Ciampi, in visita ad una scolaresca, si vantava di non conoscere per nulla la matematica ed era diventato presidente amatissimo della repubblica.
Era laureato in lettere ed i risultati li abbiamo visti.
Anche per questo la maggior parte dei nostri ragazzi (quanti di quelli in Afghanistan, compresi gli ufficiali, non lo so) è ciuccia in matematica.
Il drago inveve a 27 anni era giò prof ed insegnava in tre università.
Scusate, ma il proprietario di questo blog, cosa Vi pensate che sia?
Il prodotto di quella immagine, fatta da pennivendoli, di millantatori, che “credendo di sapper di tutto ” solo perchè dei CLOWN della TV, al servizio dei soliti, pensano che sono ” amati ” e rispettati, solo perchè fingono di essre “democratici” quando invece sono…….
Continuar ad inferire? E a quale scopo? Se non lo avete capito Voi, di certo, non sarò Io a farvi cambiar idea.
Saluti
nanismo 122,
Ciampi, in visita ad una scolaresca, si vantava di non conoscere per nulla la matematica ed era diventato presidente amatissimo della repubblica. Un somaro che non poteva che fare porcate. I nostri universitari seguono il suo esempio, convinti di poter anche loro fare una così bella carriera. E’ però indispensabile far parte della pubblica amministrazione il più presto possibile, a qualunque prezzo, come avrà fatto l’attuale presidente della banca d’Italia che vi è entrato a 23 anni. Per caso è napoletano, come il nostro presidente. La tradizione continua e la tragedia precipita.
Dai principali quotidiani di oggi : UE dà l’ultimatum all’Italia altrimenti saremo la “seconda” Grecia.
Vivissimi complimenti ai sigg. Berlusconi e Bossi e a tutti quegli IRRESPONSABILI che li hanno sostenuti !
Vergognatevi !
L’effetto, anche per l’eterogenesi dei fini, è stato quello di trasformare l’Italia in un territorio in cui si combatte da circa due decenni una guerra tra vere e proprie bande di mercenari al servizio dello straniero. Una guerra i cui danni e le cui devastanti conseguenze potrebbero in un non lontano futuro essere paragonati a quelli della tristemente nota guerra gotica, che “infiniti agli italiani mali addusse”. Anche perché nel frattempo si sono originati fenomeni d’imbarbarimento in ogni ambito della vita pubblica: un degrado sociale, culturale, istituzionale e morale, che – ed è ancora più grave – viene pure considerato da molti quasi del tutto “normale”, vuoi per il diffondersi tra tutti i ceti sociali di un cinismo e di un individualismo ripugnanti, vuoi perché si sono distrutte le basi di un sistema educativo che avrebbe avuto bisogno sì di essere cambiato, ma per formare una nuova classe dirigente e un’opinione pubblica degne di questo nome, anziché per copiare (tra l’altro male) modelli stranieri, senza preoccuparsi nemmeno di difendere la propria identità culturale,
Lunedì dedicherò L’Infedele al pericolo di eurocrack
Consiglio VIVAMNTE, di non usare il CRACK, VI DITRUGGE IL CERVELLO!
Molto meglio l’eroina che transita dal Kosovo, tramite la NATO….:
Una Garanzia, e per di piu 1 fonte “garantita” dagli stati, per far sopravvivere le BANCHE!
Di fatto, si erano poste le basi, senza che quasi nessuno se ne rendesse conto, per avviare un processo di “involuzione” politica e culturale che avrebbe consentito, dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la liquidazione per via giudiziaria del vecchio ceto politico, di svendere il patrimonio pubblico e strategico del Paese, dato che la conseguenza del divorzio tra Tesoro e Bankitalia fu una crescita abnorme del debito pubblico, che all’inizio degli anni Novanta era incompatibile con l’ingresso dell’Italia nella futura Eurozona. Sicché fu facile – in specie dopo che Ciampi ebbe a dilapidare le nostre riserve valutarie per difendere, senza riuscirvi, la lira da un attacco dei mercati finanziari “pilotati” da George Soros – convincere l’opinione pubblica che era necessario tagliare e (s)vendere per elminare il debito. Nondimeno, come ormai sanno tutti, anche se vi furono avanzi primari (cioè al netto degli interessi) di centinaia di migliaia di miliardi di lire, nulla di ciò si ottenne, anche a causa dell’aumento dei tassi d’interesse (aumento che anche oggi è in grado di far fallire qualsiasi manovra e di vanificare qualsiasi sacrificio). In compenso, il Paese, seguendo il “nuovo corso” della politica (quella che, per chiarezza ed economia di linguaggio, si potrebbe denominare la “politica del Britannia”) non solo scelse di privarsi quasi del tutto dei suoi “mezzi strategici”, allorquando ne avrebbe avuto più bisogno, ma pure di “internazionalizzare” il proprio debito, che, anche dopo i “Bot people” degli anni Ottanta, era nelle mani di famiglie e banche o istituti finanziari italiani (secondo dati di Bankitalia, fino alla metà degli anni Novanta, poco meno del 50% era detenuto da famiglie italiane, mentre oggi circa la metà è posseduto da stranieri).
