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In memoria di Francesco Cossiga

martedì, 17 agosto 2010

il Bastardo

In memoria di Francesco Cossiga

Una sottile vena di goliardia ha pulsato per decenni nell’anima del
notabile democristiano Francesco Cossiga, di precoce e solida
carriera, fino a esplodere trasformando la sua vecchiaia in una
giovinezza sfrontata, che non si era permesso di vivere e percio’
rimpiangeva. Viveva drammaticamente e allegramente -non c’e’ contraddizione fra questi due stadi emotivi- la vicenda storica di cui si
ritrovo’ protagonista, a partire dalla guida del ministero
dell’Interno nei giorni in cui le Brigate Rosse sequestrarono e
poi assassinarono il suo maestro Aldo Moro. Lui si compiacque di
vedere il suo nome deformato nelle scritte murali con la sigla delle
SS, a conferma di un’intransigenza repressiva non priva di eccessi
e spregiudicatezza; ma nello stesso tempo cerco’ una relazione
curiosa con gli avversari di allora, talvolta ammirandone la coerenza
e infine riconoscendo di avere sbagliato quando rifiuto’ la
trattativa con i terroristi. Si e’ diffusa la voce che Cossiga avrebbe patito il senso di colpa per la morte di Moro fino a perdere la lucidita’ mentale. Vera la sofferenza, ma falso l’esito. Rimase astuto e, nell’ultimo tratto del suo settennato al Quirinale, libero’ irresponsabilmente la sua goliardia, convinto che cio’ giovasse a sbloccare le riforme istituzionali in cui credeva. Da allora e’ stato una specie di oracolo, simpaticissimo e greve, che le sparava grosse. Senza seguito politico rilevante, ma popolare anche nella sua verbosa rissosita’ espletata sempre con rara eleganza sintattica. Non mi sorprenderebbe che Cossiga abbia disseminato tra le sue carte
testamentarie qualche petardo a scoppio ritardato, per ridersela
dall’aldila’. Tra i molti ricordi personali, contraddistinti da affetto e ilarita’, citero’ solo la volta che ci abbracciammo a Gerusalemme, di fronte al Muro del Pianto. Poco dopo lo rividi mentre attendevo il mio turno per entrare insieme ai figli nel Santo Sepolcro. Lui si alzo’ dalla sedia a rotelle e, passandomi davanti mi diede di gomito: “Ehila’ gadlerner! Prima diventi presidente della Repubblica e poi salti anche tu la fila…”.

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Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[14] 13 12 11 10 9 8 7 6 5 41 » Mostra tutti i commenti

  1. 693
    ubik scrive:

    KORDOGLIO, uno dei migliori titoli de il manifesto

  2. 692
    Ernesto scrive:

    il presidente Cossiga aveva ragione nel consigliare al Pd di superare le proprie ambiguità veltroniane e scegliere l’unica prospettiva politica seria per la sinistra: quella di un grande partito dell’internazionale socialista guidato da Massimo D’Alema (o Giuliano Amato, o Piero Fassino) e aperto alle esperienze di governo della sinistra mondiale.

    Un grande partito del socialismo europeo, alleato in chiave frontista antiberlusconiana con una formazione di centro riformista cattolico e laico (i Democratici di Prodi ad esempio) e con i Verdi-ecologisti è l’unica piattaforma politica sensata e vincete per il centrosinistra.

    Il leader naturale è D’Alema,per carisma e capacità di movimento internazionale. Supportato da Amato (per l’elaborazione politico-strategica), Fassino (per l’organizzazione del partito: superpiero aveva fatto un lavoro magnifico) e un giovane di prospettiva come Cuperlo etc.

    Non è una questione di simpatie: è realismo politico. La sinistra socialista non può consegnarsi al dipietrismo. O essere eccessivamente subalterna ad altri poteri e interessi.

