavano ad oltranza, senza tenere conto alcuno delle alte perdite. In queste azioni venivano così abbattuti a centinaia i bombardieri incursori, che però ritornavano nei giorni successivi in misura sempre maggiore. Le più violente battaglie avvenivano durante le incursioni su Berlino ed in occasione del bombardamento dì Schweinfurt, del 14 ottobre 1943, quando venivano abbattuti oltre 60 quadrimotori americani. Ma se pure le perdite degli attaccanti erano gravissime, quelle inferte dalle bombe alla produzione bellica tedesca erano insostituibili e quindi determinanti. Nel marzo 1943 venivano colpiti i centri di produzione e le basi dei sommergibili (in concomitanza con l’offensiva antisottomarina sul mare), in aprile le officine Renault distrutte in un precedente attacco e ricostruite, in giugno gli stabilimenti di gomma sintetica, durante il mese di luglio fabbriche di magnesio e di alluminio in Norvegia, in ottobre Schweinfurt, dove era il 50% della produzione tedesca di cuscinetti a sfere. Nell’agosto 1943 subivano gravi danni le officine dei Me-109 a Regensburg, mentre quelle dei FW-190 erano state duramente colpite alla fine del 1942. Con queste due azioni, che investivano i due fondamentali tipi di caccia costruiti dai tedeschi, gli anglo-americani infliggevano un colpo durissimo alla difesa della Germania, impedendole di alleggerire la violenta pressione cui era sottoposta dall’aria. Nel 1944 e 1945 questi stessi attacchi riusciranno a colpire, nei suoi punti più vulnerabili (anche qui con singolare esattezza) la produzione in serie delle nuove armi che avrebbero forse potuto capovolgere le sorti della guerra: si pensi alle bombe volanti ed ai missili nelle loro più recenti versioni, agli aerei a reazione, ai dischi volanti già sperimentati con successo nel febbraio 1945, agli impianti atomici, al cannonissimo che lanciava i proiettili a duecento chilometri di distanza.

  21. 928
    hu from Gaia scrive:

    Bombasei ritirati, stai facendo fondere i freni di Scamardella
    :lol:

  22. 927
    marco scamardella scrive:

    Non mi viene il nome, al momento, ma sotto la guida dell’architetto del regime amico di Hitler, è addiritura aumentata e di parecchio.

    nei giorni precedenti.

    Complessivamente in pochi giorni su Amburgo vennero sganciate più di 9000 tonnellate di bombe: il generarsi della "tempesta di fuoco" e gli effetti di questo bombardamento sono stati descritti in testa alla presente pagina. Oltre alle 55.000 vittime 1.000.000 furono i senzatetto sfollati ed oltre la metà delle case di Amburgo fu distrutta. Quando si rese conto di ciò che era accaduto, Speer esclamò che altri sei attacchi come quello avrebbero posto fine alla guerra.Alla fine dell’ estate ed inizio autunno del 1943 l’ offensiva proseguì su altre città della Germania. In questi attacchi diventava progressivamente sempre più importante la partecipazione americana man mano che si completava lo spiegamento dell’ 8th Air Force nelle basi in Inghilterra prima e poi anche in Italia. Gli angloamericani inoltre studiarono a fondo gli effetti verificatisi nel bombardardamento di Amburgo per cercare di ripetere l’ innesco della "tempesta di fuoco". Ci riuscirono sulla cittadina di Kassel che ebbe un elevatissimo numero di vittime in rapporto agli abitanti.