Scelte decisive, ma che sono rimaste “in secondo piano”, dato che tutta l’attenzione era (ed è ancora rivolta) a sua “Emittenza”, ai suoi intrallazzi e ai suoi conflitti di interessi, mentre il più grande partito comunista dell’Europa occidentale portava a termine la sua lunga marcia nelle istituzioni, senza la benché minima capacità e volontà di analizzare criticamente i motivi del fallimento del “socialismo reale”, ma pronto a candidarsi, con l’appoggio di ampi settori della magistratura, a governare il Paese, per conto dei poteri forti nazionali e “internazionali” , garantendo pace sociale, almeno per qualche lustro, sia pure in cambio del “perdono” per il proprio passato. L’effetto, anche per l’eterogenesi dei fini, è stato quello di trasformare l’Italia in un territorio in cui si combatte da circa due decenni una guerra tra vere e proprie bande di mercenari al servizio dello straniero. Una guerra i cui danni e le cui devastanti conseguenze potrebbero in un non lontano futuro essere paragonati a quelli della tristemente nota guerra gotica, che “infiniti agli italiani mali addusse”. Anche perché nel frattempo si sono originati fenomeni d’imbarbarimento in ogni ambito della vita pubblica: un degrado sociale, culturale, istituzionale e morale, che – ed è ancora più grave – viene pure considerato da molti quasi del tutto “normale”, vuoi per il diffondersi tra tutti i ceti sociali di un cinismo e di un individualismo ripugnanti, vuoi perché si sono distrutte le basi di un sistema educativo che avrebbe avuto bisogno sì di essere cambiato, ma per formare una nuova classe dirigente e un’opinione pubblica degne di questo nome, anziché per copiare (tra l’altro male) modelli stranieri, senza preoccuparsi nemmeno di difendere la propria identità culturale, lasciando che sparisse quella cultura politica, o meglio quel sapere strategico e quell’intelligenza critica senza i quali, soprattutto per un Paese europeo, nessuno sviluppo è possibile. Si tengano presenti inoltre la “fuga” di migliaia di giovani ricercatori, la mancanza di materie prime, la debolezza militare, il pressappochismo e la tradizionale furbizia dalle gambe corte che contrassegnano la vita pubblica della Penisola e allora, sommando il tutto al degrado generale, si comprende perché non passa giorno senza che gli “alleati” ci diano sonori ceffoni, con il beneplacito di un’opposizione che non avendo alcun programma alternativo né alcuna idea di autentico rinnovamento sociale e politico altro non sa fare che essere l’altoparlante dei “mercati”. miserabili truffatori, bastardi come l’infedele: 1 cancro vi prendesse al cervello.
nel 1981 il ministro del tesoro, nino andreatta, inviò una lettera al governatore della banca d’italia, carlo azeglio ciampi, in cui riconosceva alla nostra banca centrale di non avere più l’obbligo di acquistare, emettendo valuta, i titoli del debito pubblico non collocati sul mercato. la classe politica italiana rinunciava così alla sovranità monetaria, in apparenza per ragioni tecniche, ovvero per ridurre l’inflazione, in realtà – dato che era impossibile diminuire, negli anni ottanta, la spesa pubblica senza sfasciare il sistema sociale (sarebbe stato come se un’automobile lanciata a 200km/h avesse dovuto fare all’improvviso una inversione ad “u”) – quello a cui si mirava era un cambiamento di strategia, che attribuisse al “mercato” il ruolo di giudice supremo dell’operato economico e politico dello stato.affermare che in italia – e a fortiori in europa – vi sono gli “input” necessari per implementare una strategia di sviluppo capace di risolvere in radice il problema dei debiti sovrani e, in generale, della crisi economica non è naturalmente sufficiente per trovare una terapia efficace. si può però rammentare che non a caso, nell’antica atene, solone, eletto arconte con poteri straordinari per eliminare un pericoloso focolaio di rivolta che minacciava di degenerare in guerra civile, conducendo alla rovina la città, decise di annullare i debiti dei poveri verso i più abbienti (in particolare le ipoteche che gravavano su molte terre) e di riscattare a spese dello stato molti cittadini che erano stati ridotti in schiavitù per debiti, per poi procedere ad un riforma dell’ordinamento istituzionale della polis. quel che rileva non è tanto il modo in cui solone risolse il problema dell’indebitamento dei cittadini non abbienti, quanto piuttosto che egli ritenne che fosse impossibile conservare la “salute della città” senza un’azione politica che ne mutasse la forma (le istituzioni) per salvarne la sostanza (il legame comunitario) e, sotto questo aspetto, nonostante la differenza delle condizioni storiche, la lezione di solone è ancora valida.peraltro, l’analisi geopolitica della cosiddetta “seconda repubblica” mostra chiaramente come alcune scelte di “natura tecnica”, anche ammesso e non concesso che siano prese in perfetta buonafede, interagiscano con la politica mondiale, rivelandosi spesso, con il passare degli anni, le decisioni politiche che contano. muatatis mutandis, l’ue si trova in una situazione analoga a quella dell’italia all’inizo degli anni novanta. e coloro che vogliono affidare tutto il potere alla bce, sono perlopiù proprio coloro che sono i massimi responsabili dei guai finanziari (e non solo finanziari) dell’italia. purtuttavia, adesso sono coinvolti tutti i paesi europei e specialmente la germania, il cui “nanismo” politico è perfino più preoccupante della ottusità e della miseria intellettuale dei politici italiani, mentre ora più che mai si dovrebbe badare non solo a quello che potrebbe succedere se l’italia dovesse cadere, bensì a quello che succederà se l’europa non saprà affrontare politicamente questa crisi, senza lasciarsi condizionare dal “debito” nei confronti dei “liberatori”, dacché questo “debito”, se veramente c’era (ed è assai dubbio), è stato pagato per intero e con gli interessi.
