Delude e fa pensare che neanche fra i sette punti della contromanovra illustrata da Pierluigi Bersani a nome del Partito democratico, compaia una vera tassa patrimoniale. E’ vero che al primo punto si prevede il supplemento d’imposta del 10% sui capitali “ripuliti” grazie allo scuso fiscale. Ma a parte il fatto che tale provvedimento è di dubbia costituzionalità, non sfugge la sua natura simbolica e parziale. A chi vive di rendita in questo paese non è stato chiesto alcun supplemento di sacrifici, se si esclude la parificazione del prelievo sui profitti finanziari alle correnti aliquote europee. Nessuna tassa sulla casa (e qui ammettiamo pure che sarebbe dolorosa annche per molte famiglie non abbienti); ma soprattutto nessuna tassa sui patrimoni. Conosco molte persone ben più ricche di me che scampano il “contributo di solidarietà” varato dal governo perchè i loro beni non compaiono nella dichiarazione dei redditi.
Trovo che questa reticenza del Pd sia un errore politico e culturale. Manifesta l’impreparazione a fronteggiare un ciclo di crisi capitalistica in cui stare dalla parte dei ceti sociali svantaggiati, la maggioranza dei cittadini, implicherà un distacco netto dal “pensiero unico” della finanza internazionale.
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5 settembre, 2011 alle 10:15 pm
Faccio presente che tra le persone che possiedono beni immobili ci sono anche quelle che hanno la casa di proprieta’ dei genitori, magari grande, magari in un luogo sfigato, magari che non riescono a vendere da anni, magari che necessita di manutenzione continua e che non riescono ad affittare….. E magari queste stesse persone lavorano part time o con contratti cococo…… e fanno fatica a mantenere in condizioni decenti quell’immobile….. Gad e company parlano di patrimoni in grandi citta’ dove un garage vale quanto una proprieta’ di 300 mq in zone rurali….
PENSACI GAD quando ti va il fumo negli occhi a solo parlare di patrimoni immobiliari….
21 agosto, 2011 alle 12:53 pm
suggerimento al pd. – giusta la patrimoniale- sbagliato l’obbolizione della pensione di anzianita’ – giusto il dimezzamento dei parlamentari e senatori- giusta l’obbolizione delle provincie(ma non tutte)- sbagliato nominare solamente il sindaco nei paesi sotto i mille abitanti (potesta’) chi controlla chi fa l’opposizione?- giusto tassare al 20% i capitali rientrati da fuoti – sbagliato toccare la tredicesima ed il tfr – giusto vendere degli immmobili di proprieta’ dello stato, ma prima cerchiamo togliere gli affitti onerosi che lo stato/pubblica amministrazione detiene per tenere aperti gli ufficii pubblici – giusto preivatiziare certi servizi – fare una riforma sulla assistenza togliendo quei carrozzoni (come inps-inail-ispettorati del lavoro che dovrebbero avere solo il compito di essere vicino alle aziende per controllarli ed indirizzarli)- togliere tutte le consulenze esterne sia a livello nazionale che regionale/provinciale e comunale, valorizzando il personale dipendente,- aprire un condono/sanatoria sia previdenziale, che edilizio (specie per quelle ditte che si trovano in difficolta’ per colpa della crisi – sanatoria edilizia per queli abusi che non hanno deturbato il territorio e non sono di speculazione, salvaquardando tutto il litoraneo (altre i 150 m dala battigia)- giusta proposta del pd sul sistema pensionistico dei parlamentari che deve essere definito come lavoratore dipendente con l’accorpamento delle posizione all’inps.- faccio presente che non sono uno che innamorato dei condoni, pero’ ci sono interventi che possono essere superati con un civili rapporto tra enti locali e cittadini o tra istituzioni e cittadini, una sanatoria edilizia che non sia speculativa porta lavoro alle categorie piccole autonomo (artigiani ecc.)
17 agosto, 2011 alle 10:33 pm
Ma se ‘i loro beni non compaiono nella dichiarazione dei redditi’ come sarebbe possibile farli comparire per la patrimoniale?!?
