Inutile girarci intorno: il terrore dispiegato dalle milizie di Gheddafi contro la popolazione civile che rivendica libertà, è uno di quei casi in cui Alexander Langer riteneva doveroso prendere in considerazione la necessità di un’”ingerenza umanitaria armata”. Mi pare che anche Emma Bonino oggi dica lo stesso: l’Unione Europea e le Nazioni Unite si preparino all’eventualità che un simile intervento si renda necessario nei prossimi giorni, qualora si ripetessero i bombardamenti e i mitragliamenti sulla folla in rivolta. Fu scellerato il ritardo con cui la comunità internazionale disertò nel corso dell’assedio di Sarajevo. Non si ripeta a Tripoli un simile atto di viltà. Ci vuole prudenza, ma nessuno può escludere in via di principio che il sostegno alla lotta per la libertà in atto nel mondo arabo richieda di passare anche per questa difficile prova.
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10 marzo, 2011 alle 10:32 am
Mi faccio ancora grasse risate sulle affermazioni di Lerner a proposito delle rivoluzioni democratiche arabe. Per questa gentaglia l’ unica rivoluzione è scappare e invadere l’ Europa in mutande, intanto ci pensano questi fessi che siamo noi, a mantenerli. Se non mettiamo la flotta a protezione delle nostre frontiere saremo invasi da masse di straccioni che vanteranno diritti fantomatici, e imporranno la loro religione da pecorai a un popolo come il nostro, sfinito dalle seghe mentali dei vari Lerner. Se questo vogliamo, continuiamo pure a fare i terzomondisti e a parlare di dialogo con i popoli del mediterraneo, intanto fra poco non avremo neanche la possibilità di dar lavoro ai nostri giovani, altro che dialogo.
8 marzo, 2011 alle 5:27 pm
vorrei dire ai rappresentanti della lega nord: non volete festeggiare il 150 anniversario dell’unità d’Italia,non volete cantare l’inno d’italia,ma allora perchè continuate a percepire gli stipendi che “roma ladrona”vi da…siete italiani solo quando interessa a voi?
Congeliamo gli emolumenti dei leghisti?
Dai vediamo se hanno ancora voglia di secedere?
7 marzo, 2011 alle 11:31 pm
Caro Lerner, vista la sua trasmissione il 17 marzo esporrò il tricolore alla finestra. Continui il buon lavoro. Cordialità. Laila Colamussi
7 marzo, 2011 alle 10:48 pm
vorrei dire ai rappresentanti della lega nord: non volete festeggiare il 150 anniversario dell’unità d’Italia,non volete cantare l’inno d’italia,ma allora perchè continuate a percepire gli stipendi che “roma ladrona”vi da…siete italiani solo quando interessa a voi?
7 marzo, 2011 alle 10:03 am
Vedo che fra i commentatori ci sono un buon numero di lettori di fumetti, in primis tale Diamante. La storia raccontata da Jumbo e Rin Tin Tin !
7 marzo, 2011 alle 9:54 am
Tutti contro il povero Gheddafi. Come mai fino alla settimana scorsa la Libia presiedeva la commissione ONU per i Diritti umani ? Cosa dice la Boldrini di questi suoi soci, fino a poche ore fa ?
