Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Ci vorrebbe un cantastorie di quelli capaci di stupirsi ancora per intonare, a spasso nelle strade di Milano, l’incredibile ballata del Triboniano.
Chi sarà il più carogna in questa vicenda di zingari infidi e politici che li braccano? C’era una volta un campo nomadi da 600 anime, poveri loro che ci abitavano e poveri tutto attorno i residenti che lo dovevano sopportare. Finalmente un leghista diventa nientemeno che ministro degli Interni. Promette fuoco e fiamme contro l’emergenza rom: un bel censimento, il Prefetto nominato commissario straordinario, e infine ben 13 milioni di euro per ripulire Milano dallo sconcio delle sue bidonville abusive.
Il Triboniano era un campo autorizzato? Lo si smantelli ugualmente, con tutti i clan malavitosi che vi impazzano! Tanto più che al posto di quelle baracche dovrà sorgere una strada per l’Expò 2015. I danée ce li ha messi il Maroni, non sono mica pochi 13 milioni di euro se ben spesi fra rimpatri, allestimento di campi attrezzati al posto delle bidonville, inserimento professionale, scolastico…e…case per le famiglie che il volontariato sociale reputa bene avviate in un percorso d’integrazione?
“Tredici milioni da spendere per i rom, stanziati dal Maroni!”. Ditelo sottovoce, per favore, che la gente se no s’incazza. Ma non era leghista, chel lì? Eh già, ma da ministro, una volta garantito sgomberi a destra e a manca, da qualche parte doveva pur progettare di sistemarle quelle persone –persone quei? sono peggio dei ratt!- oltretutto s’è capito che non sono poi così tanti, a Milano i rom per strada superano di poco i duemila.
In ottemperanza alla linea Maroni, fra uno sgombero e l’altro ( ne hanno già contati trecento, sempre della stessa marmaglia sbattuta di qui e di là), il Comune lancia il progetto più atteso: cancellare il Triboniano. Sono previsti alcuni rimpatri assistiti in Romania e, udite udite, la sistemazione provvisoria di venti famiglie (quelle dei rom sono famiglie assai numerose) in 25 alloggi facenti parte del patrimonio delle case popolari. Scelte come? Le più brutte e sgangherate, prive di requisiti abitativi, tant’è che non le si possono assegnare ai cittadini bisognosi richiedenti tramite le graduatorie pubbliche.
Nel corso dell’estate, dunque, la Milano della politica è impazzita per via di 25 appartamenti da assegnare ai rom –o meglio al volontariato sociale che gliele avrebbe fornite provvisoriamente- per liberare l’area del Triboniano.
Come facciamo a dire ai milanesi che noi, giunta di destra, diamo le case agli zingari? Ma scusa, mica possiamo eliminarli con le camere a gas! Esagerato, dobbiamo limitarci a sgomberarli dal Triboniano, e per il resto che si arrangino, quei delinquent!
Ora l’assessore ai servizi sociali, Mariolina Moioli, è giunta sull’orlo delle dimissioni perché il piano concordato col ministro Maroni viene rifiutato dal Pdl, timoroso di regalare troppi voti alla Lega. Ah, già, la primavera prossima a Milano si vota per rinnovare sindaco e consiglio comunale. Dev’essere per questo che la coraggiosa sindachessa Letizia Moratti tace sullo psicodramma in atto tra i suoi famigli.
Inutile precisare che questo comportamento dei politici –marcia indietro rispetto alla parola data, tensioni scaricate sugli assistenti sociali che gestivano lo smantellamento del Triboniano- esalta le leadership malavitose tra i rom. Vi fidavate di don Colmegna invece che dei vostri boss? Volevate mandare i bambini a scuola invece che a mendicare? Fessi che siete, qui comandiamo noi!
Non mi stupirei, di notte, in un séparé di qualche locale appartato, di sorprenderli a brindare insieme: i boss del Triboniano e i politici milanesi che urlano “sgombero, sgombero”. A fare gli imprenditori della paura si guadagna bene. Sia in voti, sia in denaro.