    Di seguito come sempre la tabella riassume solo i principali attacchi in questa fase della offensiva aerea angloamericana:

    data città aerei impiegati tempesta di fuoco US/GB vittime accertate
    25 luglio 3 agosto 1943 Amburgo 3095 * GB-US 55.000
    10/11 agosto 1943 Norimberga 653 GB
    23/24 agosto 1943 Berlino 727 GB
    22/28 settembre 1943 Hannover 1388 GB-US
    8/9 ottobre 1943 Hannover 504 GB
    22 ottobre 1943 Kassel 569 * GB 8.000

  23. 926
    marco scamardella scrive:

    Speer leggere memoreioe del terzo reich e diari segreti di Spandau Mondadori
    ù
    am non fermarsi a quanto dice lui , molti storici lo hanno vivisezionato in certe contraddizioni

    vero che organizzò produzione decentrata in caverna e che ebe un certo sucecsso anche grazie al lavoro schiavista delle deportazioini di italiani polacchi e altri prigionieri che dettero risulati diu produzione migliori rispetto ai lavoratori tedeschi , ma la produzioen di cuscinetti senza i quali motori e viecoli non si possono completare , gomma , raffinato e più importyante le ferrovie la logistica i trasporti annichilirinoi la possibilità di manovra per non contare lo steriminio della popolazine , centinai di migliaia di presone che non ptevano più andare in fabbrica o combattere

    fatti un giro in Germania , nelle grandi città non ci sono praticamente più i centri storici solo alcune cose rifatte e poche casette

    tutto raso al suolo

    anche il morale e la volontà di combatere , la pssibilità di crerae nuove leve di coiscxritti fu irrimediabilmente compromessa

  24. 925
    Un vecchietto scrive:

    scamardella 921,
    confermi quello che ho detto. Per effetto dei bombardamenti la produzione bellica è stata protetta dai bombardamenti sotterrandola e decentrandola. Non mi viene il nome, al momento, ma sotto la guida dell’architetto del regime amico di Hitler, è addiritura aumentata e di parecchio. Non dico che i bombardamenti fossero benvenuti, ma la produzione di armi è aumentata ugualmente.

  25. 924
    hu scrive:

    China, SI’

    "Junio" Bossi Bruto ha mangiato la foglia, abboccando all’amo, come previsto da Gad nell’articolo sulla ualterloo di Giulio "Cesare" Berlusconi.

    Non tornerà indietro, sa che o pugnala ora o sarà Fini a farlo frontalmente, come quando si dimise Lucio Tremonti "Giulio" (della gens Iunia).

    :lol:

  26. 923
    marco scamardella scrive:

    . Pensa che se, il compagno Stalin, non fosse stato così onesto da rispettare il patto con Tito di uscire dalla Iugoslavia dopo averla libererata assieme a lui, ce li saremmo ritrovati sull’Adriatico e Trieste oggi non sarebbe Italiana.

    perchè ? perchè sei così ignorante

    Chi scrive ha raggiunto la colonna della 2° Divisione neozelandese poco prima del Tagliamento: le retroguardie stavano avanzando fra file di contadini esultanti, ogni mezzo era ornato di fronde e bandiere italiane.

    Poco prima di arrivare al Tagliamento è arrivato l’ordine di sbarazzarsi di bandiere e fiori, e la colonna ha proseguito la sua marcia grigia e polverosa.

    (La colonna comprendeva anche una cospicua Unità navale britannica che, via terra, si recava a Trieste ad attrezzare il porto per le navi in risalita lungo l’Adriatico).

    2 maggio (dopo mezzogiorno) – La Divisione neozelandese ha attraversato l’Isonzo: qui il lungo ponte era ancora intatto. Verremo a sapere successivamente che i partigiani di Tito l’hanno difeso per 4 giorni dai tentativi tedeschi di farlo saltare.

    Circa 4 chilometri prima dell’Isonzo è cessata ogni manifestazione di benvenuto nei confronti dei neozelandesi. Su tutte le case si leggeva "Tukaj je Jugoslavia" (Qui è Jugoslavia) oppure "Zivio Tito" (Viva Tito). Una casa su due esponeva la bandiera jugoslava e le poche bandiere italiane avevano una grande stella rossa nella banda bianca.

