Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Le generazioni avvezze alla play station e al fantacalcio, dove i campioni sono ridotti a funzioni elettroniche intercambiabili da vendere e comprare, sono ormai così abituate a prescindere dai sentimenti del tifoso che giudicheranno eccentrica la vicenda di Antonio Di Natale. Per chi non lo sapesse, il capocannoniere dell’ultimo campionato di calcio italiano di serie A ha educatamente rifiutato il passaggio alla Juventus cui veniva sollecitato anche dal suo presidente. Ha spiegato Di Natale, udite udite, che lui desidera chiudere la carriera con la maglia dell’Udinese, squadra cui è molto affezionato sebbene non possa aspirare allo scudetto. La sua famiglia è felice di vivere nel capoluogo friulano, dove Di Natale ha investito i suoi risparmi in una raffinazione di caffè, alcune pizzerie e una scuola di calcio. Tutto ciò vale per lui più del passaggio a una “grande”, con incremento milionario dell’ingaggio.
Proverbio da abbinare a Di Natale: chi si accontenta gode.
Una settimana dopo, sullo stadio milanese di San Siro, è calata l’ombra gigantesca di Zlatan Ibrahimovic. E noi interisti che traemmo goduria ineguagliabile dalla potenza devastante del balcanico-scandinavo col profilo rapace, stavolta non abbiamo sofferto più che tanto vedendolo sollevare una sciarpa rivale dai colori rosso e nero. Perché Ibra aveva già troncato un anno prima la relazione sentimentale, compiendo sul prato del Camp Nou il gesto più tipico del mercenario calcistico: un bacio alla maglia blaugrana. Trasferendosi vittorioso dall’Inter al Barcellona, così come già prima dall’Ajax alla Juventus, Zlatan Ibrahimovic consolidava il primato di giocatore più pagato del mondo. Tanto che una leggenda metropolitana sostiene che il suo sfizio sia comprarsi una Ferrari al mese. In effetti potrebbe permettersela con poco più del 10% del suo onorario. Vero è che a Barcellona ha deluso, e il ritorno a Milano nella squadra rivale dell’Inter gli comporta per la prima volta un ribasso dell’ingaggio. Ma anche tale sacrificio deriva dal suo bisogno di non fermarsi nella corsa giramondo verso l’assoluto.
Proverbio da abbinare a Ibrahimovic: chi non risica non rosica.
Non c’è dubbio che il campione più in sintonia con l’umore del tempo contemporaneo, tra Di Natale e Ibrahimovic, sia il secondo. E non solo perché sul campo può anche deludere, ma poi inventa sempre qualcosa d’impareggiabile. Ben più raro è ormai nel calcio imbattersi in scelte di vita fedele e quieta, alla Di Natale. Certo, esistono ancora i giocatori-bandiera, legati per sempre ai colori di una società: Zanetti, Del Piero, Totti, per citare i più famosi del campionato italiano. Ma si tratta di eccezioni. La nostra morale corrente è forgiata assai più dal “chi non risica non rosica”, relegando la moderazione del “chi si accontenta gode” a virtù dei deboli.
Proviamo a chiederci però quale delle due condotte esistenziali desidereremmo incontrare nei nostri partner di vita. L’irrequietezza sempiterna o l’appagamento per ciò che si è costruito insieme? Un infedele come me non può certo permettersi di fare la predica a Ibrahimovic. Né mi stupisce che i figli interisti giocatori di play station, dopo averlo tanto amato, ne salutino con piacere il ritorno sia pure alla testa dei rivali. Ma nessuno mi toglie dalla testa che sarà la saggezza dei Di Natale a tenere insieme le nostre comunità, squadre di pallone comprese.
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1 settembre, 2010 alle 9:31 am
A me di milionari che danno pedate ad un pallone di cuoio non me ne importa!
A me piacerebbe saper cosa ne pensa Gad Lerner della presa di posizione di Antonio Moresco sulla questione aperta da Mancuso!
1 settembre, 2010 alle 9:32 am
Il chiodo fisso di Lerner
1 settembre, 2010 alle 9:38 am
Buenas dias dias dias a todos!
Calmi, calmi ragassuoli, Gad usa il calcio come metafora per introdurre temi sociologici.