6 marzo, 2011 alle 11:53 pm
non voglio citare le posizioni del ministro (timido)degli esteri, vorrei tuttavia ricordare tutti che quando l
occidente ha lasciato Saddam Hussei riprendere Bassora, lo stesso Saddam ha fatto quello che tutti abbiamo visto dopo contro la popolazione civili che aveva creduto che loccidente rischierebbe un poco di interessi economici per la libertadi qualcuno, se poi questi sono arabi e mussolmani, crederci edavvero da ingenui. ma anche i libici sono stati ingenui, e ci hanno creduto(aihme). non so quanto sia grave il bilancio in vite umane che Gheddafi sta causando con le sue milizie, e non mi importa se sono libici o meno, resta il fatto percui una volta tanto loccidente ed anche la sua dormiente popolazione(e non solo cininici politici), debba dirci per lultima volta se vuole il petrolio o se ha ancora un piccolo spazio che costudisce qualche (noioso) pricipio che riguarda la liberta, la dignitao altro di cioche veleva esportarci attaccando le popolazioni sia in Iraq che altrove. una NO FLY ZONE eil minimo per lavarvi le coscienza con il petrolio. altrimente e` finita tra le due sponde del mideterraneo. gassan (el khatteeb M.)6 marzo, 2011 alle 2:00 am
L’Italia dovrebbe dichiarare decaduto il Trattato Italo-Libico e farsi promotrice della No Fly Zone
Sarà anche una ingerenza nella vita di un altro Stato Sovrano, ma se Gheddafi continua a poter disporre dei suoi aerei, “gli oppositori del regime” non hanno nessuna possibilità di vittoria
Se Gheddafi riesce a sopprimere nel sangue la rivolta,
poi qualcuno (USA, Europa, Russia, Cina, Lega Araba… vedete voi chi) sarà costretta ad “invadere” la Libia per fermare il maccacro di coloro che si sono ribellati
Intervenire subito per scongiurare il peggio
3 marzo, 2011 alle 1:57 am
E’ doverosa l’ingerenza umanitaria CONTRO QUESTO MASSACRATORE, adottata però con negoziati con gli insorti.
Mentre il Governo italiano avrebbe da dimettersi per i rapporti troppo stretti con Gheddafi, la Gran Bretagna, alleata Usa, è pronta per iniziare un’operazione mirata e potente.
Le aziende italiane saranno svavorite per ritorsione?
2 marzo, 2011 alle 10:20 am
mi è piaciuta molto l’impostazione che,al tema, ha dato l’infedele,direi unica nel panorama giornalistico italiano….ora dobbiamo pensare ai morti,alla guerra,ma quando tutto questo sarà finito,spero presto,ci renderemo finalmente conto che per noi mediterranei(sono calabrese) si aprono scenari,possibilità,prospettive insperate fino a qualche giorno fa ? grazie all’infedele ho fatto un sogno…ho rivisto la storia delle città della magna grecia e soprattutto il regno di sicilia di ruggero e federico,in cui convivevano bizantini,arabi,ebrei e sulle acque del nostro mare ,da una sponda all’altra,si commerciava la seta e l’uva passa…per non parlare della poesia e dell’opera di AL-Idrisi…forse,è solo un sogno,ma è un dato di fatto che,ogni volta che il mediterraneo è stato al centro della storia,il mezzogiorno d’italia non si è lasciato sfuggire l’occasione di entrarvi…grazie gad,per questo sogno che mi hai fatto intravedere….altrove,si parla solo di rischio immigrazione,rischio fondamentalismo…non è che la padania ha paura di accorgersi che potrebbe diventare da sola,un cortile del villaggio globale, e che l’italia ha bisogno anche del sud per affacciarsi sul mare in cui tre continenti si incrociano?…forse,è solo un sogno, ma a volte si ha bisogno dei sogni per ritrovare la fiducia in se stessi…caro gad,la tua anima mediterranea,mi ha fatto sentire il brivido della storia che,forse,potrebbe di nuovo passare dalle nostre parti ed è stata una bella emozione…almeno ora abbiamo una prospettiva,uno scenario su cui investire le nostre energie,per poter dire ai nostri giovani “forse,non è questo il momento di andarvene…questo è il momento di restare ,perchè la storia è qui…”
2 marzo, 2011 alle 9:02 am
http://www.youtube.com/watch?v=FFnJmz5pWc4
[..]
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[..][..][:]
effetto domino
1 marzo, 2011 alle 7:25 pm
iamante
I conti te li fai da solo, visto che i dati sono tutti disponibili e tu sai fare cosi bene i conti su quelli provocati dall’occidente, inclusi i MILIARDI di morti per fame che abbiamo sulla coscienza e il terremoto di Haiti.
