La scrittrice italiana di origine somala Igiaba Scego mi ha inviato questo messaggio che voglio condividere con voi.
Gad quando leggo le parole che scrivi mi sento accompagnata.
Anch’io ho paura (tanto) di questa ultradestra anti-islamica, antisemita, anti-gay, anti-migranti, anti-vita, anti-tutto…quello che è successo in Norvegia è terribile.
Un bacio grande ovunque tu sia e continua così c’è bisogno di te. Igiaba.
PS: Ungheria, Finlandia, Francia, Svezia….i paesi dove le ultradestre sono cresciute…e si io voglio lottare, vigilare…ma dopo Utoya ho paura per me, per tutti. Continuiamo a chiamarlo pazzo quel criminale, ma non è un pazzo…era lucido crudele, aveva un obbiettivo. Ha colpito dove voleva colpire…al cuore della futura classe dirigente del partito laburista norvegese…quei ragazzi erano i ragazzi più politicamente motivati. Ora chi avrà il coraggio di fare politica attiva?
Tutti usano questa parola “Pazzo” (tu no..e non sai quanto sia importante questo=…ma ecco io non ci sto! Starei molto attenta ad usare la parola psicopatico…matto…pazz? o. Allora anche Mahammad Ajmal Amir Qasab era dopottutto solo un matto. Io non considero Mahammad Aimat un pazzo, ma un criminale lucido, freddo, preciso, crudele. Idem considero questo norvegese….non pazzo, ma assolutamemte presente a se stesso. Queste persone sanno benissimo ciò che fanno. Non diamo loro attenuanti. Sarebbe come dire che Hitler era solo matto. Hitler non era pazzo, sapeva quello che voleva fare…voleva ardentemente massacrare tutti gli ebrei. Questa gente va chiamata con il suo nome: CRIMINALI!
Ci salveremo Gad? Ci salveremo in qualche modo? Il mondo potrebbe davvero tornare alla follia di Hitler???
Igiaba Scego
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31 luglio, 2011 alle 10:05 am
L’ho vista in tv, fa la ricercatrice all’universita’ di Roma, si esprime benissimo in italiano ed e’ una persona molto profonda. Grande!!!
29 luglio, 2011 alle 11:06 am
Mai come attualmente ci si rende conto di quanto sia indispensabile ancorarsi alle proprie
tradizioni:quelle valide, collaudate dal tempo, ma contemporaneamente accettando con equilibrio e ponderatezza ciò che ci ofre la scienza per migliorare il presente e il futuro dell’umanità.
Tutto ciò è negato dal fatalista fondamentalismo islamico, che affida esclusivamente al fato il motivo fondamentale di questo mondo che è la vita,con un’ irresponsabile procreazione che è la vera fabbrica della fame e della miseria e le conseguenti interminabili faziose guerre di religione.
Questa è la reale causa della loro catastrofica situazione, con l’oscurantismo che genera ignoranza e superstizione non riusciranno mai ad emergere civilmente ed economicamente sfruttando sul proprio territorio le immense risorse naturali: quindi chi è causa del suo mal pianga se stesso. Del resto non possiamo accettare di farci invadere(data la loro prolificità) dalla loro egemonica e assolutistica religione, che vanta, si, una millenaria cultura, ma, che purtroppo è rimasta ai tempi della nostra sacra inquisizione di 400 anni fa. Per questo motivo, credenti e agnostici,a tutti costi, dobbiamo mantenere la nostra identità e tradizioni, prima che vengano sostituiti, da altri simboli, sull’onda di queste inarrestabili invasioni. La strage di Oslo è la riprova dell’esistenza di un pericoloso e devastante fondamentalismo neonazista opposto, provocato dalla globalizzazione umana senza regole, con conseguente e inarrestabile emulazione.
Certo che anche l’occidente dovrebbe darsi una regolata, evitando di manipolare l’etica comportamentale, ostentando ricchezza e lussuria che potrebbe portarlo all’auto dissoluzione.
Umberto Turati.
28 luglio, 2011 alle 8:19 pm
[...] di Troia abbiamo permesso loro di diventare ministri della Repubblica. Ho la stessa paura di Igiaba Scego: e se il 1933, la presa del potere di Hitler potesse ripetersi? È tempo di rimettersi a cavallo, [...]
