Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Sono tempi bui quelli in cui le classi dirigenti cadono preda della medesima irrazionalità da loro fomentata per tenere a bada il malcontento popolare. Non sarà dunque per timore della presunta invasione musulmana, ma per l’invenzione ancor meno verosimile di una “minaccia interna” rappresentata dal popolo rom, che l’Europa derogherà dalla sua conquista democratica più significativa, cioè la libera circolazione dei cittadini dell’Unione in tutti i suoi Stati membri?
E’ un brutto scherzo della storia che a farsi protagonista di tale retromarcia sia un presidente francese originario dell’Ungheria, cioè di una nazione tuttora afflitta da pulsioni xenofobe nei confronti di una minoranza già vittima di persecuzioni atroci sul suo territorio. La culla della nozione moderna di cittadinanza, fondata sul diritto comune anziché sul sangue, ha intrapreso un’azione restauratrice di confini superati, quasi che il trascurabile insediamento di alcune migliaia di nomadi potesse davvero essere determinare un problema di sicurezza per sessanta milioni di abitanti, senza curarsi del precedente gravissimo che verrà di certo strumentalizzato altrove: il ritorno alle frontiere sbarrate, e la penalizzazione di altre minoranze nazionali.
A Berlusconi e Bossi non pare vero di mettersi sulla scia di Sarkozy, cavalcando la pulsione reazionaria che non distinguerà certo i rom e i sinti sulla base del loro passaporto. Poco importa a questi irresponsabili “statisti” che la grandissima maggioranza dei rom e dei sinti che abitano in Francia e in Italia siano loro concittadini, e come tali non estradabili. Essi sanno benissimo che la gente riunisce nell’odio queste fasce marginali della società, e nega loro lo stesso diritto all’esistenza. “Quelli rubano”, sono un popolo ladro per sua stessa natura, se vivono nelle baracche dei campi abusivi non è perché vi sono costretti da un destino infame –alimentato da stereotipi molto simili all’antisemitismo- ma invece perché sarebbe quella la loro inestirpabile vocazione di antisociali.
Fino a ieri la differenza tra Francia e Italia era data dal fatto che oltralpe i comuni sono tenuti a allestire luoghi attrezzati per i gitani, zingari, rom o sinti che dir si voglia. Mentre in Italia queste strutture non sono state quasi mai adibite, generando il fenomeno pericoloso delle bidonville in preda ai clan. Ma a Sarkozy non è parso vero di solleticare i bassi umori di un’opinione pubblica divenutagli ostile, enfatizzando il pericolo dei nuovi venuti da Romania e Bulgaria, nonostante si tratti di una quota minima sul totale degli emarginati.
Sarkozy ha finto a Bruxelles un’indignazione repubblicana –del tutto estranea ai governanti italiani- perché sa bene che in Francia la cultura dei diritti è parte costitutiva della storia patria. Ma è ben felice, come prima di lui la destra italiana, dello scandalo sollevato, confidando che la sua durezza lo rimetta in sintonia col popolo che ha deluso.
Così facendo, l’asse italo-francese provoca irresponsabilmente un vulnus nella giovane democrazia comunitaria. Accanendosi contro un numero esiguo di persone –riprese da telecamere compiacenti nel mentre vengono imbarcate sugli aerei con qualche centinaio di euro in tasca- viola il principio fondativo di un’Unione nata per superare la tragedia storica del vecchio continente, di cui i rom, insieme agli ebrei, rappresentano la memoria indelebile.
“Se li prenda nel suo paese”, ha inveito Sarkozy contro la commissaria Viviane Reding. Esattamente come i leghisti di casa nostra irridono chi auspica processi di integrazione dei nomadi nelle nostre città con l’argomento più volgare: “Se vi piacciono tanto, perché non ve li ospitate nelle vostre belle case da privilegiati?”. Esattamente come Gheddafi a Roma pretendeva la taglia di 5 miliardi all’anno per tenerci lontani gli “scarti umani” dell’Africa, Sarkozy e Berlusconi parlano dei rom come di un’entità spregevole, come se non si trattasse di persone ma di rifiuti. Sanno perfettamente di alimentare nei loro cittadini gli istinti più bassi, quelli che a rischio dell’impopolarità una classe dirigente degna di questo nome dovrebbe sentirsi impegnata a debellare. Lesionano l’edificio europeo cavalcando la paura, solo perché dominati a loro volta dalla paura di perdere il proprio potere personale.
