la vita è piena di imprevisti ma non mi rivedrete più direttore, anche se confesso che uno delle mie fantasie più gustose sarebbe quella, insana, di tornare per sei mesi, non di più, alla guida del Tg1
la vita è piena di imprevisti ma non mi rivedrete più direttore, anche se confesso che uno delle mie fantasie più gustose sarebbe quella, insana, di tornare per sei mesi, non di più, alla guida del Tg1
sto seguendo la trasmissione Gad, davvero molto interessanti le tue considerazioni iniziali (però.. FaHrenheit, il "con l’acca al centro" di quando danno l’indirizzo e-mail agli ascoltatori è quasi proverbiale!)
Alla fine del 1973 è entrato in funzione a Taranto l’altoforno n° cinque che da solo produceva ghisa quanto, negli anni cinquanta, ne produceva tutta l’Italia. Nei due anni precedenti avevamo messo in funzione gli impianti che dovevano utilizzare la sua produzione per trasformala in lamiere per fare auto, elettrodomestici, tubi e così via. Ci disputavamo l’idea migliore di come negli anni a venire, noi lavoratori in fabbrica, avremmo utilizzato il tempo libero che l’enorme aumento di produttività che le moderne tecnologie avrebbero crato. Eravamo arrivati da un po’ alle 40 ore settimanali, con conflitti limitati, partendo dalle 48 ore. Io ero per i tre mesi di ferie estive, come quando si andava a scuola. Dopo quaranta anni gli operai fanno ancora quaranta ore alla settimana, hanno come allora due o tre settimane di ferie e cambiare il frigorifero è una spesa che va meditata più di allora. Gli operai sono rimasti il livello sociale più basso, sopra di loro ci sono i precari, poi gli insegnanti di ruolo, i "lavoratori" statali, gli artisti, i giornalisti, i dirigenti di ogni tipo, gli affaristi e i politici, gli imprenditori, i finanzieri e così via… Non riuscivo allora neanche a immaginare che sarebbe finita così. Su chi si appoggerà tutta questa gente nei tempi a venire visto che le fabbriche da noi chiudono e si aprono in Cina e in India?
L’ho ascoltato . Sul merito devo dire che sono d’accordo dell’analisi sugli anni 70-80 . Su quella di oggi (anacronismo delle classi) un po’ meno. Comunque Hu grazie di avermelo segnalato.
Massimo D’Alema sarà a Londra lunedì alle 18 per tenere una pubblica lettura alla London School of Economics and Political Science. Il presidente del Copasir è stato invitato dalla Italian society della Lse e terrà una conferenza su "la sinistra europea oltre la crisi: sfide del prossimo decennio". La public lecture sarà introdotta dagli interventi di John Lloyd, editorialista del Financial Times e di Jonathan Hopkin, docente della Lse.
"Alle elezioni europee di giugno – si legge nel sito della Italian society della London School – sono stati severamente penalizzati, con un voto a sorpresa considerando che si è in un periodo di recessione economica. Dopo la debacle, appare necessaria una analisi delle cause della sconfitta e una discussione sul futuro della della sinistra europea per capire lo scenario politico europeo del prossimo decennio".
Nel sito si ricorda l’impegno di D’Alema nella transizione dal Pci al Pds e poi al Pd, i suoi incarichi di presidente del Consiglio e di ministro degli Esteri. Il giorno prima, domenica, D’Alema incontrerà i simpatizzanti londinesi del Pd.
hai proprio ragione, questo paese ha perso la memoria, non si ricorda da dove viene ne sa dove vuole andare.
E di questo non si possono incolpare i giovani.
OLANDA. CON NUOVO GOVERNO RIDUZIONE IMMIGRAZIONE E DIVIETO DEL BURQA.
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Divieto di indossare il burqa e restrizioni per l’utilizzo del velo da parte di alcune categorie di impiegati pubblici:
questi gli interventi su cui il partito xenofobo di Geert Wilders ha ottenuto l’assenso del nuovo governo in cambio del suo appoggio esterno alla nuova coalizione di governo.
L’accordo siglato tra il Partito della Libertà (Pvv) e le due formazioni politiche che costituiranno il governo (i liberal-conservatori del Vvd e i criastiano-democratici del Cda) prevede, secondo quanto si è appreso, anche altre ‘concessioni’ strappate da Wilders.