28 luglio, 2011 alle 3:54 pm
http://www.gennarocarotenuto.it/16214-caso-breivik-borghezio-tempo-di-difendere-la-democrazia/
28 luglio, 2011 alle 12:09 am
(((
)))
Hola amigos compagni …, vi sto guardando da un pueblecito del Messico.
Visti da qui sembrate tanti piccoli indios Purehpecha: addormentati nel tempo, nella storia e nella loro arcaica ignoranza.
Saludos amigos
G.M.
26 luglio, 2011 alle 6:18 pm
Video: la marcia delle rose a Oslo in memoria delle vittime .ovunque voi siate, sia lieve il vostro cammino. Un abbraccio dall’Italia a tutti voi , ai vostri familiari , al vostro popolo e tacciano i fomentatori di odio
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BDj-w7kEnLA
26 luglio, 2011 alle 5:34 pm
e “i gruppi” hanno agito da soli? non si sa, il folklore potrebbe essere solo una parte, com’è avvenuto per lo stragismo nero in Italia
ma aspettiamo che si concludano le dovute indagini
26 luglio, 2011 alle 5:17 pm
delle perizie medico legali e delle attenuanti in attesa di paternità politica
Il legale dell’autore degli attentati di venerdì scorso, che è iscritto al Partito Laburista, ha detto che Breivik è folle: si sente come un guerriero, ed è animato dall’odio verso qualsiasi idea democratica – Anders Behring Breivik, lo stragista di Oslo, “non mostra alcun segno di pietà” per le vittime della sua furia omicida di venerdì scorso. Lo ha riferito oggi in una conferenza stampa il legale di Breivik, Geir Lippestad, secondo cui il suo cliente è “folle”, anche se è troppo presto per dire se verrà dichiarata l’infermità mentale. L’avvocato di Breivik, che è iscritto al Partito Laburista, ha reso noto che il suo assistito mostra “odio verso chiunque abbia valori democratici”. Breivik, ha spiegato Lippestad che lo ha incontrato tre volte, “si vede come una sorta di guerriero. Ha iniziato questa guerra e ne prova in qualche modo orgoglio”. Una guerra contro tutte le idee occidentali e democratiche che egli prevedeva della durata di sessant’anni. Inoltre, ha detto Lippestad, il fanatico xenofobo si sarebbe mostrato “sorpreso” per essere riuscito a portare a termine il suo piano: pensava che in qualche modo la polizia lo avrebbe fermato prima che fosse riuscito a raggiungere l’isola di Utoya. Prima dell’attacco, ha detto il suo legale, Breivik aveva assunto delle droghe.
26 luglio, 2011 alle 5:10 pm
È ora di badare molto bene a ciò che si dice, a ciò che si scrive, a ciò che si insegna
Anders Behring Breivik ha ricordato a tutto l’occidente evoluto e civile che si può fare una strage anche in nome del Dio dei cristiani, che il terrorismo non è ad appannaggio esclusivo dei seguaci di Allah. Ecco, c’è una differenza: dato che Breivik è, in fondo, uno dei nostri si parla di strage (derubricando il fatto in “cronaca nera”) e non di attentato, di pazzo squilibrato e non di terrorista. Bisogna essere chiari e tutti dovrebbero sapere che come nessun cristiano spirituale si riconosce nel terrorista fondamentalista Breivik, così nessun musulmano ha nulla a che vedere con i militanti dell’estremismo islamico. È qualcosa da cui esula la religione, tramite di congiunzione tra differenti culture. Per scopi politici o trasversali, questa separazione concettuale viene sempre rinnegata dai seminatori di disprezzo cosicché anche sul terreno del terrorismo islam e occidentali pari non sono (ma c’è quasi da tirare un sospiro di sollievo perché, altrimenti, la logica vorrebbe che si invada il Vaticano!).continua qui
http://it.peacereporter.net/articolo/29652/Lezioni+d%27odio
26 luglio, 2011 alle 1:30 pm
1indecente questa destra che difende un editoriale nel quale evidentmente si riflette ideologicamente e poi lancia accuse qua e là, demonizza e infanga in nome di una sua ideologica Verità e di una sua pretesa Difesa di quei valori che lei stessa straccia cinicamente
Per foruna ci sono altre voci
http://moked.it/blog/2011/07/26/norvegia/
26 luglio, 2011 alle 1:14 pm
Fiamma Nirenstein
Solo in Italia, Paese in cui tutto diventa un tentativo di dimostrare che c’è nei dintorni qualcuno da disprezzare e mettere all’indice, qualcuno a cui sei superiore, un opportunista strumentalizzatore, un pecione, un cretino, un essere moralmente inferiore, la tragica vicenda di Oslo è diventata terreno di insulti e di colpe. Io sono fra quei giornalisti, come quasi tutti quelli che hanno chiuso in orario normale, intorno alle nove, che, occupandosi da lunghi anni di terrorismo (fra i tanti, un mio pezzo fu usato il 12 settembre del 2001 dal Wall Street Journal per spiegare che cosa è, in essenza, un terrorista), aveva stavolta potuto approfondire quasi solo la parte relativa all’autobomba di Oslo; e poco ancora sapeva dell’isola, della micidiale vicenda dei ragazzi uccisi, che ha poi molto chiarito il contesto.