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8 novembre, 2010 alle 9:17 am
Ecco unaltra risposta al perchè la sinistra perderà sempre, la tutela al crimine a discapito dei cittadini onesti. I rom si sa chi sono ed è l’ora di finirla di dire non sono tutti uguali, ma è doveroso precisare che solo “qualcuno” è diverso ma la democrazia è un altra cosa, non certo quella del commento che tu scrivi caro gad… toh, leggiti pure questa notizia e ti ricordo che il comune di Pisa è di sinistra…. chiaro che perderà sempre più consensi.
http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2010/11/07/news/sequestrato-oro-per-350mila-euro-2692105
Ci tengo a precisare che mi amo la democrazia, la libertà ed il rispetto delle regole. Tutto questo,per propaganda politica, a volte qualcuno lo definisce razzismo.
Auguro un buon proseguimento
22 settembre, 2010 alle 7:33 pm
Caro Vittorio, un fatto è che anche in Svezia alle sirene della paura hanno risposto con un: il neogoverno rimane instabile. E si deve conquistare mozione per mozione ogni punto del programma.
E’ la democrazia baby..
22 settembre, 2010 alle 2:48 pm
Predicatori della paura sono quelli che, essendo poveri, vivono fianco a fianco con Rom, marocchini, neri ecc… Predicatori del buonismo sono quelli che vivono tranquilli in ville ben guardate e si possono permettere discorsi di universale ipocrisia.
22 settembre, 2010 alle 1:26 am
ora c’è da trovare un capro espiatorio, un facile capro espiatorio
22 settembre, 2010 alle 1:25 am
Il mercato c’è sempre stato nella storia: spostamento in massa di popoli e merci senza regole
sì, sarà anche il consumismo, ma le cause sono altre: in Usa c’è stato un attacco senza precedenti alla classe media da parte di gruppi di potere interbancari.
22 settembre, 2010 alle 1:04 am
La globalizzazione, spostamento in massa di popoli e merci senza regole, ha provocato e sta perpetuando la disastrosa crisi attuale. Tutto ciò era stato previsto, da chi non ragiona in termini teorici e ideologici, ma piuttosto in termini pragmatici. Come il comunismo, utopia perfetta, ma in pratica un disastro epocale. Così si sta dimostrando fallimentare, la pretesa di una integrazione senza regole in massa di popoli, con conseguenze e risultati catastrofici. Già ne abbiamo significative dimostrazioni di reazione , con conseguenze, in certi casi estremi,che possono giustificare il ritorno del razzismo in Italia e in Europa. Senza radici fondamentali collaudate, non esistono ideologie che possono reggere.
Umberto Turati- Cabiate (CO)
21 settembre, 2010 alle 6:48 pm
non è che L’europa brilli in quanto a politiche di integrazione sui rom
La Francia sui rom divide l’Europa: lo scontro tra Sarkozy e Barroso.
21 settembre, 2010 alle 8:37 am
La 28° nazione della Unione Europea: la nazione Rom
Sarkozy ha avuto grosse difficoltà con lo scandalo degli illeciti finanziamenti. La procura ha aperto una inchiesta e sappiamo che in Francia anche personaggi assai più grossi di lui hanno avuto grattacapi seri per faccende del genere. Possiamo considerare questa la causa scatenante della persecuzione dei Rom e della loro deportazione nei cosidetti "paesi di origine" dai quali si erano spostati spinti dalla necessità e, in molti casi, anche dalla fame. Sarkozy è riuscito ad occultare le sue difficoltà giudiziarie deviando l’attenzione dei massmedia e concentrandola su una operazione di pulizia etnica spettacolarizzata da tutti i telegiornali, una operazione del tutto anormale ed illegale perchè i Rom per la loro provenienza sono cittadini europei.
E’ tipico dei tiranni trovarsi delle teste di turco, delle persone odiate da una parte della popolazione ed organizzare il crucifige, una sorta di Colosseo con i Romani a fare pollice verso. Da Nerone a Sarkozy non è cambiata per niente la tecnica del potere. Aizzare la folla e farla diventare razzista spingendola contro una comunità diffamata e criminalizzata come responsabile della insicurezza in cui viviamo.