  3. 691
    Americano scrive:

    Al grande presidente Cossiga, quanto mai attento a registrare gli umori e le aspettative dell’establishment "al di là dell’Atlantico" non sarebbero certo sfuggiti editoriali recenti come quelli del Wsj e dell’Economist molto polemici verso lo strapotere Berlusconiano e di incoraggiamento a Mr. Fini…

    Fini, benché malmenato dai picchiatori mediatici, ha resistito e ora pare avere un importante margine di manovra. Soprattutto se sosterrà Futuro e Libertà anche Luca Cordero di Montezemolo.

    Berlusconi non ascolti i consigliori e i ruffiani, tratti direttamente con Fini se vuole riuscire a governare e fare qualche riforma nell’interesse del Paese. Comprenda che non si può dare il Paese in mano alla Lega. Sia più forte dei risentimenti personali e fermi una buona volta gli avvelenatori mediatici, come gli ha chiesto anche il presidente Napolitano.
    Fini si può convincere sulla Giustizia, purché sia riconosciuto il suo ruolo e difesa la tenuta dello Stato. Si facciano gli scudi giudiziari per chiudere la transizione e nel contempo si diano soldi al sistema giustizia e ai magistrati per operare. Questo può essere il compromesso vero.

  4. 690
    italiano scrive:

    .

    .

    COSSIGA SOGNAVA LE RIFORME DEL CAV. BERLUSCONI.

    DALL’ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO ALLA TUTELA DELLE ALTE CARICHE.

    .

    Ora che i coccodrilli hanno smesso di piangere, le iene hanno smesso di gioire e gli sciacalli hanno smesso di fingersi suoi amici per sparlare di lui anche da morto, vorrei tentare un necrologio onesto di Francesco Cossiga, con un bilancio politico della sua eredità.

    Cossiga, a differenza degli altri presidenti della Repubblica che hanno puntato, per dirla con Longanesi, alla manutenzione, vagheggiò invece la rivoluzione, o almeno la svolta.

    Ha vissuto all’altezza del suo tempo burrascoso, è stato l’interprete più efficace di un trauma e di un crollo. E lascia un’eredità politica che non hanno lasciato né i suoi predecessori né i suoi successori.

    Cossiga incarnò al massimo grado la lealtà alle istituzioni, l’ossequio alla ragion di Stato e al dettato costituzionale e al tempo stesso la ribellione, l’anarchia creativa, l’inquietudine, la gravidanza di una nuova Repubblica.
    Tanto le sue ombre più fosche quanto le sue uscite più clamorose, sono il segno di quella doppia natura.

    Cossiga si è pensato come traghettatore e non fondatore della seconda Repubblica, perché aveva la curiosità esplorativa del primo ma non l’indole generativa del secondo. Infatti si definiva un Coty e non un de Gaulle; ovvero un precursore, non un leader.

    Cossiga ebbe un’indole anfibia, che si potrebbe definire una schizofrenia creativa: fu cattolico e pure amico della massoneria, fu notabile democristiano e guastatore, fu moderato e fu estremista, fu liberale e fu eversivo, fu statista e fu destabilizzatore, fu tragico e fu grottesco, fu protagonista ufficiale e insieme divertito osservatore della scena politica.

    Fu il maggiore interprete e testimonial della svolta italiana verso una democrazia presidenziale.
    Là resta la sua originalità, la sua eredità.

    Lui che venerava lo spirito della Costituzione e il compromesso che ne era alla base tra cattolici, liberali e socialcomunisti, fu il primo presidente a metterne pubblicamente in dubbio la sostanza e l’insuperabilità, a contestare la subordinazione delle istituzioni ai partiti e dell’esecutivo al parlamento, a rimettere in discussione il primato della mediazione sulla decisione e il ruolo imprecisato del capo dello Stato di custode o garante della Costituzione.

    Lui che proveniva dal partito del «niente nuove buone nuove», lui che veniva dal ventre flaccido e rassicurante della Dc, precorse il cambiamento, cavalcò il clima di eccitazione e d’incertezza.

    Aveva il senso dello Stato ma coltivò, come insegnano i grandi giuristi, anche lo stato d’eccezione; capì il travaglio della sovranità politica in una fase in cui i vecchi dei sono scomparsi e nuovi dei non erano apparsi.

