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La patrimoniale che piace alla destra

giovedì, 7 luglio 2011

il Bastardo

La patrimoniale che piace alla destra

Segnalo l’intervento di Luigi Spaventa su “La Repubblica” di stamane, a proposito della famigerata patrimoniale che il centrodestra addita come una minaccia comunista e il centrosinistra aggira come un tabù. Ebbene, la manovra economica testè varata dal governo ne contiene uno di 120 euro annui uguali per tutti, da pagare sui depositi di Titoli di Stato custoditi dalle banche. Solo che ha la caratteristica di essere una patrimoniale NON progressiva. Significa che i poveracci con risparmi striminziti pagano gli stessi 120 euro dei ricconi. Cioè, in proporzione, pagano molto di più.
Sono queste le tasse patrimoniali che piacciono al governo della destra: prelevare dalle tasche dei meni abbienti per salvaguardare il patrimonio dei più fortunati.

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Articolo di:

Gad - che ha scritto 2890 post su Gad Lerner.

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Commenti per questo articolo

[5] 4 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 227
    Cittadino scrive:

    qualche megalomane ha impiegato tanto tempo, chiedendo di poter lavorare, per dimostrare l’estrema verita’ del detto:

    ” il difficile non è essere intelligenti, ma sembrarlo”.

    (l. de clapiers de vauvenargues)

    ma chi ci ha rimesso in questo gioco matto dal 1994?

    noi italiani, le istituzioni italiane e la nostra grande nazione.

    lui ha sempre i suoi milioni.

    ci ha messo anni ma la democrazia ha sconfitto, ancora una volta, chi gioca sporco.
    adesso dovrebbe essere chiaro “vero omone” che anche se la cultura si puo’ comprare l’apertura mentale e l’amore per la democrazia no.

    w l’italia, il suo popolo e le sue istituzioni

  2. 226
    ps scrive:

    Il loro motto è: rubare ai poveri per dare ai ricchi..:):):)

  3. 225
    Gummo scrive:

    «Il mercato non è il demonio, ma il mercato ha trovato il modo di manifestarsi in alcune forme demoniache come la finanza deviata, la finanza derivata», ha detto il ministro dell’Economia ieri alla presentazione del volume di Andrea Riccardi su Papa Giovanni Paolo II
    :shock:

  4. 224
    Gummo scrive:

    219

    «la vulnerabilità della situazione attuale è elevata: improvvisi default da parte degli enti locali sottoscrittori, causati da insolvenze, potrebbero determinare effetti negativi e comportamenti di panico a catena, gravemente pregiudizievoli per la stabilità della finanza pubblica non solo locale, ma anche nazionale».

  5. 223
    Gummo scrive:

    ma roba da pazzi! questo è reato contro la Pubblica Amministrazione: il Ministro non sapeva o era complice?

    Con la finanziaria 2001, il governo Berlusconi, firmata da Tremonti, legge 448, art.41, ha permesso agli enti locali di indebitarsi con i derivati che sono uno strangolamento progressivo delle loro finanze.
    Quando si parlava di finanza creativa, a distanza di tempo poi i nodi sono venuti al pettine.
    Tremonti successivamente fu pure silurato, ma la storia insegna che l’italiano è smemorato!

    MILANO (MF-DJ)–La crisi economico-finanziaria in cui ci troviamo adesso “e’ come vivere dentro un videogame e questo videogame non e’ ancora arrivato alla parola game over. Come in un videogame quando sconfiggi un mostro poi se ne presenta un altro piu’ cattivo” cosi’ sta accadendo oggi. Il primo mostro sono stati i mutui subprime, ed e’ stato sconfitto. Il secondo e’ stato quello del collasso del mercato del credito, ed e’ stato sconfitto. Poi c’e’ il mostro delle crisi bancarie e poi del collasso delle borse. Ci sono altri mostri da affrontare, quello delle carte di credito e delle attese bancarotte societarie per i corporate bond e poi c’e’ il mostro dei mostri, i derivati con effetti incalcolabili e imprevedibili

  6. 222
    banzai scrive:

    222 Emma for president !

  7. 221
    Gummo scrive:

    A CASAA!!

