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Gheddafi resiste?

martedì, 23 agosto 2011

Pensieri

Gheddafi resiste ma è finito dal febbraio scorso. Un morto che cammina. Il fantasma di regimi divenuti intollerabili

Popularity: 1% [?]

Buzz

Articolo di:

Gad - che ha scritto 2655 post su Gad Lerner.

Commenti per questo articolo

  1. 1
    linda scrive:

    Vadano in malora tutti i dittatori, pero’ non ci prendiamo in giro, vero Gad?

  2. 2
    parassiti&vassalli scrive:

    Thierry Meyssan e Mahdi Darius Nazemroaya minacciati di morte a Tripoli
    Dal Rixos, da cosiddetti “giornalisti” USA è partito l’ordine di uccidere i giornalisti Mahdi Darius Nazemroaya e Thierry Meyssan.
    Cinque mesi dopo l’inizio dei bombardamenti, non è più possibile credere alla versione ufficiale sull’inizio degli eventi in Libia e sui massacri attribuiti al “regime di Gheddafi”. Allo stesso tempo, dobbiamo ora tener conto della risposta giuridica e diplomatica libica che mette in evidenza i crimini contro la pace commessi dalla propaganda TV, i crimini di guerra perpetrati dai militari della NATO e i crimini contro l’umanità commessi dai leader politici dell’Alleanza Atlantica.
    Dal Rixos, da cosiddetti “giornalisti” USA è partito l’ordine di uccidere Mahdi Darius Nazemroaya e Thierry Meyssan.
    Lerner, perchè non invita questi 2 giornalisti al suo show da clown?
    Thierry Meyssan è libanese come Lei, dunque potrete parlare tranquillamente ……
    Le assicuro che in diretta, in nome della libera informazione e il delight dei telelobotomizzati, Lei di sicuro verà preso a calci a varie riprese direttamente da loro.
    Vedremo tra un pò nelle altre nazioni, quanti altri clown come Lei, verranno presi a calci in diretta televisiva.

  3. 3
    linda scrive:

    Pero’ pure Berlusconi l’ho visto assai stanco, non poter piu’ raccontare fregna.cce…barzellette…bunga bunga…(…)

  4. 4
    Uno scrive:

    La resistenza di Gheddafi da Febbraio quanti morti sofferenze e distruzioni ha causato?
    B: Niente vendette (B pensa a quando verrà il suo turno)

  5. 5
    mary scrive:

    media,
    riportano le comiche finali del giornaletto fangoso
    viene da ridere, nel sentire la filippioca che attribuisce a quei cattivacci di francesi e del Presidente Napolitano,l’entrata in guerra
    viene da ridere
    non spiega, lo strano giornalista, come mai il nostro governo si e’ affrettato a contattare il governo in ascesa in Libia,al fine di mantenere in piedi, gli accordi commerciali
    dove vive, questo comunicatore?

  6. 6
    russia today scrive:

    Pepe Escobar: ‘Libya is Iraq 2.0?
    ../usa/news/pepe-escobar-libya-iraq-132/
    Russia won’t recognize National Transitional Council – Lavrov
    ../news/lavrov-russia-reaction-libya-795/
    Crude Western interests in Libya
    ../news/libyan-oil-dogfight-europeans-975/
    ‘Second colonization of Africa underway’
    ../news/second-colonization-africa-554/
    ‘Gaddafi was a benevolent dictator’
    ../news/gaddafi-benevolent-dictator-nato-655/

    I pensieri e la realtà, dipendono sempre dai punti di vista.
    Lei Lerner, da buon Vassallo & Millanytatore del Sistema, la pensa cosi, le persone libere la pensano in altro modo.
    Peccato che tutto quello che Lei scrive, dice o cerca di dire, sia tutta una menzogna gigantesca,
    Contento Lei contenti i suoi interlocutori.
    Mi fate solo che pena e repugnanza.
    Saluti
    1 consiglio ai lettori:
    cambiate spacciatore mediatico, prima che la droga diventi un vizio.

