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La velina islamica

martedì, 31 agosto 2010

Rassegna Stampa

La velina islamica

Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Ci mancava la velina islamica, dopo la donna tangente. Degna commistione fra due paesi mediterranei diversamente retrogradi, ma entrambi contraddistinti dall’abitudine a trattare la femminilità come ornamento del potere.
Naturale quindi che anche la velina islamica sia vincolata alla consegna del silenzio, come il suo corrispettivo che va in onda a ogni ora del giorno e della notte sulle tv del belpaese. Il silenzio è requisito della sottomissione, e come tale lo impone la zelante agenzia Hostessweb, pena il mancato pagamento delle centinaia di ragazze scritturate a modica tariffa, confidando sul loro bisogno di lavorare.
La religione, com’è ovvio, non c’entra nulla. Nessun buon musulmano prende sul serio Gheddafi, né il suo appello alla conversione islamica dell’Europa.Se davvero la suprema Guida della Jamahiriyya fosse mosso da intenti di proselitismo, avrebbe convocato intorno a sé un pubblico misto di interlocutori, non si sarebbe rivolto a un’agenzia di hostess precisando che servivano signorine bella presenza, provocanti ma non troppo, secondo il gusto maghrebino.
C’entra invece, eccome, il bisogno di dimostrare che la grazia e la sensualità possono essere comprate col denaro. Il dittatore libico si rivolge al suo popolo prospettandogli la meraviglia delle belle donne da marito di cui l’Italia è percepita anche laggiù come il giacimento. Lui può permettersele, i suoi sudditi vedremo.
Nessuna altra capitale europea avrebbe tollerato il ripetersi, per tre volte in un anno, di una simile esibizione. Ma l’Italia è la patria delle veline, dove d’estate è normale che un sedicente rivoluzionario autore televisivo impieghi pure anziane signore nella parodia ossessiva dell’avanspettacolo, e dove perfino il capo del governo rincorre il mito dello sciupafemmine per sentirsi amato. Perché negarci dunque l’eccesso fantasioso della velina islamica?
Nonostante gli oltre quarant’anni ininterrotti al potere, in fondo Muammar Gheddafi resta pur sempre meno anziano rispetto al nostro presidente del consiglio. Hanno in comune la maschera patetica di chi insegue la longevità con camuffamenti giovanilistici. Da questo punto di vista, sono leader intercambiabili.
Se oggi Berlusconi minimizza di fronte allo squallore dei raduni di giovani femmine italiane sottomesse, che Gheddafi non oserebbe mai convocare in un santuario di preghiera islamica, e si limita a definirli “folklore”, non è solo per imbarazzo diplomatico. Lui che per anni ha esercitato un indubbio potere seduttivo sulla maggioranza delle donne italiane, soffre di una vera e propria mutilazione culturale: vittima del suo stesso anacronismo, gli è preclusa la sensibilità necessaria anche solo a figurarsi le donne al di fuori di una dimensione subalterna. Gli verrebbe più facile parlare arabo che notare un evidente problema nazionale come la dignità femminile calpestata.
Ora Gheddafi, aspirante colonizzatore di Roma, viene a dirci che in Libia le donne sono più libere che in Occidente. Immagino che lui e il nostro premier scherzeranno, in privato, di tale fandonia. Per quanto tempo ancora?

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Commenti per questo articolo

[6] 5 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 292
    Hu from Gaia scrive:

    Non è che l’agenzia Hostessweb è collegata ai proventi che Haider ha nascosto nelle grazie della dittatura Gheddafiana.

  2. 291
    betta scrive:

    penso che capirai dopo che leggerai questo annuncio http://www.infojobs.it/selezionare/hostess-di-cimitero/of-iB27BEF11-0881-A94C-85A1201C7325296D
    che esiste anche la velina becchina : ) nuova categoria per questo festival delle veline!!

  3. 290
    Hu from Gaia scrive:

    dimenticata

    ci saranno sorprese alle prossime elezioni

    Bè, da come lo scrivi non posso che crederti.

    ni hao!

  4. 289
    dimenticata scrive:

    Hu

    mi chiedi spiegazioni socio-psicologiche che probabilmente anche tu conosci. Se fossimo sulla posta del cuore della Aspesi, probabilmente risponderebbe che anche le donne accoppiate fanno ugualmente. Io non generalizzerei: ognuno sa come comportarsi in coppia, facendo bilanci e bilancini. Cmq la tristezza regna sovrana: in giro non vedo tanta gente felice. Parlando della politica poi, una signora che credevo fosse berlusconiana, per l’aspetto e la parentela con medici, mi ha stupita perché sapeva bene come si è comportata recentemente la Mondadori: se anche i ricchi si lamentano e hanno capito che B. fa solo i SUOI interessi (in parte anche dei grandi ricchi, ma non certo della piccola e MEDIA borghesia come quella signora) ci saranno sorprese alle prossime elezioni :lol: Piuttosto, le casalinghe di Voghera non si lascino incantare dalla tv e dai proclami del berly (comprendendo anche quelle che si tengono quei maritini).