Ora Sarkozy attacca la Commissaria alla Giustizia Viviana Reding che ha minacciato l’apertura di una procedura di infrazione contro la Francia. Sarkozy è spalleggiato da Berlusconi e da Bossi e, sostiene, da tutti gli altri paesi europei. Il Presidente della Commissione è intervenuto a sostegno dell’opera della sua Commissaria come da galateo istituzionale ma non dubito che, alla fine, farà svanire come una bolla di sapone l’importante e significativa posizione antirazzista della UE ed accetterà la continuazione, seppur in modo meno scandaloso, delle pulizie etniche.
Perchè ho questa sfiducia, perchè non sono ottimista sulla reale volontà di integrazione
della Unione Europea? Perchè questa Europa è profondamente diversa da quella di Prodi e dei suoi predecessori: era una sorta di parametro di civiltà, di progresso, di coesione. L’Europa oggi sta sviluppando il trattato di Maastrict alla luce del trattato di Lisbona su una linea di feroce liberismo, di veloce degrado dei valori legati al lavoro ed ai diritti dei lavoratori, per americanizzare i rapporti sociali, fare dei sindacati guardia spalle del padronato, ridurre al minimo il costo economico e sociale del lavoro. Questo degrado è avanzatissimo in Italia, ma non ancora nelle nazioni che in Europa contano davvero come la Germania e la Francia, sebbene in questa il fenomeno dei suicidi alla telecom ed in altre aziende è assai inquietante e segnala qualcosa di molto pesante, un macigno enorme che si sta abbattendo sulle persone che vivono di lavoro e che sono avviate verso un periodo di grande precarietà.
L’ Europa di Maastrict e di Lisbona non tollera il werlfare che ha ereditato dalle socialdemocrazie e dai successi del movimento sindacale. Il suo nuovo modello è dato dagli USA dove la gente non ha diritto a niente e si deve arrangiare soltanto con il salario con il quale deve pagare tutto ed accantonare qualcosa per la vecchiaia. L’ideologia liberista sta impregnando la legislazione europea sul lavoro e sui diritti fin quasi a sfigurarla. In questo contesto, con questa linea di assoggettamento della classe lavoratrice alle esigenze del capitalismo continentale, la questione dei Rom viene declassata e vista come un fastidio, un costo sociale da eliminare al più presto. Più l’Europa diventa antioperaia ed antiwelfare e più diventa razzista ed avara verso gli emarginati.
Sarkozy e la Merckel sono entrambi di destra. Ma la Merckel non ha ritenuto di smontare completamente il welfare e le relazioni sindacali ereditate dai governi tedeschi, da una politica che ha garantito prosperità e forza alla Germania. Sarkozy e Berlusconi vogliono
l’azzeramento di ogni cosa. La loro Europa è quella della diseguaglianza crescente ed inarrestabile tra ricchi e poveri.
La sinistra europea che recentemente ha dato vita ad una grande manifestazione a Parigi in difesa del Rom dovrebbe alzare gli obiettivi che oggi abbisognano di nuove conquiste.
Dovrebbe chiedere il riconoscimento dei Rom come nazione senza territorio da aggiungere come ventottesima all’Europa. Riconoscere i dodici milioni di Rom come nazione con diritti eguali a quelle di tutte le altre compreso il diritto di avere un proprio Commissario nella UE. Inoltre si dovrebbe affrontare la questione dell’Olocausto e del suo indennizzo. Mentre gli ebrei nel 1947 ottennero uno Stato e sono stati risarciti per le vittime dei lagers i Rom che hanno subito la stessa sorte con oltre un milione di vittime del porrajmos (olocausto) vengono spesso financo dimenticati nelle commemorazioni.
Bisognerebbe inoltre riprendere la proposta di Moni Ovadia di conferimento al popolo nomade del Premio Nobel per la Pace. Il popolo rom non ha mai fatto la guerra, non si è mai macchiato le mani di sangue, non ha mai aggredito o ucciso nessuno. Ha soltanto subito persecuzioni durante tutta la sua storia, è stato vittima del rifiuto e dell’ignoranza.