Leggete:
La nostra morale corrente è forgiata assai più dal “chi non risica non rosica”, relegando la moderazione del “chi si accontenta gode” a virtù dei deboli
Questi si possono traslare anche alla vicenda Mancuso-Mondadori o alle vicende Fini-Feltri.
1 settembre, 2010 alle 9:38 am
Immigrazione, Frattini: 500 dollari a migranti respinti in Libia
Ieri – 19.39
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Invia questo articoloVersione stampabileAgli immigrati fermati dalle navi italiane ed europee nel Mediterraneo e respinti in Libia vengono dati 500 dollari a testa per contribuire al loro ritorno nei paesi d’origine. Continua a leggere questa notizia
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Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini, esponendo i termini dell’accordo Italia-Libia sul respingimento di clandestini, parlando nella sede romana della University of Washington.
"Dopo l’accordo le autorità libiche hanno effettivamente svolto dei controlli più severi", ha detto Frattini, parlando dell’attività di contrasto al traffico di clandestini operata negli ultimi mesi dalle autorità di Tripoli.
"In cambio Italia ed Europa hanno fatto un’offerta. Insieme ci siamo attrezzati, sotto l’autorità dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), per contribuire al ritorno ai paesi d’origine di tutti coloro che sono stati fermati vicino alle coste libiche, dando ad ognuno di essi 500 dollari".
Frattini ha detto che "questo programma si è rivelato di un certo successo".
Giustificando il respingimento in alto mare degli immigrati, contestato da diversi organismi internazionali tra cui l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, il ministro ha detto che le persone fermate dalle navi italiane si rifiutano nella stragrande maggioranza dei casi di fornire la propria identità mentre questo è uno dei requisiti basilari per essere accettati in Italia e nel resto d’Europa con lo status di richiedenti asilo politico.
Secondo il ministro questo atteggiamento è la riprova che la maggior parte dei clandestini che cercano di sbarcare in Italia non proviene da paesi dove è in corso un conflitto o sono in corso delle grandi violazioni di diritti umani, ma che si tratta semplicemente di persone spinte da ragioni economiche e che pertanto non possono aspirare ad essere accolte come rifugiati politici.
oppure magari commentare questa notizia!
1 settembre, 2010 alle 9:43 am
Ovvio che, per Gad, il chi si accontenta gode che poi è la versione rivista del chi troppo vuole nulla stringe è l’opzione di successo…e non ce nemmeno da dargli torto.
Mancuso, ad esempio, ha chiuso con la Mondadori seguendo questo adagio, ma anche Fini è uscito dalla PdL
1 settembre, 2010 alle 9:50 am
I partner di vita sono una cosa, gli eroi sportivi televisivi tutt’altro.
Noi sganciamo qualche euro una tantum o una spessum per vederli compiere imprese mirabolanti diverse dalla vita di tutti i giorni.
Qualche euro moltiplicato per milioni di persone porta a cifre assurde di cui sono comunque responsabili gli spettatori anche quando il "beneficiato" da eroe, passa al rango di rottame umano, la qual cosa non è così rara.
1 settembre, 2010 alle 10:38 am
Amor che nullo amato amar perdona.
E’ così che si va in confusione (o in fusione).
1 settembre, 2010 alle 10:52 am
Insomma se non fossi stato un apolide per cause familiari, saresti stato un solido borghese dalle radici ben piantate.
Saresti stato un bauscia leghista, l’ho sempre detto: chi batte(la lega) ama!
E’ solo questione di tempo e prima o poi cederai al lato verde della forza! (non parlavo dei dollari,a quelli hai già ceduto).
eh!eh!eh!
1 settembre, 2010 alle 11:02 am
gad
dimentichi il Principe Milito che tempo zero dal fischio finale a Madrid andava a battere cassa in televisione!
almeno Ibra non è un’ipocrita che si mette la mano sul cuore e bacia la maglia
1 settembre, 2010 alle 11:16 am
un po mi fa sospettare che una preparazione scolastica media, da Aristotele in giù, ti darebbe risposte dignitose.
Molto più di quello che posso e voglio fare io.
Cartesio sarebbe il tizio del dubbio?
è quale metodo dei due, da lui proposto devo utilizare?
Il sintetico o l’analitico?
Entrambi?
Cosa devo pensare del dualismo ontologico di Cartesio?
è della ghiandola pineale?
Aristotele sarebbe il tizio della Metafisica?
