Sono lieto di riportare questa dichiarazione di Renzo Gattegna (nella foto), presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, sulle ingiurie di cui sono stati oggetto Moni Ovadia e Giorgio Gomel. Sebbene tardiva, condanna l’attacco subito da due autorevoli esponenti dell’ebraismo italiano (che avrebbe pure potuto fare lo sforzo di nominare).
L’emotività è forte, comprensibilmente forte, perché viviamo in un’epoca nella quale avvengono ancora fatti che, come la strage di Itamar, generano orrore per la loro natura e per l’efferatezza di cui rimangono vittime adulti e bambini. Ma è necessario uscire dall’equivoco. Non è sulla condanna di quel tragico evento che è emerso il dissenso e commetterebbe un grave errore e si assumerebbe una pesante responsabilità chi volesse creare confusione tra la tragedia che ha colpito la famiglia Fogel e il dibattito, anche aspro, che è attualmente in corso in Israele, nelle comunità ebraiche e in vari consessi internazionali sulla sicurezza e sui confini futuri dello Stato di Israele. Su questo argomento il confronto è aperto e non saranno singoli episodi, per quanto gravi, che potranno impedirne lo svolgimento nella maniera più aperta e democratica.
Sarebbe inaccettabile se non si potesse discutere in piena libertà di uno dei problemi più importanti per la sicurezza di Israele. Questo infatti è l’argomento principale. Non se ci si deve impegnare per la sicurezza di Israele, ma quale sia il modo migliore per garantirla.
Sfido chiunque a dire di poter esprimere certezze e verità assolute mentre tra gli stessi israeliani esiste una grande varietà di opinioni.
Ma prima di parlare dei contenuti richiamo l’attenzione su quanto importante sia imporre a noi stessi il rispetto di alcune basilari regole di metodo, la cui inosservanza ci espone al rischio di far regredire qualsiasi dibattito a rissa verbale, turpiloquio, o peggio.
L’uso di frasi provocatorie, di termini ingiuriosi o diffamatori, di minacce non è segno di maturità e di forza, al contrario è il sintomo che esistono ancora gravi problemi di corretta comunicazione e che, anche su temi di vitale importanza, a volte non siamo in grado di contribuire alla ricerca delle soluzioni migliori, che possono scaturire solo da civili e vivaci confronti di idee.
Sento il bisogno di esprimere la mia solidarietà al preside della scuola ebraica di Roma, rav Benedetto Carucci Viterbi, responsabile di una istituto che deve restare il punto di aggregazione, di cultura e di confronto nella Roma ebraica e di una scuola i cui muri sono stati offesi e imbrattati da scritte inaccettabili e diseducative.
Sul rispetto delle regole democratiche e sulla difesa del diritto di tutti a esprimere civilmente le proprie idee l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane si è sempre impegnata a fondo e continuerà a farlo non in maniera teorica o astratta, ma con interventi forti e puntuali nella millenaria tradizione di libertà d’opinione che ci è stata tramandata come valore irrinunciabile.
Renzo Gattegna
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24 maggio, 2011 alle 7:58 pm
Secondo la halakha, una “legge” ebraica, un bambino non è ebreo, se la madre del bambino non è ebrea.
La “sentenza”, secondo loro è derivata da varie fonti Bibbliche della Tanak, tra cui il Deuteronomio 7: 1-5, Levitico 24: 10,
Ezra 10: 2 – 3.
Tutti i rami dell’ebraismo ortodosso e conservativo mantengono oggi come oggi, che le regole derivanti dalla halakha
(cioè la discendenza per via matriarcale ) sono valide e vincolanti.
Problema, si potrebbe dire addirittura che questo è totalmente falso, dipende a quale “parrocchia” si appartiene.
L’ebraismo riformato e quello liberale non accettano le regole halakhiche, accettano un figlio, sia il padre o la madre, come genitori ebrei , come un ebreo, nonchè promuovendo un’identità ebraica, rilevando che nella Bibbia la linea ha sempre seguito il padre, compresi i casi di Giuseppe e di Mosè, che sposò con famiglie sacerdotali non-israelite.
I rabbini riformisti hanno fissato norme mediante il quale una persona con un padre ebreo è considerato un ebreo se ci sono state adeguati atti , sia pubblici che formali per una identificazione con la fede ebraica.