pare lecito pertanto concludere che -anche se spaccare vetrine e incendiare automobili, indipendendetemente da ogni altra considerazione, è il modo migliore per inimicarsi chi potrebbe, dovrebbe e forse vorrebbe cambiare lo “stato delle cose”, ovvero una parte di quei ceti medi che sono i primi pagare il costo della crisi, e ben poco si può sperare da chi ha voluto o approvato l’aggressione della nato alla libia – i tempi sarebbero maturi per una rifondazione dell’unione europea, anzi non ci sarebbe da perdere tempo. purtroppo però si deve anche ammettere che non sembra siano “politicamente maturi” gli uomini cui sono affidate le sorti dell’europa, benché ciò non implichi che si debbano condividere le loro scelte o essere loro complici. comunque sia, i prossimi mesi, con ogni probabilità, ci diranno se vi sono perlomeno politici europei che, pur non avendo la testa tra le nuvole, sono capaci di guardare “oltre la linea”. il che, casomai si dovesse verificare, certamente non sarebbe una rivoluzione geopolitica, ma potrebbe essere la premessa di qualcosa di simile.
miserabili truffatori, bastardi come l’infedele: 1 cancro vi prendesse al cervello.
[...]Belhadj (che peraltro rappresenta gli interessi dell’emiro del Qatar ed è quindi molto “portato” da al Jazeera) ha già avvertito: “Dobbiamo resistere ai tentativi di alcuni politici libici di escludere certi partecipanti alla rivoluzione. La loro miopia politica li rende incapaci di vedere gli enormi rischi derivanti da una simile esclusione o la seria reazione di quelle parti che sarebbero escluse”. Una chiara minaccia che fa prevedere che quella che è sempre stata solo una rivolta tribale, non una rivoluzione, e neanche un ribellione di popolo, sfocerà probabilmente in una instabilità tribale che rischia di trasformare Tripoli in una nuova Beirut.
Gad, hai sentito cosa dice panella?
Altro che primavera araba, qui si profila un prossimo inverno …molto lungo e …molto duro!!
potrei essere anche daccordo sul salvataggio delle banche ma esigerei in cambio (come la BCE) una dimostrazione di rigore interno e di capacità nella eliminazione degli sprechi e nella eliminazione dei privilegi per i dirigentio che hanno sbagliato. poi magari ne potremo parlare.
Arriva Mister Euro, sarà Van Rompuy
Allora siamo sistemati !
Merkel-Sarkozy, pressing su Berlusconi
Per farsi invitare al bunga bunga ?
E meno male che S………
È morto don Enzo Mazzi. Fu rimosso dal suo incarico di parroco all’isolotto nel 1968, ma da allora ha continuato la sua missione molto puù cristianamente di tanti arcivescovi suoi persecutori.
Sono nuovo del blog e mi permetto di segnalare a coloro
che non lo conoscessero già, di andare su you tube a guardarsi
il video di PAOLO BARNARD “il più grande crimine”.
L’avevo già visto l’anno scorso e l’ho rivisto da poco:impressionante!
Quello che ha predetto si sta puntualmente verificando.
Spero che in qualcosa si sbagli perchè secondo lui siamo già
fottuti.
Ma che mercato! Tutte le assicurazioni di fatto sono un solo monopolio. Ho girato un sacco e tutte piu or meno gli stessi prezzi praticano. Cosi le banche. i medici, gli avvocati, i negozianti etc. Non c’e una vero e proprio un libero mercato dove vige la concorrenza.
Mi stupisce che questi giovani che si chiamano indignati non chiedono lavoro ma redito, piu stato e meno mercato.