17 agosto, 2011 alle 4:09 pm
tutti a parlare di patrimoniale, ma guardate che per far parte del 10% più ricco degli italiani è sufficiente avere un patrimonio di 539000 euro
(fonte: Banca d’Italia)
17 agosto, 2011 alle 12:57 am
«stare dalla parte dei ceti sociali svantaggiati, la maggioranza dei cittadini, implicherà un distacco netto dal “pensiero unico” della finanza internazionale.»
Parole sante, Gad. Però Le faccio notare che Lei, un paio di anni fa, scriveva questo articolo:
http://www.gadlerner.it/2009/07/01/perche-hanno-iniziato-a-sparare-su-mario-draghi.html
- peraltro pubblicato su Vanity Fair, la bibbia delle belle donne, quindi un pulpito piuttosto importante – in cui difende a spada tratta uno dei più grandi oligarchi della finanza internazionale, colui che era vicepresidente europeo di Goldman Sachs quando quest’ultima ha inondato l’Europa di titoli tossici.
16 agosto, 2011 alle 9:11 pm
Sono d’accordo con Mario, purtroppo ho l’impressione che tanti radical chic non abbiano nessuna voglia di aiutare il proprio paese a risollevarsi, piagnucolano perchè devono pagare il contributo di solidarietà! va bene colpire gli evasori ecc. ecc., ma va anche bene che chi guadagna di più paghi di più!
Oggi per la prima volta nella mia vita ho apprezzato Silvio, che ha ribadito la necessità del contributo di solidarietà per chi guadagna dai 90.000 euro in su. Stamattina una giornalista di Repubblica, a Omnibus, insisteva nel dire che i soldi li devono cercare altrove, insinuando che chi guadagna dai 90.000 euro in su è un povero diavolo. Io farei subito il cambio volentieri, sarei ben lieta di avere più di 90.000 euro di reddito e scommetto che anche gli operai di Mirafiori, gli impiegati delle poste, le maestre ecc. ecc. sarebbero ben contenti di essere ritenuti dei poveracci, a patto di percepire quel reddito! se non pagano i ricchi (perché chi guadagna così è ricco!), chi dovrebbe pagare? Smettiamola di negare l’evidenza: se fosse così normale e diffuso percepire tali redditi, perché mai la gente in Italia sarebbe così disperata?
16 agosto, 2011 alle 7:51 pm
Caro Lerner, leggo in ritardo questo suo commento. Trovo che le reticenze del PD facciano parte del suo patrimonio genetico e non ne sono per nulla meravigliato.
Trovo assai curioso che se ne meraviglino altri, la cui buona fede, cosa oltremodo rara, è fuori discussione.
In Italia, dato il peso dell’evasione e dell’economia illegale, ogni operazione fiscale sui redditi dichiarati è sempre iniqua. Diciamo invece che sarebbe assai semplice una tassazione dei beni mobili ed immobili tale da rendere sconveniente l’evasione o da ricondurre a tassazione beni accaparrati illegalmente. E’ solo questione di aliquote marginali sul reddito dichiarato più basse di un’aliquota unica sul patrimonio. L’esatto contrario dei condoni.
Apriti cielo! Salterebbe l’intero impianto del PD, calibrato su un centro politico e sociale che è tutto e il contrario di tutto. L’argomento è complicato, lo riconosco, e sarebbe lunghissimo trattarlo appena appena come dovuto. Mi preme dell’altro…
Per ragioni di lavoro, da modesto impiegato prossimmo alla pensione, nelle ultime settimane, ho visto sfilare davanti a me decine di giovani. Laureati, plurilaureati. Master e perfezionamenti snocciolati inutilmente. Quasi tutti preparati. Al meglio, precari, atipici, …frustrati, senza l’ombra di una speranza. Qualcuno di loro, andando via, dopo aver presentato la sua domanda, mi ha chiesto di fargli gli auguri… ed ho provato vergogna.
Concludo. Nessuno della mia generazione ha saputo sinora ridare linfa al patto fondativo della repubblica. Ma ora è in gioco qualcosa di più complesso e di più importante. Se non dovessimo riuscire a scrollarci di dosso il peso del debito pubblico attraverso un’operazione di giustizia e di trasparenza sociale, manderemmo all’aria tutto quanto rimane di un patto non dichiarato tra giovani e vecchie generazioni. Non ci sarebbe più alcuna efficace interlocuzione tra noi e la generazione dei miei figli.