    Beh, se non hai altre richieste, chiudo qui il discorso sul femminismo (ricorda: parola antiquata, arcaica, ormai desueta: stiamo parlando di preistoria :lol: )

  5. 288
    Hu from Gaia scrive:

    Penso alle povere mogli che devono tenersi uomini così scadenti.

    Mi spieghi perchè? (Perchè se ‘li tengono’?)

  6. 287
    dimenticata scrive:

    Hu
    Vorrei scrivere poche cose, ma le idee non sono molto chiare, anche a vedere i tanti commenti sotto gli altri post.
    Sul femminismo ormai possiamo dire che si tratta di un termine arcaico, in quanto non rappresenta più attualmente una condizione femminile di vittorie certe e di diritti acquisiti, soprattutto in Italia. Siamo anzi in fase di regressione: non ci possono incolpare, noi donne normali -consce della nostra propria diversa collocazione sociale un gradino più giù degli uomini,- di avere caratteristiche, a volte, di parodia del maschilismo: questo forse l’avrai visto in qualche rivista per uomini masochisti (ce ne sono, ma "purtroppo" non ne ho mai incontrati: sono talmente rari…).
    Non so, prendiamo per es. una vestita normalmente, non vistosa e non giovane, non appariscente, che se ne va in giro per commissioni: ancora oggi, se si passa davanti ai bar con uomini sfaccendati seduti fuori a far passare quella specie di vita che si ritrovano, ecco che subito ti guardano come se fossi un alieno e ti squadrano da cima a fondo; per non parlare poi dei supermercati: quando si entra lì, bisogna girare con gli occhi a terra, cercando di evitare gli sguardi dei compagni-mariti che gentilmente accompagnano la compagna-moglie per la spesa, perché altrimenti, se fai tanto di guardarli per puro caso mentre cerchi qualcosa su uno scaffale, quelli si sentono già felici e gli vedi gli occhi che iniziano a scintillare. Crudelmente, giri la testa dal lato opposto e inizia la decadenza del loro spirito attraverso l’occhio che mostra non solo delusione, ma anche dispetto. Mi chiedo se tutto questo sia normale. No, non è normale quando succede un giorno e un altro e con diverse persone. Penso alle povere mogli che devono tenersi uomini così scadenti. Penso anche che si tratti di un collasso di valori che porta inevitalmente a tristezza e squallore della propria autostima (parlo per quello che riguarda quegli uomini, non per la donna che subisce certi attegiamenti: ormai ce ne infischiamo altamente). E tutto questo solo per quanto riguarda cose banali, che non toccano l’autostima personale di una donna. Non è un modo di porsi triste? Quando finalmente si capirà che non esiste una contrapposizione, che non si è in guerra, ma che si chiede soltanto RISPETTO, allora anche gli italiani medi avranno fatto un passo avanti, senza pensare con questo di stare invece indietreggiando. Se ne avvantaggia la società intera, uomini, donne e anche i figli, perché vivere in un mondo dove esiste il rispetto sarà meglio, ci si sentirà meglio.
    Poi ci sono anche, come ben sappiamo, le disparità per la carriera e altro, ma qui il discorso è ancora più lungo e, soprattutto, già conosciuto.
    Ho scritto molto, ma le idee non sono sempre così chiare.

  7. 286
    Hu from Gaia scrive:

    dogville è un film bellissimo.
    io ho visto la versione integrale (3 h), circa 40 m più lunga di quella distribuita in italia, e non ho avuto un attimo di cedimento.
    bellissimo. uno dei capolavori degli ultimi anni.

    Bravo Heiner, è che dimenticata quando vuole sa essere leggera ma pesantissima quando la si contraddice.
    Anche Sepulveda, che dimentica sta leggendo di recente, pur non essendo un revisionista ammette che l’insistenza del femmismo a voltre creaa parodie del maschilismo…chiussà se dimenticata ci fa su un pensierino

    Lars Von Trier è un genio, per me
    :lol:

  8. 285
    dimenticata scrive:

    heiner

    (papà heiner?)

    se dici di non fare una cosa, un bambino poi la fa…

    Ciao, vado a leggermi i commenti su Vespa, poi chiudo

  9. 284
    heiner scrive:

    cara dimenticata, se un film non piace non piace, a prescindere dalle sue qualità. e ci possono essere mille giustissimi motivi.
    quindi non saprei. se non ti pare adatto a te… non te lo ordina certo il medico… 8)

  10. 283
    dimenticata scrive:

    heiner

    non so se c’entri anche tu nel brodo di Hu, spero che il padre non sia tu.

