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In finale al Premio Campiello

mercoledì, 1 settembre 2010

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In finale al Premio Campiello

Sabato 4 settembre, al Teatro La Fenice di Venezia, parteciperò con il mio libro “Scintille” alla serata in cui verrà designato, fra i cinque finalisti, il vincitore del Premio lettarario Campiello. Concorrono insieme a me: Gianrico Carofiglio (“Le perfezioni provvisorie”); Michela Murgia (“Accabadora”); Laura Pariani (“Milano è una selva oscura”); e Antonio Pennacchi (“Canale Mussolini”). Comunque vada a finire, per me è già strepitoso vedere la mia storia affiancata, come opera narrativa, al lavoro di questi scrittori.

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Commenti per questo articolo

[2] 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 72
    Silvio Pellico ai Piombi scrive:

    Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
    Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
    "Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
    "Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.

    Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
    Siamo tutti sotto Usura
    Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
    La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica.

    NO al Signoraggio
    LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
    http://www.movimentozero.org/

  2. 71
    Gummo scrive:

    Ginevra Bompiani (Nottetempo) ad Affaritaliani.it: "Lettori, non comprate i libri scontati"
    La Camera ha approvato la discussa legge sul libro. All’indomani, Ginevra Bompiani (editrice di Nottetempo) sceglie Affaritaliani.it per lanciare un appello LEGGI LO SPECIALE CON GLI INTERVENTI (ALLA VIGILIA) DI STEFANO MAURI (GEMS), GIAN ARTURO FERRARI (CENTRO PER IL LIBRO), RAFFAELLO AVANZINI (NEWTON COMPTON) E DANIELA DI SORA (VOLAND) IN ESCLUSIVA SU AFFARITALIANI.IT

    http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/legge_sul_libro_ginevra_bompiani_nottetempo170710.html

    quando Mondadori avrà comprato RCS cosa potranno fare autori e lettori?

    berlusconi si batte con le elezioni

    anche, non si va ad esclusione. contando che oggi la politica è bloccata. la pubblicità è in mano al solito che controlla quasi l’intero mondo e la propaganda è mirata.

    Da una parte i lettori e l’investimento di denaro per un prodotto che veicola qualcosa di molto più importante della materialità. Dall’altra l’autore che all’inizio diventa matto per farsi pubblicare e poi quando comincia a divenir importante e ad essere conosciuto può benissimo fare una scelta di cambiamento, perchè può farlo.

    MA c’è un’enorme sproporzione con autore e lettore: dall’altra c’è l’editore, la Mondadori al governo sta letteralmente colonizzando e facendo fallire tutto il resto

  3. 70
    Gummo scrive:

    heiner, ma non tutto si può "cambiare dall’interno". attenzione agli slogan. Non tutto si può cambiare dall’interno.

    non mi sono mai illuso di spodestare Berlusconi solo con il consumo: oltre a non essere una risposta falsa è in parte salvifica, è una delle tante risposte che molti portano avanti con le altre. una tra le tante. anche il consumo, certamente anche il consumo, caspita. Le Banche Etiche esistono da parecchio ormai.
    I miei soldi comunque non arriveranno più al gruppo Mondadori: la distinzione, la scelta, la privazione comportano anche un certo esercizio d’abitudine.

    Con Berlusconi siamo arrivati a un punto di non ritorno: c’è un intreccio anche politico, ma da qualcosa bisogna iniziare e il consumo consapevole è un ottimo inizio per la consapevolezza. Non il solo

    bisogna sempre fare una scelta, tanto vale fare un passo in più

  4. 69
    Gummo scrive:

    ci sono due prospettive ben distinte: quella del fruitore e quella dell’autore.

    ma la motivazione di Scalfari è stata una vera delusione! Scrive che lavora con la società di proprietà di Berlusconi perchè ha trovato un gruppo che lavora bene e non lo cambia. E allora perchè questo gruppo non trova un altro finanziatore? Il problema è che la società macina quattrini che poi cambiano il mercato e la fruizione della cultura!

