Fine del tour americano, tra poco prendo il volo da Chicago alla vecchia Europa
Popularity: 5% [?]
martedì, 10 agosto 2010
Fine del tour americano, tra poco prendo il volo da Chicago alla vecchia Europa
Popularity: 5% [?]
[2] 1 » Mostra tutti i commenti
[2] 1 » Mostra tutti i commenti
30 agosto, 2010 alle 3:44 pm
E in decollo?
30 agosto, 2010 alle 3:41 pm
.
.
SVEGLIA GENTE. CON I FIGLI DI ALLAH LA FACCENDA SARA’ MOLTO DURA E LUNGA.
.
Con i figli di Allah la faccenda sarà dura. Molto lunga e molto dura. Ammenoché il resto dell’Occidente non smetta di farsela addosso…
E a loro dico: sveglia, gente, sveglia! Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente cioè d’apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia.
Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una Guerra di Religione. Voluta e dichiarata da una frangia di quella religione, forse, comunque una guerra di religione.
Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa.
Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime.
Alla scomparsa della Nostra libertà e della nostra Civiltà.
All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci…
Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si Difende, se non si combatte, la Jihad vincerà.
E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto.
E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri..
Cristo! Non vi rendete conto
che gli Usama Bin Laden si ritengono autorizzati a uccidere voi e i vostri bambini perché bevete il vino o la birra, perché non portate la barba lunga o il chador,
perché andate al teatro e al cinema, perché ascoltate la musica e cantate le canzonette, perché ballate nelle discoteche o a casa vostra, perché guardate la televisione,
perché portate la minigonna o i calzoncini corti, perché al mare o in piscina state quasi ignudi..
.
(2001-Oriana Fallaci).
.
——————————————————————-
Durante un incontro sul dialogo Islamico Cattolico, un autorevole personaggio Mussulmano disse ai partecipanti:
Con le vostre Leggi Democratiche vi Invaderemo;
Con le nostre Leggi Religiose (Corano) vi domineremo.
——————————————————————-
.
12 agosto, 2010 alle 1:39 am
.
.
USA. LO STATO DELLA FLORIDA VUOLE UNA LEGGE DURA CONTRO I CLANDESTINI.
.
Il ministro della Giustizia della Florida, Bill McCollum ha proposto l’introduzione di una riforma migratoria molto dura contro i clandestini, sulla falsa riga di quella approvata in Arizona e contestata dalla Casa Bianca.
McCollum, che è candidato repubblicano alla poltrona di Governatore dello Stato, ha sottolineato che "la Florida non può continuare a essere il paradiso degli immigrati illegali".
Con la sua proposta, gli agenti di Polizia avranno il dovere di controllare lo status di cittadinanza in ogni posto di blocco o nel corso di indagini su ogni tipo di reato.
Secondo la legge tuttora in vigore, gli addetti alla sicurezza potevano farlo, ma non erano costretti.
La Florida, soprattutto nella sua zona meridionale, è lo stato americano con il maggiore afflusso di immigrati provenienti dai Caraibi e dall’America Latina.
.
———————————————————–
USA. La Florida propone legge dura Anticlandestini come in Arizona.
———————————————————–
.
11 agosto, 2010 alle 10:37 pm
.
.
FINI VUOLE SFASCIARE IL PDL CON UN’ARMATA DI PULCI.
.
Rimasto senza partito, l’ex leader di An ha promosso una banda di sconosciuti che adesso gli devono obbedienza cieca e a chi la spara più grossa.
Per i grattacapi che gli procura la famiglia acquisita dei Tulliani, Gianfranco Fini è più ingrugnato del solito. Il muso l’ha sempre avuto ma da giovane gli dava l’aria del bel tenebroso. Ora, a 58 anni, pare una mummia inacidita.
L’accelerazione dei disturbi del condotto gastrico ha coinciso con la fusione di An e Fi. Non ha mai digerito il Pdl che per lui ha solo rappresentato la perdita del partitino di cui era reuccio. Da allora, non ha pensato altro che a raccogliere attorno a sé un gruppo sostituivo su cui continuare a regnare. Creare dal nulla non è facile. Di qui, mal di pancia e sbalzi d’umore.
All’ombra di questa insoddisfazione sono nati i volti nuovi della fondazione Farefuturo, i semisconosciuti Bocchino, Granata, Della Vedova, il movimento Generazione Italia, il gruppo parlamentare Futuro e Libertà: i finiani in senso stretto.
Fedelissimi di Gianfranco, nemicissimi di Berlusconi, incaparbiti a spaccare l’alleanza col Pdl, convinti di incarnare la «destra moderna». Tizi molto gasati che spesso gli prendono la mano anche se Fini ha la supervisione dell’insieme. Le loro intemperanze hanno moltiplicato le liti nel centrodestra e ora, se mai Gianfri volesse indietreggiare, i vassalli farebbero fiera resistenza per non perdere la visibilità appena conquistata.
.
Figura chiave dell’incarognimento finiano è il napoletano Italo Bocchino.
Già puledrino di Pinuccio Tatarella, alla sua morte nel 1999 si schierò con Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Il che significava – lo dico per chi ignora le segrete cose – mettersi contro Fini.
Gianfranco lo bastonò all’istante.
Alle elezioni del 2001 lo ficcò al quinto posto di una lista campana, escludendone di fatto la rielezione in Parlamento. Italo restò di ghiaccio e con le lacrime agli occhi si inginocchiò, chiese scusa, promise di non farlo più.
