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Incontro con Maria Luisa Busi

lunedì, 22 novembre 2010

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Incontro con Maria Luisa Busi

Martedì 23 novembre alle ore 18,30 presenterò alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano il libro di Maria Luisa Busi “Brutte notizie. Come l’Italia vera è scomparsa dalla tv”, edito da Rizzoli.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2655 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    Hu from Gaia scrive:

    Caro Gad, in questa occasione, fatti dire da Luisa perchè preferisce l’informazione pubblica a quella privata.
    Vedrai che rispolvererà in te alcuni tuoi sogni (e fantasie):

    la vita è piena di imprevisti ma non mi rivedrete più direttore, anche se confesso che uno delle mie fantasie più gustose sarebbe quella, insana, di tornare per sei mesi, non di più, alla guida del Tg1

  2. 2
    pT scrive:

    la vita è piena di imprevisti ma non mi rivedrete più direttore, anche se confesso che uno delle mie fantasie più gustose sarebbe quella, insana, di tornare per sei mesi, non di più, alla guida del Tg1

    LO SCOOP E’ MIO !!! :wink:

    P.S.: Gad, lo sai che all’incontro tra la Busi e Berlusconi, c’era anche l’ombra Letta, il cavaliere alla domanda della Busi: “perchè mi volete in mediaset”, …la risposta è stata: “beh, sei un bel bocconcino…”
    :mrgreen:

  3. 3
    pT scrive:

    Gad…se t’interessa…

    Dal 17 al 19 dicembre si rinnova a Trieste, città mitteleuropea di storica tradizione letteraria che ha ispirato scrittori come Saba, Joyce e Svevo, l’appuntamento con la Fiera dell’editoria Bobi Bazlen. Fiera atipica, perché dedicata a quell’editoria, definita “di progetto”, che a prescindere dal proprio volume di affari lavora sulle idee e con le idee, la Bobi Bazlen riunirà anche quest’anno, nella splendida cornice dello storico caffè letterario San Marco, un manipolo di piccole case editrici italiane e straniere. Come Keller, minuscolo editore di Rovereto (TN) che in Italia ha pubblicato “Il paese delle prugne verdi” del premio Nobel Herta Müller, l’editrice di saggistica Quodlibet, di Macerata, o ancora la Giuntina, l’unica casa editrice europea specializzata in cultura ebraica. Da dietro i banchi disseminati all’interno del caffè San Marco ogni editore presenterà i propri libri e i propri autori, che saranno impegnati in incontri e letture pubbliche. Non mancheranno tavole rotonde e approfondimenti: da segnalare quest’anno il focus sull’editoria slovena, che porterà a Trieste le piccole case editrici d’oltreconfine in collaborazione con lo Slovenski Club. Anche quest’anno la manifestazione si concentrerà su libri e autori partendo dagli editori, proponendosi innanzitutto come un momento di riflessione sul lavoro culturale dell’editore, sulla centralità del progetto editoriale e sulle sue potenzialità.
    Intitolata a Roberto Bazlen, uno tra i più talentuosi e meno appariscenti consulenti editoriali italiani (ha scoperto e fatto scoprire in Italia Svevo, Freud, Musil, Kafka), la Fiera dell’editoria di progetto fa proprio il motto “piccolo è bello” e si differenzia dalle grandi manifestazioni dedicate alle letteratura e ai libri per il mood rilassato e intimo che la caratterizza. Lungi dal costringere il visitatore a interminabili tour de force tra stand e banchetti in anonimi capannoni, la Fiera Bazlen propone brevi incontri con editori e autori, letture pubbliche e piccole opere da assaporare lentamente, seduti al tavolo di un caffè storico in stile viennese, magari proprio lo stesso in cui si accomodavano, ai primi del Novecento, James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba.
    Non c’è posto migliore di questo per una piccola fiera letteraria: nel bancone di legno intarsiato dell’Antico Caffè San Marco, nei nudi dipinti sui quadri alle pareti, nell’ossessivo ripetersi delle foglie di caffè nelle decorazioni, nei tavolini di marmo con la gamba di ghisa, negli affreschi e nelle specchiere rivive la tradizione culturale mitteleuropea di Trieste, crogiolo di popoli e di culture, città in cui ancora oggi la letteratura è il linguaggio parlato dai luoghi e dalle preesistenze storiche di cui recano traccia.

