Ringrazio “Il Fatto Quotidiano” che, pubblicando oggi la trascrizione di una conversazione del 19 settembre 2010 fra Luigi Bisignani e Angelo Rovati, mi risolve il piccolo mistero di una telefonata ricevuta davvero inaspettatamente. Stavo ultimando i preparativi per L’Infedele di lunedì 27 settembre 2010, quando squilla il mio cellulare. Mi si presenta l’avvocato Fabio Lattanzi, a me sconosciuto, e mi dice: “So che stasera lei vuole mandare in onda un servizio sul mio cliente Luigi Bisignani. Ebbene, sappia che non ha un ufficio a Palazzo Chigi, non ha alcuna relazione con la signora Daniela Santanchè, e tutte le dicerie sui suoi poteri sono infondate, per cui vi diffido dal diffonderle”. Rimasi molto stupito. Come diavolo facevano Bisignani e il suo avvocato a sapere in anticipo che quella sera avrei trasmesso un filmato su di lui? Sia detto per inciso, un filmato di mera ricostruzione giornalistica, ma del quale vado molto fiero perchè dimostra che già ben prima delle risultanze giudiziarie si poteva descrivere in tv il ruolo di questo faccendiere nel potere romano (riproduco qui sotto il testo di Francesco Esposito, andato regolarmente in onda il 27 settembre 2010).
Ma certo, ora capisco: era stato quel simpaticone di Angelo Rovati a avvertire zelante l’amico Bisignani. Stai attento che Lerner mi chiede se hai un ufficio a Palazzo Chigi. Gli ho detto che tu non c’entri niente, ma ti volevo mettere in guardia. Sai, io comunque con quel Lerner ci parlo pochissimo…
I due convengono sul fatto che io sarei un “rompicoglioni”, definizione che mi onora sulle loro labbra. Non ho mai scambiato una parola in vita mia con Bisignani, ovviamente. E per motivi analoghi non mi sono mai fidato di Rovati, nella convinzione più volte manifestata che il mio amico Romano Prodi abbia avuto nel passato il difetto di scegliersi dei pessimi collaboratori. Certo, quando gli telefonai per verificare se davvero Bisignani avesse un ufficio a Palazzo Chigi, non immaginavo che Rovati fosse così pappa e ciccia con il soggetto in questione. Se non altro oggi so chi è corso ad avvertirlo (inutilmente). Penoso.
ED ECCO IL SERVIZIO DELL’INFEDELE SU LUIGI BISIGNANI, BEN PRIMA DELL’INCHIESTA P4
Quando il suo nome fa capolino tra le pagine di cronaca, nei paraggi c’è sempre un mistero da risolvere. Sarà che è stato un autore di spy story di successo, presentate in pompa magna da Giulio Andreotti, Giuliano Ferrara e Lino Jannuzzi – qualcuno lo ha definito addirittura “il Ken Follet italiano”.
È Luigi Bisignani, uomo dalle molteplici relazioni che se non ha un suo ufficio al piano nobile di Palazzo Chigi, come ha scritto Massimo Giannini su Repubblica, è perché non ne ha bisogno, tanta è la sintonia e la confidenza tra lui e il Gentiluomo di sua santità Gianni Letta.
Entrambi non amano apparire, di Bisignani è difficile perfino rintracciare una foto recente, anche se a Repubblica ha accettato di raccontare il progetto per blindare la finanza italiana nel nome dell’amico Geronzi che ha portato alla cacciata da Unicredit di Alessandro Profumo.
Il primo sponsor romano di Luigi Bisignani è stato Giulio Andreotti. A 20 anni è giornalista dell’agenzia Ansa, a 23 addetto stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati.
Quando nel 1981 il suo nome compare negli elenchi della P2, tessera 1689, ha appena 28 anni. È lui stesso ad alzare il telefono e a dettare la notizia ai colleghi dell’Ansa: “Smentisco categoricamente la mia appartenenza a qualsiasi loggia massonica. Del resto, il limite minimo di età per entrare nella P2 sarebbe di 30 anni, come ho scoperto dal libro Massoni d’Italia edito dall’Espresso”.
Nel 1992 diventa il potente uomo delle relazioni esterne dei Ferruzzi, amico fraterno dell’amministratore delegato Montedison, Carlo Sama. Più tardi si saprà che proprio Bisignani entra nel torrione vaticano che ospita lo IOR per aprire il conto riservato numero 001-3-16764-G, intestato alla Louis Augustus Jonas Foundation per “l’aiuto ai bambini poveri”, e utilizzato per “ripulire” la prima tranche della maxitangente Enimont.