E’ stato guardato con orrore e sospetto come gli Untori di Manzoni.
Per questo credo che sia giunto il momentodi intervenire riconoscendolo come nazione ed accettando il suo nomadismo o stimolando la volontà di integrazione. Gli esseri umani debbono essere lasciati liberi di decidere della loro vita. Non possono essere discriminati o incarcerati o deportati o uccisi in ragione del colore della loro pelle o della comunità in cui sono nati.
Pietro Ancona
21 settembre, 2010 alle 8:34 am
Il XX settembre del cardinale Bertone
L’Uar, associazione degli atei ed agnostici italiani, sostiene che domani la Chiesa andrà a Canossa. Sarà lo Stato ad andare a Canossa come del resto fece con Enrico IV. Il cardinale Bertone sarà a Porta Pia con il Capo dello Stato e ricorderanno la breccia con la quale i bersaglieri entrarono in Roma per farne capitale del nuovo Stato sabaudo, ma liberale. L’Uar paragona la presenza di Bertone a quella della Merkel in Normandia, come il riconoscimento di una sconfitta e l’adesione ai valori dei vincitori. Non riesco a condividere l’ottimismo di questa interpretazione dell’Uar. In effetti, se è vero che la breccia di Porta Pia registrò la sconfitta del potere temporale della Chiesa, questa non ha diminuito la sua presa sulla popolazione italiana e, nel 1929 ritornò ad essere Stato. Nel 1984 il rinnovo dei patti lateranensi accrebbe il potere della Chiesa sull’Italia che confermò la sua natura di stato concordatario e non sovrano riconoscendo una specialità alla Chiesa ribadita dagli art.7 ed 8 della Costituzione. Nel corso degli ultimi venti anni dai governi di centro-sinistra e poi da quelli di centro destra presieduti da Berlusconi il Vaticano ha ottenuto privilegi strepitosi. Riceve finanziamenti da tutte le amministrazioni pubbliche a cominciare dallo Stato e con i proventi dell’otto per mille calcolati truffaldinamente finanzia i suoi programmi di espansione e di creazione di enclavi cattoliche nel mondo come quelle di Timor, del Sudan, del Ruanda che hanno provocato milioni di morti. La religione cattolica è l’unica al mondo che è anche Stato. Una monarchia assoluta che unifica nel Pontefice i tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e che non ha mai riconosciuto la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo. Una Monarchia ricca di risorse illimitate e finanziata da leggi che riescono a rendere quasi automatica la contribuzione come la trattenuta ai lavoratori tedeschi e altre.
Mentre con la legge Gelmini lo Stato italiano riduce di circa duecentomila insegnanti
la scuola pubblica, gli insegnanti di religione nominati e controllati dai vescovi crescono di numero e sono ormai circa ventiseimila. Il Parlamento italiano è controllato strettamente dalla Chiesa. Un cardinale è incaricato di orientarlo in tutte le questioni di diritti civili come la fecondazione assistita, l’aborto, le unioni gay, la contraccezione…
Tre personaggi della storia d’Italia hanno contribuito al trionfo della Chiesa ed alla sua riconquista di quello che fu il suo potere temporale oggi esteso all’intera nazione: Mussolini, Craxi e Berlusconi. Mentre la Chiesa non fu affatto grata a Craxi e lo mollò alla prima occasione, il suo rapporto con Berlusconi e la destra italiana è stato organico nel corso degli ultimi venti anni. Il Cardinale Ruini è stato l’artefice di un potere che non è solo di influenza religiosa, di moral persuasion, ma di concreti e ricchi privilegi fiscali.