    Un sistema del genere è un sistema che è destinato a diventar completamente mafioso (perchè la Mafia S.p.a. è la prima azienda nazionale), bisogna prender decisioni anche importanti indivduali e sociali.

    Ma dato il forte individualismo c’è sempre la sfiducia nell’altro: se io faccio quest’azione mi lasceranno solo! Questa è la paura, ma non è così: se Scalfari prende una decisione anch’io faccio la mia parte per sostenerlo e quando siamo in tanti non è più possibile far finta di non vedere.

  5. 68
    Gummo scrive:

    heiner ciao,

    rischiando pochissimo in proprio.

    non è vero, perchè l’atto del "boicottaggio" è semplicemente una scelta tra questo e quell’altro e tutti facciamo scelte, comunque, non abbiamo nemmeno il lusso di prendere il tutto.

    questo è un abile gioco retorico per dire: noi siamo sollevati da ogni decisione e indipendentemente dal contesto.

    I soldi entrano nelle casse della Mondadori e la Mondadori è al governo. Questo dovrebbe bastare

    una decisione si prende di solito senza guardare gli altri, se cominciano a parlarmi degli altri.. mi irrita.

    Poi una cosa sullo sporco: culturalmente ormai lo conosciamo e non è vero che dipende da tutti, quindi lo "sporco" non l’ho creato io, ok? il berlusconismo è arrivato come uno shock, ha copiato programmi esteri e ha copiato quelli funzionali alla politica: ti mostro la donna e ti vendo il prodotto.

    Attenzione perchè lavorare con e per lo sporco significa far attenzione a non crearlo o essere partecipi. Come si fa? Si possono cercare altre strade e ce ne sono, ci sono altre case editrici che non rubano soldi e non dipendono dal governo: non hanno un Ministero dei "Beni culturali" che controlla un giro di clientele

    Più passa il tempo e più saremo costretti a lavorare con la mafia che occuperà tutti gli spazi? Quindi abbiamo già perso e chi dice di cambiarla dall’interno mente. sapendo di mentire

    Se non sei d’accordo mi spiace, ma il problema legato alla sparizione di molte case editrici è grave e se poi c’è concorrenza sleale e delitti riconducibili ad un clan è ancora peggio

  6. 67
    heiner scrive:

    Berlusconi si batte mostrando chi è,in realtà

    cara henriette, non che io sia contrario, ma temo che lo sappiano tutti… :-(

  7. 66
    Henriette scrive:

    berlusconi si batte con le elezioni

    Berlusconi si batte mostrando chi è,in realtà

  8. 65
    heiner scrive:

    caro gummo, non sono d’accordo quasi su nulla, a parte le questioni economiche, e d’altronde non amo nemmeno la retorica su cui wuming sono cresciuti, quella della scrittura collettiva, la sparizione dell’autore, l’antiestablishment, ecc. ecc.
    paradossalmente cadono sull’ostacolo che loro stessi avevano eretto.

    cavoli loro.

    io che sono sempre stato contro le mani pulite e i grembiulini bianchi non posso non apprezzare il passo:

    Quello che più irrita: la deresponsabilizzazione legata alla trasformazione dell’autore in simbolo. In altre parole: la “delega morale”. Chi da anni ci chiede a gran voce (e spesso ci intima) di “abbandonare l’Einaudi” per motivi di “coerenza”, e ci chiede di farlo anche se lì riusciamo a lavorare bene e ottenere risultati, intende pulirsi la coscienza con un’azione compiuta da altri, rischiando pochissimo in proprio. Chiede a noi un lavacro purificatore. Vuole che lo togliamo dall’incomodo e dall’onta (signora mia!) di acquistare libri con il logo dello Struzzo.
    Noi invece intendiamo fare i conti ogni giorno con la nostra coscienza “sporca”, con le nostre mani “sporche”. Non vogliamo sollievo, niente facili rilasci di endorfine.