    La gente è rimasta nelle case. I partigiani, con la stella rossa sul berretto di tela blu, stavano allestendo vari blocchi stradali, che sono stati tuttavia aperti per lasciar passare la nostra lunga colonna meccanizzata.

    A Monfalcone circa 10.000 fra operai portuali e donne erano riuniti per una manifestazione a favore della liberazione sotto una gigantesca stella rossa e sotto improvvisate bandiere dei paesi alleati. I discorsi erano in italiano. Gli uomini indossavano il berretto blu con la stella rossa. La nostra colonna non ha interrotto la loro riunione.

    Lungo la famosa strada costiera che porta a Trieste una batteria navale tedesca di circa 300 uomini ha opposto resistenza a Miramare, cercando di attrezzare alla rinfusa la parete di cemento armato, spessa tre metri, costruita a metà strada fra le due gallerie. I numerosi fortini di calcestruzzo sui fianchi della collina e lungo la strada erano fortunatamente già stati affrontati dai partigiani di Tito.

    Seicento fanti di marina tedeschi sono stati catturati a Grado; altri 300 sono stati presi nel golfo di Sistiana (base dei siluri monoposto).

    Da Miramare (dove il generale Freyberg ha fissato i suoi quartieri generali) un distaccamento navale tedesco ha tartassato Trieste con cannoni italiani da 6 pollici per due giorni, avendo saputo che a Trieste c’erano soldati jugoslavi.

    Alle 4 del pomeriggio carri armati ed auto corazzate di ricognizione sono entrati in Trieste e dopo una breve azione hanno raccolto la resa di 2.600 tedeschi.

    Il Governo Militare Alleato e la sua polizia sono rimasti indietro, a Monfalcone, e non sono operativi.

    A Trieste gruppi di 12-15 partigiani, ciascuno munito di due o tre armi, pattugliavano le strade giorno e notte. Non c’era traccia di fraternizzazione. I negozi erano chiusi».

  27. 922
    hu scrive:

    le doparie scrive:
    12 agosto, 2010 alle 12:37 am

    Per Snepretz8610

    "Junio" Bossi Bruto ha mangiato la foglia, abboccando all’amo, come previsto da Gad nell’articolo sulla ualterloo di Giulio "Cesare" Berlusconi.

    Non tornerà indietro, sa che o pugnala ora o sarà Fini a farlo frontalmente, come quando si dimise Lucio Tremonti "Giulio" (della gens Iunia).

    SI’, Cina

  28. 921
    marco scamardella scrive:

    Nel corso della seconda guerra mondiale, il sito fu bersaglio di alcune pesanti incursioni aeree, tra cui un attacco da parte di quasi 500 bombardieri pesanti della RAF nella notte tra il 16 e il 17 agosto 1943 ("Operazione Hydra"). Questa incursione uccise qualcosa come 700 persone, tra cui Walter Thiel, capo dello sviluppo dei motori. Questa incursione spinse a spostare la produzione dei razzi V sottoterra
    .

    Aggiungo ancora che tutti i bombardamenti che tu dici, non hanno impedito di far piovere sull’inghilterra le V2 che hanno continuato a costruire in gran quantità anche se Hitler sapeva che non avevano importanza strategica, ma solo propagandistica

  29. 920
    marco scamardella scrive:

    Lo so che non ti sfiora neanche l’idea che combattere un Hitler sfinito che mandava a combattere perfino i bambini, come abbiamo visto nei documentari e anche nei film, le guerre si vincano più facilmente.

    secondo me Stalkin e i sovietici hanno combattuto e vinto nel fronte orientalke unj esereecito poderoso , secondo te erano tutti bambini ………….