Noi siamo molto più cattivi e inefficienti dei comunisti. Sarà per questo che la gente non ci ha ancora cacciati, a calci, nella pattumiera della storia.
Hai ragione tu ma, per carità, finiamola qui.
Jefferson
1 marzo, 2011 alle 1:08 pm
efferson
potresti farmi due conti della serva, mettere giù, all’incirca, questi 100 milioni di morti, quanti polacchi, ecc ecc ?
grazie.
la tua mi sembra una grandissima frottola, scusa, eh!
vediamo “dentro” i numeri, magari dici il vero, vediamo.
1 marzo, 2011 alle 12:13 pm
efferson scrive:
Caro Diamante 340,
Per i 100 milioni (circa) di morti durante gli infami 70(+20+) anni,
ricchi di menzogne, polizie politiche, Lubianke, carestie provocate, “purghe” di avversari, gulag, trattati di amicizia con Hitler, spartizioni della Polonia, picconate in testa a Trotsky, foibe istriane, e, come per una volta dice bene il nostro caudillo, miseria, rovina e morte.
————————————————————————————————————————-
Do per buono che sia vero, e do per buono che noi occidentali si sia fatto uguale, se non peggio, no, peggio, decisamente peggio, visto che di sola fame nel mondo sono morti MILIARDI di donne uomini bambini anziani. Noi occidentali abbiamo sterminato gli indiani d’America, ridotti a poche centinaia di persone, e sarebbe niente se appartenesse al passato, il fatto che tuttora li trattiamo come allora, pensa solo cosa fanno le multinazionali nell’ America meridionale, in Bolivia piuttosto che in Perù, o in Asia, o in Africa, o nel Medio Oriente, vogliamo cominciare a fare due conticini? Falluja, 425.774 abitanti nel 2003, tutti uccisi da “strana arma” degli americani, dico solo che chi se ne esce come fosse un angioletto mi fa ridereeeeeeeee. Vogliamo parlare del terremoto di Haiti?
1 marzo, 2011 alle 1:44 am
incitano, spingono…!
1 marzo, 2011 alle 1:43 am
urgiono??? ahahah
1 marzo, 2011 alle 1:38 am
US Neo-cons urgiono un intervanto in Lybia…
http://english.aljazeera.net/indepth/features/2011/02/2011227153626965756.html
ma va??
28 febbraio, 2011 alle 11:58 pm
Caro Diamante 340,
Per i 100 milioni (circa) di morti durante gli infami 70(+20+) anni,
ricchi di menzogne, polizie politiche, Lubianke, carestie provocate, “purghe” di avversari, gulag, trattati di amicizia con Hitler, spartizioni della Polonia, picconate in testa a Trotsky, foibe istriane, e, come per una volta dice bene il nostro caudillo, miseria, rovina e morte.
28 febbraio, 2011 alle 11:47 pm
Mai provato simpatie per il mondo islamico essendo donna e femminista. Mi ricordo ancora la rivoluzione iraniana e le speranze distrutte di molti iraniani di sinistra tornati in Iran e uccisi.
Però quello che stà succedendo è veramente importante, è un segnale di bisogno di libertà diffuso, questo è il momento di sperare e di dare il nostro contributo alla “primavera araba”.
Berlusconi e la classe politica che lo sostiene per difendere i propri privilegi, sono dei vecchi, dei sorpassati, della gente che vive con logiche vechie, speriamo per il nostro bene che se ne vadano in fretta.
P.S.
Nessuno si era accorto di ciò che stava succedendo? Come mai gli economisti, gli storici, i giornalisti non avevano sentore di questa esplosione generale del mondo arabo?
28 febbraio, 2011 alle 11:23 pm
Come unica associazione umanitaria italiana che lancia un appello di soccorsi umanitari per la Libia, vi riporto qui il comunicato del 24 febbraio se potete diffonderlo – Islamic Relief Italia
La Libia è colpita in questi giorni da una grave crisi politica degenerata in un conflitto armato le cui vittime sono prevalentemente i civili, le notizie che arrivano parlano di migliaia di morti e feriti nelle principali città del paese.