    invito a leggere altri sporchi come brecht o heiner mueller. certo, mi affascinano anche i puri. ho da sempre don milani sotto il cuscino, ma ritengo molto più utile e costruttivo fare i conti con le nostre contraddizioni piuttosto che consumarmi le mani con il sapone. forse perché ho vistro la fine che hanno fatto troppi puri? può essere, ma anche perché ci credo fino in fondo a vivere la contraddizione. l’illusione di spodestare berlusconi con il consumo è salvifica ma falsa. assolutamente falsa, e quindi è meglio non averla neppure. berlusconi si batte con le elezioni, e con una legge sul conflitto d’interessi. e per far questo ci vuole unità.
    tutto il resto pulisce le mani e ci lascia ben più sporchi altrove.

    ps: ma in fondo la cosa che mi disturba di più è il moralismo. non ho nulla contro chi vuole boicottare einaudi. non sono d’accordo ma faccia pure. invece chi si appella agli autori mi disturba. agire e non indicare a dito: lo preferisco
    prendilo come un commento da ‘compagno’ a ‘compagno’ (se puoi e vuoi)

  9. 64
    Gummo scrive:

    risposta al gruppo Wu Ming

    Le royalties sono una percentuale del prezzo di copertina del libro. Tolta la percentuale dell’autore, il resto viene diviso tra libraio, distributore e casa editrice. Sono dunque i lettori a “stipendiarci”. Noi accordiamo all’editore l’uso commerciale esclusivo e limitato nel tempo delle nostre opere, di cui siamo proprietari.

    e questo è il mercato

    "Chi poi volesse boicottare l’Einaudi senza boicottare noi, può scaricare i nostri libri gratis e non dare un ghello all’Einaudi"

    ma chi scarica libri interi e li legge al monitor o va in copisteria a stamparli? ma non è vero, non si può, basta con queste fesserie futuriste da visionari.

    La «Annosa questione Mondadori» (espressione coniata nel 2002 dal collega Alessandro Bertante) va avanti da almeno un decennio, da quando Giorgio Bocca troncò i suoi rapporti con Segrate.

    lì riusciamo a lavorare bene e ottenere risultati"

    è importante che voi lavoriate bene e otteniate risultati.

    Quando la Mondadori acquisirà RCS sarà qualcosa di mostruosamente affascinante per il controllo del mercato editoriale: l’aggressiva politica guerrilla sarà funzionale a far fallire molte case editrici concorrenti e di conseguenza farà perdere molto lavoro e varietà culturale. un’affascinante macchina da guerra. Il tutto protetto dallo scudo istituzionale del potere pubblico! Un orrore che evidentemente piace alle stesse persone che poi si lamentano. si lamentano della "società".

    La visione politica imperante oggi è molto più cancerogena perchè non è solo monopolistica (non più la lottizzazione = spartizione) ma è un clan che diventa arbitro dell’intero sistema e lo regola a proprio vantaggio. Una cosa aberrante. Il problema è che questa visione è facile che non muoia con Berlusconi, quindi c’è qualcuno che "rimane dov’è, in attesa" ma sta facendo i conti senza l’hostess… Questa visione si cambia culturalmente, individualmente e con una buona coesione sociale: la condanna per i comportamenti antidemocratici dev’essere chiara e netta, corale. non siamo francesi, abbiamo la mafia, ma forse potremmo avere qualche possibilità in più di uscirne illesi.

    il controllo sempre più stringente sul mercato vuol dire impoverire la creatività e l’arte. Ed è, tra l’altro, la stessa politica di Berlusconi per quanto riguarda le TV. Quindi lascerei perdere parole come: etica, morale, coerenza che sono termini per sensibilità più evolute. Rimaniamo con i piedi ben saldi a terra, sulla povera terra e sempre più povera.

    "significherebbe soltanto mettersi sotto l’ala protettrice di un’altra famiglia della grande borghesia italiana, o magari di un altro partito-azienda, esistente o in fieri"

    E’ comodo pensarlo, ma non è vero. Quando una delle famiglie diventa anche l’arbitro del mercato, il mercato cambia e lo scrittore oltre ad essere in un mercato d’idee è in un mercato economico.

    capite bene che l’Asor Rosa di

    «Una tradizione che preferisce essere cacciata, piuttosto che rinunciare spontaneamente alla battaglia culturale [...] Ci sono case editrici che per tradizione e libertà delle persone hanno resistito alla proprietà. Bisogna resistere con loro, aiutarli anziché complicare le cose.»

    non ha senso: "aiutare a resistere". una volta assimilata la premessa sistemica della questione, economica, il resto è un grido disperato di chi rimane aggrappato a un sistema che lo nutre e di cui è comunque vittima, come autore, ma prima di tutto come cittadino di una società. Sta già soccombendo. allora: "Si affretti la mia generazione perchè quella dopo…buona fortuna". e arrivederci

    Resistere un minuto più del padrone.

    ma che senso hanno questi motti?

    "E sia chiaro che non è il nostro padrone: noi non siamo dipendenti della casa editrice. Resistere un minuto più del proprietario della casa editrice, questa è la scommessa".

    e questo indipendentemente dalle tendenze monopolistiche del proprietario atte a chiudere i concorrenti per via istituzionale? ripeto: per via istituzionale, perchè se mi faccio le mie leggi per la mia azienda sto giocando sporco, pesantemente sporco: è piena concorrenza sleale! caz.zo, è un furto bello e buono, non giriamo in tondo con la parrucca barocca, ironie pseudoreligiose e politica da fast food.

    Gli attori della questione son tre: l’autore, gli editori nel mercato e il fruitore. Boicottaggio da parte di quale dei tre soggetti? La domanda è quindi: ci sono delle valide alternative a questa politica sistemica? Se la risposta è SI il discorso è chiuso. Chiuso. Chi ha avuto ha avuto, non c’è spazio per altri arrivisti, questo sistema è destinato ad impoverire e impoverirsi, meglio frenare in tempo. Se la risposta è NO, allora cominciamo a preoccuparci

    "La scrittura collettiva resta una bestia rara. Il copyleft è fermo ai blocchi di partenza. La carta riciclata l’adottano in pochissimi. La letteratura italiana è ancora in gran parte fatta da scorreggioni. La grande maggioranza degli «addetti ai lavori» ci detesta e passa sotto silenzio il nostro lavoro. A conti fatti, abbiamo “inciso” molto, molto meno di quanto avremmo voluto".

    E non stiamo parlando di futuri lontani poichè la TV è già una realtà: l’arte viene spazzata via. Quale "arte"? potremmo parlarne per giorni, ma ugualmente i pessimi risultati son davanti agli occhi

    ebbene: se non si comprende il contesto civile italiano di tutta la storia si rischia di parlare a vanvera dai centri sociali alla "sinistra" ai pastori valdesi: politica e religione, perdendo (abilmente) di vista il vero nodo: il mercato editoriale e il contesto civile, culturale ed istituzionale. Istituzione che rappresenta gli interessi dei singoli cittadini che formano la società. Che dovrebbe rappresentarli

    NON E’ PIU’ COME PRIMA QUANDO "SCENDO IN CAMPO"

    Ma il futuro arriva presto, per la TV è già arrivato, e piangere non servirà a nulla. Potremo solo battere le mani ai coccodrilli che lavorano bene e fanno risultati..