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28 settembre, 2010 alle 7:03 pm
Buona sera signor Lerner, potrebbe ricordare a coloro i quali usano sollvare polveroni sui ROM sotto campagna elettorale o come altro diversivo, che anche Ibrhaimovic è probabilmente zingaro (zingaro detto con rispetto parlando), ma nessuno certo lo tratta come i ROM.
Grazie e buon lavoro
Paolo
28 settembre, 2010 alle 12:15 am
Mi pare proprio che sia comodo stracciarsi le vesti e dare contro la Lega perché difende dei principi di diritto. Io che sono nato in Padania e pago le tasse e rispetto le leggi, mi aspetto che chi viene a vivere qui faccia altrettanto e non venga a casa mia di nascosto per prendersi delle cose mie o mi aggredisca o mi derubi o….peggio. Allora per piacere signor Lerner la smetta di fare il paladino difensore di queste persone. Prima dimostrino di volersi integrare e poi possono avere i nostri stessi diritti e doveri. Prima di parlare sia Lei che il Don che era nella sua tramissione, conosca questa gente senza il titolo che ha. Li conosca da "anonimo" cittadino. Poi ci riconfrontiamo…
27 settembre, 2010 alle 11:51 pm
La politica separazionista della lega la politica intesa solo come campagna elettorale, caccia di consenson sta facendo pagare le non politiche di integrazione alla famiglie – se o nomadi delinquono e anche perché giustizia e sicurezza in Italia sono concetti astratti
25 settembre, 2010 alle 7:06 pm
Caro pT (63)
eFFETTIVAMENTE PRESO DALLA FRETTA NON HO BEN SPIEGATO IL C ONCETTO.
iNTENDEVO DIRE C HE QUELLE DA ME RIPORTATE SONO UNA DELLE CAUSE DELLA EMANCIPAZIONE DI QUESTI POPOLI.
PER QUANTO RIGUARDA GAD, EGLI NON RISPONDE MAI, PER PRIN CIPIO ALLE COSE CHE POSSONO METTERLO IN DIFFICOLTà O CHE POSSONO FAR RIVELARE CERTI ATTEGGIMENTI AMBIGUI E INISPIEGABILI CHE GLI PROCURANO, PERO’, FAMA, RICCHEZZA E ONORI.
SOLO ULTIMAMENTE HA RISPOSTO ALLE SOLLECITAZIONE DI CHI LO INVITA A DARE IL BUON ESEMPIO OSPITANDO I ROM SUI SUOI TERRENI OFFENDENDO A MALE PAROLE CHI HA OSATO FARGLI RILEVARE QUESTA SUA CONTRADIZIONE ( SEMBRA CHE VOGLIA FARE IL F.. CON IL C.. DEGLI ALTRI).
SE NON LI VUOLE LUI I ROME POTREBBE METTERE UNA BUONA PAROLA PER FARLI OPITARE NELLA "SUA" ISRAELE. PER ME ANDREBBE BENED LO STESSO.
LASCIANDO PERDERE, POI , LE PORCHERIE DELla chiesa cattolica che, ultimamente ha visto un "gemniluomo del papa andare in cerdca di neri con cui farso sodomozzare, nella SACRE STANZE VATICANE.
Anche Balducci era e è un fortte assertore dell’arrivo in italia di genti di tutti i tipi con cui si ado’pperava per fargli avere la nostra cittadinanza..
Caro 63 sei un BUONISTA?
iO SONO AMICO DI MOLTI ROM E NON MANCO DI FARLI L’0ELEMOSINA MA NASCONDERE I PROBLEMI NON è UNA BUONA POLITICA.
