Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”.
Siamo un popolo di senza cervello, come improvvidamente s’è lasciato scappare Berlusconi nella sua ultima, disastrosa, performance televisiva?
No, siamo un popolo che ha preso atto del fallimento di un leader che ha usato il potere come strumento di autodifesa personale, identificando se stesso con il governo del paese e lasciando campo libero all’affarismo della cricca di cui s’è circondato. Alle sue promesse mirabolanti e alle minacce con cui sperava di sottomettere le altre istituzioni democratiche, a cominciare dalla magistratura, crede ormai più solo una minoranza dei cittadini.
Lo dimostra il fatto che il centrodestra ha perso nella sua roccaforte, Milano; e non è riuscito credibile neppure a Napoli, dove pure il centrosinistra aveva male amministrato la città. Dunque siamo di fronte alla chiusura di un lungo ciclo politico. I cittadini esprimono un forte bisogno di legalità e di giustizia sociale: parole calpestate da una destra convinta di poter dominare le coscienze grazie al suo strapotere mediatico, inventandosi false rappresentazioni della realtà come le “toghe rosse”, “zingaropoli”, “l’economia italiana più forte delle altre economie europee”. Tutte balle.
Non è solo il ciclo politico di questo centrodestra a giungere al capolinea. Non è solo il fallimento della classe dirigente meno presentabile che l’Italia abbia mai avuto, con i suoi Verdini, le sue Brambilla, i Calderoli, i Bondi, i La Russa e chi più ne ha più ne metta. Più nel profondo stiamo vivendo una svolta culturale con il rigetto della suggestione berlusconiana. Basta con i politici che si vantano di fare il “bunga bunga”; basta con le barzellette che ci screditavano sul palcoscenico dei vertici internazionali; basta con le pernacchie a dileggio degli avversari; basta con l’ostentazione sfacciata del privilegio come misura del potere.
Nelle due settimane intercorse fra il primo turno e i ballottaggi si è consumata una vera e propria rotta del centrodestra. I suoi candidati sono arretrati ulteriormente nel consenso popolare. Appena gli elettori hanno percepito lo smottamento, hanno adoperato lo strumento democratico del voto per rimuovere personaggi considerati fino a ieri inamovibili. Neanche la proverbiale megalomania di Berlusconi gli consentirà di scaricare la colpa del disastro sui suoi sottoposti. Nel Popolo della libertà sta per cominciare il fuggi fuggi generale. Resta solo da vedere quanto tempo ci metterà la Lega a svincolarsi, ammesso che ciò le sia possibile visto che i suoi uomini sono abituati da molto tempo alle comodità delle poltrone di governo e di sottogoverno. Nel frattempo la Lega perde dappertutto, anche nel suo tanto magnificato “territorio”.
Per consolarsi, gli esponenti del centrodestra usano ripetere in queste ore che non esiste ancora nel paese un’alternativa di governo del centrosinistra. Già mi immagino estenuanti polemiche giornalistiche, amplificate dai telegiornali berlusconiani, sul centrosinistra divenuto sinistra centro, ovvero ricattato dalle estreme. Ma ho l’impressione che si tratti di un argomento debole, perché il centrosinistra dispone di un’arma democratica rivelatasi efficacissima: le primarie. Riconoscendo la sovranità dei cittadini nella selezione del candidato al governo, e sollecitando la loro partecipazione attiva, il centrosinistra risdulta decisamente più in sintonia con il vento del cambiamento.
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10 giugno, 2011 alle 7:45 pm
Placebo >
Dal 2008 il Debito pubblico è cresciuto di 235 miliardi.
Nel 2010 sono scattati tagli per 24 miliardi in due anni. A luglio vedremo una manovra “correttiva” da 3-5 miliardi. Per riequilibrare il bilancio ci vorrà una ulteriore “cura” da 40 miliardi in tre anni.
Da mesi Tremonti ripete che “sono i numeri a dettare la politica” e che “non c’è più un soldo per nessuno”.
Berlusconi promette (ancora) la riforma fiscale?
Ecco così spuntare la riduzione dell’aliquota Irpef dal 23 al 20%.
Sono 450 euro l’anno di tasse in meno da pagare.
Insieme però spunta anche l’aumento dell’IVA su beni e servizi di largo consumo come alimentari, elettricità, gas, trasporti, ecc. Per una famiglia “media” si prospettano così aumenti di spesa nell’ordine di 200 euro l’anno.
C’è di più.
Tremonti dichiara altresì di voler “riordinare” (snellire) il capitolo agevolazioni e detrazioni fiscali. Aumenterà la quota di reddito imponibile.
Cosa resta allora del beneficio “atteso” dalla promessa riduzione delle tasse?
Poco o niente.
E’ come quella Tagliola Tributaria che corrode il potere d’acquisto di dipendenti e pensionati …
7 giugno, 2011 alle 10:47 pm
x filippo ma dove vivi? io e mia moglie abbiamo do vuto cambiare lavoro xchè non prendevamo lo stipendio a 55 anni non è il massimo! fortunatamente abbiamo trovato un altra occupazione e non grazie alla cig in deroga i nostri rispettivi datori di lavoro girano in cayenne(anoi vengono ancora 25000euro) e tu mi dici che il governo ha fatto molto…….x i ricchi gli evasori(ti dice niente il falso in bilancio)?il g 8 alla maddalena il teremoto all’ aquila la p3 l’aumento di 1 anno sulla pensione versando contributi che non verrannomai rimborsati la corruzzione,lacompravendita dei parlamentari.il reato di clandestinità.e tu mi dici che vendola e bersani sono atei !cosa hanno di cristiano chi vuole sparare sugli estracomunitari.ti sembra giusto tagliare i fondi all’universita alla ricerca alla sanità se ate vabene ame no e farò di tutto(nel mio piccolo)per poter cambiare questo andamento . la politica deve tornare al servizio dei cittadini….non del portafoglio……….
