Stasera su La7 alle 21,10 L’Infedele vi racconterà in diretta l’agonia del governo Berlusconi che precipita, ahimè, in un fango che non è più solo metafora. Sarà lo scrittore ligure Maurizio Maggiani a testimoniarci in studio lo sfascio italiano costato tante vittime e sofferenze nelle ultime settimane. Mentre lo stesso smottamento si verifica purtroppo, come previsto, sui mercati finanziari che dubitano della nostra capacità di uscire dalla crisi. Al politologo Angelo Panebianco chiederemo di spiegarci l’affermazione da lui pubblicata sul “Corriere della Sera” di oggi: perchè dopo Berlusconi dovremmo “mettere fra parentesi la politica”, vivendo “per qualche mese in una sorta di limbo”? Ne discuteremo con gli stessi esponenti politici che Napolitano chiamerà a scelte di reponsabilità nazionale. Ma non vogliamo sfuggire all’altra domanda imbarazzante. Come mai il governo italiano va in crisi all’indomani del vertice G20 di Cannes, in contemporanea col governo Papandreou in Grecia? Che ruolo stanno giocando gli organismi finanziari sovranazionali nella politica interna dei paesi più indebitati? Finanza contro democrazia? Non a caso riprendiamo il titolo scagliato addosso a Berlusconi dal “Financial Times”, organo autorevole dell’establishment europeo: “In nome di Dio, vattene!”. Ci aiuteranno a affrontare questo dilemma l’economista Marcello De Cecco, il giornalista Massimo Mucchetti e la deputata socialista greca Elena Panaritis. Con loro in studio Marica Di Pierri dei “Draghi ribelli” e un gruppo di cittadini greci cui, subito all’inizio, Lucrezia Lante Della Rovere dedicherà la lettura del classico testo di Pericle sulla democrazia. Molto attuale, ve ne accorgerete, anche per noi in Italia. I musicisti della Scala stasera ci propongono un repertorio davvero attraente, suonato da un duo insolito: il primo fagotto Valentino Zucchiatti con il contrabbasso Giuseppe Ettorre: due fantasie dal “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini (“Largo al factotum” e “Una voce poco fa”); e il Rondò dalla Sonata KV 292 di Wolfgang Amadeus Mozart.
Seguiamo insieme gli avvenimenti di una giornata incertissima. Aspetto sul blog i vostri commenti, domande, suggerimenti.
L’Infedele: “In nome di Dio, vattene!”
lunedì, 7 novembre 20111.007 Commenti
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Anni fa, un collega brasiliano mi disse: ” Pazienza il Brasile, siamo un paese sottosviluppato….Eppure da noi nessuno permetterebbe al padrone di GloboTV di idventare il padrone del paese. Ma in Italia. Il vostro è un paese sviluppato. ma come avete fatto? Come è possibile mettere il proprietario di un emittente televisiva a Capo del Governo?”. Lo abbiamo fatto. Io no. ma la maggioranza degli italiani ha voluto così. Non c’è bisogno di economisti, politcanti vari, giornalisti per capire come siamo messi. basta guardarci intorno. La soluzione? Fare pulizia. Un tempo si mettevano le stanze in quarentena con la formalina, dopo che vi aveva soggiornato un malato portatore di infezioni pericolose per se e per gli altri. L’Italia; dipende da noi che ne vorremo fare.
Gaddina ricordati; non nominare il nome di Dio invano…
l.d. 10,
ho più volte detto in questo blog che a parere mio un governo tecnico sarebbe una vera iattura.
185000 tessere Pdl in Campania…Con Cesaro e altri “signori delle tessere”. Ecco, quando si parla di reintrodurre le preferenze, stiamo attenti.
Domanda da scuola di diritto:”Qualora si accertasse in modo inequivocabile che chi ci governa è affetto da gravi deficit psichici, la Costituzione materiale prevede la possibilità di decadenza dalla carica?”.Non è una provocazione ma una constatazione alla luce di comportamenti di squilibrio mentale evidente. Per non parlare dell’entourage: un ministro che,benchè legaiolo, si esprime a pernacchie e dito medio deve essere curato in apposite strutture…magari in Svizzera.
Lo spread a 490 punti… Mi sa che che non ci sarà bisogno di aspettare la sfiducia del parlamento-ruby/mubarakiano
n. 13, non sono d’accordo. C’è di peggio.
L’ho già detto ma lo ripeterò per i nuovi arrivati: i mercati stanno sentenziando che lady lagarde, ancorchè elegantissima, è la donna più racchia del mondo.
no comment
No, porco rosso è al 487.
Giulio Cesare
PS: prima o dopo piccolo violento frustrato imparerai a scrivere come una persona civile
DANIELE 3. Quello che non mi va, Daniele, è che le opposizioni, chiedano che berlusconi se ne vada senza avere la minima intenzione di sostituirsi a lui. Non vogliono governare. E così ci toccherà il peggio: un governo tecnico che ci massacrerà alla cieca. Qual’è il più infimo partito d’Italia oggi? Vado ad iscrivermi perchè è meglio la peggiore politica al vuoto e al tecnicismo. Ve ne accorgerete.
Tradotto: i soliti insulti, le solite cavolate ed i soliti deliri di cui non tieni nauralmente mai conto in trasmissione.
Che suggerimenti vuoi che ti diano i tuoi marziani, psicopatici, squilibrati, ignoranti, violenti nella quasi totalità a parte qualche rara eccezione.
Sono il frutto della vostra propaganda di miliardari rossi mediatici, la parte peggiore dell’Italia, ma, grazie al cieloo, fra poco ci penserà SAN DEFAULT a fare pulizia.
Forza kompagni, sotto con i suggerimenti, la platea degli ospiti dell’Infedele è alla vostra altezza..
Giulio Cesare
Al politologo Panebianco, piuttosto, chiederei di spiegarci le innumerevoli affermazioni da lui pubblicate in passato sul “berlusconi liberale” “berlusconi modernizzatore” “l’antiberlusconismo moralista” e via farneticando. Dovrebbe esserci una valutazione della credibilità dei politologi, come quella che fanno i mercati, lo FMI, la UE, verso i governi e i capi di governo. Non è giusto che Panebianco continui a pontificare, ad essere consultato, dopo le topiche clamorose che ha collezionato con pervicacia.
spread btp-bond a quota 485. speriamo sia la volta buona che il porconano si levi di torno!
Eh, su questo hai proprio ragione, il fango rosso è riuscito nel suo intento, ha rovinato l’immagine del Paese all’estero, ha alimentato una campagna di odio komunista della peggior specie ed ha posto le basi per la distruzione finale del paese.
Bravi, komplimenti, quando si tratta di distruggere voi komunisti siete dei professionisti, l’unica cosa che non capite è che il conto lo pagherete voi.
FORZA SAN DEFAULT, spazzali via
Giulio Cesare
Milano: - 2,44%
Parigi: - 2,10%
Francoforte: - 0,64%
Beh, cosa è successo di tanto strano che avremmo dovuto seguire le borse?
Milano scende di qualche 0,0% in più a causa della manifestazione del PD?
Giulio Cesare
dopo B. si potrà, finalmente, tornare a fare politica.Anke stavolta panebianco spara fuori bersaglio
bisognerebbe rinfrescare la memoria a questi berlusconidi e verdoni che quando prodi governava con pochi voti di scarto smaniavano dicendo che doveva dimettersi ed ora che sono nelle stesse condizioni(??) se la prendono con l’opposizione che chiede le dimissioni del governo e cercano di rimanere in piedi ad ogni costo.
I seminari mettono al centro della riflessione i sistemi di pensiero, le pratiche e le reti di relazione dei femminismi nelle loro varie declinazioni storiche e geografiche
La Società Italiana delle Storiche in collaborazione con la Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea e l’Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Scienze Politiche organizzano:
FEMMINISMI NEL MEDITERRANEO
Bologna 14 dicembre 2011
Programma:
ore 9.30
Saluti:
Paolo Pombeni Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia, Università degli Studi di Bologna
Maria Rosaria Stabili Società Italiana delle Storiche (SIS)
Agostino Giovagnoli Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (SISSCo)
ore 10.00
Presiede: Raffaella Baritono (Università degli Studi di Bologna)
Renata Pepicelli (Università degli Studi di Bologna) Femminismo islamico tra le due rive del Mediterraneo
Lucia Sorbera (The University of Sydney) Identità di genere e leadership politiche nell’Egitto contemporaneo
Mariaelena Paniconi (Università degli Studi di Macerata) Narrazioni di gioventù al femminile e canone romanzesco nel contesto arabo contemporaneo
ore 12.00
Discussione
ore 14.30
Presiede: Leila El-Houssi (Università degli Studi di Firenze)
Sara Borrillo (Università degli Studi di Napoli l’Orientale) Femminismi in Marocco tra politiche di genere e movimenti sociali. Alcune evoluzioni recenti
Vera Costantini (Università degli Studi Ca’ Foscari, Venezia) I movimenti femministi in Turchia
Anna Vanzan (Università degli Studi di Milano) Femminismi in Iran: dall’harem alle nuove teologhe
ore 17.00
Discussione
Comitato scientifico: Raffaella Baritono | Teresa Bertilotti | Elisabetta Bini | Barbara Curli | Catia Papa | Lucia Sorbera | Maria Rosaria Stabili
Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia
Aula Farneti – Strada Maggiore 45
(]io ci sarò ma le “bolognesi” del blog mancheranno come al solito[)
è un’economista e politica greca, i cui contributi si rivolgono soprattutto ai campi di studio dell’economia istituzionale, della riforma dei diritti di proprietà e alla pratica dell’impresa sociale.
In passato ha lavorato per undici anni come economista della Banca Mondiale, mentre attualmente insegna in varie università e istituzioni accademiche, assolvendo anche la funzione di imprenditrice sociale, attraverso l’attività economica diretta o consultiva del Panel Group, da lei co-fondato e guidato.
Elena Panaritis ricopre anche la carica di deputato del Parlamento Ellenico, al quale è stata eletta nel 2009, nelle file del Pasok
Il PASOK è membro del Partito Socialista Europeo e dell’Internazionale Socialista. Il PASOK ha eletto otto dei 24 deputati greci al Parlamento Europeo.
Il 31 gennaio 2006 il presidente del partito, George Papandreou, è stato eletto presidente dell’Internazionale Socialista.
Ha lavorato per undici anni come economista della Banca mondiale, rendendosi fautrice della necessità della riforma dei diritti di proprietà, ai fini di uno stabile sviluppo economico, soprattutto con un’iniziativa in Perù, dove un progetto da lei condotto per conto dell’istituzione economica dell’ONU, ha mostrato come proprietà personali, basate su diritti di proprietà informali e insicuri, possano essere convertite in diritti certi, suscettibili di valutazione come capitale produttivo.