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 19 gen – “Fu proprio il ministro dell’Economia Giulio Tremonti con la Legge finanziaria del 2001 a introdurre in Italia la possibilita’ di ricorrere ai prodotti finanziari derivati, contro cui oggi tanto si scaglia”. Lo afferma il vicepresidente del Senato Emma Bonino intervistata da Radio radicale. Quella Finanziaria, spiega Bonino, “all’articolo 41 sulla finanza degli enti territoriali diceva esattamente che, cito letteralmente, ‘sono approvate le norme relative all’ammortamento del debito e all’utilizzo degli strumenti derivati da parte dei citati enti’, cioe’ degli enti territoriali. Forse Tremonti dovrebbe avere un po’ piu’ di memoria”. Mct-Nep (RADIOCOR) 19-01-09 13:05:01 (0163) 5 NNNN

  8. 220
    Gummo scrive:

    Ciris: Bonino, fu Tremonti a introdurre i derivati in Italia nel 2001

    http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-666310/ciris-bonino-fu-tremonti-introdurre/

    TREMONTI A CASA SUBITO!

  9. 219
    Gummo scrive:

    (derivati che erano stati consigliati da Tremonti, quand’era di moda la “finanza creativa”..)

    Secondo l’Aisi i consulenti che hanno piazzato 57,5 miliardi di titoli non sono del tutto affidabili

    Gli 007 in allarme per i derivati

    Sicurezza economica nazionale a rischio per i contratti con i comuni

    «Sicurezza nazionale e supporto agli enti locali: intelligence economico-finanziaria contro il «virus» dei derivati».

    COME FUNZIONA:

    Attingendo dai dati forniti nei mesi passati dalla Banca d’Italia, dalla Corte dei Conti e dalla Commissione Finanze del Senato, l’Aisi spiega come «l’ammontare dei contratti in essere è all’origine di un intreccio economico-finanziario nel quale l’Ente locale viene «guidato» nella sua scelta da consulenti (advisor) non sempre indipendenti nelle loro valutazioni e in palese conflitto di interesse, i quali danno vita a transazioni in cui spesso gli interessi finanziari delle pubbliche amministrazioni e quelli delle banche di investimento proponenti i contratti, divergono».

    L’ultimo rapporto della Banca d’Italia dimostra come il valore di mercato (mark to market) dei contratti derivati stipulati da privati e da enti pubblici italiani sia negativo e sia aumentato dai 47,9 miliardi di euro del periodo ottobre-dicembre 2009 ai 57,5 miliardi del primo trimestre 2010. Sarebbero coinvolti oltre 42.000 operatori, tra imprese, enti locali, famiglie e società finanziarie.

    Oltre all’aspetto finanziario ve n’è un altro tutto politico «per la presenza di costi occulti che acuiscono le forti pressioni già in atto sulla sostenibilità dei debiti pubblici nazionali», e di conseguenza, l’Aisi stigmatizza, «per i riflessi negativi sul Bilancio pubblico, locale e nazionale, lo spreco e le inefficienze causate da un abuso di tali contratti possono rappresentare un obiettivo di sicurezza economica nazionale».

    UN DEBITO di quasi 60 MILIARDI!

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1694521&codiciTestate=1&sez=notfoundG&testo=derivati&titolo=Gli%20007%20in%20allarme%20per%20i%20derivati

    «la vulnerabilità della situazione attuale è elevata: improvvisi default da parte degli enti locali sottoscrittori, causati da insolvenze, potrebbero determinare effetti negativi e comportamenti di panico a catena, gravemente pregiudizievoli per la stabilità della finanza pubblica non solo locale, ma anche nazionale».

    «aldilà di modifiche normative, che hanno effetti solo sui comportamenti futuri, è necessaria una gestione «corrente» e «territoriale» del problema. In tal senso, una capacità di intelligence finanziaria da parte dei servizi di informazione nazionali, che affianchi le amministrazioni locali e gli organismi di vigilanza, potrebbe fornire un apporto rilevante nel tutelare il sistema di finanza locale».

