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Chicago, istantanee di libertà

mercoledì, 18 agosto 2010

Annunci, Rassegna Stampa

Chicago, istantanee di libertà

Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Quando scegli a tavolino una città che non conosci per la vacanza estiva della tua famiglia, sei già predisposto a lasciartene incantare, perchè desideri spasmodicamente l’armonia del branco e il flash della sorpresa indimenticabile. Se poi è Chicago la meta fantasticata, la città in cui si è manifestato Obama, la città plasmata dal capitalismo a sua immagine e somiglianza come nessun altra, concepita come manifestazione di potenza creativa affinché il nuovo venuto la guardi e faccia “ooohh”, allora è più forte di me: vince la tentazione di spacciare le foto-ricordo del turista in forma di lezioncina sociologica.
Datevela a gambe levate se non sopportate il diapo-party degli amici tornati da un viaggio esotico, ma avrei anch’io da sottoporvi tre fotografie per raccontarvi l’America profonda così come l’ho incontrata nel suo epicentro del Midwest.
La prima è la fotografia con cui descriverei la sensazione della libertà americana. Nell’afa estiva, brutale come d’inverno il ghiaccio che attanaglia l’immenso lago Michigan su cui è costruita Chicago, guardiamo i bambini rotolarsi fradici su un’ampia lastra nera bagnata. Siamo nel giardino pensile del Millennium Park, tra il lago e la celeberrima skyline del Loop, grattacieli di ogni foggia stratificati da un secolo: qui la Crown Fountain concepita dall’artista spagnolo Jaume Pensa si offre alla disinibizione popolare. Due torri di cristallo alte quindici metri, che in realtà sono schermi di retroproiezione Led, delimitano il rettangolo della lastra nera e la spruzzano con i getti più vari. Talvolta raffigurano sorgenti, o cascate, o fiumi nel verde. Ma più spesso si trasformano in volti multietnici, ritratti veri di circa mille cittadini di Chicago, che ti guardano e a un certo punto si mettono a sputare acqua, schizzandola come putti delle fontane antiche, ma in un gioco collettivo che lucida epidermidi infantili di ogni tonalità, venute lì appositamente per infradiciarsi. Li vedo scivolare a pancia in giù sul marmo nero, rotolarsi in un arcobaleno di gocce, farsi la doccia con l’effigie sputacchiante di chissà chi, andarsene via con la t-shirt appiccicata alla pelle. E anche se pare troppo facile penso che sia davvero questa l’immagine della libertà: un monumento che t’invita a folleggiare nella trasgressione, lì nel mezzo di un tempio dell’arte contemporanea qual è diventato il Millennium Park grazie all’apporto di Renzo Piano, Frank Gehry, Anish Kapoor. Non sarà per caso se Barak Obama ha celebrato qui il suo trionfo, la notte del 4 novembre 2008.
Si è fatto tardi, non ne potete più del mio diapo-party, ancora due foto al volo soltanto. Hallsted street, lontano dalla magnificenza del Loop, al “Kingstone Mines”, dove dal 1968 ogni notte si suona il blues. Localaccio invecchiato con la sua generazione, dove la musica fuori moda ma sublime esercita su una massa di rottami umani tatuati, stanchi ma ancora desideranti, lo stesso effetto liberatorio che la Crown Fountain scatena nei bambini.
Ma dopo le foto della libertà ce ne vuole almeno una, per sbellicarci in famiglia, col provincialismo kitch da cui l’America lontano dalle sue capitali mai si libererà. Giuseppe e Davide, gli spilungoni del nostro branco, fermati all’ingresso della dinner room di un Grand Hotel che imita suggestivamente la Casa Bianca su un’isoletta sperduta lassù tra il lago Huron e il Michigan, al confine canadese. Devono affittare giacca blu e cravatta, per cenare con noi, una classica camicia non basta. Libertà sì, ma non esageriamo.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    Henriette scrive:

    che bella vacanza :-D grazie del racconto GAD

  2. 2
    sardu scrive:

    Gad scrive:S
    e poi è Chicago la meta fantasticata, la città in cui si è manifestato Obama,….
    ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
    Insomma come Bettlemme.
    Quanto siete ridicoli e borghesi!