    Il suo sogno di riforma, con l’elezione diretta del presidente della Repubblica, più il sistema uninominale maggioritario e la riforma della giustizia, è attualissimo: servirebbe a garantire che la svolta presidenziale e bipolare voluta dagli italiani non è legata solo alla figura di Berlusconi e non è pensata ad personam ma è un’esigenza vera e strutturale della nostra democrazia.

    E funziona bene a livello locale, con l’elezione diretta dei sindaci e dei governatori, l’unica riforma che nessuno rimette in discussione e che consente amministrazioni durature, maggioranze nette e responsabilizza chi decide.

    È da lì che dovrebbe ripartire la politica. Pur non essendo d’indole un capo popolo, Cossiga ha sdoganato il populismo della nostra era e lo ha riconosciuto come un sintomo e una risposta alla crisi di legittimità della politica e al dominio delle oligarchie.
    Cossiga non lascia eredi nelle istituzioni e soprattutto tra i senatori a vita, di cui costituiva una brillante eccezione e di cui non a caso auspicava la soppressione.

    Eppure si avvicina il tempo in cui si renderà necessario un nuovo Cossiga, un nuovo vivace interprete del difficile passaggio politico e istituzionale che ci aspetta. E di cui il grottesco surrogato è l’invocazione del governo dei tecnici, come se le soluzioni politiche in democrazia si possano trovare fuori dalla politica e dal consenso popolare.

    Cossiga è stato anche il primo presidente della Repubblica che ha fatto uso pubblico di sense of humour, risultando espressione fedele del popolo che rappresentava. Con tutto il rispetto, i suoi predecessori e successori furono collerici o stucchevoli, noiosi o pomposi, prevedibili e un po’ tromboni. Mai spiritosi come lui.

    Infine permettetemi di sfiorare la vicenda umana di Cossiga.
    In un editoriale che scrissi due mesi fa, lanciavo l’allarme sulla volontà di morire di Cossiga, anzi sul suo considerarsi già defunto e alludevo, senza violare la privacy e soprattutto la delicatezza di un dramma personale, al suo rifiuto di curarsi, come hanno poi confermato i medici.

    Azzardo il dubbio che Cossiga sia stato anfibio anche alla fine, tenendosi al confine tra la cristiana rassegnazione e una forma implicita di eutanasia. C’era una stanchezza in lui che non può solo attribuirsi al narcisismo ferito degli ultimi tempi, al suo inevitabile ritirarsi dalla scena dopo aver provato il piacere di stupire e di turbare l’ordine pubblico e il conformismo istituzionale con una serie di paradossi, provocazioni, gag e rivelazioni.

    Ma dietro il tono sardonico, e uso l’aggettivo non a caso, cresceva in lui un rigetto della vita, della politica e del declino di ambedue, che da credente e da uomo di stato rifiutava di esplicitare. Cattolico da una vita e politico per una vita, Cossiga non poteva mostrare insofferenza alla vita e alla politica; era una smentita di ciò che aveva creduto per tutta l’esistenza.

    Perciò, alla fine, l’esternatore smise di esternare, si tenne tutto dentro, preferì chiudersi nel silenzio, murandosi nel suo nuraghe interiore.

    Fu quello l’ultimo segreto di stato – il suo stato mentale e spirituale – che si è portato nella tomba.

    .

    (M. Veneziani)

    .

    ————————————————————

    Cossiga sognava le riforme del Cav.

    Dall’elezione diretta del capo dello Stato alla tutela delle alte cariche.

    ———————————————————–

    .

  5. 689
    Hu from gaia scrive:

    Ai 20 miliardi di cui sotto s’aggiungonano gli introiti derivanti dallo sfruttamento della prostituzione e altre attività criminali che elevano il montante fino a farlo arrivare alle 3 cifre in miliardi di euro.

    Servono protocolli internazionali per intervenire sul traffico di persone come quello sottoscritto a Palermo.