  10. 218
    Gummo scrive:

    Stati Uniti, si teme un nuova ondata di speculazioni
    Tornado derivati
    Finanza tossica: scatta l’allarme

    I danni della ripresa dei giochi speculativi della finanza tossica dei derivati e affini potrebbero essere ben più gravi di quelli causati dai tornado che si stanno abbattendo sugli Usa. Leggere il recentissimo rapporto «Wall Street and the financial crisis: anatomy of a financial collapse» della Commissione d’indagine bipartisan del Senato americano presieduta dal democratico Carl Levin e dal repubblicano Tom Coburn e nel contempo assistere ai preparativi di una nuova e devastante crisi bancaria e finanziaria è davvero sconcertante. Dati incontrovertibili hanno indotto infatti a gettare un nuovo allarme.

    Con i mercati e le banche pieni di liquidità ampiamente elargita dalla Federal Reserve, le banche di investimento e le altre finanziarie sono tornate a «confezionare» alla grande vecchi e nuovi titoli cosiddetti strutturati, cioè titoli emessi su altri titoli, come gli Asset-backed Securities, i Cdo, i Cds.

    In queste cartolarizzazioni esasperate regnano il rischio, l’opacità e l’illusione della finanza «creativa» sganciata dai processi economici reali. Sono potenzialmente tossici ed hanno per sottostante un debito spesso di incerta e bassa qualità.

    Il complesso di questi operazioni di fatto costituisce il cosiddetto «sistema bancario ombra» che muove ben 16 mila miliardi di dollari, di gran lunga più grande di quello ufficiale con cui comunque interagisce.

    Il rilancio in atto della finanza tossica si scontra duramente con il Rapporto Levin che ancora una volta sottolinea come «la crisi non è stato un disastro naturale, bensì il risultato di alti rischi, prodotti finanziari complessi, conflitti di interesse coperti, il fallimento degli organi di controllo, il ruolo delle agenzie di rating e dello stesso mercato che hanno permesso e guidato gli eccessi di Wall Street».

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1714062&codiciTestate=1&sez=notfoundG&testo=derivati&titolo=Tornado%20derivati

    Oltre a ribadire le responsabilità della Goldman Sachs, è significativo, anche per la situazione europea, che si diano le prove a carico della Db tedesca, che è diventata centrale nella «macchina Cdo» e nello «schema Ponzi»

    Questo fatto la dice lunga sulla partecipazione delle banche europee nella grande speculazione. Svela inoltre una malcelata debolezza del sistema bancario tedesco che ha ancora centinaia di miliardi di euro in titoli tossici da smaltire. Speriamo che ciò spinga Berlino ad un atteggiamento più costruttivo e unitario nell’affrontare i problemi finanziari e del debito pubblico dell’Ue.

  11. 217
    Gummo scrive:

    Le grandi lobby bancarie internazionali sono tornate alla carica per far sbloccare i derivati finanziari degli enti locali. Dopo che gli swap e gli altri contratti derivati avevano sconvolto i bilanci di molti comuni e regioni italiani con perdite disastrose, nel 2008 l’allora governo ne impose il blocco. Senza autorizzazione governativa nessun ente locale era autorizzato a sottoscrivere tali contratti. Erano intervenuti anche la Corte dei Conti, la Consob, la Banca d’Italia. Al Senato vi fu un ampio dibattito e furono evidenziati i rischi ma anche le pesanti situazioni determinatesi nei conti di diverse piccole e medie imprese oltre che degli enti locali. A fine 2010 i debiti totali degli enti locali ammontavano a 111 miliardi di euro di cui 35 miliardi in derivati. Alcuni di questi contratti si trascineranno fino al 2050 con costi ingenti e crescenti per tante generazioni di cittadini.

