La Feltrinelli ha ristampato nella sua collana Universale Economica un libro che mi è molto caro, il primo che ho scritto, nel lontano 1987. Il titolo è: “Operai. Viaggio all’interno della Fiat. La vita, le case, le fabbriche di una classe che non c’è più” (200 pagine, euro 8).
Fa impressione rileggere con il senno di poi quella inchiesta sulla sconfitta operaia del 1980. Nell’introduzione descrivo il distacco della sinistra dalla fabbrica, l’esito delle promesse rivolte ai dipendenti dai “trionfatori” Agnelli e Romiti, il declino della Fiat nonostante i formidabili profitti conseguiti grazie alla pace sociale. Ma faccio i conti senza reticenze anche col mio percorso personale: quando scrissi “Operai” ero un giovane inviato dell’”Espresso” e non avrei mai immaginato che un giorno avrei conosciuto da vicino e frequentato quegli stessi “padroni” le cui gesta avevano cambiato la vita al popolo delle formiche da me indagato. Nel libro ritrovo vecchi amici e persone di cui ho perso le tracce. Compiere questo excursus lungo un trentennio mi ha aiutato molto a inquadrare la realtà dell’Italia di oggi. Credo e spero accada lo stesso a chi vorrà leggere questo mio reportage.
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16 gennaio, 2011 alle 9:29 pm
…brava Feltrinelli,ristampi “OPERAI” di Gad Lerner,e non “TUTA BLU”(Feltrinelli,1978:ossia 33 anni fa),opera che ha ben 33 anni e cammina in tutto il MONDO:
tradotto in tante lingue,più un FILM di regia e produzione tedesca,e ben 9 riduzioni teatrali in Francia,Germania,Belgio…
Lerner e conosciuto e potente,di ciaula,invece è un’anziano di 70 anni,abbandonato,malato.
DIMENTICATO!
RIMANE LA SUA UN’OPERA ATTUALISSIMA,PROFETICA…
UNA STORIA ALL’INTERNO DI UNA REALTA’,E NON PASSEGGIATINE DI INTELLETTUALI
CHE PRETENDONO DI CAPIRE TUTTO DI UNA TERRIBILE REALTA’,che solo uno che la vive da decenni e decenni,può raccontarne la VERA realtà!
ciao da tommy
5 novembre, 2010 alle 11:48 pm
Ciao Gad, sei rimasto uno dei pochi a parlare di NOI. Ci hanno nascosto per decenni ma NOI esistiamo.
Ci denigrano ma noi siamo quelli che producono con cadenze al millesimo di secondo (neanche in F1).
Ci attaccano dicendo che siamo dei privilegiati ma chi lo fa non ha mai visto nemmeno in tv una catena di montaggio.
Ci sbeffeggiano perchè è facile farlo con chi non ha una telecamera a disposizione tutti i giorni per controbattere.
Ci insultano ma lo fanno per nascondere il fallimento della nostra società.
Ci infangano perchè ,almeno in parte, abbiamo ancora la forza di ribellarci ai padroni.
Quando ci avranno demolito si accorgeranno del grande errore che hanno commesso, perchè avranno demolito la parte sana di questo Nostro Paese di cui in tanti hanno solo abusato.
Complimenti per il libro, passano gli anni ma se tu tornassi a fare la stessa inchiesta scopriresti quanto il metodo sia cambiato poco.
Nell’organizzazione delle grandi fabbriche odierne ho trovato tracce nel libro di Levi “Se questo è un uomo” ( naturalmente con le dovute distinzione tra una tragedia immane e ciò di cui parliamo). Le tecniche di contrapporre gli interessi dei singoli sono molto simili e amano chiamarla modernità.
Continua a gridare per NOI. Grazie
28 ottobre, 2010 alle 3:01 pm
Il governo del fare: in 5 anni taglio di 300.000 posti!
Il ministro della Pubblica amministrazione – sfiammate le liti interne al Pdl che gli hanno inevitabilmente rubato la scena – torna a dare i “numeri”! Peccato, però, non siano i numeri vincenti per il SupeEnalotto, ma solo per altri giochi: intrighi e affari di ‘palazzo’! Renato Brunetta stima che in cinque anni, dal 2008 al 2013, «si può prevedere una riduzione dell’occupazione nel pubblico impiego di oltre 300 mila unità pari a -8,4% per effetto delle misure in materia del blocco del turn over, contratti di lavoro flessibile e collocamento a riposo». È quanto si legge in un documento presentato oggi dal ministro in occasione del convegno ‘Una riforma per la crescita’ che fa il punto sulla riforma della Pubblica amministrazione. Una riforma all’insegna della demolizione del ‘Paese-Italia’! Nel testo viene spiegato che il personale pubblico si è già ridotto di circa 72 mila occupati negli anni 2008 e 2009. 72.000 lavoratori sottratti alle corsie degli ospedali, alle aule giudiziarie, alle forze dell’ordine, alla scuola. Una riforma che porta inevitabilmente la nostra Italia allo sfascio prima di appaltarla ai ‘gruppi forti’ del belpaese e farla divenire una volta per tutte, la ‘loro’ Italia!
…ECCO COME TI RISOLVO IL PROBLEMA DELLE “AUTO BLU”!