La capacità di produrre un cambiamento si misura su questo. E’ forse l’ora di provare un po’ tutti vergogna.
16 agosto, 2011 alle 9:15 am
Questo è il risultato di decenni di disinformazione durante i quali la ricchezza arrogante e di ambigua provenienza è stata identificata coi manager e con la finanza con l’unico intento di sdoganare il mito del piccolo imprenditore benefattore che si sacrifica ad evadere le tasse per creare posti di lavoro.
In realtà un manager capace al posto giusto può creare centinaia di posti di lavoro mentre gli imprenditori evasori i posti di lavoro li distruggono in modo diretto attraverso la concorrenza sleale verso chi le tasse le paga ed in modo indiretto attraverso il maggior carico fiscale che grava su chi le tasse le paga necessario per compensare le minori entrate dovute all’evasione.
16 agosto, 2011 alle 2:20 am
ancora sullo scudo fiscale e le ipocrisie di Bersani: I VANTAGGI DELLO SCUDO FISCALE
I vantaggi dello scudo sono essenzialmente:
· riservatezza delle dichiarazioni e delle somme rimpatriate;
· opponibilità dello scudo agli accertamenti fiscali e contributivi;
· copertura in campo penale (limitatamente alla falsa ed omessa dichiarazione dei redditi);
· liberazione di risorse (i capitali scudati possono essere liberamente reinvestiti);
· esenzione dalle sanzioni per mancata compilazione del quadro RW e per redditi maturati e non tassati.
16 agosto, 2011 alle 2:01 am
Come si fa a tassare i beneficiati dallo scudo fiscale…sono anonimi e, il carteggio dei transiti di capitali non è disponibile perchè distrutto per legge. Cari miei, i partiti con lo scudo fiscale hanno fatto le cose per bene (il loro bene)..e Bersani è un grande ipocrita
15 agosto, 2011 alle 11:15 pm
[...] Lerner, in un recente post del suo blog, centra un punto importante, più politico a dire il vero che economico: la reticenza del Partito [...]
15 agosto, 2011 alle 9:13 pm
Operai, impiegati e pensionati dovremmo tutti erigere un monumento a Tremonti!!!
L’unico nella storia d’Italia ad aver fatto una manovra lacrime e sangue senza toccare il nostro reddito.
Non capisco perche’ ancora una volta l’opposizione di sinistra e Di Pietro si sono lasciati andare ad affermazioni del tutto propagandistiche come quella palese falsita’ che sarebbero colpiti i piu’ deboli.
Ma dove, ma come??? Non ditemi che i tagli agli enti locali devono per forza tradursi in tagli alla spesa sociale;
questa è l’ennesima affermazione terroristica da parte degli amministratori locali che temono di perdere dei soldi
da poter sperperare a favore dei propri amici ed amichetti (sappiamo tutti come funziona la macchina dello stato a
livello locale).
La sinistra e Di Pietro avrebbero dovuto avere il coraggio di ammettere che questa manovra include molti dei loro
cavalli di battaglia degli ultimi anni:
1) Tassare chi guadagna di più (non i soliti noti)
2) La tracciabilità dei pagamenti (al di là dei possibili ritocchi alla soglia)
3) La tassazione delle rendite finanziarie
4) Riduzione delle provincie (anche se si poteva fare di più)
Certo la perfezione non esiste, si poteva fare pressione sul parlamento per modificare oltre all’articolo 81 anche il numero di parlamentari, ma se questa manovra l’avesse presentata Prodi, tutti i giornali di sinistra sarebbero qui a tesserne le lodi, evidenziando il fatto che finalmente vengono toccati i ricchi e che finalmente i poveri vengono
lasciati stare.
Invece no, l’esigenza di propaganda e la malafede contagia anche i sindacati “venduti” che arrivano ad indire lo sciopero
generale per un fantomatico attacco all’articolo 18 dopo che gli stessi hanno votato l’accordo di Pomigliano. Vergogna!
A Di Pietro era scappato inzialmente che la manovra contiene anche delle luci, poi però deve essere stato richiamato all’ordine
ed anche lui si è allineato alla falsa propaganda che lo unisce a sinistra, ricchi potentati, scalfariani, Confindustria, Caltagirone
Casini, Formigoni, berlusconiani e berlusconini, tutti in coro a dire che si tratta di una manovra iniqua che colpisce i deboli e le famiglie!!!