Sull’attacco al centro di Oslo, gli elementi raccolti, fra cui la rivendicazione di Al Qaeda, quasi non lasciavano dubbi. Non voglio appesantire i lettori ripetendo quello che già sanno: nomino appena i due contingenti norvegesi in Afghanistan e in Libia; le minacce di morte di Al Zawahiri, il successore di Bin Laden; le vignette su Maometto ripubblicate (ma ve lo ricordate che l’Europa prese fuoco per quei disegni?); e soprattutto, il grande sfondo: Al Qaeda e il fondamentalismo islamico in genere hanno coperto il mondo di un numero di attentati che sfiora i diecimila.. E ci ha annegato, insieme anche a gruppi sciiti, come gli Hezbollah, che ha già compiuti grandi attentati in Sud America, o Hamas, che i suoi attentati li fa in Israele, di una letteratura immensa e articolata, in cui l’uccisione di massa di innocenti, di passanti, di bambini secondo la modalità norvegese, è il comma indispensabile.
Una delle fomentatrici di odio xenofobo piu violenti di questa nazione
26 luglio, 2011 alle 1:03 pm
Un buon passo, cui ne possono solo seguire altri.
26 luglio, 2011 alle 1:01 pm
La scrittrice italiana di origine somala Igiaba Scego mi ha inviato questo messaggio che voglio condividere con voi.
Vorrei dividere con questa “scrittrice” quello che succede nel “suo paese di origine”.
Domanda:
ma saprà quello che succede nella “sua nazione” , invece di scrivere a Lei lettere da 4 soldi?
Ma come mai non scrive, e si occupa della su nazione martoriata dai soliti CRIMINALI DI GUERRA?
Leggere, e poi andare a vomitare:
http://www.shoah.org.uk/category/africa/somalia/
26 luglio, 2011 alle 12:40 pm
È dunque un norvegese l’attentatore di Oslo, non un «islamico». Anzi è uno che rivendica la propria autoctonia, la propria patria e nazione, contro gli stranieri e contro tutti coloro che aprono, o vorrebbero aprire le frontiere, a chi non ha legami di suolo o di sangue. È un bianco che vuole affermare il potere dei bianchi e, per così dire, liberare l’Europa dagli invasori, cioè dagli immigranti, dagli arabi, dai lavoratori stranieri, dagli «altri». L’attentatore è tra noi, non fuori. White power e black metal sono i termini della sua ideologia che costringe a inserirlo nella galassia multiforme, e sempre più espansa, dell’estrema destra, xenofoba, omofoba, razzista e profondamente antisemita. Solo chi non conosce la situazione attuale della Germania, dei paesi dell’Europa dell’est, come Ungheria, Ucraina, Polonia, e dei paesi scandinavi, può meravigliarsi di quello che è avvenuto. La visione idilliaca della Norvegia, ripetuta anche dai media, è una proiezione. Il ritorno fanatico alla natura si mescola ad un sostrato pagano mai scalfito, il richiamo nazionalista del suolo apre la strada al richiamo razzista del sangue. Già nel 2002, in occasione del convegno della Anti-Defamation League, Martin Bodd, rappresentante della Comunità ebraica di Oslo, aveva descritto con preoccupazione il riaffiorare di antisemitismo, razzismo, xenofobia (in Norvegia si contano circa 800 ebrei, pari al 2% della popolazione). Gli ultimi resoconti (ne avevo ricevuto uno il 7 luglio) sono inquietanti. D’altronde i gruppi norvegesi inseriti nel «National Socialist Black Metal», o anche solo contigui, si sono rivelati tra i più feroci. Non stupisce che l’attentatore si sia dichiarato non solo antimarxista, ma anche anti-umanista. A ben guardare è proprio la tradizione umanistica, a cui ha contribuito in modo decisivo l’ebraismo, ad essere messa in dubbio oggi. Ma che cosa sarebbe l’Europa senza umanismo? L’Europa, con il suo terribile carico di storia e lo spettro di Hitler, una realtà molto più