L’assalto dei manifestanti intorno ai palazzi del Parlamento scimmiotta un’insurrezione che regala solo più consensi alla destra
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martedì, 14 dicembre 2010
L’assalto dei manifestanti intorno ai palazzi del Parlamento scimmiotta un’insurrezione che regala solo più consensi alla destra
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17 dicembre, 2010 alle 11:15 pm
Sulle scarcerazioni dei giovani manifestanti arrestati e poi rilasciati a seguito delle violenze verificatesi a Roma dopo la fiducia al governo Berlusconi, scarcerazioni per le quali il sindaco Alemanno aveva parlato di “ingiustizia”, si registra una posizione in controtendenza, a salvaguardia della indipendenza della magistratura.
L’Unione Camere Penali Italiane ha infatti espresso “profonda preoccupazione” per l’ispezione disposta dal Ministro Guardasigilli Alfano, finalizzata alla verifica delle condizioni formali e “sostanziali” per la scarcerazione dei 22 accusati dei disordini avvenuti a Roma e ha difenso “l’autonomia e la terzietà del Giudice”.
Nella nota, l’UCPI ricorda che “l’Unione da sempre conduce una battaglia in difesa della libertà della giurisdizione, messa in pericolo quando l’esercizio del potere d’ispezione è conseguenza unicamente del mancato gradimento della decisione e produce l’evidente effetto di influire su accertamenti giudiziari in corso”.
L’associazione dei penalisti ribadisce che “Il controllo sostanziale delle decisioni dei giudici non può che appartenere alla giurisdizione e comunque non può essere l’oggetto di ispezioni ministeriali ad hoc, peraltro sollecitate dal Ministero dell’Interno”.
16 dicembre, 2010 alle 9:13 am
Politica
16/12/2010 – LA CAPITALE – DOPO LE DEVASTAZIONI
Scontri a Roma, ventidue a processo
Preso l’ “infiltrato”: è figlio di un ex Br
Il giovane con la pala scambiato per infiltrato
Il Pd: “Maroni deve chiarire”.
Ma il Pdl proteste: aberrante pensare a complicità esterne
FULVIO MILONE
ROMA
Ventidue dimostranti arrestati: saranno processati per direttissima oggi. Quarantuno le persone identificate: su di loro sono in corso indagini. Cinque i giovani denunciati all’autorità giudiziaria. E poi, 124 feriti o contusi tra le forze dell’ordine e danni impressionanti nel centro di Roma messo a ferro e fuoco. Li ha resi noti il sindaco Alemanno: ammontano a 16 milioni di euro, «15 dei quali riguardano gli esercizi commerciali e 1 i beni culturali e l’arredo urbano».
E’ questo il bilancio in cifre della battaglia divampata l’altro giorno nella Capitale, ore di guerriglia sulle quali, il giorno dopo, si sono addensati dubbi e sospetti dissipati in serata. Tutto è partito dalle immagini di un ragazzo incappucciato armato di pala, presente agli scontri ma sempre vicino alle forze dell’ordine. «Un provocatore infiltrato», accusano alcuni esponenti del Pd. «Un estremista già identificato e arrestato in serata», è la risposta della questura, in attesa di una ricostruzione ufficiale che verrà fatta dal ministro Maroni, domani al Senato.
Insomma, erano davvero tutti black bloc i responsabili degli scontri, o c’è stata anche la mano di agenti provocatori nella battaglia scoppiata mentre a Montecitorio i deputati votavano? Per questa seconda tesi si è pronunciata la presidente del gruppo al Senato Anna Finocchiaro: «C’erano evidentemente degli infiltrati che hanno messo a rischio i manifestanti e le forze dell’ordine. Chi li ha mandati? Chi li paga? Che cosa devono causare? Il ministro dell’Interno venga in Aula a riferire». Accuse pesanti a cui Roberto Maroni ha risposto annunciando il suo intervento al Senato, mentre il presidente dei deputati del Pdl Cicchitto ha reagito con indignazione: «Consideriamo del tutto aberrante questa ipotesi e anche irresponsabile chi gioca in questo modo con le parole». Ai sospetti sollevati da Anna Finocchiaro, però, è seguita un’interrogazione di due senatori del Pd, Francesco Ferrante e Roberto Della Seta: «Come si spiegano – dicono – le fotografie nelle quali rappresentanti delle forze dell’ordine familiarizzano con i black bloc? Ieri a mettere a ferro e fuoco il centro di Roma c’erano anche agenti travestiti?».
Le foto a cui i senatori si riferiscono sono quelle pubblicate su alcuni quotidiani, e ritraggono “il ragazzo con la pala” incappucciato e vestito con un giubbotto beige che impugna un manganello e un paio di manette (forse tolti a un agente) mentre osserva un gruppetto di teppisti accanirsi su un agente della Finanza. E’ sempre in prima linea negli scontri, ma molto vicino alle forze dell’ordine. Ce n’è quanto basta perché su quella figura monti un caso. La notizia dell’avvenuto fermo del giovane, filtrata in mattinata e in qualche modo confermata da una foto che mostra il personaggio condotto via da due agenti, è stata smentita dalla Procura della Repubblica: «Non c’è un fermo, faremo ulteriori accertamenti sulla vicenda». Poche ore dopo, però, dalla Questura hanno prima fatto sapere che il ragazzo era stato identificato ma era irreperibile. Poi, in serata, sono scattate per davvero le manette. Il fermato non ha ancora 17 anni, risulta figlio di un brigatista rosso ed ha precedenti per rissa e resistenza a un pubblico ufficiale.
Il sindaco di Roma risponde a chi accusa la polizia di non aver saputo far fronte ad una manifestazione con prevedibili code di violenza: «I violenti cercavano lo scontro, Roma ha respirato lo stesso clima di violenza che c’era negli Anni Settanta». Una violenza, quella di cui parla Alemanno, che rischia di ripetersi. Lo conferma il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che probabilmente pensa ai cortei in programma la prossima settimana contro la riforma Gelmini: «Ci auguriamo manifestazioni pacifiche, ma c’è anche il timore che questo non avvenga».
http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/380160/
Continuate a farvi del male.
