Serata d’amore alle 21,10 su La7 con L’Infedele del 14 febbraio 2011 dedicato a un San Valentino italiano un po’ speciale: la festa degli innamorati che s’infiamma tra i sogni proibiti degli uomini e la dignità ferita delle donne. Naturalmente parleremo delle grandi manifestazioni di ieri, in particolare con Deborah Bergamini, deputata del Pdl; e Ida Dominijanni de “Il Manifesto”. Così come chiederemo alla giornalista americana Patricia Thomas, dell’Associated Press Television, chi furono davvero i puritani di cui si parla (a vanvera) in questi giorni. All’inizio della trasmissione, poi, io e Gianluigi Nuzzi di “Libero” intervisteremo Daria Pesce, avvocato difensore di Nicole Minetti. E vedrete che ha valutazioni molto interessanti da raccontarci sui processi per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile pendenti a Milano.
Ma il nucleo centrale della nostra serata sarà affidato a donne e uomini in grado di guidarci nella riflessione sull’amore trasformatosi nel tempo contemporaneo. Saranno con noi la poetessa libanese Joumana Haddad, di cui esce da Mondadori il libro “Ho ucciso Shahrazad. Confessioni di una donna araba arrabbiata”; il filosofo della scienza Giulio Giorello (autore del saggio “Lussuria. La passione della conoscenza”, edito da Il Mulino); il teologo Vito Mancuso; la biologa e psichiatra Donatella Marazziti, studiosa della chimica del cervello in cui si generano i sentimenti; lo psicanalista Claudio Risè.
Con loro rifletteremo sull’amore dei giovani e l’amore dei vecchi, sulla follia d’amore, sulle nuove incarnazioni del mito di don Giovanni, su lussuria e continenza. I riferimenti agli scandali e alle polemiche che in fatto d’amore accendono i riflettori di tutto il mondo sull’Italia, NON saranno certo casuali. Ascolteremo le voci delle piazze di ieri e quelle contrapposte dell’assemblea milanese promossa da Giuliano Ferrara. Ma vedrete che osservarci con un poco di distanza aiuterà a inquadrare meglio i nostri problemi.
Nell’ultima parte della trasmissione trasmetteremo una mia intervista con l’imprenditore Diego Della Valle, molto esplicito nel raccontare i suoi progetti sul futuro del “Corriere della Sera” e le manovre di potere che hanno per epicentro via Solferino a MIlano.
Vi invito a partecipare numerosi alla discussione sul blog con suggerimenti, domande e commenti.
Popularity: 8% [?]





5 settembre, 2011 alle 11:16 pm
dr. lerner la prego di dare maggiore spazio all’unica novità della serata che a mio parere è la proposta del banchiere di chiedere il 4% al 20 % degli italiani ricchi sapendo che per loro non cambia la loro posizione.
Credo che fino a quando con tutti i privilegi dei parlamentari, si parlerà sempre di contributo straordinario di pensioni di lega nord di B. premier sulla assoluta innovantiva proposta di Angelino, la gente passera dad indignata ad usare la forza-
5 settembre, 2011 alle 10:16 pm
Credo che la decisione sia ormai unica e il tutto si risolve con la domanda se questo gverno che rappresenta esclusivamente ricchi sia capace di tassarli. secondo me non è vuole e non lo fara.
I toni vengono esasperati tutti i giorni dalle persone del governo.
esasperano la gente i pensionati i dipendenti.
Io credo si finira male
16 maggio, 2011 alle 10:43 pm
dr. lerner seguo la sua trasmissione di oggi 16 maggio e credo che, a differenza delle lungagini amministrative e del mancato recepimento della normativa nazionale sulla quadrupla candidatura illegittima di formigoni, lei, almeno lei, sopratutto lei, di fatto puo stabilire che formigoni, in quanto direttamente o indirettamente falsario di firme per le candidature, non appaia e non venga piu invitato e non possa piu parlare per il suo tramite alla gente. gli inquirenti hanno relazionato che 1000 firme sono false. lei dr, lerner ne vuol tenere conto o no ?
