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Il nuovo libro di Nuzzi e Antonelli

martedì, 30 novembre 2010

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Il nuovo libro di Nuzzi e Antonelli

Giovedì 2 dicembre alle ore 18 al Circolo della Stampa di Milano (Corso Venezia 16), parteciperò alla presentazione del nuovo libro di Gianluigi Nuzzi, scritto in collaborazione con Claudio Antonelli. Si intitola: “Metastasi” (editore Chiarelettere) ed è un racconto esplosivo sulla penetrazione della ‘ndrangheta in Lombardia e in tutto il Nord Italia. Insieme agli autori e al sottoscritto interverranno: Livia Pomodoro, Maurizio Belpietro e Giancarlo Capaldo.

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Commenti per questo articolo

  1. 1
    Stella scrive:

    Ma sbaglio o è proprio Libero (il giornale dove lavora Nuzzi) che ha massacrato Saviano e la trasmissione “Vieni via con me”? Se invece quelle stesse cose le dice Nuzzi allora va tutto bene? Avevano una serpe in corpo e non lo sapevano?
    Ma come lo spiega Nuzzi tutto questo????

  2. 2
    Francesco Manzella scrive:

    Beavo Nuzzi, ho letto il tuo Vaticano Spa e seppur a malincuore devo ammettere che tante persone anche all’interno del clero fanno del motto predica bene e razzola male il loro modo di vivere e di operare.
    Leggerò senz’altro il nuovo libro.

    Francesco Manzella
    Villa Vicentina (UD)

  3. 3
    Uno scrive:

    è un racconto esplosivo sulla penetrazione della ‘ndrangheta in Lombardia e in tutto il Nord Italia.

    Grazie a quale potere politico? E’ stato evidenziato nel libro?
    ….azzo, sta a vedere che ha ragione Saviano!
    Magari Belpietro e Sallusti faranno una denuncia precisa ed asfissiante di questo fenomeno sui loro rispettivi giornali.

  4. 4
    Gad scrive:

    Dichiarazione del viceministro Roberto Castelli:
    “Leggo su alcuni quotidiani che sarebbe saltato fuori il solito pentito che parla di un esponente leghista che avrebbe fatto accordi con il clan Coco Trovato a Lecco nel 1990.
    Ricordo che in quegli anni soltanto la Lega combatteva la mafia, mentre alcune istituzioni lecchesi nel 1988 a Coco Trovato davano addirittura la medaglia.
    È troppo comodo lanciare accuse e insinuazioni a cui non si può ribattere, con l’evidente tentativo di fermare l’avanzata della Lega in Lombardia. Invito questo “signor pentito” a fare nomi e cognomi.
    I riscontri diranno se ha detto la verità o se è uno dei tanti mistificatori che purtroppo abbondano nel mondo dei pentiti. Da un lato ci sono le affermazioni di un mafioso, dall’altro la storia della Lega che è sotto gli occhi di tutti”.

  5. 5
    i scrive:

    Facco-leaks:

    UMBERTO MAGNO, IL 2 DICEMBRE I DOCUMENTI IN CHIARO SUL SITO
    DOMANI, IN OCCASIONE DELL’USCITA IN LIBRERIA DI
    “UMBERTO MAGNO, la vera storia dell’imperatore della Padania”,
    VERRANNO PUBBLICATI SU QUESTO SITO I SEGUENTI DOCUMENTI ESCLUSIVI:

    1- ATTI NOTARILI SUL CRAC DEL VILLAGGIO IN CROAZIA
    2- ASSEGNO DI PAGAMENTO DELLE QUOTE DEL VILLAGGIO CROATO DELL’EX MINISTRO GIANCARLO PAGLIARINI
    3- CASELLARIO GIUDIZIARIO DELL’EX GENERALE DELLE GUARDIE PADANE (VOLONTARI VERDI)
    4- BUSTA PAGA DEL PRIMO FIGLIO DI UMBERTO BOSSI, CHE VENIVA PAGATO DALLE COOPERATIVE PADANE, MENTRE QUESTE FACEVANO BUCHI DI CENTINAIA DI MILIONI
    5- DOCUMENTI CHE TESTIMONIANO COME LA LEGA DI REGGIO

  6. 6
    MARTELLO scrive:

    01 12 2010

    Ricordo che in quegli anni soltanto la Lega combatteva la mafia, mentre alcune istituzioni lecchesi nel 1988 a Coco Trovato davano addirittura la medaglia.