Allo stato attuale, dovuto alla difficoltà d’accesso dei mezzi di comunicazione al paese e al fatto che esistono pochissime organizzazioni umanitarie presenti, le informazioni sono scarse e imprecise, per questo è estremamente difficile stabilire qual è l’impatto umanitario della situazione. È facile prevedere però, e alcune notizie lo confermano, che le esigenze mediche ed alimentari della popolazione richiedano un’azione rapida ed efficace di soccorso.
Islamic Relief è una delle poche organizzazioni in grado di portare aiuto alle vittime di questa crisi, lo sta già facendo attraverso il suo ufficio in Egitto che ha allestito alcuni punti di soccorso medico e di accoglienza, fornendo assistenza alimentare. Islamic Relief si appresta anche ad intervenire ai confini tunisini con la gestione di campi per i profughi libici.
Islamic Relief, lancia un appello a tutte le persone, organizzazioni e istituzioni affinché sostengano il popolo libico. Aiutateci a portare soccorso medico e alimentare a migliaia di uomini, donne e bambini colpiti dalla violenza e dal bisogno.
Per contribuire con le vostre donazioni potete effettuare versamenti sui seguenti conti postali e bancari mettendo come causale “Emergenza Libia”, altrimenti potete donare direttamente dal sito dell’associazione http://www.islamic-relief.it
Conto Postale 24024002
Conto Bancario presso BNL – IBAN: IT68M010050161400000001397
Entrambi intestati a Islamic Relief Italia
Vi prego di poter dare una aiuto umanitario a questa popolazione.
28 febbraio, 2011 alle 10:10 pm
È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Cari amici e compagni, donne e uomini, vi invito e se volete affiancatemi, in questo viaggio al di là dei confini territoriali ormai superati dalla globalizzazione, ma all’interno dei confini della democrazia e delle pari opportunità per i popoli, dove c’è un lavoro lungo e difficile da affrontare e che si presenta come la nuova sfida del nostro millennio.
Molte cose sono avvenute nel ventennio a cavallo dei due millenni, che ci fanno capire con gli eventi più recenti che dobbiamo responsabilmente assumere il ruolo che ci compete, come Vecchio Continente, di ridurre nel tempo il divario tra il Nord ed il Sud del mondo, divario al quale anche noi abbiamo contribuito. Mi pongo la domanda se questi popoli fratelli si ribellano perché vorrebbero avere condizioni di vita pari a quelle dei paesi dominanti, cercando paradossalmente rifugio nella casa di quelli che hanno determinato la condizione alla quale si ribellano, se è la loro fame di democrazia o di cibo. Una cosa accomuna il mondo oltre ai vari problemi ambientali ed è l’aumento dei costi dei prodotti alimentari e dei servizi, costi che incidono sulla popolazione povera di ogni Paese incluso il nostro, che possono essere superati solo con un nuovo progetto di organizzazione della società. È facile trovare capri espiatori nei Capi di Governi, che non sono nient’altro che gli esecutori di politiche condivise, per proteggere interessi consolidati o da consolidare propri e dei Paesi Sviluppati. È facile essere democratici, perdonatemi l’espressione, con il culo degli altri, come fanno rappresentanti di vari Governi nel mondo additando l’Europa e l’Italia in particolare, che sta sul fronte del terremoto, col rischio di essere travolta da uno tsunami.
È un momento molto importante, anzi fondamentale: un’occasione da non perdere.
Un momento in cui bisogna chiudere gli occhi per guardarsi dentro, per riconoscere ogni forma di egoismo in noi e per poi aprirli e osservare ogni forma di egoismo fuori di noi. Risvegliata così la coscienza prelevata dal profondo e la visione olistica, siamo nello stato di coscienza che attiva il discernimento, la determinazione, la tenacia, la compassione e in una parola l’amore.
Non parlo di un’amore sdolcinato o passionale, ma ovviamente di quell’amore che nessun aggettivo o elucubrazione mentale può definire, di quello che discende dalla forza vitale della natura, che ci dà le risposte nelle occasioni più estreme e che alcuni chiamano istinto per la sopravvivenza.
In una delle mie fiabe, Gabriele mi chiede: nonno perché se nel lavarmi i denti uso troppa acqua la sotraggo ad un bambino del Continente Africano? Gli rispondo che quella è una metafora, messa in giro da chi in maniera intelligente ha avviato un discorso sulla salvaguardia dei diritti umani, che il significato di quella metafora è che per mantenere il tenore di vita attuale e con l’attuale organizzazione socio-economica, i paesi sviluppati usano troppe risorse a danno proprio e a danno di chi di questo spreco ha solo gli svantaggi. Interviene Lena: è come dire che il danno dei genitori è che pagano l’acqua che Gabriele spreca e quello dei paesi poveri è che l’acqua finisce. Brava! Risponde nonno Bruno, hai fatto un’altra metafora, è come dire ad esempio che noi prelevando dalla terra i combustibili fossili per destinarli all’industria ed al nostro comfort, abbiamo squilibrato i cicli della natura che hanno causato il surriscaldamento del pianeta, la desertificazione, l’inquinamento di aria, terra ed acqua, con danni anche per noi oltre che per il resto della popolazione del mondo.
La storia continua e ancora metafora nella metafora la televisione, internet, la globalizzazione porta bambini di nove dieci anni a riflessioni che richiamano la nostra coscienza. Con i miei compagni a quell’età discutevamo di pace, di sviluppo, di politica, avendo vissuto i nostri primi anni durante la guerra, con fatti e immagini che hanno segnato la nostra vita e avendo vissuto la campagna referendaria (ricordo che chiamavamo “sciocco biondino” il principino che sfilava su un’auto decappottabile per la propaganda monarchica), avendo condiviso con i nostri genitori il dibattito referendario e infine, la vittoria: la nascita della Repubblica Italiana!
Cade il muro di Berlino, l’Europa si affatica nella ricerca dell’unità, cadono le ideologie trasformando i partiti politici in congreghe, cadono la destra e la sinistra nella realtà sociale ma non nell’anima dei nostalgici, balena il tentativo di colpire la chiesa cattolica che rappresenta il 60% circa degli europei, l’equilibrio dell’Europa è adesso minacciato da Sud. Adesso cadono i Presidenti. Presidenti che da un punto di vista strategico contribuivano all’equilibrio dei Continenti Sviluppati, tra cui anche l’Europa. La crisi dell’Italia nell’Europa, sta come la crisi dell’Europa nel mondo. Se questa equazione è vera, è vero che gli italiani sono più portati a condividere la propria ricchezza col resto del mondo, che l’Europa nel suo insieme è molto vicina a questa posizione e che le velleità imperialistiche rallentano in Europa il progredire della democrazia e nel mondo la frenano. Se per caso ci fosse un disegno nel mondo per dividere, per disaggregare anche con la violenza verbale e fisica, l’Italia e l’Europa, cogliamo i momenti di crisi per inserire elementi di democrazia per fare passi verso il superamento di ogni forma di egoismo e quindi di ogni forma di sfruttamento.
È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Noi siamo il popolo del Mediterraneo, i Paesi che hanno uno scambio con questo mare sono uniti nella difesa di un patrimonio che rischia la catastrofe ecologica. Ogni anno il Mare Nero attraverso i canali del Bosforo e dei Dardanelli scarica nel Mediterraneo 350chilometri cubici di acqua inquinata. Chi ha inquinato il Mar Nero? Il Danubio con i suoi 300, dico trecento, affluenti che vengono da oltre una dozzina di Stati che ne comprendono alcuni che si affacciano addirittura al mare oceano è stato ed è l’organismo innocente che ha veicolato quella fonte di distruzione derivante dalle attività antropologiche, degenerate in questi ultimi ottant’anni.
Questa realtà sembra una metafora: Stati dell’Europa e della Russia avvelenano attraverso il Danubio le popolazioni a Sud dell’Europa.