16 dicembre, 2010 alle 8:32 am
16/12/2010
Complotto il vecchio vizio della sinistra
MICHELE BRAMBILLA
C’erano infiltrati tra i ragazzi che l’altro ieri hanno manifestato per le vie di Roma, con i risultati che sappiamo?
Tutto è possibile, per carità.
Per affermarlo occorrerebbero però, se non delle prove, perlomeno degli indizi seri. Invece ieri, sulla base di alcune foto fatte girare su Internet – e rivelatesi poi in alcuni casi tutt’altro che chiare, e in altri delle autentiche patacche – è partito il tragicomico déjà vu di accuse alla polizia cattiva e complottista al servizio della Reazione.
Tutto è cominciato perché in alcune immagini scattate durante la guerriglia si vede un ragazzo con un giubbotto beige e il volto coperto da una sciarpa bianca che impugna un manganello e tiene, nell’altra mano, un paio di manette. E chi può avere un paio di manette, se non un questurino? Altre foto, poi, evidenziano che alcuni teppisti calzano scarponi identici a quelli in dotazione alla polizia. Tanto è bastato per dare il via al tam tam: ecco le prove, i violenti sono in realtà poliziotti travestiti e manovrati da un governo che ha interesse a dare, di chi protesta pacificamente, l’immagine degli estremisti pericolosi.
Se tutto questo veleno fosse stato messo in circolo da, che so, esponenti di alcuni centri sociali, o comunque dal cosiddetto «mondo antagonista», non meriterebbe neppure di essere commentato. Purtroppo i sospetti, le illazioni, la consueta patologica caccia a registi occulti sono venuti da pulpiti che godono di grande autorevolezza. Giornalisti e politici dell’opposizione hanno chiesto spiegazioni al ministro degli Interni e perfino una persona solitamente assennata come il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, ha detto: «Vogliamo sapere chi erano questi che evidentemente erano infiltrati, chi li ha mandati, chi li paga e che cosa devono provocare».
Siccome anche gli avverbi a volte sono pietre, quell’«evidentemente» uscito dalla bocca della Finocchiaro è una cosa che fa male. «Evidentemente», e quindi senza dubbi. Sarebbe bastato che la senatrice, e con lei molti altri (l’ex ministro della Giustizia Diliberto, ad esempio) avessero fatto ricorso alla prima delle virtù cardinali, che è la prudenza. O almeno alla pazienza: avessero aspettato un paio d’ore, avrebbero visto altri filmati, ad esempio quello in cui si vede che il misterioso «infiltrato» viene poi fermato dalla polizia, e che mentre implora clemenza ripetendo più volte «sono minorenne» non si cura della telecamera che lo riprende. Fosse stato uno sbirro in missione segreta, avrebbe permesso (e avrebbero permesso i suoi «colleghi» poliziotti) quelle riprese? Con un po’ di pazienza, poi, i sostenitori del complotto avrebbero appurato che le fotografie in cui si vedono manifestanti con gli stessi scarponi dei poliziotti non sono state scattate a Roma martedì, ma a Toronto quattro mesi fa. Infine, un po’ di paziente attesa avrebbe permesso la lettura del comunicato con il quale la questura ha fatto sapere che ieri sera ha identificato e arrestato il ragazzo, che è un estremista di sinistra, e non un brigadiere.
Purtroppo questo ricorso al complottismo e al vittimismo è un vizio antico della nostra sinistra. Già negli Anni Settanta si cercò goffamente, e per anni, di negare la vera matrice delle Brigate Rosse; e anche allora, negli scontri di piazza, secondo una certa vulgata c’erano da una parte i giovanotti inermi, e dall’altra la polizia assassina. È un vizio che forse ha origine nella pretesa di una immacolata concezione, per cui è impossibile che «qualcuno dei nostri» possa anche comportarsi male; e nella tentazione di cercare sempre un alibi ai propri insuccessi, per cui se non si vince è perché qualcuno rema contro in modo sporco.
E invece uno dei – non il solo: ma uno dei – motivi per cui la sinistra italiana non ha vinto è anche questo suo ahimè ricorrente atteggiamento, che l’ha resa agli occhi di molti poco simpatica e ancor meno credibile. Ne ha sicuramente, la sinistra, di argomenti per fare opposizione. Lasci perdere i complotti della polizia.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8204&ID_sezione=&sezione=
16 dicembre, 2010 alle 1:36 am
Meno intelligenza,piu’ lavoro,piu’ futuro ai giovani che si devono creare delle basi solide i patriarchi intellettuali possono andare via,noi vogliamo lígnoranza ma vivere e sognare sereni senza ombre nel cielo,ci piace lka stabilita’e mettiamo radici solide non come voi intellettuali con i vostri argomenti arcirisebtiti che ha nulla portano se non ad una lezione di intelligenza ma senza lavoro ne’futuro,fine della storia noi Italiani popolo di santi,sognatori,naviganti vogliamo lavoro pace prosperita’e avere tanta ignoranza da rivivere come negli anni 80–
via tutti gli studiosi,via Berlusconi e’ignorante come noi,ma se se la fa con tremonti etc..,poi diventa intelligente e poi furbo,la furbizia e; figlia dellíntelligenza,ma con líntelligenza e la pancia vuota non si arriva da nessuna parte e non si ragiona,bravi black bock
la polizia ha sbagliati si doveva schierare dalla vostra parte pure rischiando posti di lavoro,ma schierarsi e buttar giu palazzi e palazzoni politici e menare a randellate tutti i senatori e Napolitano e’lui il responsabile di tutto cio’e che deve ancora succedere,state sintonizzati la guerra dellígnoranza ma con la pancia vuota non si ragiona,e gli intelligenti l’hanno troppo piena da darcene un pocoi a noi.
Firmato
Gaietto Lazzarnini
15 dicembre, 2010 alle 7:44 pm
Carlo acero paganini?