concreta di quanto l’illusione di qualcuno ci voglia far credere? È grave parlare di un «folle» e del suo «delirio». L’attentato è stato preparato con cura e con tempo. Il gesto estremo e ripugnante non deve impedire di vedere l’ideologia che l’ha alimentato. Né deve portare a sottovalutare il pericolo proveniente da un’estrema destra, contigua al nazismo di nuova generazione, i cui adepti si esercitano indisturbati in campi paramilitari e, senza strumenti legislativi adeguati che possano colpirli (soprattutto in Italia!), navigano nella rete per diffondere il loro veleno.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=10&ved=0CFkQFjAJ&url=http%3A%2F%2Fmoked.it%2Fblog%2F2011%2F07%2F26%2Fpotere-bianco%2F&ei=dZguTo2kBs7s-gbc7Y3LDg&usg=AFQjCNFh5aasile9ITmmvDsiltfRK0GNmA&sig2=kzHeY-n4eWCbVvflMFa20g
26 luglio, 2011 alle 12:39 pm
Ho letto il post e sono assolutamente d’accordo. D’una parte mi fa paura il fatto che l’assassino non è un pazzo e questo mi fa tanto paura. Come dice il post ha raggiunto il suo obbiettivo che era uccidere a cento persone, è pazzesco!!!poi, allega che “era necessario”. Io non ci posso credere, e penso che l’unico modo di lottare contro questa gente “anti-tutto” sia utilizzare la forza della società, delle persone che devono lavorare insieme per poter convivere con calma. Se si continua in questo modo tutti avranno paura di fare politica. Io sono spagnola, noi non abbiamo destra radicale ma sinistra radicale, abbiamo il terrorismo di ETA, pertanto so cosa significa aver paura e ricordo date in cui politici o imprenditori baschi, sono stati uccisi in Spagna, ricordo dove ero quando ho conosciuto la notizia e ricordo che ho avuto paura come ce l’ho adesso.
26 luglio, 2011 alle 11:05 am
Questo invece è curioso un servizio del TG3 (una mosca bianca dell’informazione e reale servizio pubblico)
all’Onu si è creata una situazione apparentemente assurda
http://www.youtube.com/watch?v=7xJa1XN4Ytk
26 luglio, 2011 alle 9:30 am
L’ebreo “antisemita”Ahmadinejad piace agli ebrei iraniani e agli ebrei ortodossi
http://nuovalibertalia.blogspot.com/2010/02/lebreo-antisemitaahmadinejad-piace-agli.html
quel che dice Ahmadinejad è inaccettabile, ma non è antisemita: è un acerrimo antisionista e questo è un problema divenuto mondiale perchè non accetta nemmeno l’Israele dell’ONU
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200904articoli/42972girata.asp
26 luglio, 2011 alle 9:22 am
507 è troppo comodo dar la colpa agli altri
come mai nessuno dice nulla quando il centro-destra incamera dei dichiarati fascisti e appartenenti a quelle formazioni violente che tiravano bombe e uccidevano anche i lavoratori delle forze dell’ordine?
allarga il tuo sguardo, la realtà è molto più complessa
in Iran a soffocare la società è proprio il clero conservatore sciita fedele alla Guida Suprema Ali Khamenei.
http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=9631
“Ahmadinejad è di origine ebraica”
Lo rivela una foto del suo passaporto
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo462023.shtml
26 luglio, 2011 alle 9:18 am
Borghezio il leghista xenofobo, o xenofobo leghista o semplicemente leghista che tanto poco cambia di Breivik ha detto:
“Il 100% delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime”
26 luglio, 2011 alle 9:08 am
Purtroppo, con grande costernazione, condivido idee e paure di Igiaba Scego. Alle paure aggiungerei anche un sentimento di offesa per tutte le conquiste millenarie di civilizzazione ben sintetizzate nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dopo la II guerra mondiale e le altre Convenzioni internazionali.