È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Noi abbiamo fatto l’unità d’Italia superando l’impossibile, sradicando domini abbarbicati alle nostre terre, abbiamo promosso l’unità d’Europa e adesso abbiamo l’occasione per fare il popolo d’Italia e di promuovere il popolo d’Europa.
Abbiamo la fortuna che cadute le ideologie non esiste più la divisione tra la destra e la sinistra se non per interessi di parte. La destra e la sinistra che rappresentano il corpo elettorale non hanno il diritto di spezzare questo corpo con tensioni opposte, devono insieme costruire la democrazia per il Paese, se un eletto è un delinquente prima di tutti devono andare in galera gli organi che devono verificare i requisiti del candidato, se un notaio assevera il falso in un atto di compravendita deve essere radiato, una legge di condono edilizio riferita ad anni precedenti è fatta per promuovere gli abusi edilizi, mentre se fosse riferita al giorno in cui diventa esecutiva determinerebbe la fine degli abusi, se l’industria non facesse un uso criminale delle materie prime e la ricerca fosse incentrata sul benessere socio-economico non avremmo bisogno di sfruttare altri popoli. E poi ce lo ha chiesto qualcuno se siamo d’accordo o no su queste scelte? C’è stato mai un partito di destra o di sinistra che si sia occupato delle pari opportunità nel mondo?
È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Concentriamoci sul momento, abbandoniamo temporaneamente i giochi di potere, facciamo una
Unità Strategica, che operi per superare il momento difficile fatta da Senatori e Deputati di tutti i partiti e le coalizioni, scelti in base alle competenze nazionali (Ministri e Sottosegretari) e internazionali acquisite con la partecipazione al Parlamento Europeo e nelle Ambasciate all’Estero o con criteri interni alle coalizioni, dove chi sta all’opposizione eccella nella capacità di proporre strategie non basate sulle ideologie, ma concrete e corredate da piani di fattibilità, mentre chi sta al governo nella capacità di verificare ed attuare dirigendo l’azione verso gli obiettivi congiuntamente concordati. Dare quindi forza all’Italia per poter chiedere all’Europa di partecipare, sostenendo l’Italia nel progetto di un graduale affrancamento dei popoli dall’imperialismo, garantendo nell’immediato la cessazione delle violenze e elezioni democratiche, con candidati di provata onestà certificata da individui che pagano in prima persona con la galera in caso di prova contraria, con processi da avviarsi a fine legislatura per evitare che vadano in galera gli onesti.
Dopo potremmo copiare il modello pure noi per determinare la democrazia nel nostro Paese
È un momento molto importante, anzi fondamentale.
Per festeggiare l’unità d’Italia, con un’Italia protagonista di un cambiamento epocale!
Avviso per i viaggiatori: non emigrare in altri partiti, in altri Paesi, verso altre Religioni, ma
cercare nell’unità e nel discernimento la capacità di una rappresentanza eletta in tute le accezioni del termine. La forza dell’Italia e dell’Europa è nella sua cultura e nella sua evoluzione umanitaria.
Ringrazio di cuore quelli che mi hanno seguito sin qui.
Con affetto,
Benito Castorina
P.S.
In occasione di un Convegno sull’Ambiente e la Cooperazione tra le Imprese Europee organizzato a Barcellona dalla Comunità Europea, ho presentato un progetto per abbassare il carico di inquinamento del Danubio e per catalogare le acque in ogni suo tratto, con un costo molto prossimo allo zero, il progetto è stato apprezzato in quel contesto per i suoi contenuti innovativi, ma la cosa non ha avuto seguito. Salvando il Danubio si recupera il Mar Nero e si salva il Mar Mediterraneo e il suo Popolo.
28 febbraio, 2011 alle 9:23 pm
Sarà anche vero che in Libia ci sono tribù simpatizzanti del terrorismo, ma non bisogna dimenticare che la questione dell’integralismo è principalmente questione interna all’Islam.
Sta all’Occidente saper aiutare nel modo opportuno le fasce più moderate nella lotta per (la loro) sopravvivenza.