    Dogville me lo cercherò e mi ci metterò con pazienza a guardarlo. Leggendo la trama (e il finale, che non si trovava da nessuna parte e l’ho trovato solo in un sito dove dovevi cliccarci sopra per leggerlo di proposito) mi sembra basato sulla violenza (dicono orwelliana, io la chiamo sadismo contro animaletti che non si aspetterebbero di essere trattati male): non è il genere che preferisco, pur se pare un capolavoro.
    Il paragone non era tra i due film e i loro autori e interpreti, ma sul tipo di messaggio molto diverso tra loro

  11. 282
    heiner scrive:

    dimenticavo (in autogrill?):
    come tutti i film belli per qualità (anche) cinematografiche…
    …dogville va visto al cinema :!:

  12. 281
    heiner scrive:

    cara dimenticata, richiamare a chaplin è ingeneroso.
    di chaplin non ne nascono molti, in un secolo…

  13. 280
    heiner scrive:

    Dogville è un film noioso e abbastanza mal diretto che vorrebbe essere originale e in controtendenza ma ci riesce solo in parte

    :?:
    dogville è un film bellissimo.
    io ho visto la versione integrale (3 h), circa 40 m più lunga di quella distribuita in italia, e non ho avuto un attimo di cedimento.
    bellissimo. uno dei capolavori degli ultimi anni.

    …poi i gusti son gusti, diceva la scimmia azzannando il sapone.. :roll:

  14. 279
    dimenticata scrive:

    Hu 278

    guarda che avevo già letto tra te e heiner la trama, e l’aiutino per tom e grace l’avevo pure anche capito. Il padre è oscuro (sarai mica tu? o forse heiner? che due gangster! – tra parentesi, non scriverlo gangstair, sembra che tu non sappia come andrebbe scritto).

    Perché ve la prendete tanto e sempre con le donne? D’accordo, con gli uomini fate anche peggio, ma di solito sono gli avversari politici che prendete di mira: qui, stranamente, le donne fanno da parafulmine anche quando sono, genericamente intendo, dalla vostra parte. Non ha senso. O è forse per impiegare il tempo, cercare di stuzzicare lucertole, formiche, cicale e magari anche serpi per puro sfogo sadico? Ancora continuo a non capire. Divertimento idiota. Forse vi fa sentire superiori il trattare male le donne, quali esseri dimostratamente (con le vostre frecciate) inferiori? Che grande pena mi suscita tutto questo.

    Guarda, visto che mi avete incuriosita, ho cercato la recensione di Dogville e ho trovato questa:
    Recensione:
    Un film orwelliano con un messaggio interessante e un finale imprevedibile, ma al contempo realizzato piuttosto maluccio. Il film è troppo lungo e inizia a essere decente solo a partire dal secondo tempo in poi, dove tuttavia presenta parecchie sequenza irreali.

    Dogville è un film noioso e abbastanza mal diretto che vorrebbe essere originale e in controtendenza ma ci riesce solo in parte. Girato con un budget irrisorio (o almeno così sembra a giudicare dalle pessime scenografie) e basato su dialoghi piuttosto banali, è tuttavia insolito e potrebbe piacere a un certo tipo di spettatori anche grazie a una trama e a un messaggio molto particolari.
    Il ritmo lento e pesante sembra voler sottolineare un’autorevolezza che in realtà non esiste e il risultato è quello di un film tutt’altro che commerciale, nel senso che al regista sembra non interessare il girare un film adeguato ai gusti del pubblico.
    Il film migliora nella seconda parte, ma non abbastanza da farne consigliare la visione. La storia diventa più interessante e diventa chiara la connotazione orwelliana del tutto, ma in fin dei conti rimane un film noioso. Fa eccezione il finale che è veramente bello, imprevedibile, pieno di colpi di scena e piacevole da vedere e che è incredibilmente distante dal resto del film. Una vera manna per chi ha seguito il resto del film con insofferenza.

    Insomma, un film discreto che sarebbe stato molto bello se combinato con scenografie normali, dialoghi più curati e soprattutto se fosse stato decisamente più breve: due ore abbondanti sono decisamente troppe per il messaggio che il regista voleva trasmettere. Da vedere, ma non senza una giusta dose di pazienza!