Del primo principio logico, cioè il principio di non contraddizione?
il tizio del Organon( quasi 1800 paggine in stampa Adelphi),
Le Categorie o i predicati dell’essere,
Dell’Espressione o il primo libro di filosofia del linguaggio,
ecc ecc,
fino a Confutazioni sofistiche,dove si prende di mira l’arte di dire una cosa è il suo contrario?
Di lui cosa devo leggere? La Politica? Le due Etiche? Cosa?
Quello che penso del mondo a me esterno, coincide col mondo esterno, come pensava Aristotele?
O è solo il contenuto della mia coscienza come pensava Cartesio? Meglio, la mia coscienza, cio che penso, condiziona l’esterno o viene condizionato dall’esterno?
Della filosofia kantiana e dell’iconoscibilita della cosa in se cosa devo pensare?
Del detto nicciano "Non ci sono più fatti, ma solo interpretazioni." cosa ne pesi Caro AVATAR ?
Parliamone.
1 settembre, 2010 alle 12:34 pm
Per me Di Natale e Ibrahimovic pari sono, in quanto entrambi hanno fatto delle scelte in base al rispettivo tornaconto. Il primo sa bene che alla Juve avrebbe sì guadagnato più, ma si sarebbe poi dovuto accollare un carico di stress deleterio per uno che ha già 33 anni. E Di Natale non regge lo stress, come dimostrano le sue deludenti prestazioni in nazionale. Si tratta perciò di consapevolezza dei propri mezzi, più che di saggezza e attaccamento alla maglia.
Ibra, invece, si è reso conto che stando al Barcellona avrebbe finito per scaldare la panchina. Al Milan prende un po’ meno (il che è tutto da dimostrare, tenuto conto degli introiti pubblicitari) ma è sicuro di giocare e spera di tornare ad essere un idolo delle folle calcistiche, tanto più se riuscirà a suonarle all’Inter. Si tratta perciò di autotutela e narcisismo, più che di irrequietezza e propensione al rischio.
In entrambi i casi, quindi, emergono il calcolo e la convenienza personale. Inutile andare a cercare altri e più o meno nobili intenti.
1 settembre, 2010 alle 12:41 pm
sai una cosa: idiota hai rotto
1 settembre, 2010 alle 1:40 pm
a chi bruci il cu*o?
1 settembre, 2010 alle 1:45 pm
Un omaggio a kirk Borghezio, colpa d’Alfredo:
- Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi molesta fisicamente una bambina);
Calderoli era quello che i filopedofili vanno castrati (e ora ci milita assieme)
Maroni era quello della legalità, era partito mordendo i celerini adesso appoggia deliberatamente gli evasori delle quote latte
Bossi era quello che Berlusconi era un mafioso e adesso è il moglior picciotto
continua
1 settembre, 2010 alle 2:01 pm
Caro Gad "l’umore del tempo contemporaneo" è anche quello degli accenti identitari che condanno quando posso.
Il friuli e Udine in particolare, vede una presenza leghista non trascurabile non solo nei palazzi ma "nell’umore del tempo contemporaneo" dei suoi abitanti e l’esempio di Di Natale, "terrone" d’origine, scombussola non poco la semplicità del ragionamento padano.
Ibrahimovic, da molti definito "lo zingaro" è richiesto a gran voce a Milano, anche questo fatto scombussola "l’umore del tempo contemporaneo" di quella città.
1 settembre, 2010 alle 2:06 pm
Ibrahimovic non infiammerà i cuori dei tifosi italiani come adorarono Ronaldo e Maradona,infatti Ibra è una "cessione conveniente"
1 settembre, 2010 alle 2:12 pm
Ovvio che, per Gad, il chi si accontenta gode che poi è la versione rivista del chi troppo vuole nulla stringe è l’opzione di successo…e non c’e’ nemmeno da dargli torto.
Mancuso, ad esempio, ha chiuso con la Mondadori seguendo questo adagio, ma anche Fini è uscito dalla PdL
chi troppo vuole nulla stringe
La versione originale è vincente, è evidente.
1 settembre, 2010 alle 2:25 pm
Da una parte Di Natale, metafora dell’uomo che si "accontenta", che privilegia altri valori, forse più nobili, rispetto all’ambizione e al successo.