Nulla di completo e di stabilito per sempre, se pensiamo ai vari comunismi e fascismi reali sparsi su tutto il pianeta e non ancora esauriti del tutto. Covava intanto il fondamentalismo islamico e si apprestava ad affermarsi il fondamentalismo delle piccole patrie.
E’ di ieri, infine, l’ultima esternazione di Borghezio [ http://tv.repubblica.it/politica/borghezio-idee-di-breivik-condivisibili/73350?video ], che ci ricorda che noi abbiamo in “casa nostra” i leghisti con il loro armamentario ideologico e le loro capacità pratiche di conquista e gestione del potere. Obnubilati dal berlusconismo, non siamo stati attenti a questi estremisti di destra che oscillano tra i proclami violenti e le assicurazioni di moderatismo. Ci siamo indignati abbastanza per le prestazioni del Bossi junior nei giochi contro i clandestini?
26 luglio, 2011 alle 8:47 am
maestrina dalla penna rossa, è inutile cercare di riabilitare quel marziano di Cesare.
Desisti e fai come Linda: disconosci la sua persona. Abbandonalo al ludibrio del suo destino impopolare.
26 luglio, 2011 alle 7:40 am
Capaci di comprensione umana? Temo di no. La maggior parte è costituita da miserabili come te. (e gummo)
26 luglio, 2011 alle 7:36 am
Il Killer che sorride …
In un paese dove, se ammazzi 95 persone, rischi al massimo 21 anni di carcere, cosa dovrebbero fare i killer? Preoccuparsi?
26 luglio, 2011 alle 6:32 am
A Igiaba Scego che giustamente si preoccupa per i destini del mondo dopo il massacro di Utoya , vorrei dire che Hamas al punto 7 del proprio statuto dice che loro non si fermeranno finché l’ultimo ebreo non sarà ucciso. Anche loro non sono pazzi ma sono lucidi e crudeli ed hanno un obiettivo che è quello di annientare Israele e di uccidere i suoi abitanti. Ed insieme ad Hamas, ci sono Hezbollah , Ahmadinejad, Al Qaeda etc. Il mondo è molto accondiscendente nei confronti del nazi-islamismo e questo non è buono.
26 luglio, 2011 alle 12:53 am
è un paradosso: viene accettata la falsità della parola e la bugia, ovvero la morte della politica.
le persone ormai tradite e portate alla disperazione con gli scandali di Tangentopoli hanno cercato qualcosa di rassicurante e l’hanno trovato nella pubblicità: gli elettori della pubblicità erano quindi consapevoli fin dal 1994 della falsità e la possibile truffa, ma nel disastro collettivo hanno accettato di tutto anche un partito populista di destra chiamato “Forza Italia” senza nessuna connotazione politica
26 luglio, 2011 alle 12:39 am
e magari è costretto a lavorare al PC..
26 luglio, 2011 alle 12:31 am
Buonanotte a tutti, anche a quelli che non lasciano la sedia nemmeno se c’è il terremoto. Soprattutto se il terremoto, magari finanziario, è anche colpa loro.
26 luglio, 2011 alle 12:14 am
sì, le parole in generale sono usate a sproposito
26 luglio, 2011 alle 12:04 am
501 Gummo
“missionari della liberta’?”
sai, questo termine “della liberta’”, troppo usato a sproposito dalle destre
non credi?
25 luglio, 2011 alle 11:54 pm
495 sei sicuro? “streap-tease” dev’essere la depilazione a strappo.
E villa certosa è vuota: questa è concorrenza sleale: a settembre cade il governo.
494
prima di scappare finisco il lavoro: troppo comodo lasciare il lavoro e scappare, l’ennesima scusa di sardu per non lavorare! “prima il dovere e poi il terremoto”
oltre al norvegese hanno arrestato altri due missionari delle libertà…
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=33154&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez