Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Angelo, cosa hai bevuto?

martedì, 24 agosto 2010

Pensieri

In una ruffianissima lettera aperta alla Lega Nord, Angelo Rovati la loda tra l’altro come movimento “liberale”. Cosa avrà bevuto?

Popularity: 5% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2637 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 176
    michele scrive:

    Egregio dott. Lerner, mi perdoni se ignoro l’argomento ( sinceramente sono stufo di tale triste spettacolo) ma…HO BISOGNO DI LAVORARE!!!!

    Cordiali saluti

  2. 175
    margherita scrive:

    che noia la Fallaci e il suo bambino mai nato

  3. 174
    margherita scrive:

    oggi IL FATTO e tutte le menzogne di Adriana Faranda

  4. 173
    margherita scrive:

    l’incrdibile accozzaglia di cacciari ieri nell’intervista a Repubblica : boccia due idoli della sinistra come di Pietro e Vendola e sostiene Chiamparino che pur intelligente non arriva alla pancia di nessuno

  5. 172
    Gummo scrive:

    cossiga era un estremista, il democristiano in questione ha scritto delle cose veramente violente. faccio fatica a intenderlo un "buon cattolico"

  6. 171
    italiano scrive:

    .

    .

    COSSIGA SOGNAVA LE RIFORME DEL CAV. BERLUSCONI.

    DALL’ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO ALLA TUTELA DELLE ALTE CARICHE.

    .

    Ora che i coccodrilli hanno smesso di piangere, le iene hanno smesso di gioire e gli sciacalli hanno smesso di fingersi suoi amici per sparlare di lui anche da morto, vorrei tentare un necrologio onesto di Francesco Cossiga, con un bilancio politico della sua eredità.

    Cossiga, a differenza degli altri presidenti della Repubblica che hanno puntato, per dirla con Longanesi, alla manutenzione, vagheggiò invece la rivoluzione, o almeno la svolta.

    Ha vissuto all’altezza del suo tempo burrascoso, è stato l’interprete più efficace di un trauma e di un crollo. E lascia un’eredità politica che non hanno lasciato né i suoi predecessori né i suoi successori.

    Cossiga incarnò al massimo grado la lealtà alle istituzioni, l’ossequio alla ragion di Stato e al dettato costituzionale e al tempo stesso la ribellione, l’anarchia creativa, l’inquietudine, la gravidanza di una nuova Repubblica.
    Tanto le sue ombre più fosche quanto le sue uscite più clamorose, sono il segno di quella doppia natura.

    Cossiga si è pensato come traghettatore e non fondatore della seconda Repubblica, perché aveva la curiosità esplorativa del primo ma non l’indole generativa del secondo. Infatti si definiva un Coty e non un de Gaulle; ovvero un precursore, non un leader.

    Cossiga ebbe un’indole anfibia, che si potrebbe definire una schizofrenia creativa: fu cattolico e pure amico della massoneria, fu notabile democristiano e guastatore, fu moderato e fu estremista, fu liberale e fu eversivo, fu statista e fu destabilizzatore, fu tragico e fu grottesco, fu protagonista ufficiale e insieme divertito osservatore della scena politica.

    Fu il maggiore interprete e testimonial della svolta italiana verso una democrazia presidenziale.
    Là resta la sua originalità, la sua eredità.

    Lui che venerava lo spirito della Costituzione e il compromesso che ne era alla base tra cattolici, liberali e socialcomunisti, fu il primo presidente a metterne pubblicamente in dubbio la sostanza e l’insuperabilità, a contestare la subordinazione delle istituzioni ai partiti e dell’esecutivo al parlamento, a rimettere in discussione il primato della mediazione sulla decisione e il ruolo imprecisato del capo dello Stato di custode o garante della Costituzione.

    Lui che proveniva dal partito del «niente nuove buone nuove», lui che veniva dal ventre flaccido e rassicurante della Dc, precorse il cambiamento, cavalcò il clima di eccitazione e d’incertezza.

    Aveva il senso dello Stato ma coltivò, come insegnano i grandi giuristi, anche lo stato d’eccezione; capì il travaglio della sovranità politica in una fase in cui i vecchi dei sono scomparsi e nuovi dei non erano apparsi.