Si devono tagliare le spese dello stato. Un bel 10% in meno sugli stipendi del pubblico impiego e delle pensioni, senza avere il solito riguardo per le fascie più deboli. Nessun stipendio di uno statale può superare i 5000 EURO al mese, compresi i parlamentari e il presidente della repubblica. Perchè tutto cio? E’ semplice: non ci sono soldi e siamo coperti dai debiti, Crozza compreso. Chi pensa di valere di più se ne vada e si metta in proprio, se sarà vincente sarà un bene per tutti. I cinesi sono obbligati a rinunciare a fare figli, noi per la nostra patria unita che tanto amiamo e che sta andando in malora non possiamo rinunciare a qualche soldino? Prima o poi doveva accadere, se cominciamo subito ce la caveremo meglio.
lerner:
tu parli e silvio vince in molise
tu parli di rinnovamento soc. arabe e si avvera il suo contrario
non parlare +++++++++++++++++++ io ti guardo con il corno rosso in mano non si sa mai …… parli di banche e li soldili lascio a san marino
Egregio sig Antonio (10), ho smesso di leggerla dopo la sua affermazione secondo cui un ebreo sarebbe interessato solo al profitto
E hai fatto bene,viste le premesse non possono che seguire fes.serie.Come nel caso di certi giornalisti che dichiarano che i veneti sono tutti evasori…
Certamente non è sufficiente preoccuparsi solo delle banche. L’economia Occidentale è a pezzi, mettere un puntello da qualche parte fa sempre bene, ma certamente non basta. In un mondo globalizzato l’economia delle nostre parti combatte come fosse un pugile suonato contro una Cina giovanile e allenata che non è neanche una Libia.
@104 – miti – bisognerebbe domandarsi come mai, se i premi son da ladri, nessuno propone polizze di assicurazioni più oneste rubando clienti alle altre assicurazioni : cartello ? inefficienza del mercato ? mafia ?
Adesso la specialità di Giuliano Ferrara e di altri del Foglio (ne ho visto uno in tv) è quella di ergersi a giudici di quel che fanno Francia e Germania. Infatti, sostengono che Merkel e Sarkozy non valgono niente e stanno sbagliando tutto. Certo, Ferrara è autorevolissimo e credibilissimo, come giudice di Francia e Germania. E poi, così evita, pietosamente e furbescamente, di parlare di berlusconi.
‘Le banche devono fallire ed essere nazionalizzate come le Assicurazioni.’
Un ladro che sia una persona privata or giuridica per me non fa nessuna differenza: sempre un ladro e. Le Assicurazioni non sono ladre? Ogni anno mi aumente il prezzo anziché abbassarlo perche non ho avuto da 8 anni nessun incidente. Non importa! Anno dopo anno pago sempre di piu. E la cultura della rapina che prevale in questo paese.
Ora e di moda demonizzare le banche e la speculazione anziché riflettere su le vere cause di questa terribile crisi che non e affatto globale. Spesso quelli che denunciano le grave ingiustizie si arricchiscono come Beppe Grillo per esempio. Basto uno solo sguardo sulla crescita economica della Turchia per dubitare delle balle raccontate sui scremi televisivi.
GIULIO CESARE scrive:
22 ottobre, 2011 alle 7:12 pm
Gad scrive:
22 ottobre, 2011 alle 6:12 pm
Egregio sig Antonio (10), ho smesso di leggerla dopo la sua affermazione secondo cui un ebreo sarebbe interessato solo al profitto
Infastidito, stavo per scrivere un commento sull’antisemitismo “di spessore“ del sig. Antonio, ma ho visto che -giustamente- sei già intervenuto.
Su questo punto, per quello che conta, hai la mia solidarietà, l’hai avuta in passato e l’avrai sempre anche in futuro.
Non è possibile che in giro ci sia ancora gente legata a questi insulsi stereotipi antisemiti.
X Giulio Cesare 80.
Antonio scrive:
perchè da questo provengono i suoi guadagni ed un ebreo – lo sanno tutti – è interessato da sempre solo al profitto!
::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Secondo me l’unica cosa stonata è la parola “SOLO”
per l’altro è OK.
Questo articolo è uscito su “Vanity Fair”. Il cerchio si chiude: “Che c’è da spiegare? Il mondo intero ha accusato ingiustamente mio padre di essersi scopato una ragazzina che non amavo. E l’ironia è che si tratta dello stesso mondo che ora non fa che tributare onori al fratello che si è scopato la sola [...]
23 ottobre, 2011 alle 7:04 pm
“nanismo” politico 127
appunto, saluti.
23 ottobre, 2011 alle 6:58 pm
.
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126
vecchietto
Era laureato in lettere ed i risultati li abbiamo visti.
Anche per questo la maggior parte dei nostri ragazzi (quanti di quelli in Afghanistan, compresi gli ufficiali, non lo so) è ciuccia in matematica.
Il drago inveve a 27 anni era giò prof ed insegnava in tre università.
C’è da avere più paura!!!!
23 ottobre, 2011 alle 6:54 pm
124 – 126
Scusate, ma il proprietario di questo blog, cosa Vi pensate che sia?
