Mercoledì 3 novembre alle ore 17,30, all’Auditorium Teatro Studio, nell’ambito del Festival del Cinema di Roma, assisteremo alla prima di “Inge Film”, un documentario di Luca Scarzella e Simonetta Fiori dedicato alla straordinaria vita di Inge Feltrinelli. Subito dopo parteciperò a un incontro con la stessa Inge Feltrinelli e Amos Oz.
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2 novembre, 2010 alle 11:22 am
”La cultura ha il compito di far valere di fronte alla forza le esigenze della vita morale. Contro il politico che obbedisce alla ragion di Stato, l’uomo di cultura è il devoto interprete della coscienza morale. Queste antitesi appaiono continuamente, or l’una or l’altra, nel dissidio tra i diritti della cultura e quelli della politica e colorano in varia misura il dissenso tra intellettuali e politici” (N. Bobbio, 1954).
2 novembre, 2010 alle 11:34 am
A proposito di documentari, se non ricordo male, qualche tempo fa ne venne realizzato uno su Giangiacomo Feltrinelli. Non l’ho mai visto e, in ogni caso, sembra essere stato completamente dimenticato: che sia possibile mandarlo in seconda serata su La7?
2 novembre, 2010 alle 1:53 pm
Si, già, produzione: Giangiacomo Feltrinelli Editore.
Vabbè.
2 novembre, 2010 alle 1:56 pm
Qualche mese fa ho letto “Senior Servis” di C. Feltrinelli, un libro che mi ha emozionato, coinvolto, ma soprattutto incuriosito molto in merito ad “Inge”. Spero di riuscire a vedere quel documentario.
2 novembre, 2010 alle 6:23 pm
donna e imprenditrice indimenticabile, peccato essere lontani. Ma perchè Roma e non Milano o Torino?
2 novembre, 2010 alle 7:55 pm
Ho visto il documentario che presenteremo domani, lo raccomando davvero a tutti
2 novembre, 2010 alle 8:25 pm
Se avessi la possibilità di andare al Teatro Studio! verrà poi proiettato al cinema? è distribuito da Medusa? la Mondadori lo pubblicherà poi in DVD (a 12.90 euro con Panorama)? (scherzo)
3 novembre, 2010 alle 9:22 am
Uffaaaaaaaaa…tutto a Roma! A Torino mai?
3 novembre, 2010 alle 2:22 pm
“Meglio puttaniere che frocio”. Siamo in campagna elettorale!
Silvio Berlusconi, con una battuta sui gay, riesce ancora una volta a spostare l’attenzione della politica, dal “caso Ruby” a veri o presunti attacchi omofobi. La frase, lo sappiamo, ha fatto il giro del mondo e stavolta pochi lo hanno giustificato al cento per cento. Fa eccezione Daniela Santanché che, facendo il verso ad Alessandra Mussolini ed il controcanto al più becero dei ‘compagni’ (‘meglio un figlio frocio che fascio’), ha detto: “Sono certa che tutti i genitori italiani sperano di avere figli eterosessuali. Non trovo che ci sia nulla di sconcertante nel ragionamento del Premier. Premesso che i figli si accettano come sono con identico affetto, e che stimo molti omosessuali, è evidente che la speranza di una madre è quella un giorno di diventare nonna ed evitare ai propri figli le difficoltà di vita insite in una condizione omosessuale. Il resto è soltanto una ipocrita adesione a una visione della vita politicamente corretta”. Forse se in Italia ci fossero le unioni civili – che mancano anche per le coppie etero, beninteso – le “difficoltà di vita” di cui parla Santanché sarebbero attenuate. E mentre l’opposizione accusa Berlusconi di volgarità e sessismo, c’è chi è più malizioso e non crede affatto che la frase sia una gaffe, ma un appello agli elettori. È una frase che ha una presa popolare e il messaggio è molto semplice: meglio puttaniere che frocio! Ed è un messaggio rivolto a tanti italiani, uomini e donne. Non dimentichiamo che i fan della sessualità selvatica, e selvaggia, di Berlusconi, sono gli uomini che vorrebbero avere i suoi soldi e le sue donne, ma anche le donne stesse. Non tutte, ovviamente, ma tante. Che dicono ‘con i tempi che corrono almeno a questo piacciono le donne’. La battuta di Berlusconi aveva un obiettivo preciso. Forse quello di mettere in difficoltà Vendola? E quindi, per Berlusconi è lui – e non Bersani – l’avversario alle prossime elezioni?
3 novembre, 2010 alle 5:03 pm
no, non siamo in campagna elettorale: siamo al Bar Losconi.
3 novembre, 2010 alle 8:47 pm
Gad ma poi potremo sperare in una tua nota/articolo/scritto su questo incontro con Oz?Per chi non è potuto essere presente sarebbe davvero importante.
grazie!
Giusi Meister
4 novembre, 2010 alle 7:51 am
Risposta a Giusy Meister (11): eravamo tutti commossi dal film…