    Il suo sogno di riforma, con l’elezione diretta del presidente della Repubblica, più il sistema uninominale maggioritario e la riforma della giustizia, è attualissimo: servirebbe a garantire che la svolta presidenziale e bipolare voluta dagli italiani non è legata solo alla figura di Berlusconi e non è pensata ad personam ma è un’esigenza vera e strutturale della nostra democrazia.

    E funziona bene a livello locale, con l’elezione diretta dei sindaci e dei governatori, l’unica riforma che nessuno rimette in discussione e che consente amministrazioni durature, maggioranze nette e responsabilizza chi decide.

    È da lì che dovrebbe ripartire la politica. Pur non essendo d’indole un capo popolo, Cossiga ha sdoganato il populismo della nostra era e lo ha riconosciuto come un sintomo e una risposta alla crisi di legittimità della politica e al dominio delle oligarchie.
    Cossiga non lascia eredi nelle istituzioni e soprattutto tra i senatori a vita, di cui costituiva una brillante eccezione e di cui non a caso auspicava la soppressione.

    Eppure si avvicina il tempo in cui si renderà necessario un nuovo Cossiga, un nuovo vivace interprete del difficile passaggio politico e istituzionale che ci aspetta. E di cui il grottesco surrogato è l’invocazione del governo dei tecnici, come se le soluzioni politiche in democrazia si possano trovare fuori dalla politica e dal consenso popolare.

    Cossiga è stato anche il primo presidente della Repubblica che ha fatto uso pubblico di sense of humour, risultando espressione fedele del popolo che rappresentava. Con tutto il rispetto, i suoi predecessori e successori furono collerici o stucchevoli, noiosi o pomposi, prevedibili e un po’ tromboni. Mai spiritosi come lui.

    Infine permettetemi di sfiorare la vicenda umana di Cossiga.
    In un editoriale che scrissi due mesi fa, lanciavo l’allarme sulla volontà di morire di Cossiga, anzi sul suo considerarsi già defunto e alludevo, senza violare la privacy e soprattutto la delicatezza di un dramma personale, al suo rifiuto di curarsi, come hanno poi confermato i medici.

    Azzardo il dubbio che Cossiga sia stato anfibio anche alla fine, tenendosi al confine tra la cristiana rassegnazione e una forma implicita di eutanasia. C’era una stanchezza in lui che non può solo attribuirsi al narcisismo ferito degli ultimi tempi, al suo inevitabile ritirarsi dalla scena dopo aver provato il piacere di stupire e di turbare l’ordine pubblico e il conformismo istituzionale con una serie di paradossi, provocazioni, gag e rivelazioni.

    Ma dietro il tono sardonico, e uso l’aggettivo non a caso, cresceva in lui un rigetto della vita, della politica e del declino di ambedue, che da credente e da uomo di stato rifiutava di esplicitare. Cattolico da una vita e politico per una vita, Cossiga non poteva mostrare insofferenza alla vita e alla politica; era una smentita di ciò che aveva creduto per tutta l’esistenza.

    Perciò, alla fine, l’esternatore smise di esternare, si tenne tutto dentro, preferì chiudersi nel silenzio, murandosi nel suo nuraghe interiore.

    Fu quello l’ultimo segreto di stato – il suo stato mentale e spirituale – che si è portato nella tomba.

    .

    (M. Veneziani)

    .

    ————————————————————

    Cossiga sognava le riforme del Cav.

    Dall’elezione diretta del capo dello Stato alla tutela delle alte cariche.

    ———————————————————–

    .

  7. 170
    Un vecchietto scrive:

    Fini, casini,rutelli, bossi, berlusconi, franceschini, bersani, dalema, buttiglione… Ma quanti sono? Speriamo immediatamente in nuove elezioni e che qualcuno sparisca definitivamente.