6 giugno, 2011 alle 11:43 pm
x mario
forse alla sua attenzione è sfuggito un piccolo particolare
diversi paesi in area euro sono sul punto di fallire…….
quindi puo’ capire quali margini di manovra puo’ avere un
governo come quello italiano che deve gestire un debito pubblico
mega gallatico…..lei pero’ crede che gente come vendola e bersani
tireranno la bacchetta magica per moltiplicare i pani e i pesci, quella dote l’aveva solo gesu’ e i due prima citati sono ance atei quindi non ci
faccia affidamento…..lei chiede provvedimenti per gli operai???? io chiedo provvedimenti per i laureati senza lavoro o sottopagati a 600 euro ……….ma so benissimo che non si puo fare spesa pubblica per creare lavoro o per assistenzialismo……pena il fallimento dello stato…………il governo ha fatto moltissimo con la CIG IN DEROGA……..
6 giugno, 2011 alle 11:30 pm
e’ veramente vergognoso che si spendano 350 milioni di euro quando abbiamo un debito pubblico enorme, la soglia della poverta’ che aumenta ogni giorno, e il lavoro che ormai e’ un miraggio a quualunque eta’. altrettanto e forse piu’ vergognoso che paniz dia un esmpio di civilta’ “unica” ma devo dire coerente con l’attuale governo che ritiene i milioni di cittadini che hanno votato alle amministrative degli imbecilli che puzzano…..grazie ma io non puzzo, mi lavo cercando di non sprecare il bene che ci viene dato da una struttura che stiamo distruggendo e che il governo vorrebbe stravolgere a suo beneficio..la natura.. vorrei che mi spiegassero chiaramente dove vorrebero fare le centrali nucleri… io suggerisco l’aquila, la sicilia la sardegna o perche’ non farla a venezia….grazie a tutti e ricordo a tutto il governo che dio esiste e non e’…..il voto e’ comunque un diritto che ci ha resi una democrazia…e aggiungo non sono ne di sinistra ne di destra …sono per la vera democrazia il cittadino prima di tutto….e la legge e’ uguale per tutti …..tante parole ma i fatti?
6 giugno, 2011 alle 9:34 pm
x filippo ,io mi aspetto che chi ci governa punti a migliorare il paese.non a migliorare lasua posizione?non dirmi anche tu che questo è il governo del fare……che .leggi salva b scudo fiscale ecc ecc dimmi tre provvedimenti a favore degli operai!!!! ti vedo male…….a trovarle !!!ps la risposta alla miadomanda fatta ieri non è da te ciao
6 giugno, 2011 alle 6:05 pm
a Mario 687; io ho esposto fatti, anzi numeri, se non hai capito chiedi, ma discorrere del nulla non serve,appunto a nulla.
PIPPO
6 giugno, 2011 alle 10:40 am
http://www.repubblica.it/politica/2011/05/29/news/sinistra_ironia-16894646/?ref=HREA-1
paradosso:
la satira e l’ironia popolare hanno sconfitto un sedicente buon barzellettiere, che figuraccia storica!!!
forse l’avevo detto che una risata avrebbe ucciso il Grande Puttaniere e il suo berlusconismo!!!
magari un pochetto anche la mia!!!
Uah Uah Uah, Orgolgio Antiberlusconiano Sempre e Ora Più Che Mai!!!
6 giugno, 2011 alle 10:34 am
http://www.repubblica.it/politica/2011/05/28/news/la_menzogna_del_potere-16858043/?ref=HREA-1
sottoscrivo!!!
6 giugno, 2011 alle 1:18 am
x deda
io non so cosa si aspetti dalla sinistra………se vuole una rinfescata basta spostare la testolina verso la spagna e il portogallo……………due grandi governi di sinistra e due paesi al fallimento e destinati ad essere rigovernati dalla destra…..in grecia poi vogliono fucilare il socialista papandreou…………e noi abbiamo celentano il nuovo guru della sinistra…….la classica sinistra al caviale piagne e fotte…..ma per carità!!!!!! signora deda cerchi di sbriciolare le sue certezze perchè si fondano sul nulla……
6 giugno, 2011 alle 1:10 am
x mario
scusi io ho fatto riferimento al risparmio delle famiglie
(ossia reddito già tassato ab origine che viene investito in titoli di stato o
obbligazioni o assicurazioni sulla vita o fondi comuni di inestimento)
non ho fatto riferimento a Marchionne …..lo chieda a Montezemolo come
ha fatto Marchionne a comprare la casa automobilistica americana????
ho sostenuto che il risparmio privato deve essere sostenuto ed agevolato nella tassazione perchè è un punto di forza del nostro paese mentre negli altri paesi occidentali le famiglie non hanno questa abitudine……il risparmio serve anche per sopperire alle magre o inesistenti pensioni del futuro……ed invece la sinistra ci vuol far credere che il risparmio è una rendita (cosa brutta e da disprezzare) E equindi da tassare di piu’…..ho spiegato che i rendimenti dei titoli di stato e delle obbligazioni sono talmente bassi che non coprono neanche l’inflazione…..quindi che senso ha aumentare la tassazione…..l’unica rendita parassitaria sa qual’è ? le pensioni dei politici…..compagni compresi……che si abolisssero le loro pensioni pagate dai contribuenti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
5 giugno, 2011 alle 8:39 pm
x deda io sono più in sintonia con te ma visto come risponde pippo o filippo sembra che abbia inventato lui la finanza mi aspettavo una risposta esauriente.probabilmente non ce l’ha ciao ……..
5 giugno, 2011 alle 7:53 pm
Paccotto > +679
A fine 2009 Berlusconi affermava che con la Finanziaria 2010 (cambiamento epocale) il paese “usciva dalla crisi prima e meglio degli altri”.
Nel 2010 il PIL è fermo al 94,7% di quello ante-crisi (2007) che rivedremo solo dopo il 2014. La capacità di spesa delle famiglie è scesa di oltre 1300 euro e l’indebitamento medio supera i 20mila euro.
Berlusconi ripete che il governo ha avuto una condotta “sempre straordinaria” e ha tenuto “sempre i conti in ordine”.
Dal 2008 il Debito pubblico è cresciuto di almeno 230 miliardi.