Oltre alla messa al bando del burqa, c’é un impegno generalizzato a fare in modo di conseguire una significativa riduzione del tasso d’immigrazione nel Paese.
Nello specifico, sarà introdotta la concessione ‘condizionata’ del passaporto ai nuovi cittadini olandesi, passaporto che potrà essere ritirato in caso di crimini commessi entro i primi 5 anni dal rilascio del documento.
Vengono inoltre indicate come richieste avanzate da Wilders e accolte dai suoi nuovi alleati altri interventi la nascita di un corpo di polizia interamente dedicato al benessere degli animali, l’elevazione della velocità massima in autostrada a 130 chilometri orari, l’abolizione del divieto di fumare nei piccoli caffé.
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Olanda, con nuovo governo divieto burqa e stretta a immigrati.
IMMIGRATI, FALSI RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI, PIU’ DI 100 DENUNCE.
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È il giro scoperto dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione di Roma, diretto da Maurizio Improta, che ha portato alla denuncia di 88 cittadini egiziani, undici dei quali già rimpatriati, per contraffazione e uso di documenti falsi.
Trenta italiani sono stati invece denunciati per i reati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina di cittadini extracomunitari e falsità ideologica.
Tutto si basava sulla vecchia normativa (superata dalla legge sulla sicurezza) che dava un permesso per motivi familiari ai parenti extracomunitari, entro il quarto grado, di cittadini italiani.
In questo caso, i cittadini italiani erano egiziani che avevano ottenuto la cittadinanza per matrimonio o naturalizzazione, e il grado di parentela veniva attestato presentando certificati delle autorità egiziane falsificati.
A insospettire i poliziotti sono state alcune anomalie, come il fatto che i documenti risultavano firmati a funzionari delle strutture diplomatiche che, secondo i riscontri, risultavano invece trasferiti ad altra sede.
C’erano poi irregolarità nei timbri, con imperfezioni impercettibili a occhio nudo o non corrispondenza tra quelli apposti e quelli in corso di legge.
Per coprire le indagini, che hanno richiesto tempi lunghi anche per gli accertamenti all’estero, l’Ufficio Immigrazione ha continuato a istruire le pratiche come se tutto fosse regolare. Intanto ha però scovato più di duecento certificati alterati.
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Falsi ricongiungimenti Immigrati, più di 100 denunce.
3 SPARI NELLA NOTTE, ATTENTATO AL DIRETTORE DEL GIORNALE BELPIETRO.
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3 spari nella notte, e il cuore di Milano trasformato in un circo brutto di volanti e di Alle 22.35 di ieri la scorta del direttore di Libero è stata coinvolta in uno scontro a fuoco in pieno centro a Milano, dentro la casa.
Belpietro era appena rientrato in famiglia dopo una giornata di lavoro trascorsa a Roma. Scritto l’editoriale che appare in prima pagina in volo, ha spedito il pezzo in redazione e si è fatto accompagnare a casa.
Poco dopo aver messo piede nell’abitazione, sono partiti i colpi, sparati dagli uomini che ogni giorno ne tutelano la sicurezza. Di lì a pochi minuti, le vie attorno alla casa di Belpietro si riempiono di uomini e mezzi delle forze dell’ordine.
Il direttore viene consigliato dalla scorta: si chiude ovviamente in casa con la sua famiglia. Parte la telefonata alla redazione: «Bisogna riaprire il giornale, hanno sparato fuori da casa mia, non ho capito cosa sia successo, ci sentiamo tra poco».
Nei minuti successivi il quadro si complica. Arrivano polizia e carabinieri
I fatti, convulsi per come arrivano in piena notte in redazione:
il direttore entra in casa. Apre con le sue chiavi, mentre di solito suona: l’ora tarda lo sconsiglia. Saluta la scorta, comunicando come sempre l’orario per l’incontro della mattina successiva.
Il caposcorta, con un cambio di abitudini insolito che si rivela probabilmente provvidenziale, per il percorso verso l’auto sceglie le scale anziché l’ascensore.
Mentre scende, appena girato l’angolo per imboccare la prima rampa, si imbatte in un uomo che poi viene descritto vestito con un’uniforme da finanziere. Ma solo nella parte superiore, quasi volesse farsi “riconoscere” da uno spioncino. Con buona probabilità, quello della casa del direttore, anche se ovviamente ogni ipotesi resta aperta.
Alla vista dell’agente della scorta, l’uomo estrae all’improvviso un’arma, secondo le prime e disordinate testimonianze una pistola simile alle Beretta. Tenta di aprire il fuoco. Mira alla testa, per uccidere. L’arma però si inceppa mentre la scorta risponde al fuoco lanciando subito l’allarme.
Vengono esplosi tre colpi che, stando all’assenza di tracce nel giroscala, non raggiungono il bersaglio. L’uomo scappa, nel giro di pochi minuti la strada si riempie di volanti.Il resto della scorta si precipita in casa. Belpietro viene chiuso dentro, come ovvio.
Il capo degli agenti, dopo aver visto la morte a un millimetro, trova la forza di coordinare le ricerche e di raccontare l’accaduto al direttore. Intanto parte la caccia all’uomo per le vie circostanti. Al momento in cui andiamo in stampa, non si hanno notizie sulla sua cattura.
Gli inquirenti sono obbligati a mantenere vive tutte le ipotesi, ma quella più grave è la più ovvia ed è finita nel titolo di apertura di Libero. «Un attentato». Sono le parole che lo stesso direttore pronuncia al telefono con chi scrive, a metà tra il realismo e l’orrore della consapevolezza.
L’uomo armato era a pochi scalini dall’uscio di casa. Se avesse suonato al campanello, per di più con la divisa “d’ordinanza”, sia il direttore sia i suoi familiari avrebbero quasi certamente aperto, pensando si trattasse del caposcorta salutato pochi secondi prima. Per questo la scelta delle scale per tornare all’auto potrebbe essersi rivelata provvidenziale.
A sconvolgere tanto gli agenti quanto il direttore è la rapidità fulminea con la quale l’uomo, senza proferire verbo, ha tentato di aprire il fuoco contro l’agente della scorta di Belpietro. Un comportamento diverso da quello di un semplice intruso o ladro.
A sconvolgere la redazione di Libero è l’ipotesi – che per ora ovviamente resta tale – di un’azione violenta indirizzata contro il nostro direttore (lui e la famiglia stanno bene), cui va la solidarietà e l’abbraccio esteso a tutta la sua famiglia
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SPARI NELLA NOTTE, SVENTATO ATTENTATO AL DIRETTORE BELPIETRO.
Caro Gad da operaio anzi
da ex operaio visto che ho perso il
posto, le pubblico qui il mio
libro sugli operai
TITOLO "GLI OPERAI"
SVOLGIMENTO
SONO ESTINTI !
FINE
Al loro posto una brigata
di straccioni senza diritti
con una paga da barzelletta
orari massacranti, i piu’
"fortunati" ci lasciano pure
la pelle (tre al giorno quando va bene)
persone usa e getta,precari
senza speranza con un lavoro
a rate, la vita a rate.
L orizzonte della speranza
fisso al 20 del mese quando
i soldi finiscono.
E quando ti poni delle
domande su qual’e’ la tua qualita’
di vita……
ottieni la solita risposta
" Ma scusa, se un operaio in Cina vive con 2 euro l’ora
perche’ non ci riesci anche tu ? "
Operai…alle volte
…si suicidano chissa’ perche’…….
Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”. Il cerchio si chiude: “Che c’è da spiegare? Il mondo intero ha accusato ingiustamente mio padre di essersi scopato una ragazzina che non amavo. E l’ironia è che si tratta dello stesso mondo che ora non fa che tributare onori al fratello che si è scopato la sola [...]
30 settembre, 2010 alle 1:07 pm
Grande trasmissione, grande Rai 3 !
Lipperini super !
30 settembre, 2010 alle 1:14 pm
Per contropelo
la vita è piena di imprevisti ma non mi rivedrete più direttore, anche se confesso che uno delle mie fantasie più gustose sarebbe quella, insana, di tornare per sei mesi, non di più, alla guida del Tg1
Alle ore 15 di oggi presenterò il mio libro “Operai” alla trasmissione “Farenheit” di Radiotre
Radiotre, Tg1.
Eitan non scherza.
30 settembre, 2010 alle 1:26 pm
rubi gli scoop eh…?
30 settembre, 2010 alle 1:33 pm
A cuccia pT, vai a giocare col tuo simile: il Principe dei Citrulli.
Tu, il principeTruz.
30 settembre, 2010 alle 3:24 pm
sto seguendo la trasmissione Gad, davvero molto interessanti le tue considerazioni iniziali (però.. FaHrenheit, il "con l’acca al centro" di quando danno l’indirizzo e-mail agli ascoltatori è quasi proverbiale!)
30 settembre, 2010 alle 3:32 pm
Alla fine del 1973 è entrato in funzione a Taranto l’altoforno n° cinque che da solo produceva ghisa quanto, negli anni cinquanta, ne produceva tutta l’Italia. Nei due anni precedenti avevamo messo in funzione gli impianti che dovevano utilizzare la sua produzione per trasformala in lamiere per fare auto, elettrodomestici, tubi e così via. Ci disputavamo l’idea migliore di come negli anni a venire, noi lavoratori in fabbrica, avremmo utilizzato il tempo libero che l’enorme aumento di produttività che le moderne tecnologie avrebbero crato. Eravamo arrivati da un po’ alle 40 ore settimanali, con conflitti limitati, partendo dalle 48 ore. Io ero per i tre mesi di ferie estive, come quando si andava a scuola. Dopo quaranta anni gli operai fanno ancora quaranta ore alla settimana, hanno come allora due o tre settimane di ferie e cambiare il frigorifero è una spesa che va meditata più di allora. Gli operai sono rimasti il livello sociale più basso, sopra di loro ci sono i precari, poi gli insegnanti di ruolo, i "lavoratori" statali, gli artisti, i giornalisti, i dirigenti di ogni tipo, gli affaristi e i politici, gli imprenditori, i finanzieri e così via… Non riuscivo allora neanche a immaginare che sarebbe finita così. Su chi si appoggerà tutta questa gente nei tempi a venire visto che le fabbriche da noi chiudono e si aprono in Cina e in India?
30 settembre, 2010 alle 3:50 pm
L’ho ascoltato . Sul merito devo dire che sono d’accordo dell’analisi sugli anni 70-80 . Su quella di oggi (anacronismo delle classi) un po’ meno. Comunque Hu grazie di avermelo segnalato.
30 settembre, 2010 alle 5:54 pm
Dopo quasi 3 ore nessuna solidarietà. Evidentemente a questo blog partecipano solo gli sfruttatori da me elencati brevemente nella vecchietto n° 6.
30 settembre, 2010 alle 6:24 pm
Han chiamato proprio la persona giusta…….
Politica
D’Alema a Londra per spiegare perché la sinistra continua a perdere…
http://www.affaritaliani.it/politica/massimo-dalema180210.html
Massimo D’Alema sarà a Londra lunedì alle 18 per tenere una pubblica lettura alla London School of Economics and Political Science. Il presidente del Copasir è stato invitato dalla Italian society della Lse e terrà una conferenza su "la sinistra europea oltre la crisi: sfide del prossimo decennio". La public lecture sarà introdotta dagli interventi di John Lloyd, editorialista del Financial Times e di Jonathan Hopkin, docente della Lse.
"Alle elezioni europee di giugno – si legge nel sito della Italian society della London School – sono stati severamente penalizzati, con un voto a sorpresa considerando che si è in un periodo di recessione economica. Dopo la debacle, appare necessaria una analisi delle cause della sconfitta e una discussione sul futuro della della sinistra europea per capire lo scenario politico europeo del prossimo decennio".
Nel sito si ricorda l’impegno di D’Alema nella transizione dal Pci al Pds e poi al Pd, i suoi incarichi di presidente del Consiglio e di ministro degli Esteri. Il giorno prima, domenica, D’Alema incontrerà i simpatizzanti londinesi del Pd.
30 settembre, 2010 alle 7:24 pm
X vecchietto
hai proprio ragione, questo paese ha perso la memoria, non si ricorda da dove viene ne sa dove vuole andare.
E di questo non si possono incolpare i giovani.
30 settembre, 2010 alle 9:31 pm
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OLANDA. CON NUOVO GOVERNO RIDUZIONE IMMIGRAZIONE E DIVIETO DEL BURQA.
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Divieto di indossare il burqa e restrizioni per l’utilizzo del velo da parte di alcune categorie di impiegati pubblici:
questi gli interventi su cui il partito xenofobo di Geert Wilders ha ottenuto l’assenso del nuovo governo in cambio del suo appoggio esterno alla nuova coalizione di governo.
L’accordo siglato tra il Partito della Libertà (Pvv) e le due formazioni politiche che costituiranno il governo (i liberal-conservatori del Vvd e i criastiano-democratici del Cda) prevede, secondo quanto si è appreso, anche altre ‘concessioni’ strappate da Wilders.
Oltre alla messa al bando del burqa, c’é un impegno generalizzato a fare in modo di conseguire una significativa riduzione del tasso d’immigrazione nel Paese.
Nello specifico, sarà introdotta la concessione ‘condizionata’ del passaporto ai nuovi cittadini olandesi, passaporto che potrà essere ritirato in caso di crimini commessi entro i primi 5 anni dal rilascio del documento.
Vengono inoltre indicate come richieste avanzate da Wilders e accolte dai suoi nuovi alleati altri interventi la nascita di un corpo di polizia interamente dedicato al benessere degli animali, l’elevazione della velocità massima in autostrada a 130 chilometri orari, l’abolizione del divieto di fumare nei piccoli caffé.
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Olanda, con nuovo governo divieto burqa e stretta a immigrati.
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30 settembre, 2010 alle 11:12 pm
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IMMIGRATI, FALSI RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI, PIU’ DI 100 DENUNCE.
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È il giro scoperto dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione di Roma, diretto da Maurizio Improta, che ha portato alla denuncia di 88 cittadini egiziani, undici dei quali già rimpatriati, per contraffazione e uso di documenti falsi.
Trenta italiani sono stati invece denunciati per i reati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina di cittadini extracomunitari e falsità ideologica.
Tutto si basava sulla vecchia normativa (superata dalla legge sulla sicurezza) che dava un permesso per motivi familiari ai parenti extracomunitari, entro il quarto grado, di cittadini italiani.
In questo caso, i cittadini italiani erano egiziani che avevano ottenuto la cittadinanza per matrimonio o naturalizzazione, e il grado di parentela veniva attestato presentando certificati delle autorità egiziane falsificati.
A insospettire i poliziotti sono state alcune anomalie, come il fatto che i documenti risultavano firmati a funzionari delle strutture diplomatiche che, secondo i riscontri, risultavano invece trasferiti ad altra sede.
C’erano poi irregolarità nei timbri, con imperfezioni impercettibili a occhio nudo o non corrispondenza tra quelli apposti e quelli in corso di legge.
Per coprire le indagini, che hanno richiesto tempi lunghi anche per gli accertamenti all’estero, l’Ufficio Immigrazione ha continuato a istruire le pratiche come se tutto fosse regolare. Intanto ha però scovato più di duecento certificati alterati.
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Falsi ricongiungimenti Immigrati, più di 100 denunce.
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1 ottobre, 2010 alle 3:10 am
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3 SPARI NELLA NOTTE, ATTENTATO AL DIRETTORE DEL GIORNALE BELPIETRO.
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3 spari nella notte, e il cuore di Milano trasformato in un circo brutto di volanti e di Alle 22.35 di ieri la scorta del direttore di Libero è stata coinvolta in uno scontro a fuoco in pieno centro a Milano, dentro la casa.
Belpietro era appena rientrato in famiglia dopo una giornata di lavoro trascorsa a Roma. Scritto l’editoriale che appare in prima pagina in volo, ha spedito il pezzo in redazione e si è fatto accompagnare a casa.
Poco dopo aver messo piede nell’abitazione, sono partiti i colpi, sparati dagli uomini che ogni giorno ne tutelano la sicurezza. Di lì a pochi minuti, le vie attorno alla casa di Belpietro si riempiono di uomini e mezzi delle forze dell’ordine.
Il direttore viene consigliato dalla scorta: si chiude ovviamente in casa con la sua famiglia. Parte la telefonata alla redazione: «Bisogna riaprire il giornale, hanno sparato fuori da casa mia, non ho capito cosa sia successo, ci sentiamo tra poco».
Nei minuti successivi il quadro si complica. Arrivano polizia e carabinieri
I fatti, convulsi per come arrivano in piena notte in redazione:
il direttore entra in casa. Apre con le sue chiavi, mentre di solito suona: l’ora tarda lo sconsiglia. Saluta la scorta, comunicando come sempre l’orario per l’incontro della mattina successiva.
Il caposcorta, con un cambio di abitudini insolito che si rivela probabilmente provvidenziale, per il percorso verso l’auto sceglie le scale anziché l’ascensore.
Mentre scende, appena girato l’angolo per imboccare la prima rampa, si imbatte in un uomo che poi viene descritto vestito con un’uniforme da finanziere. Ma solo nella parte superiore, quasi volesse farsi “riconoscere” da uno spioncino. Con buona probabilità, quello della casa del direttore, anche se ovviamente ogni ipotesi resta aperta.
Alla vista dell’agente della scorta, l’uomo estrae all’improvviso un’arma, secondo le prime e disordinate testimonianze una pistola simile alle Beretta. Tenta di aprire il fuoco. Mira alla testa, per uccidere. L’arma però si inceppa mentre la scorta risponde al fuoco lanciando subito l’allarme.
Vengono esplosi tre colpi che, stando all’assenza di tracce nel giroscala, non raggiungono il bersaglio. L’uomo scappa, nel giro di pochi minuti la strada si riempie di volanti.Il resto della scorta si precipita in casa. Belpietro viene chiuso dentro, come ovvio.
Il capo degli agenti, dopo aver visto la morte a un millimetro, trova la forza di coordinare le ricerche e di raccontare l’accaduto al direttore. Intanto parte la caccia all’uomo per le vie circostanti. Al momento in cui andiamo in stampa, non si hanno notizie sulla sua cattura.
Gli inquirenti sono obbligati a mantenere vive tutte le ipotesi, ma quella più grave è la più ovvia ed è finita nel titolo di apertura di Libero. «Un attentato». Sono le parole che lo stesso direttore pronuncia al telefono con chi scrive, a metà tra il realismo e l’orrore della consapevolezza.
L’uomo armato era a pochi scalini dall’uscio di casa. Se avesse suonato al campanello, per di più con la divisa “d’ordinanza”, sia il direttore sia i suoi familiari avrebbero quasi certamente aperto, pensando si trattasse del caposcorta salutato pochi secondi prima. Per questo la scelta delle scale per tornare all’auto potrebbe essersi rivelata provvidenziale.
A sconvolgere tanto gli agenti quanto il direttore è la rapidità fulminea con la quale l’uomo, senza proferire verbo, ha tentato di aprire il fuoco contro l’agente della scorta di Belpietro. Un comportamento diverso da quello di un semplice intruso o ladro.
A sconvolgere la redazione di Libero è l’ipotesi – che per ora ovviamente resta tale – di un’azione violenta indirizzata contro il nostro direttore (lui e la famiglia stanno bene), cui va la solidarietà e l’abbraccio esteso a tutta la sua famiglia
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SPARI NELLA NOTTE, SVENTATO ATTENTATO AL DIRETTORE BELPIETRO.
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1 ottobre, 2010 alle 5:09 pm
Caro Gad da operaio anzi
da ex operaio visto che ho perso il
posto, le pubblico qui il mio
libro sugli operai
TITOLO "GLI OPERAI"
SVOLGIMENTO
SONO ESTINTI !
FINE
Al loro posto una brigata
di straccioni senza diritti
con una paga da barzelletta
orari massacranti, i piu’
"fortunati" ci lasciano pure
la pelle (tre al giorno quando va bene)
persone usa e getta,precari
senza speranza con un lavoro
a rate, la vita a rate.
L orizzonte della speranza
fisso al 20 del mese quando
i soldi finiscono.
E quando ti poni delle
domande su qual’e’ la tua qualita’
di vita……
ottieni la solita risposta
" Ma scusa, se un operaio in Cina vive con 2 euro l’ora
perche’ non ci riesci anche tu ? "
Operai…alle volte
…si suicidano chissa’ perche’…….
4 ottobre, 2010 alle 2:56 pm
vecchietto, anche qui i vasi comunicanti non possono gravare solo sui non dimenticatori attivi. Anche i passivi hanno la loro da proporzionare.