  4. 4
    infernot scrive:

    Gad, ma ancora la Busi non ha vergogna di farsi vedere il giro? Dopo il terribile flop della sua trasmissione, dovrebbe seppellirsi da qualche parte e vergognarsi di essere ancora mantenuta a nostre spese dalla Rai di Stato. Ma vadi a LA7 almeno, mettici ua buona parola tu, ti prego…

  5. 5
    pT scrive:

    Gad, ma ancora la Busi non ha vergogna di farsi vedere il giro?

    vi basta una donna piacente che non sta al vostro gioco e subito…la screditate…

    che omuncoli

  6. 6
    Hu from Gaia scrive:

    pT

    LO SCOOP E’ MIO !!!

    L’informazioni sono di chiunque le sa divulgare, correlare tra loro, saper raccontare, eccetera.

    Se no finisce come con la Terragni, sponsorizzata da un certo pT.
    Se avesse detto ottenuto qualcosa (nel suo caso era la preferenza ad un candidato che non vinse le primarie) ti saresti preso il merito, visto che ha fatto primarie figurine l’hai girata come fosse programmata.

    eh Eh

    presta attenzione, pls
    ;-)

  7. 7
    pT scrive:

    L’informazioni sono di chiunque le sa divulgare, correlare tra loro, saper raccontare, eccetera.

    non ho parlato di copyright ma di SCOOP…

    la terragni, come scritto all’epoca, non mi interessa, ma mi interessa la richiesta che aveva fatto perciò l’ho sostenuta, poco mi interessa anche chi abbia vinto le primarie non essendo interessato.

    insomma…un conflitto di interessi…come vedi… :wink:

  8. 8
    Hu from Gaia scrive:

    pT

    non ho parlato di copyright ma di SCOOP…
    la terragni, come scritto all’epoca, non mi interessa, ma mi interessa la richiesta che aveva fatto perciò l’ho sostenuta, poco mi interessa anche chi abbia vinto le primarie non essendo interessato.
    insomma…un conflitto di interessi…come vedi…

    Ci mancherebbe parlassi di copyright e non di copyleft, di sveleresti come hai fatto altre volte.
    Continuo a sostenere la Camusso, da cui la Terragni dovrebbe imparare molto, anche in tema di quote: rosa o azzurre che siano.

    ;-)

  9. 9
    pT scrive:

    Continuo a sostenere la Camusso, da cui la Terragni dovrebbe imparare molto, anche in tema di quote: rosa o azzurre che siano.

    vediamo come si comporterà la Camusso, mi piace ma aspetto prima di pronunciarmi…

    la terragni non mi interessa…

  10. 10
    Hu from Gaia scrive:

    vediamo come si comporterà la Camusso, mi piace ma aspetto prima di pronunciarmi…

    Intanto potresti già espremerti sulla denuncia all’Aran e al Ministro della P.A. da parte della Camusso per la mancata calendarizzazione delle votazioni della RSU che riguarda 3 milioni di lavoratori.

    la terragni non mi interessa

    La prossima volta cerca di pubblicizzare ben altre personalità femminili, diverse dalla Santanchè, dalla Mussolini e dalla Terragni
    (per dirne tre ma purtroppo ce ne sono altre, tipo quelle della rete che proteggevano Iovine)
    ;-)

  11. 11
    pT scrive:

    caro gad qualcuno cancella i messaggi relativi al tuo ospite di questa sera,
    okkio

  12. 12
    Merlino scrive:

    vadi

    Congiuntivo fantozziano…

  13. 13
    zioalbert scrive:

    Gad, ma ancora la Busi non ha vergogna di farsi vedere il giro?