25 settembre, 2010 alle 4:55 pm
Fini: impossibile integrarsi con chi ruba
Il leader di An: il decreto deve cambiare. Tre condizioni per dare il nostro sì
ROMA—Le accuse di strumentalizzare una tragedia? «Risibili». La richiesta di collaborazione sul decreto espulsioni? «Sì, ma solo alle nostre condizioni». L’appello a coniugare rigore e integrazione? Esistono comunità, come quella rom, «che non sono integrabili nella nostra società». Non ha paura di dire qualcosa di destra,Gianfranco Fini. Nemmeno se il prezzo da pagare è quello di chi gli rinfaccia un passato fascista che non passa mai: «Non pensino di fermarci con queste idiozie…».E se sia il coraggio di chi mira alla posta alta come la poltrona di sindaco di Roma a far avanzare come un treno il leader di An, o più ancora la volontà di sfidare la leadership di Berlusconi sul terreno dei fatti, è difficile da dire. Perché sul Campidoglio Fini non chiude: «Prima si dimetta Veltroni, poi vedremo…», e sulla sfida alla guida del centrodestra è secco: «Chi ha più filo da tessere, tesserà».
Presidente Fini, il centrosinistra la accusa: lei ha strumentalizzato la tragedia di Tor di Quinto con uno show sul luogo dell’omicidio, ha alzato i toni pericolosamente come dimostra il raid punitivo contro i romeni di Tor Bella Monaca. La sua replica?
«Sono accuse risibili, che si ritorcono contro chi le fa. Cosa c’è di strumentale nel recarsi sul posto dove è avvenuto un atto così efferato che ha portato perfino il governo a smentirsi nel giro di 24 ore, prima negando la necessità di un decreto e poi convocando d’urgenza il Consiglio dei ministri per vararlo? Lo dico con la massima chiarezza: le ronde sono inaccettabili e condannabili, ma Amato e Veltroni ci vadano a Tor Bella Monaca, a vedere a quale livello di degrado si può arrivare».
Per far sentire la propria voce c’è bisogno di essere presenti sul luogo di un massacro?
«I soloni si mettano d’accordo: se uno resta nel chiuso del Palazzo, è la casta, se interviene anche in presa diretta, strumentalizza… La verità è che amuovere tanti è l’invidia: se certi uomini di governo fossero andati a Tor di Quinto quella sera, avrebbero avuto bisogno della scorta».
Il ministro Amato su Repubblica definisce «irresponsabilità etica» quella di chi soffia sul fuoco…
«Stimo Amato, ma anche in lui c’è l’incapacità tipica della sinistra di comprendere la portata di quello che sta accadendo. Eticamente irresponsabili sono loro, quando negano che l’emergenza sicurezza esiste, quando con Veltroni dipingono la Capitale come una Disneyland. La xenofobia e il razzismo sono infezioni dello spirito, ma l’antidoto per combatterle è una politica fatta di rigore, espulsioni, ordine, legalità, non il lassismo di Prodi, il giustificazionismo di chi alla fine considera il romeno che ha ucciso vittima della società ingiusta».
Da sinistra replicano che la risposta all’emergenza prevede anche le parole solidarietà e integrazione. «Certo, ma alla parola solidarietà si aggiunga, sottolineata, la parola legalità. E sull’integrazione bisogna essere chiari: c’è chi non accetta di integrarsi, perché non accetta i valori e i principi della società in cui risiede».
Parla dei rom?
«Sì, mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una "cultura" di questo tipo non ha senso».
Lei sa che rilanciando questa linea non sarà chiamato «il Sarkozy italiano » ma il Fini tutto «manganello e doppiopetto», come scrive il direttore dell’Unità, perché «camerata è per sempre». Che effetto le fa?
«Nessuno, tutto ciò mi lascia indifferente. E se pensano di intaccare con queste uscite il consenso del mio partito, non hanno capito proprio niente di questo Paese».
Lo dice perché secondo un sondaggio Sky il 91% degli italiani è d’accordo con la sua richiesta di estendere le espulsioni a chi non ha redditi?
«È un dato che non mi sorprende affatto, basta farsi una passeggiata fuori dai palazzi per capire quello che pensa la gente».