  30. 919
    marco scamardella scrive:

    Aggiungo ancora che tutti i bombardamenti che tu dici, non hanno impedito di far piovere sull’inghilterra le V2 che hanno continuato a costruire in gran quantità anche se Hitler sapeva che non avevano importanza strategica, ma solo propagandistica. A guerra conclusa ne hanno trovete a decine, pronte all’uso.

    ti sfuge che la base di Peenemunde era tuta in bunker sotterranei e fu individuata e bombardata

    non corrisponde al vero che furono trovate decine di v2 intatte

    i bombardamenti strategici portarono la produzione di cuscinetti ,gomma ,energia elettrica, la raffinazione del carburante e tutta la logistica e i trasporti in gravissima difficoltà

    per te uno scherzo , contento tu ……..

    rimani delle tue folcloristiche opinioni

  31. 918
    marco scamardella scrive:

    Quelli poco intelligenti e disonesti campano meglio e tu, sono certo che te la cavi benissimo, quindi queste cose non le dico per te

    sembri un bambino piccolo , superficale , poco informato , malmostoso , vuoto

    argomenti zero se non gli strafalcioni su una storia che non conosci e non capisci

  32. 917
    marco scamardella scrive:

    Se in sei mesi, gli alleati, hanno fatto tutto lo sfacelo che tu dici,

    ho postato elenco di battaglie e conquiste e ceracto di spiegarti il valore del bombardamento strategico e degli aiuti in rigfornimenti imponenti

    ragionando ala infantile superficila ecome fai tu si dovrebbe far notare che
    gli usa partivano dall’altra parte del’oceano e sono riusciti a prendersio la maggior parte della Germania , i Russi confinanti con le truppe tedesche solo la parte orientale sino all’elba

  33. 916
    marco scamardella scrive:

    Se in sei mesi, gli alleati, hanno fatto tutto lo sfacelo che tu dici, caro Scamardella, come mai non sono partiti prima, come peraltro chiedeva il compagno Stalin, l’uomo di acciaio, in maniera di non dover spartire coi Russi Berlino e la Germania? Potevano anche impedire di cadere sotto il giogo Sovietico la Polonia , la Cecoslovacchia e gli altri paesi che in seguito hanno fatto parte del patto di Varsavia. Pensa che se, il compagno Stalin, non fosse stato così onesto da rispettare il patto con Tito di uscire dalla Iugoslavia dopo averla libererata assieme a lui, ce li saremmo ritrovati sull’Adriatico e Trieste oggi non sarebbe Italiana.

    soloo un’insulso suope3rficiale può sottovalutare la difficoiltà e il rischio di uno sbarco

    sbracare contro una linea diufensiva fortificata come era il valo atlantico vuol dire esporre le proprie truppe a un ainferiorità numerica e di potenza incredbile

    i Russi non avrebbero potuto mai organizzarte uno sbraco come quello in Normandia , nè alcun paese la mondo tranne gli Usa sarebbe in grado di organizzarlo e attuarlo ora

    la domanda che fai sevla una profonsda superficialità e ignoranza

    il tuo accenno ai bambini soldati è altrettanto superficiale e ignorante in quanto non combatterono nel fronte ovest a con la volks armee (armata del popolo ) nel’asediuo di Berlino , contro i russi

    e solo uno stupdido supoerficiale puà sminuire con la loro presebza l’offensiav russa , la sua pootenza e preparazione militare

    Trieste non è stat in mano ai comunisti grazie all’intervento in primis dei neozelandesi e poi degli aleati che hanno impedito ai titini ( all’epoca per tua conoscenza sotto Stalin , solo dopo separatasi , quindi le forze comuniste staliniane ai nostri confini come stragi di partigiani cattolici , foibe e pulizia etnica degli istriani dimnostrano

    ( ma quanto sei ignorante di storia e date ? )

  34. 915
    hu from Gaia scrive:

    le doparie scrive:
    12 agosto, 2010 alle 12:37 am

    Per Snepretz8610

    "Junio" Bossi Bruto ha mangiato la foglia, abboccando all’amo, come previsto da Gad nell’articolo sulla ualterloo di Giulio "Cesare" Berlusconi.