  3. 3
    sardu scrive:

    Chicago, istantanee di libertà

    mercoledì, 18 agosto 2010

    Annunci, Rassegna Stampa
    Chicago, istantanee di libertà

    Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
    Quando scegli a tavolino una città che non conosci per la vacanza estiva della tua famiglia, sei già predisposto a lasciartene incantare, perchè desideri spasmodicamente l’armonia del branco e il flash della sorpresa indimenticabile. Se poi è Chicago la meta fantasticata, la città in cui si è manifestato Obama, la città plasmata dal capitalismo a sua immagine e somiglianza come nessun altra, concepita come manifestazione di potenza creativa affinché il nuovo venuto la guardi e faccia “ooohh”, allora è più forte di me: vince la tentazione di spacciare le foto-ricordo del turista in forma di lezioncina sociologica.
    Datevela a gambe levate se non sopportate il diapo-party degli amici tornati da un viaggio esotico, ma avrei anch’io da sottoporvi tre fotografie per raccontarvi l’America profonda così come l’ho incontrata nel suo epicentro del Midwest.
    La prima è la fotografia con cui descriverei la sensazione della libertà americana. Nell’afa estiva, brutale come d’inverno il ghiaccio che attanaglia l’immenso lago Michigan su cui è costruita Chicago, guardiamo i bambini rotolarsi fradici su un’ampia lastra nera bagnata. Siamo nel giardino pensile del Millennium Park, tra il lago e la celeberrima skyline del Loop, grattacieli di ogni foggia stratificati da un secolo: qui la Crown Fountain concepita dall’artista spagnolo Jaume Pensa si offre alla disinibizione popolare. Due torri di cristallo alte quindici metri, che in realtà sono schermi di retroproiezione Led, delimitano il rettangolo della lastra nera e la spruzzano con i getti più vari. Talvolta raffigurano sorgenti, o cascate, o fiumi nel verde. Ma più spesso si trasformano in volti multietnici, ritratti veri di circa mille cittadini di Chicago, che ti guardano e a un certo punto si mettono a sputare acqua, schizzandola come putti delle fontane antiche, ma in un gioco collettivo che lucida epidermidi infantili di ogni tonalità, venute lì appositamente per infradiciarsi. Li vedo scivolare a pancia in giù sul marmo nero, rotolarsi in un arcobaleno di gocce, farsi la doccia con l’effigie sputacchiante di chissà chi, andarsene via con la t-shirt appiccicata alla pelle. E anche se pare troppo facile penso che sia davvero questa l’immagine della libertà: un monumento che t’invita a folleggiare nella trasgressione, lì nel mezzo di un tempio dell’arte contemporanea qual è diventato il Millennium Park grazie all’apporto di Renzo Piano, Frank Gehry, Anish Kapoor. Non sarà per caso se Barak Obama ha celebrato qui il suo trionfo, la notte del 4 novembre 2008.
    Si è fatto tardi, non ne potete più del mio diapo-party, ancora due foto al volo soltanto. Hallsted street, lontano dalla magnificenza del Loop, al “Kingstone Mines”, dove dal 1968 ogni notte si suona il blues. Localaccio invecchiato con la sua generazione, dove la musica fuori moda ma sublime esercita su una massa di rottami umani tatuati, stanchi ma ancora desideranti, lo stesso effetto liberatorio che la Crown Fountain scatena nei bambini.
    Ma dopo le foto della libertà ce ne vuole almeno una, per sbellicarci in famiglia, col provincialismo kitch da cui l’America lontano dalle sue capitali mai si libererà. Giuseppe e Davide, gli spilungoni del nostro branco, fermati all’ingresso della dinner room di un Grand Hotel che imita suggestivamente la Casa Bianca su un’isoletta sperduta lassù tra il lago Huron e il Michigan, al confine canadese. Devono affittare giacca blu e cravatta, per cenare con noi, una classica camicia non basta. Libertà sì, ma non esageriamo.
    ::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::.
    Che bello! che bello! manca solo una moschea per completare il quadretto!