Dall’altra lo "zingaro" che getta il cuore oltre l’ostacolo, opportunista, irriverente, arrogante ed egocentrico. E secondo Salvini pure antipatico.
Ma forse, se al mondo non ci fossero gli "Ibra", animati da grandi ambizioni, difficilmente avremmo raggiunto grandi traguardi.
Amici di Di Natale, ammiratori di Ibrahimovic.
1 settembre, 2010 alle 2:43 pm
Sai che ti dico Marco? Stavolta mi sei proprio piaciuto!
1 settembre, 2010 alle 2:47 pm
Caro Marco67, il problema è non perdersi le gesta essenziali di quel lato zingaresco che anima anche il nuovo acquisto del decadente presidente.
E sai qual’è, la sua solidarietà a Balotelli quando tutti, compresi gli interisti più sfegatati, sentenziarono la sua inadeguatezza
Per il resto di zingaro al sopradetto non è rimasta che la bambolina vudù
1 settembre, 2010 alle 4:43 pm
Capisco perchè Di Natale non è andato alla Juve; è una squadra in declino che probabilmente non gli dava tanti soldi in più rispetto a quello che percepisce adesso.Per poi fare la fine di Giovinco
1 settembre, 2010 alle 4:49 pm
21
qua non si parla di calcio
il calcio e solo un mezzo
per parlare di sociologia
per una volta
imparate a sfruttare il pallone
1 settembre, 2010 alle 6:07 pm
22
miravo solo a mettere in dubbio il postulato (Di NAtale ha dei valori superiori al mero denaro) su cui si basa tutta il ragionamento sociologico
1 settembre, 2010 alle 6:12 pm
Capisco, allora prova a vedere qui:
Ovvio che, per Gad, il chi si accontenta gode che poi è la versione rivista del chi troppo vuole nulla stringe è l’opzione di successo…e non c’e’ nemmeno da dargli torto.
Mancuso, ad esempio, ha chiuso con la Mondadori seguendo questo adagio, ma anche Fini è uscito dalla PdL
chi troppo vuole nulla stringe
La versione originale è vincente, è evidente.
1 settembre, 2010 alle 6:47 pm
Non sopporto i proverbi: sono solo "senno di poi", se va bene.
Chiedetelo al ragazzino che si è ammazzato in moto a tredici anni in pista, che ne pensa ora, lassù, del "chi risica non rosica"
Quanto ad interessarsi di calcio, in Italia è molto utile, anche se non piace: ad esempio, dagli acquisti del Milan, si capisce che si va sicuramente ad elezioni entro giugno.
(Ma la Marina Berlusconi non diceva che non si dovevano più spendere soldi nel giocattolo?)
1 settembre, 2010 alle 7:09 pm
Chi si stupisce della scelta di Di Natale evidentemente non conosce Udine, città deliziosa, vivibile e rilassante come poche altre.
1 settembre, 2010 alle 7:18 pm
che tradotto in italiano significa: du pallee….. ?
1 settembre, 2010 alle 8:02 pm
c’è qualcosa di indecente nello sforzo di impedire la condanna del Berlusca.
1 settembre, 2010 alle 8:08 pm
***
***
Tra poco va in onda Cicciobello; è una gioia per gli occhi e per lo spirito.
1 settembre, 2010 alle 10:52 pm
città deliziosa, vivibile e rilassante come poche altre
che tradotto in italiano significa: du pallee….. ?
De gustibus non disputandum est.
2 settembre, 2010 alle 2:04 pm
Più che altro dalle vendite.
2 settembre, 2010 alle 4:25 pm
Inter Milan o Juve, va bene tutto, l’importante è che IBRA-cadabra non vada al Livorno, ma tanto lo sa, zingaro ma no siemo.
5 settembre, 2010 alle 1:22 pm
Com’è che l’attentissimo Lerner dimentica Sakineh ?
5 settembre, 2010 alle 1:32 pm
C’è chi pensa a salvare Sakineh e c’è chi pensa a moltiplicarle:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/04/news/tettamanzi_subito_la_moschea_milano_garantisca_il_diritto_di_culto-6765855/
5 settembre, 2010 alle 8:13 pm
il popolo islamico dovrebbe insorgere compatto per salvare la vita di una donna musulmana
11 settembre, 2010 alle 10:49 pm
Milan a fondo con 2 pappine del CESENA
Ibra sbaglia un rigore
a picco!