Questo articolo è uscito su “La Repubblica”.
L’improvviso, drammatico crollo parallelo dei due patriarchi milanesi don Luigi Verzè e Salvatore Ligresti, fornisce la risposta più chiara a coloro che, assuefatti per cinismo all’idea di eternità del potere, non avevano saputo prevedere il fenomeno Pisapia: ovvero l’antidoto al berlusconismo sprigionatosi dall’interno della medesima società che lo aveva generato. Pure a sinistra suscitava incredulità, solo la primavera scorsa, uno slogan veritiero come “Milano libera tutti”. E ora fa tremare i polsi di chi ha l’onere di ridisegnare il futuro della metropoli lombarda, immaginarla a prescindere dai colossi con i piedi d’argilla che vi hanno fatto il bello e il cattivo tempo per oltre un quarto di secolo. Trovando in Berlusconi non solo il garante che gli ha fatto oltrepassare indenni la bufera di Tangentopoli, ma, più ancora, il garante culturale e materiale della loro continuità dalla Prima alla Seconda Repubblica.
Con modalità non così dissimili, il San Raffaele e l’impero immobiliare di Ligresti simboleggiavano l’egemonia di una destra capace di sottomettere la finanza e la politica, presentandosi come l’unica forma possibile del potere contemporaneo.
L’Ospedale San Raffaele, con i suoi reparti d’eccellenza e con la sua università che esibiva come fiori all’occhiello intellettuali del calibro di Massimo Cacciari, esprimeva l’ambizione alla supremazia in campo scientifico della sanità privata. Una leggenda metropolitana narra che grazie al polo ospedaliero di don Verzè, Berlusconi abbia ottenuto che gli aerei in atterraggio a Linate non sorvolassero la limitrofa area residenziale di Milano 2, suo primo business vincente. Oggi suona tristemente beffardo notare che l’ufficio in cui si è tolto la vita Mario Cal, il braccio destro di don Verzè, è sito nella medesima via Olgettina dove Berlusconi alloggiava le ragazze selezionate per i suoi festini.
Meno appariscente, ma altrettanto disperata, è la situazione debitoria (due miliardi!) in cui versa il gruppo Ligresti, nonostante la singolare prodigalità mostrata da Unicredit nel tentativo di soccorrerlo. Dimezzato in pochi mesi il suo valore in Borsa, nessuno può escludere un crac imminente. Vent’anni fa Enrico Cuccia aveva già salvato dal lastrico il compaesano di Paternò, un costruttore che godeva della protezione speciale di Bettino Craxi. Lo accolse nel salotto di Mediobanca, lasciando intendere che si trattava di una pedina imprescindibile dell’economia di relazione. Nel frattempo Ligresti ha ingigantito la sua influenza, acquistando terreni in tutta l’area milanese e creando il suo polo assicurativo. Non c’è scelta urbanistica che abbia potuto prescindere dai suoi interessi, fino a lasciare intendere che il destino familiare dei Ligresti e il destino di Milano fossero indissolubilmente legati. Non solo il frettoloso piano di cementificazione votato in extremis dalla giunta Moratti, ma perfino le primarie cittadine del centrosinistra furono condizionate dal confronto con quella figura ingombrante: Stefano Boeri addebita la sua sconfitta nelle primarie a maldicenze dovute a incarichi professionali per il gruppo Ligresti.
Non è solo una coincidenza se entrambe le realtà finite nell’estate 2011 nell’occhio del ciclone si erano ritrovate vent’anni fa coinvolte nelle inchieste di Mani Pulite. Come Salvatore Ligresti, anche il suicida Mario Cal conobbe allora il disonore del carcere, accusato di aver corrotto dei funzionari dell’Ufficio imposte. Ciò non ha impedito loro, nella Milano di Berlusconi, di consolidare una supremazia dovuta anche all’impunità.
Oggi i nodi vengono al pettine. Si scopre la dissennata spregiudicatezza della contabilità del San Raffaele, e i laudatores di don Verzè cercano di spiegare il miliardo di debiti accumulati come mera conseguenza della sua “santa” megalomania, quando invece si è trattato di dimestichezza nel ricevere finanziamenti sempre per via privilegiata. E allo stesso modo si scopre che Salvatore Ligresti coltivava interessi familiari, con tendenza allo sperpero, che nulla avevano a che fare con gli interessi della collettività.
Pensare una Milano senza don Verzè e senza Ligresti, fino a ieri, risultava impossibile a chi concepiva la subalternità ai potenti come l’unica via praticabile dalla politica, se voleva aprirsi la via del governo. Così, insieme ai due vecchi patriarchi, e al loro condottiero Berlusconi, giunge al capolinea un’intera classe dirigente milanese che ha fatto dell’affarismo la sua unica cifra distintiva, depredando la città e comprimendone le energie produttive. La Milano di domani ritroverà la via dello sviluppo creativo facendo felicemente a meno di loro.
Popularity: 2% [?]





4 agosto, 2011 alle 11:15 am
Il 26 Luglio 2011 la Regione Umbria si è finalmente espressa a favore del day hospital per la somministrazione della pillola RU486 per l’interruzione volontaria di gravidanza, dopo un anno esatto dal parere favorevole del comitato tecnico-scientifico nominato dalla regione stessa.