    **********
    "Hei, ma quello è Charlot…". I bambini gridavano sgranando gli occhi. L’omino in costume da bagno aveva iniziato a correre lungo la spiaggia di Santa Monica. Su e giù da un molo all’altro, seguito da un gruppo di persone che erano lì con lui a prendere il sole. La gente, affacciata al pontile, trascurò per qualche minuto i pescatori e i gabbiani e si gustò quella imprevista scena podistica in riva al mare di California. Sì, quello lì era Charlie Chaplin e, mentre dai lettini Douglas Fairbanks e Samuel Goldwyn sorridevano divertiti, uno dopo l’altro gli atleti improvvisati – tutta gente di Hollywood – mollarono piegandosi sulle ginocchia per la fatica. Charlot proseguì invece la sua corsa regolare: dieci, quindici volte tra i due moli.

    "Oggi le persone si meravigliano quando vengono a sapere che, con la mia corporatura esile, riesco a correre per lunghi tratti – raccontò Chaplin nel 1921 a Frank Vreeland del New York Herald – . Sa, ho i polmoni piuttosto sviluppati e poi le mie gambe si erano formate abbastanza bene a forza di ballare con gli "Eight Lancashire Lads" sul
    palcoscenico. Ero entrato nel gruppo podistico di Kennington, e per me correre una ventina di chilometri non era niente. Anzi, ho perfino preso in considerazione l’idea di iscrivermi alla maratona delle Olimpiadi di Londra, ma più o meno in quel periodo mi sono ammalato. Riesco ancora a correre per quindici chilometri senza problemi. La resistenza e la capacità polmonare non si perdono mai". Chaplin podista a Kennington Road, la via londinese che lo aveva visto bambino e poi ragazzo, prima dell’inizio dell’avventura americana. Un’infanzia segnata dalla povertà, dalla separazione dei genitori, dalla malattia della madre, dagli orfanotrofi e dalle prime esperienze teatrali.

    A Kennington era nata anche l’andatura di Charlot: "Il mio vecchio zio gestiva un pub – ha raccontato Chaplin nel 1916 – e c’era uno di quegli ubriaconi inveterati che se ne stava appoggiato al muro per ore e ore di fila in attesa di un’occasione per elemosinare o guadagnarsi qualche spicciolo. Quando una vettura si fermava davanti alla porta lui si precipitava arrancando a tenere fermi i cavalli, e si affannava talmente con i suoi poveri piedi doloranti nelle scarpe vecchie e sfondate, che camminava più meno nel modo in cui cammino io nei miei film".

    La camminata di Charlot, i calzoni abbondanti, le scarpe enormi, il bastoncino flessibile, la bombetta sollevata ogni volta davanti ai poliziotti: "Quando studio qualche gag che mi piace in modo particolare, e poi vado al cinema per vedere l’effetto che fa, quello che ride per primo è invariabilmente un bambino. Afferrano al volo, sempre". E solo i bambini resteranno fedeli fino in fondo all’omino con i baffi e la bombetta. Dopo le mille comiche, "Il monello", "Luci della città", "Tempi moderni", "Il grande dittatore"… gli adulti americani decideranno che Charlie Chaplin non era persona gradita negli Stati Uniti perché sospettato di filocomunismo.

    "Sono stato così fin da bambino – replicò Chaplin al fuoco di fila dei giornalisti nella drammatica conferenza stampa del 12 aprile 1947 a New York, per l’uscita di "Monsieur Verdoux" – . Non posso farci niente. Ho viaggiato in tutto il mondo, e il mio patriottismo non si basa su una sola classe. Si basa sul mondo intero… sulla pietà per il mondo intero e per la gente comune". E ancora: "I miei film sono sempre storie raccontate dalla parte dei perdenti, e con grande pietà e comprensione. Credo che la pietà sia una dote grandiosa. Senza di essa non avremmo la civiltà".
    http://www.repubblica.it/sport/2010/09/07/news/chaplin_maratoneta-6818772/?ref=HREC1-8

    Scusa la lenzuolata, ma non me la sentivo di tagliare un pezzo del libro che parla anche di Chaplin e con il quale si capisce meglio il tutto: insomma, non è che ce l’ho con voi. E’ che mi piacerebbe se si alleggerisse un po’ il tutto: la pesantezza rende il fiato corto.

    Ciao, buona giornata a te.