15 dicembre, 2010 alle 7:41 pm
Messi tutti insieme fate un cog_lione cieco e sordo.
che sch-ifo di Gente che ha questo Blog,pure L’Ebreo se ne fot-te,ed incassa solo euri alla faccia vostra che non avete capito qualcosa che andava oltre il vostro pensiero il quale pensiero partorito da una mente eccelsa come di cui meco eccollo.:
MASSE DI INVERTREBATI SENZA ARTE NE PARTE FIGLI DI UNA SCOPATA SENZA VOGLIA VOI SIETE LA MENTE SU CUI HA STUDIATO BERLUSCONI E PERCIO’ CHEW LUI STA DA 16 ANNI IN CARICA E VOTATO E RIVOTATO SIETE VOI MENTE-CATTI CHE FATE I DOPPIOGIOCHISTI MA L’ITALIA COSI’ ANDRA’ A FINIRE!VEDRETE SE VIVRETE ABBASTANZA,O FORSE MORIRETE PRIMA DI VEDERE NELLA TOMBA IL MALE-DETTO SILVIO BERLUSCONI SI IN UNA BARA Di Ciliegio tutta intarsiata e sopra una spalmata di ste-rco dell’oca giuliva chiusa CON CHIODI IN ZINCO MARTELLATO.
il quesito e’si accettano scommesse,ce la fara’ non ce la fara’,kquanti assensi quanti dissensi quanti astenuti?
base D’Asta il debito del PIL a meno -5,avanti si accettano scommesse ai botteghini prego.
Firmato
Carlo D’Acero
Quelle donn-accie devono morire se non schiacciate sotto un autotreno,e quella incinta deve abortire dalla vergogna.ONOREVOLI MI–GNOTTE!
Via le donne dalla politica dal parlamento hanno tutte l’alito che odora di spe-rma,e nessun spazzolino o dentrificio al fluoro ionizzante puo’ eliminare lo spe-rma del maschio arrapato..
Bas-tarde voi donne la rovina D’Italia,il peso della crisi sulle vostre coscienze,volevate líndipendenza deve ribaltarsi la Merlin lei Becera Bast-arda.
Via dal mondo extracomunitari e Gad Lerner rappresentante Ebreo e mushaidin dei Fathma,Milano si abberra e si affranta di questo personaggio vergognoso che e’Gad Lerner.
15 dicembre, 2010 alle 6:19 pm
Ok, trapiantiamolo nel jezEmany.
15 dicembre, 2010 alle 6:17 pm
Muovete il cu.lo dalle sedie e poltrone
e state sempre a fare BLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLAvBLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLABLA!
W il CHE’ W i Campi di sterminio W il muro di Berlino ereggiamolo fra noi e gli invasori stranieri che ci rubano la vita
Figli dellínnominata vostra madre squaltrina citrulla!
Cambiate canzone ogni tanto.
Via le donne da tutti i mestieri solo scopare e accudire noi e i figli e la casa basta.
anche loro con la fregna e buchi sempre a portata di mano belli caldi ci hanno rovinato il mercato delle assunzioni.
Grandi puttane di donne
la crisi e colpa della fregna tette e cu.li in quantita’
Porche boie via dai lavori Bastarde con annessi sessuali .vogliose.
Firmato
Carlo D’Acero
15 dicembre, 2010 alle 5:37 pm
Vecchio acero, che ti credi una quercia?
15 dicembre, 2010 alle 5:35 pm
Ci sono Troppi partiti e partitini da smantellare e defluire tutti i fondi verso comuni,regioni,province
Andiamo a Parabbellum contro il vassillo Forza Italia
Avanti spoarate e non guardate in faccia a nessuno,sparate finquando non sentirete lúrlo flebile di Berlusconi e Napolitano,.avanti alla Bastiglia
Firmato
Carlo D’Acero
Anche gli Ebrei bruciati insieme agli extracomunitari come streghe al rogo,Facciamo un grande Falo’di giornali,giornalisti,editori,direttori,organi si stampa,rifacciamo lÍtalia da zero,uccidiamoli tutti nessuno escluso,ricominciamo da 0,case palazzi,portoni,finestre tutto partendo da 0
incominciamo ad abbattere le caswe di lusso,le ville,affondiamo i panfili i yatch e megayatch dei politici mafiosi, bombardiamoli senza pieta’fino a quando non deve rimanere nemmeno un granello di capello.
Rifondiamo lÍtalia come vogliamo e’da 0
andiamo senza paura contro lígnoto abbattiamo il dittatore Beerlusconi.
15 dicembre, 2010 alle 5:18 pm
Reclutato da Tremonti, il sostenitore delle province, colui che ha interesse a cambiare il porcellum prima di andare al voto.
15 dicembre, 2010 alle 5:16 pm
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L’ULTIMA POLTRONA DELLA SUA VITA ..FINI NON LASCERA’ LA PRESIDENZA DELLA CAMERA.
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E adesso caro Fini devi andare a casa. Fini? Fini è solo. Questo dice il 14 dicembre. Non lo vede Casini, non lo vede Bersani, non lo ha mai visto Di Pietro. Non vuole più vederlo Berlusconi. E anche tra i suoi si sussurra che molte colombe vogliano tornare a casa.
Quello che vede Gianfranco dal suo posto a Montecitorio è uno spettacolo desolante. Ma presto potrebbe tornare giù, ad altezza d’uomo.
Tutti, a destra e sinistra, si aspettano che Fini si dimetta da presidente della Camera.
Lo chiede la maggioranza con insolita chiarezza. E diversi ministri sono intervenuti perché faccia un passo indietro. C’è imbarazzo anche nell’opposizione. Follini con cortesia gli fa notare che quando lui lasciò la maggioranza si dimise da tutte le cariche: «Ma sono scelte personali».
Niente da fare. Fini non è Follini. Ha scelto che lo scranno più alto di Montecitorio sarà il suo fortino. E ci si aggrappa come un naufrago, disperato.
Fini è la fotografia di una sconfitta.
Legge con voce impersonale i numeri del suo fallimento. La delusione è tanta, il volto teso, con gli occhi sgranati. Davanti alla processione dei si alla fiducia mostra che forse non se lo aspettava. Era ancora sicuro di farcela.