Il movimento di riforma utilizza un approccio di linee guida delle norme che non sono considerate vincolanti, siano essi intesi e applicati in modi diversi da diverse riforme fatte dai rabbini e dai singoli ebrei riformisti.
Il principio, in generale, è inteso a richiedere come minimo, un’educazione ebraica.
La norma del movimento riformista, afferma che per quelli che al di là della loro infanzia, hanno sostenuto l’identità ebraica, altri atti pubblici o dichiarazioni che possano essere aggiunte o sostituite dopo consultazione con il loro rabbino.
Sostenitori della discendenza patrilineare, prendono come esempio Genesi 48:15-20 e Deuteronomio 10: 15.
Questa politica è comunemente nota come discendenza patrilineare , anche se il termine “bilineale” sarebbe ancora più preciso.
Ci sono comunità ebraiche storiche che contestano la tradizione matriarcale.
I Karaiti, ad esempio, seguono le “tracce ancestrali” per via partiarcale, basando questa pratica sul fatto che, nella Torah, le stesse tribù figurano nomi maschili e che i personaggi biblici hanno fatto sempre riferimento ai nomi dei loro padri, e per di piu rifiutano il Talmud o qualsiasi ente rabbinico Talmudista.
La divergenza di opinioni è diventato un problema perché la Comunità ortodossa e conservatrice non riconoscono il “Giudaismo” di una persona se solo il padre è ebreo, anche se accettato come ebreo da una Comunità riformista o liberale. Una persona per essere accettato come ebreo da una comunità ortodossa o conservatrice, ad esempio, in un’occasione matrimonio, essi possono esigere una conversione formale (in conformità con le norme di halakhiche).
L’ebraismo ortodosso ha una posizione predominante in Israele.
Sebbene ortodossa ed Ebraismo conservativo non riconoscono l’essere “giudei” attraverso la discendenza patrilineare, inoltre va notato, tuttavia, che nel caso di un bambino nato da un padre ebreo, ma ha una madre non-ebrea, più ortodossi rabbini allenteranno le rigorose esigenze normalmente fatte di chi si vuole convertire, e l’Assemblea Rabbinica del movimento conservatrice ha convenuto che ‘sinceri ebrei alla scelta’ dovrebbero essere calorosamente accolti nella Comunità.
Ebrei che hanno praticato un’altra fede, in generale, l’ebraismo ortodosso ritiene che una persona di una madre ebrea di essere ebreo, anche se esso sia convertito in un’altra religione, mentre l’ebraismo riformato visualizza gli ebrei che si sono convertiti ad un’altra fede come non ebrei.
In Italia, gli ” ebrei ” sanno di tutto cio’?
24 maggio, 2011 alle 8:01 pm
(certo caro GAD sei perfetto..non ti va bene niente!!)
24 maggio, 2011 alle 8:03 pm
C’è chi si stupisce che gli ebrei nel ventennio fascista siano stati fascisti come gli altri italiani. Ricordo che Tullia Zevi, interrogata tanti anni fa su questo problema, rispose: “E perché non avrebbero dovuto farlo? Erano uguali agli altri italiani”. Siamo proprio uguali, respiriamo la stessa aria, guardiamo gli stessi programmi televisivi, abbiamo comportamenti simili. Le differenze, che certo vi sono, non toccano le percezioni sociali, le emozioni collettive, e ahimè nemmeno più la sfera culturale: siamo sempre più ignoranti, come il resto degli italiani. E allora, non stupiamoci che l’abitudine al rispetto delle idee altrui vada scomparendo, fra noi come nella società tutta, e che si consideri normale insultare sulle pareti di una nostra scuola chi ha espresso civilmente un’opinione diversa dalle altre. Che comportamenti violenti e insulti caratterizzino sempre più il nostro agire sociale. Che il rispetto verso il potere e la sua arroganza, verso il denaro e il guadagno facile si affermino come valori anche del nostro mondo, e che il comportamento civile vada, fra gli ebrei come fra i non ebrei, divenendo una modalità sempre più rara.