    Scusa Infernot, ma dire di una così che dovrebbe vergognarsi a farsi vedere in giro … Un flop può capitare a tutti … ma un viso così … è come prendersela con la Primavera del Botticelli …

  14. 14
    infernot scrive:

    nº 12Merlino scrive:
    22 novembre, 2010 alle 5:44 pm
    vadiCongiuntivo fantozziano…

    l’ho fatto aposta, si vede? Se Gad mette una buona parola la RAI si libera di una floppista e LA7 la puo’ mettere in una trasmissione piu’ adatta a lei (no comment)

  15. 15
    Hu from Gaia scrive:

    pT

    caro gad qualcuno cancella i messaggi relativi al tuo ospite di questa sera,

    Ecchisenefrega, chiunque sia stato non ha ottenuto alcunchè.
    La domanda è stata riformulata, ancora più incisivamente.
    ;-)

  16. 16
    antiaker scrive:

    La domanda è stata riformulata, ancora più incisivamente.

    non la tua…altre…OKKIO

  17. 17
    antiaker scrive:

    provate a scrivere il nome dell’esimio ospite e quello del nano e del suo stalliere………………………………………

  18. 18
    Hu from Gaia scrive:

    pT (in travestimento)

    non la tua…altre…OKKIO

    Idem come sopra (commento 15)
    ;-)

  19. 19
    Merlino scrive:

    14 infernot
    Non si capiva… E comunque siete bizzarri: se una trasmissione floppa bisogna subito defenestrare chi la conduce, le trasmissioni che hanno successo vi fanno schifo o sono, per voi, faziose… Van bene solo Vespa, Fede (sai che audience!) e Minzolini? O non ce l’avrai con la Busi perché se n’è andata a Rai3 non sopportando più il sullodato Minzo?

  20. 20
    non pervenuto scrive:

    @13

    ah ma allora vi comporate come il più bieco sb !!! non vi interessa l’intelligenza, la bravura, la professionalità ; subito vi concentrate sull’aspetto esteriore !!

    peggio di Vespa !!

    Dai gaddina, parti con un pistolotto… subito !!

  21. 21
    Uno scrive:

    A Lerner piace presentare libri.
    Quasi quasi do alle stampe i miei brevi racconti
    Così poi Lerner lo presenterà a Novara. :P

  22. 22
    Uno scrive:

    Ho inviato un commento, che non contiene offese o parolacce eppure “rimane in attesa”
    Strano, molto strano caro Lerner.

  23. 23
    xkenx8610 scrive:

    22 avrà imparato dai collekhi de la repubblica.

  24. 24
    ex dimenticata scrive:

    Anche a me 3 volte, cancellato commento sotto “Puntate Infedele”
    stasera, con lista delle organizzazioni Onlus che hanno promosso una raccolta di firme
    contro la riduzione del 5 per mille

    su http://www.iononcisto.org

    Guardatele al collegamento, poi firmate, eh?

  25. 25
    zioalbert scrive:

    OT
    Dopo le prime pagine de “Il cimitero di Praga” ho avuto la sensazione di già visto. Poi ho capito, Simone Simonini sarebbe perfetto in un blog, oltre al nick che già suona fasullo avrebbe a disposizione varie personalità già pronte con cui ditribuire il suo malanimo contro tutto e contro tutti. La sua ridicola cattiveria troverebbe sfogo come “i tedeschi fanno schifo scrive:” o “gesuiti: massoni vestiti da donna: ” o “ebrei puzzate di aglio, lavatevi”.
    Che il libro possa essere definito noioso mi lascia basito, ma come, gente che sopporta “talk” a ripetizione brillanti come un ciclo di rosari, discussioni “politiche” ripetute all’infinito, facce e discorsi di una banalità devastante poi trova Umberto Eco noioso?

  26. 26
    nena55" scrive:

    QUALCUNO LAMENTA “CENSURA” NEL BLOG, SE SI COMINCIASSE A NON PUBBLICARE I “COMMENTI” VOLGARI,INUTILI,CHE SEMPRE PIù SPESSO VEDO ,IO SAREI MOLTO CONTENTA. SARAN COSE DA RAGAZZETTI,andran prese per quello che valgono … però occupano inutilmente spazio…già si INTERLOQUISCE POCO, secondo me, se poi, leggi qualcosa di interessante, e poi…10 commenti”" di parolacce… perdi il filo….e l’interesse….

  27. 27
    pT scrive:

    secondo me, se poi, leggi qualcosa di interessante, e poi…10 commenti”” di parolacce… perdi il filo….e l’interesse

    concordo !