  15. 278
    Hu from Gaia scrive:

    Aiutino…ink(Ilja) nella parte di Tom, Grace nella parte di Giada, il padre di Giada nella parte del Gangstair…

    Grace, una giovane donna in fuga da alcuni gangster, arriva a Dogville, dove trova rifugio in cambio di lavoro. Se, inizialmente, pare rintracciabile un equilibrio, e Grace sembra trovarsi bene nel paesino, la donna sarà successivamente vittima di ricatti, sfruttamenti e violenze di ogni genere. Nonostante ciò, la giovane protagonista perdona tutto, volendo accettare la meschinità altrui. La parte finale del film vede l’arrivo del padre di Grace a Dogville. Era lui, come si saprà, ad essere il capo dei gangster, e da lui Grace era fuggita per evitare di condividerne la vita. Dopo un dialogo tra Grace e suo padre, la donna comprende l’infondatezza del suo precedente comportamento e decide di far affrontare a Dogville la resposabilità di ciascuna azione passata. I titoli di coda hanno come sottofondo una serie di foto che, al suono di Young American di David Bowie, indicano la chiave di lettura del film.

    Ohayo gozaimasu

  16. 277
    dimenticata scrive:

    Hu

    ho riletto il 265 come hai suggerito: è una trama che non conosco, mi dispiace.
    Scrivi in un buon italiano, ma alla fine non si capisce cosa scrivi: il risultato è = all’italiano scomposto di scsmrdllsa. Ne soffre la comprensione. Cmq, non ha importanza.

    Ah, ti preciso che pur’io non feci il ’68: troppo piccola.

    Dai, che ti metto il risultato del rebussino per te:
    SC agli A dive trota G LI ente (scaglia di vetro tagliente)
    Fa ancora male? ma una te l’avevo tolta…
    bacioni

  17. 276
    dimenticata scrive:

    Hu

    accidenti che rebus, il tuo cinese-giapponese!

    Guarda, anch’io ho trovato un rebussino per te e te lo mando qui:

    ci sono 2 agli con SC sopra, due attrici (dicasi dive) con una A sopra, un pesce che potrebbe essere una carpa (o meglio una trota) con una G sopra e il simbolo dell’Enel con LI sopra. Cosa salterà fuori?

    Flatulenze a parte, come vanno i tuoi piedoni? :mrgreen:

  18. 275
    Hu from Gaia scrive:

    Come non detto, ex Grilla, la flatulenza cronica persiste, forse è il caso che tu ripassi il 265.
    Vedrai, ti sentirai meglio. :mrgreen:


    Ohayo gozaimasu

  19. 274
    dimenticata scrive:

    Hu

    galvanizzato? come ti monti la testa con poco! Va be’ che ti ho tolto un frammento di vetro da un piedone, ma non gioire troppo: ne hai ancora, ben piantate, di schegge in quei piedoni, non è vero Hu? Troppi vetri fatti cadere, troppe schegge pestate, male ai piedi ad ogni passo. E’ meglio se ti siedi tranquillo, altro che patate ( :mrgreen: )

  20. 273
    Hu from Gaia scrive:

    Ehi Ehi, adesso che ti ho galvanizzato, rilassati…
    Da brava, la Simonelli scrive quando ne ha voglia.

    Più che altro, cerca di curare la tendenza alla flatulenza, mica sei una patata novella tu
    :lol:

  21. 272
    dimenticata scrive:

    Hu

    la teledipendenza era per dire (ho anch’io i miei giri avvitati
    , come te, o licenze poetiche)
    Fuori la Simonelli! (nel senso che si faccia VIVA)

    (ha pauuura?) :lol:

    ps – non faccio la veterinaria, ma mi intendo lo stesso di animali, anche se con gli elefanti no, mai visti, solo in tv: cominciamo con una grossa pinza e togliamo un pezzetto di vetro alla volta dal piedone…

    Va be’, vado, ormai ne ho gia dette troppe

  22. 271
    Hu from Gaia scrive:

    Iacona è bravo, la teledipendenza è relativa a tutt’altro genere di offerta televisiva.
    Tra Cina e Giappone ci sono state anche tensioni in passato, ne parlavamo con mastrina, l’ultima è stata durante la seconda guerra mondiale.

    Certo è che la Cina non ha voluto risolvere alla Truman (nuclearmente) la controversia.
    I Nipponici possono aver sbagliato, nella storia, ma hanno una grande cultura, degna di rispetto.
    Cordoglio per il povero motociclista, giapponese, che è morto senza che i dirigenti del gran premio di motociclismo decretassero la sospensione della gare.

    Quello non è sport

    Ciao

  23. 270
    dimenticata scrive:

    La Scala la lascio ai cultori della Cultura con la maiuscola: io mi guardo Iacona su rai3.

    (la piccola fiammiferaia: hai visto mai che… captatio benevolentia)

    ps – l’ho gia vista una direttrice d’orchestra cinese (o forse era giapponese, non ricordo, ma per te non ci sarà differenza, sempre facenti parte della cutura orientale, non farai differenze per la politica, no, se si parla di cultura?). L’avevano trasmessa in tv.