Anna Foa, storica
MOKED.IT
24 maggio, 2011 alle 8:13 pm
PAUROPOLI flop:
l centrodestra, in deciso svantaggio, come ha deciso di recuperare voti? Dando di volta in volta al candidato del centrosinistra dell’“estremista“ (Moratti), del “matto“ (Bossi) ma anche dell’abile convertitore religioso, come non se ne vedevano dai tempi del Basso Medioevo: “Con Pisapia Milano sarà una città islamica” (Berlusconi). E non mancano ovviamente le dichiarazioni più colorite come quella di Mario Borghezio (Lega Nord): “Non ci sono dubbi che i fondamentalisti islamici, in primis Al Qaeda e lo stesso Al Zawahiri, sarebbero felicissimi se a Milano la Lega dovesse perdere e Pisapia diventasse sindaco”. Addirittura il sostegno di Al Qaeda a Giuliano Pisapia!
POLITICA & PALAZZO
Milano, Cei: “Nessun rischio islamizzazione”E i vescovi scaricano Pdl e Lega ai ballottaggi
24 maggio, 2011 alle 8:18 pm
“Con Pisapia Milano sarà una città islamica”… Sentono odor di sconfitta ormai fra un paio di giorni venerdì sabato diranno che con Pisapia come sindaco spariranno i bambini da Milano mangiati dai comunisti estremisti…..
Devono continuare a dire cazz…te ….Nonostante tutto
24 maggio, 2011 alle 8:19 pm
ehm,scusi,ma ha una qualche importanza l’essere o non essere(ebreo/a)?
ognuno è quello che è,l’importante è che si comporti bene..
24 maggio, 2011 alle 8:21 pm
Pensavo che la berlusconite fosse un cancro solo per noi cristiani e invece ahimè a quanto pare si sta diffondendo ovunque…
Appelliamoci allora agli ebrei di sinistra per mandare a casa il cavaliere trombosauro
24 maggio, 2011 alle 8:52 pm
Però che bel modo di esprimere solidarietà, al preside della scuola ma non alle vittime delle ingiurie!
24 maggio, 2011 alle 8:52 pm
Mi spiace ma non commento questo post: sono troppo impegnato a gongolare (amaramente) per l’ennesima da me azzeccata con 2 anni di anticipo:
In arrivo manovra da 10 a 46 miliardi tra giugno e fine 2011, in pratica tremorti ci spolperà finché avrà qualcosa da privatizzare, tagliare e vendere, partendo ovviamente da demanio, acqua, sanità, scuola.
n-esima azzeccata dal presente marziano che da un anno a 4 mesi fa, scrisse che a breve sarebbe arrivata una manovra stile amato 1992.
Puntualissima, è in arrivo dopo le elezioni.
24 maggio, 2011 alle 8:59 pm
pensioni e risparmi(chi ancora ce l’ha)
24 maggio, 2011 alle 8:59 pm
Gummo!!!
ahahahahahahah!! ora i “topi” cercano di mettersi in salvo…. “Olindo Sallusti” spapa a zero… contro Moratti….. e altri….
vabbè… vi lascio, vado a vadere Crozza, e poi Larussa vs Bersani. Vediamo se il magnifico ministro ha imparato i nomi dei capi di stato stranieri….
24 maggio, 2011 alle 9:01 pm
ehm…. spara, non spapa…
24 maggio, 2011 alle 9:13 pm
Uno spinoso problema per gli Israeliani e i Palestinesi
24 maggio, 2011 alle 9:35 pm
Fra poco arriva Shavuot. Quando il grano e’ maturo. Qualcuno si ricorderà di Ruth la Moabita, ava di Re David?
24 maggio, 2011 alle 9:39 pm
Mission de’ marziani n.ro 9, che tu ne possa azzeccarne una è impossibile quasi come vedere, evento più probabile, un asino che vola.
Se qualcuno s’illude che gli Italiani, sebbene transitoriamente, consentiranno al Pd di andare al governo politico è certamente in preda di sostanze allucinogene.
Per questo vedo come il fumo negli occhi l’elezione patriotesca di Draghi alla Bce.
BUNGA BUNGA !!!
Mediterraneo libero e arciporchissima europadania.