Ancora Vergogna!!!
E qual’è l’alternativa alla tassa sui ricchi? Aumentare l’IVA, perchè è notorio che l’IVA non viene pagata dalle famiglie e dai deboli!!!
3 volte VERGOGNA!!!!
Che amarezza, in un paese servono politici seri con la testa sulle spalle e che ammettono anche le cose buone fatte dai
propri avversari politici. Purtroppo Tremonti in questa battaglia contro i poteri ricchi e forti è stato lasciato tremendamente solo e temo che dovrà soccombere.
Certo anche lui ha commmesso qualche peccatuccio, ma chi non ne ha mai fatti scagli la prima pietra, ed al momento è l’unico ad aver avuto il coraggio di andare allo sbaraglio contro corrente, per questo ha tutto il mio appoggio che può essere solo morale.
15 agosto, 2011 alle 9:09 pm
Noi tutti persone “normali” (
15 agosto, 2011 alle 7:11 pm
Caro Gad,
sono perfettamente d’accordo con il tuo rammarico per l’assenza fra i sette punti della contromanovra Bersani di alcun accenno ad una vera tassa patrimoniale commisurata cioè non alle “dichiarazioni dei redditi” che, come purtroppo noto, lasciano il tempo che trovano ma agli accertamenti della vera consistenza patrimoniale sia mobiliare che immobiliare, reale indicatore della massiccia evasione fiscale. A mio avviso due sono le ragioni di quest’assenza:
1) la difficile mediazione sul punto con tutte le opposizioni;
2) la mancanza di vera collaborazione immaginabile da parte delle autorità competenti che, petr comprensibili “ragioni”, non hanno alcun interesse ad effettuare i necessari accertamenti a tappeto occorrenti per dare contenuto all’eventuale provvedimento, senza creare prevedibili (!) sperequazioni…
Dunque mi sembra non ingiustificabile la proposta di gravare entro il 20% i capitali rientrati in Italia con la copertura dello scudo fiscale: non dico che sia giusto (perchè grida vendetta!) ma consentirebbe a Bersani di non rimanere con il cerino in mano. Del resto mi sembra che qualche apertura sia già giunta da Bocchino!
Claudio Paperi – Roma
15 agosto, 2011 alle 6:44 pm
362
Ho capito di aver perso tempo.
Ciao Onyric.
15 agosto, 2011 alle 6:36 pm
Il punto è che viviamo realmente in una società molto più polarizzata di quel che appare, che la soluzione che propone una certa sinistra truffaldina e, vedi caso, benestante, – limitiamo gli stipendi dei manager, ad esempio, detto però da un portavoce del padrone di quel manager – è una bufala.
se non si prende atto delle differenze e delle potenzialità l’unico cambiamento che si riesce ad immaginare è la morale della decrescita – la povertà per tutti – e l’unico percorso la rivolta degli affamati – la jacquerie.
Intanto c’è gente che si presenta alla testa d’una lista di centro sinistra, prende voti ‘nei quartieri popolari’ e nel frattempo compra un palazzo al figlio che così ha un posto dove organizzare le feste ( popolari anch’esse, naturalmente).
scender dalla pianta, ch’è ora.
15 agosto, 2011 alle 6:19 pm
Se succede avvisami che vengo ad assistere!
15 agosto, 2011 alle 6:18 pm
o. 356,
tu hai perso la concezione del denaro e del mondo che ti circonda. un operaio, un insegnante, un impiegato guadagnano mediamente circa 1300€ netti al mese e sono la stragrande maggioranza della popolazione. anche se in una famigia hanno la fortuna di lavorare in due arrivano a circa 2500€. ecco perchè sostengo che non vi devono essere differenze esagerate tra chi guadagna molto e chi guadagna poco; perchè poi alcuni (tu ne sei un esempio) perdono completamente i contatti con la realtà delle condizioni in cui si trova la maggioranza dei cittadini.
15 agosto, 2011 alle 6:13 pm
356 Onyric
E secondo te quanti sono quelli che possono permettersi un auto di “prestigio” a 60.000 euro?