  7. 7
    russia today scrive:

    Britain’s MI6 officers have been engaged in drilling Libyan rebels, helping them to establish a proper military plan for an assault on the capitol Tripoli.
    On Tuesday, British newspapers revealed that the UK not only detached spies and former SAS gurus to train militants, but was also providing them with ammunition for the operation, including night-vision goggles, advanced communication equipment and no less than 1,000 sets of body armor.
    The Telegraph published an article about MI6 consultants working in the rebel stronghold of Benghazi “for weeks”, culminating in the raid on the Libyan capital.
    Needless to say, the technical military capabilities of the British air force were supposed to take the most active part in these plans, which they actually did on Saturday night, bombing out four Libyan communications centers and destroying artillery positions and tanks on the streets of the Libyan capital.
    But even British warfare professionals were surprised at the speed with which the rebel forces were advancing deep into Colonel Gaddafi’s defenses, only to find out later they have been lured into a trap.
    The rebels had actually smuggled guns and ammunitions, as well as fighters, into Tripoli beforehand, so when the hour came they just rolled through the streets in increasing numbers and met practically no resistance at all.
    The rebels hoped their advance would spark an uprising in the capital, but the actual number of citizens who chose to join premature democratic celebrations on Green Square was considerably moderate in comparison with the thousands who preferred to stand by the country’s leader in the governmental district of Bab al-Aziziya armed with the handguns distributed among the locals earlier.
    During all that time, Royal Air Force Tornadoes and Typhoons continued to bomb governmental objects inside the Libyan capital, including Muammar Gaddafi’s bunker in Bab al-Aziziya and other buildings that the loyalist troops could use to their benefit, including schools – empty due to summertime – and the RAF still continues to do so, now focusing on the central part of the city. On Sunday alone the fighter jets made 46 attacks on various objects.
    The assault on the Libyan capital has been nurtured, orchestrated and co-ordinated by former and serving British intelligent officers. Questions now emerge as to how many of them have been KIA on the streets of Tripoli and if Gaddafi’s troops will be capable to present living proof of the UK plotting a military coup in a sovereign state.

  8. 8
    criminali di guerra scrive:

    Un morto che cammina. Il fantasma di regimi divenuti intollerabili

    Concordo:
    Non vedo l’ora di vedere decine e decine, centinaia di ” morti che camminano ” (senza stipendio ed incarcerti per crimini di guerra) e finalmente di vedere il regime globale distrutto per sempre, in quanto è ovviamente diventato intollerabile.

  9. 9
    veritas scrive:

    Ma perchè in Italia non avviene la stessa cosa,mi chiedo,eppure gli oppositori di Berluscao sono tantissimi! Tutti gli oppositori di Berluscao dicono che egli-lui è un dittatore che ha messo in piedi un Regime quindi,mi domando e dico perchè non mandarlo fuori dalle scatolette una volta per tutte?Voglio solo ricordare che si tratta di un uomo anziano che,nonostante tutto ha fatto del bene a decine di migliaia di persone,compreso il De Benedetti,l’idolo della sinistra progressista(ecchevvordì..boh! se lo dicono loro,bisogna crederci)non fategli alcuna violenza,siate buoni una volta tanto,al mondo c’è di peggio!
    Buona rivolta pacifica a tutti gli oppositori di Berluscao!

  10. 10
    LUCA scrive:

    Sicuramente il Colonnello Gheddafi non è un santo ed in passato, chi gli ha baciato la mano per concludere accordi commerciali, ha sbagliato.
    Però bisogna cercare di essere obiettivi: non è improbabile che il dopo Gheddafi ormai alle porte sia peggio della fase che sta per conludersi e vi spiego anche perché……………..
    Innanzitutto vi è il forte rischio che il petrolio libico, che era stato nazionalizzato dal Colonnello, cada in mani straniere e precisamente nelle mani di quei paesi che stanno bombardando il paese.
    Secondariamente non si sa bene chi sostituirà Gheddafi ma è possbibile anche che vi sia una guerra civile per la conquista del potere. Ed il rischio alla fine è che alla fine prevalga il fondamentalismo islamico.
    Non dimentichiamo che il regime di Gheddafi è (o era) di stampo laico. Mentre invece i ribelli che combattono il regime, cioè quelli che vengono ripresi dalla tv armati fino ai denti mentre sparano all’impazzata e urlano nella loro lingua ‘Allah è grande’, hanno tutta l’aria di non essere estranei al mondo dell’estremismo islamico.
    Ma evidentemente Stati Uniti, Gb e Francia, pur di perseguire i propri interessi, sono disposti a correre questo rischio.

  11. 11
    Mission from Mars scrive:

    Sì LORO ce l’hanno fatta, a liberarsi dal tiranno (LORO)

  12. 12
    Mission from Mars scrive:

    Io sono legato da amicizia vera con il presidente egiziano Mubarak, con il presidente libico Gheddafi e con il presidente della Tunisia Ben Ali.

    Silvio Berlusconi, 23 dicembre 2010

  13. 13
    mary scrive:

    12 Mission
    forse era preda di un sogno?

    sai,l’offesa alle donne italiane e’ stato permettergli di fare proselitismo, invitando tante veline, pagate,
    dando l’immagine peggiore delle ragazze nel nostro Paese
    mi chiedo
    cosa faranno, ora, quelle fanciulle…attenderanno il prossimo dittatore che verra’ a farci visita?
    megglio cambino lavoro

  14. 14
    Gran Torino scrive:

    Gheddafi resiste ma è finito a febbraio…è un morto che cammina…già: infatti in libia stanno facendo la guerra in differita.

  15. 15
    Tesla scrive:


    in libia stanno facendo la guerra in differita.

    Quando catturano i figli di un despota mentre lui è ancora in giro a Napoli si dice hanno il suo Cuore,

    ci arrivi, granT?

  16. 16
    Haki scrive:

    l’oro venezuelano e la vera ragione del perche’ tripoli e’ stata conquistata solo ora
    di haki
    flipsideoftheeconomy.blogspot.com
    dopo molti mesi che la situazione era stabile con i ribelli a bengasi e gheddafi a tripoli le cose sono drammaticamente cambiate nel corso degli ultimi tre giorni.
    ma cosa e’ successo in questo brevissimo tempo, che ha cambiato le cose?
    c’entra l’oro. spieghiamoci: qualche giorno fa chavez, il presidente del venezuela ha richiesto a londra il rimpatrio dell’oro che ha in deposito presso la capitale inglese (quasi 100 tonnellate).
    l’oro era concesso in leasing alla banca d’inghilterra e il ridarlo indietro significava per essa (che non lo possiede piu’) doverlo ricomprare sul mercato. questo ha provocato il rapido incremento del metallo giallo facendolo arrivare venerdi’ a 1.881 dollari l’oncia. inoltre il prezzi dei future a breve scadenza erano piu’ alti di quelli a lunga scadenza e cio’ significa che in questo momento c’e’ mancanza di oro fisico.
    in tutta la storia del comex lo stesso successe solo un’altra volta moltissimi anni fa e solo per poche ore. la situazione attuale e’ quindi un fatto del tutto nuovo nel mercato dei future sull’oro.
    per questo motivo le 143,8 tonnellate di oro fisico possedute da gheddafi erano e sono indispensabili per poter restituire quanto dovuto al venezuela da parte della banca d’inghilterra senza dover rischiare il default e senza dover far salire il metallo giallo a prezzi insostenibili che avrebbero visto il bluff di usa e uk.
    a questo proposito ricordiamo che l’oro che si dice essere depositato presso la federal reserve non e’ mai stato controllato da alcun ente indipendente da moltissimi anni e quindi ci sono sempre piu’ dubbi che esso esiste realmente.
    purtroppo per l’italia anche buona parte delle nostre riserve aurifere si trovano non presso la banca d’italia a roma (come molti pensano) ma a londra e negli usa. sono oltre 2,000 tonnellate di oro comprate con i grandi sacrifici dei nostri antenati che da quanto sembra potremmo avere perso per sempre. a tal proposito sarebbe importante una tempestiva interrogazione parlamentare per conoscere l’esatta entita’ del nostro metallo giallo che si trova all’estero e quali possibilita’ abbiamo di riaverlo indietro.
    tornando alla libia la vera ragione della rapida escalation di questi giorni e’ quindi appunto la necessita’ di londra di reperire il piu’ velocemente possibile l’oro da restituire al venezuela.
    i mercati con questa mossa hanno capito quindi che l’oro dichiarato da buona parte degli stati occidentali semplicemente non esiste piu’ perche’ ormai e’ stato venduto e speso da usa ed uk. e pertanto i prezzi di oro (ed argento) saliranno sensibilmente nei prossimi mesi e anni.
    i trader e le principali banche si chiedevano in questi giorni dove la banca d’inghilterra avrebbe trovato l’oro da restituire a chavez visto che il mercato non lo offriva. oggi abbiamo la risposta.
    a presto
    haki

  17. 17
    Tesla scrive:


    Berlusconi l’ho visto assai stanco

    Pensa come sarebbe ridotto se avesse lavorato solo 1 ora in vita sua,

  18. 18
    JUSTIN RAIMONDO scrive:

    Un appello per il cambio di regime ci suggerisce una replica di quanto successo in Libia
    DI JUSTIN RAIMONDO
    original.antiwar.com
    Nel mezzo delle denunce dirette al governo siriano per la repressione dei manifestanti, e mentre ora il Presidente Obama richiede che il dittatore Bashar al-Assad si faccia da parte, la “comunità internazionale” non ha voglia di stare a sottilizzare. Ma seguire le sfumature è proprio quello di cui si ha bisogno in quello che deve essere il più delicato, e complesso, panorama geopolitico nel Medio Oriente.
    I racconti dei media, come sempre, oppongono i bravi ragazzi (i manifestanti) ai ragazzi cattivi (il regime), ma la realtà raramente è così semplice e lineare e in questo caso questo ammonimento deve essere doppiamente enfatizzato………………………………………
    Che le forze di Assad non siano composte di santi non vale la pena neppure di ripeterlo: quello che va detto, invece, e che i ribelli “democratici”, così empaticamente ritratti dai media occidentali non sono proprio quegli angeli che siamo riusciti a farli diventare. E anche se lo fossero, questo è un giudizio che solo i siriani possono fare: un alawita o un cristiano siriano potrebbero essere capiti, se non perdonati, per sostenere un regime brutale per il timore di una presa al potere degli islamisti.
    Il divampare della guerra civile in Siria si assicurerà di trascinare la “comunità internazionale”, inizialmente nella forma palese di un supporto aereo all’opposizione, presumibilmente facendo fuori la marina siriana che circonda la ribelle Latakia. Tutto ciò culminerà con un bombardamento aereo contro installazioni militari fondamentali, compresi i siti che si suppone contengano “armi di distruzione di massa”. E, in effetti, ci sono già abbastanza “evidenze” raffazzonate e dalla dubbia provenienza per provare che la Siria sta cercando di costruire una bomba nucleare per poter giustificare un bombardamento USA/NATO. O potrebbero dichiarare un’altra “emergenza umanitaria” come hanno fatto in Libia, affermando che Assad ha massacrato circa 100.000 persone. Forse è troppo presto per ripetersi.
    In ogni caso, l’idea è quella di trascinare le forze degli USA e della NATO nell’epicentro dei conflitti settari del Medio Oriente, dove le passioni religiose dei tre grandi culti mondiali si sono scontrati per migliaia di anni. Potranno così arrivare i “peacekeepers”, instaurandosi nella zona più convulsa del pianeta, assicurandosi che ogni fazione venga edulcorata e controllata e, in modo non incidentale, posizionandosi tra la Sparta israeliana e la furia crescente degli iloti palestinesi.
    Israele è il più grande beneficiario di questa politica: una Siria libanizzata è precisamente quello che auspicano, fornendo così un profluvio di opportunità per le incursioni espansionistiche, nel nome della loro “guerra al terrorismo”. Una “Greater Israel” emergerà dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale, per confermare la “fine del mondo” profetizzata nella Bibbia, scatenando la folla degli evangelici per Israele in un delirio di isteria bellicista.
    Il Reverendo John Hagee e i suoi compagni eretici cristiani forse stanno pregando per l’Apocalisse, ma a noi cosa ce ne viene? ….
    Come avevo evidenziato subito dopo gli attacchi dell’11 settembre:
    “La polvere non era ancora stata tolta dalla rovinosa skyline di Manhattan quando Bill Kristol e il suo ‘Progetto per un Nuovo Secolo Americano’ acquisto una pagina intera di un giornale sotto forma di lettera al Presidente, chiedendo che Bush invadesse non solo l’Iraq, ma anche la Siria e l’Iran se non avessero soddisfatto tutte le nostre richieste. La lettera era firmata da tutti i neoconservatori presenti sulla faccia della Terra.”
    Negli anni a venire, la spinta del PNAC per l’intervento degli Stati Uniti ha riguardato praticamente tutte le nazioni del Medio Oriente, Libia compresa. Questo Presidente Democratico “liberale” potrebbe riuscire a realizzare completamente l’agenda del PNAC: proprio ora è a metà della strada. Se verrà rieletto, avrà ampie opportunità di andare fino in fondo. Non c’è niente come una guerra mondiale per distrarre l’attenzione dalla crisi economica e per dotarsi di un buon vecchio “stimolo” keynesiano.

  19. 19
    Pino Cabras scrive:

    Siamo in piena nebbia di guerra. Circolano immagini di Gheddafi morto, che sono evidenti falsi, ma molti siti dei giornali le presentano lo stesso con il dubbio, ma intanto colpiscono l’immaginario collettivo e lo predispongono al parossismo della battaglia finale. Era accaduto così anche per quella incredibile farsa dell’uccisione di Bin Laden. Poi che succede? Annunciano la cattura del figlio di Gheddafi, i media la amplificano in mondovisione, ma Seif el Islam in persona si incarica di smentirla pomposamente. La Repubblica scrive nei titoli che il rais ha ordinato di sparare ai bambini, cosa falsa, ma nasconde che ospedali e obitori sono al collasso per i morti causati dai bombardamenti NATO. Molti i bambini.
    Si nasconde da parte di tutta la fabbrica della menzogna mondiale che sono presenti in forze a Tripoli le truppe speciali dei paesi NATO, in spregio perfino della vergognosa risoluzione 1973 che ha ucciso l’ONU prima della Libia. Il mainstream è totalmente inattendibile. Le poche voci indipendenti fanno un lavoro impossibile, svuotano uno tsunami con i cucchiaini.
    La portata delle falsità e delle complicità delle redazioni dei giornali non ha forse precedenti altrettanto clamorosi. Di fronte a una simile mole di operazioni psicologiche, menzogne, annunci inattendibili, foto false, in queste ore concitate – per chi non ha mezzi redazionali sufficienti – è un ottimo modo di cominciare il lavoro fare una piccola operazione preliminare: non credere per principio ai grandi media e ai governi. Chi si fida ancora di Al Jazeera e CNN? Sono enormi strutture embedded.
    Il corollario è che occorre cercare fonti alternative, che possono però fuorviare o essere soggette anch’esse all’influenza di false notizie, imbeccate in modo funzionale all’operazione propagandistica nel suo insieme.
    Ma deve essere chiaro che il livello di manipolazione è tale che occorre apertamente ipotizzare che esistano interi set allestiti per creare una narrazione totalmente inventata. In Qatar esistono: ufficialmente per addestrare soldati alla guerriglia urbana, ma adatti a creare – perché no? – lo sfondo per qualche abile video, o qualche foto glamour sui ribelli eroici. I precedenti abbondano.
    Circola anche un raffronto fra le immagini mostrate dalle TV della Piazza Verde – dove la sera della “spallata” a Tripoli si sarebbero radunate decine di migliaia di persone che festeggiavano “la fine del regime” – con immagini precedenti di quella piazza senza i “ribelli”.
    Mi appello con urgenza a fotografi esperti che valutino prospettive e parallassi, trovino immagini recenti della piazza. E che analizzino eventuali ristrutturazioni, modifiche, ecc. Sul web circola infatti un accostamento fra le immagini della manifestazione anti-Gheddafi (le migliaia di persone temerariamente festanti nel pieno di un bombardamento) e le immagini degli edifici visibili, in particolare la porta di Bab el-Aziza.
    Come nel “trova le differenze” dei settimanali enigmistici, si notano alberi e lampioni che mancano, difformità negli intonaci e nei fregi, ecc.
    Non sto annunciando uno scoop. Non cerco scoop. Non c’è tempo. Ma possiamo sfruttare la rete, le competenze collettive per capire se queste immagini sono vere, visto l’accumulo rapido di falsità che via via hanno reso non credibile la narrazione del mainstream mediatico.
    Il sospetto non è complottismo: è sfiducia nel lavoro del grande giornalismo, grande solo nei mezzi soverchianti. Faccio appello ai lettori per capire se non siamo dentro il set di una guerra mondiale, posto che siamo dentro la nebbia di guerra.
    Pino Cabras

  20. 20
    Geraldino Colotti scrive:

    «Le bombe cadono indiscriminatamente sulle scuole, sugli ospedali, sulle case, sulle fabbriche, sui campi. In Libia è in corso un massacro indiscriminato», ha detto il presidente del Venezuela Hugo Chavez. «Con cinismo – ha aggiunto – il governo cosiddetto democratico degli Stati uniti e i suoi alleati in Europa seminano violenza e distruzione in nome della pace: in verità per impadronirsi delle ricchezze petrolifere della nazione». Una posizione che sintetizza quella sostenuta da tutto l’arco dei paesi dell’Alba, l’Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America promossa da Cuba, Bolivia e Venezuela. Prima che si scatenassero le bombe della Nato, i paesi dell’America latina avevano presentato l’unica vera proposta per evitare la guerra, appoggiata dalla Lega araba e dall’Unione africana e accettata da Gheddafi: una missione di mediazione guidata dal brasiliano Lula Da Silva. Iniziativa rifiutata sia dagli insorti che dalle forze occidentali. Uno scenario già visto in altre guerre precedenti, all’occorrenza «umanitarie» come quella del ’99. Anche allora, Milosevic si era detto disponibile alle condizioni determinate a Rambouillet, ma Nato e Ue ne aggiunsero comunque una impossibile da accettare, e Clinton bombardò la Yugoslavia. Nel 2003, Saddam Hussein aveva proposto l’invio di ispettori che avrebbero verificato l’inesistenza delle armi di distruzione di massa (com’è poi venuto fuori), ma Bush attaccò comunque l’Iraq.
    Seppur nelle mutate condizioni attuali (la Lega araba si è dichiarata «totalmente solidale» degli insorti), i paesi dell’Alba tornano ad appoggiare la riunione d’emergenza fissata per venerdì dall’Unione africana. E si uniscono a quanti, in varie regioni dell’Africa e dei sud del mondo, criticano l’uso a fini di guerra delle istituzioni internazionali, e chiedono una riforma dell’Onu.
    In questi cinque mesi di guerra alla Libia, il corrispondente della televisione venezuelana Telesur, il cubano Rolando Segura, ha spesso confutato, con video e interviste, i dati e le notizie fornite dagli insorti o dalle forze Nato. Ha dato conto dei civili uccisi – circa «1.670 civili fra cui oltre 200 bambini» nell’ultimo fine-settimana, intervistato feriti negli ospedali, mostrato i video sulla presenza di mercenari e di «cecchini pagati dalla Nato per provocare il panico», raccontato come le bombe «umanitarie» siano cadute sull’antica città Leptis Magna, a 130 chilometri da Tripoli: una delle perle della Libia, considerata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
    In contrasto con al-Jazeera, Telesur ha linkato le informazioni trasmesse da altre voci dissonanti, come quella della giornalista indipendente Lizzie Phelan, che l’altroieri ha trasmesso il suo servizio sulla Tv Russia Today: «La Nato dà ai mercenari copertura aerea, armi, intelligence, soldi, appoggio politico, logistica», ha dichiarato da Tripoli Phelan.
    Dalla Colombia all’Honduras, dal Nicaragua alla Bolivia, al Venezuela, nel variegato mondo dei media alternativi, movimenti e forze progressiste temono il ripetersi di ingerenze armate da parte degli Stati uniti, e denunciano con preoccupazione il rapporto annuale del Pentagono che, ancora una volta, considera «amici dei terroristi» Cuba, Venezuela e Bolivia.
    Anche le notizie sulla presunta fuga di Gheddafi in Venezuela vengono lette con preoccupazione. Ieri, il sito web dell’opposizione al-Manara ha sostenuto che il Colonnello si trovasse nell’ambasciata venezuelana a Tripoli. In questi giorni, nel parlamento venezuelano si discute dei «piani dell’estrema destra», con la lunga mano del Pentagono, per destabilizzare il paese in vista delle elezioni del 2012: «Prego Dio che non scatenino una violenza come quella in Libia», ha detto domenica Chávez. Il grande capitale internazionale – ha aggiunto – vuole il petrolio per il profitto, il Venezuela («dove si trova la prima ricchezza petrolifera del mondo») e i paesi dell’Alba, lo impiegano per il bene comune.

  21. 21
    lo scemo del villaggio scrive:

    E intanto ENI e ANDALDO si preparano a spartirsi la torta,dopo che nulla sarà cambiato.

    Pure i Francesi.

  22. 22
    Stephen Lendman scrive:

    Stephen Lendman – in merito alle menzogne dei media di massa.
    « … come al solito, i media sono in pieno assetto di guerra – truffano il pubblicoe tradiscono la professione con i loro reportage ingannevoli che provengono direttamente dalle scrivanie del Pentagono.
    Se negli articoli del prestigioso New York Times dilagano le menzogne, immaginate cosa non fanno i media che arrivano direttamente nelle nostre case attraverso la televisione. Non sono altro che pozzi di profanità senza fondo. Spegneteli, evitateli, accedete all’informazione vera, spargetela e agite con responsabilità

  23. 23
    Tesla scrive:

    Una progressività tira l’altra:

    sì a imposta progressiva sugli immobili e a tassa sui capitali scudati

    wiwa l’art. 53,

  24. 24
    Alfredo scrive:

    La comunità internazionale ( quella che conta) si è presa 18o giorni per risolvere il problema. Ora i maitre a penser che percentuale di tempo hanno deciso di assegnare per lo svolgimento di un normale percorso vendicativo dovuto alle specie inferiori?

  25. 25
    lo scemo del villaggio scrive:

    alfredo 24

    Le grandi multinazionali con enormi interessi in Libia,useranno questi 180 giorni,ne servirà qualcuno in più,per riorganizzare al meglio,il vecchio Status-quò.
    Ci sarà un repulisti generale fra TUTTE le teste calde,di tutte le fazioni o tribù,intanto,visto che è difficile organizzare in loco un
    adeguato Parlamento essendo impossibile realizzare in quei posti la democrazia,si sceglierà un giovane colonnello,con il quale sostituire il vecchio.
    Cosa fu fatto in Cile nel 1973? E li la democrazia c’era.

  26. 26
    Tesla scrive:

    vetriolo in questa nuova veste è più implosivo, giusto?

  27. 27
    Bunker scrive:

    La parola fine per i dittatori si scrive sempre nel bunker.

  28. 28
    lo scemo del villaggio scrive:

    27

    Stalin non mi pare che sia morto in un bunker,neanche Tito.


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