Umberto Bossi che declina politicamente e fisicamente aggrappato al salvagente bucato di Berlusconi, suscita il disagio che tutti vediamo nella base militante della Lega Nord. Ma dobbiamo chiederci se questo sia davvero un problema sentito dalla maggioranza dei cittadini italiani residenti nelle regioni settentrionali. Credo di no. L’anacronismo leghista è già apparso consumato nella primavera delle rivoluzioni arabe, che guarda caso ha coinciso col fallimento della riforma federalista (neanche Calderoli ha più la faccia tosta di evocarla). Resta la domanda: un ritorno al secessionismo potrebbe restituire un ruolo incisivo alla Lega, quindici anni dopo la prima sterile fiammata del 1996? A me pare evidente il bluff. Come fa una Lega insediata sulle poltrone di Roma, dedita da anni solo a mungere lo Stato centrale, a risultare credibile quando minaccia la spaccatura del Paese? Questi signorotti in camicia verde non rinunceranno al loro potere, non sono dei rivoluzionari. Se anche la crisi economica sfocierà nella fine dell’unione monetaria, e ciò provocherà nuovi sommovimenti populisti e localistici, Bossi e compagnia non hanno più le credenziali adatte per guidarli.
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25 settembre, 2011 alle 11:50 pm
Le vostre analisi sulle sorti del movimento leghista,lasciano alquanto a desiderare.
Morto Bossi,politicamente,la lega dispone di una piattaforma di giovani preparati e motivati.
Per cui,invece di pappagalleggiare,cogliete l’attimo politico.
Mi sa tanto che non vedete ad un palmo dal naso.
24 settembre, 2011 alle 9:10 am
Comunista! Impara a scrivere!
http://youtu.be/rFauAo457nE
G.M.
http://messicoedintorni.blogspot.com/
24 settembre, 2011 alle 9:05 am
Comunista!
G.M.
http://messicoedintorni.blogspot.com/
24 settembre, 2011 alle 8:50 am
Parlerà di questo l’infedele prossimo?