  8. 169
    Mission from Mars scrive:

    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tasse-debito-quadra-berlusconi-casini-bossi-sud-quoziente-familiare-516362/

    Questo è craxismo/pentapartito allo stato puro: mettere tutte le spese clientelari possibili a debito, scavare voragini e poi far pagare chi viene dopo, sono curioso di sapere cosa dirà l’Europa, abbiamo abbastanza debito e così scarsa crescita economica da far crollare la moneta.
    Pazzesco, dall’inizio degli anni ’80 sono passati 30 anni e ‘sto paese di cac.cca non riesce proprio a capire che non si può fare così.

  9. 168
    Myškin scrive:

    Me lo sono chiesto davvero.

    Mi sono anche dato una risposta.

    Volete sapere qual è?

    La risposta suona più o meno così: «Silenzio un ca++o, porca di quella p+ttana t++ia schifosa».

  10. 167
    Myškin scrive:

    http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tasse-debito-quadra-berlusconi-casini-bossi-sud-quoziente-familiare-516362/

  11. 166
    Gummo scrive:

    perchè Fini non ha concesso a berlusconi quello che berlusconi chiedeva? perchè un delfino non sa espettare? dove sarebbe la furbizia di Fini? avrebbe potuto avere l’Impero contendendosela con Tremonti ad esempio.

    e invece no. Perchè l’Impunità totale di Berlusconi, vuol dire l’impunità totale del clan. Lo abbiamo visto con le intercettazioni: è un favore e uno scambio con la criminalità organizzata. ed è stato riconociuto da destra a sinistra e a livello internazionale.

    Berlusconi non si può salvare senza il suo clan, lo farebbero fuori in breve tempo. hanno un forte potere ricattatorio. un’organizzazione nello Stato

    pensavate di liberarvi così in fretta ? una volta che attecchisce bisogna pagare le rate

  12. 165
    Gummo scrive:

    164

  13. 164
    Gummo scrive:

    e..fate attenzione, i quattro punti che stanno preparando per far fuori Fini saranno accuratamente estranei al programma elettorale. Il piduista Cicchitto l’ha già detto tra le righe.

    Berlusconi vuole l’impunità totale, il programma elettorale è una scusa, è già carta straccia

    Fini non ha concesso grosse deroghe sul programma e Berlusconi con l’acqua alla gola cerca di scaricarlo e un’altra vittoria elettorale.

    ora mi siedo e mi guarado il penoso spettacolo non consolatorio:

    i club e circoli del berluscanesimo ortodosso avranno il coraggio di dire al kapò che deve attenersi al contratto e che non deve sempre umiliarli?

    i cacasotto riusciranno a farsi valere o subiranno per l’ennesima volta?

    a settembre

    (NEI PEGGIORI cINEMA)

  14. 163
    Mission from Mars scrive:

    MILANO, 24 agosto (Reuters) – Spread Italia-Germania ai
    massimi dall’inizio di giugno al termine di una seduta che ha
    visto i Btp salire, ma sottoperformare ancora il debito tedesco.

    I timori sempre più concreti di una pesante battuta
    d’arresto della ripresa globale continuano ad alimentare la
    salita dei titoli tedeschi, mettendo in ombra i periferici
    dell’are euro.

    "É tutta avversione al rischio e la gente è molto nervosa",
    commenta un trader da Londra.

    Il dato inferiore alle attese dal mercato immobiliare Usa,
    diffuso nel pomeriggio, ha appesantito ulteriormente l’umore già
    negativo, rafforzando le tendenze evidenziate dai bond fin dal
    mattino.

    "L’economia va male e questo è un dato" spiega un trader
    italiano. "L’altro problema è che si è gridato molto alla bolla
    sul Bund e paradossalmente si è creato un certo sottopeso sul
    titolo tedesco, che adesso si sta coprendo".

    Lo spread Btp-Bund sulla scadenza decennale è salito nel corso della seduta odierna a fino 164
    punti base, sui massimi dall’inizio di giugno
    , a fronte di
    futures sul Bund al nuovo record di 134,26 e di rendimenti sul
    decennale e sul trentennale tedeschi ai minimi storici,
    rispettivamente al 2,125% e al 2,768%. Dal lato italiano il
    rendimento del decennale si attesta in area 3,75%, il livello
    della cedola a cui verrà offerto il nuovo decennale.