La breccia di Porta Pia consente l’irruzione ed il dilagare del clericalismo nello Stato italiano. Clericalismo che fu tenuto a bada da grandi laici cattolici come De Gasperi e quasi tutto il gruppo dirigente della DC che difesero la laicità dello Stato assai più di quanto abbiano fatto i comunisti. Proprio ieri la giunta di centro-sinistra di Pesaro ha destinato un milione di euro alla scuola privata a riprova di una deriva confessionalista che
sta alterando le connotazioni costituzionali dello Stato. Non abbiamo più uomini come Spadolini e storici cattolici di grande spessore ed intelligenza laica come Carlo Arturo Iemolo. La vicenda del crocifisso è la prova di una umiliante resa incondizionata dello Stato la cui autonomia e libertà è stata difesa da poche illuminate persone come il magistrato Luigi Tosti che comunque hanno pagato di persona ed assai duramente la loro
fede nello Stato liberale che voleva Cavour: "Libera Chiesa in Libero Stato". Gli uomini politici di oggi sono servizievoli quinte colonne della ideologia sanfedista: basta pensare al fatto che è consentito dalla legge l’obiezione di coscienza dei medici ospedalieri sull’aborto, una infamia giuridica che rende difficilissima e financo pericolosa la vita delle donne come abbiamo visto nel recente caso dell’aborto in un cesso del Policlinico di Messina.
Domani quindi avremo la rappresentazione plastica della sconfitta dello Stato Laico con la presenza del Cardinale Bertone e del Presidente Napolitano. Il Sindaco di Roma ha riconosciuto la prevalenza cattolica in Roma capitale e non dubito che Napolitano, nel corso del suo intervento, ci spiegherà come è esaltante e bella la condivisione dei valori cattolici che, manco a dirlo, anche se non li condividiamo, ci vengono imposti per legge.
Non è un caso che questo trionfo, questo ribaltamento del corso della storia, avviene durante la preminenza della ideologia della destra. Non a caso Ratzinger ha minimizzato i danni morali e sociali del precariato in perfetta sintonia con la legge trenta: "Il posto fisso non fa la felicità, meglio credere in Dio" e l’Osservatore Romano appoggia l’avventura coloniale contro i popoli che hanno la disgrazia di abitare luoghi con giacimenti petroliferi.
In perfetta sintonia con la demagogia della riconciliazione che mette partigiani e fascisti di Salò sullo stesso piano, domani si ricorderanno i soldati papalini con i bersaglieri morti. Bipartisan sarà il ricordo che li unirà in un evento storico violentato nei suoi contenuti, svuotato come si vuole svuotare la resistenza italiana e la lotta di liberazione.
Pietro Ancona
20 settembre, 2010 alle 10:05 pm
E pensare che ( in fondo) anche Zlatan Ibrahimovic è uno zingaro……ma penso che a nessuno verrebbe in mente di prenderlo a calci nel sedere….cosa volete….è pur sempre uno zingaro milionario in euro che sa dare calci ad una palla e fa guadagnare montagne di quattrini…..
20 settembre, 2010 alle 8:32 pm
x Gad Lerner.
Il razzista più spregevole, è l’imbecille che fa a gara per formulare banali e insulse battute sull’aspetto fisico di Brunetta, per la seguente dichiarazione: è il buonismo bavoso che provoca il razzismo. Se non fossero imbecilli, rifletterebbero più profondamente sul significato di quella frase. Infatti,in concreto, la troppa tolleranza,il buonismo bavoso ed il lassismo,sta provocando un’ondata di razzismo in tutta Europa e non solo. Il risultato,ultimo, delle elezioni in Svezia ne sono la controprova matematica.
Umberto Turati – Cabiate-(CO)
20 settembre, 2010 alle 1:29 am
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SVEZIA. SUCCESSO DEL PARTITO ANTISLAMICO DI AKESSON,
PER LA PRIMA VOLTA ENTRA IN PARLAMENTO..
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La coalizione di centrodestra guidata dal primo ministro svedese Frederik Reinfeldt ha vinto le elezioni politiche di oggi, senza però raggiungere la maggioranza necessaria a formare da sola un nuovo governo.
Ma la vera novità della tornata elettorale è l’ingresso in Parlamento per la prima volta dell’estrema destra xenofoba, i ‘Democratici di Svezia’ (Sd) di Jimmi Akesson, che con il 6,2% dei voti hanno superato la soglia necessaria (4%) a conquistare seggi.
In base agli exit poll della televisione pubblica SVT, l’Alleanza di quattro partiti guidata da Reinfeldt ha ottenuto il 49,1% e un suo secondo mandato sarebbe un’altra prima assoluta in un secolo di storia del Paese scandinavo, in cui i socialdemocratici hanno dominato la scena politica per 80 anni.
Sconfitto il centrosinistra, che puntava su una donna, Mona Sahlin, per recuperare il primato perduto quattro anni fa e che si è fermato al 45,1% dei suffragi.