Nel 2010 sono arrivati tagli per 24 miliardi in due anni. Ora la Corte dei Conti avverte che dovremo ridurre il Debito di altri 46 miliardi.
Saranno ancora tagli e nuovi “sacrifici”.
Nessuno però dice come trovare le risorse per dare una vera “frustata” all’economia.
Intanto la crisi, ex ripresa passata a “semi crescita”, continua a gravare sul paese come Se fosse Stagnazione …
5 giugno, 2011 alle 5:42 pm
mario
ma stai ad ascoltare filippo e pippo?
ovvero i creativi dell’alta finanza.
5 giugno, 2011 alle 5:34 pm
x pippo visto le tue risposte sulle rendite finanziarie . vorrei capire come ha fatto marchionne a ripagare obama visto che la produzione fiat è scesa da 900000 mila vetture a 600000mila gli operai sono in cassa itegrazione il titolo fiat va su e giu .ps “altro mistero italiano?”grazie
5 giugno, 2011 alle 5:32 pm
filippo, mi ero ripromessa di staccare un pochettino, divento pesante se mi lascio prendere la mano, ma acciderpoli, qui devo rispondere!
Fino a prova contraria dal 1948 al 2011, esclusi 7 anni di sinistra VERA, non il pentapartito e tutte quelle boiate, l’Italia è stata governata dalla destra con i vari nomi che di volta in volta si è data, ultimo il berlusconismo, destra che ha sempre deriso e sbeffeggiato l’opposizione, dal cabaret di infimo livello, il bagaglino, fino alle dichiarazioni di SB quando dice che siamo dei perdenti e che il potere ce lo possiamo sognare, parlo a livello di governo, perchè nelle Regioni e nei Comuni andiamo bene, ma a livello centrale abbiamo sempre fatto pena, e so il perchè, per cui come è possibile che le tasse che si pagano in Italia le abbiano messe i “comunisti” da voi trattati a pesci in faccia, quando esattamente Andreotti o Scelba, o Craxi hanno fatto qualcosa di comunista? Pertanto prego rivolgersi a chi ha sempre governato e non state a rompere le balle che avete stufato, strabici, ma guardate chi le ha messe, una buona volta!
Ma quanto tempo dovete ancora far passare prima di rendervi conto di come vanno le cose! ma basta.
Vivo a Bologna e mi sono sempre detta che quei poveracci della destra devono essere veramente degli infelici per aver potuto governare la MIA CITTA’ per soli 5 anni, come noi a livello nazionale, ma se è vero che siamo una democrazia loro accettano noi a livello cittadino e noi accettiamo loro a livello nazionale, brontolando e provando a ribaltare le cose, si fa quel che si può, ma noi a Bologna non abbiamo incolpato la destra di cose fatte da noi, quindi vedi di darti una regolata.
E tutti i nostri errori nascono quando i nostri vi vogliono imitare nelle porcate che fate e dove siete dei veri maestri, questo è il guaio!
Per quanto riguarda le tasse volute dai “comunisti” non ascolti, non ascolti da 70 anni! Pensi solo al boss che è giusto che passi il tempo col bunga bunga invece di occuparsi del Paese e non ascolti gli altri quando parlano! Perchè? Vedi che poi dici delle caga.te?
I “comunisti” dicono che le tasse vanno pagate da tutti, così tutti ne pagheranno meno.
Stampa e fatti un quadretto a attaccalo in casa, di fronte al tavolo dove mangi, chissà che prima o poi non ti entri in testa, dai dai, ce la puoi fare!
Mio marito è stato licenziato e venerdì scorso è arrivata la raccomandata con tutti i conteggi, 20000 euro di lordo per un netto di 15000 euro, e intanto che ci mangiavamo il fegato a vedere quante tasse paghiamo, alla radio parlavano dell’evasione fiscale in Italia, il maggior Paese per evasione fiscale d’Europa con il 55,5% di non dichiarato! ma non ti vergogni di accollare la colpa a chi non ce l’ha, sei pregato di crescere e assumerti le tue responsabilità! ma vai a farti benedire!
E non ricordarmi che sono tra quelli che pagano anche per te, se fossi qui ti sbriciolerei.
5 giugno, 2011 alle 11:55 am
signora deda lei sta confondendo , i favoritismi sono consolidati in
certe città (modello Cuba) dove per 50 anni consecutivi senza mai alcuna alternanza governa sempre la sinistra (io infatti in quelle citta abolirei le elezioni comunali in quanto del tutto inutili e si risparmierebbero dei soldi), si chieda perchè cio’ accade, solo per motivi ideologici???? non solo ……..quindi di che sta a parlare????
in ogni caso io potrei dirle che chi vota sinistra è un masochista perchè vuole autoflaggelarsi con altre tasse (ici prima casa in primis) ed ulteriore opressione fiscale…..le classiche ricette della sinistra ossia spesa pubblica al massimo e tassazione al massimo
4 giugno, 2011 alle 7:38 pm
Tutte le volte che incontrerò un estimatore del cavaliere penserò che ha avuto un favore in cambio del voto, così non fosse l’alternativa è che è un defic pardon, “inguaribile ottimista” ingenuo.
Chissà quale preferisce.
3 giugno, 2011 alle 10:02 pm
Curva post-elettorale
http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=MS.MI#symbol=ms.mi;range=5d;compare=ftsemib.mi;indicator=volume;charttype=line;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;
3 giugno, 2011 alle 7:14 pm
Replay >
Era il 1994 quando la Zanicchi suggeriva di “provare a far governare” l’imprenditore Berlusconi. Già allora confidava che se non entrava in politica lo mandavano in galera e lo facevano fallire.
Passati 17 anni Berlusconi continua a denunciare come “patologia” della democrazia la “persecuzione” di quei magistrati che tentano di “toglierlo” dalla scena politica e di “aggredirlo” nel patrimonio.
Con la discesa in campo Berlusconi prometteva di “cambiare” il paese. Prometteva un paese più prospero e libero dalle regole e dai “comunisti”.
Dopo 17 anni Berlusconi continua a lamentare di essere un Premier “imprigionato” da vecchie leggi e di non aver mai deciso nulla neppure “nel partito”.