possibile che una parsona della sua portata non abbia pensato, nel rispetto della verita che formigoni non deve piu apparire nelle sue trasmissioni.
chiaramente parlo del criterio per cui i formigoni non debbano piu parlare al popolo tramite lei.
grazie, le scrivo per la stima che ho della sua trasmissione
4 aprile, 2011 alle 11:09 pm
belli i numeri che da berlusconi. non si capisce quanti sono i processi i giudici i pm le assoluz di quella che lui parla dal 1994, non una parola sulla condanna per fala testimonianza del 1990 sulla appartenenza alla p2 da ben 7 anni.
ma i suoi uomini avvocati pagati con 17.000, 00 € al mese di denaro pubblico si occupano solo dei suoi processi ma vengono pagati perche fanno i deputati d’italia.
chiediamoci quanto denaro pubblico gli serve per la propoganda per le province in piu che ha creato, per i sottosegretari e ministri in piu che vuol nominare-.
i fatti sono tanti proprio come tanti sono gli euro che i suoi responsabili mettono in tasca solo se stanno in parlamento.
4 aprile, 2011 alle 10:44 pm
ora sei tornato ad essere la persona che apprezzo perchè stai spiegando il processo mills. ma fai una intera trasmissione in cui paniz fa un comizio. e’ assurdo ed impenzabile quanto la tua trasmissione diventi poco credibile se non è possibile capire la realta in cui b. è imputato
4 aprile, 2011 alle 10:15 pm
dr. lerner io penso che lei con la sua calma e con la tranquillita con cui ha lasciato che panis esponesse che babbo natale esiste, stiate alterando la rrealta. siete lontanissimi dal umore della gente molto ma molto sedegnata per l’alterazione che viene fatta delle parole a scapito della realta. tutto sempbra tranquillo mentre quelli che leccano il culo in movimento, ridono pubblicamente mentre tutti parlano delle evidenze del nostro presidente.
20 febbraio, 2011 alle 1:00 pm
Mi dispiace per coloro che cercano di difendere Berlusconi. Capisco il desiderio di difendere legittimamente i propri interessi, ma c’è un limite a tutto. Usque tandem?
I danni che ha provocato Berlusconi all’Italia sono inmmensi. Per fortuna non permanenti, perchè nel volver di pochi anni questa generazione scomparirà e sarà sostituita da una nuova, speriamo migliore. Gli strumenti per formare una generazione migliore non mancano, a partire dal Vangelo, e forse il potere della TV per le nuove generazioni sarà mitigato dall’avvento delle nuove tecnologie, dunque speriamo.
A noi rimane il rimpianto che alcuni aspetti della natura degli italiani, oggetto di satira in tanti film di Alberto Sordi, siano diventati oggi il modello imperante. Comportamenti che dovrebbero essere causa di vergogna sono diventati il modello vincente. Il danno provocato da Berlusconi è proprio questo, aver trasformato gli esempi da evitare in esempi da imitare. Avete presente il film Bellissima di Anna Magnani? Era forse un incitamento alle mamme per spingere le proprie figlie a diventare veline? E non solo quello: il detto evangelico “chi è senza peccato scagli la prima pietra” è diventato la giustificazione per dire che siamo tutti maiali e corrotti.
Su tutto prevale la potenza del denaro, e chi se ne frega se nel Vangelo c’è scritto che i ricchi non entreranno mai in Paradiso. Intanto godiamo in vita, poi dopo morti si vedrà.
19 febbraio, 2011 alle 5:46 pm
Da evangelico valdese ho molto apprezzato le precisazioni sui puritani e la provocazione a Mancuso sul suo presunto protestantesimo. Mi chiedo però perché la televisione italiana anche nelle sue più intelligenti trasmisioni, sensibili alle minoranze di vario tipo, mai o quasi, ha concepito di invitare rappresentanti del molto minoritario universo protestante italiano. Esiste in Italia un cristianesimo diverso, esiguo numericamente, ma molto fecondo su tante questioni calde del dibattito politico, culturale, bioetico, ecc. E’ un cristianesimo che non cerca visibilità e ama la sua tradizionale sobrietà. Potrebbe comunque interessare a chi fa informazione “infedele” sentire la sua voce e confrontarla con quella dominante, in tutte le sue interne articolazioni, della Chiesa romana.
