Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Quando prende il via un’azione militare sono tali e tante le incognite che solo degli irresponsabili potrebbero aderirvi con entusiasmo. Ma c’è una differenza sostanziale fra l’invasione dell’Iraq pianificata otto anni fa da Bush con il sostegno di Blair, e l’attacco odierno alla Libia di Gheddafi intrapreso da un’altra coalizione occidentale. La differenza è che stavolta a muoversi per primi sono stati i popoli del Nordafrica e del Medio Oriente, in rivolta diffusa contro le dittature che li opprimono e li affamano. Si tratta di un movimento giovanile senza precedenti per vastità e coraggio in regioni del pianeta che erroneamente ritenevamo afflitte per sempre dall’oscurantismo.
Tuttora questa mia descrizione degli eventi viene accolta con scetticismo fra i benpensanti abituati all’idea che sulla sponda sud del Mediterraneo alligni solo il fanatismo religioso e la bramosia di emigrare per impossessarsi del nostro benessere. Ma ormai sono passati più di tre mesi da quel 17 dicembre 2010 in cui il giovane venditore ambulante laureato Muhammad Bouazizi si diede fuoco per protesta a Bin Arus, nel Sahara tunisino, scatenando una catena di eventi imprevedibili in un raggio di decine di migliaia di chilometri, grazie all’effetto propagatore dei social network.
Preferisco essere ingenuo e credere nella rivoluzione araba. Anche perché non è vero che nasce dal nulla o, peggio, da cospiratori rimasti nell’ombra. Le sue ragioni demografiche, sociali e culturali sono ben evidenti. C’era semmai da stupirsi che non fosse scoppiata prima. Solo che ora si tratta di favorirne un esito positivo, se si vuole davvero –per il bene loro e nostro- che la nascita di società aperte nel mondo arabo non resti una mera illusione. E allora, scusatemi, ma non si poteva concedere a Gheddafi l’indifferenza alla sorte di coloro che gli si sono ribellati. Quel raìs imbarazzante per i partner che ha collezionato (soprattutto in Italia) dominava la Libia dal 1969. L’effetto domino che ha già provocato la caduta di Ben Ali in Tunisia e di Mubarak in Egitto, non potrebbe decentemente risparmiarlo, quando il vento della libertà si è messo a soffiare perfino in Siria, in Arabia Saudita, giungendo a sconvolgere lo Yemen, il Bahrein e l’intera penisola arabica in cui pareva inconcepibile che la Mecca possa conciliarsi con la democrazia.
Sì, lo ripeto, preferisco essere ingenuo e constatare come l’Iran degli ayatollah, sicuro di essere il beneficiario della crisi di tanti regimi arabi sunniti, veda riproporsi al suo interno la medesima destabilizzazione libertaria.
Non mi stupisce perciò che un sarcastico pacifismo circoli oggi piuttosto nei circoli conservatori dell’occidente, indisponibili a credere nella rivoluzione araba sognata pure da Obama. Da loro giungeranno le obiezioni comparative: perché si mobilitano aerei e missili in Libia e non in altri paesi altrettanto oppressi da dittatori? Ne varrà la pena o resteremo un’altra volta incastrati in una trappola mortale?
Siamo abituati all’inverarsi dei pronostici più cupi, specie quando la parola passa alle armi. Figuriamoci dunque se possiamo liquidare con sufficienza le obiezioni all’offensiva in Libia, dentro la quale si manifesta anche un tentativo di rivalsa competitiva francese, profittando delle fresche compromissioni italiane con Gheddafi. Nulla però mi toglie dalla mente che impedire a Gheddafi di schiacciare la rivolta sia il primo passo per rimettere anche noi occidentali in sintonia con un progresso storico di cui beneficeremo assieme.
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28 marzo, 2011 alle 6:34 pm
vada a casa il governo berluscone che non dà accoglienza ai migranti!bisogna dare ai migranti 1000 euro al mese la casa la sanità e la scuola gratis per tutti fino al 2050!pagheranno i politici quelli che lavorano grazie ai partiti di sinistra gli artigiani i commercianti e liberi professionisti di comprovata fede comunista loro sì che sono per l’accoglienza!viva i comunisti italiani viva il grande gad lerner!
26 marzo, 2011 alle 10:28 am
La pacifista Lega Nord è completamente contraria all’ uso delle armi…
…quando esse sono dirottate su azioni diverse dalla Secessione!!!!!.
24 marzo, 2011 alle 9:04 pm
Sia maledetta la globalizzazione senza regole, auspicata dalle sinistre e dalle multinazionali.Alla fine i poli estremi si incontrano causando disastri.
Umberto Turati – Cabiate- (CO)
24 marzo, 2011 alle 8:27 pm
la pancia degli italiani: prima pagina dei commenti su profughi da “il giorno” ospite
basta, a casa loro a calci nelle terga…e se non gli va bene anche qualche dose di bastone…avete stufato buonisti inutili, i miei genitori e nonni non si sono rotti la schiena per una vita per farmi stare in una terra di culi all’aria… basta e basta, si
passi alle maniere forti, ad ogni costo.
today, 19.20.59
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate ospite
ma mi sembra scontato che non si riesca a gestire questa situazione!
today, 18.45.25
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate daniela
il problema e’ che tutti gli italiani non ipocriti e con un briciolo di cervello non li vogliono!!!!perche’ il governo continua a fingere che siano disperati in fuga dalla guerra???lo sanno bene che sono solo clandestini che stanno approfittando della situazione. perche’ continuiamo a farci prendere per il sedere? l’unica cosa da fare e’ respingerli non suddividerli fra tutte le regioni. e’ cosi’ difficile capirlo???????
today, 18.43.40
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate franz
abbiamo una classe politica e una maggioranza indegna e incapace di farsi rispettare da paesi da terzo mondo e dagli alleati.ci passano il comando per dirigere le operazioni di embargo via mare contro la libia e intanto non vogliono respingere questi invasori e usurpatori di diritti.nessuno fa entrare a casa propria degli sconosciuti senza permesso e i confini sono casa nostra.è il nostro popolo che deve decidere se è d’accordo non gli illegali, i clandestini,i politici e gli eurocrati.è in atto la più grossa ingiustizia nei confronti di tutti i cittadini italiani che si vedono defraudati dei propri diritti di decidere cosa fare del proprio futuro.ci stanno togliendo la vera e unica libertà che ancora ci resta.essere padroni a casa nostra.
today, 18.38.04
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate mobius
silenzio assoluto. come dire: ogni commento guasterebbe.
today, 18.36.04
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate rich
tutti questi immigrati li possiamo mandare in francia, dato che i francesi hanno tanta energia nel giudicare noi italiani
today, 18.29.01
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderateè piaciuto arich piera
ormai per loro l’italia è l’america!!!! ma perchè nessuno dice loro che qui non c’è lavoro neppure per gli italiani? e poi gran parte di questi immigrati sono tunisini ed allora perchè scappano dal loro paese proprio ora che possono vivere senza dittatura? hanno rischiato la vita per depporre il dittatore ed allora perchè scappano?
today, 18.17.47
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate benito
rimandiamoli tutti a casa loro e”ora di finirla,a noi italiani che non arriviamo a fine mese,chi ci aiuta?bastaaaaa
today, 18.17.31
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate marty
basta con tutti questi immigrati. andrà a finire che ci butteranno fuori dalla nostra italia e poi dicono che siamo razzisti e ci credo ormai il governo aiuta più volentiri loro che noi. basta che li rimandino a casa loro.
today, 17.58.21
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate c.
anche in toscana, proprio nelle aree solitamente di sinistra (prato-firenze), non tutti hanno voglia di accollarsi
(oltri a quelli che già ci sono) i profughi; seppur in fuga dalle grinfie di gheddafi….
prima di tutto, a cominciare da di pietro, suggerirei ai policici nostrani “buonisti” (di sinistra, naturalmente) di
prenderne qualcuno a casa loro, per dare, finalmente, il buon esempio.
today, 17.53.57
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate italiano
ma è possibile che nessuno capisce che questa è una infiltrazione massiccia nelle retrovie del nemico??????? io penso che ci stiamo mettendo in un brutto, veramente brutto guaio. spero di sbagliarmi ma purtroppo ne sono quasi certo…………. qualcuno con veri reagionamenti mi smentisca per favore.
today, 17.29.28
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderateè piaciuto aitaliano nautico
ma quale disperati, e’ tutta feccia islamica che invade la nostra terra e noi lo lasciamo fare,
che schifo, la nave san marco, il carico doveva scaricarlo a tunisi non in sicilia,
il villaggio di mineo poteva essere utilizzato provvisoriamente a favore di quelle famiglie siciliane e calabresi che hanno perso la loro casa, a causa di alluvioni e frane. invece, per i nostri politici e clericali, sono piu’ importanti i clandestini che gli italiani,noi serviamo solo a pagare…….
today, 17.24.22
moderate axel
ributtare a mare questa spazzatura, portatori di malattie.
today, 17.10.29
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate adri
i sindaci siciliani hanno ragione.
i clandestini tunisini devono essere inviati tutti e nel più breve tempo possibile in lombardia, veneto, emilia romagna.
e’ così che ha sempre funzionato e non si capisce perchè stavolta debba andare diversamente.
today, 16.38.31
moderate francy
e dopo questo hanno perfettamente ragione a lamentarsi gli abitanti di lampedusa.se proprio non volte mandarli a casa loro, provate se ci riuscite a mandarli a bolzano, oppure nello stato del vaticano fanno nella piazza davanti a s.pietro una bella tendopoli e il vaticano provvede hai loro fabbisogni. non penso che tutti i clandestini siano quelli scappati dalla libia, e anche se così fosse pazienza donne e bambini ma gli uomini a combattere per la loro terra.
today, 16.36.59
moderate boh!
i tuinisini sono tutti e ripeto tutti spacciatori. da noi possono fare tranquillamente ciò che in tunisia non potrebbero mai fare. basta vedere come arrivano: giovani con giubbotti, jeans, scarpe ultima moda, telefonini, collane d’oro ecc. e questi sarebbero quelli che chiedono l’asilo politico (vero governatore della toscana???). portateli un pochino a casa tua.
today, 16.35.45
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate elena
basta gli italiani ne hanno piene le tasche di tutta questa gente………….hanno lottato perchè volevano la democrazia e la libertà nel loro paese…………bene ora che stianoa casa loro per gondersela e mantenersela!!! arrivano qui pretenziosi…arroganti…maleducati….sporcano…urinano !! se dovessimo andare noi nei loro paesi a comportarci così ci farebbero subito la pelle!!!
devono stare a casa loro…………non li vogliamoooooooooooooooo!!
today, 16.34.27
– atir47
già…i tunisini….sbarcati a lampedusa….nel caos hanno trovato la via più facile x approdare in europa…prima cercavano di sposare delle europee x poter venire in questi lidi….ci conoscono fin troppo bene….guardano le tv europee ed il modo di vivere….non sono tra i più osservanti musulmani…le donne poi erano sotto ben alì le più moderne…insomma non stavano male….la tunisia l”ho visitata da cima a fondo e conosco un po’ la loro mentalità…
ora ne approfittano ed hanno scelto la via più facile…..ci converrebbe quasi quasi annettere la tunisia al nostro territorio e dichiararla italiana ormai….con i suoi 6 milioni ….popolazione giovane….etc. etc. si sta svuotando di tunisini e forse si riempirà di libici e quant’altri…..insomma una bela gatta da pelare x i nostri politici….la tolleranza siciliana x lo straniero sta’ andando a farsi benedire….ed hanno ragione!!!!!
today, 16.31.47
– flag – mi piace – reply – delete – edit – moderate ospite
lampedusa e la sicilia hanno ragione. quando arrivano gli diano da mangiare poi su navi o aerei e ritornino in tunisia (hanno appena mandato via il tiranno quindi stiano a casa loro). come mai non vanno in francia, in spagna, a malta o altrove? non li fanno neanche sbarcare, gli unici fessi che poi li mantengono e si trovanoi problemi siamo noi italiani
today, 16.28.35
– moderate alessandro
siamo pieni , è ora che l’oste dica siamo chiusi ……,e che tornino da sono venuti perchè non c’è più posto
24 marzo, 2011 alle 4:24 pm
Questo nostro infaticabile sognatore di un Gad…….con le bombe non si spiana la strada alla democrazia, ma a qualcos’altro…..le parole ” intervento umanitario ” e ” tornado ” sono un ossimoro….è come dire ” ghiaccio caldo “…..le guerre civili interne ad un Paese non hanno bisogno di ingerenze esterne, tantomeno di iniezioni di ” democrazia “…..bisogna che se la vedano tra Libici….altrimenti avremo un nuovo Iraq molto ma molto vicino…..
http://www.youtube.com/watch?v=–We6sBPo_o
24 marzo, 2011 alle 4:23 pm
Sarà anche vero che si fa riferimento alla statura morale, ma la maggior parte delle persone pensa ad un riferimento alla statura fisica di Berlusconi.
24 marzo, 2011 alle 3:29 pm
infatti si fa riferimento alla statura “morale”….
24 marzo, 2011 alle 3:26 pm
Bell’articolo, però vorrei fare una critica all’uso continuo del termine “nano” per offendere Berlusconi.In questo modo infatti si offende anche chi è basso di statura, così che magari finisce per simpatizzare per il Cav.
Una persona non si giudica dalla statura fisica, ma da quella morale.
24 marzo, 2011 alle 3:20 pm
Grazie maria b per il link
Bella questa descrizione sui amici del beduino:
guerrafondai travestiti da Gandhi
24 marzo, 2011 alle 2:59 pm
Jeremy, prova a leggere quest’articolo…
Non avrai altro nano
24 marzo, 2011 alle 2:52 pm
Mi chiedo per quanto tempo ancora qualunque paese sia autorizzato a tirsr bombe sulla Libia. Come in tutti i giochi stupidi dovrebbe esserci il Game Over. Dopo tutte quelle bombe senza risultato è evidente che la sollevzione non era per nulla popolsre, ma indotta da francia inghilterra e stati uniti. Prima ce ne tiriamo fuori pìù bella figura si fa.
24 marzo, 2011 alle 2:51 pm
E’ uno spasso vedere come quelli di destra improvvisamente si scoprona pacifisti con mille contorsioni mentali solo per difendere l’amico di berlusconi Gheddafi…
24 marzo, 2011 alle 11:29 am
Nella vicenda libica l’Europa conferma la sua assenza sub specie di una inesistente politica estera comune. Al suo posto si affermano gli interessi nazionali, dettati ora da priorità economiche ora da esigenze geopolitiche. Un intervento militare in Libia, come quello che si è concretizzato in questi giorni, senza una visione politica e strategica dell’area del dopo Gheddafi, rischia di produrre effetti peggiori del problema che si pretende di risolvere, tardi e male! Le azioni militari, come quelle operate in Kosovo, Iraq e oggi in Libia, non hanno il profilo di una “missione umanitaria” e solo formalmente aderenti alla risoluzione 1973. In realtà siamo in presenza di una guerra vera e propria, sia pur “vestita” dei crismi di una legalità internazionale assai confusa nelle modalità di intervento. Gli interessi sono di ben altro spessore e si coniugano con le risorse energetiche da controllare e l’interesse strategico dei volenterosi!
E’ ancora possibile, necessario, ad oggi, parlare di guerre giustificabili (non più guerre giuste, sottile differenza), sia pur in nome degli ideali democratici e umanitari più elevati, come fa Massimo Nava nell’editoriale del Corriere della Sera di oggi?
Lo stesso editorialista osserva che “nel caso dell’Iraq, è arduo negare le conseguenze dei bombardamenti sulla popolazione civile, lo stillicidio di attentati seguito all’occupazione militare, l’instabilità, il prezzo pagato dall’America e dall’Occidente in termini d’immagine ed esposizione al terrorismo. Per fare la guerra a Saddam si è scoperto il fronte afghano, si è permesso che il terrorismo accentuasse la presenza nel Paese, si sono forniti argomenti al fondamentalismo islamico”.
Credo sia tempo di ripensare profondamente la politica internazionale italiana e europea, meglio, costruire una politica estera che superi la competizione tra gli stati in Libia, meglio conosciuto come multilateralismo.
Occorre una nuova cultura politica dei diritti umani e delle libertà fondamentali. La realpolitik giustificata dagli interessi nazionali, legittimi ma non esclusivi, pone in essere le condizioni per una riproposizione futura di scenari come quelli libici che delineano il probabile esito di una divisione della Libia, una frammentazione dello scenario internazionale dove sembrano prevalere forze centrifughe di rinati e nuovi nazionalismi.
24 marzo, 2011 alle 11:27 am
Voli “umanitari” e turistici sulla Libia ?