28 febbraio, 2011 alle 2:49 pm
Proposta :
Perchè non facciamo anche noi come il popolo libico che si ribella al dittatore?
La Clinton ci aiuterebbe come ha promesso di fare con il popolo libico?
Libertà e democrazia per il nostro Paese!
Cacciamo il dittatore.
Facciamolo.
28 febbraio, 2011 alle 2:45 pm
Non avevamo mai visto situazioni in cui il capo di un regime dà ordine di uccidere i suoi stessi fratelli e le sue stesse sorelle, assoldando addirittura dei mercenari».
——————————————————————————————————
SICURO SICURO?
E le stragi di Stato italiane?
E i morti nelle piazze?
E la MAFIA che è al Governo?
E le BR, sterminate da questo governo esattamente come Gheddafi per ora fa contro i suoi oppositori?
Facciamo un elenco dettagliato, se vuoi!
27 febbraio, 2011 alle 11:58 pm
STORIA DELLE BRIGATE ROSSE parte prima
http://www.youtube.com/watch?v=BgEtaE1tiVU&feature=fvsr
27 febbraio, 2011 alle 11:07 pm
Il presidente tunisino ad interim, Foued Mebazaa, ha annunciato la nomina dell’ex ministro Beji Caid Essebsi alla carica di primo ministro, per succedere al dimissionario Mohamed Ghannouchi.
27 febbraio, 2011 alle 6:55 pm
Frattini non si è mai guardato in giro.
I dittatori ammazzano sempre la loro gente, gli esempi si possono trovare in abbondanza nella storia recente.
27 febbraio, 2011 alle 5:29 pm
http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_27/libia-onu-sanzioni-gheddafi_6612cf30-424a-11e0-873c-64f8d558fc3b.shtml
Quando si dice un burattino… Speriamo che tutto vada bene, e che l’amico-italiano-che-non-disturbaba-Gheddafi-con-telefonate-inopportune-in-attesa-di-ribaciare-la-sua-mano, e cioè Berlusconi, faccia le valigie e lasci Palazzo Chigi presto.
27 febbraio, 2011 alle 3:32 pm
Grande attesa in Libia per la presentazione del governo provvisorio post Gheddafi: è stata annunciata per domenica pomeriggio. La cerimonia avverrà nel tribunale di Bengasi, dove si sono insediati i comitati che gestiscono la città dopo la liberazione. Nella formazione del governo ad interim si è particolarmente impegnato l’ex ministro della Giustizia Mustafa Abdeljalil. La capitale resta a Tripoli, ha spiegato Abdeljalil al quotidiano indipendente Quryna, e non ci sarà alcuna resa dei conti: il clan Gaddafa del Raìs «è perdonato» e «lui solo è responsabile per i crimini commessi». Della nuova amministrazione, ha aggiunto, «faranno parte esponenti di città liberate come Misurata e Zawiyah». Alcuni incarichi ministeriali saranno lasciati vacanti «in attesa che vengano liberate Tripoli e altre città».
(fonte: Corsera)
27 febbraio, 2011 alle 12:05 pm
Cara Maestrina e caro Gummo, certo che un intervento militare sotto il comando dell’ONU si tratta di un “discorso delicato” e pericolosissimo, e il rischio di rafforzare Al Qaeda c’è, ma i rischi dell’inazione sono maggiori. L’idea delle brigate internazionali in versione libica 2011 fa un po’ ridere. Dove la trovi un’organizzazione analoga al Comintern capace di strutturare in forze concrete il desiderio di arruolarsi per lottare in Libia? E vedi da qualche parte questo desiderio nei giovani europei? C’è qualcosa di analogo alle internazionali comunista e socialista, al movimento anarchico? E come entrerebbero in Libia e lotterebbero contro i Mirages? Solo una forza professionista e multinazionale può fare qualcosa.
27 febbraio, 2011 alle 10:30 am
Sarebbe preferibile che i libici riuscissero a liberarsi da soli.
Un intervento dell’Onu potrebbe anche rinforzare Al Quaeda.