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1717202&codiciTestate=1&sez=notfoundG&testo=derivati&titolo=La%20bomba%20dei%20derivati%20può%20ancora%20esplodere

    Noi riteniamo che si dovrebbe invece privilegiare i principi consolidati della buona amministrazione della cosa pubblica. Gli approcci sopramenzionati, anche se apparentemente meno opachi del passato, si basano comunque su delle aspettative probabilistiche di «giochi» e comportamenti della finanza. È grave inoltre che si ignori del tutto la richiesta dell’Anci di individuare un giusto percorso per estinguere i vecchi derivati oggetto di molti contenziosi. In alcuni casi, a seguito di denunce per frode presentate in tribunale da alcuni comuni, si è arrivati anche al sequestro preventivo di beni per centinaia di milioni di euro nei confronti delle grandi banche coinvolte.

    Purtroppo c’è anche una proposta dell’Abi che, anche sotto la spinta dei grandi gestori internazionali dei mercati dei derivati, vorrebbe introdurre l’approccio del «what-if» basato su un modello matematico costruito su una serie di innumerevoli equazioni e di variabili per studiarne gli effetti. È un approccio che aumenta l’incomprensibilità dell’operazione che porterebbe comunque alla sottoscrizione del derivato. Trattasi di metodi matematici che non prendono in considerazione possibili rischi sistemici, ma semplicemente delle variabili considerate.

    Si sottolinea che quasi sempre il tribunale di competenza era ed è fuori dai nostri confini. È evidente il ritorno di fiamma della grande speculazione e dei derivati finanziari. Sarebbe da irresponsabili riportare gli enti locali ai tavoli verdi del gioco d’azzardo. Perciò il regolamento in elaborazione non può assecondare i desiderata delle grandi banche ma i bisogni di stabilità e di servizi publici della collettività.

  12. 216
    Gummo scrive:

    Il tribunale di Milano sui contratti d’investimento Intermediari: ordine e zero conflitti Per l’intermediario, concludere contratti derivati in una situazione di disorganizzazione e di conflitto di interessi costituisce grave violazione dell’obbligo di diligenza, che è causa della risoluzione sia del contratto di investimento sia dei singoli contratti derivati che abbiano generato perdite a carico dell’investitore. E questo è valido anche se il cliente dichiari formalmente di essere un operatore qualificato e se la sua dichiarazione risponda ad una effettiva esperienza di investimento maturata operando in derivati. Occorre infatti assicurare sempre il rispetto del dovere di organizzazione e, in situazione di conflitto di interessi, la massima cura sostanziale dell’interesse dell’investitore.

    E’ questo uno dei fondamentali principali sanciti dal tribunale di Milano (sez. VIa civile, sentenza 5443 del 19/4/2011) nella causa promossa da Siderpighi (assistita dagli avv.ti prof. Giorgio de Nova e prof. Daniele Maffeis) contro Unicredit. La sentenza, dal punto di vista sostanziale, ha pronunciato la risoluzione del contratto di investimento e di tutti i successivi contratti derivati, costituiti da plurime opzioni, oggetto di continua rinegoziazione, sottoscritti con Unicredit, condannata a risarcire l’intera entità della perdita pari a circa 6 milioni di euro addebitati nel corso degli anni come saldo negativo dei differenziali. Secondo i giudici milanesi, infatti, la banca ha posto in essere condotte omissive di informazioni e non ha adottato la necessaria diligenza prevista dal Tuf all’art. 21, allorché vengano proposti e negoziati, a qualunque titolo, strumenti finanziari, soprattutto se pericolosi, come i derivati. Mentre nel contratto quadro si faceva riferimento a prodotti elementari già noti all’azienda ricorrente, con la consapevolezza di assumersi rischi relativi, già il primo prodotto che in realtà era stato creato da Unicredit ed offerto risultava essere molto più complesso e rischioso, ed esponeva l’investitore a un’alea del tutto squilibrata e superiore al rischio di cambio. Il Tribunale di Milano ha quindi riconosciuto in capo alla banca e a tutto il personale che a titolo diverso si è succeduto negli anni nella gestione e rendicontazione del rapporto con Siderpighi la violazione grave degli obblighi comportamentali stabiliti dal Tuf e dal relativo regolamento Consob.