Ci è voluto tanto tempo per arrivare a questa delibera, che sembra più attenta a preservare certi equilibri politici che i diritti e la salute delle donne, dato che il Day-hospital non viene indicato, ancora, come una decisione definitiva ma si tratta di una sperimentazione di un anno.
Evidentemente l’Interruzione Volontaria di Gravidanza è un’argomento che incute ancora terrore e genera ricatti politici, sebbene siano passati oltre trent’anni dalla vittoria del referendum del 1978 e della legge 194.
Come l’Europa dimostra, il day-hospital – e non i tre giorni di ricovero obbligatorio – è l’unica modalità che garantisce un libero ed incondizionato accesso alla pillola RU486 come modalità alternativa all’aborto chirurgico, realizzato in anestesia totale, più invasivo e pericoloso. La salute della donna è maggiormente tutelata dall’immediata presa in carico da parte dell’ospedale, che garantirà dal primo al quattordicesimo giorno di trattamento la continuità assistenziale con il regime di Day Hospital.
I continui attacchi al diritto all’aborto risuonano dagli angoli più oscurantisti del cosiddetto movimento per la “vita” e dagli opportunismi della politica, che dovrebbe prendere esempio, invece, dall’esperienza europea di oltre venti anni.
Quello di oggi è un risultato importante, anche se parziale, per i diritti delle donne nella nostra regione, ottenuto nonostante le forti pressioni clericali e conservatrici e soprattutto grazie ad un anno di lotte del movimento femminista nelle piazze di Perugia e Terni. Solo il coinvolgimento diretto di tante realtà e associazioni di donne presenti sul territorio e nei consultori ha permesso di cancellare le prese di posizione di personaggi come Brega, dei teo-dem e del cattolicesimo più oscurantista.
Non è rispettoso nei confronti delle donne sminuire e strumentalizzare politicamente un percorso fisico e psicologico personale così intimo e delicato come l’aborto. Il Day Hospital è la modalità per non ostacolare tale percorso e per tutelare la salute delle donne, preservandole anche dalla sempre più opportunistica diffusione -negli ospedali pubblici!- dei medici “obiettori”, che di fatto ostacolano le donne nell’esercizio reale dei propri diritti.
Questa delibera della Regione Umbria rappresenta un passo avanti rispetto alla possibilità per tutte le donne, di gestire il proprio corpo in modo consapevole ed autonomo e scegliere la propria eventuale maternità liberamente e fuori dai diktat clericali. La libera scelta deve essere garantita a tutte le donne che – nel nostro paese fortemente influenzato dalle pressioni politiche del Vaticano – vedono continuamente calpestati i propri diritti all’autodeterminazione.
21 luglio, 2011 alle 11:40 am
l’affarismo berlusco-leghista che ha dominato la Milano post craxiana oltre ad esserne la naturale prosecuzione ne ha ingigatito ed estremizzato le degenerazioni in tutti i sensi!!!
Evidentemente, teorici e praticanti del berlusco-leghismo non hanno saputo o voluto tener presente che l’anima vera di Milano è gotica, nel senso dello slancio verso l’Alto il Divino, col suo simbolo principale, il Duomo, e nei momenti bui della storia Milano riafferma senza se e senza ma la sua anima profonda!!!
forse il povero Tartaglia è fu un segno del destino!!!
Milano Libera Italia Libera!!!
21 luglio, 2011 alle 10:01 am
181 se quella condizione valesse per tutti, non ci sarebbero condannati: “tutti avranno amici nei posti che contano”
ma io non generalizzerei: di sicuro, osservando i dati, la fedina penale del Parlamento in questi ultimi anni è peggiorata. Quindi un cambiamento c’è.. direi anzi una “rivoluzione”..
20 luglio, 2011 alle 6:46 pm
175
tranquillo
comunque
che immagine, la camera, nella diretta
ma i capigruppo di maggioranza, sbaglio ma. mi sembtrano un po’ nervosi, con i nervi scoperti
cosa vuoi farci,tutta colpa di quei comunistacci dell’opposizione……………….
20 luglio, 2011 alle 6:29 pm
Hai detto noia vera?
Allora impiccati davvero.
20 luglio, 2011 alle 6:27 pm
Step
Oltre alla tua conclamata esagerata e irraggiungibile stupidità,sei pure tanto ignorante!Che primato sinistro! CI SONO UN SACCO! Sei proprio fesso step,lasciatelo dire.
20 luglio, 2011 alle 6:20 pm
spero tu non mi abbia preso sul serio!
daniele io non scherzerei molto vista la situazione, ci sono in giro un sacco di annoiati che ruberebbero anche in galera.
20 luglio, 2011 alle 6:18 pm
Gummo
Quella condizione vale per tutti.
20 luglio, 2011 alle 6:17 pm
Tu sei troppo annoiato per campare, proprio come Fortis il leghista.
20 luglio, 2011 alle 6:16 pm
Step
Sei troppo stupido per vivere,te lo disse anche Alberto Fortis.