Eppure qualcosa non ha funzionato. Quando ha visto che Moffa non era lì a votare ci è rimasto davvero male. «Non me lo aspettavo. Non me lo aspettavo proprio», ha sussurrato con gli occhi bassi. Sconfitto da se stesso: se il Fli avesse retto ora saremmo qui a raccontare un’altra storia.
Invece tocca a Fini masticare la delusione trasformandola in odio. Basta ascoltare cosa dice Bocchino dietro le quinte e Granata a destra e manca: «Berlusconi? Gli renderemo la vita impossibile».
La spallata non è riuscita.
Ancora una volta non è stato all’altezza delle sue aspettative. Nelle scommesse politiche del presidente della Camera c’è sempre qualcosa che balla, una cifra che non torna, un azzardo che all’improvviso diventa troppo alto. Questa doveva essere la sua giornata.
Questo 14 dicembre se lo era costruito a tavolino, sicuro che il suo avversario fosse alle corde, con le mani basse e senza via d’uscita. Il guaio di Fini è che sottovaluta sempre Berlusconi. È per questo che al momento di mostrare le carte i suoi bluff vengono scoperti.
Quello che ci lascia in eredità questa giornata fredda e con le strade ammaccate è l’inconsistenza del Fli.
Il suo partito è depresso e diviso. La dittatura dei suoi nuovi colonnelli, Bocchino, Granata, Briguglio, ha umiliato chi lo ha seguito per una scelta di cuore. Non immaginando che il capo anche questa volta si sarebbe dimostrato freddo e distante. Non è facile innamorarsi di Fini. È uno che ti fa sentire in debito con la vita.
L’unica cosa concreta che è riuscito ad ottenere da questa vicenda è il clima da guerra civile che si respira nel centrodestra. Il resto è un muro.
La chiarezza di schierarsi all’opposizione non cambia i suoi progetti. Si va avanti con la strategia della guerriglia: sabotare, disfare, preparare agguati, contrastare. «D’ora in poi – sintetizza un finiano – saremo una falange macedone. Saremo un esercito compatto, perché dobbiamo difenderci…».
Ma tutto questo ha un valore solo negativo. Non ha un futuro. È lo sfogo rancoroso di un antiberlusconismo privato e viscerale. È l’unica merce politica che riescono a mettere sul mercato. Solo che accanto al loro negozio ci sono concorrenti molto più ricchi e antichi.
Lo strappo dalla maggioranza non ha costruito nulla. La diaspora dell’altra destra non è un’alternativa.
Fini ha deluso i suoi nuovi compagni di strada. Non è lui l’antidoto a Berlusconi. Ed è un uomo che ormai odora di insuccesso. L’alleanza con Casini non è mai decollata.
Fini si è infilato in un vicolo cieco. Non può tornare da Berlusconi, ma non c’è nessun altro che è pronto a scommettere sulla sua fortuna. Non gli resta che correre da solo, con una squadra a pezzi e senza il favore degli elettori.
È da qui che deve ripartire, ma ci vorrebbe un colpo d’ala. Invece no. Quello che si vede è lo sforzo di un uomo
..che resta abbarbicato all’ultima poltrona della sua vita.
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(S.Tramontano)
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L’ultima poltrona della sua vita. Fini non lascerà la presidenza della Camera.
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15 dicembre, 2010 alle 5:09 pm
I danni dovevano essere fatti a Palazzo chigi e Senatori e Ministri presi a capocciate in faccia,e col sangue che scendeva dal loro volto tumefatto,dovevano assicurare la fine del governo del male,delle ingiustizie sociali,dei ladroni politici,e ad immediato effetto gli anziani a casa,con decreto che a 65 anni devono mollare con la forza dei medici psichiatrici il posto le poltrone,Berlusconi come rappresentante del male in politica e la costituzione sotto i piedi,cosa debbono studiare i nostri figli come in Italia si campa a fregarsene delle leggi e far valere i diritti a suon díntimidazioni e bombe a tempo?
NAPOLITANO CHE TU SIA MALEDETTO IN ETERNO!,se lui il 1 dellánno non dira’che il governo del male e’finito e’meglio che non si presenti in TV non gliene freghera’; a nessuno e ti sputeranno sulla tomba e pisceranno,il tuo nome GIORGIO NAPOLITANO sara’ricordato come garantista della ingiustizia e della malavita e sei la VERGOGNA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA,tu TERRONE MALEDETTO DEL SUD!TU DEVI PORRE FINE AL GOVERNO MALAVITOSO DI BERLUSCONI E FARCI AVERE LA SODDISFAZZIONE DI VEDERLO DIETRO LE SBARRE ESALARE LÚLTIMO SOSPIRO MALEDETTO DAGLI ITALIANI TUTTI!
Firmato
Mirino Micanto
E’VERGOGNATEVI CHIUNQUE VOGLIA VOTARE PERCHE’ LA LEGGE E’ MORETA IN UN GOVERNO MAFIOSO COME QUESTO E LE 3 DONNE CHE VENNERO A DAR VOTO A BERLUSCONI DEVE PERDERE IL FIGLIO CHE ASPETTA QUELLA LATRINA MALEDETTA
15 dicembre, 2010 alle 4:45 pm
Nicola Cosentino, accusato di essere l’uomo ombra, il tramite tra Stato e camorra.
Il clan dei casalesi lo avrebbe sostenuto in tutte le elezioni alle quali ha preso parte, dal 1980 a oggi. Accusato di aver condizionato e gestito le strategie politiche in materia di rifiuti in Campania; l’uomo degli appalti controllati, delle aree da comprare, rilevare, gestire, violare, l’uomo a cui spettava decidere delle assunzioni aiutato dagli amici corrotti o soci negli affari sporchi. Amici istituzionali e mafiosi. L’uomo che grazie alla complicità di ministri, presidenti di inchieste e di commissione, di dirigenti e di soldati infilati sulle poltrone giuste, grazie alle relazioni con due imprenditori ritenuti legati alla criminalità organizzata, Sergio e Michele Orsi, quest’ultimo ucciso nel giugno 2008 poco dopo aver iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati, ha tenuto e tiene tutta la Campania chiusa in un pugno.