Il prodotto di quella immagine, fatta da pennivendoli, di millantatori, che “credendo di sapper di tutto ” solo perchè dei CLOWN della TV, al servizio dei soliti, pensano che sono ” amati ” e rispettati, solo perchè fingono di essre “democratici” quando invece sono…….
Continuar ad inferire? E a quale scopo? Se non lo avete capito Voi, di certo, non sarò Io a farvi cambiar idea.
Saluti
23 ottobre, 2011 alle 6:26 pm
nanismo 122,
Ciampi, in visita ad una scolaresca, si vantava di non conoscere per nulla la matematica ed era diventato presidente amatissimo della repubblica. Un somaro che non poteva che fare porcate. I nostri universitari seguono il suo esempio, convinti di poter anche loro fare una così bella carriera. E’ però indispensabile far parte della pubblica amministrazione il più presto possibile, a qualunque prezzo, come avrà fatto l’attuale presidente della banca d’Italia che vi è entrato a 23 anni. Per caso è napoletano, come il nostro presidente. La tradizione continua e la tragedia precipita.
23 ottobre, 2011 alle 6:03 pm
Dai principali quotidiani di oggi : UE dà l’ultimatum all’Italia altrimenti saremo la “seconda” Grecia.
Vivissimi complimenti ai sigg. Berlusconi e Bossi e a tutti quegli IRRESPONSABILI che li hanno sostenuti !
Vergognatevi !
23 ottobre, 2011 alle 5:29 pm
.
.
122
L’effetto, anche per l’eterogenesi dei fini, è stato quello di trasformare l’Italia in un territorio in cui si combatte da circa due decenni una guerra tra vere e proprie bande di mercenari al servizio dello straniero. Una guerra i cui danni e le cui devastanti conseguenze potrebbero in un non lontano futuro essere paragonati a quelli della tristemente nota guerra gotica, che “infiniti agli italiani mali addusse”. Anche perché nel frattempo si sono originati fenomeni d’imbarbarimento in ogni ambito della vita pubblica: un degrado sociale, culturale, istituzionale e morale, che – ed è ancora più grave – viene pure considerato da molti quasi del tutto “normale”, vuoi per il diffondersi tra tutti i ceti sociali di un cinismo e di un individualismo ripugnanti, vuoi perché si sono distrutte le basi di un sistema educativo che avrebbe avuto bisogno sì di essere cambiato, ma per formare una nuova classe dirigente e un’opinione pubblica degne di questo nome, anziché per copiare (tra l’altro male) modelli stranieri, senza preoccuparsi nemmeno di difendere la propria identità culturale,
Grande!!!
Mi dai il link?
23 ottobre, 2011 alle 5:19 pm
Lunedì dedicherò L’Infedele al pericolo di eurocrack
Consiglio VIVAMNTE, di non usare il CRACK, VI DITRUGGE IL CERVELLO!
Molto meglio l’eroina che transita dal Kosovo, tramite la NATO….:
Una Garanzia, e per di piu 1 fonte “garantita” dagli stati, per far sopravvivere le BANCHE!
23 ottobre, 2011 alle 5:07 pm
Di fatto, si erano poste le basi, senza che quasi nessuno se ne rendesse conto, per avviare un processo di “involuzione” politica e culturale che avrebbe consentito, dopo il crollo dell’Unione Sovietica e la liquidazione per via giudiziaria del vecchio ceto politico, di svendere il patrimonio pubblico e strategico del Paese, dato che la conseguenza del divorzio tra Tesoro e Bankitalia fu una crescita abnorme del debito pubblico, che all’inizio degli anni Novanta era incompatibile con l’ingresso dell’Italia nella futura Eurozona. Sicché fu facile – in specie dopo che Ciampi ebbe a dilapidare le nostre riserve valutarie per difendere, senza riuscirvi, la lira da un attacco dei mercati finanziari “pilotati” da George Soros – convincere l’opinione pubblica che era necessario tagliare e (s)vendere per elminare il debito. Nondimeno, come ormai sanno tutti, anche se vi furono avanzi primari (cioè al netto degli interessi) di centinaia di migliaia di miliardi di lire, nulla di ciò si ottenne, anche a causa dell’aumento dei tassi d’interesse (aumento che anche oggi è in grado di far fallire qualsiasi manovra e di vanificare qualsiasi sacrificio). In compenso, il Paese, seguendo il “nuovo corso” della politica (quella che, per chiarezza ed economia di linguaggio, si potrebbe denominare la “politica del Britannia”) non solo scelse di privarsi quasi del tutto dei suoi “mezzi strategici”, allorquando ne avrebbe avuto più bisogno, ma pure di “internazionalizzare” il proprio debito, che, anche dopo i “Bot people” degli anni Ottanta, era nelle mani di famiglie e banche o istituti finanziari italiani (secondo dati di Bankitalia, fino alla metà degli anni Novanta, poco meno del 50% era detenuto da famiglie italiane, mentre oggi circa la metà è posseduto da stranieri).