  15. 162
    Mission from Mars scrive:

    Mission from Mars scrive:
    24 agosto, 2010 alle 7:28 pm
    Roba da chiodi, i fasci che dicono quel che dovrebbe dire la sinistra
    Farefuturo, la fondazione che fa capo a Gianfranco Fini, descrive un’altra realtà. Si rivolge ai “berlusconiani moderati”, intesi come “non custodi del culto berlusconiano, non pasdaran, non addetti al massacro del dissidente”. Ricorda “la rivoluzione liberale, c’era il sogno di cambiare l’Italia. C’era una casta da sostituire, una politica da rigenerare. E le armi erano efficaci: meno tasse, più libertà, la promessa di un’etica pubblica migliore. Liberalismo e laicità”. E adesso? “Siete così convinti che la rivoluzione liberale possa avere il volto di Putin e consumarsi sotto il tendone di Gheddafi? Davvero credete che possa essere cantata da Vittorio Feltri e dal suo Giornale? Davvero pensate che la Rivoluzione liberale possa affidarsi alle mani di Cosentino e di Verdini? E possa rispecchiarsi nel senatore Quagliariello che grida assassino a Beppino Englaro e a chi ha mostrato solidarietà a un padre travolto da diciassette anni di dolore? Siete sicuri che la Rivoluzione liberale abbia poi tutto questo bisogno di chiamate alle armi, di incitamenti alla fedeltà al capo, di squadre della libertà e di autodafé contro i traditori? La Rivoluzione liberale è quella racchiusa nel documento del 29 luglio, con cui il Pdl espelle uno dei fondatori?”. Ma non è finita. Ci sono anche gli ex alleati della Lega. Umberto Bossi, Roberto Cota, Roberto Calderoli. “Medici e presidi spia, respingimenti in mare, conflitti con le nazione unite, schedature”. E poi “i culattoni, i maiali al guinzaglio: davvero volete che le vostre idee e i vostri progetti si tingano di verde padano?”. La Lega, scrivono i “dissidenti”, ha trasformato l’impegno da “liberale in populista

    Multinick di cac.ca sparisci!!

  16. 161
    Mission from Mars scrive:

    Roba da chiodi, i fasci che dicono quel che dovrebbe dire la sinistra :-D

    Farefuturo, la fondazione che fa capo a Gianfranco Fini, descrive un’altra realtà. Si rivolge ai “berlusconiani moderati”, intesi come “non custodi del culto berlusconiano, non pasdaran, non addetti al massacro del dissidente”. Ricorda “la rivoluzione liberale, c’era il sogno di cambiare l’Italia. C’era una casta da sostituire, una politica da rigenerare. E le armi erano efficaci: meno tasse, più libertà, la promessa di un’etica pubblica migliore. Liberalismo e laicità”. E adesso? “Siete così convinti che la rivoluzione liberale possa avere il volto di Putin e consumarsi sotto il tendone di Gheddafi? Davvero credete che possa essere cantata da Vittorio Feltri e dal suo Giornale? Davvero pensate che la Rivoluzione liberale possa affidarsi alle mani di Cosentino e di Verdini? E possa rispecchiarsi nel senatore Quagliariello che grida assassino a Beppino Englaro e a chi ha mostrato solidarietà a un padre travolto da diciassette anni di dolore? Siete sicuri che la Rivoluzione liberale abbia poi tutto questo bisogno di chiamate alle armi, di incitamenti alla fedeltà al capo, di squadre della libertà e di autodafé contro i traditori? La Rivoluzione liberale è quella racchiusa nel documento del 29 luglio, con cui il Pdl espelle uno dei fondatori?”. Ma non è finita. Ci sono anche gli ex alleati della Lega. Umberto Bossi, Roberto Cota, Roberto Calderoli. “Medici e presidi spia, respingimenti in mare, conflitti con le nazione unite, schedature”. E poi “i culattoni, i maiali al guinzaglio: davvero volete che le vostre idee e i vostri progetti si tingano di verde padano?”. La Lega, scrivono i “dissidenti”, ha trasformato l’impegno da “liberale in populista

  17. 160
    Gummo scrive:

    Da Dagospia

    dopo Patrizia D’Addario, il buon Travaglio propone che a diventare eroina della sinistra e del femminismo sia Elisabetta Tulliani. A me, questo pare una solenne stupidaggine.