25 settembre, 2010 alle 3:28 pm
ROMA (25 settembre) – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, con l’arresto di 4 romeni, di età compresa tra i 22 e i 30 anni per tentato omicidio, hanno risolto il giallo relativo alla brutale aggressione subita, lo scorso 7 settembre in via della Magliana, da Ennio Casale,
barista romano di 63 anni che lavora in un caffè a piazza Santa Maria Maggiore.
L’uomo stava rientrando a casa quando fu aggredito a scopo di rapina e pestato dai balordi che lo lasciarono a terra privo di sensi. Da allora non ha più ripreso conoscenza e si trova tuttora ricoverato in ospedale, in coma.
Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di giungere all’identificazione degli autori dell’efferato delitto, tre dei quali già con precedenti penali.
Ad aiutare i carabinieri nelle indagini è stata una telecamera di un ristorante che ha ripreso, anche se da lontano, in parte l’aggressione. Grazie alle immagini i militari hanno potuto identificare i quattro romeni.
24 settembre, 2010 alle 5:24 pm
Perchè scegliere l’identità Italiana?
Perchè non è troppo inverosimile (come quella padana ad esempio), però nemmeno blindata .
La costituzione Italiana è una delle Costituzioni più INTERNAZIONALISTE al mondo. Per questo sarà applicata.
24 settembre, 2010 alle 5:20 pm
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CLANDESTINO MAROCCHINO DI NOTTE ENTRA IN CASA DI DONNA ITALIANA E LA STUPRA.
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Era nel suo apaprtamento e stava dormendo. Poi d’un tratto è stata svegliata dal vicino di casa che l’ha aggredita e violentata. L’uomo è un clandestino Marocchino di 20 anni. L’aggressore è stato arrestato.
La tragedia si è consumata nella notte fra mercoledì e giovedì in un comune dell’Appennino reggiano ma il fatto è stato reso noto oggi dai Carabinieri.
La vittima è una donna di 40 anni, italiana, che ieri mattina si è presentata in caserma in stato di agitazione, sporca di sangue e con graffi al volto, denunciando, appunto, l’accaduto.
I Carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti a conclusione delle indagini hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il presunto stupratore ora in carcere a disposizione del sostituto procuratore Maria Rita Pantani.
La donna, visitata dai sanitari, ha una prognosi di una ventina di giorni.
Ha raccontato di essere stata stata violentata da uno straniero suo vicino
che intorno alle 0.30 si è introdotto di nascosto nella sua abitazione, mentre lei si trovava nel letto. L’ha stuprata e lasciata sanguinante nel letto.
L’uomo è stato fermato nella tarda mattinata di ieri mentre rientrava a casa: è accusato di violenza sessuale, lesioni e violazione di domicilio.
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MAROCCHINO CLANDESTINO DI NOTTE ENTRA IN CASA DI DONNA ITALIANA E LA STUPRA:
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24 settembre, 2010 alle 2:44 pm
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LA LEGA: PER MOSCHEE REGOLE FERREE, CI VUOLE IL REFERENDUM E PRINCIPIO DI RECIPROCITA’ .
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Carroccio di nuovo alla carica contro i luoghi di culto islamici. Fini metta in calendario le nostre proposte Il Carroccio torna a chiedere un giro di vite contro le Moschee in Italia e pressa Fini perché la Camera dei deputati discuta presto regole più severe.
L’occasione per tirare di nuovo fuori l’argomento è, in puro stile leghista, molto local.
È di qualche giorno fa la notizia che la comunità islamica di Como, dopo anni di controverse sistemazioni di fortuna, vorrebbe acquistare un immobile in città per trasformarlo in luogo di culto.
Ecco allora la levata di scudi di Nicola Molteni ed Erica Rivolta, deputati comaschi della Lega Nord, che oggi, annunciano: “Qualunque ipotesi di edificazione di una moschea a Como, o in qualunque altro comune della provincia del territorio lariano, troverà sempre la dura e ferma opposizione e contrarietà politica e amministrativa della Lega Nord.