24 maggio, 2011 alle 9:40 pm
Tutta la mia solidarietà a Moni Ovadia, a Gomel e alla delegittimazione degli ebrei non in linea che la destra nostrana e internazionale fa. Chi segue forum, commenti sa bene che è pane quotidiano da parte dei soliti noti e non noti questo dileggio, ma finora si è preferito sorvolare. E’ così difficile parlare di antisemitismo giudaico sullo stile neocon americano ecc. ? E’ così difficile non accorgersi che in nome di una difesa acritica , si accettano alleanze con l’estremismo europeo di marca fascista e antisemita, nel senso reale dl termine in funzione antiislam, lacerando l’ebraismo democratico e l’antica sapienza? E poi ci si meraviglia di quanto è accaduto al portico d’Ottavia? Spero che sia un campanello di allarme per tutti..anche se tardivamente si prende atto di quanto da anni sta accadendo.r
Credo che sia grave demonizzare e diffamare chi cerca di creare ponti e scintille di luce, pur con tutte le contraddizioni che ciò comporta. Qui non si tratta più di essere di destra o di sinistra, di essere pro Israeliani o pro Palestinesi , la posta in gioco e ben altra : salvaguardare la reciproca umanità e impegnarsi per porre fine a una tragedia che coinvolge entrambi i popoli. Ripeto solidarietà a tutti coloro che, dall’una e all’altra parte, costruiscono ponti e non ghetti
24 maggio, 2011 alle 10:00 pm
Anche i Rabbini hanno i loro Lassini
Berlusconi fa scuola anche fra gli Ebrei.
Ma di cosa dobbiammo stupirci più ?
Conosco e stimo Moni Ovadia e Giorgio Gomel .
I capi degli Ebrei Romani hanno votato Alemanno e la Polverini
cosa altro dire..
24 maggio, 2011 alle 10:01 pm
Gentile Gad Lerner, condanno quanto è stato scritto contro esponenti della comunitù ebraica.
Voglio anche dirle grazie per per quanto scrive con tanta saggezza sul suo blog che visito regolarmente e nella sua trasmissione L’Infedele.
Continui in questa linea di verità e senso del civismo. Solo così si può creare una società giusta e rispettosa.
Con stima, Dea Bizzarri
24 maggio, 2011 alle 10:30 pm
io non conosco appieno il problema ebraico, certamente solo per chi ce l’ha questo problema. so solo che si comincia sempre dagli ebrei e poi giu verso le categorie piu’ deboli del sistema. farei una similitudine con pisapia, ormai non c’e’ piu’ un discorso politico, ma solo paure ed offese alla persona perfino da una ex signora come la moratti. domenica si vedra’, ma attenzione perche’ e’ sotto giudizio anche l’elettorato, in questo caso dimostrera poca o molta intelligenza.
24 maggio, 2011 alle 10:32 pm
vedo dal commento ufficiale UCEI che i SEPOLCRI IMBIANCATI esistono ancora.Gesù rabbino aveva ragione .è sempre attuale.
24 maggio, 2011 alle 10:33 pm
Questa è davvero una perla, scritta da un pirla, che la lingua italiana la conosce solo per sentito dire, disposto a sparare qualunque stupidaggine, pur di non star zitto.
Il signorino offre la sua solidarietà non solo ai due personaggi in questione, ma pure “alla deligittimazione degli ebrei non in linea che la destra nostrana e internazionale fa“.
Avete capito bene?
Chi si vuol divertire comunque è invitato a leggersi tutto il pezzo; ci sono altri fiorellini molto divertenti.
Ma che prosa ragazzi! Che periodare, che lessico!
Com’é che c’è tanta gente che non sa parlare e non sa neppure tacere?
Taci ragazzo taci; se parli rischi soltanto di fare del male a qualcuno. Oltre che a te stesso.
G.M.
24 maggio, 2011 alle 10:43 pm
Sarebbe interessante sapere se Gomel vuole chiedere scusa per aver detto che le vittime di Itamar non sono nostri fratelli, ma altra cosa. Vorrei sapere se Ovadia vuole chiedere scusa per aver appoggiato Arrigoni e la fottiglia e i suoi componenti che appena hanno sentito parlare gli israeliani dalla loro nave hanno risposto di tornare ad Auschwitz.
Questi due signori, anche se noti e bravi nel loro lavoro, non sono esponenti della comunità ebraica e dovrebbero limitarsi a parlare solo a titolo personale.
24 maggio, 2011 alle 11:00 pm
(((
)))
Ma quante grane in meno avremmo se il Levantino decidesse di tornare in Libano, suo paese naturale, e Moni Ovadia in Bulgaria, pure suo paese d’origine.
