Leggo che Filippo Penati si dimette da coordinatore della segreteria nazionale del Pd, assumendosi con ciò la responsabilità degli errori compiuti a Milano nella scelta del candidato sindaco e nella gestione delle primarie. Il gesto ha una sua nobiltà, mirando a salvaguardare i giovani dirigenti milanesi del partito che in realtà agirono sotto la sua diretta supervisione. Ma non contribuisce ancora a fare chiarezza su un’impostazione politica che viene da lontano e che da tempo denuncio come sbagliata. Penati è un post-comunista di formazione culturale amendoliana, moderato e diplomatico, istintivamente portato a considerare la manovra politica e la diplomazia con i poteri economici un’arte nobile da professionisti. Crede che il popolo sia guidato da istinti conservatori e detesta il radicalismo minoritario degli intellettuali. Ciò lo ha portato ad assumere posizioni da “leghista di sinistra” in favore delle ronde, assecondando un allarmismo becero sui rom, senza che ciò gli sia bastato a riconfermarsi presidente della Provincia di Milano nel 2008. Lo schema “vetero” secondo cui “bisogna conquistare i moderati candidando una figura da loro digeribile” lo ha portato infine a scegliere Stefano Boeri in contrapposizione a Giuliano Pisapia.
Non ho mai lesinato le mie critiche a Penati, anche se lo trovo personalmente assai simpatico. Ora non capisco bene se le sue dimissioni dalla segreteria nazionale anticipino un suo più diretto impegno a tempo pieno a Milano. In tal caso vorrei dire a Bersani, che lo aveva prescelto come suo diretto emissario nel Nord Italia, che varrebbe la pensa rimettere in dubbio una concezione dell’intervento politico rivelatasi inadeguata alla realtà. Il gesto delle dimissioni è rispettabile. Ma più importante sarebbe discutere in pubblico gli errori compiuti.
Popularity: 3% [?]





21 novembre, 2010 alle 2:43 am
Le difficoltà del PD in questo contesto politico cioè attuale e il fatto che non riesce ad assumere una sua personalità e rigore politico e a mio modesto parere consiste nel vedere la sua costituzione e la linea politica acquista, cioè cercare di unire una vasta area politica di centro sinistra spostata ancora un pò a destra e filtrare forze di sinistra radicale. per tale formazione politica veltroni è stato scelto come un leader che doveva rappresentare e rispecchiare tale forza politica.tutte le mosse successive di veltroni non è stata altro che continuazione della linea allungata ad acqua e quasi di inciucci, conseguenze sono state più che chiare con il fallimento di veltroni ed i fallimenti continui del PD su tutti i versanti. non perchè sono incapaci i suoi componenti politici, (da Bersai a Penati ecc.): è incapace la linea e inesistenza di una personalità politica che rispecchia nella tattica politica e questo è dovuto al fatto che bisogna accontentare tutti i correnti politici lì dentro il PD, cosa che rende assai difficile decidere e alla fine si va a casaccio in speranza di vincere anche con un margine ridottissimo. Ma sappiamo bene che questa non sarà una linea vincente.vincere una destra così disastrosa deve essere più facile di una destra seria, ma se si va avanti così, sarà un vero disastro con una eventuale spaccatura che io sinceramente non lo auguro al PD. Quindì bisogna affrontare la questione su diversi versanti, cioè linea politica più chiara e ferma e una tattica politica che scuota la gente: ad esempio basta con “La gente non arriva alla fine del mese!” o parole d’ordine vaghe come ” bisogna risolvere problemi reali del paese!”, questa non è una linea politica non dà nessuna chiarezza alla gente e non li risolve nulla.
Poi diciamoci la verità se la destra ha fatto una bandiera sua la questione di sicurezza, non andiamo dietro e cadere nel tranello se sappiamo benissmo che è una tattica. Bisogna essere sinceri con la gente e se stessi è un dovere smascherarlo chiarire le idee alla gente solo è così che si può andare in mezzo alla gente. Di Pietro che non è di sinistra sta portando avanti la bandiera della sinistra,( meno male che c’è).le primarie PD a Milano ha dimostrato palesemente la tendenza generale, successo di Vendola al sud pure, polverone di sindaco di firenze pure.. quindi o bisogna pendere atto di questo o continuare con la vecchia linea? non ci occupiamo solo di gestire il momento come abbiamo fatto in questi anni.
20 novembre, 2010 alle 6:32 pm
IPERTROFIA da primarie.
Le primarie sono uno strumento di democrazia interna di un singolo partito. Non possono diventare test di selezione della leadership di una coalizione di forze politiche. La “rappresentanza visibile” di una coalizione deve corrispondere al reale peso specifico delle forze componenti. Pena la disaffezione e l’astensionismo.
Applicate al singolo partito le primarie non devono echeggiare una sorta di concorso per candidati “tronisti”. Le strutture territoriali di un partito raccolgono la voce del cittadino-elettore. Dai bisogni e dalle aspettative nascono quelle indicazioni che diventano “proposte” oggetto di confronto nei momenti assembleari. Privilegiare un percorso di massima “convergenza” equivale a qualificare la migliore “rappresentanza visibile”.