  28. 28
    nena55" scrive:

    ho visto M:LUISA BUSI alle “invasioni barbariche” che sorpresa! mi era antipatica, ho scoperto invece una donna intelligente, sensibile, coraggiosa. non ho seguito il suo programma in tv. ce ne sono altri, già “testati” sul genere, non se ne sentiva certo la mancanza, però, una donna come lei, penso possa trovare altre strade, per mettere “a servizio della gente” la sua intelligenza e le sue capacità, certo non è da tutti condurre un programma… o BUCARE LO SCHERMO. PER ESEMPIO, domenica ho ascoltato NICOLA GRATTERI magistrato ,parlare, raccontare cose interessantissime su mafia camorra e n’drangheta, a “niente di personale” da A.PIROSO.IL MAGISTRATO GRATTERI ad un certo punto critica “QUELLI che pur non avendo mai lavorato un giorno nella loro vita,,si IMPROVVISAVANO esperti, scrivevano libri …si INVENTAVANO UN MESTIERE parlando appunto di mafia ecc.ecc. MI SI E’ STRETTO IL CUORE! — PARLAVA FORSE DI SAVIANO??? — nel corso della serata mi è sembrato non parlasse di lui…. comunque, —PURTROPPO, mi spiace dirlo: le STESSE IDENTICHE COSE , dette dal giovane SAVIANO,a “vieni via con me” e dall’esperto magistrato GRATTERI a “niente di personale” avevano un’impatto, suscitavano sentimenti assolutamente diversi. anche “le storie”, bisogna saperle raccontare, perchè ti arrivino dentro, ti dìano una scossa… GRAZIE COMUNQUE A TUTTI E DUE PER IL LAVORO CHE SVOLGONO.

  29. 29
    Gloria Gaetano scrive:

    Gad, io sto scrivendo la recensione a Maria Luisa Busi. Gliela invierò in file in questi giorni
    Non so se occorrerà anche per il 23 novembre. Il libro è bellissimo. E’ anche letteratura giornalistica, il diario di una donna che ama la sua professione ,la cui vita si intreccia con quella delle persone che incontra e descrive, degli eventi, della cronaca. NON solo cronaca, ma lo stile è quello della Razy della Fusini Di clara Sereni della Ramondino. E’ una donna alla ricerca di sè,nell’incontro con le storie degli altri.
    Gloria

  30. 30
    Gloria Gaetano scrive:

    Maria Luisa dovrebbe venire il 18 dicembre al N’importequoi Caffè letterario di Roma, a presentare il mio libro Plurale femminile. Io presenterò lei e M.Luisa me… Intendo collegarmi al capitolo:Non è un paese per donne….Io scrivo anche sul blog della ZANARDO. Proprio tu hai presentato il libro e il documentario de l corpo delle donne…Scrivo molto per la Zanichelli Le Monnier e Kairòs

  31. 31
    Gloria Gaetano scrive:

    Ma di Basaglia, la sua legge, la proposta di revisione che giace alla Camera ,quella orrenda proposta di Ciccioli, non se ne parla, in questo tempo di idee sfumate e di passioni grigie. Sono passati 2 anni dalla mia lettera a Galimberti per cui mi scrisse Maria luisa Busi e ben 500 persone. Conosco bene Peppe dell’Acqua ,direttore del DSM di trieste e docente. Abbiamo combattuto insieme varie battaglie. Ma non se ne parla più. Dei progetti di vita da realizzare, della formazione , del disagio psichico e le cure…. Una volta mi hai detto che ci avresti fatto un pensierino. Ma non è di moda e dà fastidio parlare di questi problemi che pure sono di persone che hanno dignità e diritti.. Ma di fronte alle persone come loro si preferisce girare la faccia dall’altro lato. Il muro è dentro di noi, è il rimosso della nostra società
    Sto scrivendo un libro che è in parte saggio e in parte narrativa

    Sempre Gloria

    Ci sono gli Esclusi, è vero e gli esclusi tra gli esclusi…

  32. 32
    Gloria Gaetano scrive:

    Ho detto a M.Lisa che il suo è un gesto di coraggio. Ma oggi il coraggio non viene premiato dal successo.
    Il pubblico-popolo non ama chi abbandona gli schermi televisivi.
    Tutto deve passare attraverso lo schermo.
    Il suo libro è bello, degno della migliore letteratura giornalistica. E delle scrittrici conemporanee di questo paese. Come la Sereni, la Ortese,la Rasy, la Roy.
    L’apprezzeranno i lettori veri… Ma non il pubblico della tv.
    Per il successo vero bisogna fare molte interviste televisive.