Tutte queste discussioni, tutti questi litigi … puff … , scomparsi d’improvviso, come per magia.
Ma possibile che ci siano persone che si spostano sulla faccia della terra solo per andare a creare rogne a casa d’altri?
Sono venuti in Italia, sono stati ben accolti, si mettano un poco tranquilli.
Cos’è questa smania di protagonismo a tutti i costi?
G.M.
24 maggio, 2011 alle 11:41 pm
“e ggira tutto intorno alla stanza pisapiavanzaaa”
Franco Battiato avrebbe scritto e pubblicato una canzone contro il sessuomane: “Uno dice: che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato? Non ci siamo capiti. E perchè mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rin.glioniti?” Il brano in prossima uscita è stato censurato (o meglio rifiutato) da gran parte dei media nazionali… sarà per quel candido riferimento ai festini del premier?
24 maggio, 2011 alle 11:53 pm
“il senso ultimo della nostra vita è….”
qual’è?
“è…..”
è?
“il senso è…”
Eugenio, qual’è?
“..della nostra vita è…”
-continua-
25 maggio, 2011 alle 12:33 am
giorgio 23,
come hai ragione! I cinesi, così diversi, si adeguano immediatamente. Non vogliono spiegarci nulla. Se vuoi il formaggio negli spaghetti con le vongole loro te lo mettono senza esitare. Le ragazze vestono alla moda come le nostre. Chissà se pregano qualcosa o qualcuno? I cinesi salveranno il mondo: il simbolo della casa è un tetto con sotto un maiale.
25 maggio, 2011 alle 1:03 am
per 21:
delegittimare, non deligittimare.
….neanche copiare!
25 maggio, 2011 alle 7:48 am
Il prof Giorgio ha colpito ancora.
La sua specialità? Dare del pirla a chi non la pensa come lui.
A tutti poi controlla i compiti d’italiano! Giustamente, perchè qui nel blog se non hai almeno una laurea non sei degno di commentare.
E il disprezzo, come lo impugna lui nessuno.
Mi rammenti un prof di matermatica che ho avuto, così odioso che mi fece detestare in blocco la categoria…
25 maggio, 2011 alle 10:32 am
per Arial
Un piccolo insegnamento derivato da una storiella di Moni Ovadia:
se a qualcuno non piace ciò che pensi,dici o scrivi non è un problema tuo. Potrebbe essere è un problema suo.
25 maggio, 2011 alle 10:46 am
Per Inga
“Mi rammenti un prof di matermatica che ho avuto, così odioso che mi fece detestare in blocco la categoria…”
No! E’ così che nasce il razzismo.
25 maggio, 2011 alle 11:00 am
eri ironico?
25 maggio, 2011 alle 11:33 am
per Inga
Bisogna aver pazienza con il prof. Giorgio. Ha avuto un’infanzia difficile.
25 maggio, 2011 alle 2:06 pm
La vicenda che ha visto come protagonisti Ovadia, Gomel e Pacifici impone qualche riflessione che vada aldilà delle solite, banali e sterili contrapposizioni detsra/sinistra.
Pacifici è andato ad Itamar per esprimere la propria solidarietà alle vittime di un massacro da molti ignorato o riportato “semplicemente” come un omicidio di coloni (ricordo le vittime: marito, moglie e tre figli di età compresa tra i due e gli otto anni, tutti sgozzati). Indipendentemente dalle idee che ognuno ha sui coloni israeliani in Cisgiordania, credo non ci siano dubbi nel condannare la strage e nel provare umana pietà per le vittime.
Ovadia e Gomel hanno criticato la scelta di Pacifici perché, a loro parere, Pacifici andandno ad Itamar ha di fatto riconosciuto legittimità alle colonie o perchè non avrebbe dovuto esprimere soldarietà alle vittime? Nel primo caso, le critiche di Ovadia e Gomel sono legittime quanto quelle di alcuni esponenti della comunità ebraica romana a loro, sia pure con toni forti come, d’altra parte, quelli dei due intellettuali.
Nel secondo caso, le critiche ad Ovadia eed a Gomel sarebbero ancora più comprensibili, dal momento che, almeno il primo, ha dichiarato il proprio sostegno alla Flotilla 2 che, nonostante le buone intenzioni, solidarizzerà con i terroristi di Hamas.