Scelte decisive, ma che sono rimaste “in secondo piano”, dato che tutta l’attenzione era (ed è ancora rivolta) a sua “Emittenza”, ai suoi intrallazzi e ai suoi conflitti di interessi, mentre il più grande partito comunista dell’Europa occidentale portava a termine la sua lunga marcia nelle istituzioni, senza la benché minima capacità e volontà di analizzare criticamente i motivi del fallimento del “socialismo reale”, ma pronto a candidarsi, con l’appoggio di ampi settori della magistratura, a governare il Paese, per conto dei poteri forti nazionali e “internazionali” , garantendo pace sociale, almeno per qualche lustro, sia pure in cambio del “perdono” per il proprio passato. L’effetto, anche per l’eterogenesi dei fini, è stato quello di trasformare l’Italia in un territorio in cui si combatte da circa due decenni una guerra tra vere e proprie bande di mercenari al servizio dello straniero. Una guerra i cui danni e le cui devastanti conseguenze potrebbero in un non lontano futuro essere paragonati a quelli della tristemente nota guerra gotica, che “infiniti agli italiani mali addusse”. Anche perché nel frattempo si sono originati fenomeni d’imbarbarimento in ogni ambito della vita pubblica: un degrado sociale, culturale, istituzionale e morale, che – ed è ancora più grave – viene pure considerato da molti quasi del tutto “normale”, vuoi per il diffondersi tra tutti i ceti sociali di un cinismo e di un individualismo ripugnanti, vuoi perché si sono distrutte le basi di un sistema educativo che avrebbe avuto bisogno sì di essere cambiato, ma per formare una nuova classe dirigente e un’opinione pubblica degne di questo nome, anziché per copiare (tra l’altro male) modelli stranieri, senza preoccuparsi nemmeno di difendere la propria identità culturale, lasciando che sparisse quella cultura politica, o meglio quel sapere strategico e quell’intelligenza critica senza i quali, soprattutto per un Paese europeo, nessuno sviluppo è possibile. Si tengano presenti inoltre la “fuga” di migliaia di giovani ricercatori, la mancanza di materie prime, la debolezza militare, il pressappochismo e la tradizionale furbizia dalle gambe corte che contrassegnano la vita pubblica della Penisola e allora, sommando il tutto al degrado generale, si comprende perché non passa giorno senza che gli “alleati” ci diano sonori ceffoni, con il beneplacito di un’opposizione che non avendo alcun programma alternativo né alcuna idea di autentico rinnovamento sociale e politico altro non sa fare che essere l’altoparlante dei “mercati”.
miserabili truffatori, bastardi come l’infedele: 1 cancro vi prendesse al cervello.
23 ottobre, 2011 alle 5:00 pm
nel 1981 il ministro del tesoro, nino andreatta, inviò una lettera al governatore della banca d’italia, carlo azeglio ciampi, in cui riconosceva alla nostra banca centrale di non avere più l’obbligo di acquistare, emettendo valuta, i titoli del debito pubblico non collocati sul mercato. la classe politica italiana rinunciava così alla sovranità monetaria, in apparenza per ragioni tecniche, ovvero per ridurre l’inflazione, in realtà – dato che era impossibile diminuire, negli anni ottanta, la spesa pubblica senza sfasciare il sistema sociale (sarebbe stato come se un’automobile lanciata a 200km/h avesse dovuto fare all’improvviso una inversione ad “u”) – quello a cui si mirava era un cambiamento di strategia, che attribuisse al “mercato” il ruolo di giudice supremo dell’operato economico e politico dello stato.affermare che in italia – e a fortiori in europa – vi sono gli “input” necessari per implementare una strategia di sviluppo capace di risolvere in radice il problema dei debiti sovrani e, in generale, della crisi economica non è naturalmente sufficiente per trovare una terapia efficace. si può però rammentare che non a caso, nell’antica atene, solone, eletto arconte con poteri straordinari per eliminare un pericoloso focolaio di rivolta che minacciava di degenerare in guerra civile, conducendo alla rovina la città, decise di annullare i debiti dei poveri verso i più abbienti (in particolare le ipoteche che gravavano su molte terre) e di riscattare a spese dello stato molti cittadini che erano stati ridotti in schiavitù per debiti, per poi procedere ad un riforma dell’ordinamento istituzionale della polis. quel che rileva non è tanto il modo in cui solone risolse il problema dell’indebitamento dei cittadini non abbienti, quanto piuttosto che egli ritenne che fosse impossibile conservare la “salute della città” senza un’azione politica che ne mutasse la forma (le istituzioni) per salvarne la sostanza (il legame comunitario) e, sotto questo aspetto, nonostante la differenza delle condizioni storiche, la lezione di solone è ancora valida.peraltro, l’analisi geopolitica della cosiddetta “seconda repubblica” mostra chiaramente come alcune scelte di “natura tecnica”, anche ammesso e non concesso che siano prese in perfetta buonafede, interagiscano con la politica mondiale, rivelandosi spesso, con il passare degli anni, le decisioni politiche che contano. muatatis mutandis, l’ue si trova in una situazione analoga a quella dell’italia all’inizo degli anni novanta. e coloro che vogliono affidare tutto il potere alla bce, sono perlopiù proprio coloro che sono i massimi responsabili dei guai finanziari (e non solo finanziari) dell’italia. purtuttavia, adesso sono coinvolti tutti i paesi europei e specialmente la germania, il cui “nanismo” politico è perfino più preoccupante della ottusità e della miseria intellettuale dei politici italiani, mentre ora più che mai si dovrebbe badare non solo a quello che potrebbe succedere se l’italia dovesse cadere, bensì a quello che succederà se l’europa non saprà affrontare politicamente questa crisi, senza lasciarsi condizionare dal “debito” nei confronti dei “liberatori”, dacché questo “debito”, se veramente c’era (ed è assai dubbio), è stato pagato per intero e con gli interessi.