  4. 4
    silvana scrive:

    GRAZIE!!! E’ bello viaggiare nel tuo racconto suggestivo….

  5. 5
    Patriotta Repubblicano scrive:

    Bellissima questa diapositiva sociologica tanto che mi pare di rivedere in essa il quartiere multietnico di ogni nostra città: almeno questo è l’auspicio. E che un nuovo Obama si manifesti pure qui da noi, magari con qualche secolo di ritardo rispetto all’Obama originale in quel di Chicago. E che poi dica: "Ecco…questa è la città a mia immagine e somiglianza…creata prima del mio arrivo nativo, ma come se l’avessi concepita personalmente ancor prima di venire al mondo…". Mi sembrerebbe il messaggio messianico più straordinario che si possa trasmettere al mondo. Immaginare cioè degli antenati che forgiano una Chicago ad immagine e somiglianza del nuovo Messia che verrà…fantastico!

  6. 6
    GROPIUS scrive:

    …grattacieli di ogni foggia…

    a proposito, a che punto è lo "Spire"?

  7. 7
    zioAlbert scrive:

    Ma dopo le foto della libertà ce ne vuole almeno una, per sbellicarci in famiglia, col provincialismo kitch da cui l’America lontano dalle sue capitali mai si libererà. Giuseppe e Davide, gli spilungoni del nostro branco, fermati all’ingresso della dinner room di un Grand Hotel che imita suggestivamente la Casa Bianca su un’isoletta sperduta lassù tra il lago Huron e il Michigan, al confine canadese. Devono affittare giacca blu e cravatta, per cenare con noi, una classica camicia non basta. Libertà sì, ma non esageriamo.

    Sono più "provinciali" due ragazzi in giacca e cravatta o una giornalista che conduce il telegiornale in canottiera?

  8. 8
    zioAlbert scrive:

    5 patriota
    Scrive Gad

    Se poi è Chicago la meta fantasticata, la città in cui si è manifestato Obama, la città plasmata dal capitalismo a sua immagine e somiglianza come nessun altra,

    Scrive patriota

    E che un nuovo Obama si manifesti pure qui da noi, magari con qualche secolo di ritardo rispetto all’Obama originale in quel di Chicago. E che poi dica: "Ecco…questa è la città a mia immagine e somiglianza

    Chissà se è scritta così di proposito la frase di Gad, non credo.
    Penso che Gad volesse dire che Chicago è fatta a immagine del capitalismo, non di Obama.
    E chissà se il patriota è un furbino e ha preso al volo l’occasione anticipandomi o l’ha presa sul serio.
    Misteri della comunicazione.

  9. 9
    Henriette scrive:

    nessuno dei due

  10. 10
    Henriette scrive:

    9 X 7

    Buongiorno,zioAlbert

  11. 11
    zioAlbert scrive:

    Buongiorno Henriette

    nessuno dei due

    Nessuno dei due è furbino, penso anch’io, non mi piacciono i complotti.

  12. 12
    zioAlbert scrive:

    Quindi Sardu e Patriotta pensano che Gad pensi che Chicago è stata fatta su immagine e somiglianza del Messia Obama?
    O non pensano che Gad pensi ma voglia far pensare.

    Lo chiamerò "il paradosso di Chicago".
    Qu ci vorrebbero Silk & Snep.

  13. 13
    GIULIO CESARE scrive:

    POL POT,

    compagno amatissimo, vedi che fine fanno i rivoluzionari, i compagni duri e puri che per decenni si sono battuti a chiacchiere per la rivoluzione proletaria e con queste chiacchiere hanno fatto i soldi?

    Eccotene un esempio, che oggi ti esalta il peggior kitch americano, non è andato a fare le ferie in un bel paradiso comunista come Cuba, no caro mio, il kompagno Lerner è andato in un inferno capitalista e ci si è divertito pure.
    Oh, sia chiaro, è un inferno capitalista ma obamnaiano, il politicamente corretto non si deve trascurare.