Continua a vedere “comunisti” dappertutto, anche quando sono gli imprenditori a sfilare in corteo.
Un replay diventato “ossessivo” quanto i toni di un Dossier Arroganza …
3 giugno, 2011 alle 6:53 pm
Berlusconi è un maiale
2 giugno, 2011 alle 7:18 pm
Concordo con Pippo ……..
La tassazione sulle rendite finanziarie è in realtà la tassazione sui rendimenti del risparmio privato famigliare.
La sinsitra non avendo argomenti seri per abassare le tasse sui redditi di lavoro e di pensione (cosa impossibile considerati gli obblighi comunitari del pareggio di bilancio entro il 2013) si è inventata la storiella dell’aumento della tassazione sulle rendite attualmente al 12,50 % fino al 20 o addirittura al 25 %.
Molti pensano grazie alla propaganda della sinistra e della CGIL che le rendite finanziarie siano roba da parassiti e quindi va colpita e penalizzata, in realtà stiamo parlando del risparmio delle famiglie e quindi si tratta di reddito accumulato negli anni già tassato ab origine ed investito in titoli di stato, obbligazioni societarie e azioni. Lasciamo perdere le eventuali plusvalenze di valore dei titoli : la regola è la minusvalenza e non la plusvalenza…….quando acquisti una azione , o una obbligazione a lungo termine il risparamiatore di regola si prende una fregatura e ci rimette….la plusvalenza è il classico terno al lotto ed il risparmiatore non puo certo puntare i suoi risparmi su dei terrni a lotto………..quindi deve tenere i titoli per tanti anni e deve puntare sui rendimenti….dei titoli……….Benissimo vediamoli dunque questi grandiosi rendimenti : i titoli di stato e le obbligazioni societarie hanno rendimenti lordi dal 1,5 % al 3,8% annuo (a seconda della durata da un anno a 5 anni….lasciamo perdere i titoli decennali molto rischiosi)……………l’inflazione attuale è al 2,4%…………..come si puo’notare al netto dell’inflazione e della tassazione al 12,50 % già adesso il risparmiatore non ha alcun rendimento reale positivo……………..aumentare la tassazione come suggerisce la sinistra illuminata cosa comporta?????
nessuno avrà piu’ un interesse a risparmiare ……….chi comprerà piu’ i titoli di stato? e lo stato in questo caso da chi sarà finanziato? si rischia il fallimento dello stato infatti per fortuna il 60% dei titoli statali è in mano alle famiglie italiane……questo la sinistra non lo dice
2 giugno, 2011 alle 6:26 pm
A DEDA 672: Scusami Deda non voglio essere offensivo, ma la tua risposta fa capire che non hai capito… Cosa c’entra il 50??? è qui il punto che nessuno capisce! gli utili generati dalla mia azione, prima sono tassati in capo alla società a circa il 50% e poi in capo a me socio al 12,5% (50 + 12,5 = 65 a casa mia). Quindi io socio disgraziato, di 100 che avevo realizzato assumendomi pure il rischio d’impresa, dalla mia azione incasso solo 45…ovvero pago 65 di tasse!!! e pensa che c’è chi vorrebbe, come Fini, portarla dal 12.5% al 25% e i sindacati farci pagare anche la patrimoniale sul fatto di possedere questa azione! quindi arriviamo a quasi l’80% di tassazione effettiva, questa si che è una vergona!!capito ora??? E’ una vera e propria duplicazione d’imposta!!
Riguardo al giocare in borsa, si è vero, sulle plusvalenze da cessione si paga qui si solo il 12,5% ma hai mai provato a speculare in borsa? Prova e vedrai che batoste ti prendi!!!altro che tassazione al 12.5% pensa ci sono piccoli risparmiatori che nel 2008 aveva comprato delle azioni tipo Intesa san paolo a 20 e più euro e ora prova a andare a vedere a quanto sono quotate…,dai non prendiamoci in giro. Guadagnare speculando in borsa è quasi come vincere al superenalotto. Provaci e poi dimmi come è andata.
Invece se io dopo una vita di lavoro investo in azioni che mi danno un minimo di rendimento (gli utili appunto) non vedo perchè debba pagare più del 65% che pago oggi quando Silvio su i suoi 40 milioni di reddito paga solo il 43%, dai..alla fine è sempre la gente che lavora che la prende in quel posto
Pippo
2 giugno, 2011 alle 1:10 pm
buon giorno mi chiamo francesco
ieri la bella notizia che anche il referendum sul nucleare
si andrà votare nonostante la legge fasulla del governo
e questo mi dice democrazia dove si fanno solo leggi a persona
dove si dimentica i veri problemi dei cittadini e delle persone
più povere un grazie alla magistratura e al presidente della repubblica
1 giugno, 2011 alle 10:24 pm
Ricapitolando, mezza Italia è dipendente statale, dal bidello della scuola che non c’è di Caltanissetta al primario che sbaglia gli interventi di Agrigento, al ministro Romani che ha una faccia che se suona alla mia porta prima di aprire metto la catenella, a La Russa che deve accendere un cero tutti i giorni e ringraziare il suo Santo protettore per lo stipendio che prende che nemmeno a fare le pulizie lo avrebbero preso a lavorare, faccia da matto, ora perfino i mafiosi sono direttamente dipendenti statali, di altissimo livello, mica pifferi, fino a prima di Berlusconi corrompevano i politici, con lui hanno fatto il salto, ora siamo noi che li paghiamo direttamente, si sono aggiunti alla fila, su su fino a Berlusconi, un gangster conformista vestito firmato che non vuole ricordare il suo losco passato che però non rinnega perchè è convinto che sia il miglior modo di vivere questa unica vita che ha, e foraggia con i soldi statali (nostri) gli “amici di merende”, vedi Alitalia, Bertolaso, Anemone, e via via.
Tutti gli altri pagano per questi.
Mi va benissimo, sono da brodo e da latte, ma è o non è così?