20 luglio, 2011 alle 6:14 pm
172 e come mai alcuni sono stati condannati in via definitiva? è vantaggioso essere legislatore e formulare leggi ad hoc
utilizzare lo stato collettivo per un fine privato
20 luglio, 2011 alle 6:13 pm
Gummo
Sono d’accordo sulla seconda parte del tuo commento.
20 luglio, 2011 alle 6:12 pm
Tranne la signora Cota, che li condannerà in singole sentenze escluso il marito?
20 luglio, 2011 alle 6:11 pm
m. 170,
spero tu non mi abbia preso sul serio!
20 luglio, 2011 alle 6:10 pm
che noia!
Impiccati, vedrai che adrenalina.
20 luglio, 2011 alle 6:10 pm
non è la serenità dell’impunità, ma dello svolgimento del processo
e poi comunque per un politico passa troppo tempo, chi ha cariche istituzionali importanti dovrebbe essere giudicato in pochi mesi
20 luglio, 2011 alle 6:08 pm
daniele 168
Cavolo che fortuna!E’ proprio vero,avere amici nei posti che contano,è sempre vantaggioso.
20 luglio, 2011 alle 6:08 pm
b. m. b. 166,
dove c’è di mezzo vaticano e quant’altro di clericale c’è da aspettarsi questo e altro!
20 luglio, 2011 alle 6:07 pm
168
non esageriamom con la fantasia
20 luglio, 2011 alle 6:06 pm
Bianca 166
Finalmente un commento sensato.
20 luglio, 2011 alle 6:04 pm
v. 164,
perchè sanno che i giudici sono comunisti e li assolveranno in massa!
20 luglio, 2011 alle 6:04 pm
step 165
Sempre a dare giudizi senza senso sugli altri,che noia!
20 luglio, 2011 alle 6:00 pm
A me dispiace moltissimo che il San Raffaele finisca così. Mi sono laureata li, quando era uno dei Poli Universitari dell’Università degli Studi di Milano, quella che ha per simbolo la razionale Atena. E’ stato faticoso, soprattutto per me che avevo iniziato gli studi più tardi degli altri. Però alla fine c’e l’ho fatta. Anche s’e poi ho scoperto che non essendo disposta a compromessi con certi ambienti, era meglio che andassi altrove. Già allora ci eravamo accorti che qualcosa non funzionava. E quando si comincio’ a parlare di cos’e grandiose, statue ecc. Tutti capirono. E ora la bolla e’ scoppiata.
Peccato, un ‘altra occasione persa.
20 luglio, 2011 alle 5:58 pm
mai maturo.
20 luglio, 2011 alle 5:57 pm
Tutti gli uomini di sinistra che vengono indagati e/o arrestati,si dicono sereni,perchè non hanno di che temere.Come mai sono così sicuri,a priori,che usciranno indenni?
20 luglio, 2011 alle 5:55 pm
Gad
la platinata leghista alla camera, ha letto una bizzarra filippica quasi
esilarante,”non c’iscriviamo al partito dei manettari e forcaioli…”che memoria labile sul loro “cappio” di un tempo
si e’ scatenata su Franceschini, povera fanciulla leghista, vittima di quei cattivoni di comunisti
basta sceneggiate, leghisti!
fate quello che vi pare ma non passate per mammolette e salvatori della Patria
ognuno fa i suoi interessi
basta dichiarazioni furiose,alzate di voce
imparate dagli stranieri,che
anche nelle situazioni difficili,critiche, dimostrano stile,equilibrio e contrizione per l’accaduto
la parte di base leghista corretta, merita rappresentanti migliori e CAPACI
20 luglio, 2011 alle 5:54 pm
Gummo mai votato Lega Nord,mai votato PSI,mai votato DC.
20 luglio, 2011 alle 5:49 pm
159
può essere una risposta andreottiana.. ma in passato hai mai votato leghista?
20 luglio, 2011 alle 5:48 pm
FILIPPO PENATI : “Sono sereno. Non ho nulla da temere”.
Bersani: “Accuse senza fondamento”
20 luglio, 2011 alle 5:44 pm
Gummo
Leghista? Non ne sono all’altezza.
20 luglio, 2011 alle 5:35 pm
Assolutamente thrue
20 luglio, 2011 alle 5:29 pm
Inga
Gramsci? Dimmi qualcosa di lui.
20 luglio, 2011 alle 5:25 pm
veritas, una curiosità, sei leghista?
20 luglio, 2011 alle 5:25 pm
nº 152veritas scemo,destro e pisano
20 luglio, 2011 alle 5:24 pm
Veritas 152
Gramsci è morto in carcere proprio perchè tu avessi libertà di pensiero e di espressione.
20 luglio, 2011 alle 5:24 pm
Inga,quella odiosa politica decide anche per te.
20 luglio, 2011 alle 5:21 pm
Gummo apple+google superano anche il valore di altre borse europee,non solo di piazza affari.
Tesla e chi se ne importa di Gramsci e l’altro che hai menzionato,libertà di pensiero e di espressione.
lacronico,tale eri e tale sei rimasto.
20 luglio, 2011 alle 5:21 pm
la signora si che se ne intende.