    Non tornerà indietro, sa che o pugnala ora o sarà Fini a farlo frontalmente, come quando si dimise Lucio Tremonti "Giulio" (della gens Iunia).

    Mineo Sì, Ferraro NO.
    :lol:

  35. 914
    Un vecchietto scrive:

    Se in sei mesi, gli alleati, hanno fatto tutto lo sfacelo che tu dici, caro Scamardella, come mai non sono partiti prima, come peraltro chiedeva il compagno Stalin, l’uomo di acciaio, in maniera di non dover spartire coi Russi Berlino e la Germania? Potevano anche impedire di cadere sotto il giogo Sovietico la Polonia , la Cecoslovacchia e gli altri paesi che in seguito hanno fatto parte del patto di Varsavia. Pensa che se, il compagno Stalin, non fosse stato così onesto da rispettare il patto con Tito di uscire dalla Iugoslavia dopo averla libererata assieme a lui, ce li saremmo ritrovati sull’Adriatico e Trieste oggi non sarebbe Italiana. Quelli poco intelligenti e disonesti campano meglio e tu, sono certo che te la cavi benissimo, quindi queste cose non le dico per te. Aggiungo ancora che tutti i bombardamenti che tu dici, non hanno impedito di far piovere sull’inghilterra le V2 che hanno continuato a costruire in gran quantità anche se Hitler sapeva che non avevano importanza strategica, ma solo propagandistica. A guerra conclusa ne hanno trovete a decine, pronte all’uso. Lo so che non ti sfiora neanche l’idea che combattere un Hitler sfinito che mandava a combattere perfino i bambini, come abbiamo visto nei documentari e anche nei film, le guerre si vincano più facilmente.

  36. 913
    italiano scrive:

    .

    .

    SONO PIU’ DI 50 ANNI CHE CI SIAMO LIBERATI DAI FASCISTI,

    SONO PIU’ DI 50 CHE NON RIUSCIAMO A LIBERARCI DAI COMUNISTI.

    .

    Perché gli Italiani di Sinistra odiano tanto se stessi? Perché sono anti Italiani? Perché odiano i propri genitori, i propri figli, la propria Terra, la propria lingua, la propria cultura, al punto da volerne la fine a tutti i costi?

    La violenza con la quale impongono, ormai da molti anni, l’Invasione dell’Italia da parte degli Stranieri ha questo solo significato:

    la prossima fine del Popolo italiano. Ed essi lo sanno bene, anche se fingono di non saperlo.

    Avrebbe dovuto essere la Sinistra ad impedire il progetto Distruttivo.

    .

    Perché? Siamo in tanti a chiedercelo.

    Perché la Sinistra desidera la fine degli Italiani, la fine della lingua, della musica, della poesia, del pensiero italiano?

    Perché nelle sue file anche i più intelligenti, i più colti, fingono di essere stupidi?

    Sanno bene che nessuno Zingaro amerà la lingua italiana né scriverà le melodie di Puccini.

    Sanno bene che nessun Musulmano lascerà in piedi le Cattedrali gotiche né ammetterà che si cantino le Messe di Palestrina o di Rossini.

    È questo il punto. Sono gli uomini che fanno vivere le culture. Gli stranieri faranno vivere la loro cultura e Distruggeranno la nostra Identità, le nostre Radici.

    .

    ——————————————–

    PERCHE’ I COMUNISTI VOGLIONO DISTRUGGERE IL BEL PAESE E GLI ITALIANI !?

    ——————————————–

    .

  37. 912
    Un vecchiett P scrive:

    Scamardella,
    hai ragione. Posso almeno aggiungere che se il comunismo non ha trionfato anche in Italia è merito tuo e che merito tuo è anche il miracolo economico Italiano del dopoguerra?

  38. 911
    italiano scrive:

    .

    .

    USA. LO STATO DELLA FLORIDA VUOLE UNA LEGGE DURA CONTRO I CLANDESTINI.
    .