    Tulliani è stata subito etichettata dal Giornale come una poco di buono. siccome non conosciamo la signora e sappiamo che il Giornale spara su preciso ordine e mandato…

    Per la signora (e per l’interminabile corteo di donne pronte a tutto pur di scalare posizioni di denaro e potere senza saper far nulla) vale ciò che sostiene Massimo Fini nel suo "Dizionario erotico": è il principio del "Fica power" il motore primo, altro che la versione angelicata della donna-oggetto costretta a subire l’odioso ricatto di natura sessuale (che esiste, certo, ma riguarda le molte donne lavoratrici "oscurate" dai mass media, non le escort o le mignotte in carriera).

    donne pronte a tutto pur di scalare posizioni di denaro e potere senza saper far nulla)

    ma sono esattamente le donne e le Ministre di Berlusconi, senza merito. A chi vorremmo far la predica?

    non vale affatto perchè il concetto di M.Fini era espresso in altro contesto, e l’uomo non è affatto un essere passivo..questa del motore primo non è verosimile

    (anche quella de ilGiornale è prostituzione, forse peggiore poichè mentale)

    Non solo. Continuare a pensare, o fingere di pensare, come fa Travaglio, che la visita della D’Addario a palazzo Grazioli sia stata una zingarata di un’allegra combriccola di cocainomani e non anche una "missione teleguidata" da una parte dei servizi segreti coinvolti nella stessa "guerra sporca" che oggi viene vede protagonista, suo malgrado, Elisabetta Tulliani, significa offendere l’intelligenza propria e l’altrui.

    se ci fosse solo la D’Addario, ma disolito i servizi segreti non stipano, a più riprese, mignotte e Apicella su VOLI DI STATO.

    avete voluto il puttaniere? Ora fate i bravi cattolici al Family Day, coraggio. Date pure la colpa agli altri, ai complotti e ai servizi segreti. L’unico complotto in parte svelato è quello della P2

    Raccontatene un’altra

    Perché questo è esattamente ciò che sta avvenendo: cosche contrapposte che si sputtanano a vicenda con tutti i mezzi a disposizione e tirano fuori scheletri grandi e piccoli da tutti gli armadi. Insomma, "a la guerre comme a la guerre" e si salvi chi può.

    eh NO! assolutamente NO : si dà il caso che un GRUPPO PRiVATO, in libero mercato, sia a capo del POTERE PUBBLICO (l’arbitro) che viene usato per fini privati. questa concentrazione di potere NoN esiste in nessun Paese Occidentale. Meno concentrazione e divisione vuol dire libertà e democrzia (pesi e contrappesi). Questo è già sintomo di regime autoritario

    Ancora una volta, vogliamo "fare gli americani", con la libertà di stampa e con tutto il resto, solo quando ci conviene. Secondo uno sfacciato doppiopesismo che prima o poi ci seppellirà tutti, colpevoli e innocenti, belli e brutti, mignotte e non.
    Grazie per l’ospitalità. Saluti.
    Carlo Vulpio

    magari! (questo è sparlare a vanvera) se facessimo "gli americani" Berlusconi sarebbe in carcere da un pezzo e non staremmo qui a perdere tempo,nel pieno di uno shock economico, con queste stron.zate chic, e il "doppiopesismo" la libertà di prostituirsi come ilGiornale (ma non nelle strade, non sulle strade)

  18. 159
    pizzo scrive:

    onyric scrive:
    24 agosto, 2010 alle 6:31 pm
    Aò, vuoi vedere che Prodi stende il Berlusca per la terza volta ?

    Battuta per battuta: se Berlusconi ha dato fuoco alla miccia, con Prodi vedremo tonnellate di benzina sganciate per spengere il fuoco!

  19. 158
    Mission from Mars scrive:

    Lo spread btp-bund aumenta, ma la cosa strana è che aumenta dopo la diminuzione degli analoghi degli altri PIIGS nelle scorse settimane
    Pessimo segno, ma stiamo già pagando i colpi di testa di berlusconi, bossi, casini, fini. E nessuno dice niente. Paese di cacc.a

  20. 157
    onyric scrive:

    Aò, vuoi vedere che Prodi stende il Berlusca per la terza volta ?

  21. 156
    renato scrive:

    è il tipico cavallo di troia.

  22. 155
    Hansel scrive:

    UP

    Il leader della Lega Umberto Bossi e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in politica sono d’accordo quasi su tutto, ma sul fronte finanziario l’asse tra i due vacilla. A causa del leader libico Muammar Gheddafi atteso in un viaggio a Roma per la prossima settimana. Tra i due leader politici il contendere potrebbe essere il ruolo del socio libico in Unicredit.
    I libici starebbero "ostacolando l’ascesa dei leghisti all’interno delle Fondazioni che controllano le banche del Nord" e questo con il consenso di Berlusconi. La trattativa per l’ingresso dei libici in Unicredit, condotta dal numero uno Alessandro Profumo, e’ stata segretissima neppure la Banca d’Italia e’ stata informata. A Bossi questa alleanza non sarebbe andata giu’ …………

  23. 154
    xkenx8610 scrive:

    No, mi spiace, non posso stare troop.o di.etro:

    http://www.economist.com/blogs/newsbook/2010/08/italian_politics

  24. 153
    handersen scrive:

    Il leader della Lega Umberto Bossi e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in politica sono d’accordo quasi su tutto, ma sul fronte finanziario l’asse tra i due vacilla. A causa del leader libico Muammar Gheddafi atteso in un viaggio a Roma per la prossima settimana. Tra i due leader politici il contendere potrebbe essere il ruolo del socio libico in Unicredit.
    I libici starebbero "ostacolando l’ascesa dei leghisti all’interno delle Fondazioni che controllano le banche del Nord" e questo con il consenso di Berlusconi. La trattativa per l’ingresso dei libici in Unicredit, condotta dal numero uno Alessandro Profumo, e’ stata segretissima neppure la Banca d’Italia e’ stata informata. A Bossi questa alleanza non sarebbe andata giu’ …………

    AP

  25. 152
    pizzo scrive:

    Se è quell’Angelo Rovati, amico di Prodi, e segretario alla Presidenza del Consiglio. Allora non ha bevuto nulla. E’ il tentativo di spianare l’ennesimo ritorno del "nuovo". Si il tuo amichetto Prodi. Quindi, caro Gad, pronto con un nuovo peana nei confronti della Lega Nord! Si sa che quando il tuo padrone schiocca le dita, tu ti attivi immediatamente!

  26. 151
    ken scrive:

    Il leader della Lega Umberto Bossi e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in politica sono d’accordo quasi su tutto, ma sul fronte finanziario l’asse tra i due vacilla. A causa del leader libico Muammar Gheddafi atteso in un viaggio a Roma per la prossima settimana. Tra i due leader politici il contendere potrebbe essere il ruolo del socio libico in Unicredit.
    I libici starebbero "ostacolando l’ascesa dei leghisti all’interno delle Fondazioni che controllano le banche del Nord" e questo con il consenso di Berlusconi. La trattativa per l’ingresso dei libici in Unicredit, condotta dal numero uno Alessandro Profumo, e’ stata segretissima neppure la Banca d’Italia e’ stata informata. A Bossi questa alleanza non sarebbe andata giu’ ………….

    oh oh ;-)

[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti


Lascia un tuo Commento

Se sei già iscritto a questo blog Entra oppure Registrati inserendo i tuoi dati nel form che trovi in alto a destra di questa pagina. Puoi lasciare un commento anche se non sei registrato.

I commenti di questo blog sono sotto monitoraggio delle Autorità.

Ti preghiamo di mantenere i toni della discussione entro i limiti di buona educazione e netiquette in essere come regole del blog.
Inoltre usa con moderazione i seguenti comandi di formattazione testo.
[?]