    Da segnalare infine come il Tribunale di Milano, in merito alla segnalazione fatta da Unicredit alla Centrale rischi della Banca d’Italia a seguito di un mancato addebito di cifre relative all’acquisto di dollari per conto di Siderpighi, abbia ritenuto tale comunicazione illegittima e tale da aver arrecato un significativo danno in termini d’immagine alla società. Da qui la condanna al risarcimento di ulteriori euro 200 mila che Unicredit dovrà pagare. Federico Unnia

    Data: 12/05/2011

  13. 215
    Gummo scrive:

    Derivati-truffa, 17 mln sequestrati alla Bnl
    Oltre 17 milioni di euro sono stati sequestrati alla Bnl, dalla sezione Gico della Guardia di finanza per una presunta truffa nei confronti dei Comuni di Messina e Taormina con strumenti di finanza derivata. Ad emettere il provvedimento è stato il gip Maria Vermiglio. L’ipotesi investigativa [...]

  14. 214
    Gummo scrive:

    nº 210
    cactus scrive:
    8 luglio, 2011 alle 9:49 am

    Le ricordo che nel processo intentato dal comune di Milano contro le banche queste sono state assolte.

    FALSO!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/23/processo-derivati-secondo-round-al-comune-di-milano-in-italia-altri-664-casi-sospetti/40351/

  15. 213
    roberto scrive:

    Quelli che sono al governo sono dei bugiardi spergiuri ! Avevano promesso e giurato che non avrebbero mai messo le mani nelle tasche degli Italiani!
    E lo stanno facendo da quando sono al potere.

  16. 212
    Marco_N scrive:

    Viviamo in un’epoca in cui parlare di imposta patrimoniale sembra equivalga a bestemmiare in chiesa. Un dato che rende l’idea di quanto i politici possano manipolare la mente dei cittadini semplicemente paventando l’arrivo di “nuove tasse”.. quando il sistema tributario è piegato chiaramente verso la tassazione sui redditi, con buona pace di coloro che vivono di rendita facendo semplicemente fruttare le proprie disponibilità economiche, concedendo prestiti o compiendo investimenti immobiliari. Per essi non vale il dovere di solidarietà e, quindi, la progressività del sistema?

    Se la nostra deve essere, giustamente, una repubblica fondata sul lavoro (e non sulla rendita), farebbe bene a tenersi conto e combattere queste inaccettabili storture.

  17. 211
    skamainterFARABUTTO+er scrive:

    http://www.tamtamdemocratico.it/doc/212074/operai-la-sinistra-distratta.htm

    eppure continuano a dire che i soldi non ci sono e che non mettono le mani in tasca agli italiani:
    allora pensionati e dipendenti pubblici per il Grande Puttaniere e il suo malgoverno, non sono italiani!!!

  18. 210
    cactus scrive:

    Per Cactus le ricordo che un tribunale ha condannato le Banche che han venduto quei prodotti.
    Ma avete presente la MIFID (direttiva europea sugli investimenti) come è stata recepita in Italia?
    Prima le banche potevano piazzare INDEX alle vecchiette senza problemi, dopo la MIFID piazzano le INDEX senza problemi cm prima.

    Le ricordo che nel processo intentato dal comune di Milano contro le banche queste sono state assolte.
    Infatti non si può paragonare la “vecchietta” al tesoriere di una città che dovrebbe conoscerere gli strumenti finanziari di cui si occupa professionalmente.
    La MIFID (market in financial instruments directive) infatti tutela i clienti privati (retail) e non i professionisti (istituzionali).
    D’altro canto un mutuo non è certo uno strumento finanziario complesso per cui in questo caso neanche la vecchitta potrebbe sostenere di averlo acceso senza sapere cosa sia.

  19. 209
    Tesla scrive:

    Per la prima volta mi trovo in accordo con Cesare.

    Per forza sei tu.