Ma davanti al crollo della prima repubblica, Bisignani non si scompone. Finita la Dc il nuovo avanza. E Giuliano Tavaroli, l’uomo-chiave nello scandalo del dossieraggio illegale praticato dalla «Security» di Pirelli e di Telecom, descrive così il sistema di potere berlusconiano: “una piramide: al vertice superiore Berlusconi. Dentro, a diversi livelli d’influenza, Gianni Letta, Luigi Bisignani, Paolo Scaroni, Francesco Cossiga, Nicolò Pollari, Elia Valori… un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo… una lobby che custodiva segreti e li creava… segreti che potevano distruggere la reputazione di chiunque”.
In questa strana estate segnata dal giallo della casa di Montecarlo occupata da Giancarlo Tulliani, i fedelissimi di Fini sospettano che proprio Luigi Bisignani sia il regista nascosto della campagna contro il presidente della camera per il tramite del sito di gossip Dagospia. Ma nel caldo di agosto è stata molto fotografata anche l’ex compagna di Bisignani, Daniela Santanché. Eccola con il direttore del Giornale Sallusti sulla spiaggia di Forte de Marmi. E ieri Gianluigi Nuzzi di Libero ha raccontato che la Santanché avrebbe subito strani pedinamenti e intrusioni a partire dallo scorso Ferragosto. Del resto lei stessa è stata protagonista dei segreti e delle rivelazioni più recenti, non ultima l’intervista a Libero in cui spiegava che la crisi coniugale del Cavaliere era maturata dopo una storia di Veronica Lario con la sua bodyguard.
Francesco Esposito
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23 ottobre, 2011 alle 9:04 pm
Leggo solo ora la risposta di Angelo Rovati (118) al mio post. Sto preparando L’Infedele, mi riservo di rispondergli al più presto
21 ottobre, 2011 alle 5:53 pm
Caro Gad,
spero di poterti dare ancora del tu, dopo che in ritardo, perchè sono tecnologicamente imbranato, ho letto il tuo commento sulla telefonata che mi hai fatto chiedendomi semplicemente se Bisignani avesse un ufficio a Palazzo Chigi pubblicata dal Fatto Quotidiano, che ritengo stia svolgendo opera meritoria nella pubblicazione delle intercettazioni che offrono uno spaccato significativo del fariseismo che sta permeando i rapporti nel nostro paese.
Non sono abituato per mia forma mentale a rinnegare trent’anni di conoscenza con una persona che attualmente si trova in una posizione difficile. Se tutto questo ti fa pensare che io sia “pappa e ciccia” con Bisignani non mi pare sia ne disdicevole ne denigratorio.
Per altro mi sembra di essere in buona compagnia in quanto “pappa e ciccia” con Bisignani vi sono numerosi giornalisti, direttori di televisione, grandi manager pubblici e privati, ministri e sottosegretari della Repubblica, generali e marescialli, alti burocrati e lascio a te completare la lista. Ma ciò non fa fatto, è solo per dirti che quello che mi da più fastidio sono quelli “del Bisignani chi???????” .
La frase che mi ha ferito di più, comunque, è che tu non ti sei mai fidato e non ti fidi di me. Al contrario, io ho sempre avuto molta fiducia in te, nelle tue capacità professionali di giornalista di vaglia e di libero pensatore, qualità, ne sono certo, che ti permetteranno magari di invitare Bisignani una volta libero a “L’Infedele” per un serrato e sereno confronto.
Spero solo che il buon Dio mi dia ancora un po’ di vita per tentare di recuperare un po’ della tua fiducia che, solo per mia colpa, non sono riuscito mai a conquistare.
Forse sarò stato anche un pessimo collaboratore di persone politicamente ben più importanti, ma almeno mi rimane la soddisfazione di aver fatto parte di uno staff che ha vinto le elezioni e che non avesse avuto qualche “ostacolo amichevole “ forse sarebbe ancora al governo di questo paese
Con stima
Angelo Rovati
20 ottobre, 2011 alle 7:08 am
Non fateci caso è l’aspirante maggiordomo (per ora solo servo-sciacquetta) che tenta una ridicola difesa del suo padrone.
Lui è fatto così bisogna avere pazienza e aspettare che adda passà ‘a nuttata…
19 ottobre, 2011 alle 11:56 pm
RADICAL CHIC DI REPUBBLICA,
Appena poco tempo fà avevano, tramite il loro portaordini Bersani,proposto un governo alternativo presieduto da Profumo,ZAC,ecco che viene subito inquisito per reati fiscali.
Sono degli iettatori quando sponsorizzano qualcuno, il malcapitato finisce male vedi Fini,Tremonti, Maroni. Vediamo il prossimo!
19 ottobre, 2011 alle 7:35 pm
Veronica Lario con la sua bodygard sarà il suo bodygard vero ?
19 ottobre, 2011 alle 5:57 pm
Chiedilo a tua moglie, sardu.
19 ottobre, 2011 alle 5:49 pm
Geppi scrive:
19 ottobre, 2011 alle 4:57 pm
Fai un’altro esempio, sardu: pubblica le conversazioni tra te e tua moglie. Poi aspetta e vedi che succede.
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Ma allora è tutto finito?
19 ottobre, 2011 alle 5:42 pm
Veronica : sarà il suo bodygard vero GAD non la sua ? sono già 3 o 4 le donne che hanno avuto una relazione con Bisi
19 ottobre, 2011 alle 5:39 pm
er pelliccia 24 anni fa il primo anno di università ! psicologia : lo vedo adatto
19 ottobre, 2011 alle 5:37 pm
GAD : Bisi e Madron
19 ottobre, 2011 alle 5:32 pm
http://www.dagospia.it ecco ci sono le conversazioni tra Masi e Bisi
19 ottobre, 2011 alle 5:19 pm
MAESTRINA DALLA PENNA ROSSA 101
in compenso però la ns. magistratura con Berlusconi non perde un colpo. Chi si contenta gode. Dalla vita non si può avere tutto!
19 ottobre, 2011 alle 4:57 pm
Fai un’altro esempio, sardu: pubblica le conversazioni tra te e tua moglie. Poi aspetta e vedi che succede.
19 ottobre, 2011 alle 4:53 pm
Geppi scrive:
19 ottobre, 2011 alle 4:18 pm
Perchè che siano pubblicabili non lo decidi tu, Sardu, ci sono precise disposizioni in merito.
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Scusa fammi capire, se io voglio pubblicare le mie conversazioni tra te e me (col tuo consenso) non è lecito?
19 ottobre, 2011 alle 4:18 pm
Perchè che siano pubblicabili non lo decidi tu, Sardu, ci sono precise disposizioni in merito.
19 ottobre, 2011 alle 4:14 pm
Geppi scrive:
19 ottobre, 2011 alle 4:06 pm
sardu, non hai ancora capito il distinguo tra intercettazioni pubblicate legittimamente e non.
Come fai a disquisire di privacy e trasparenza, proprio tu?
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Perchè scusa sarebbe illecito pubblicare le telefonate di Gad? tanto più che ( dice lui) sarebbero a sua discolpa.
19 ottobre, 2011 alle 4:06 pm
sardu, non hai ancora capito il distinguo tra intercettazioni pubblicate legittimamente e non.
Come fai a disquisire di privacy e trasparenza, proprio tu?
19 ottobre, 2011 alle 3:43 pm
Gad scrive:
quando squilla il mio cellulare. Mi si presenta l’avvocato Fabio Lattanzi, a me sconosciuto, e mi dice: “So che stasera lei vuole mandare in onda un servizio sul mio cliente Luigi Bisignani. Ebbene, sappia che non ha un ufficio a Palazzo Chigi, non ha alcuna relazione con la signora Daniela Santanchè, e tutte le dicerie sui suoi poteri sono infondate, per cui vi diffido dal diffonderle”.
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Gad: Potresti pubblicare la telefonata integrale magari integrata da un sonoro con 2 attori recitanti? o chiedo troppo? non ti dovrebbe essere difficile fare un simile “montaggio” con i potenti mezzi di cui disponi.
__________________________________________________________________________Ancora Gad:
Certo, quando gli telefonai per verificare….
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Anche di questa potremmo avere la trascrizione integrale? o ti imbarazza divulgare i testi delle tue telefonate private?
Hai mai pensato che può essere imbarazzante anche per qualcun’altro?
o vale solo per te la privacy?
19 ottobre, 2011 alle 3:33 pm
sembra che i black bloc di Roma fossero 500 o 1000. Hanno preso Filippi, che evidentemente è il più scemo. Prenderà una condanna esemplare e il 99% dei violenti resterà sconosciuto ed impunito. Del resto è il modo normale con cui procedono le cose in Italia. La maggioranza dei reati restano impuniti. Quando qualcuno degli arrestati arriva al processo, se è ricco assolda parecchi azzeccagarbugli che prolungano le cose fino alla prescrizione, altrimenti paga anche per gli altri, senza contare quelli che pagano prima del processo perché hanno incontrato qualche agente o secondino incavolato….