  10. 63
    Gummo scrive:

    caro onyric [52], per me invece la spanna è abbondantemente sotto. sotto la soglia civile tollerabile. un pistolotto noioso farcito di tutto il possibile immaginabile tranne che del vero ingrediente "segreto".. il mercato editoriale e la politica istituzionale che regola il mercato e contribuisce a definire un sistema: l’arbitro istituzionale del mercato. Non si tratta di discutere di pagliuzze ma della trave nell’occhio.

    E questo dice due cose: da una parte la condizione culturale e civile odierna e lo stato d’animo degli attori in gioco. Dall’altro l’assenza di prospettiva. Mancano le prospettive future, prospettive che si evitano e creano imbarazzo e timore. E invece solo un oggi: noi qui lavoriamo bene. Non è una vita proiettata al futuro, perchè il futuro è un "Gratta e Vinci" con scarsissime possibilità di vittoria.

    E parallelamente è curiosa l’odierna cultura che va formandosi: "etica" e "morale" stanno diventando termini negativi, forse per il clientelismo imperante (tangentopoli e poi il clan berlusconi), sinonimo di qualcosa di negativo, da evitare come la peste.

    C’è una bella intervista dell’astrofisica Hack che racconta qualcosa di etico e perchè apprezzare alcuni cibi ed evitarne altri. Bisogna tornare a distinguere, l’umana fatica del distinguere. Dipende da quali cibi e perchè.

  11. 62
    zioAlbert scrive:

    57

    occorre nominare dei senatori a vita liberali e laici come MARCO PANNELLA.

    Ma che ti salta in mente? Vuoi ritrovarti con tutto il Senato che fa lo sciopero della fame pur di non averlo fra i piedi?

  12. 61
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Dimenticata, hai ragione, mi scuso con te e con la memoria di Edoardo Sanguineti.

  13. 60
    dimenticata scrive:

    dse

    ma lo fai apposta di sbagliargli il cognome, per 2 volte? una t sola: se non ricordi bene, puoi copiare

  14. 59
    d.s.e.& d.a.a. scrive:

    Edoardo Sanguinetti: Alfabeto Apocalittico

  15. 58
    Henriette scrive:

    Marco Pannella senatore a vita.

    sottoscrivo

  16. 57
    Antileghista scrive:

    Per illuminare il Parlamento in questi periodi bui di Lega e di fondamentalisti occorre nominare dei senatori a vita liberali e laici come MARCO PANNELLA.

    Gad promuovi una campagna per Marco Pannella senatore a vita.

    Il nostro Paese rischia una deriva terribile: il potere leghista e tradizionalista. Un incubo.

    Il presidente Napolitano lanci dei messaggi e nomini dei laici liberali senatori a vita.

  17. 56
    Hu from Gaia scrive:

    Il libro di Carofiglio non credo sia edito da
    Mondadori

    Sellerio, Sellerio.
    Mentre quello della Murgia da Einaudi.

  18. 55
    zioAlbert scrive:

    COORRRTIGIANI VIL RAZZA DANNATA!
    Bello il Rigoletto in TV

  19. 54
    i scrive:

    #42 – non ce la posso fare caro Silk. mi spia.
    ma se c’e modo ti seguirei, volentieri.

  20. 53
    dimenticata scrive:

    onyric

    Il libro di Carofiglio non credo sia edito da
    Mondadori, forse lo è quello della
    Murgia In ogni caso, comunque, io ho delle comode biblioteche: leggo in tempo breve, non spendo un euro e non ho il problema di cercargli un posto in casa o in cantina quando l’ho finito

  21. 52
    onyric scrive:

    Uff. Rilancio questo, chè mi sembra qualche spanna sopra:

    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1176

  22. 51
    RENATO M.V. scrive:

    ATTENTO GAD ,LA MIA AMATISSIMA CITTA’ E’ TANTO SIMPATICA, MA ANCHE TANTO FREGARINA. IO TE L’HO DETTO, FINORA SEI STATO BRAVO TENTA DI DIVENTARE BRAVISSIMO.(non grido)

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