Giusto il richiamo di del Presidente UCEI al rispetto della libertà di manifestare le proprie opinioni, ma questo deve valere tanto per Ovadia e Gomel quanto per Pacifici. Ormai si sta assistendo ad uno strano fenomeno: se qualcuno, a destra come a sinistra, ripropone luoghi comuni tipici dell’antisemitismo (la lobby ebraica che controllerebbe i governi e la finanza mondiale; gli Ebrei che, in fondo, sono più fedeli ad Israele che allo Stato in cui vivono; gli Ebrei/Israeliani che vogliono opprimere con l’inganno e la prepotenza gli altri popoli e sottomettere il mondo; la Shoà falsità dei sionisti per favorire la nascita di Israele; ecc.), si afferma che non si può impedire a costui di esprimere idee, anche se esse non siano condivisibili, in nome della libertà di espressione; se però qualcuno si azzarda a esprimersi a favore dei coloni, allora, apriti cielo, costui è peggio dei nazisti ed è un classico esempio di colonialismo sionista.
Un pò di coerenza e di umanità non guasterebbe!
25 maggio, 2011 alle 2:09 pm
“Ma possibile che ci siano persone che si spostano sulla faccia della terra solo per andare a creare rogne a casa d’altri?”
Giorgio, 23, ti rendi almeno conto quanto questa tua frase in quante occasioni sarebbe altrettanto valida, esempio Israele in Palestina? La Nato sull’intero globo, ecc ecc, non voglio infierire, però, se permetti….
25 maggio, 2011 alle 2:18 pm
caro daniele, sono esterno, ma tanto ormai mi sono interessato e cerco di capirci qualcosa.
il gruppo martin buber di cui fa parte gomel aveva già espresso pubblicamente solidarietà alle vittime.
e in tal senso sembra anche averla capita anche gattegna, quando afferma:
“commetterebbe un grave errore e si assumerebbe una pesante responsabilità chi volesse creare confusione tra la tragedia che ha colpito la famiglia Fogel e il dibattito, anche aspro, che è attualmente in corso in Israele..”
c’è una differenza tra il prendere pubblicamente posizione con nome e cognome ed esporre anonimamente cartelli che mirano a respingere ed espellere.
o mi sbaglio?
25 maggio, 2011 alle 2:21 pm
25 maggio, 2011 alle 3:14 pm
L’episodio di per sé è inquietante, sembra che il livello del dibattito sia destinato ad abbassarsi ancora. Già non partiamo da un buon momento generale, se ci si mettono anche questo tipo di divisioni temo proprio che si arrivi presto alla rissa. Mi piacerebbe davvero se da questo sgradevolissimo episodio i diretti interessati potessero avviare una riflessione pubblica, basata su argomenti e tesi serie, per trovare una posizione comune con i principali esponenti della comunità ebraica italiana.
26 maggio, 2011 alle 12:00 am
Gentile sig. Lerner,
la dichiarazione di Renzo Gattegna instilla gocce preziose a quell’esperienza umana funzionale al raggiungimento dei migliori parametri di convivenza possibile fra gli esseri umani, da sempre primo indicatore per misurare la civiltà di un popolo.
Vero che, una volta letta detta dichiarazione e fornito un modesto ma sentito contributo, me la vado a rileggere con l’atteggiamento che merita, quello di “allievo”. Non prima però di averLa ringraziata per aver veicolato quelle “gocce di saggezza” sul suo blog.
Domenico Creazzo
26 maggio, 2011 alle 12:00 pm
Mi sembra che tutti abbiate omesso il punto focale (naturalmente Gad lo ha omesso in perfetta MALAfede.
La reazione della Piazza Romana è stata causata non dall’avere una posizione diversa da parte di Gomel (non parlo di Moni Ovadia oramai schierato dalla parte dei terroristi di Hamas e che non merita neppure il tempo che gli si dedica) bensi di aver IRRISO il viaggio di solidarietà ed aver definito quelli di Itamar “NON NOSTRI FRATELLI”. Invece di inventarsi problemi di democrazia all’interno della Comunità sarebbe bene che Gomel si scusasse per questa frase dicendo che si è espresso male, anche se conoscendolo, sappiamo tutti che lo ha fatto intenzionalmente solo per uscire dal dimenticatoio dove era fortunatamente finito.