    Naturalmente bravo con le chiacchiere come è, ti ha descritto una Dineyland provinciale come un paradiso e ci ha pure messo una "bella analisi" sociologica, però alla fine si è tradito, venno bene le masse di babbei che lo arricchiscono, vanno bene tutti i discorsi politicamente corretti, va bene la "romite" acuta che però semmbra gli sia passata, ma lui con la plebaglia non si mescola, non va a pranzare in un campo rom, lui frequenta gli hotel a sette stelle e va nei ristoranti in cui entri solo se prenoti, sei in abito da cerimonia e non te la cavi con meno di 300 euro a testa.

    Rivoluzione sì, ma in una carrozza dorata.

    POL POT amatissimo, quando comincerete a tagliare le femigerate teste dei traditori della rivoluzione comunista e degli opportunisti sinistri?

    Non sarai solo chiacchiere anche tu?

    Giulio Cesare (l’ultimo dei comunisti)

  14. 14
    GIULIO CESARE scrive:

    Ah, dimenticavo, amatissimo POL POT, si è anche fatto pagare per raccontarvi le sue avventure e completare la beffa ai babbei rossi che pendono estasiati dalle sue labbra. :P

    Giulio Cesare

  15. 15
    G:R.(UNC) scrive:

    12

    Zio,

    a me pare che Gad abbia scritto le sue impressioni del viaggio a Chicago, che poi Sardu e compagnia bella vogliono ricamarci sù, questo è un’altro discorso!
    Dovessi usare il loro metro dovremmo definire Chicago una "città rossa" ricordando il famoso primo maggio, festa dei lavoratori :
    http://www.liblab.it/ita/Persona-e-societ%C3%A0/Osservatorio-USA/Strage-di-operai-a-Chicago-il-1%C2%B0-Maggio-1886-Nasce-negli-Stati-Uniti-la-Festa-dei-Lavoratori

  16. 16
    heiner scrive:

    E chissà se il patriota è un furbino

    patriotta (noto anche con mille altri nomi) non solo è furbino, ma molto arguto. è il più ironico e sarcastico dei destri (ma sa essere anche leggero), solo che questi gli preferiscono persone ben più scialbe (vedi discorso su forattini).

    putroppo siamo agli antipodi politici. però le sue capriole retoriche sono a volte notevoli, se non è troppo ‘coinvolto’.

  17. 17
    silvana scrive:

    Grazie ancora Gad!!! Era la cosa che desideravo molto, sentirti raccontare il tuo viaggiare! Come scrivi, ha della musica dentro che a me piace molto…
    Un forte abbraccio a te e a tutta la tua bella famigliona!!!

    zioalbert, c’è una cosa che ti va bene? :) :) :) :) :)

  18. 18
    linda scrive:

    Mi viene da piangere…(…)

  19. 19
    rossana scrive:

    Linda, deve essere l’effetto singhiozzo.
    Acqua chiama acqua.

  20. 20
    aaavatar scrive:

    caro gad, il massimo sarebbe starsene seduti in giardino in una bella sera e ascoltarti e chiaccherare fino a notte fonda, magari con il blues di sottofondo.

    sono sempre più intollerante con le teste di crauten del blog, anche se
    nulla mi distingue dalle "ombre che passano il tempo a blaterare di niente con altre ombre".

    Torna presto con i tuoi post arancione e grazie di un racconto troppo breve.

    (adesso Linda piangerà tanto di più… :cry: )

  21. 21
    maestrina scrive:

    Due torri di cristallo alte quindici metri, che in realtà sono schermi di retroproiezione Led, delimitano il rettangolo della lastra nera e la spruzzano con i getti più vari. Talvolta raffigurano sorgenti, o cascate, o fiumi nel verde.

    Si vede che sono proprio datata. non riuscirei mai a godere l’immagine della cascata al posto della cascata, le onde finte al posto di quelle vere e il gatto di peluche al posto del gatto vero.
    Entrare in un centro commerciale, a gardaland o in un’acquapark mi provoca un senso di malessere.
    Se mi capitasse un viaggio a Chicago comunque ci andrei volentieri, ma avendo viaggiato pochissimo prima andrei da molte altre parti.

  22. 22
    zioAlbert scrive:

    Si è capito che di Chicago non glie ne frega niente a nessuno.
    Il nostro cortile è sempre il più stuzzicante.

  23. 23
    Henriette scrive:

    …ma l’America è lontanaaa….dall’altra parte della luna….(che a vederla mette quasi paura!!)

  24. 24
    maestrina scrive:

    A me piacerebbe vedere il Giappone.

  25. 25
    zioAlbert scrive:

    Le diapo-party suscitano una invidia micidiale.
    Solo chi si fa pagare per farle, tipo Siusy Blady Roversi o Licia o tanti altri fino ai tempi di Grillo, te la dò io … Solo i professionisti vengono apprezzati. Se uno viene strapagato per andare in giro a divertirsi va bene, ma se uno paga di tasca sua (almeno mi pare) fa capire di essere ricco e fa rabbia. Chi ha diffuso e chi "cavalca" questo modo di pensare? Non io.

  26. 26
    Antonella scrive:

    IO PENSO CHE IL SENSO DI LIBERTà DI CUI PARLI, SIA LA CAPACITà CHE HANNO in America: di lasciar correre le idee e di realizzarle, l’"on the road" si respira ancora….
    a noi restano i catenaccini dell’amore sul ponte romano, che bello!!!…

  27. 27
    silvana scrive:

    Rileggo e rileggo…il tuo raccontare la vacanza in famiglia, mi piace molto!
    Raccontaci……. :) :) :)

  28. 28
    Americano scrive:

    DIO BENEDICA IL PRESIDENTE OBAMA, icona vivente dei valori liberal di libertà, uguaglianza e fraternità

    quanto ci vorrebbe in Europa, l’Europa dove soffia prepotente l’arroganza dei conservatori e dei neofascisti identitari, un altro Obama!

    E’ veramente opportuno guardare, ora più che mai, alla Casa Bianca, per avere una bussola in questo drammatico mondo.

    Certo ci sono le elezioni di Mid Term e i Repubblicani giocano sulla protesta, come sempre. Speriamo bene. Gli americani si tengano ben stretto un presidente e una squadra di governo che sta facendo molto bene (a partire da Hillary Clinton)

  29. 29
    silvana scrive:

    Ho letto sulla Stampa il tuo articolo sul libro che hai scritto.
    Ad un certo punto dici che vuoi fare il pensatore analista, un consiglio: Non farlo! Osserva la societa di oggi e guarda alla verità dei problemi senza recriminazioni.
    Ora che sei sulla via della saggezza anziana potrtesti regalarci tante riflessioni belle e vere!!!

  30. 30
    Michele scrive:

    Salve Lerner,
    adesso incomincia a credere a quanto le avevo detto un pò di tempo fa ??

  31. 31
    ENRICO scrive:

    "un tempio dell’arte contemporanea qual è diventato il Millennium Park grazie all’apporto di Renzo Piano, Frank Gehry, Anish Kapoor. Non sarà per caso se Barak Obama ha celebrato qui il suo trionfo, la notte del 4 novembre 2008."

    GAD MA CI SEI STATO AL MILLENIUM PARK?
    E’ PIUTTOSTO POCCOLO PER OSPITARE UNA RIUNIONE DI MASSA.
    OBAMA HA FATTO IL FAMOSO DISCORSO A GRANT PARK, DA TUTT’ALTRA PARTE DELLA CITTA’.
    DELLE DUE UNA: O NON HAI VISTO IL DISCORSO, O NON HAI MAI VISTO IL MILLENIUM PARK.
    CIAO
    ENRICO

  32. 32
    Silvio Pellico ai Piombi scrive:

    Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
    Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
    "Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
    "Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.

    Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
    Siamo tutti sotto Usura
    Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
    La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.

    NO al Signoraggio
    LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
    http://www.movimentozero.org/


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