    La cantilena dell’ex ministro al limite non ha mai incantanto, oggi a maggior ragione. Perciò chi può dica a costui di tacere e di trovare un briciolo di dignità per scusarsi con Roberto Saviano.

    Chi sono gli ex ministri della lega? Qualcuno pubblichi l’elenco.

  7. 7
    xkenx8610 scrive:

    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201012011715565110&chkAgenzie=TMFI&sez=news&testo=&titolo=Borse su con WS, Finmeccanica nega depistaggio indagini

    Fra gli industriali, Finmeccanica è scesa contro corrente dello 0,34% a 8,675 euro. La società ha smentito quanto scritto oggi da alcuni quotidiani secondo i quali il direttore alle relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni, sarebbe stato al corrente di “una manovra” per “addomesticare” le indagini della magistratura sugli appalti Enav e che vedono coinvolto il gruppo della difesa.

    Questa gente è talmente abituata a corrompere che non si rende conto di quello che fa, cacce al cinghiale, badanti argentine, colonnelli festanti, trasferte estere virtuali, sono estremamente tranquilli perchè sanno che CON L’ACQUA SPORCA SI POTREBBE BUTTARE ANCHE IL BAMBINO. Da qualche parte si deve iniziare.

  8. 8
    Domenico Creazzo scrive:

    Dopo “tangentopoli” la saga continua con “‘ndranghetopoli” ?

    Se alle ultime dichiarazioni d’intenti del Presidente della A.N.M., seguiranno i fatti, toccheremo con mano la vera portata di questo nuovo episodio della saga, al momento ancora presunto, salvo rilevare che cambiano i tempi ma la fame di corrotti e corruttori è sempre la stessa.
    Fino a quando non riusciremo a realizzare i lavori pubblici con un colpo di bacchetta magica, avremo sempre bisogno di un’impresa che assuma, dietro adeguato compenso, l’impegno di eseguirli.
    Ma forse la chiave di tutto è in quell’aggettivo: “adeguato”, ovvero il prezzo minimo d’appalto.
    Immolare sull’altare della libera concorrenza anche il buon senso, assegnando appalti dietro offerte al disotto di quel prezzo minimo, espone gli appalti pubblici, oltre ogni misura, al rischio di infiltrazione di tutte quelle organizzazioni illegali che hanno denaro da riciclare.
    Pertanto, non stupisce nessuno che gli “Alfa” e i “Beta” di
    “tangentopoli” siano oggi, sostituiti dai “Gamma” di un “pentito”, quello che stupisce è che nessuno si renda conto che se non cambia il sistema degli appalti pubblici, arriveremo ai “Sampi” e ricominceremo dagli “Alfa 1″ un ritornello ad libitum. Per la gioia di grandi e originali scrittori contemporanei.

    Ringrazio per l’ospitalità.

    Cordiali saluti.

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  9. 9
    Elsa scrive:

    sbaglio o è proprio Libero (il giornale dove lavora Nuzzi) che ha massacrato Saviano e la trasmissione “Vieni via con me”? Se invece quelle stesse cose le dice Nuzzi allora va tutto bene? Avevano una serpe in corpo e non lo sapevano?
    Ma come lo spiega Nuzzi tutto questo????

    Così: predica bene e razzola male. Ma un giorno potrebbe rileggersi e cominciare a razzolare bene lasciando le prediche a te.

  10. 10
    LIBERALVOX scrive:

    Il terzo polo prende forma!