  33. 33
    gloria gaetano scrive:

    Maria Luisa Busi Brutte notizie- Rizzoli. Recensione di Gloria Gaetano

    Maria Luisa Busi, Brutte notizie, 2010, Rizzoli, Milano

    Credevo di leggere un libro di cronache giornalistiche, notizie, magari brutte, come sottolinea il titolo Invece mi sono trovata a gustare le pagine di un diario di una donna che fa la giornalista, che ama il suo mestiere, ma che parla di sé; della sua vita che s’interseca con quella dei cassintegrati, della romena Magda (che vende i suoi manufatti di vetro in una bottega di Roma.). E vedo aprirsi anche vari scenari: degli operai di Melfi e di Pomigliano, dei terremotati dell’Aquila. Tutti vissuti da Maria Luisa attraverso colloqui, quasi confidenziali, con persone, che parlano delle loro condizioni, raccontano le loro storie di fatica e, spesso, di emarginazione.
    In questo libro Maria Luisa esprime, infatti, un giornalismo caratterizzato da passione intellettuale, gusto delle idee, ostinata appartenenza, amore nascosto o anche discretamente esibito per la letteratura.
    La qualità dei racconti, che si amalgamano nella sua cifra narrativa personale e improntata allo stile di scrittrici come la Rasy, la Sereni, la Fusini, è certificata da un senso del ritmo narrativo svelto e personalizzato, raro fra i nostri scrittori, forse istintivo, forse derivato dall’esperienza tutta particolare del suo mestiere.
    Le sue storie, pertanto, sono alimentate, nel loro assetto tematico, dalla cronaca e dall’esperienza del suo lavoro, mentre talvolta capita che la suggestione evocativa del linguaggio, volta a ricreare frammenti del passato, lasci spazio a un’emotività controllata ma acutissima, a nostalgie intense ma discrete e suggestive.
    Mi viene in mente il fazzoletto che le dava la madre, tenuto sempre nella borsa, le parole di Terzani, le sue preoccupazioni sulla formazione delle figlie, la sua preoccupazione di lasciarle troppo sole nell’ intenzione di dedicarsi al lavoro intensamente.
    Oltre un secolo di letteratura, dalla fine dell’Ottocento agli esordi del 2000, ha dialogato con la realtà dell’informazione giornalistica, sia facendo rivestire i panni del giornalista ai protagonisti di romanzi e racconti, sia vedendo gli autori stessi impegnati contemporaneamente sul fronte della letteratura e su quello giornalistico, come Poe, Maupassant, Capuana, D’Annunzio, Matilde Serao, Sibilla Aleramo, Oriana Fallaci, Luce D’Eramo, Buzzati, Landolfi, Moravia, Palumbo, Piovene, Virgili, Doni, Pirandello, Prisco.
    Ma non è proprio questa la tradizione in cui la giornalista si inserisce, ma in quella, a noi contemporanea, delle scrittrici che hanno fatto o fanno giornalismo, Ortese, Lipperini, Michela Murgia, Concita de Gregorio , Arhundaty Roy e tante altre.
    Quando Maria Luisa va in Kelibia resta un po’ di tempo a parlare col massaggiatore, Fawzi.
    “Tu hai un male antico”, le dice Fawzi: “Vedo tanti stranieri, anche italiani, dice il ragazzo. Una fretta incredibile. Non si danno il tempo di parlare, di conoscere, solo il tempo di comprare qualcosa di cui non hanno bisogno, di cui non afferrano il senso, che forse nemmeno gli piace.”
    E li vediamo questi italiani nel villaggio turistico, che danzano sfrenatamente, che passano la giornata con gli animatori, che non riescono a guardare l’incanto del mare della Tunisia.
    “ Dieci chilometri di sabbia bianca, dune incontaminate mare turchese, un’ immensa distesa della consistenza della farina, selvaggia e deserta..”
    Cos’, con pochi tratti Maria Luisa ci descrive due mondi: la gente semplice, lo scenario naturale, la piccola città di Kelibia, e questo popolo del Nord che sta lì come in qualsiasi albergo della riviera adriatica, che vanno in
    Tunisia solo per gli animatori, per essere “animati”.
    “Già siamo in Tunisia, ma in realtà nel profondo dell’Italia. Quanto ci assomiglia questo villaggio. Un luogo dove si ignora tutto, non si vuole sapere, si vuole essere distratti da qualcosa che evidentemente ci angoscia, chissà
    cos’è. E si ha paura di quel c’è fuori, di quel che non si conosce”.
    L’autrice ce la racconta quest’Italia fatta di nuove e antiche povertà emergenti, di disoccupazione e precariato, di mercificazione delle donne, di conflitti d’interesse, di uso politico dei media, di terremotati, di studenti che chiedono cultura e progetti, di immigrati che lavorano 12 ore al giorno, senza alcuna protezione sindacale.
    L’Italia di Magda di Simona di Loredana di Sergio dei terremotati dell’aquila di Roberto.
    E di tutto l’elenco delle brutte notizie che i telegiornali non vorrebbero dare, o danno in minima parte, per non intimorire quell’altra Italia, quella che simbolicamente potremmo definire ”del villaggio”, che assiste ai quiz, che ascolta canzonette neomelodiche, che danza selvaggiamente i balli sudamericani, e guarda l’Isola dei Famosi.
    E allora bisogna dare in tv le notizie che infondano ottimismo, montare le notizie in modo tendenzioso, mentre l’informazione si snatura in intrattenimento: così, quello che dovrebbe essere lo specchio fedele di un Paese
    deforma la realtà quotidiana di un’Italia stretta nella morsa della crisi economica e sociale.
    E’ proprio questo che Maria Luisa non ha voluto fare. Perciò ha scritto un atto d’accusa dei meccanismi di manipolazione, che è anche denuncia delle notizie oscurate.
    “Questa esasperazione del conflitto nello spazio mediatico non lascia spazio al giornalismo indipendente, ma nemmeno a un giornalismo apertamente di parte, ma corretto nella sua impostazione professionale. Dopo le mie dimissioni sono stati in due ad appendere una lettera di solidarietà alla bacheca del TG!”

    Ma noi osservatori attenti abbiamo capito perché l’autrice del libro ha dato le dimissioni, infatti “non credeva più nel giornalismo basato su parole d’ordine semplici, dettate dall’arroganza del governo”, nella costruzione di una narrazione televisiva coerente con la propria narrazione politica, nell’illusione che a volte un verbo o un aggettivo servissero per spostare voti di qua o di là.
    Per questo ha detto “Non ci sto” e ha scritto questo libro che parla anche dei meccanismi di scelta, taglio, ordine di presentazione delle notizie, delle regole imposte dalla direzione al TG! Ce ne svela i retroscena.
    E riporta le parole della favola amara di un altro grande giornalista, Ennio Remondino:
    “ Siano notizie o prese di posizione sindacali, ciò che conta non è più la verità o la coscienza della persona, ma il gradimento. Il gradimento da parte di chi comanda. Anche la gerarchia rovescia la logica della sua autorità: non vale più la dignità del sapere ma la forza del possedere”.
    E di tutto il nostro Paese Maria Luisa fa un quadro complesso e completo: non è più un paese per giovani, non è per anziani, non è un paese per donne. E’ un paese di rendite, clientele, favori, di corruzione. Per le donne anche è difficile vivere qui. E si nota la differenza tra le leggi varate in Spagna sull’uguaglianza e i programmi televisivi e le immagini pubblicitarie delle donne. Esiste in Italia una risoluzione del Parlamento nel 2008, la 401, che invita i governi a combattere gli insulti sessisti e le immagini degradanti, e condanna i media per il loro ruolo nel perpetuare stereotipi di genere, ma anche la rappresentazione di corpi ideali come pericoloso incentivo a disturbi come anoressia e bulimia.
    “Come in un loop infinito un’immagine femminile che è sempre quella, banalizzata e parziale, su cui Fabiana Fusco dice: “è un ordine simbolico e materiale che vorrebbe confinare che vorrebbe confinare le donne nell’ambito del corpo, della sessualità, della riproduzione biologica e della cura familiare.”
    E’ un corpo che deve stimolare gli uomini, allettarli, indurli a commenti sessisti e fermi su una bella immagine costruita apposta e in vetrina. Ancora una volta la tv e i comportamenti di molti uomini politici contribuiscono a diffondere la solita idea, che vige dall’inizio della storia, del controllo del corpo delle donne. Quindi L’Italia non è un paese per donne, né per bambini, che vengono trattati come consumatori e esseri un po’ stupidi e ritardati o come adulti che si esibiscono in canzoni e spettacoli già da professionisti. Ma è un paese per ricchi, pochi ricchi, che comprano ville favolose, yacht enormi, che hanno conti bancari off shore., che vivono nelle loro isole, hanno
    le loro scuole, le università private, i locali dove fanno festini, e si comprano le donne. Un paese di palazzinari arricchiti, che si formano capitali ingenti di cui non si conosce l’origine,né il percorso. E’ il paese di mafiosi e camorristi, di clientele, clan, lobbies, scambi di favori e di voti, regali di mutui bancari.
    Come dice Ilvo Diamanti, la società italiana è una società in cui l’ideologia viene rimpiazzata con la fiducia nella figura del leader, l’organizzazione e la partecipazione con il marketing e la comunicazione, per cittadini-spettatori, fa una narrazione della politica che deve avere il suo gradimento. La favola viene ascoltata finché piace, perché la politica è una grande avventura mediatica, che ha fatto della televisione il terreno reale della contesa.
    E continuerà a esserlo anche dopo Berlusconi, perché ormai il popolo è diventato pubblico e la conformazione della società è cambiata. E’ per questo che bisognerebbe leggere il libro di Maria Luisa Busi, perché il quadro politico-sociale civile è completo. Perche la narrazione è accattivante nella sua forma autobiografica e rivela la lettura della migliore letteratura e della spontaneità della sua vita di donna, con i rapporti che intreccia, con i suoi affetti e la passione per il suo mestiere. Che si mescolano alle emozioni suscitate dalle persone che l’autrice ha incontrato, anche solo per il breve tempo di un servizio giornalistico.
    Mi piace concludere con le parole di Guglielmi, che ha dato l’impronta anni fa ai programmi di rai tre:
    “..In fondo, chi può stabilire se questi tempi siano o meno tristi? Ovviamente: chi li vive. Chi li attraversa e li valuta. In questo caso, la mia tristezza dipende e deriva dalla ‘mia’ difficoltà ad accettare quel che mi avviene
    intorno. Faccio fatica e anzi non riesco a riconoscermi in questo territorio informe, in questa plaga immobiliare per me senza senso; dove le relazioni personali sono povere e rarefatte, dove le persone si chiudono e si isolano, comunicano attraverso i cellulari, internet, i social network, dove le paure sono le lenti degli occhiali con cui guardiamo gli altri e il mondo, dove il mondo e gli altri arrivano nelle case e agli occhi delle persone attraverso i media, dove la politica è antipolitica, dove i partiti non sono più idee e associazioni ma leader e oligarchie, senza idee e senza associazioni; e vivono a pieno tempo nei telesalotti. Fatico a orientarmi dove gli stranieri appaiono nemici, dove anche gli altri appaiono nemici. Perché tutti diventano stranieri – e potenzialmente nemici, altri da noi – in un mondo e in un territorio che non conosciamo e in cui non ci riconosciamo. Per questo ho – e, forse, abbiamo – bisogno di bussole. Per procedere e orientarsi nella nebbia, cognitiva ed emotiva, prodotta dal nostro tempo. Almeno ai nostri – miei – occhi.”
    Anch’io provo le stesse cose e ho trovato nel libro, bellissimo e completo di Maria Luisa Busi un primo sicuro orientamento, un modo, una chiave per capire la realtà complessa e offuscata dalla nebbia televisiva e da tutti i messaggi che ci bombardano anche su Internet e per procedere e ricercare, e pormi sempre domande.
    Ho la curiosità del ricercatrice, della studiosa, la passione per le arti e per l’innovazione, ma provo anche l’emozione nel leggere pagine ben scritte.

  34. 34
    Irene scrive:

    Ho letto il libro della Busi…appena dopo natale. Mi ha colpito e insieme commosso e fatto arrabbiare. Grazie Maria Luisa! Ora peró non si hanno piú sue notizie. Ne’ un sito, ne’ un blog. Come facciamo a comunicare con lei? Che fine ha fatto la Busi? Se ci sei, batti un colpo! Ne abbiamo bisogno!


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21 feb - 0:53: Vado a Marsiglia, sospinto dal tifo nerazzurro e dalla voglia di bouillabaisse ...

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