L’ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo ha patteggiato la pena. Una condanna a cinque anni e la restituzione di 4 milioni e 700mila euro allo stato. È una nuova beffa per la giustizia italiana. Un politico colluso con la camorra e coinvolto “in una delle truffe più colossali della nostra storia”, viene premiato con gli arresti domiciliari
Bufera sul coordinatore del Pdl,
perquisita la sua banca a Firenze.
Lui: “Siamo allo sputtanamento,
non ha mai conosciuto Anemone”
ROMA
Dopo il coinvolgimento nell’inchiesta fiorentina sugli appalti per le cosiddette “Grandi Opere”, nuovi guai giudiziari per Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, indagato anche dalla procura di Roma nel quadro degli accertamenti su un presunto comitato d’affari che si sarebbe occupato, attraverso un meccanismo di appoggi e di promesse finalizzati a favorire alcuni imprenditori, di appalti pubblici, e tra questi i progetti sull’eolico in Sardegna.
Corruzione è il reato ipotizzato nei confronti del parlamentare dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dagli aggiunti Rodolfo Sabelli ed Ilaria Calò. Immediata l’autodifesa di Verdini che ha ribadito la sua «totale estraneità ad ogni ipotesi di comportamenti penalmente o anche moralmente rilevanti e continua ad essere disponibile a favorire nelle sedi opportune il pronto accertamento della verità da parte della giustizia». E più tardi, parlando con i cronisti a Montecitorio, non usa mezzi termini nel denunciare quella che ritiene una «continua e sistematica» violazione del segreto istruttorio, definendo il sistema della «giustizia mediatica» un modo per colpire con lo «sputtanamento» chiunque abbia la sfortuna di finire nelle maglie della giustizia.
15 dicembre, 2010 alle 4:31 pm
@230
un bel ecchissenefrega ti va bene ?
15 dicembre, 2010 alle 4:21 pm
settori decisivi della cittadinanza.
Narraci cosa ti passa, ma prima fatti una tua idea che non sia espressione d’imprinting del politecnico.
15 dicembre, 2010 alle 4:19 pm
@234 – assolutamente – le primarie di milano già pongono il problema del mancato coinvolgimento di settori decisivi della cittadinanza.
E mò tocca correggere – nella definizione del programma – la coazione minoritaria dei ‘vincitori’.
15 dicembre, 2010 alle 4:14 pm
parlar di scimmiottare sembra indicare che l’insurrezione si ha da fare seriamente …
Sembra, invece basta non farsi provocare da quelli che vorrebbero pilotare le primarie decisioni.
E tu sei di questi, vero onyric?
15 dicembre, 2010 alle 4:13 pm
ai borghesi di sinistra piace la rivoluzione
per loro non ha costi ,salgono sul carro scendendo dagli attici se risulta vincitore
se sono giovani figli di papà bastonano i figli di povera gente che lavorano in polizia
in là co gli anni trovano mille giustificzioni e pongono le basi teoriche dell’insurrezione violenta
di fronte alle tv e ai filmati che parlano di teppaglia da stadio ubriaca e fatta ebbra di violenza fine a se stessa si mettono a zig zagare
il disagio , perà la violenza , però , ma , se
Giuliani e il suo tentativo di linciaggio filmato di carabinieri feriti dentro una land rover è diventato un simboo della sinistra
era un teppista come quelli di ieri , mascherato , fatto , violento , vigliacco
solo sfortunato
poi ci SI stupisce che alle elezioni la gente Stia alla larga da chi Si accompagna acerti partiti e movimenti fiancheggiatori della follia violenta squadristica di piazza
15 dicembre, 2010 alle 4:11 pm
Caro Gummo mi sembra di gran lunga preferibile segnalare rischi, e ambiguità, e de-responsabilizzazioni, in anticipo piuttosto che spalare dissociazioni a posteriori.
Anacronistoria mi piace ma quando dici ‘senza … sarebbe andata’ dici anche che basterebbe poco per innescare la battaglia anche a milano, mi pare.
Una cosa è identificare i provocatori, altra rendere il movimento refrattario alle provocazioni ( e siete senza memoria, mi pare … ).
15 dicembre, 2010 alle 4:09 pm
Nessuno in Italia ha la forza di Silvio Berlusconi!
Era nell’aria! E così, per grazia di Dio e, soprattutto, per volontà del Parlamento, il Cavaliere ce l’ha fatta. E’ una vittoria contro la vecchia politica fatta di agguati, intrallazzi, cambi di casacca, intrighi di palazzo. E’ un colpo mortale al tentativo di legittimare il tradimento. E’ la giusta fine dei Giuda e della combriccola di ‘repressi-depressi-sfigati’ a lui afferente. E’ un monito contro i vecchi ribaltoni. Non solo, è anche un colpo inferto a chi, per interessi di potere o di carriera personali, ha costruito il “Cavallo di Troia”, nel tentativo di sovvertire la volontà popolare. E’ la fine politica di Gianfranco Fini. Le ostilità politiche, le rivalità da “prima donna”, di Fini con Berlusconi erano già emerse da tempo. Ma adesso Fini è morto e sepolto, politicamente parlando! Attaccare Berlusconi, che lo ha sdoganato dal ghetto della destra post-fascista offrendogli sopra un piatto d’argento la Presidenza della Camera e una grande destra – moderna, democratica e liberale – è stato un vero e proprio suicidio politico! Un errore imperdonabile. Difficile tornare indietro. Ancora più difficile riparare! Fini è definitivamente spacciato. Ha scelto i tempi, i modi ed i luoghi sbagliati per lanciare una sfida inutile, perdente, autolesionista, e oggi ne paga le conseguenze. Tutto nasce da quando Alleanza Nazionale (senza nessuna pistola puntata alla tempia) si è sciolta per ‘sua’ volontà nel Pdl. Fini, abituato alle luci della ribalta ha avuto una crisi di identità quando si è accorto di non essere più sotto i riflettori dei media, e, accorgendosi che Bossi e la Lega Nord, aumentando le percentuali di elezione in elezione, gli stavano in qualche maniera “sottraendo” tempo e spazio sui media nazionali, ha deciso di “mettersi di traverso” ad oltranza, non accorgendosi però che, così facendo, stava decretando la sua condanna a scomparire dalla scena politica italiana. Forse potrà trovare un drappello di fedelissimi. Ma lui non è Leonida e i fedeli non saranno 300 come quelli delle Termopili. Sì, perchè dopo la batosta di ieri, Fini resta sempre più solo ed isolato. Perderà altri pezzi e l’amico Casini lo ha già scaricato! Il leader di Futuro e Libertà, che ufficialmente è un alleato dell’Udc, occupava, prima del voto di fiducia, uno spazio che PierFerdy vuole e che da oggi ha tutto per sé, insieme alle attenzioni del premier che lo ha invitato ad entrare nel governo per sostituire Fini. Turn over politico! Invito che è stato, per ora, respinto, ma che tenta, e no poco, lo scudo crociato rimasto per troppo tempo a dieta e con una fame arretrata! Sarebbe auspicabile, però, che il Cavaliere ci ripensasse alla sua offerta ai centrini: quella è un’area a ‘rischio’ e sarebbe meglio starsene alla larga: meglio soli che male accompagnati! E la sinistra? Ha strumentalizzato Fini usandolo come un bamboccio, come un “Cavallo di Troia” per far cadere il governo… missione impossibile! Dacchè dentro il mitico cavallo non c’era l’astuto Ulisse, ma il buon Bersani! Quindi, per i post-comunisti, Fini resta solo un fascistello ormai sterilizzato e reso impotente a vita dalla castrazione parlamentare voluta e ottenuta ieri dallo stesso Fini nella ‘sua’ Camera! Forse Gianfranco potrebbe approdare a casa Storace, ma dopo la vicenda di Montecarlo, il leader de ‘La Destra’ se ne guarda bene dall’aprirgli la porta di casa! Quando i Tuliani ti entarno in casa, si sà, rischi di passare da padrone ad ospite! Insomma Fini è finito! E con lui è la fine del vecchio gioco di nascondersi dietro ad improprie ed ipocrite sigle, variamente denominate per irretire il popolo bue : un ‘governo di responsabilità’ composto da irresponsabili e traditori conclamati; un ‘governo di larghe intese’ sinonimo di “inciucio” con chi, bocciato alle urne, ritiene sia l’unico mezzo per andare al potere; ‘governo tecnico’ composto da personaggi che tutto hanno di recondite intenzioni tranne che dare garanzia di professionalità, competenza e imparzialità; ‘governo di armistizio’ composto da chi ha unilateralmente dichiarato la guerra e poi, consapevole di averla fatta grossa e di trovarsi ora in difficoltà, chiede un armistizio, come conviene a chi si rende conto di essersi venuto a trovare dalla parte dei perdenti. Insomma, una sconfitta morale, politica e di lezione a chi ne voleva approfittare senza averne i numeri, quella inferta da Berlusconi ai suoi avversari politici. Ed è un bene che l’iter di una così losca strategia sia stata stoppata sul nascere. Immaginiamoci, infatti, cosa sarebbe accaduto se avesse prevalso lo schieramento “Fini Casini Rutelli Bersani”. Una destra che si allea con la sinistra; due galli, Fini e Casini, nello stesso pollaio che si contendono la leadership; una sinistra che non può fare a meno dell’ala estremista; il ritorno al proporzionale con l’ingresso nel governo dei No Global. Insomma, le basi per il disastro! Per grazia di Dio, questo non è accaduto. Continueremo a subire gli strali di Beppe Grillo e dei Travaglio di turno – mica si può avere tutto nella vita – che avranno così di che cibarsi! E che lo scampato pericolo sia attribuibile a soli tre parlamentari, da un lato conforta, nel prendere atto che esiste ancora qualche positiva coscienza nella politica nostrana e dall’altro ha lo stesso gusto di vincere un derby all’ultimo minuto di recupero con un rigore che neppure c’era! Allora, poco importa se la vittoria di Berlusconi è stata definità dall’opposizione una ‘Vittoria di Pirro’. L’importante è vincere, non partecipare! E se fosse accaduto il contrario? Se per qualche voto il governo fosse caduto? Sarebbe stata una grande vittoria? La vittoria di chi? Di Fini, Bocchino, Casini e Bersani? Lorsignori, se non fossero dotati di facce di bronzo, dovrebbero ritirarsi a vita privata e andarsi a nascondere! Certo, per il Cavaliere sarà duro governare con una così risicata maggioranza, però tutti ricordiamo quando la sinistra portò a braccia e di peso la centenaria Montalcini e la depositò nel seggio per avere un voto in più!? E allora? Avanti tutta! E se proprio non si potesse… andare avanti, allora il ricorso alle urne non farebbe altro che sancire il definitivo trionfo del centro destra!
15 dicembre, 2010 alle 3:56 pm
onyric, non c’è storia, la manifestazione romana senza le camicie nere avrebbe dovuto presentarsi come la manifestazione milanese. Il resto son ricami e un tuffo nell’anacronistoria
15 dicembre, 2010 alle 3:53 pm
Si puo’ consigliare a Gad di cambiare pensiero anche senza nascondersi dietro un nome (pbbligatorio) non pervenuto.
L’effetto è più incisivo e il pregiudizio scongiurato.
Masimmiliano Baracco
15 dicembre, 2010 alle 3:53 pm
Non so, qualche sequenza – oltre a quelle note a tutti – sembrerebbe indicare che un piccolo gruppo abbia operato in modo da far partire gli scontri. E potrebbe benissimo trattarsi di agenti provocatori.
Però han trovato consenso, ed imitatori: far l’infiltrato in una manifestazione organizzata e refrattaria alle provocazioni sarebbe un mestiere piuttosto pericoloso.
Il che ci rimanda al nesso tra l’esaltare la prospettiva della jacquerie e la pratica dello scontro di piazza: difficilmente son gli stessi soggetti a concionare davanti alle telecamere ed a tirar cubetti di porfido, nemmeno in potere operaio era così, ma tous se tien e la sinistra ha un compito ( almeno quello ) da affrontare urgentemente.
E parlar di scimmiottare sembra indicare che l’insurrezione si ha da fare seriamente …
15 dicembre, 2010 alle 3:52 pm
ecco che i teppisti “black bloc” da 100 diventano 100 mila, praticamente tutti. bastano tre zeri: un nulla..
15 dicembre, 2010 alle 3:47 pm
ecco svelato l’arcano; l’infiltrato altri non era che un facinoroso minorenne (corriere.it)…
come al soli quelli di repubblica (carta ad uso ces.o) ci hanno fatto la loro brava figura di mer.a
15 dicembre, 2010 alle 3:35 pm
183 Nick :
” Io se era quel finanziere ieri, avrei scaricato l’intero caricatore contro chi mi menava….. ”
Ed io, se fossi stato il tuo insegnante di grammatica Italiana, non ti avrei dato la licenza di scuola elementare….. O tu che sei dell’Italico nobile idioma, stupratore incallito !!!!
15 dicembre, 2010 alle 3:26 pm
ma guarda te questi berlusconiani che guardano i talk show comunisti che Berlusconi vuol censurare e chiudere, epurando gli “utilizzatori criminosi”
mentre in un “libero mercato” ognuno sceglie liberamente cosa vuol guardare: una bella differenza. “libero mercato” se anche la concessionaria di pubblicità non fosse monopolizzata, se anche un Presidente del Consiglio non facesse continue turbative di mercato e ingerenze. Un monopolista: il cancro del “libero mercato” che dice di esaltare
15 dicembre, 2010 alle 3:23 pm
ha evocato le esternazioni eversive di Francesco Cossiga
“Infiltriamo tra gli studenti universitari agenti provocatori e mettiamo a ferro e fuoco le città. Poi facciamo intervenire le forze dell’ordine senza pietà e mandiamo studenti e docenti tutti in ospedale”.
è appunto strumentale: un pretesto per condannare tutti i 100 mila manifestanti, ognuno con motivi diversi legati alla legislatura di questo governo, una folla eterogenea
son leggi pubbliche imposte con la forza, mica noccioline
15 dicembre, 2010 alle 3:10 pm
I figli di papaà lerner non hanno certo bisogno di manifestare
questo post è una vergogna, specie sapendo -e un giornalista dovrebbe saperlo- degli infiltrati
15 dicembre, 2010 alle 3:00 pm
Non vorrei che a guardare i titoli ti perdessi il succo degli argomenti, è come evitare la luna mentre soggiunge il solstizio d’inverno.
Dunque è ai capoccioni che scaricano le nefaste sortite sull’ultime arrivate che si riferisce.
Hai notato che fine ha fatto la madrina di vodafone?
15 dicembre, 2010 alle 2:57 pm
A proposito di attentati stiamo ancora aspettando di sapere dov’e’ finito l’attentatore di Belpetro.
15 dicembre, 2010 alle 2:52 pm
C’è una certa inflazione di pseuso attentati comunisti, Maroni sBobba
15 dicembre, 2010 alle 2:44 pm
Oggi, anche quel fazioso di Augias ha evocato la possibilità di agenti provocatori. Il suo ospite, Mentana (noto filo berlusconiano), si è messo a ridere e, dopo aver ricordato che alcuni han preteso di sostenere che le Twin Towers se le sono abbattute gli americani da soli, ha detto “per fare i danni che 2000 viloenti hanno fatto si sarebbero dovuti organizzare 1000 provocatori… in un paese come l’Italia un segreto così non rimaneva tale per più di 10 minuti”!! Troppo facile dar sempre la colpa agli altri. Quelli sono scontri preparati e scattati nel secondo in cui il voto in parlamento era concluso. E’ la sinistra al suo top! come si può pensare di lasciarla governare?
15 dicembre, 2010 alle 2:38 pm
X “l’angolo del copia incolla” Da: l’Espresso on line del 15.12.07
EsclusivoBlack bloc o agente?di Gianluca Di Feo e Tiziana Faraoni
Un ragazzo a volto coperto che colpisce finanzieri e attacca blindati della polizia. E poi soccorre un militare mostrando manette e manganello. Ecco le foto più misteriose sugli scontri
(15 dicembre 2010) Attacca con una vanga un blindato della polizia, solo e temerario. Il volto coperto da una sciarpa, sfida lo sbarramento della zona rossa nel cuore degli scontri, a pochi metri da Senato. Colpisce il vetro del furgone della Celere, subito seguito da un altro ragazzo. Poi è di nuovo all’assalto: armato con una specie di spranga, si getta contro uno schieramento di uomini delle Fiamme Gialle. Afferra anche una tavola di legno per picchiare i militari.
Ancora dopo è presente alla scena del finanziere aggredito che impugna la pistola.
È sempre lui, in un angolo accanto alla vetrina: ma questa volta ha in una mano il manganello e nell’altra le manette. Ed è dalla parte delle forze dell’ordine. (guarda la sequenza fotografica)
In un’altra immagine infine si mostra a volto scoperto, dietro il muro dei militari, accanto ai due poliziotti. È un professionista della guerriglia urbana? Oppure si tratta di agente provocatore, come sembrano indicare numerosi indizi? È un giovane in prima fila negli scontri, e che pare aprire la strada della violenza alla folla, innescando o alimentando l’incendio che ha devastato il centro di Roma in uno dei momenti istituzionalmente più delicati.
Il ragazzo con il giubbotto beige è inconfondibile. Ha scarpe bianche Nike, che spiccano su quelle scure della massa. Jeans scoloriti, cadenti, che cerca di tirare su quando è con i poliziotti. E indossa un unico guanto destro, a righe bianche e rosse. Sia negli attacchi, sia quando impugna le manette, si copre il volto con una sciarpa chiara. Negli scatti si notano diversi “tutori della legge” travisati come dimostranti. La sequenza dell’aggressione al finanziere mostra alcuni agenti con il viso coperto. Uno di loro soccorre il sottufficiale nella mischia: ha un vistoso parka con un disegno geometrico a varie tonalità di grigio e occhiali da sci. E subito dopo è accanto al presunto provocatore. La scena dello scontro per liberare il militare delle Fiamme Gialle evidenzia altri due “infiltrati”. Uno è quello che poi abbraccia il sottufficiale, come a calmarlo.
L’altro è quello vestito con una giacca a vento nera che si getta contro gli aggressori, impugnando una ricetrasmittente. E poi nella confusione viene colpito dal manganello di un basco verde sopraggiunto di corsa. Quanti erano gli agenti mescolati ai black bloc nella giornata che ha fatto ripiombare la capitale nel clima degli anni di piombo? E quale è stato il loro ruolo nella guerriglia metropolitana con decine di feriti e danni gravissimi?
L’uso di personale infiltrato nelle manifestazioni di piazza è prassi antica e legittima. Serve per controllare i movimenti della folla, identificare i soggetti che guidano gli assalti, intervenire “dall’interno” nei momenti più delicati. Un impiego frequente anche negli stadi ma soprattutto in occasione di cortei politici, quando si teme che nuclei organizzati possano spingere la massa verso la violenza.
Anche durante il G8 di Genova molte foto hanno documentato la presenza di agenti in borghese, mescolati alle marce nei momenti pacifici e nelle giornate della battaglia. Ma nonostante i sospetti non è mai stata documentata l’opera di provocatori: uomini delle forze dell’ordine “in incognito” che aggredissero loro colleghi o partecipassero alla devastazione dei negozi.
Le immagini del “ragazzo con il giubbotto beige” invece sembrano confermare le ipotesi più inquietanti. Quella stessa sequenza certifica anche la natura dei dimostranti, organizzati per colpire in una violenza pianificata. Che ha cercato di coinvolgere nella guerriglia una folla di studenti, di precari e di terremotati abruzzesi. È però necessario chiarire l’attività degli agenti infiltrati nelle fasi più dure degli scontri. A tutela della legalità democratica e dei tanti uomini delle forze dell’ordine che si sono fatti picchiare rispettando le regole dell’ordine pubblico.
15 dicembre, 2010 alle 2:33 pm
identificare non è bello. nel senso di sapergli offrire una identità.
15 dicembre, 2010 alle 2:31 pm
troppo banale lerner il tuo commento.
non dimenticarti come vivono, cosa vedono, cosa ricevono i giovani di questi anni. che spettacolo sono costretti ad assistere, che presente e che futuro possono leggere.
questi commenti banali che in tanti fate in questi giorni nasce dalla vostra ignoranza della vita di .erda che la quotidianità ci regala.
con spettacoli parlamentari e televisivi che gridano vendetta. con un premier miliardario che si circonda di servi ben pagati ignoranti e sbruffoni.
senza dimenticare che non esiste più una sinistra militante che li sappia raccogliere, organizzare, identificare.
15 dicembre, 2010 alle 2:24 pm
allora Enrico Mentana su Vanity fair : non ha vinto nessuno tutti abbiamo perso. Lerner sempre su Vanity : troppo comodo prendersela con Belen ( già il nome mette in imbarazzo ). posso sottolineare la differenza e l’importanza dei titoli ?
15 dicembre, 2010 alle 2:12 pm
si chiama “uso criminoso del mezzo televisivo”
15 dicembre, 2010 alle 2:06 pm
Giorgio Milanta risponde:
I black block, a dire il vero, brandiscono bandiere rosse.
E le usano come armi improprie.
in effetti le forze dell’ordine (o del potere) usano armi propie…
15 dicembre, 2010 alle 1:59 pm
Belen si difende autonomamente, quello era un attacco ai capoccia.
Distrattini margherita, sei innamorata?
15 dicembre, 2010 alle 1:56 pm
Nè comunisti nè tantomeno nemici ma stimabili persone di buon senso che ascolto volentieri.
15 dicembre, 2010 alle 1:55 pm
OT
fonte: Zingaroni 2011
comunismo: opinione politica di chi non sta con il capo Berlusconi.
destra: opinione politica di chi sta con il capo Berlusconi.
bipolarismo bipartitico: v. fallimento di Berlusconi.
15 dicembre, 2010 alle 1:48 pm
zio stai sempre a sentire questi comunisti tuoi nemici? anche a Berlusconi piacciono i programmi che vorrebbe chiudere, telefona spesso anche in diretta, per partecipare.
ma sentiamo ora l’opinione del Liberale:
“Chiudere i talk show prima delle elezioni sarebbe una iniziativa santa. Ma non dipende da me, il governo non ha nessun potere sulla Rai e sulle altre tv che sono assolutamente indipendente, detto in altre parole fanno i cavoli loro”
- è santo censurare
- la lottizzazione e il monopolio televisivo non sono mai esistiti.
non esiste Vespa, nè Masi, nè D’Eusanio, nè Minzolini
15 dicembre, 2010 alle 1:40 pm
L’apoteosi sono i non pensanti, per partito preso: quello dei Citrulli.
15 dicembre, 2010 alle 1:34 pm
GAD con tutto il casino che è successo ieri potevi fermare quello stupido articolo in difesa di Belen su Vanity fair mentre Enrico Mentana sta sul tema
15 dicembre, 2010 alle 1:32 pm
A sentire Augias e Mentana, ieri ci sarebbero voluti mille provocatori infiltrati per mettere in moto le violenze, e dieci minuti dopo, visto che siamo in Italia, lo avrebbero saputo un milione di persone.
C’è di peggio dei “benpensanti” e sono i “malpensanti” allievi di Andreotti.
15 dicembre, 2010 alle 1:03 pm
ma le bandiere rosse non brandiscono i black bloc, qualcosa vorrà pur dire.
la maglietta di Che Guevara non fa il sinistro.
15 dicembre, 2010 alle 12:55 pm
http://www.youtube.com/watch?v=58VQ1TasApo
http://www.youtube.com/watch?v=KzyWpxIEIG0
NR
15 dicembre, 2010 alle 12:50 pm
Mi è venuta in mente l’ultima scena del Caimano. se le cose fossero andate diversamente avremmo visto l’auto con Berlusconi a bordo andarsene con all’orizzonte dietro di lui fumi, fuochi e disordini di piazza…..
Chi è il regista Nanni Moretti?