Enrico Del Bianco, docente di storia e filosofia Liceo Classico “G. Carducci” Viareggio
18 febbraio, 2011 alle 10:17 pm
Io ho visto la puntata dell’Infedele di lunedì scorso, mi son persa più o meno la prima mezz’ora. Da quel che ho visto mi sembra che, parlando di Berlusconi, ci si è soffermati sul fatto che è triste e grave che un settantenne si diverta così, perdendo di vista il fatto che le ragazze in questione ce le ritroviamo poi nella politica e nella televisione, alla facciazza di chi si fa la sua brava gavetta e i suoi bravi anni di studi.
Altra cosa: se ricordo bene, parlando della dignità delle donne, la scrittrice libanese ha parlato di una figura mitologica, che è stata chiamata in causa anche da uno striscione alla manifestazione di domenica scorsa. Mi sarebbe piaciuto tanto che questo mito venisse raccontato in trasmissione, anche brevemente, per quelli che, come me, non lo conoscono. Ciao!
18 febbraio, 2011 alle 4:07 pm
carissimo gad,
mi dicono che lunedì scorso le vicende del sultano sono state paragonate a quelle di don giovanni. io purtroppo non ho potuto seguire la trasmissione.
mi dicono anche che il paragone non è stato esaustivo quanto avrebbe potuto essere, così m’è venuta l’idea di inviarti questo contributo.
analogie e differenze fra la vicenda di berlusconi, come narrata dalle cronache, e quella di don giovanni, come narrata nell’opera di mozart.
sottotitolo: niente di nuovo sotto il sole. c’è già stato un gran cavaliere che faceva festini….
el grande pipador
ogni villa, ogni borgo, ogni paese
è testimon di sue donnesche imprese.
madamina, il catalogo è questo…
ma se le donne non ci mettessero del suo…
zerlina:
giovinette che fate all’amore,
non lasciate che passi l’età:
se nel seno vi bulica il core,
il rimedio vedetelo qua.
ah, ah, ah; ah, ah, ah!
che piacer, che piacer che sarà!
ci vogliono i mezzi
don giovanni
presto, va’ con costor: nel mio palazzo
conducili sul fatto. ordina ch’abbiano
cioccolatte, caffè, vini, presciutti.
cerca divertir tutti:
mostra loro il giardino,
la galleria, le camere; in effetto,
fa’ che resti contento il mio masetto.
hai capito?
da cui deriva il potere
masetto (un normale cittadino)
ho capito, signorsì!
chino il capo e me ne vo:
giacché piace a voi così,
altre repliche non fo.
cavalier voi siete già,
dubitar non posso, affé;
me lo dice la bontà
che volete aver per me.
ma con le donne s’usa la seduzione
don giovanni
vi par che un onest’uomo,
un nobil cavalier, qual io mi vanto,
possa soffrir che quel visetto d’oro,
quel viso inzuccherato,
da un bifolcaccio vil sia strapazzato?
voi non siete fatta
per esser paesana: un’altra sorte
vi procuran quegli occhi briconcelli,
quei labbretti sì belli,
quelle ditucce candide e odorose…
parmi toccar giuncata e fiutar rose.
zerlina (una ragazza dell’olgettina)
alfine … non vorrei… ingannata restar. io so che rado
colle donne voi altri cavalieri
siete onesti e sinceri.
don giovanni
eh, un’impostura
della gente plebea! la nobiltà
ha dipinta negli occhi l’onestà.
pare che anche la moglie abbia provato a dissuaderlo
don giovanni
idol mio, non vedete
ch’io voglio divertirmi?
donn’elvira (la moglie)
divertirti?