La Lega è pronta a qualunque iniziativa politica per impedire la costruzione di un luogo di culto per gli islamici”.
Poi il discorso si fa nazionale. “La Lega – ricordano i due deputati – ha presentato da tempo in Parlamento una proposta di legge che prevede il referendum tra i cittadini quale condicio sine qua non per la costruzione delle moschee. Attendiamo che il presidente Fini metta in calendario il prima possibile la nostra proposta di legge”.
Sono oltre 2 anni che giace in Parlamento la proposta di legge "Disposizioni concernenti la realizzazione di nuovi edifici destinati all’esercizio dei culti ammessi”, firmata dai leghisti Andrea Gibelli e Roberto Cota.
Il testo prevede che la costruzione delle Moschee sia autorizzata dalle Regioni, ma solo se i cittadini dell’area interessata danno l’ok con un referendum.
Gli edifici devono avere dimensioni proporzionate al numero di fedeli, niente minareti con altoparlanti ed distare almeno un chilometro dalle chiese.
Al loro interno non ci possono essere mercati o scuole.
Quanti promuovono la costruzione di una Moschea dovrebbero inoltre dotarsi di uno statuto i cui requisiti verranno definiti dal governo, ma che comunque dovrà riconoscere alcuni principi come la democraticità e la laicità dello Stato, la dignità dell’uomo e della famiglia.
Previsti anche un albo degli imam, che dovrebbero predicare in italiano, l’assenza di contributi statali e più trasparenza nei finanziamenti
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La Lega: "Per le moschee ci vuole il referendum"
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23 settembre, 2010 alle 11:20 pm
già, come era quella ballata: " vedo in te quel che non mi piace di me, quindi ti mando via, lontano, lontano da me.."?! o forse non era una ballata ma mi piacerebbe se ce ne fosse una, la canterei ora
23 settembre, 2010 alle 7:53 pm
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LA DEPUTATA SOUAD SBAI TORNA NEL PDL.
IL FINIANO CONSOLO DIFENDE LA SCELTA DELLA SBAI.
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Il finiano Giuseppe Consolo difende la scelta della deputata Souad Sbai di lasciare il gruppo di Futuro e Libertà e di tornare nel Pdl:
"Pur non condividendo la scelta dell’onorevole Sbai, ne difendo la persona e la competenza", afferma in una nota.
"Per questo – spiega Consolo – in relazione alle dichiarazioni di chi non rimpiange il suo addio al Fli per passare nel gruppo del Pdl, perché nel frattempo chi le è subentrato sarebbe migliore di Souad Sbai,
non posso che condannare queste graduatorie, compilate tra l’altro nei confronti di chi, come l’onorevole Sbai, parla correntemente italiano, arabo, francese e spagnolo, oltre a vantare una solida cultura umanistica".
"L’appartenenza della Sbai a un gruppo ormai diverso dal mio – conclude Consolo – non mi rende cieco nei confronti di chi vale, specie militando il sottoscritto in un gruppo come il Fli che ha sempre privilegiato la meritocrazia".
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IL Finiano Consolo difende la scelta della deputata Souad Sbai di passare al Pdl.
Non condivido scelta ma non sono cieco nei confronti di chi vale.
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23 settembre, 2010 alle 4:07 pm
per Gad e chi ti segue….dal sito di VITA di oggi
"22 set
Informazione
Italo Calvino, l’inferno, la vita e l’informazione
di Riccardo Bonacina
Nella notte tra il 18 e il 19 settembre di 25 anni fa a Siena moriva Italo Calvino, autore che ho molto amato negli anni dell’Università. Anche per la coincidenza di date ho scelto come esergo alla mia relazione al Convegno di Retinopera lo scorso 18/19 settembre ad Assisi, dedicato alla ri-generazione del Paese, proprio un passaggio notissimo de Le Città invisibili.
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni … Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Un’osservazione che, dobbiamo riconoscere, in maniera ancor più fulminante e meno intellettualistica aveva cristallizzato in uno splendido verso Hölderlin: “Dove c’è pericolo cresce anche ciò che salva”. Che c’entra questo con il ruolo dell’informazione con la ri-generazione dell’Italia? C’entra c’entra.
Affinchè si possa riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio OCCORRE CHE QUALCUNO LO RACCONTI che qualcuno ne faccia rappresentazione e la faccia bene, usando tutti i linguaggi e se possibile meglio degli altri. Perchè ci si accorga che là dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva, occorre che qualcuno se ne accorga e lo racconti.
Non si tratta di fare santini, al contrario, ma di raccontare la vita, in tutta la sua bellezza, fatica, speranza, fede quotidiana (quella che ogni mattina ci fa alzare per andare al lavoro). Come diceva un autore del Novecento che amo, Maurice Blanchot in La communità inconfessabile: “La vita in comune esige che si viva all’altezza della morte”. Ecco tutto ciò che non è inferno, e siamo circondati da ciò che non lo è (io non riesco a tener dietro al suo racconto), non sono storielle, ma biografie di gente ad altezza di vita e di morte, di gente che vive all’altezza dei desideri del proprio cuore, gente in cui i desideri e gli ideali non si sono ancora corrotti nella mera dimensione del godimento e perciò del disperdimento, o del piccolo proprio particolare.
Non c’è dubbio, uno dei vulnus della democrazia oggi, e non solo in Italia, è l’informazione (ma non nei termini per cui si sono inscenate anche proteste corporative in questi mesi, i termini sono molto più drammatici). È evidente ormai che non si tratta di un problema di equilibri o di spazi da misurare con improbabili osservatori; la malattia è ben più grave e seria, e riguarda il sistema dell’informazione, il suo linguaggio e il codice stesso della professione di coloro che dovrebbero essere preposti al racconto e all’informazione, i giornalisti. Come sottolineò il presidente Ciampi nell’aprile 2004, ad una platea di giornalisti e in modo semplice «c’è un’Italia che i giornali e le tv non vedono e non raccontano, che voi non vedete e raccontate. Ed è l’Italia più interessante». L’Italia generativa, diremmo noi qui, quella da cui solo si può ripartire, quella che non consuma le riserve di capitale sociale e di gratuità, ma le ri-produce. È l’Italia reale e fangosa, lontana dai riflettori dei talk show e dalle prime pagine dei giornali, dove si gioca il presente e il futuro di questo Paese.
Occorre un racconto come lo ha disgnato un grande pensatore, Pietro Barcellona: «Di fronte alla fine della grande politica, al vacillare di ogni fede, all’incombere della tecnologia che tende a neutralizzare le passioni trasportandole in un mondo virtuale, l’uomo è ancora chiamato a dire perchè vale la pena vivere . Invece, i media, ci propongono soltanto una sceneggiata del confronto. Le trasmissioni di Vespa, Floris, Lerner ecc. sono una forma di diseducazione alla pratica dell’interrogare e del rispondere. Oltre al nichilismo esplicito c’è, infatti, un nichilismo pratico, che consiste nel divulgare l’idea che ogni dibattito politico si riduca alla presentazione degli stessi volti e dei soliti discorsi con l’invocazione finale al reciproco rispetto. La prima rivoluzione culturale di cui questo Paese ha bisogno è la verità del confronto, l’apertura dello spazio pubblico ai “dilettanti della vita” che praticano giornalmente la fatica di lavorare, insegnare, educare, amare e soffrire. Facciamo davvero posto alla “gente” di cui tutti parlano a sproposito: facciamo parlare i giovani, gli operai, le casalinghe, gli anziani, i malati. Smettiamola con il nichilismo della fiction e con la semplificazione opportunistica degli schieramenti politici. Nel mondo comune le parole sono ancora pesanti, perchè chi le pronuncia ne vive i significati, incarnandoli. Smettiamola di parlare di onestà in astratto e mostriamo, invece, che cosa fanno e dicono gli uomini e le donne oneste. La prima reazione al nichiilismo è la verità della vita quotidiana”
I ciellini hanno una bella faccia tosta!
cosa ne pensi..ne pensate?
23 settembre, 2010 alle 3:47 pm
Turati…sotto i piedi hai le radici?
23 settembre, 2010 alle 2:54 pm
pT.
rif.Globalizzazione.
Nemmeno rileggendo quella lettera,a quanto pare,non ne hai ancora il capito il significato.Ti consiglio quindi,di rinunciare ad ulteriori commenti.
23 settembre, 2010 alle 12:33 pm
tu vuoi che Gad risponda a delle ‘azzate così insostenibili?
Beh, hai un alta considerazione per te stesso…buon per te comunque…
23 settembre, 2010 alle 11:47 am
Quanto si guadanga, invece, ad aiutaro o meglio pa piangere per i rom?
Sarebbe interessante stabilire quanto spende lo Stato italiano per l’accoglienza. Certo si spiegherebbe lo zelo di tanti paladini dei "diritti" sena "doveri".
Nell’articolo sopra c’è una frase significativa : "I Rom hanno famiglio numerosa"". In Cina sono diventati ricchi con la politica di contenimmento delle nascite. In Brasile sono quasi ricchi proibendo ai turisti di fare l’0elemosina ai poveri brasiliani per non farli adagiare sul facile guadagnio e per non stimolarli all’accattonaggio.
Ma queste cose non interessano ai piangitori di professione che se i poveri stessero meglio sarebbero privati della loro unica fonte di sentimenti.
Naturalmente Gag ignorerà come sempre simili argomenti o, al massimo risponderà con semplici insulti come ha fatto a chi gli chiedeva di dare il buon esempio e di acccogliere i Rom nelle sue terre.
Lo stesso dicasi per il Vaticano.
23 settembre, 2010 alle 11:25 am
l’hai già scritto ieri…NON E’ VERO !
Le merci hanno maggior capacità di movimento dei corpi (delle persone…), i capitali sono liberi, le persone no !
23 settembre, 2010 alle 11:21 am
Caro Oniryc, non manipolare…se avessi riportato per intero il mio intervento non avresti potuto definire "sciocchezza massima" la mia affermazione…ma non importa.
Parlo dell’Italia, dell’Europa e dell’occidente in generale, il resto del mondo avrà un’espansione enorme, non noi, non qui!
22 settembre, 2010 alle 11:20 pm
57 sardu
Ma no, tesoro, continuiamo a vendergli armi con la speranza che si elimino tutti tra loro.
22 settembre, 2010 alle 10:37 pm
http://www.youtube.com/watch?v=W8lltpHwIA8&feature=related
In perfetta solitudine – Diaframma
22 settembre, 2010 alle 10:31 pm
Merlino scrive:
22 settembre, 2010 alle 9:35 am
zioAlbert 7
Ho fatto forse dei riferimenti precisi? No. Tu neghi in assoluto che ci possano essere dei cittadini realmente sfortunati e bisognosi d’aiuto
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OK, ma quanti cittadini "sfortunati" pensi che ci siano nel mondo? secondo i criteri dei sinistri, solo in Africa ce ne sarebbero 7/800 mila.
E allora? che facciamo? li imbarchiamo tutti?
22 settembre, 2010 alle 10:26 pm
Eppure ricordo di aver letto da qualche parte che i confini sono sacri e inviolabili, che sia scritto nella costituzione?
22 settembre, 2010 alle 9:01 pm
…
Altro che etica della responsabilità! Questa tendenza alla passività, a deresponsabilizzare le proprie azioni e il proprio ruolo, a spersonalizzare l’esperienza umana, a delegare ad altri ciò che dovrebbe competere a noi stessi, a scaricare le responsabilità su forze sovrumane che orientano i nostri destini non è caratteristica esclusiva della politica, ma è una vera e propria malattia che colpisce ogni ambito dell’esistenza contemporanea.