La maggior parte delle macchine che vedi sono utilitarie e le case nei centri le comprano i ricchi.
La maggior parte della gente vive con stipendi bassi, pensa a tutte le categorie di lavoratori che incontri in un giorno e chiediti per esempio quando vai a prendere un caffè quanto guadagna il barista o quanto guadagna la stiratrice che stira le camicie nella lavanderia o la commessa che ti vende le scarpe e quanto credi che guadagni quello che le scarpe le fa, potrei continuare all’infinito ma mi fermo qui.
Anzi mi scuso per averti dato del bischero, ma per noi fiorentini la parola più che un’offesa è un modo di intercalare la frase.
Però rifletti prima di parlare, questo è un blog dove scrivono gente di tutte le categorie e anche disoccupati.
15 agosto, 2011 alle 6:03 pm
onyric, sei proprio fuori dalla realtà, ovvero più vicino alla realtà di B. e castaroli vari che alla mia.
15 agosto, 2011 alle 5:59 pm
Ho fatto un sogno meraviglioso:
ho sognato finanzieri che passavano in rassegna di tutti i porti
italiani, e davanti a ogni yacht si fermavano chiedendo i documenti
dell’intestatario. Dopo di chè ad ogni intestatario chiedevano l’ultima
denuncia dei redditi……….
ho pensato: vuoi vedere che per ridurre l’evasione fiscale non è poi
cosi difficile? Poi mi sono svegliato e mi sono reso conto che purtroppo
essendo in Italia, le cose semplici non sono applicabili!!!!!!!!!!
15 agosto, 2011 alle 5:56 pm
bischero … abbè.
- una automobile di prestigio costa, al minimo, un 60.000 euro per raddoppiare o triplicare per quelle che si notano, da cumenda col principio di calvizie. DAVVERO credi che ci sia chi spende un anno di guadagni per comprarsi l’automobile ? mmm …. epperciò com’è che si vedono in circolazione tante automobili d’un certo livello ?
- un appartamente decente ( 160 mq, zona centrale ) va sul milioncino di euruzzi, o poco meno. Versato l’anticipo ( 200.000, tre anni di stipendio ) tocca pagare 3.500 euro al mese di mutuo, per 25 anni. Se uno guadagna in totale un 5.000, manco lo ottiene, il mutuo. COM’E’ che nel centro delle metropoli si compra e si vende ? mmm …
- il nostro ospite ci dice di guadagnare circa 700.000 all’anno, se non ricordo male: 400.000 nette, 30.000 e passa al mese. In più ci sono i beni di famiglia, i vigneti, probabilmente qualche investimento. Diciamo che si arriva ai 50.000 ? credi che possa esser definito ricco ? mmm …
Forse bisogna rivedere un attimo qualche parametro, cheddici ?
( almeno per capire dove stanno i fronti, nello scontro tra ceti sociali, e perchè stanno lì. )
15 agosto, 2011 alle 5:11 pm
350 ONYRIC
Tu in che mondo vivi bischero.
Ma quanto pensi che guadagni mediamente la gente con un reddito da dipendente o da pensionato?
5000 euro al mese lo consideri un reddito medio basso?
Ma quanto guadagnano i tuoi dipendenti, mi pare di aver capito che ne hai?
O ti sei fatto influenzare da Giulio Cesare che continua a parlare di parassiti, che se viene qui in Brianza e lo dice in un Bar gli corrono dietro con un randello.
15 agosto, 2011 alle 4:53 pm
allora io sono fra i poveri miserrimi.
Credo che 5000 € al mese siano un sogno irraggiungibile per la stragrande maggioranza degli Italiani.