    Il ministro della Giustizia della Florida, Bill McCollum ha proposto l’introduzione di una riforma migratoria molto dura contro i clandestini, sulla falsa riga di quella approvata in Arizona e contestata dalla Casa Bianca.

    McCollum, che è candidato repubblicano alla poltrona di Governatore dello Stato, ha sottolineato che "la Florida non può continuare a essere il paradiso degli immigrati illegali".

    Con la sua proposta, gli agenti di Polizia avranno il dovere di controllare lo status di cittadinanza in ogni posto di blocco o nel corso di indagini su ogni tipo di reato.

    Secondo la legge tuttora in vigore, gli addetti alla sicurezza potevano farlo, ma non erano costretti.

    La Florida, soprattutto nella sua zona meridionale, è lo stato americano con il maggiore afflusso di immigrati provenienti dai Caraibi e dall’America Latina.

    .

    ———————————————————–

    USA. La Florida propone legge dura Anticlandestini come in Arizona.

    ———————————————————–

    .

  39. 910
    le doparie scrive:

    Per Snepretz8610

    "Junio" Bossi Bruto ha mangiato la foglia, abboccando all’amo, come previsto da Gad nell’articolo sulla ualterloo di Giulio "Cesare" Berlusconi.

    Non tornerà indietro, sa che o pugnala ora o sarà Fini a farlo frontalmente, come quando si dimise Lucio Tremonti "Giulio" (della gens Iunia).

  40. 909
    xkenx8610 scrive:

    Bella roba….. la RepuppliKa!

  41. 908
    marco scamardella scrive:

    cambia sì qualcosa se fanno passare fini per un ladro, corrotto e pinochietto in mano alla tulliani

    difficile farlo pasare se non lo è

    se non lo è

    repubblica ha chiesto di comunicare la proprietò off shore a quale italiano è sottoposta

  42. 907
    massimo scrive:

    cambia sì qualcosa se fanno passare fini per un ladro, corrotto e pinochietto in mano alla tulliani. lo diranno migliaia di volte da qui alle elezioni. e non è tanto che lo scrivano sui giornali in mano all’utilizzatore finale, quanto il fatto che lo diranno fino alla nausea 5, magari 6 reti nazionali 24 ore su 24…

  43. 906
    xkenx8610 scrive:

    A me le carte moschicide non interessano.

  44. 905
    Mission from Mars scrive:

    Altro che 1943, qui siamo al ’24

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/11/altro-che-1943-qui-siamo-al-24/49553/

  45. 904
    xkenx8610 scrive:

    Del resto io e Bondi abbiamo avuto una cosa in comune: il professore di matematica del liceo. Non è un caso che lui dimostri dieci hanni di più di quelli che ha (e forse io ne dimostri di meno), come non è un caso che sia stato assoldato dal cav. in quanto praticante della più torpida DISINFORMAZIONE SINISTRORSA. Tac, dal PCI a Forza Italia, che problema c’è? La verve è la stessa, ma più che altro è la tecnica…………..
    Ops. il mausoleo, il cav. se lo è fatto costruire in terre Bondiane. (notizia proveniente da fonte primaria)

  46. 903
    Mission from Mars scrive:

    non ultimo il fatto che senza l’accoreo Stalin Hitler di guerra e spartizione della Polonia la guerra non sarebbe scoppiata

    Sì questo dato storico della vicinanza ideologica di comunisti e nazisti è interessante, davvero.

    Si sta ripetendo la stessa cosa oggi, tra Berlusconi, modernazista, e gente come Bondi, Cicchitto, Ferrara, comunisti o socialisti molto rossi. :-D

  47. 902
    italiano scrive:

    .

    .

    FINI VUOLE SFASCIARE IL PDL CON UN’ARMATA DI PULCI.

    .

    Rimasto senza partito, l’ex leader di An ha promosso una banda di sconosciuti che adesso gli devono obbedienza cieca e a chi la spara più grossa.

    Per i grattacapi che gli procura la famiglia acquisita dei Tulliani, Gianfranco Fini è più ingrugnato del solito. Il muso l’ha sempre avuto ma da giovane gli dava l’aria del bel tenebroso. Ora, a 58 anni, pare una mummia inacidita.

    L’accelerazione dei disturbi del condotto gastrico ha coinciso con la fusione di An e Fi. Non ha mai digerito il Pdl che per lui ha solo rappresentato la perdita del partitino di cui era reuccio. Da allora, non ha pensato altro che a raccogliere attorno a sé un gruppo sostituivo su cui continuare a regnare. Creare dal nulla non è facile. Di qui, mal di pancia e sbalzi d’umore.

    All’ombra di questa insoddisfazione sono nati i volti nuovi della fondazione Farefuturo, i semisconosciuti Bocchino, Granata, Della Vedova, il movimento Generazione Italia, il gruppo parlamentare Futuro e Libertà: i finiani in senso stretto.

    Fedelissimi di Gianfranco, nemicissimi di Berlusconi, incaparbiti a spaccare l’alleanza col Pdl, convinti di incarnare la «destra moderna». Tizi molto gasati che spesso gli prendono la mano anche se Fini ha la supervisione dell’insieme. Le loro intemperanze hanno moltiplicato le liti nel centrodestra e ora, se mai Gianfri volesse indietreggiare, i vassalli farebbero fiera resistenza per non perdere la visibilità appena conquistata.
    .

    Figura chiave dell’incarognimento finiano è il napoletano Italo Bocchino.

    Già puledrino di Pinuccio Tatarella, alla sua morte nel 1999 si schierò con Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Il che significava – lo dico per chi ignora le segrete cose – mettersi contro Fini.
    Gianfranco lo bastonò all’istante.
    Alle elezioni del 2001 lo ficcò al quinto posto di una lista campana, escludendone di fatto la rielezione in Parlamento. Italo restò di ghiaccio e con le lacrime agli occhi si inginocchiò, chiese scusa, promise di non farlo più.

    Fu così che Fini, eletto in vari collegi tra cui quello del fedifrago, optando per un posto diverso, gli consentì di ritornare alla Camera.
    Un atto di degnazione padronale. Salvo per grazia ricevuta, Bocchino si appiattì sul capo diventandone il portaborse, il tuttofare, il kamikaze. Se c’è da spararla grossa, assumere incarichi sgradevoli, tenere rapporti a rischio, l’incombenza ricade automaticamente su di l

    C’è chi dice che la disavventura di Italo con l’imprenditore Alfredo Romeo – per la quale la magistratura lo voleva in ceppi, salvo poi assolverlo – gli capitò per fare un favore al capo.

    Così come si vocifera che sia stato Fini – tramite il disponibile Bocchino – a imporre (qualche mese fa) al sindaco Alemanno di riaffidare al medesimo Romeo la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma.

    Ora voi capite che ridotto in questo stato di cieca obbedienza, Italo è prono e totalmente irrecuperabile per il Pdl.

    Hanno definitivamente rotto i ponti col berlusconismo anche altri secessionisti. Tal Granata, che ormai parla come Di Pietro, è più facile vada a braccetto col pentito Spatuzza che al bar col Cav. Idem Carmelo Briguglio, un altro che – innocuo e ignoto fino a ieri – oggi ce la mette tutta per impedire il riavvicinamento col Berlusca. La sua ultima sortita è stata insinuare che a favorire lo scoop del Giornale sull’appartamento monegasco siano stati i servizi. Una gaglioffata da querela buttata a caso per avvelenare il clima.