«Tra qualche giorno» sarà varato il provvedimento per dimezzare (?) i costi delle auto blu, non per dimezzarle!!! Lo ha detto sempre lui, il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che spiega: «Non sarà un disegno di legge ma un decreto legge». Di fronte ad un servizio oggi «dal costo spaventoso», dice il ministro, «se lo compriamo sul mercato dimezzeremo i costi (?). È quello che faremo con il decreto nei prossimi giorni. È un altro elemento fondamentale dell’ottimizzazione del sistema»…. lui, a differenza nostra, la chiama così la demolizione dell’Italia!
19 ottobre, 2010 alle 3:47 pm
Al riguardo di questo aspetto e della puntata di ieri sera parecchio ben fatta ed interessantissima, suggerimento libro per Gad Lerner (lo trova online nei remainders) di Fazi Editore e il cui titolo è : "Il grande balzo all’indietro" di Serge Halimi, condirettore di LemondeDilomatique. Consigliatissimo perchè spiega tutto.
17 ottobre, 2010 alle 3:55 pm
Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure (Sir Josiah Stamp, governatore della banca d’inghilterra)
Il banco trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla (William Paterson, fondatore Bank of England, 1694)
"Lo schiavismo sarà probabilmente abolito dalle forze in guerra e la proprietà di schiavi verrà totalmente abrogata.Io e i miei amici europei siamo favorevoli a questo: che la schiavitù si limiti al possesso del lavoro e che si trasferisca nell’interesse sul lavoratore, nel frattempo il progetto europeo guidato dall’Inghilterra consisterà nel controllare il lavoro attraverso il controllo sui salari. Il vasto debito che i capitalisti vedranno costituirsi su di esso dalle guerre, deve essere usato come mezzo per controllare il volume del denaro. Per portare a termine questo obiettivo bisogna usare le obbligazioni ipotecarie come punto di partenza fondamentale del sistema bancario…." The Hazard Circular, rivista della Banca d’Inghilterra, anno 1862
"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694)…." Karl Marx, Capitale, Libro I.
Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti… Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato (Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America)
Siamo tutti sotto Usura
Lo Stato, il Popolo e le Aziende soffrono per l’impoverimento pianificato dalle Banche Centrali con la complicità delle Istituzioni.
La finta “crisi” serve ad aumentare il loro controllo sull’economia e sulla politica. NO al Signoraggio
LEGGI L’APPELLO e firmalo come ho fatto già anch’io sul sito :
http://www.movimentozero.org/
15 ottobre, 2010 alle 3:49 pm
Leggendo questo libro mi sono commossa e arrabbiata molto.
Commossa perché chiunque si avvicini e voglia guardare dentro la realtà del lavoro in Fabbrica, non può fare ameno di fare considerazioni sugli aspetti sociali e umani di questo modo di lavorare. Persino quando uno si preparava all’esame di " Medicina del Lavoro" , qualcosa dentro ti si muoveva. Poi era meglio chiudere il libro, altrimenti la voglia di prendere il kalashnicov ti veniva. La rabbia invece è dovuta al fatto che la maggior parte delle mete che si potevano raggiungere sono diventate solo dei miraggi, ai quali nessuno pensa più. Perché gli operai si sono lasciati fregare in questa maniera? Perchè hanno votato in Massa per untale che ha ridotto loro il cervello in poltiglia a colpi di reality e pubblicità. Perché?
Forse ora un messaggio positivo sulla necessità che il mondo del lavoro cambi arriva dall’America Latina. Vediamo di non lasciarcelo sfuggire del tutto.
14 ottobre, 2010 alle 8:31 pm
Lo acquisterò e leggerò volentieri Gad, una aggiunta starebbe bene oggi, pagine che ci raccontino quanti beni sono stati portati all’estero dalla famiglia quando questo era reato, e soprattutto quando lo stato finanziava con aiuti le fabbriche.
9 ottobre, 2010 alle 10:32 pm
Gad
I sindacati dopo l’abolizione dei meccanismi automatici di recupero del differenziale inflattivo, cioè il potere d’acquisto dei redditi, si sono assunti il compito di contrattualizzare questi riequilibri.
Uno dei motivi per cui rimanessero queste procedure stava nel fatto che in questo modo si poteva meglio premiare il merito.
Dal momento che questo tipo di ruolo viene meno, per motivi diversi, la scala mobile e dietro l’angolo.
Inoltre, come ricorda wetter, in nessun altro paese al mondo, tra quelli equiparabili all’Italia, la forbice delle differenze reddituali è alta come in Italia.
8 ottobre, 2010 alle 11:25 am
fyi
La Fiat, l’autunno caldo dell’80, la marcia dei 40.000, le lotte operaie, il sindacato
Foschi, Spadaccia 17 set 80 Senato Larizza, Tessari.. 22 ott 80 Lerner, Callieri, Annibaldi, Fassino, Sabbatini, Arisio, Accornero 12 ott 2000
4 ottobre, 2010 alle 10:39 pm
Caro Lerner,
è la sua amata infedele che scrive. Inutile a dirlo, il suo libro non l’ho letto. Eppure ieri ho visto Presa diretta e mi ha molto impressionata. Oggi ho poi letto l’articolo sui contrasti dei sindacati (Repubblica). Ora la sto guardando in Tv ma senza offesa non mi sta affascinando troppo.
Ebbene, ho per un attimo pensato che quell’opera d’arte fosse riferita a me. E poi la pubblicità di Very Victoria…
Io il mio lavoro lo sto facendo e mi sta anche entusiasmando molto.
Ci vedremo in futuro quando uscirò dal mio mondo doxatico.