pare lecito pertanto concludere che -anche se spaccare vetrine e incendiare automobili, indipendendetemente da ogni altra considerazione, è il modo migliore per inimicarsi chi potrebbe, dovrebbe e forse vorrebbe cambiare lo “stato delle cose”, ovvero una parte di quei ceti medi che sono i primi pagare il costo della crisi, e ben poco si può sperare da chi ha voluto o approvato l’aggressione della nato alla libia – i tempi sarebbero maturi per una rifondazione dell’unione europea, anzi non ci sarebbe da perdere tempo. purtroppo però si deve anche ammettere che non sembra siano “politicamente maturi” gli uomini cui sono affidate le sorti dell’europa, benché ciò non implichi che si debbano condividere le loro scelte o essere loro complici. comunque sia, i prossimi mesi, con ogni probabilità, ci diranno se vi sono perlomeno politici europei che, pur non avendo la testa tra le nuvole, sono capaci di guardare “oltre la linea”. il che, casomai si dovesse verificare, certamente non sarebbe una rivoluzione geopolitica, ma potrebbe essere la premessa di qualcosa di simile.
miserabili truffatori, bastardi come l’infedele: 1 cancro vi prendesse al cervello.
23 ottobre, 2011 alle 4:19 pm
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92
Nell’orrore della morte di Gheddafi le ombre sul futuro della Libia (Il Giornale del Popolo del 22 ottobre)
http://www.carlopanella.it/web/dett-edi.asp?ID=1002
[...]Belhadj (che peraltro rappresenta gli interessi dell’emiro del Qatar ed è quindi molto “portato” da al Jazeera) ha già avvertito: “Dobbiamo resistere ai tentativi di alcuni politici libici di escludere certi partecipanti alla rivoluzione. La loro miopia politica li rende incapaci di vedere gli enormi rischi derivanti da una simile esclusione o la seria reazione di quelle parti che sarebbero escluse”. Una chiara minaccia che fa prevedere che quella che è sempre stata solo una rivolta tribale, non una rivoluzione, e neanche un ribellione di popolo, sfocerà probabilmente in una instabilità tribale che rischia di trasformare Tripoli in una nuova Beirut.
Gad, hai sentito cosa dice panella?
Altro che primavera araba, qui si profila un prossimo inverno …molto lungo e …molto duro!!
23 ottobre, 2011 alle 4:06 pm
potrei essere anche daccordo sul salvataggio delle banche ma esigerei in cambio (come la BCE) una dimostrazione di rigore interno e di capacità nella eliminazione degli sprechi e nella eliminazione dei privilegi per i dirigentio che hanno sbagliato. poi magari ne potremo parlare.
23 ottobre, 2011 alle 3:50 pm
Arriva Mister Euro, sarà Van Rompuy
Allora siamo sistemati !
Merkel-Sarkozy, pressing su Berlusconi
Per farsi invitare al bunga bunga ?
E meno male che S………
23 ottobre, 2011 alle 3:39 pm
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Purtroppo nono si sbaglia!
Siamo proprio fot tu ti.
23 ottobre, 2011 alle 3:12 pm
È morto don Enzo Mazzi. Fu rimosso dal suo incarico di parroco all’isolotto nel 1968, ma da allora ha continuato la sua missione molto puù cristianamente di tanti arcivescovi suoi persecutori.
23 ottobre, 2011 alle 3:11 pm
Sono nuovo del blog e mi permetto di segnalare a coloro
che non lo conoscessero già, di andare su you tube a guardarsi
il video di PAOLO BARNARD “il più grande crimine”.
L’avevo già visto l’anno scorso e l’ho rivisto da poco:impressionante!
Quello che ha predetto si sta puntualmente verificando.
Spero che in qualcosa si sbagli perchè secondo lui siamo già
fottuti.
23 ottobre, 2011 alle 3:00 pm
onyric
Ma che mercato! Tutte le assicurazioni di fatto sono un solo monopolio. Ho girato un sacco e tutte piu or meno gli stessi prezzi praticano. Cosi le banche. i medici, gli avvocati, i negozianti etc. Non c’e una vero e proprio un libero mercato dove vige la concorrenza.
Mi stupisce che questi giovani che si chiamano indignati non chiedono lavoro ma redito, piu stato e meno mercato.
23 ottobre, 2011 alle 2:41 pm
Si devono tagliare le spese dello stato. Un bel 10% in meno sugli stipendi del pubblico impiego e delle pensioni, senza avere il solito riguardo per le fascie più deboli. Nessun stipendio di uno statale può superare i 5000 EURO al mese, compresi i parlamentari e il presidente della repubblica. Perchè tutto cio? E’ semplice: non ci sono soldi e siamo coperti dai debiti, Crozza compreso. Chi pensa di valere di più se ne vada e si metta in proprio, se sarà vincente sarà un bene per tutti. I cinesi sono obbligati a rinunciare a fare figli, noi per la nostra patria unita che tanto amiamo e che sta andando in malora non possiamo rinunciare a qualche soldino? Prima o poi doveva accadere, se cominciamo subito ce la caveremo meglio.
23 ottobre, 2011 alle 2:26 pm
I tunnel anche se inutili si devono fare .. “..il denaro (di pantalone) deve girare”
Se poi gli introiti della tav non ci sono ?
Niente paura : Altre belle tasse …e io pago ……
23 ottobre, 2011 alle 1:24 pm
I Neurotici e il NeuErotico
?????
Sono gli talioti che lo votano a perdere i pochi neuroni rimasti loro
23 ottobre, 2011 alle 1:00 pm
lerner:
tu parli e silvio vince in molise
tu parli di rinnovamento soc. arabe e si avvera il suo contrario
non parlare +++++++++++++++++++ io ti guardo con il corno rosso in mano non si sa mai …… parli di banche e li soldili lascio a san marino
23 ottobre, 2011 alle 12:33 pm
E hai fatto bene,viste le premesse non possono che seguire fes.serie.Come nel caso di certi giornalisti che dichiarano che i veneti sono tutti evasori…
23 ottobre, 2011 alle 12:32 pm
Certamente non è sufficiente preoccuparsi solo delle banche. L’economia Occidentale è a pezzi, mettere un puntello da qualche parte fa sempre bene, ma certamente non basta. In un mondo globalizzato l’economia delle nostre parti combatte come fosse un pugile suonato contro una Cina giovanile e allenata che non è neanche una Libia.
23 ottobre, 2011 alle 11:43 am
@104 – miti – bisognerebbe domandarsi come mai, se i premi son da ladri, nessuno propone polizze di assicurazioni più oneste rubando clienti alle altre assicurazioni : cartello ? inefficienza del mercato ? mafia ?
oppure ?
23 ottobre, 2011 alle 11:40 am
Adesso la specialità di Giuliano Ferrara e di altri del Foglio (ne ho visto uno in tv) è quella di ergersi a giudici di quel che fanno Francia e Germania. Infatti, sostengono che Merkel e Sarkozy non valgono niente e stanno sbagliando tutto. Certo, Ferrara è autorevolissimo e credibilissimo, come giudice di Francia e Germania. E poi, così evita, pietosamente e furbescamente, di parlare di berlusconi.
23 ottobre, 2011 alle 11:33 am
Ma non si sta discutendo anche di un “Fondo salva-Stati”? Stati, non banche.
23 ottobre, 2011 alle 10:57 am
‘Le banche devono fallire ed essere nazionalizzate come le Assicurazioni.’
Un ladro che sia una persona privata or giuridica per me non fa nessuna differenza: sempre un ladro e. Le Assicurazioni non sono ladre? Ogni anno mi aumente il prezzo anziché abbassarlo perche non ho avuto da 8 anni nessun incidente. Non importa! Anno dopo anno pago sempre di piu. E la cultura della rapina che prevale in questo paese.
Ora e di moda demonizzare le banche e la speculazione anziché riflettere su le vere cause di questa terribile crisi che non e affatto globale. Spesso quelli che denunciano le grave ingiustizie si arricchiscono come Beppe Grillo per esempio. Basto uno solo sguardo sulla crescita economica della Turchia per dubitare delle balle raccontate sui scremi televisivi.
23 ottobre, 2011 alle 10:10 am
che ruffiano!
23 ottobre, 2011 alle 9:43 am
Vittorio Foa Lettere della giovinezza edito da Einaudi
23 ottobre, 2011 alle 9:41 am
X Giulio Cesare 80.
Antonio scrive:
perchè da questo provengono i suoi guadagni ed un ebreo – lo sanno tutti – è interessato da sempre solo al profitto!
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Secondo me l’unica cosa stonata è la parola “SOLO”
per l’altro è OK.