  6. 688
    Hu from gaia scrive:

    Quando non sai più che dire ti attacchi ai multi, eh, Scamardella?
    Ti si potrebbe rispondere che il primo multinick che denuncia ha fatto l’uovo ma tu non sei nemmeno in grado di ovulare.

    Quindi, dunque, pertanto andiamo al sodo:

    Il traffico di persone è quello che più conviene alle mafie per una serie di motivi, il primo dei quali è che se si perde il carico umano se ne trovano altri mille disposti a rischiare la vita per approdare in occidente.

    ma certo tu, testina spezzina, parecchio paraculina, queste cose non le pensin nemmeno se le trovi scritte in un articolo che hai copincollato.

    20 miliardi di euro il giro di affari sul traffico di persone ogni anni, relativo solo al viaggio di sola andata verso l’occidente che puo’ durare anni e ha tariffe che spaziano dai 2000 euro ai 40000 pro-capite

  7. 687
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
    Vengo anch’io?
    No, tu no!

    E’ l’unico epitaffio che riesco ad immaginare sulla lapide del Presidente Emerito, almeno per quanto e per come, con magistrale simpatia, si e’ accreditato presso l’opinione condivisa degli italiani.

  8. 686
    marco scamardella scrive:

    i nar tentarono di accoppare cossiga

  9. 685
    marco scamardella scrive:

    e questo dimostrato direttamente dalla sua OMERTA’ sulle STRAGI DI STATO .
    Se fosse stato un uomo D’ONORE avrebbe dovuto dire a tutti i cittadini i segreti che conosceva.Li ha portati nella tomba a solo vantaggio di SILVIO.

    di che anni sono gli attentati terroristici ?

    in che anno berlusconi è entrato in politica ?

  10. 684
    RENATO M.V. scrive:

    un uomo politico ha uno spessore quando realizza o fa’ realizzare cose concrete. tutto il resto sono interviste, chiacchere, segreti detti e non detti, ma di concreto per la gente non c’e’ nulla, assolutamente nulla.

  11. 683
    germanico scrive:

    X Marco Scamardella 675-676

    mi dispiace, ma la tua solidarietà ,che apprezzo umanamente,testimonia e conferma indirettamente che se Cossiga era amico di Silvio ,era corrotto e piduista anche Lui e questo dimostrato direttamente dalla sua OMERTA’ sulle STRAGI DI STATO .
    Se fosse stato un uomo D’ONORE avrebbe dovuto dire a tutti i cittadini i segreti che conosceva.Li ha portati nella tomba a solo vantaggio di SILVIO.

  12. 682
    RENATO M.V. scrive:

    non e’ una brutta idea (battuta alla berlusconiana maniera)

  13. 681
    marco scamardella scrive:

    il traffico di multinicks anonimi

    chi sei ?

  14. 680
    Hu from Gaia scrive:

    Va bè, testina spezzina, non vuoi rispondere (ne hai ben donde, di paraculaggine)

    Andiamo con l’aiutino.

    Secondo te quale attività criminale ha il rapporto dare avere più favorevole tra le seguenti:

    traffico di armi

    traffico di droga

    traffico di persone
    :?:

  15. 679
    Hu from Gaia scrive:

    Ehy testina spezzina, secondo te frutta di più, secondo il principio edonistico, il traffico di droga di armi o di persone?

  16. 678
    marco scamardella scrive:

    disse il magnaccia

  17. 677
    RENATO M.V. scrive:

    una pu.tta.na come tante.

  18. 676
    marco scamardella scrive:

    "Piango un amico carissimo, affettuoso, generoso". Inizia così il ricordo di Francesco Cossiga che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, scrive in una nota. "Mi mancheranno il suo affetto, la sua intelligenza, la sua ironia, il suo sostegno", aggiunge il premier. "Ai suoi figli l’impegno della mia vicinanza

  19. 675
    marco scamardella scrive:

    Non ha mai mostrato stima o simpatia per Berlusconi

    “Caro Silvio, ti scrivo da amico e da politico, non da «amico politico», benché legato a te da un’amicizia personale che data dal 1974 e che non è mai venuta meno. Non sono mai entrato nella tua vita privata pur, come tu ben sai, non condividendo alcune manifestazioni di essa. Ritengo che i giudizi sulla vita privata di una persona che non attengano alla funzione pubblica esercitata – e in particolare la vita eufemisticamente chiamata «sentimentale» ma più esattamente «sessuale» – debbano essere distinti dai giudizi politici. Non mi sembra che il giudizio politico di allora e il giudizio storico di oggi abbiano bollato con il marchio dell’infamia John Fitzgerald e Robert Kennedy, le cui attività galanti superarono di gran lunga le tue, ed ebbero anche aspetti inquietanti sui quali la giustizia americana non volle inquisire fino in fondo. E che dire del primo ministro britannico Wilson, che fece nominare dalla Regina, che non batté un ciglio, alla carica di Pari a vita con il titolo di baronessa una sua collaboratrice, collaboratrice per così dire, in senso piuttosto lato? E qui mi fermo… Ora tu ti trovi, a torto o a ragione, in un brutto impiccio: per motivi «sentimentali» e anche per motivi, diciamo così, mercantili. Vi è chi, movimenti politici e potentati economici, con o senza giornali di loro proprietà, sono terrorizzati che tu possa governare il Paese per altri quattro anni; e sperano che titolari di alte cariche istituzionali, al primo, al secondo o al terzo posto nelle precedenze, riescano a farti uno sgambetto. Vorrei darti qualche consiglio, anche se so che tu ritieni che pochi consigli possano darti quelli che furono attori o, come me, solo comparse in quello che tu chiami il «teatrino» della politica della Prima Repubblica. È vero che una coincidenza è solo una coincidenza, che due coincidenze sono un indizio e che tre coincidenze possono essere una prova. Ma io non credo che tu sia vittima di un complotto. E poi, complotto di chi? Dei nostri servizi di sicurezza? Ma al loro apice, da Gianni Di Gennaro a Bruno Branciforte e Giorgio Piccirillo, ci sono dei fedeli e capaci servitori dello Stato, sui quali non può gravare alcun sospetto e che sono impegnati, oltre che a svolgere le loro mansioni, ancora a capire, per colpa della legge e del Governo, quali esse siano e quali siano i confini tra le loro competenze e quelle del servizio di informazione e sicurezza militare dello Stato Maggiore della Difesa… Complotto di un servizio estero? Di Cia o Dia americane? Certo, i mezzi e le competenze li hanno, eccome! E perché mai Barack Obama dovrebbe aver ordinato una tale campagna di «intossicazione»? Perché sei amico di Putin e della Federazione Russa? Ma immaginati. Alla fine Putin preferirà Obama a te e viceversa. Noi siamo un grande Paese, ma non una grande potenza: smettiamolo di crederlo. Io penso che tu sia vittima dell’odio dei tuoi avversari ma anche delle tue imprudenze e ingenuità. L’odio dei tuoi avversari è evidente: e non penso al mite e sprovveduto Dario Franceschini, né al freddo, politico e onesto e corretto Massimo D’Alema, anche se si è lasciato scappare una battuta che più che te e lui sta mettendo nei pasticci il «lotta-» o «lobby- continuista» magistrato di Bari. Questo odio io l’ho patito sulla mia pelle. Perché a te il noto gruppo editoriale svizzero dà dello sciupafemmine, ma a me per quasi sette anni ha dato del golpista e del pazzo, nel senso tecnico del termine… Lascia stare i complotti, e respingi anche l’odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto. Vendi Villa La Certosa, o meglio regalala allo Stato o alla Regione Sarda: è indifendibile e «penetrabilissima». Lascia anche Palazzo Grazioli, che ha ormai una fama equivoca e trasferisciti per il lavoro e per abitarvi a Palazzo Chigi. Non chiedere scusa a nessuno, salvo che ai tuoi figli, quelli almeno che hai in comune con Veronica. Non mi consta che gli altri due grandi sciupafemmine come Kennedy e Clinton abbiano mai chiesto scusa al loro popolo… Fai la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d’accordo. Cerca un armistizio con l’Anm: porta alle lunghe la legge sulle intercettazioni e quella sulle modifiche del Codice di Procedura Penale e dai ai magistrati un consistente aumento di stipendio. Vuoi, invece, fare la guerra? Allora vai in Parlamento: ma al Senato per carità! E non alla Camera, per non correre il rischio di vederti togliere la parola o espulso dall’aula. Tieni un duro discorso sfidando l’opposizione, fa presentare una mozione di approvazione delle tue dichiarazioni, poni la fiducia su di essa e, come ai gloriosi tempi della Dc con il Governo Fanfani, fatti votare contro dai tuoi, impedendo con i voti la formazione di un altro governo, porta così il Paese a inevitabili nuove elezioni… Perché la guerra è sempre meglio per te, per l’opposizione e per il Paese, di questo rotolarsi nella melma. Con affetto ed amicizia”. (Francesco Cossiga – presidente emerito della Repubblica).

  20. 674
    Hu from Gaia scrive:

    M.me de Stael

    Detta anche Ippazia.
    :lol:

  21. 673
    pv21 scrive:

    A chi lo considerava un "gigante" della politica Cossiga rispondeva, tra il serio ed il faceto, che era la politica ad essere caduta in basso. Non ha mai mostrato stima o simpatia per Berlusconi. Avrebbe sempre consigliato di ascoltare le Voci dentro l’eclissi di uomini esempio di coerenza, rigore e impegno civile …

  22. 672
    dimenticata scrive:

    670
    marco scamardella:

    l’uomo

    M.me de Stael, da donna, salva pure l’uomo

  23. 671
    Hu from Gaia scrive:

    Una sottile vena di goliardia ha pulsato per decenni nell’anima del
    notabile democristiano Francesco Cossiga, di precoce e solida
    carriera, fino a esplodere trasformando la sua vecchiaia in una
    giovinezza sfrontata, che non si era permesso di vivere e percio’
    rimpiangeva

    Andreotti è uno dei suoi più acerrimi oppositori (di Cossiga). E’ lui, e non il camerata goliarda, il custode dei segreti più rilevanti della Repubblica.
    Ed è ancora in vita.

  24. 670
    marco scamardella scrive:

    quanto sotto a dimostrare come l’uomo sia in assoluto l’animale più denso di parassiti

  25. 669
    dimenticata scrive:

    dse
    :lol:

    hai il numeretto sbagliato, mi dispiace…

  26. 668
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
    Vengo anch’io?
    No, tu no!

  27. 667
    dimenticata scrive:

    666
    bel numeretto…
    diabolico

    Chissà perché mi torna in mente questo commento che avevo a suo tempo copiato (chiedo scusa per il copyright). Che sia il caso di ms?
    o dello psichiatra?
    Madame de Staël scrive: 318 PD 11/8/2010:
    12 agosto alle 14,13

    "Più si è brillanti, più occorre sapersi dominare, più numerosi e vari sono i doni della natura, più occorre muoversi in mezzo agli uomini con diffidenza e riserbo; fra il genio in rivolta e la società, la lotta è impari, e per gli animi profondi, i caratteri fieri e sensibili, le immaginazioni ardenti e le menti aperte, tre cose sono necessarie, per evitare che la sfortuna si abbatta su di loro: saper vivere soli, saper soffrire, saper disprezzare".Meditate gente, meditate.

  28. 666
    Claudio scrive:

    RENATO M.V. scrive:
    19 agosto, 2010 alle 10:01 pm
    caro marco, eccoti accontentato, nella scrittura 658, hai fatto diversi errori di scrittura, cosa che non ti succede mai, questo denota un’alterazione psicologica , l’ho letto sul bignami del piccolo psicologo.

    il suo psichiatra è in ferie e stà perdendo il controllo delle sue azioni

  29. 665
    RENATO M.V. scrive:

    hai ragione meglio essere piu’ graduali.

  30. 664
    marco scamardella scrive:

    l’ho letto sul bignami

    non sarà troppo impegnativa come lettura ?

    non è meglio essere più graduali ?