“L’Italia non ha fornito alla coalizione internazionale jet predisposti al bombardamento della Libia” : lo ha detto oggi il ministro della Difesa pro tempore.
E se il rais si mette ad usare i missili anti-aereo di cui scrive oggi Olimpio sul Corrierone ?
24 marzo, 2011 alle 11:14 am
RIFLESSIONE:dopo la fine della seconda guerra mondiale conclusasi tragicamente con il lancio delle due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki,da allora nel mondo i focolai di guerra non si sono mai spenti.
Ne si sono mai spenti i riflettori dei media puntati sempre sull’Europa dell’est, Iraq Iran Israele Nord Africa. Per carità le guerre sono sempre terribili Dio ci protegga, ma nella vicenda Libia in questo tempo più che nel passato si sta evidenziando un fatto e cioè che l’Italia e quindi gli Italiani non riescono a liberarsi del marchio infamante, come se questo marchio indelebile fosse stato impresso nel DNA con il fuoco:ancora oggi il mondo ci considera un popolo di traditori.
E’ ovvio che questa nomea ce la siamo procurata nelle due grandi guerre ed è come se non riuscissimo a svincolarci. Ma se pensiamo al dopoguerra,e guardiamo alla Germania di Hitler per un certo periodo e mi riferisco a tanti anni fa il popolo tedesco veniva ricordato per la svastica e altre crudeltà.Oggi no, dopo la caduta del muro di berlino l’opulenta germania ovest è riuscita a trascinarsi la germania est ed oggi è considerata non solo la locomotiva d’Europa ma è riuscita a liberarsi gradatamente di tutte le conseguenze e le nomee legate al nazismo,fermo restando che ancora in germania esiste una minoranza di neo nazisti.Come a dire dove il peccato abbonda la grazia sovrabbonda.Personalmente non invidio la Germania per le sue ricchezze ma la invidio perché è governata da gente come la Merkel che guarda caso ha preso le distanze da questo conflitto,per non parlare poi di confidustria tedesca del sistema bancario loro non hanno la Marcegaglia.Da noi esiste un nord sempre più opulento ed un sud sempre più povero.
Ma ritornando al tema del marchio infamante io credo che oggi il dramma libico ci dia una grande opportunità ossia quello di liberarci definitivamente da questo marchio ignominioso, basta fare come fanno i tedeschi loro hanno il senso delle regole e le rispettano. L’art.11 della costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra ma esiste dice Frattini una risoluzione ONU del 1973 oltre la quale il governo non va. Mi piacerebbe sapere se esistono strumenti per defilarsi da questa guerra lasciando a disposizione di Francia e Gran Bretagna tutte le basi nato (PACTA SUNT SERVANDA). Come mai la Germania si è defilata e l’Italia no?
Ma quali strade si potrebbero percorrere visto che l’Italia ha sempre avuto buoni rapporti con il popolo libico? Mi viene in mente qualcosa che successe nel 1814-1815 al congresso di Vienna in cui venne riconosciuto il principio di legittimità per il quale la Francia pur essendo paese sconfitto,attraverso Talleyrand restaura la dinastia borbonica pre rivoluzionaria e pre- napoleonica tale principio consenti loro di recuperare territori e privilegi tolti dall’Imperatore.
Come si vede ci si aggancia ad un principio. Perché ad esempio non si applica tale principio a difesa dei rapporti che nel tempo si sono consolidati tra aziende italiane e libiche? Lasciate alla Francia ed in Inghilterra l’iniziativa delle operazioni belliche se così hanno deciso,mi chiedo però se non sarebbe necessario un organismo sovranazionale che tuteli gli interessi di tutti i paesi che a qualunque titolo partecipano al conflitto..
Alla fine chiunque vincerà sarà onere sempre dell’Italia adempiere al recente accordo che prevede il risarcimento dei danni di guerra causati dall’omino di burro,risarcimento non nei confronti del Dittatore ma proprio nei confronti del popolo libico.
Dulcis in fundo sono più preoccupato io del destino del popolo libico più di quanto non lo sia stato quel manipolo di studenti libici intervistati da EXIT i quali più che mostrare preoccupazione per i propri concittadini uccisi dal regime,mostravano preoccupazione per i pozzi di petrolio? Ma sicuro che erano libici? Paese che vai……..