  20. 208
    Andrea scrive:

    Per la prima volta mi trovo in accordo con Cesare.
    Il fatto che la Bce decida di interrompere la norma che gli impediva di prendere titoli sovrani Junk come collaterale alle operazioni di rifinanziamento è davvero preoccupante.
    Pensateci se hanno creato questa norma un motivo ci sarà, ed è evidente che se oggi han deciso di cancellarla è perchè la situazione è straordinaria in quanto gravità e ripercussioni che avrà sul tessuto europeo.
    Per Cactus le ricordo che un tribunale ha condannato le Banche che han venduto quei prodotti.
    Ma avete presente la MIFID (direttiva europea sugli investimenti) come è stata recepita in Italia?
    Prima le banche potevano piazzare INDEX alle vecchiette senza problemi, dopo la MIFID piazzano le INDEX senza problemi cm prima.
    Solo devono far firmare tra le mille carte un’altro documento dove si dichiara che il prodotto nn è stato offerto dalla Banca in quanto nn adeguato a profilo di rischio della nonnina….

  21. 207
    Peru scrive:

    Eh no Giulio,
    dopo avev dato del cvetino a Bvunetta,
    non puoi andave anche al suo matvimonio,
    che spevo tenga conto dei tagli da te imposti alla collettività italiana,

    solo per toglievti l’ ulteviore soddisfazione

    di davgli puve dell’ idiota!!!!!

  22. 206
    cactus scrive:

    E così chiaro, perchè non ci avevo pensato prima ?
    E’ colpa del negro dell’Alabama, è colpa.
    Mica di chi gli ha fatto credere che poteva passare da una baracca
    di 40mq a una villa con piscina, “basta che metta una firmetta qui, capo”.

    È un po’ troppo comdo: se uno fa una stupidaggine la colpa è degli altri che non glie l’hanno impedito. Un po’ come gli amministratori del comune di Milano che hanno comprato prodotti ad alto rischio per speculare e poi quando hanno perso hanno dato la colpa a chi glie li ha venduti perchè non gli ha spiegato che erano rischiosi. Ma di uno che fa l’amministratore di un comune non si può supporre che conosca questi prodotti? Io direi di si altrimenti è meglio che faccia un altro lavoro.
    Per quanto riguarda i subprime, i mutui in USA vengono concessi da società finaziarie che non sono banche e di conseguenza non sono sottoposte alla sorveglianza bancaria, di regola queste società sono di dimensioni ridotte e non sono quotate per cui non sono sottoposte neanche alla sorveglianza della SEC. Solo in un secondo tempo qusti mutui vengono ceduti a banche col solo scopo di impacchettarli in SPV che poi emettono i famosi CDO e ABS. Quello che può essere imputato alle banche è di non aver valutato correttamente il rischio insito nei mutui subprime, ma certamente non di aver ingannato la gente per forzare la concessione degli stessi.
    Il problema è che ora è di moda parlar male della finanza.

  23. 205
    Gummo scrive:

    Ecco, questa notizia è appena uscita, come vedi abbiamo proprio raggiunto il punto di non ritorno.

    Giulio Cesare

    punto di non ritorno? speriamo! sei sempre qui a sparar cassate! e poi ricordati che l’anno prossimo c’è la fine del mondo Maya

  24. 204
    fiore scrive:

    a me che l’Annunziata rimanga in RAi non interessa nulla trovo allucinante che abbiano cacciato Santoro che faceva la più bella trasmissione RAI

  25. 203
    Rocco scrive:

    Scusate la mia ignoranza ma , se le prossime elezioni le vince il centro sinistra , questi sono obbligati a mettere in atto le norme della manovra emanate da questo governo o puo’ anche modificarle .

  26. 202
    facce toste scrive:

    Ma l’avete sentito Feltri randello ieri sera a 8e mezzo . E’ ora di mettersi in testa in Italia che bisogna andare in pensione a 68 anni come in Germania . Peccato che lui ci e’ andato a 53 e con una pensione di quelle ………

  27. 201
    Tesla scrive:

    Croppy, cosa facciamo?
    Chiediamo ad Uncle A di farci cita?

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21 mag - 8:27: Io non mi accontento della teoria del pazzo squilibrato a Brindisi. Ne ho visti troppi in passato di balordi reclutati da registi sapienti ...

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