È vero! divertirti… io so, crudele,
come tu ti diverti.
don giovanni
per pietà deggio fingere amore,
ch’io son, per mia disgrazia, uom di buon core.
e ci si mette di mezzo la magistratura
don giovanni
mi par ch’oggi il demonio si diverta
d’opporsi a’ miei piacevoli progressi:
vanno mal tutti quanti.
si comincia a sospettare.
in mancanza di pentimento, si interviene d’ufficio
donn’elvira (la giustizia)
non ti fidar, o misera,
di quel ribaldo cor.
me già tradì, quel barbaro:
te vuol tradir ancor.
donn’anna e don ottavio (la gente che ragiona)
(cieli, che aspetto nobile!
che dolce maestà!
il suo dolor, le lagrime,
m’empiono di pietà.)
don giovanni
la povera ragazza
è pazza, amici miei:
lasciatemi con lei,
forse si calmerà.
donn’elvira
ah, non credete al perfido!
don giovanni
È pazza, non badate…
donn’elvira
restate, o dèi, restate…
donn’anna e don ottavio (la gente che ragiona)
a chi si crederà?
quello che ogni buon padre di famiglia si chiede
don ottavio
come mai creder deggio
di sì nero delitto
capace un cavaliero!
ah, di scoprire il vero
ogni mezzo si cerchi! io sento in petto
e di sposo e d’amico
il dover che mi parla:
disingannarla voglio, e vendicarla.
i festini
don giovanni
fin ch’han dal vino
calda la testa,
una gran festa
fa’ preparar.
se trovi in piazza
qualche ragazza,
teco ancor quella
cerca menar.
senza alcun ordine
la danza sia:
chi ’l minuetto,
chi la follia,
chi l’alemanna
farai ballar.
ed io frattanto,
dall’altro canto
con questa e quella
vo’ amoreggiar.
ah! la mia lista
doman mattina
d’una decina
devi aumentar.
la versione della minetti…
leporello
su, svegliatevi, da bravi!
su, coraggio, o buona gente:
vogliam stare allegramente,
vogliam ridere e scherzar.
don giovanni
alla stanza della danza
conducete tutti quanti,
ed a tutti in abbondanza
gran rinfreschi fate dar.
coro
su, svegliatevi, da bravi!
su, coraggio, o buona gente:
vogliam stare allegramente,
vogliam ridere e scherzar.
…e’ solo generosita’
leporello
al ballo, se vi piace,
v’invita il mio signor.
don ottavio
grazie di tanto onore.
andiam, compagne belle.
leporello
(l’amico anche su quelle
prova farà d’amor.)
riposate, vezzose ragazze!
rinfrescatevi, bei giovinotti!
tornerete a far presto le pazze,
tornerete a scherzar e ballar.
(si portano i rinfreschi)
ehi, caffè!
cioccolatte!
sorbetti!
viva la liberta’ (pdl)
leporello e coro
venite pur avanti,
vezzose mascherette!
È aperto a tutti quanti:
viva la libertà!
siam grati a tanti segni
di generosità!
viva la libertà!
ma la giustizia incombe
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
tutto, tutto, già si sa.
donn’anna,
trema, trema scellerato!
donn’elvira,
saprà tosto il mondo intero
zerlina, don ottavio e masetto
il misfatto orrendo e nero,
la tua fiera crudeltà.
odi il tuon della vendetta
che ti fischia intorno intorno:
sul tuo capo, in questo giorno,
il suo fulmine cadrà.
ma il nostro non cedera’ mai
don giovanni
non so più quel ch’io mi faccia,
e un’orribile tempesta
minacciando, oddio! mi va!
ma non manca in me coraggio:
non mi perdo o mi confondo.
se cadesse ancora il mondo
nulla mai temer mi fa!
si rafforza la maggioranza
don giovanni
leporello!
leporello
signore. cosa?
don giovanni
vien qui, facciamo pace. prendi…
quattro doppie.
leporello
per questa volta
la cerimonia accetto.
ma non vi ci avvezzate: non credete
di sedurre i miei pari,
come le donne, a forza di danari.
ma il fato avanza
donn’elvira
in quali eccessi, o numi,
in quai misfatti orribili, tremendi,
è avvolto il sciagurato! ah, no, non puote
tardar l’ira del cielo…
la giustizia tardar! sentir già parmi
la fatale saetta
che gli piomba sul capo! aperto veggio
il baratro mortal… misera elvira,
che contrasto d’affetti in sen ti nasce!
perché questi sospiri? e queste ambasce?
il cavaliere e’ tranquillo, ma…
il gran commendatore (napolitano?)
di rider finirai pria dell’aurora.
don giovanni
chi ha parlato?
leporello
(con atti di paura)
ah! qualche anima
sarà dell’altro mondo,
che vi conosce a fondo.
chi va là? chi va là?
don giovanni
o vecchio buffonissimo!
digli che questa sera
l’attendo a cena meco.
l’ultima cena
don giovanni
vivan le femmine!
viva il buon vino!
sostegno e gloria
d’umanità!
il convitato di pietra
don giovanni
(a leporello) che grido è questo mai!
va’ a veder che cosa è stato.
leporello
(entra spaventato e chiude l’uscio)
ah!… signor… per carità…
non andate fuor… di qua…
l’uom… di… sasso…. l’uomo… bianco…
ah, padrone! io gelo… io… manco…
se vedeste… che… figura….
se… sentiste… come… fa:
(imitando i passi della statua)
ta, ta, ta, ta.
don giovanni
tu sei matto in verità.
l’ultimo tentativo di farlo ragionare
commendatore
don giovanni! a cenar teco
m’invitasti, e son venuto.
don giovanni
non l’avrei giammai creduto,
ma farò quel che potrò.
(a leporello)
leporello, un’altra cena
fa’ che subito si porti!
leporello
(mezzo fuori col capo dalla mensa)
ah, padron!… siam tutti morti!
commendatore
non si pasce di cibo mortale
chi si pasce di cibo celeste.
altre cure più gravi di queste,
altra brama quaggiù mi guidò!
don giovanni
parla, dunque: che chiedi? che vuoi?
commendatore
parlo, ascolta: più tempo non ho.
don giovanni
parla, parla: ascoltando ti sto.
commendatore
tu m’invitasti a cena:
il tuo dover or sai.
rispondimi: verrai
tu a cenar meco?
leporello
(al commendatore)
oibò! tempo non ha… scusate.(legittimo impedimento)
don giovanni
a torto di viltate
tacciato mai sarò!
commendatore
risolvi!
don giovanni
ho già risolto!
commendatore
verrai?
leporello
dite di no.
don giovanni
ho fermo il core in petto,
non ho timor: verrò!
commendatore
dammi la mano in pegno!
don giovanni
eccola!
(grida forte)
ohimè!
commendatore
cos’hai?
don giovanni
che gelo è questo mai!
commendatore
pèntiti, cangia vita:
è l’ultimo momento!
don giovanni
(vuol sciogliersi, ma invano)
no, no, ch’io non mi pento:
vanne lontan da me!
commendatore
pèntiti scellerato!
don giovanni
no, vecchio infatuato!
commendatore
pèntiti.
don giovanni
no.
commendatore
sì.
don giovanni
no.
commendatore
ah! tempo più non v’è!
(fuoco da diverse parti, tremuoto, etc. il commendatore sparisce)
la inevitabile fine
don giovanni
da qual tremore insolito…
sento… assalir… gli spiriti…
donde escono quei vortici
di fuoco pien d’orror?…
coro
tutto a tue colpe è poco.
vieni: c’è un mal peggior!
don giovanni
chi l’anima mi lacera!…
chi m’agita le viscere!…
che strazio! ohimè! che smania!
che inferno!… che terror!…
coro
che gesti da dannato!…
che gridi! che lamenti!…
come mi fa terror!…
vieni: c’è un mal peggior!
(il fuoco cresce. don giovanni si sprofonda)
il berlusconismo
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
solo mirandolo
stretto in catene,
alle mie pene
calma darò.
leporello
più non sperate
di ritrovarlo…
più non cercate:
lontano andò.
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
cos’è? favella!
leporello
venne un colosso…
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
via, presto, sbrìgati!
leporello
ma, se non posso…
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
presto! favella!
leporello
tra fumo e fuoco…
badate un poco…
l’uomo di sasso…
fermate il passo…
giusto là sotto
diede il gran botto,
giusto là il diavolo
se ’l trangugiò.
donn’anna, donn’elvira, zerlina, don ottavio e masetto
stelle! che sento!
leporello
vero è l’evento.
il postberlusconismo
masetto
noi, zerlina, a casa andiamo, a cenar in compagnia.
leporello
ed io vado all’osteria a trovar padron miglior.
morale
zerlina, masetto e leporello
resti dunque quel birbon
con proserpina e pluton.
e noi tutti, o buona gente,
ripetiam allegramente
l’antichissima canzon.
tutti
questo è il fin di chi fa mal!
questo è il fin di chi fa mal:
e de’ perfidi la morte
alla vita è sempre ugual!
http://www.librettidopera.it
18 febbraio, 2011 alle 11:41 am
Caro Gad,le donne hanno fatto la loro parte. Il Premier non si vergogna. I Pidiellini lo seguono. Bossi lo segue. I Parlamentari senza vergogna continuano ad aumentare. Nessuno si preoccupa più di tanto. Il nostro Presidente del Consiglio,Capo indiscusso e incontrastato di questo Governo(?) continua a difendersi dai processi,utilizzando il potere che gli deriva dalla sua carica,riproponendo reiteratamente norme ad personam,senza che ci sia alcuna vera PROTESTA su questa azione di incredibile abuso di potere pro-domo sua. Intanto i furbi corrono da quella parte, prevedendo che ci sarà a breve una specie di GOVERNO DI COLONNELLI POLITICI (dopo questo nuovo piano giustizia). L’Europa comincia ad allarmarsi di questo corpo estraneo che si sta inserendo nella sua Comunità. Dobbiamo preoccuparci o come il Presidente della Repubblica essere speranzosi che ciò non accada? e che alla fin fine non sia un male che la Magistratura ceda un pò innanzi al Capo del Potere Esecutivo Italiano?
17 febbraio, 2011 alle 1:28 pm
.. dimenticavo: la pubbblicità della twingo che precede la visione in internet della puntata dell’infedele, stride in modo impressionante con i vostri discorsi: la guardi c’è una bella ragazza che alza la gonna e spinge in fuori il sedere … che squallore!
17 febbraio, 2011 alle 10:27 am
A Cinzia (n.551)
[Cinzia scrive: 14 febbraio, 2011 alle 10:21 pm. Nino scrivi cazzate . Documentati la partita è andata in onda su ordine del prefetto per problemi di ordine pubblico come spesso accade. Figurati se qualcuno voleva oscurare la Annunziata e le sue scemenze.ogni volta che parla il centrodestra prende più voti]
non so chi è a scrivere, diciamo così, stupidaggini: l’ordinanza prefettizia riguardava la sola provincia di Trapani (e non mi consta che Catania ne faccia parte). Inoltre la Rai dispone di parecchi altri canali, tra cui raisport1 e raisport2 (quest’ultima usata per oscurare Rainews24 da ormai un anno e passa). Sull’Annunziata che dire, forse è vero che fa prendere voti al centro destra, ma non mi pare un buon motivo per censurare. Un fatto analogo è accaduto circa un anno fà, sempre in sicilia, per oscurare la diretta su una grande manifestazione antiberlusconi. E in quel caso non la faceva la Annunziata…
16 febbraio, 2011 alle 10:37 pm
ho guardato ora la trasmissione, fra i vari commenti più o meno interessanti c’è una perla che non è stata valorizzata come meritava: il breve discorso di Vito Mancuso , lo sento profondamente vero, giusto, una dolce e forte carezza alla umanità profonda delle persone. Caro Gad, con tutta la stima, fallo parlare di più. Grazie
16 febbraio, 2011 alle 6:09 pm
Possono passeggiare tutti i pelosi che vogliono, basta che raccolgano le loro cacche!!
Hasta la vista
16 febbraio, 2011 alle 5:53 pm
Oilà, ricarddo. Hai per caso una parente in Italia e ti lamenti con lei mentre passeggia dei pelosi ?
16 febbraio, 2011 alle 5:50 pm
Una puntata davvero vomitevole.
Anche per San Valentino sono riusciti a tirare in ballo Berlusconi.
Una vera ossessione.
Poi gli interventi e la conduzione della trasmissione da parte di Gad Lerner erano davvero disgustevoli, non degni di un professionista che dovrebbe svolgere il mestiere di giornalista con imparzialità, semplicemente riportando i fatti e lasciando allo spettatore di trarre le conclusioni.
Mi chiedo: ma se non ci fosse stato Berlusconi, Gad Lerner di cosa avrebbe parlato nella sua vita???
Santoro, Lerner e compagnia devono solo ringraziare SB, senza di lui le loro trasmissioni non se le sarebbe filate nessuno.
16 febbraio, 2011 alle 5:20 pm
Gentile Gad Lerner,
ho seguito l’ultimo tuo “Infedele” e sono rimasto sorpreso non tanto per le sconcertanti ma scontate difese dell’on. Bergamini, quanto dal ben più pericoloso intervento dello psicanalista che, dietro il paravento della scienza, intende(va) dare maggiore forza e veridicità alle sue parole a sostegno delle imprese del Sultano.
L’on Bergamini difendendo il capo del governo difende un’idea di libertà, di diritti e di doveri palesemente classista dal punto di vista politico-statuale, ma non sociale: la libertà è quella del più forte, “ovunque esso si trovi” e “comunque la forza si esplichi”. Chi fa parte dell’apparato statale è “naturaliter” più forte, proprio perché tale è stato dichiarato dalla volontà popolare e non ammette altri poteri se non il suo. E’l’argomento che in un altro intervento mi consentì di paragonare il Presidente del consiglio al tiranno Creonte della tragedia Antigone di Sofocle, ferma restando la fondamentale differenza che lì siamo in un contesto elevato quanto tormentato qui nella sua forma tra il ridicolo e il pericoloso, qui siamo al grottesco. Per i cittadini questo significa che ciascuno nell’ambito delle sue relazioni, da quelle di ruolo a quelle familiari, il più vantaggiato, il più “forte” domina. Nella cultura oggi dominante, questa “ideologia” è vincente. Questo è il succo delle tante parole che lor signori spendono su un ideale altissimo e nobilissimo quale, per l’appunto, quello di “libertà”, riconducendolo entro i limiti dei rapporti appena indicati. Creonte si rese conto, sia pure tardivamente, della via senza uscita in cui la sua tracotanza – la sua “libertà” – lo aveva condotto, purificandosi intellettualmente, “psicologicamente” mi vien voglia di dire per la presenza dell’illustre psicanalista tuo ospite, il nostro Presidente del consiglio e l’on. Bergamini non solo non se ne rendono conto, ma perseverano testardamente a crogiolarsi nella “libertà” del loro potere opponendolo a altri poteri, di qualsiasi natura essi siano.
Che dire dell’illustre psicanalista? Che l’essere umano sia uno e doppio, uno e tanti, egregio professore, lo sappiamo almeno da Platone in poi, in verità dal “mito” in poi, addirittura dal mito per antonomasia che Lei ci insegna: il mito di Edipo. Forse, che Edipo per questo non ricerca la verità del bandolo della sua vicenda che pure gli avevano consigliato di non ricercare? E forse non si punisce pur non essendo responsabile ? Ma, veda, egregio professore, anche qui siamo in un contesto elevato quanto profondo,mentre, orsù, lo ammetta, nel nostro caso siamo in un meschino verminaio di donnette, mezzi uomini e quaquaraquà ! D’altra parte, per accondiscendere alle Sue dotte elucubrazioni, perché mai una persona ricorre allo psicanalista? Probabilmente perché soffre di qualche disagio dal quale spera poter uscire o, quanto meno, con il quale convivere senza eccessivi patimenti. E non si adopera forse lo psicanalista per soddisfare la richiesta? O si accontenta di dirgli che “l’essere umano è così fatto e dunque ognuno faccia quello che crede?” Ah! professore, professore: cosa non si fa per difendere il capo.