26 maggio, 2011 alle 12:01 pm
essere o non essere N°1: checiazzecca?
26 maggio, 2011 alle 2:15 pm
heiner, apprezzo la pacatezza del tuo intevento così come quella di Gattegna. Quanto alla contestazione nei confronti di Gomel e Ovadia (del quale ultimo apprezzo l’opera di diffusione e conoscenza della culutra yddish ma non il fatto di indurre a credere che la tradizione yddish sia quasi l’unico esempio di cultura ebraica) credo che sia stata espressa in un modo che, pur condividendolo, è lo specchio dei tempi e trovo del tutto legittimo.
A tal proposito ti riporto un episodio accaduto a Napoli alcuni mesi fa, quando Amos Oz (che di certo non è un “falco” dell’estrema destra israeliana) venne a Napoli per ritirare un premio letterario. All’ingresso dei locali sede della premiazione si sistemarono attivisti filopalestinesi con cartelli contro Israele (!) ed Oz. E contestazioni analoghe contro scrittori israeliani come Grossman e Yeoshua si sono verificate anche a Torino sempre con striscioni, cartelli e volantini.
Questo per porre a te, a Gad Lerner e a chi fosse interessto, una domanda: perché si usa sempre un doppio standard nel giudicare non solo lo Stato di Israele (quando, tra l’altro, si dovrebbe giudicare il governo di quello Stato) ma anche coloro che si schierano con Israele inteso come popolo e come Stato, rispetto a coloro che criticano? Perché Ovadia e Gomel possono criticare in modo anche discutibile (partecipare alla Flotilla 2 è legittimo ma discutibile) Israele ed i suoi sosenitori ma non possono essere criticati?
Perché se un Saviano o un Raiz si esprimono in favore del diritto di Israele ad esistere (non del diritto ad occupare la Cisgiordania) vengono subito tacciati di essere “sionisti” (termine non offensivo se non per chi ne ignora l’autentico significato) e devono essere fatti oggetto dei soliti luoghi comuni antisemiti (il denaro, la lobby, la religione, l’interesse in genere a controllare le menti ed altre sciocchezze del genere)?
Gradirei una risposta che esulasse dal pregiudizio razziale/culturale, ma credo che difficilmente la otterrò.
27 maggio, 2011 alle 2:20 pm
Daniele 41 Non otterrai alcuna risposta. In quelle posizioni ci sono due tipi di persone:
Quelle in malafede ma intelligenti che non risponderanno o diranno altre bugie.
Quelle malainformate o stupide che se risponderanno diranno comunque fesserie.
30 maggio, 2011 alle 11:10 am
GAD,me la dai una mano a tornare ad una vita normale?
30 maggio, 2011 alle 10:32 pm
gad ma avete fornito ad Amicone i risultati elettorali? pare proprio non si sia accorto di niente………lui non sa che gli elettori hanno pesato anche le tante stupidaggini che ha detto in campagna elettorale…… ti do un consglio fallo parlare ma tanto tanto ti prego
30 maggio, 2011 alle 10:45 pm
….albertini oggi dici cose mai dette prima del voto ….in ogni caso non tieni conto che è proprio quel mondo li, verdini,minetti,fede,cosentino che si tiene tutt’uno con silvio, ma per cadere quel mondo che anche tu disdegni deve cadere LUI…….
30 maggio, 2011 alle 10:58 pm
Albertini ha fatto un’analisi quasi perfetta delle ragioni per cui il pdl ha perso, ma lui dov’era durante la campagna elettorale? é facile fare una disamina con conoscenza dei fatti già passati e passare poi per bravi analisti.
Saluti vivissimi a Pisapia.
Antonio veca
17 luglio, 2011 alle 1:17 pm
Le offese e le ingiurie non sono solo ( purtroppo ) una prerogativa italiana. Basta leggere i blogs neocon USA e israeliani quali Simply Jews e Great Satan girlfriend per capire come per gli Ebrei liberals e di sinistra siano tempi duri ( ma ce ne sono stati mai di facili ? ).
Eh si Ebrei e Gentili, italiani e non, sono molto nervosi in questi tempi e spesso l’essere Ebrei secondo la Legge non ti salva se non sei in linea con certi requisiti politici ( vi arrabbiate se faccio riferimento al diniego d’ingresso in Israele a Noam Chomsky ? ). Un saluto a tutti