Quanto ci costa il ponte sullo stretto, quanto lavoro darà ai non dipendenti statali, per chi è fatto, esattamente? Ve lo immaginate di che razza di “qualità” sarà fatto dalla mafia, fil di ferro e sabbia al posto delle materie che servono e manutenzioni che la Reggio Calabria sarà una bazzecola al confronto, ogni montante sarà appaltato alle diverse “famiglie”, Il ponte sullo stretto, ovvero nuove entrate garantite a chi? ditemelo voi.
“E’ in previsione una manovrina da 45 miliardi di euro perchè l’Europa ce lo chiede…” gli italiani hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità…
1 giugno, 2011 alle 10:09 pm
Ma lo spiegate a Berlusconi e Formigoni che il Pdl non è più il primo partito? specialmente al nord! Vi segnalo un articolo su repubblica.it dove si parla di cifre importanti…
http://www.repubblica.it/politica/2011/06/01/news/mito_padano-17047386/?ref=HRER1-1
1 giugno, 2011 alle 9:56 pm
pippo, scusa la mia semplicità di casalinga di Voghera che fa i conti della serva (sempre io, anche la serva) e compro 10000 azioni di pinco pallino che guadagnano in borsa 1 euro/azione, la banca da questo guadagno mi toglie il 12,5% + spese varie di routine, cosa c’entro io con il 50% di cui parli? E se invece della casalinga di Voghera sono la più terribile speculatrice cinica della Borsa di Milano, e vivo comprando e vendendo, e di azioni ne compro 100000, mi trattengono ugualmente solo il 12,5% su tutto il malloppo guadagnato, e allora, se ho la “fabbrichètta” che ha un reddito tassato al 43%, e operai per i quali lo STATO mi chiede tanto quanto il loro stipendio per contributi vari e tasse varie perchè i parlamentari devono guadagnare i loro 16000 euro al mese senza fare niente+l’aumento di 1500 euro per chi di loro lavora, e ora tutti “lavorano”, e hanno 600000 auto blu a disposizione da far correre, e previlegi di ogni risma, capisci bene che, o porto la “fabbrichètta” in Romania, o la vendo e compro e vendo azioni che ho meno beghe, e pago solo il 12,5% di tasse ed è finita lì.
E i miei operai, quello al livello infimo, ha un aliquota del 23%, se rimango in Italia e gli lascio il lavoro! Quindi, ricapitolando, delle tasse che si pagano sul lavoro avrei molto da ridire, la tassa sulle rendite finanziarie con tutto questo non c’entra un fico secco, le azioni si comprano in tutto il mondo stando da qualunque parte del mondo. Altra storia. E in Italia queste operazioni sono molto meno tassate che negli altri Paesi europei, a proposito di ” ce lo ha chiesto l’EUROPA!” quando serve appare l’Europa, quando non serve cosa ci stiamo a fare nell’Europa. La parola che mi viene è buffoni, o furbi. Se da serva non ho capito niente, dimmi pure.
1 giugno, 2011 alle 5:32 pm
a deda 669; quella di aumentare le cosidette “rendite finanziarie” è la solita bufala della sinistra e dei sindacati che navigano sull’ignoranza di chi non consce la materia e mi spiego…se io sono socio di una società di capitali, ne sono il proprietario pro quota. quindi quando la società realizza degli utili che sono destinati ai soci, questi prima vengono tassati in capo alla società mediamente al 50% e anche oltre…. poi una volta distribuiti io socio ci pago anche il 12,5%. se la matematica non è un’opinione io azionista ho pagato alla fine il 62,5% sul mio reddito di capitale. e questo quando l’aliquota irpef marginale, ovvero la più elevata è del 43%…ti basta come esempio? una decina d’anni fa, proprio per evitare la doppia imposizione che è incostituzionale, il socio aveva l’obbligo di inserire i suoi dividendi nella propria dichiarazione dei redditi, ma gli spettava di detrarsi le imposte pagate dalla società. parlare di aumentare la tassazione sulle rendite finaziarie e’ solo pura demagogia da parte di chi ignora il diritto commerciale e tributario.
pippo
1 giugno, 2011 alle 3:28 pm
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“vergognoso vendola.
aspetta chiusura ballottaggi e aumenta irpef ai pugliesi..
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“vergognoso vendola: chiudono le urne dei ballottaggi e firma il decreto per aumentare l’irpef ai pugliesi”
ha aspettato giusto il tempo di far chiudere le urne dei ballottaggi e dichiarare ai tg nazionali che i candidati di estrema sinistra hanno vinto a milano e napoli perché vicini alla gente e attenti alle povertà e subito dopo, da presidente della regione puglia, vendola ha firmato il decreto con cui aumenta l’irpef ai pugliesi per coprire i debiti della sua gestione sanitaria del 2010”.
lo dichiara in una nota il capogruppo del pdl alla regione puglia, rocco palese. “tasse che si aggiungono ad altre tasse già in vigore per coprire il deficit sanitario creato da vendola che nel 2010 ha accumulato ben 335,4 milioni di euro di disavanzo senza tuttavia aver aumentato la quantità o la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini.
per coprire i debiti della sanità, già oggi sono in vigore aumenti di tasse regionali.
i cittadini pugliesi pagano ogni anno: 25 milioni di euro di addizionale regionale sul gas metano, 140 milioni di euro di addizionale regionale irap, 13 mln di euro di tassa regionale su conferimento rifiuti in discarica, 45 milioni di euro di ticket sulle ricette farmaceutiche, 15 mln di euro di addizionale regionale sulla benzina. ma con l’andare dei mesi, è emerso che di quei 335,4 milioni di euro di deficit, restavano da coprire ancora 93,6 milioni di euro. quindi vendola è stato nominato commissario ad acta per coprire il disavanzo.
dopo il decreto firmato ieri dal ‘paladino dei poveri’ vendola, aumenta anche l’irpef che, per quanto aumentata a scaglioni, è una tassa pagano tutti i singoli cittadini e che peserà non poco nei bilanci delle famiglie e delle aziende pugliesi.
il tentativo dell’assessore pelillo di incolpare il ministero dell’economia dell’aumento dell’irpef in puglia, non regge: in primo luogo è la regione che comunica i dati al ministero, in secondo luogo, ammesso e non concesso che il ministero abbia sbagliato le previsioni sul gettito, la colpa originaria di aver accumulato il deficit sanitario era e resta della giunta vendola, tanto più perché non giustificata dall’aumento dei servizi ai cittadini. come noi pugliesi abbiamo purtroppo scoperto 6 anni fa a nostre spese
– conclude palese – la vera faccia di vendola è quella che viene fuori un minuto dopo la chiusura delle urne: non paladino dei poveri,
ma pronto anche ad aumentare le tasse
pur di non tagliare sprechi e clientele”.