Per gli eserciti è difficilissimo muoversi in situazioni così complesse. Forse l’aiuto maggiore ai Libici potrebbe venire da giovani arabi disposti ad andare in Libia per sostenere la lotta di liberazione a fianco dei libici democratici, come avvenne per la Spagna, ma con esito opposto a quello della guerra civile spagnola, perché Gheddafi non potrebbe godere dell’appoggio di governi amici che ebbe Franco.
27 febbraio, 2011 alle 12:21 am
Il primo aiuto è quello medico. E’ un’emergenza che non può aspettare.
L’esercito e i mezzi militari servono solo per legittima difesa e i casi di legittima difesa sono veramente rarissimi. Un esercito strutturato per la legittima difesa è ad esempio quello svizzero.
L’esercito americano è invece strutturato e specializzato nell’attacco e per questo secondo me dal dopoguerra ha sempre fatto disastri e stragi per il mondo ed è stato indubbiamente nocivo per l’umanità. (E non solo gli eserciti ma anche gli spietati metodi d’intelligence, contro qualsiasi elementare diritto umano).
la situazione libica è difficile: si tratta di proteggere i civili, e le manifestazioni di sollevazione libertaria, dal sanguinario massacro.
Quello che a me preoccupa è che Gheddafi possiede ancora molte armi pericolose, anche chimiche, e forse bisognerebbe neutralizzarle. Ieri ho parlato di “pochi bombardieri” riferendomi unicamente ad un discorso di sabotaggio mirato e non certo, voglio sottolineare, al modo in cui vengono utilizzati dalla Nato: a tappeto e facendo strage di civili
è un discorso delicato
27 febbraio, 2011 alle 12:03 am
Tutto il territorio a forma di stivale circondato dal mare su 3 lati e chiuso al nord da una possente catena montuosa che lo separa dall’Europa è territorio di briganti mafiosi, gente di malaffare, ladri imbroglioni taccheggiatori che pregano Dio per avere l’assoluzione divina per non avere quella terrena….
sarebbe un gran bel posto, ora peraltro molto deteriorato, trascurato, abbandonato, peccato sia in mano a gente simile, non tutto sarebbe perso, che spreco!
26 febbraio, 2011 alle 11:58 pm
…e che saldino il conto in latteria.
26 febbraio, 2011 alle 11:50 pm
E’ un po’ che non ascolto radio padania, ho perso i contatti, certo che quando penso alla Lega Nord mi vengono i brividi, fosse per me voterei assieme a loro non solo il federalismo, ma proprio la loro secessione, tutto quello che vogliono, date qua, firmo adesso, basta che ve ne andate, e facciamo subito, prima che ci ripensate!
aaaaaaaaah che liberazione!
respiro.
26 febbraio, 2011 alle 11:40 pm
In molti dicono che è impossibile sapere che cosa accadrà in Libia e nell’insieme dei paesi musulmani, ed è vero, ma questa incapacità profetica che possiamo estendere a qualsiasi ambito della vita umana non dovrebbe diventare un alibi per restare a guardare. La politica dell’Unione Europea è stata miserabile e criminale durante la guerra dell’ex-Iugoslavia. A quanto pare non ha imparato molto da allora. Detesto la violenza e sogno un mondo senza eserciti ma se c’è una possibilità perché qualcuno arrivi a vivere in quel mondo (io non lo vedrò) sicuramente passa attraverso l’impiego giusto degli eserciti esistenti. Aiutare un popolo insorto contro un tiranno, proteggerlo dai massacri in atto e dal rischio di una lunga guerra civile (in cui le “potenze” britannica, francese, tedesca, italiana, ecc. si muoverebbero in ordine sparso), e aiutarlo tutte le democrazie occidentali insieme, sarebbe la cosa giusta da fare, e oltre al valore in sé di questa azione, aiuterebbe molto a creare nel medio-lungo periodo una politica estera degna di questo nome in questa ancora molto debole (se è che non dobbiamo giudicarla come apertamente fallimentare) Unione.