Non esistono le scelte o le responsabilità personali ma la Società, ente multiforme e impalpabile che orienta i nostri gusti, le nostre scelte, le nostre azioni, senza lasciarci alcuna possibilità di scelta individuale…
Il risultato di questa linea di pensiero è che gli individui (soprattutto i veri responsabili) come per magia scompaiono, oppressi e annullati da immense forze esterne che li dominano come e più dei tiranni. Contro tali forze incommensurabili, gli esseri umani non possono fare altro che subire e adeguarsi, conformandosi senza possibilità di scampo alle leggi dei rispettivi carnefici. Gli uomini non sono più responsabili di nulla, ma si trasformano semplicemente in vittime. Vittime designate di oscure trame ordite alle nostre gracili, misere spallucce.
A questo, buffoni che non siamo altro, ci siamo ridotti: ad affermare di non poter fare nulla per difenderci da noi stessi.
(Da: Zibaldone filosofico – L’Etica della Deresponsabilizzazione)
22 settembre, 2010 alle 8:20 pm
La globalizzazione, spostamento in massa di popoli e merci senza regole, ha provocato e sta perpetuando la disastrosa crisi attuale. Tutto ciò era stato previsto, da chi non ragiona in termini teorici e ideologici, ma piuttosto in termini pragmatici. Come il comunismo, utopia perfetta, ma in pratica un disastro epocale. Così si sta dimostrando fallimentare, la pretesa di una integrazione senza regole in massa di popoli, con conseguenze e risultati catastrofici. Già ne abbiamo significative dimostrazioni di reazione , con conseguenze, in certi casi estremi,che possono giustificare il ritorno del razzismo in Italia e in Europa. Senza radici non esistono ideologie che possono reggere.
Umberto Turati- Cabiate (CO)
22 settembre, 2010 alle 8:16 pm
Per la serie: il copia-incolla che fa riflettere…
Edward Norton Lorenz, matematico statunitense, nel 1972, alla Conferenza annuale dell’American Association for the Advancement of Science, sostenne che un battito d’ali di farfalla in Brasile avrebbe potuto provocare un tornado nel Texas. Quella che poté sembrare al momento una teoria molto bizzarra, si rivelò ben presto una validissima teoria a sostegno dei limiti delle umane previsioni.
Si affermò, che il piccolissimo spostamento d’aria provocato dall’insetto infatti, attraverso l’interazione con le altre molecole di aria, avrebbe alla lunga, interazione dopo interazione, provocato un uragano. Il significato era che anche piccolissime variazioni, introdotte nelle condizioni iniziali di un qualsiasi sistema, fisico, chimico, biologico, ma anche economico, politico e sociale, provocano variazioni molto rilevanti nel risultato finale.
Questa teoria, purtroppo per noi, ci dice che esistono limiti molto rilevanti alla prevedibilità della evoluzione di determinati sistemi (per es. quelli meteorologici, ma anche in quelli sociali), esistendo in natura, nella realtà, infiniti elementi trascurabili ed imprevedibili in grado di interagire ed amplificarsi fino a provocare effetti catastrofici.
Non va trascurato infatti, che nella teoria si studia in laboratorio (”al coperto!”), su modelli e schemi che non interagiscono con la realtà dei fenomeni. Potremo cercare di prevedere anche l’imprevedibile, ma ci sarà sempre, da qualche parte nel mondo, una farfalla che sbatterà le ali.
22 settembre, 2010 alle 7:19 pm
15 zioAlbert
Tutto molto semplicistico e superficiale, mi sembra.
22 settembre, 2010 alle 7:18 pm
10 pitbull
Come al solito non hai capito; pazienza, non conosco l’alfabeto canino, è inutile che mi ci metto.