L’eventuale ricorso alle primarie non deve mai “mortificare” il senso di identità e di appartenenza al partito. Pena la perdita di valore e significato di Parola e Merito … Parola e Merito …
20 novembre, 2010 alle 6:23 pm
[...] “Leggo che Filippo Penati si dimette da coordinatore della segreteria nazionale del Pd, assumendosi con ciò la responsabilità degli errori compiuti a Milano nella scelta del candidato sindaco e nella gestione delle primarie. Il gesto ha una sua nobiltà, mirando a salvaguardare i giovani dirigenti milanesi del partito che in realtà agirono sotto la sua diretta supervisione. Ma non contribuisce ancora a fare chiarezza su un’impostazione politica che viene da lontano e che da tempo denuncio come sbagliata. ” Continua sul blog di Gad Lerner. [...]
18 novembre, 2010 alle 5:14 pm
Una bella svendola.Ma la base il pd l’ha mai interpellata prima di proporre gli aspiranti?Le dimissioni;atto patetico,siluro o nuovo incarico?Il tentativo di allearsi con Casini è finito e sarebbe finito comunque di fronte a scelte ideologiche sulla scienza,sulla famiglia,….con conseguenze disastrose.
18 novembre, 2010 alle 9:31 am
l’ombra
No, non ho cambiato idea. Anche il 7 Dicembre va benissimo.
Dopo il 29 Novembre, data della sfiducia al moriBondi, è tutto buono.
18 novembre, 2010 alle 12:39 am
NON E’ DETTO CHE CHI PERDE ABBIA TORTO
17 novembre, 2010 alle 9:17 pm
Ma il vincitore delle primarie del PD milanese è un avvocato che ha un reddito che supera il milione di euro l’anno ? E a patrimonio com’è messo ? E perchè Gad non convoca Toni Negri a chieder conto dei suoi spropositati guadagni ?
17 novembre, 2010 alle 6:31 pm
Hu ma hai cambiato idea sul voto . Ricordo che tu una volta premevi piu’ di me. O sbaglio ? Io andrei anche il giorno di Natale !
17 novembre, 2010 alle 6:04 pm
l’ombra
Hai anche una data precisa?
17 novembre, 2010 alle 6:02 pm
La versione integrale della lista dei valori di sinistra letta da Bersani a Vieni via con me e commentata da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano
La sinistra è l’idea che, se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli, puoi fare davvero un mondo migliore per tutti (non vediamo l’ora di imbarcare Luca Cordero di Montezemolo e il banchiere Alessandro Profumo). Abbiamo la più bella Costituzione del mondo (infatti, con la Bicamerale del compagno Massimo, facemmo di tutto per riscriverne più di metà con Berlusconi). Ci sono beni che non si possono affidare al mercato: salute, istruzione e sicurezza (l’acqua invece no: quella si può tranquillamente privatizzare, e magari anche l’aria). Chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto (non per nulla la legge Treu l’abbiamo fatta noi). Chi non paga le tasse mette le mani nella tasche di chi è più povero di lui (non a caso abbiamo approvato la riforma del diritto penale tributario, detta anche “carezze agli evasori”, che depenalizza l’evasione tramite la dichiarazione infedele fino a 100 mila euro e tramite la frode fiscale fino a 75 mila euro l’anno). Se 100 euro di un operaio, di un pensionato, di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore vuol dire che il mondo è capovolto (mica per niente abbiamo sponsorizzato speculatori come Chicco Gnutti e Giovanni Consorte). Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli (il primo ministro dell’Istruzione che ha regalato soldi pubblici alle scuole private è il nostro Luigi Berlinguer). Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l’a bbiamo trovato (tant’è che vogliamo riempire l’Italia di inceneritori e centrali a carbone). Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento (del resto la legge sul testamento biologico mica l’abbiamo approvata). Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato (ricordate il nostro ministro della Giustizia? Mastella). Chi si ritiene di sinistra e progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace e deve combattere contro la tortura (infatti abbiamo fatto guerra alla Serbia chiamandola missione di pace, poi abbiamo lasciato dov’erano le truppe di occupazione dell’Iraq e abbiamo pure messo il segreto di Stato per coprire le spie del Sismi imputate per aver sequestrato lo sceicco Abu Omar e averlo deportato in Egitto per farlo torturare per sette mesi).
17 novembre, 2010 alle 5:11 pm
Sono d’accordo ad un governo tecnico solo se fanno una nuova legge elettorale e una legge sul conflitto d’interesse come lo prospettava Sylos Labini cioe’ ineleggibilita di titolri di concessioni pubbliche senza trucco ( Confalonieri ) altrimenti che si voti . Subito.
17 novembre, 2010 alle 4:56 pm
Il PD non ha capito che alla base non piace l’alleanza con Casini&C.
L’argomento che usano in continuazione è che senza quest’alleanza non si vince. Ma a cosa serve vincere per fare le stesse cose che la destra può benissimo fare per conto suo?
17 novembre, 2010 alle 2:30 pm
Guarda che non viene con te. Meno tosto Penati farà le fotocopie, ma con te non viene.
17 novembre, 2010 alle 2:25 pm
La linea sbagliata di Penati
gaddina !! accidenti.. un altro compagno che sbaglia.. iniziano ad essere un po’ troppi mia cara…