  31. 663
    RENATO M.V. scrive:

    caro marco, eccoti accontentato, nella scrittura 658, hai fatto diversi errori di scrittura, cosa che non ti succede mai, questo denota un’alterazione psicologica , l’ho letto sul bignami del piccolo psicologo.

  32. 662
    marco scamardella scrive:

    con tutto il rispetto per i rabdomanti

    se oltre a sentire potresti porgere argomenti ……….

  33. 661
    RENATO M.V. scrive:

    MARCO, NON HO LE PROVE, MA TI SENTO, ANZI TI LEGGO IN DIFFICOLTA’ (non sto’ gridando, ho dimenticato di premere il tasto, mi capita spesso, vedi ad ognuno le proprie difficolta’)

  34. 660
    marco scamardella scrive:

    il sitema globale per cui metà europa non fu soto dittaura sovietica e l’altra metà prima potè combattere sporadicamente con sangue e fatica e poi si potè liberare

    una storia di libertà , nonostante i compagni

  35. 659
    onyric scrive:

    per essere precisi bisognerebbe tradurre correttamente la frase: "k fu un fedele complice sistema di controllo globale organizzato dai governi stati uniti"

    ora però aprite gli archivi.

  36. 658
    marco scamardella scrive:

    gli Usa hammpo interssi e politicaa di sicurezza nazionale e alleanze importtanti costamnti dal 45 in poi

    CFossiga ne rera partev fiduciario e garante

    garantì per d’alema e lo mise a capo del governo facendoli fare l’unica guerra vinta dopo anni dall’italia insieme all’america

    storia

  37. 657
    RENATO M.V. scrive:

    scusa marco, ma cossiga era amico di quale america? se vuoi prove e non chiacchere, saddam hussein era amico dell’america, i talebani erano amici dell’ america, io sono amico di quella parte di america che condivide le mie idee, ma non conto un razzo, quindi non potro’ essere nemmeno nella storiella.

  38. 656
    marco scamardella scrive:

    COSSIGA – Un “amico dell’America“. Con queste parole un portavoce del dipartimento di Stato americano ha espresso le condoglianze degli Stati Uniti per l’ex presidente Francesco Cossiga. “Un capo di Stato coraggioso e infaticabile e un amico dell’America per tutta la vita”, si legge nella nota, firmata da Philip J. Crowley, uno dei responsabili per le relazioni esterne nel dipartimento di Hillary Clinton. “Un forte sostenitore della Nato, il presidente Cossiga – continua la nota – ha lavorato con le amministrazioni americane per garantire e difendere la causa della libertà in Europa”. “Alla sua famiglia e al popolo italiano le nostre sentite condoglianze”.

  39. 655
    marco scamardella scrive:

    la gueerra fredda

    la guerra al terrorismo

    la guerra alla Serbia

    storia

    tu hai argomenti , dati , atti ?

    no

    chiacchere

  40. 654
    RENATO M.V. scrive:

    nel bene e nel male ,altri hanno fatto la storia d’italia, lui diciamo, avra’ fatto un po’ di storiella, roba da tv dei ragazzi.

  41. 653
    marco scamardella scrive:

    la storia di Italia

  42. 652
    RENATO M.V. scrive:

    ma cossiga in concreto cosa ha fatto?

  43. 651
    RENATO M.V. scrive:

    MA QUANDO E DOVE C’E’ STATO IL CAMBIAMENTO? LA REPUBBLICA NON E’ MAI STATA NE PRIMA NE SECONDA. LO SPETTACOLO E’ SEMPRE LO STESSO, POLITICI PRONTI A FARE SOLO I FATTI LORO. UNA COSA E’ CAMBIATA, QUANDO E’ MORTO MIO PADRE (52 ANNI) AVEVA I FIGLI SISTEMATI, IO E ALTRI NE ABBIAMO QUASI 70 E SIAMO NEI CAINI. PER SISTEMATI INTENDO ANCHE LAVORI IN AMBIENTE PRIVATO.

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