Scola a Milano è una scelta di campo netta del Papa dentro la Chiesa italiana. Su questo ha ragione Vito Mancuso
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mercoledì, 29 giugno 2011
Scola a Milano è una scelta di campo netta del Papa dentro la Chiesa italiana. Su questo ha ragione Vito Mancuso
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30 giugno, 2011 alle 2:56 pm
E’ da anni che dico che a Milano il potere è diviso tra tre Istituzioni: 1)CDO;2)mEDIASET;3)CURIA-CARITAS AMB.;.
ho motivo a dire questo, in quanto è da 25 anni che sono in prima linea nel promuovere adulti stranieri in difficoltà (immigrati e rifugiati politici o in attesa di status, perchè lavoro gomito a gomito con le Istituzioni religiose. Se vogliono spendono senza aspettare nessuno (questa è la loro politica), poi arriva sempre fondazione Cariplo e l’8per mille. Sono tantti i miliardi che girano. Dove vanno a finire? E’ vero c’è tanto bisogno. Ma….
Il nuovo arcivescovo va a compensare e aiutale il Roberto visto che dall’altra paarte c’è il PisapiA che è più forte (secondo me) ha avuto un pebliscito che nemmeno la Chiesa si aspettava, e visto che non possono salire sul carro, tentano di una manovra strana.
La Chiesa comunque è meglio che vive il Vangelo e lascia perdere la politica, almeno questo tipo di politica.
30 giugno, 2011 alle 2:30 pm
Sono d’accordo con quanto scrive Vito Mancuso nel suo articolo. Montanelli diceva che Milano ha una grande capacità di digerire tutto. E poi metabolizza secondo necessita’. Si appoggia su un grande cuscino d’acqua che impedisce scosse telluriche eccessive e s’e qualche volta si fa prendere da eccessive manie di grandezza……si scusa e spedisce a Roma.
30 giugno, 2011 alle 11:43 am
No, la Chiesa preferisce essere quella che è.
Tettamanzi è stato un errore per la Chiesa. Ora hanno provveduto a rimettere le cose a posto.
Scola -> Cl -> dané > potere -> +dané -> …….
30 giugno, 2011 alle 11:16 am
La Chiesa avrebbe potuto scegliere un patriarca diciamo piu’ gradito alla municipalita’ di Milano, invece ha scelto un patriarca non certo vicino alle posizioni politiche del sindaco Pisapia, si tratta probabilmente di un bilanciamento del potere cittadino.
Questo dimostra che la Chiesa preferisce essere altrove di dove si trova la politica, d’altro canto il patriarca Tettamanzi era benvoluto dalla sinistra e svolgeva il suo incarico pastorale in piena amministrazione di centrodestra.
30 giugno, 2011 alle 9:18 am
Non ti sbagli. Tettamanzi nella chiesa era tollerato quando era sindaca la Moratti. La strategia che adottano è quella di non estromettre mai completamente le persone migliori che vogliono mettere in pratica il Vangelo. La Chiesa è molto più furba dei politici perché ha lo sguardo lungo. Gli arcivescovi Romero&c da vivi danno fastidio, ma da morti dopo vari anni possono servire per dire che la Chiesa è sempre stata dalla parte dei poveri etc.
Pensa a come la Chiesa ha maltrattato don Milani e come si serve adesso del suo nome.
Se la Chiesa tenesse in lieve conto l’insegnamento di Gesù, “Comunione e fatturazione” dovrebbe essere cacciata dalla Chiesa come fece Gesù coi mercanti che facevano affari nel tempio.
30 giugno, 2011 alle 9:03 am
Ha già 70 anni e a 75 i vescovi vanno in pensione.
30 giugno, 2011 alle 9:01 am
E’ molto improbabile che la scelta di Scola sia stata dovuta a un orientamento politico. La cosa più triste, per chi come me è credente, è che si tratta di un orientamento ecclesiale. Un vescovo ciellino, per di più a Milano, rafforza la baldanza già enorme di quel movimento, così settario, così affamato di presenza e di potere, così teologicamente pre- o anticonciliare (naturalmente nel rispetto verbale del Concilio), per cui non mi aspetto granché di buono. Cazzullo al Corriere continua a scrivere articoli angelizzanti su Scola: ma questo “illuminato” pastore ha dichiarato che la scuola non dovrebbe essere statale, che i giornali che mettevano in luce il bordellame di Arcore facevano del “moralismo”, e ha -ovviamente- collocato o favorito la collocazione di una quantità di ciellini nella sua diocesi (vedasi ospedale di Mestre).
Ma tutti ne parlano bene. Spero di sbagliare io.
30 giugno, 2011 alle 8:12 am
allora : il vice Patriarca di Venezia don Beniamino Pizziol ( bravissimo e amatissimo ) è appena stato nominato vescovo di Vicenza e io dico : non era meglio se succedeva lui a Scola ?
30 giugno, 2011 alle 8:10 am
l’evidenza è che un patriarca o un imam non sei certo tu a deciderlo. Onyric sei: RIDICOLO.
mentre non è “guerra” con la P4 che amministra le faccende politiche “democratiche”? Una guerra per gli altri, visto che non vai nemmeno a votare! ma piantala
Secondo me l’unico errore, e abbastanza serio, è di tipo pastorale: andava continuata una tradizione da Martini, poi Tettamanzi. E’ comunque strano perchè il successore viene anche consigliato dal vescovo uscente: Martini volle Tettamanzi
30 giugno, 2011 alle 8:03 am
la storia del controbilanciamento della politica mi sembra ridicola: quindi con Berlusconi al governo ci dovrebbe essere Madre Teresa come Papa?
per i berlusconiani Tettamanzi è comunista, per i leghisti è un imam..
30 giugno, 2011 alle 7:34 am
Se, come si dice, la Chiesa cerca sempre di controbilanciare il peso politico dell’amministrazione delle grosse città (Martini e Tettamanzi a Milano durante i vnt’anni di regno del centrodestra, per esempio) auguro a Scola vent’anni di patriarcato ambrosiano.