15 agosto, 2011 alle 4:43 pm
signor lerner, il principio secondo cui chi ha di più debba contribuire di più appartiene a quella categoria di affermazioni talmente ovvie da poter essere definite lapalissiane. non mi pare peraltro di aver fin qui letto o ascoltato da parte di qualche esponente ultra liberista a cui riconosco il dono dell’onestà intellettuale (che so: giannino, porro, martino sono i primi che mi vengono in mente) la richiesta di spostare il prelievo forzoso dalla fascia che si colloca oltre i 90.000 € di reddito dichiarato a quella che si trova, poniamo, sotto i 25.000 €. ma quando la casa brucia tutti i governi, di centro destra, di centro sinistra, di centro-centro, di centro-sopra e di centro-sotto si muovono animati da due ineludibili imperativi: fare presto evitando, fin dove è possibile, di colpire l’elettorato di riferimento. e’ però necessario riconoscere che questo rappresenta, per chi abbia voglia di ragionare non in termini di destra o di sinistra ma di sistema-paese, l’atteggiamento più ovvio e, contemporaneamente, il nocciolo del problema. e’ il fatto di ridursi sempre ad agire con il fiato sul collo della situazione di emergenza, infatti, che sposta la mira dal problema reale (i meccanismi che generano la spesa e la loro radicale ristrutturazione, come direbbe tremonti, il cui controllo richiede interventi di cesello operati con strumenti di precisione se si vuole evitare di infliggere al moribondo il colpo mortale e la cui azione produce risultati visibili in tempi relativamente lunghi) a quello grossolanamente demagogico e propagandistico ma di immediata evidenza della tassazione addizionale (sul reddito, sulle rendite, sul capitale o sul patrimonio è un aspetto, in linea di principio, piuttosto secondario) in un paese in cui la pressione fiscale ha raggiunto un livello border line se rapportata alla qualita’ dei servizi e delle infrastrutture in cambio dei quali essa si impone, in aggiunta a quello sacrosanto ma ipocrita e aleatorio nel quando e nel quanto della lotta all’evasione. e risponde ad una sorta di furore iconoclasta a cui anche lei signor lerner sembra soggiacere, la richiesta che si leva a gran voce, da una parte e dall’altra, di colpire quelli che si ritengono essere, a torto o a ragione, i simboli (in verità piuttosto obsoleti) della parte politica avversa, a destra (i ricchi (?), i capitalisti, i detentori di rendite e di patrimoni, la casta, ecc) come a sinistra (gli statali, i pensionati, gli operai, gli immigrati, pure qui la casta, quella è bipartisan) piuttosto che a una reale esigenza di ricondurre i conti e il debito a una dimensione accettabile. insomma il solito sport di sempre: l’individuazione di un capro espiatorio a cui attribuire i mali che ci affliggono da mettere alla gogna nelle pubbliche piazze.
ho esplorato anch’io sig lerner la strada più battuta, quella più convenzionale. ma circola in rete ormai da un po’ di tempo e sempre più diffusamente, soprattutto sui siti definiti complottisti, un’altra versione, a cui associo ogni nuovo evento per verificarne la possibile attendibilità ma a cui, pur tenendola sempre ben presente, non voglio per ora attribuire un peso eccessivo: chè se volessimo poco poco prenderla in considerazione sa le risate che si stanno facendo alle nostre spalle mentre noi ci accapigliamo all’ultimo sangue sulle icone classiche (spesa-tassazione) della politica per come l’abbiamo fin qui conosciuta. con la mia sempre cordialissima antipatia.
15 agosto, 2011 alle 3:54 pm
giusto, Marzia
15 agosto, 2011 alle 3:44 pm
Purtroppo la Lombardia è zavorrata dal sistema Italia IRRIFORMABILE. A mali estremi rimedi. Per la sopravvivenza, prima del naufragio collettivo, alla Lombardia e al Nord, non rimane che la rivolta fiscale, (altrimenti armata )versando le tasse su un fondo neutro invece che a Roma, per ottenere la secessione, una volta per tutte.
Con più o meno, laureati,diplomati,ricercatori,ingegneri, intellettuali,filosofi, acculturati!!!! etc.. etc.. più o meno,senza tante elucubrazioni tortuose, l’Occidente, America compresa,siamo tutti sulla stessa barca per l’effetto negativo della globalizzazione senza regole, voluta dalle sinistre e dalle multinazionali, ed in Italia anche di una sinistra obsoleta .Comunque, secondo l’ISTAT,anche in questo periodo negativo,se la Lombardia fosse STATO, sarebbe al sesto posto in Europa, circa come il Belgio la Svezia, superiore all’Austria e alla Polonia. Il nord ovest Italiano con 500 miliardi di euro è secondo solo al Land della Rhur in Germania.