    Ciao, sono teledipendente

  24. 269
    Hu from Gaia scrive:

    ps

    Se potete non perdetevi la ‘nona’ di Bethoveen, dalla Scala di Milano, curata dalla bacchetta Xian Zhang…la Cina è il futuro anche nella musica…sa comunicare meglio che certe donne occidentali (che comunicano come uomini) sia a gesti che a parole, e questo aiuta
    :lol:

  25. 268
    dimenticata scrive:

    Hu
    cmq mi vuole un decodificatore "Hu -> italiano comprensibilmente logico"
    Pure quando scrivi con quell’inglese parlato, si fa una fatica a seguire le tue giravolte aeree, finirai per piombare giù avvitato
    chi ti capisce? Ormai preferisco rinunciare, perché diventi peggio dell’italiano di scmrdella

    non può essere mary (se Mariuccia Ciotta si chiama mary)
    Poi, perché non scriversi come Cinzia Simonelli come prima? e il sito, non ce l’ha più?
    E pensare che ken l’aveva reinvitata qui: se la si chiama, vuol dire che non c’è e, se c’è e non si fa riconoscere, è in sofferenza di anonimato… Fuori l’amico del giaguaro! Simonelli, esci con il tuo nick solito!

  26. 267
    Hu from Gaia scrive:

    Mai sottovalutarsi, ex Grilla, si corre il rischio di continuare a SPAMMARE di elefanti quando sono le formiche che nel loro piccolo, quando s’incazzano, si possono alleare con le cicale…

    La Simonelli c’è sempre, se non la percepisci è solo perchè l’hai dimenticata (ahi ahi ahi, molto male per una che a quella parolina ci tiene molto)…

    saluti da Mariuccia Ciotta
    :lol:

  27. 266
    dimenticata scrive:

    Hu
    senti un po’, cosa c’entrano i saluti della Simonelli? E dove sarebbe, che non si vede più da nessuna parte?

    E cosa sarei io, una spia? Per quale motivo? Credi di avere a che fare con un personaggio importante, mi vesti di un ruolo
    (infame, ma che rivela una notevole importanza) che non potrei avere. Prima di tutto perché non è nel mio stile. Seconda e non inferiore: non ne ho le capacità. Dimentichi che sono una donna senza alcun aggancio, una libera pensatrice. Difficile fare la spia se non si è inquadrati.
    Guarda che sei un tipo ben strano: rimasti molti pezzetti di vetro sotto le zampone dell’elefante? Ahi ahi ahi, serve un veterinario :lol:

    Saluti dalla piccola fiammiferaia

  28. 265
    Hu from Gaia scrive:

    Cara dimenticata, il termine pettegoluccia, che ti ha affibbiato la ierofante, era un sinonimo di infame…te lo ha detto nel suo gergo, diverso da quello della Si_monelli, ma sempre spia vuol dire.

    Certo, la piccola ierofante viaggia senza l’aiuto del femminismo d’annata, e della relativa misandria, proprio come chi impara a dirigere la bacchetta alla scala di Milano, Xian Zhang nata a Dadong e da un anno direttore musicale dell’orchestra Verdi..

    Però, vedi, cara confonditrice fuoriuscita dal grill, la catarsi che Lars Von Triers mette in atto per la piccola grecetta nei confronti dei misantropi di DogPITville (equipollente nella semplificazione ad alcuni blog misantropi) è in grado di riportare al proprio posto ogni piccola fattrice…

    In questo senso, se ti rileggi tutti i posts, l’equivoco è proprio quello della ierofante, che tradita da Tom (il geloso ragazzo dell’est) , non si accorge di avere nella palingenesi paterna ciò che manca al suo insostenibile bisogno di socialità così duramente messo alla prova dall’interpretazione di un ruolo più lindo di linda…

    Ed è proprio il suo recente lapsus sulle origini di Sarkò, cresciuto dalla madre (Greca) senza l’apporto del padre il sintomo di questa VonTriersegna catarsi genuina…

    Socbè, che precisione

    Saluti da Cinzia SImonelli
    :lol:

  29. 264
    Roberto scrive:

    C’è chi pensa a salvare Sakineh e c’è chi pensa a moltiplicarle:

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/04/news/tettamanzi_subito_la_moschea_milano_garantisca_il_diritto_di_culto-6765855/

  30. 263
    Roberto scrive:

    Com’è che l’attentissimo Lerner dimentica Sakineh ?

  31. 262
    dimenticata scrive:

    Hu

    Che casino che fai, sei riuscito anche a farti nominare PR
    senza che te lo scrivessero: la dimenticata sul grill era andata un po’ per le spicce, con il PRRRRRRRR, ma c’è chi il PPPRRRRRRR te lo fa senza scriverlo :mrgreen:

    Cerca di contenerti, quando non puoi prendertela con il pitbull sbandi a destra e a manca urtando dove pigli contro: dovresti imparare a non muoverti di scatto come un elefante in un negozio di cristallerie. Ah, guardati sotto le zampone se ti ci sono rimasti conficcati dei pezzetti di vetro (no, scusa, di cristallo)

  32. 261
    dimenticata scrive:

    Rosalia

    ciao, ci siamo già parlate? forse molto tempo fa…

    Sempre a proposito di donne, una notiziella fresca fresca, uscita da un frigobar:
    http://qn.quotidiano.net/cronaca/2010/09/03/379197-vuoi_fare_cameriera_basta_sfilare_bikini_bella_avra_posto.shtml

    Forse lo rifaranno tra 6 mesi: insomma, il lavoro si guadagna a tempo determinato, anche con le sfilate… povere ragazze: per un posto da barista!

  33. 260
    Rosalia scrive:

    perché i tuoi amici musulmani di v.le Jenner non organizzano una bella manifestazione di condanna di questa barbarie?

    Prima che tu ti accorgessi della povera Sakineh gli amici stavano già protestanfo per le altre 13 condannate, di cui nessuno parla.

    Ciao dimenticata

  34. 259
    stregadigorla scrive:

    Gad, smettiamola di parlare di veline, basta non guardare il programma di Ricci e tenere spenta il più possibile la televisione per mostrare il grado del nostro gradimento per una certa immagine della donna! parliamo invece della inquietante, massiccia componente di sadismo di certo Islam (siamo ancora in attesa di vedere folle oceaniche di islamici moderati protestare in piazza contro la lapidazione delle adultere), come spiegarsi altrimenti la condanna della povera Sakineh ad altre 99 frustate? Chi sono i boia che si divertono ad infierire così sul corpo di una povera donna? come vengono reclutati? che requisiti devono avere? perché i tuoi amici musulmani di v.le Jenner non organizzano una bella manifestazione di condanna di questa barbarie? o hanno il coraggio magari di sostenere che condannare a morte un’adultera è lo stesso che condannare a morte un pluriomicida?

  35. 258
    Hu from Gaia scrive:

    Ben detto, ‘ndrinella ierofante! Non se nè puo’ più del patritrota repuanglicano, è peggio del direttore generale di radio caino (e i di lui)

    ps: dimmannaci a ssirda!
    :lol:

  36. 257
    Giada scrive:

    senti, ancora non l’hai capito che mi devi lasciare in pace? Non ti permettere di distorcere quello che scrivo e di riferirti alle mie generalità anagrafiche, stronzetto mafioide.

  37. 256
    Hu from Gaia scrive:

    bene, posso respingere l’accusa sottintesa (e ben poco ironica) che ad essere ondivaghe e ambigue e incoerenti siano le opinioni di chi ha da ridire sulla performance di Gheddafi (nel suo complesso, fenomenico e semantico e politico)

    Le colpe, anche se marginalmente ponderate, delle veline, esistono e non possono essere sottaciute alla più stretta analasi che fa una giovanile.
    Rimanendo in primo piano le analogie di Berlusconi e Gheddafi come incarnazione del peggio che non bisogna mai finire di respingere.

  38. 255
    i scrive:

    non possiamo negare il fatto che da lì parte la costruzione di tutta la dimensione umana e sociale del musulmano: che è antitetica rispetto alla nostra

    parafrasando
    non possiamo negare il fatto che (tutta) la dimensione umana e sociale del musulmano è antitetica rispetto alla nostra

    ………………..
    da noi siamo propensi a negare lo spazio pubblico e l’espressione pubblica alla chiesa di casa nostra, pur nella consapevolezza che non viviamo in uno stato teocratico, nè tantomeno che i comportamenti e la vita dell’occidente sia scandita da regole religiose, ma chiudiamo gli occhi di fronte al fatto che quando c’è di mezzo l’islam siamo tutti molto più disponibili e per quanto l’islam preveda delle regole del tutto inconciliabili con la nostra cultura a nessuno di loro si dice di fare pratica religiosa in privato, e nessuno si sogna di fare comprendere a questi popoli che la questione religiosa è cosa distinta dagli altri valori che fanno la nostra democrazia e la nostra libertà.
    ecc ecc ecc

    !????
    ma da dove ti vengono queste strane affermazioni? ci fai?? ti sei spinto troppo oltre sul sentiero stretto?
    boh

  39. 254
    ALLEGRIAAAAAAAAAAA.... scrive:

    E ALLORA?….. Che fine hanno fatto le 200 miserabili in cerca di notorieta’? Gia si sono spenti i RIFLETTORI? I GIORNALISTI cosa fann0? Non TIRA PIU’ IL PELO’ NOTIZIA?……Eppure io so che gli ITALIENNI SBAVANO Per le ZO.CCO.LE….

  40. 253
    Jefferson scrive:

    (http://epistemes.org/2010/09/01/qualche-considerazione-sulla-visita-di-gheddafi/#comments)

  41. 252
    Patriotta Repubblicano scrive:

    Vedi, a mio avviso la moschea non è un luogo di culto e basta, come la chiesa da noi. La moschea è la dimensione spirituale, ma al contempo è il luogo che ispira i valori, i principi, la cultura, il modo di proporsi e di vivere di ogni musulmano. la moschea è il simbolo invasivo della dimensione umana di ogni musulmano, a differenza dell’occidente dove invece i pilastri autentici della civiltà sono formati e dettati dalla libertà, dal pluralismo delle idee, dalla possibilità stessa di non definirsi cristiani…in una parola il grumo di principi e valori fondativi delle nostre democrazie non sono date dalla religione, ma da regole laiche e dalla libertà di espressione: libertà di espressione da intendersi nella parola, ma anche nelle libere associazioni, ma anche libertà nelle arti, nei mestieri, nelle scienze, nelle tradizioni: libertà diffusa che trascende la verità di un vangelo o di un corano. Quando noi riconosciamo la libertà di costruire un luogo di culto come la moschea, riconosciamo un diritto, ma nel contempo non possiamo negare il fatto che da lì parte la costruzione di tutta la dimensione umana e sociale del musulmano: che è antitetica rispetto alla nostra. Se però da un lato intendiamo riconoscere questo diritto ed accogliere i musulmani, dll’altro lato dobbiamo mettere in conto cosa ne discende da una realtà di questo tipo. tanto per fare un esempio, la chiesa cattolica è stata per mesi sotto attacco della sinistra perchè la chiesa non avrebbe titolo per intervenire nel dibattito pubblico, nemmeno sui temi etici che riguardano la sua stessa missione. Più volte si è detto che la religione deve manifestarsi in una sfera privata, non invadere campi, non invadere la politica, come se la comunità religiosa dovesse dedicarsi alla preghiera nelle catacombe. Questo per dire che da noi siamo propensi a negare lo spazio pubblico e l’espressione pubblica alla chiesa di casa nostra, pur nella consapevolezza che non viviamo in uno stato teocratico, nè tantomeno che i comportamenti e la vita dell’occidente sia scandita da regole religiose, ma chiudiamo gli occhi di fronte al fatto che quando c’è di mezzo l’islam siamo tutti molto più disponibili e per quanto l’islam preveda delle regole del tutto inconciliabili con la nostra cultura a nessuno di loro si dice di fare pratica religiosa in privato, e nessuno si sogna di fare comprendere a questi popoli che la questione religiosa è cosa distinta dagli altri valori che fanno la nostra democrazia e la nostra libertà. C’è una tolleranza pelosa che non ha nulla a che fare con il multiculturalismo, che se così fosse allora moschee a pieno e non solo. tribunali islamici, banche islamiche, economia regolata secondo le norme islamiche, pagamento delle tasse secondo l’islam e cosi via. Questo è l’autentico multiculturalismo: offrire degli spazi dove tutto ciò sia possibile secondo le regole che sono proprie di quella cultura, senza che nessuno di noi si offenda o intervenga. Ed invece mentre da un lato si dice che è un segno di civiltà dare le moschee, dall’altro si critica ciò che l’islam professae che di fatto si perpetua non solo dentro le mura di una moschea ma anche al di fuori di essa, perchè l’islam è fondativo e costitutivo dell’essere umano islamico, in tutte le sue componenti. Questa era la denuncia che facevo e che andrebbe approfondita. un richiamo ad intepretare e giudicare i fatti secondo coerenza, non potendo a nostra discrezione stabilire ciò che è giusto o ciò che è sbagliato a seconda delle situazioni, tantomeno quando parliamo di un altrui cultura che essendo fenomeno complesso ed articolato non possiamo scinderlo a piacimento e secondo un comportamento umorale come se stessimo tagliando a fette una mela. Questo era la strada sulla quale intendevo portare il discorso. un sentiero stretto, ma talvolta ci vuole rigore anche nell’affrontare le questioni, partendo da ciò che esse realmente sono e non secondo ciò che noi pensiamo dovrebbero essere,

  42. 251
    Giada scrive:

    bene, posso respingere l’accusa sottintesa (e ben poco ironica) che ad essere ondivaghe e ambigue e incoerenti siano le opinioni di chi ha da ridire sulla performance di Gheddafi (nel suo complesso, fenomenico e semantico e politico) e non su una moschea, oppure devo far la gnorri?

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