    Occhi puntati sul 14 dicembre. E allora tutti contro Berlusconi! Si gioca tutto sulla (s)fiducia al governo. Al centro del vertice tenutosi tra Udc, Fli e Api la verifica dei margini di un accordo sulla mozione di sfiducia al governo annunciata dal partito di Pierferdinando Casini. All’incontro, che si è svolto nello studio del presidente della Camera, c’erano anche Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, Bruno Tabacci dell’Api e Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Fli. Conclusosi da poco il politburo, la triade (Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini) avrebbe raggiunto un’intesa di massima per presentare un documento insieme. Il terzo polo va verso una mozione comune per la sfiducia al governo. Pallottoliere alla mano, ai 36 deputati di Fli (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Casini, i 6 dell’Api di Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati da Lombardo e i 3 Libem di Tanoni (complessivamente sono 85). A questi, poi, bisogna sommare i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia: l’esponente del Pri Giorgio La Malfa e l’ex azzurro Paolo Guzzanti. In totale, dunque, si arriva a quota 87. Giochi fatti, dunque! Ma prima di ufficializzare la mossa si terranno una serie di incontri, così, tanto per salvare la faccia e apparire un pò più democratici del partito ‘padronale’ del Cavaliere. Questione di facciata, non certo di sostanza (chiedete a Storace cosa ne pensa di Fini e della democrazia interna del partito ai tempi di MSI e AN)! Fini, così, vedrà i gruppi di Fli per comunicare la decisione (già presa senza di loro) e valutarla (!?) con i suoi. Al termine del vertice tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa a Montecitorio, Rutelli ha lasciato intendere che l’intesa è vicina: “La riunione di questa mattina è andata molto bene, c’è un’ampia convergenza tra di noi, non mi fate dire altro”. E Casini ha confermato: “L’incontro è andato benissimo”. Sembra la triade degli sfigati, in cerca di rivalsa: Fini che prima annega nelle acque di Fiuggi un partito (MSI), ne crea uno nuovo di zecca (AN), poi lo distrugge per fonderlo con un altro partito (FI) nel secondo polo (PDL) e oggi lo separa di nuovo per Futuro e Libertà: Gianfry, che ha perso la trebisonda appresso alla Tulliani, da delfino di Giorgio Almirante rischia di fare il baccalà a mollo; Rutelli nato da una costola di Pannella e cresciuto(!?) all’ombra prima di D’Alema, poi di Veltroni, l’eterno ragazzino, la giovane(!?) promessa che non riesce a… mantenere, spera di farlo adesso: la speranza è l’ultima a morire, ma per l’ex sindaco di Roma è eutanasia politica allo stato puro quella di farsi portare per mano, dal gatto (Gianfry) e dalla volpe (Casini), per rimettersi sotto l’ombra dell’albero dei miracoli; infine lui, Pierferdy Casini, l’erede nudo di Andreotti, Fanfani, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, che si ritrova in mano, in tempo di euro, uno scudo… ‘crociato’ che non serve più nenache a racimolare i voti delle vecchiette e di qualche parroco di campagna, lui che ha sposato in seconde nozze la figlia di Caltagirone – palazzinaro e editore romano, suoi tutti i cantieri della capitale, suo “Il Messaggero”, insomma, un aspirante Berlusconi! – per fare carriera politica, anche se per vocazione è panettiere nato: “da Pierferdy il Mago dei 2forni”!

  11. 11
    luther blissett scrive:

    1990, Lecco. Un leghista abbastanza giovane (35 anni circa?), un “bell’uomo”, con Ferrari e biondona al seguito..
    vuoi vedere che è proprio Castelli?

  12. 12
    Giorgio Milanta scrive:

    Solidarietà a Roberto Castelli.

  13. 13
    margherita scrive:

    Gianni Versace…..

  14. 14
    Giorgio Milanta scrive:

    Questa è metastasi, ma non del Nord (Padania. Da noi queste “usanze” non esistono, non sono parte del nostro bagaglio bioculturale:

    Lea Garofalo fu uccisa, sei arresti
    Milano, collaboratrice sciolta in acido

    Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia scomparsa a Milano nel novembre del 2009, è stata uccisa e poi sciolta nell’acido in un terreno a San Fruttuoso vicino Monza. I carabinieri hanno arrestato sei persone. L’omicidio della donna è stato una vera “esecuzione”. Gli arresti sono stati eseguiti tra Lombardia, Calabria e Molise. La Garofalo fu torturata prima di essere uccisa.
    Dei sei provvedimenti, due sono stati notificati in cella a Carlo Cosco, 40 anni, ex convivente della donna – dalla relazione è nata una figlia ora maggiorenne – e a Massimo Sabatino, 37 anni. I due erano già stati arrestati a febbraio per un precedente tentativo di sequestro, avvenuto a Campobasso nel maggio dell’anno scorso, con lo scopo di uccidere la Garofalo per vendicarsi delle dichiarazioni da lei rese agli inquirenti, a partire dal 2002, contro alcuni affiliati alle cosche della ‘ndrangheta di Petilia Policastro (Crotone).

    Gli altri destinatari del provvedimento del giudice Gennari sono Giuseppe e Vito Cosco, rispettivamente di 46 e 41 anni; Carmine Venturino di 32 anni e Rosarcio Curcio di 34 anni. Per tutti le accuse contestate sono di omicidio e soppressione di cadavere tranne che per Curcio che avrebbe partecipato solo all’occultamento del corpo della donna, poi sciolto nell’acido.

    Secondo le indagini, Carlo Cosco ha organizzato l’agguato teso a Lea Garofalo proprio mentre questa si trovava a Milano con la figlia. Proprio con il pretesto di mantenere i rapporti con la ragazza, legatissima alla madre, Cosco ha attirato la sua ex nel capoluogo lombardo. A dare l’allarme per prima per la sparizione della donna era stata proprio la ragazza.

    Un piano per rapirla e ucciderla in Puglia
    La donna avrebbe dovuto essere rapita e trasportata in Puglia per essere uccisa e sciolta nell’acido in una masseria in campagna nei dintorni di Bari, e per questo Carlo Cosco aveva procurato, chiedendolo ai cinesi di via Paolo Sarpi a Milano, un furgone su cui erano stati “caricati anche 50 litri di acido”. Sono le rivelazioni di un compagno di cella di Massimo Sabatino.

    L’uomo, come si legge nell’ordinanza del gip riferendosi a un primo tentativo non andato a buon fine, ha spiegato che secondo il piano predisposto da Carlo Cosco, l’ex convivente della donna Lea Garofalo “avrebbe dovuto essere sequestrata e quindi trasportata all’uscita autostradale di Bari, dove vi sarebbero stati due amici di Cosco ad attenderla che avrebbero dovuto prendere in consegna la Garofalo e portarla in una masseria in campagna dove questa avrebbe dovuto essere sciolta nell’acido”.

    Caricata sul furgone con 50 lt di acido
    Invece nella notte tra il 24 e il 25 novembre Garofalo venne “caricata sul furgone, su cui vi erano sempre 50 litri di acido, e portata in un luogo vicino alla Milano-Meda dove i Cosco hanno un piazzale o un terreno dove tengono i mezzi di movimento terra della loro ditta”, racconta sempre il pentito che ha contribuito alle indagini. L’uomo ha riferito quanto confessatogli da Sabatino: quest’ultimo, insieme a Carmine Venturino (altro arrestato) e i “due albanesi, secondo le indicazioni di Carlo Cosco, hanno preso la Garofalo”, per poi portarla in un luogo nei pressi di Monza.

    Torturata prima di eliminarla
    L’ex collaboratrice di giustizia è stata interrogata a lungo e torturata prima di essere uccisa. La banda sequestrò la donna (invece di eliminarla immediatamente) perché voleva sapere le informazioni che lei aveva fornito come collaboratrice di giustizia. Le rivelazioni erano ancora secretate e quindi preoccupavano molto l’ex convivente e gli altri membri del gruppo.

    La distruzione del cadavere, per inquirenti e investigatori, ha avuto lo scopo di “simulare la scomparsa volontaria” della collaboratrice e assicurare l’impunità degli autori materiali dell’esecuzione.

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo493571.shtml

    Ha perfino chiesto aiuto al presidente Napolitano, ma il Quirinale, tramite i suoi uffici, ha dichiarato di non avere ricevuto alcuna richiesta.

  15. 15
    margherita scrive:

    GAD parlaci di Gianni Versace

  16. 16
    TAMARAPHONTAMARA scrive:

    La cantilena dell’ex ministro al limite non ha mai incantanto, oggi a maggior ragione. Perciò chi può dica a costui di tacere e di trovare un briciolo di dignità per scusarsi con Roberto Saviano

    Senza travestirsi da sandocan e nemmeno guardando negli occhi l’Annunziata.


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