L’estrema destra di Akesson, 31 anni, da cinque leader di Sd, é da tempo presente negli enti locali e si ritrova dunque a fare da ago della bilancia, nonostante negli ultimi giorni di campagna elettorale sia Reinfeldt che Sahlin hanno categoricamente escluso una collaborazione con il partito xenofobo e anti-islamico. "Non li toccherei neanche con le pinze", aveva detto nei giorni scorsi il premier uscente, mentre Akesson aveva tuonato contro gli altri partiti, prevedendo la storica svolta:
"Per il semplice fatto di trovarci in parlamento, li spaventeremo e li costringeremo ad adattarsi".
In un Paese che ha fatto registrare una ripresa economica tra le più forti in Europa e uno stato delle finanze pubbliche tra i più sani, la campagna elettorale è stata dominata dai temi del welfare e delle politiche fiscali, con il governo che ha rivendicato i tagli alle tasse e ai benefit e l’opposizione che al contrario ha criticato l’indebolimento del celebre stato sociale svedese, ‘dalla culla alla tomba’.
E il welfare, "corroso" dall’immigrazione, è stato anche il cavallo di battaglia della destra che ha cavalcato (come successo in altri Paesi europei, dal Belgio all’Olanda) le paure di un Paese composto per il 14% da stranieri di varie nazionalità, brandendo la minaccia di una "rivoluzione islamica".
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SVEZIA. SECCESSO DEL PARTITO ANTISLAMICO DI AKESSON,
PER LA PRIMA VOLTA ENTRA IN PARLAMENTO
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19 settembre, 2010 alle 8:21 pm
Caro AMERICANO
Lodare la Merkel per la sua politica sulla immigrazione è come lodare un carcerato perchè ama la vita tranquilla e ritirata.
Capito l’antifona?
In Germania si ricordano ancora i milioni di morti che gli è costata una politica diversa sull’argomento e hanno truppe straniere sul loro0 territorio armate fino ai denti e con armi nucleari pronte a ricordargli i loro doveri e che hanno perso la guerra e che i liberatori sono ancora sul loro territorio.
19 settembre, 2010 alle 5:56 pm
Bene, se sei soddisfatto, perché prima ti lamentavi di pagare il 50% di tasse? Ringrazia Berlusconi che ti ha levato 150€ di ICI. Paga la tua giusta parte e non preoccuparti.
19 settembre, 2010 alle 5:18 pm
Caro Gad Lerner, condivido fino in fondo la tua analisi e l’attenzione che da tempo dedichi alla questione dei rom. Proprio per questo – però -mi piacerebbe tanto che tu dedicassi su Repubblica un articolo anche ai 400 minori stranieri che il ministro degli esteri israeliano Eli Yishai vorrebbe espellere dal Paese a fine mese perché la legge israeliana non ammette il caso che un immigrato straniero possa mettere su famiglia in Israele. È il problema che ho provato a spiegare in questo articolo
http://www.terrasanta.net/tsx/articolo.jsp?wi_number=2454&wi_codseq=%20%20%20%20%20%20&language=it
Ti prego di non prenderla come una provocazione: è solo un invito a difendere anche in quel contesto chi davvero è più debole. Tante realtà ebraiche nel mondo hanno preso posizione contro questa vergogna. Anche il presidente Peres ha detto che è contrario. Eppure questa minaccia continua a incombere su 400 bambini che pretendono semplicemente di vivere con i loro genitori. In Italia nessuno ne parla. Voglio essere franco: sono scomodi anche per tanti filo-palestinesi, che vedono questi lavoratori stranieri come "pericolosi concorrenti" degli arabi. Perché invece non provare – per una volta – a uscire dalle contrapposizioni ideologiche per indicare davvero il rispetto della dignità delle persone come il primo passo per chi parla di pace?
19 settembre, 2010 alle 2:09 pm
Dagli Usa, da Obama, un vento di speranza, di uguaglianza e di progresso civile, che non può spegnersi (speriamo che il Tea Party, per eterogenesi dei fini, svegli i liberal ed i centristi moderati americani). Da Sarkozy invece un messaggio di declino, che tanto affascina l’Europa caduta nella trappola della fiorente impresa degli imprenditori della paura e dei predicatori tradizionalisti e tragicomici …
Da sottolineare in controtendenza il posizionamento davvero lungimirante su moltissimi temi di Angela Merkel e della CDU, che si oppone all’involuzione sciovinista e ultraconservatrice della destra europea.
19 settembre, 2010 alle 1:32 pm
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659
Lascia perdere,
spera solo che non ne costruiscano uno a qualche Km da casa tua!
19 settembre, 2010 alle 12:55 pm
Mi puoi dire quali sono quei reattori nucleari? Perché è inutile fare delle statistiche su quelli avviati nel 2009. E se la statistica è degli altri, le società installatrici hanno sconsigliato la Finlandia di aumentare la potenza dei reattori per avere più megawatt prodotti!
19 settembre, 2010 alle 12:48 pm
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NUCLEARE
Riccardo Iacona svela in tv su Rai Tre le ombre del nucleare
“Un uomo del governo finland ci ha detto ‘Viste le problematiche che stiamo incontrando con questa nuova tecnologia francese è evidente che la Francia ci ha usati come cavie’”
“I risultati di questo studio di autorevoli epidemiologi hanno messo in evidenza un aumento statisticamente significativo dell’incidenza dei casi di leucemia nei bambini che vivevano entro un raggio di pochi chilometri da una centrale nucleare: 3,4 volte in più rispetto alle zone distanti dalle centrali”
“Sfateremo alcune leggende che girano sull’energia atomica e su chi dice che come Paese dovremmo modernizzarci al pari di altre nazioni vicine”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/18/riccardo-iacona-svela-le-ombre-del-nucleare/61980/
19 settembre, 2010 alle 12:37 pm
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Gad,
invece di dirci che digiuni, perchè non ci dici queste cosette?
Continua su
http://www.mentereale.com/articoli/avvoltoi-in-picchiata-o-alla-fine-dei-loro-giorni
19 settembre, 2010 alle 12:17 pm
Maroni non rinuncia a chiedere alla UE sanzioni contro i comunitari che da 3 mesi sono senza casa e lavoro. Quindi tutti i cittadini comunitari sfrattati o disoccupati da più di 3 mesi dovranno tornare ai paesi d’origine. Oppure questo deve valere soltanto per Rom, nomadi e zingari? Dopo lo stato di clandestinità anche quello di indigenza diventerà reato? Non finiscono mai i Lanci in caduta libera di chi punta sul Consenso SURROGATO di soggetti sensibili all’imprinting mediatico …
19 settembre, 2010 alle 11:56 am
Maestrina,
Ebbene si’ : pago meno tasse.
ICI prima casa– Abolizione del Divieto di cumulo– ripristino della perequazione automatica
19 settembre, 2010 alle 11:37 am
Adesso sta governando Bersani?
Ti sono diminuite le tasse col governo attuale o sono aumentate?
Non era Berlusconi che aveva promesso di diminuirle?
Bersani avrà mille colpe, se vuoi, ma da due anni e mezzo il pd è all’opposizione e debolissimo, mentre la maggioranza bulgara che ci governa non fa assolutamente niente, tranne che pensare ai processi di $ilvio.
19 settembre, 2010 alle 11:34 am
eppoi se sono a mediaset per meriti personali troverebbero lavoro da anche da altre parti..
19 settembre, 2010 alle 11:31 am
guarda che i profitti di mediaset non venivano tagliati. Se Mediaset può trasmettere rete 4 canale 5 e italia 1 occupando meno frequenze, le frequenze liberate date in concessione devono ritornare in mano pubblica.
Se le lasciamo a mediaset sarà lei che potrà venderle realizzando un grande profitto che poteva essere dello stato, dunque l’ennesimo regalo che si è fatto il nostro duce. Chi ti dice poi che essendoci più frequenze non possano nascere altre televisioni cheì potrebbero creare nuovi posti di lavoro e interrompere il duopolio (ormai monopolio) che abbiamo ora? C’è solo Berlusconi che può fare tutto?
19 settembre, 2010 alle 11:29 am
649 Maestrina
Ecco la riforma strutturale di Bersani. Quelli come me ( che pagano il 50% ) pagheranno e staranno zitti.