Fu così che Fini, eletto in vari collegi tra cui quello del fedifrago, optando per un posto diverso, gli consentì di ritornare alla Camera.
Un atto di degnazione padronale. Salvo per grazia ricevuta, Bocchino si appiattì sul capo diventandone il portaborse, il tuttofare, il kamikaze. Se c’è da spararla grossa, assumere incarichi sgradevoli, tenere rapporti a rischio, l’incombenza ricade automaticamente su di l
C’è chi dice che la disavventura di Italo con l’imprenditore Alfredo Romeo – per la quale la magistratura lo voleva in ceppi, salvo poi assolverlo – gli capitò per fare un favore al capo.
Così come si vocifera che sia stato Fini – tramite il disponibile Bocchino – a imporre (qualche mese fa) al sindaco Alemanno di riaffidare al medesimo Romeo la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma.
Ora voi capite che ridotto in questo stato di cieca obbedienza, Italo è prono e totalmente irrecuperabile per il Pdl.
Hanno definitivamente rotto i ponti col berlusconismo anche altri secessionisti. Tal Granata, che ormai parla come Di Pietro, è più facile vada a braccetto col pentito Spatuzza che al bar col Cav. Idem Carmelo Briguglio, un altro che – innocuo e ignoto fino a ieri – oggi ce la mette tutta per impedire il riavvicinamento col Berlusca. La sua ultima sortita è stata insinuare che a favorire lo scoop del Giornale sull’appartamento monegasco siano stati i servizi. Una gaglioffata da querela buttata a caso per avvelenare il clima.
E che dire dell’ex radicale Della Vedova, un tempo punto di riferimento degli, ahimè, rari liberali del Pdl? Si è appitonato su Fini, ne avalla il giustizialismo, si accontenta dei farfugliamenti del capo sugli intrighi cognateschi in quel di Montecarlo. Forse un po’ vergognoso per l’impresa ha rialzato due giorni fa la più nobile bandiera del laicismo asserendo che i finiani considerano irrinunciabile la libera volontà sul fine vita e il riconoscimento giuridico delle coppie gay.
Si può essere d’accordo o no, ma è pugno nello stomaco al Pdl e la Lega che si sono invece schierati con la Chiesa. Insomma, i guastatori lavorano a pieno ritmo per innalzare un muro tra destra moderna e gli ex alleati.
Fini, preso tra i Tulliani e le immersioni, tace. Quando riemergerà dai fondali si troverà sommerso dal fango che i suoi stanno voluttuosamente accumulando.
Dove non arrivano Bocchino & co, supplisce il pensatoio di Fare Futuro. Grillo parlante del gruppo è il direttore del giornale online, Ffwebmagazine, Filippo Rossi, un pel di carota sull’1,90. Filippo, già timido collaboratore dell’ex ministro Scajola, si è scoperto accanto a Fini una verve spumeggiante.
L’ultima del magazine è che Repubblica e il Fatto – quelli che hanno tenuto la contabilità dei sospiri della D’Addario nell’alcova di Palazzo Grazioli – «sono molto più corretti col Cav di quanto non lo siano i giornalisti a penna armata di Libero e il Giornale nei confronti di Fini». Come se parlare di svenevolezze amorose fosse più giornalistico che chiedere conto della consegna al cognato del patrimonio immobiliare di An.
Ma Filippo è ormai obnubilato dall’improvvisa fama e non lo ferma nessuno. Se l’è presa anche con me, poverocristo, scrivendo che ho «rotto», «rotto», «rotto» e dandomi del «buon Perna» come si fa con i cretini. Il che ci può anche stare, ma non detto dal signor Rossi. Poco ci mancava che, nell’euforia, danneggiasse anche il fratello, Gianni Scipione Rossi, giornalista Rai in pole position per la direzione dei Servizi parlamentari radiotelevisivi in quota An-Pdl. Solo le rassicurazioni di Gasparri al partito: «Non è assolutamente come il fratello Filippo», hanno mantenuto ferma la candidatura di Gianni Scipione.
.
Nella Rai, Fini ha mani e piedi e molti addentellati.
Ma da quando si è incaponito di infilarci un bel pezzo dei Tulliani, dalla suocera al cognato Giancarlo (fratello di Betty, la compagna), le sue quotazioni traballano. Questo Giancarlo pare sia un’iradiddio. Arrogante, spocchioso, inebriato dalla nepotistica protezione. Gianfranco per imporlo ha già litigato con un vecchio amico, il responsabile delle relazioni esterne Rai Guido Paglia, un duro che gli ha risposto picche.
Ma – stando alle voci – non sopporta le pretese del giovane profittatore neanche il capo della prima rete, Mauro Mazza, legato a Gianfri da tempo immemore.
Dicono che non lo possa vedere neppure un finiano puro come Luca Barbareschi, attore e deputato, che con la tv di Stato aveva fin qui ottimi rapporti. Pare infatti che, con la sua saccenza, il cognatino stia rovinando anche a lui la piazza in Rai.
Su Fini e la sua armata si profila l’ombra di Brancaleone.
.
(G. Perna)
.
———————————————————–
Fini vuole sfasciare il Pdl con un’armata di pulci.
———————————————————
.
11 agosto, 2010 alle 5:01 pm
Ben tornano in berlusconia, benritrovato nell’orrendo, immondo, infame regime piduista, fascista e modernazista italiano, sempre più somigliante alla russia di Putin, o alla Libia, o all’Egitto, in tutto e per tutto.
11 agosto, 2010 alle 4:54 pm
Come al solito non ci hai portato nulla !