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“vergognoso vendola.
aspetta chiusura ballottaggi e aumenta irpef ai pugliesi.
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1 giugno, 2011 alle 3:24 pm
mercoledì 3 febbraio 2010
Perché alzare le tasse sulle rendite finanziarie
Da troppo tempo si parla di riforme: riforma tributaria, della giustizia e di quella costituzionale. Sono sicuramente importanti e necessarie ma, nel mezzo della crisi economica e finanziaria nazionale e globale, non sono le emergenze. Le vere emergenze oggi si chiamano rilancio dell’economia reale, nuove regole per la finanza, innovazione, occupazione e lotta alla povertà. I bilanci, le spese e le tasse dipendono primariamente dal funzionamento corretto del motore dell’economia. Se esso si inceppa, da soli non lo rimettono in moto. Possono aiutare il suo funzionamento ma non lo sostituiscono. Per cui ha senso parlare di riforma tributaria soltanto nel contesto di un programma di ripresa economica.
Non si vogliono certamente lasciare le inefficienze e le gravi sperequazioni tributarie come sono, ma l’idea che la riforma fiscale possa essere la panacea dei problemi profondi dell’economia e del debito è una dannosa illusione.
Nei passati 12 mesi l’Italia ha perso 400.000 posti di lavoro, ha più che triplicato la cassa integrazione e le pmi hanno ridotto in media del 30-40% il loro fatturato.
È quindi l’intero “sistema paese”, quello economico e amministrativo, che deve essere rinnovato per renderlo capace di sostenere la forza innovativa delle nostre pmi sia sul mercato nazionale che internazionale, attraverso l’accesso al credito a tassi di interessi moderati e attraverso il sostegno nelle strategie di esportazione.
Un “sistema paese” deve avere una visione e promuovere investimenti a lungo termine in nuove infrastrutture, nuove tecnologie, ricerca e università per le sfide del futuro.
Occorre fare come in Francia. Là è in corso una preoccupata ma viva riflessione su queste problematiche tanto che gli industriali hanno stilato un rapporto “Disastro collettivo” per l’Eliseo, e riferito dal Nouvel Observateur, in cui si interrogano sul perché grandi ordinativi di importanza strategica e del valore di decine di miliardi di euro nel campo nucleare, del trasporto ferroviario e dell’aviazione siano stati persi dall’industria francese e acquisiti dalla concorrenza di altri paesi. All’interno di un simile progetto una seria riforma fiscale si dovrebbe … misurare su ciò che si sta costruendo e non guardando solo alle inefficienze del passato.
Si potrebbe in ogni caso già incominciare ad apportare alcune significative modifiche fiscali che darebbero il senso della giusta direzione. Una di queste è l’aumento della tassazione sulle rendite delle attività finanziarie che in Italia è del 12,5% mentre la media europea è tra il 20 e il 22%. Tra queste vi sono le attività speculative e quelle sui derivati finanziari che sono tra i primi responsabili della crisi attuale. Si ricorda che il governo Prodi in merito presentò uno specifico decreto legislativo ma il parlamento fu bloccato dall’allora stessa maggioranza. È una riforma giusta. Basterebbero semplici meccanismi di esenzione e di progressività per proteggere quei piccoli risparmiatori che hanno investito i loro risparmi in obbligazioni e che contano sugli interessi per far quadrare i loro bilanci.
Un modo concreto per dimostrare di voler fare sul serio quando si parla di riforma del sistema finanziario e di nuove regole per i mercati, sarebbe anche l’introduzione, come propone il premier inglese Gordon Brown e come unanimemente si sosteneva nella commissione finanze della camera della passata legislatura, di una sorta di Tobin tax”, cioè di tassare le transazioni finanziarie internazionali e le operazioni in derivati.
Naturalmente c’è ancora ampio spazio di intervento nella lotta all’evasione fiscale che si calcola intorno al 30% del Pil. Bisogna continuare sulla strada dei buoni risultati ottenuti dall’agenzia delle entrate e dalla guardia di finanza soprattutto nei confronti dei grandi evasori e dell’economia sommersa. Ogni euro investito in una lotta tecnologicamente moderna alla grande evasione ne rida dieci allo stato.
Nel contempo si potrà approntare una più globale riforma fiscale orientata a tassare meno i fattori produttivi, ossia lavoro e capitale, e un po’ di più, se necessario, certi consumi e i patrimoni. Va comunque salvaguardato e applicato il principio costituzionale della progressività della tassazione in relazione ai livelli effettivi di reddito.
Fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – Europa
Mi chiedo come mai dopo 5 anni siamo ancora qui a parlarne e non si sia fatto niente per aumentare le rendite finanziarie, immobili come questo governo, tutto in Italia è immobile, come il suo parrucchino.
Stendiamo poi un pietoso velo sul resto, disoccupazione, ecc ecc
1 giugno, 2011 alle 3:19 pm
dislocate desti, dislocate
1 giugno, 2011 alle 3:16 pm
Roma, 21 Marzo 2006. Nel programma del candidato alla Presidenza del Consiglio, per il centro-sinistra, Romano Prodi, c’e’ scritto che si tagliera’ il costo del lavoro di 10 miliardi annui di euro, necessari per diminuire di 5 punti il cuneo fiscale nel primo anno di governo e questo si fara’ con la rimodulazione del costo del lavoro fra stabile e precario, diversa tassazione delle rendite finanziarie, lotta all’evasione fiscale. Ci soffermiamo sul secondo punto. Attualmente esistono due aliquote, una al 12,5% per le “rendite” da capitale, (interessi, dividendi, e plusvalenze da titoli obbligazionari e azionari) e una al 27% per i depositi bancari, conti corrente e certificati. La differente tassazione ripropone lo strabismo dei vari governi sulla tassazione. Per costoro le “rendite” da depositi bancari sono diverse da quelle provenienti da investimenti azionari, che infatti vengono tassati in modo differente. Dove e’ la differenza? I depositi vengono utilizzati dalle banche per i loro affari, cosi’ come le azioni in borsa supportano le imprese nelle loro attivita’, entrambe generano iniziative di vario tipo, industriali, artigianali, ecc. Non si capisce, inoltre, perche’ i media continuino a parlare di “rendite” con una riflesso negativo, quasi si trattasse di parassitismo. Ognuno del proprio denaro fa cio’ che vuole e se ne ricava dei redditi perche’ dovrebbe essere considerato uno sterile parassita? Livellare su una unica percentuale i guadagni da capitale e da depositi significa incrementare le entrate di circa 2 miliardi di euro, che coprirebbe del 20% il maggior onere derivante dalla diminuzione del cuneo fiscale. Insomma e’ una operazione di “copertura” che viene giustificata con la tassazione sulle “rendite” finanziarie. Sarebbe opportuno evitare i buonismi di turno.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
“Sarebbe opportuno evitare i buonismi di turno” non l’ho capita.
1 giugno, 2011 alle 2:07 pm
guardate che Nichi Vendola non aveva mica tutti i torti a usare quelle frasi, io per 16 anni ho fatto come se Silvio Berlusconi non ci fosse, insomma se una cosa non mi piace cerco di guardarla il meno possibile, e intanto tutta l’Italia si è convinta che a Milano fossero tutti suoi grandi fan (di sb)
1 giugno, 2011 alle 1:35 pm
TOSI sindaco di Verona condannato in via definitiva per istigazione all’odio razziale : do you remember ?
1 giugno, 2011 alle 1:00 pm
Franco Forchetti
La pizzica della Rivoluzione. Il “vendo-la” del nord
Senza voler fare della politologia all’amatriciana e sapendo che bisognerebbe, a mente fredda, esaminare i flussi di voto per poter delineare un quadro eziologico della rivoluzione politica che le recenti elezioni amministrative hanno determinato, provo a disegnare – assecondando quel guessing istinct teorizzato dal semiologo Peirce – un polittico della politica italiana all’indomani del voto amministrativo. Lascio ai politologi e agli storici il difficile compito di una disamina più articolata e più documentata dell’ennesima rivoluzione elettorale.
Chi vince alla fine della partita amministrativa?
Non certo il PD che non decolla nei consensi. Vince Vendola, carismatico affabulatore e portatore di un vento nuovo, fatto di parole e di passioni, un pasoliniano che non si arrende a un modello borghese-mortifero e che lancia nell’agone un gentleman, quale Pisapia, che tutto sembra tranne che un pasoliniano. Ma questa non è stata solo la vittoria di un galantuomo simpatico ed ironico, bensì il trionfo di un leader – Vendola appunto – che ha costruito un partito “emozionale” che ha circa l’8 % del consenso nazionale. I comunisti, così lungamente evocati da Berlusconi, si sono materializzati, ma non hanno né l’aspetto di vetusti nostalgici della cortina di ferro né appaiono grigi leninisti: essi sembrano, semmai, gaudenti ed energici interpreti di un pensiero postmarxista e poststrutturalista, interpreti di un vitalismo antiborghese e antisistemico che ha più di Leopardi e Nietzsche che di Marx e Mao Tse Tung. E’ ovvio che Pisapia, senza il retroterra vendoliano, non sarebbe stato vincente. Chi perde? Non Berlusconi che, dopo una così lunga stagione di battaglie endogene e giudiziarie, non poteva attendersi affermazioni eclatanti. Perde, semmai, Tremonti perché arretra quella Lega nord che da sempre lo sostiene e lo indica come leader in pectore nel dopo Berlusconi. Perde un Tremonti che, pur se intellettuale lucido ed economista saggio, è costretto, per motivi elettorali, a tirare la volata elettorale alla Lega, sventolando temi ormai esangui come la paura dell’immigrato e dell’Islam. Se la Lega fosse avanzata nei consensi a detrimento del PDL, essa avrebbe potuto reclamare a gran voce la successione tremontiana: ma, alla luce di questo esito sconfortante, Tremonti rimane al palo, tanto più che la futuribile e pesante manovra fiscale, di cui sarà latore, non lo renderà particolarmente amabile agli occhi dei contribuenti.
Una notte dei lunghi coltelli attende un PDL dove leaders, per troppo tempo negletti e messi in ombra, come Formigoni, reclamano differenti dinamiche decisionali dentro un partito che non ha mai fatto un congresso. Veltroni assiste al declino del suo progetto di partito democratico autosufficiente e sganciato dalla sinistra radicale. Torna a vincere semmai un modello Prodi al contrario nel quale le locomotive sono SEL e IDV. Perde il “moderatismo” di governo del PDL che non è stato né un partito liberal-liberista di destra né un partito welfare oriented, scontentando, da un lato, imprese e privati, dall’altro, impiegati ed operai. Perdono, dunque, i partiti tradizionali e moderati. Vincono i partiti “passionali”, i partiti della protesta, i partiti dell’antipolitica che, più degli altri, paiono saper interpretare un voto giovanile (ma non solo) che torna ad essere protagonista. Sul tema del terzo polo, ha ragione Sartori: non c’è ancora in Italia un humus elettorale che possa sancire l’affermazione di una terza polarità politica. Il nostro rimane ancora un sistema caratterizzato dal pluralismo polarizzato: pur nella frammentarietà delle formazioni politiche, le scelte di fondo rimangono ancora bipolari e antitetiche. Tra l’altro tre supermoderati assieme (come Casini, Rutelli e Fini) sono davvero “troppo” per un elettore postmoderno che ha bisogno, pur sempre, di un pizzico di passione e di invito pugnace all’agone politico.
La comunicazione politica apprende una nuova lezione: quella dell’incapacità crescente di prevedere esiti elettorali e flussi di voto. Troppe sorprese e una rivoluzione non annunciata sono il segno che molti schemi di lettura sociosemiotica del pensiero “elettorale” sono inadeguati. D’altronde anche la scienza politica, come ogni scienza che si rispetti, ha bisogno di teorie e contro teorie, di conferme e di smentite. Una teoria politica sarà tanto più scientifica quanto più falsificabile. L’Italia, nel bene e nel male, rimane il laboratorio politico più interessante del mondo. Perché il nuovo vento del nord è stato generato da un vento del sud: dal vento vendoliano che dalla Puglia spira sull’intero paese e dal vento di un De Magistris che si afferma contro ogni previsione e malgrado nemici interni ed esterni. La rivoluzione ha il ritmo della pizzica.
http://ideapolitica.splinder.com
1 giugno, 2011 alle 12:58 pm
le leggi da abrogare esistono perchè volute da comitati d’affari.
Puoi anche scrivere filibustieri o ladri, comitati d’affari è genral generico
Dai onyric, ripassa Gransci e Martin Luther KING
1 giugno, 2011 alle 12:55 pm
non sono d’accordo.
.
per quel che son riuscito a capire le leggi da abrogare esistono perchè volute da comitati d’affari.
per ora l’importante è impedire impegni di spesa folli che sarebbero poi vincolanti per decenni, come quella mega-bufala del ponte sullo stretto per cui abbiam però già pagato milioni ( non ricordo quanti ) di soldi veri.
1 giugno, 2011 alle 12:38 pm
Votare per dei referendum
non vorrai sprecare 400 milioni di € senza nemmeno votare, leandrinfer?
Votate destri, votate
1 giugno, 2011 alle 12:36 pm
Votare per dei referendum demagogici e inutili (se non per portare voti alle sinistre estreme)? Penso di avere qualche difficolta’. Ma anche quelli del PD dovrebbero porsi qualche domandina…..
1 giugno, 2011 alle 12:34 pm
inferleandro, tu vota per il quorum il resto ti verrà spiegato a rate mediamente anticipate alla francese
1 giugno, 2011 alle 12:31 pm
Cioe’ in pratica adesso chi vota SI vota A FAVORE del nucleare?
1 giugno, 2011 alle 12:30 pm
in diretta dal Corsera:
http://www.corriere.it/politica/11_giugno_01/nucleare-si-cassazione_75ebbc1a-8c36-11e0-a34b-093db30f09b8.shtml
YES. 4SI’
1 giugno, 2011 alle 12:26 pm
va in onda la NOTTE BIANCA DI SUCATE dopo USMATE, 12 e 13 Giugno 2011
1 giugno, 2011 alle 12:23 pm
Che strano, onyric è più attento di prima. Sarà l’effetto neologismo che ha trasformato il suo onirismo in realtà,
e io che mi pensavo fosse come cacciaRi
1 giugno, 2011 alle 12:16 pm
oops… la Cassazione ha deciso … referendum nucleare …
.
senza nemmeno passare per la Corte Costituzionale, come mi sarei creduto.
sarà l’effetto Pisapia.
1 giugno, 2011 alle 12:12 pm
Se non esistesse il profitto senza se e senza ma, anche le Multinazionali per me sarebbero accettabili.
Stamattina ho sentito un politico dire, perchè in tutta Europa sui redditi da azioni si applica la tassa del 20% e in Italia il 12,5% ?
Stracquadanio è insorto! si blocca l’economia! E allora gli altri d’Europa, chiedo, come fanno? e vanno tutti meglio di noi…e poi mi sono ricordata che Straguadagno la pensa così, chi bighellona senza fare niente in Parlamento percepisce 18000 euro/mese, quindi chi lavora ne merita di più, e ha chiesto un giusto aumento! che cavolo! e tutti allora hanno deciso che se aumento sarebbe dovuto essere che aumento sia, e all’unanimità se lo sono autodato a tutti. che bazza.
Ho trovato in rete questo :
E’ ufficiale: le rendite finanziarie saranno tassate con un’aliquota unica del 20%. Lo aveva preannunciato pochi giorni fa il presidente del Consiglio Romano Prodi, lo aveva confermato il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa nell’intervista di ieri al Corriere , ma il timbro finale è arrivato ieri da Vincenzo Visco, viceministro dell’Economia: «Le due aliquote attuali – ha detto Visco a Milano – una al 27% e l’altra al 12,5, andranno entrambe al 20, come da programma».
SONO FURIBONDA. E questo governo di destra sarebbe il più moderno mai visto e questo nanerottolo egoistae piagnucoloso il miglior statista che l’Italia abbia mai avuto?
GRRRRRRRRRRRRRRR
Chiudetemi in una gabbia, posso sbranare.
1 giugno, 2011 alle 12:09 pm
Pico, 645
quello che mi auguro e che si prenda una buona volta il toro per le corna e si mettano in chiaro tutti quei punti eticamente/ecclesiasticamente sensibili anche a costo di perdere qualche parlamentare (sai che perdita la Binetti e omologhi!). Altrimenti il progetto PD non ha alcun senso.
A livello elettorale credo che la coalizione ne trarrebbe beneficio, soprattutto facendo parlare le primarie.
MI auguro che la Gruber faccia questa benedetta domanda, ma più che altro che venga trovata la risposta (pratica) giusta. La base è un bel po’ che frigge attorno all’argomento mentre i vertici glissano.
NOn illudiamoci che ci sia un percorso indolore, ma dovrà accadere quello che è accaduto col passaggio al PD: punti chiari e poi si conta chi è dentro e chi è fuori. Non si può stare così all’infinito.
Tra l’altro ho fiducia nella Bindi cattolica adulta e il nostro deve diventare un paese meno retrogrado, anche passando per i temi più difficili.
1 giugno, 2011 alle 12:06 pm
La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno si terrà il referendum sul nucleare.