    E che dire dell’ex radicale Della Vedova, un tempo punto di riferimento degli, ahimè, rari liberali del Pdl? Si è appitonato su Fini, ne avalla il giustizialismo, si accontenta dei farfugliamenti del capo sugli intrighi cognateschi in quel di Montecarlo. Forse un po’ vergognoso per l’impresa ha rialzato due giorni fa la più nobile bandiera del laicismo asserendo che i finiani considerano irrinunciabile la libera volontà sul fine vita e il riconoscimento giuridico delle coppie gay.

    Si può essere d’accordo o no, ma è pugno nello stomaco al Pdl e la Lega che si sono invece schierati con la Chiesa. Insomma, i guastatori lavorano a pieno ritmo per innalzare un muro tra destra moderna e gli ex alleati.

    Fini, preso tra i Tulliani e le immersioni, tace. Quando riemergerà dai fondali si troverà sommerso dal fango che i suoi stanno voluttuosamente accumulando.

    Dove non arrivano Bocchino & co, supplisce il pensatoio di Fare Futuro. Grillo parlante del gruppo è il direttore del giornale online, Ffwebmagazine, Filippo Rossi, un pel di carota sull’1,90. Filippo, già timido collaboratore dell’ex ministro Scajola, si è scoperto accanto a Fini una verve spumeggiante.

    L’ultima del magazine è che Repubblica e il Fatto – quelli che hanno tenuto la contabilità dei sospiri della D’Addario nell’alcova di Palazzo Grazioli – «sono molto più corretti col Cav di quanto non lo siano i giornalisti a penna armata di Libero e il Giornale nei confronti di Fini». Come se parlare di svenevolezze amorose fosse più giornalistico che chiedere conto della consegna al cognato del patrimonio immobiliare di An.

    Ma Filippo è ormai obnubilato dall’improvvisa fama e non lo ferma nessuno. Se l’è presa anche con me, poverocristo, scrivendo che ho «rotto», «rotto», «rotto» e dandomi del «buon Perna» come si fa con i cretini. Il che ci può anche stare, ma non detto dal signor Rossi. Poco ci mancava che, nell’euforia, danneggiasse anche il fratello, Gianni Scipione Rossi, giornalista Rai in pole position per la direzione dei Servizi parlamentari radiotelevisivi in quota An-Pdl. Solo le rassicurazioni di Gasparri al partito: «Non è assolutamente come il fratello Filippo», hanno mantenuto ferma la candidatura di Gianni Scipione.
    .
    Nella Rai, Fini ha mani e piedi e molti addentellati.

    Ma da quando si è incaponito di infilarci un bel pezzo dei Tulliani, dalla suocera al cognato Giancarlo (fratello di Betty, la compagna), le sue quotazioni traballano. Questo Giancarlo pare sia un’iradiddio. Arrogante, spocchioso, inebriato dalla nepotistica protezione. Gianfranco per imporlo ha già litigato con un vecchio amico, il responsabile delle relazioni esterne Rai Guido Paglia, un duro che gli ha risposto picche.

    Ma – stando alle voci – non sopporta le pretese del giovane profittatore neanche il capo della prima rete, Mauro Mazza, legato a Gianfri da tempo immemore.

    Dicono che non lo possa vedere neppure un finiano puro come Luca Barbareschi, attore e deputato, che con la tv di Stato aveva fin qui ottimi rapporti. Pare infatti che, con la sua saccenza, il cognatino stia rovinando anche a lui la piazza in Rai.

    Su Fini e la sua armata si profila l’ombra di Brancaleone.

    .

    (G. Perna)

    .

    ———————————————————–

    Fini vuole sfasciare il Pdl con un’armata di pulci … giocano a chi la spara più grossa.

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    .

  48. 901
    Mission from Mars scrive:

    zioAlbert scrive:
    11 agosto, 2010 alle 2:05 pm

    11 post su 25, e non contiamo le righe! Certo che il guerriero, quando si appassiona a un argomento!

    Ciao Zioalbert, oggi sono al lavoro, operazioni pal.losissime al computer, calcoloni coi sistemi informativi territoriali, e così assassino il blog di post :-D

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