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Il Dizionario dell’Olocausto

lunedì, 23 gennaio 2012

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Il Dizionario dell’Olocausto

Questa è la mia introduzione al “Dizionario dell’Olocausto” (Einaudi) proposto in questi giorni nelle edicole in abbinamento a “La Repubblica” e “L’Espresso”.
Ho davanti agli occhi la copertina di un mensile ebraico del dicembre 2011 con il titolo: “Olocausto nucleare”. Grazie a un fotomontaggio, il Muro del Pianto vi compare sovrastato dal fungo di un’esplosione atomica. E il sommario esplicita per iscritto quella tremenda suggestione: “Ahmadinejad minaccia una nuova Shoà: Gerusalemme come Hiroshima? Chi fermerà la bomba atomica di Teheran?”.
Negli stessi giorni ha suscitato un certo scalpore la messinscena di un gruppo ultraortodosso israeliano: per reagire alle critiche di eccessiva ingerenza nella vita altrui, i suoi aderenti hanno manifestato travestiti con i pigiami a righe fatti indossare dai nazisti ai deportati nei campi di concentramento. Il ricorso al paragone storico infamante con il crimine della Shoah, tanto più infamante se rivolto da ebrei contro altri ebrei, non è certo un inedito. Il primo a farne un uso sistematico nella sua propaganda fu, nel 1951, il leader della destra israeliana Menahem Begin: rivolse esplicitamente l’accusa di essere “nazista”, solo talvolta derubricata in “complice dei nazisti”, niente meno che al primo ministro e fondatore dello Stato d’Israele, David Ben Gurion, colpevole di essere favorevole alla normalizzazione dei rapporti con la Germania sei anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Drammatica fu la lacerazione interiore del giovane Stato ebraico, prima e dopo la firma nel 1952 dell’accordo per cospicue Riparazioni economiche, precedute da una solenne dichiarazione pubblica di contrizione pronunciata dal cancelliere tedesco Konrad Adenauer al Bundestag.
Del resto Menahem Begin non rinunciò mai all’abitudine di citare il genocidio ebraico (in cui erano periti anche i suoi genitori) per denigrare i suoi avversari interni o esterni; neppure quando divenne a sua volta primo ministro d’Israele. Nel 1982 giustificò la decisione di invadere il Libano insistendo sul concetto che “l’alternativa sarebbe una nuova Treblinka”. Va notato che, se possibile, Treblinka è ancora peggio di Auschwitz, perché in quel lager sito poco a nord di Varsavia, dove furono liquidati a centinaia di migliaia i residenti del ghetto, si veniva trascinati senz’altra prospettiva che l’immediata soppressione. Quando Begin si avventurò in un tale paragone storico per legittimare la sua scelta bellica, un anziano sopravvissuto ai campi di concentramento, Shlomo Schmalzman, reagì presentandosi a Gerusalemme nella sede dello Yad Vashem, il sito eretto a memoria delle vittime della Shoah. In quel luogo simbolico Schmalzman iniziò uno sciopero della fame, denunciando come blasfemo l’uso strumentale del genocidio ebraico da parte del premier. Ma in pochi gli diedero retta.
Naturalmente si è propagato per reazione, tra chi vuole manifestare la sua ostilità nei confronti d’Israele, il ricorso al medesimo artificio retorico. Per ferire la sensibilità dell’interlocutore, cosa c’è di meglio che scagliargli addosso la memoria delle sue cicatrici? Poco importa l’incongruità e la sproporzione dei riferimenti (Ramallah come il ghetto di Varsavia, Gaza come Auschwitz…), l’importante è rovesciare sugli eredi delle vittime l’offesa più grave: non siete diversi dai carnefici. Un’assurdità, ma l’ignoranza ne favorisce la propagazione.

A un ebreo come me che ha avuto la fortuna di nascere nove anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, grazie alle provvidenziali scelte migratorie dei suoi familiari, è capitato quindi di vivere sia la fase della dissimulazione che il successivo exploit memorialistico dell’Olocausto. Per intenderci: gli anni in cui senza bisogno di chiedere troppo avevamo introiettato il divieto di acquistare fossero pure solo delle matite “made in Germany”; ma nello stesso tempo era impensabile ottenere notizie sulla famiglia scomparsa del papà. L’imbarazzo con cui venivano accolte le prime testimonianze pubbliche al processo di Gerusalemme contro il burocrate della deportazione Adolf Eichmann, quasi che la loro crudezza le connotasse d’impudicizia. La lettura altrettanto disagevole di Primo Levi. E solo verso la fine degli anni Settanta la rappresentazione di massa, in forma di serial televisivo allestito per il pubblico tedesco, richiamato anch’esso al faticosissimo impegno di trasformare la rimozione privata in memoria collettiva.
Questa seconda fase di apprendimento generalizzato ha coinvolto naturalmente per primo il popolo ebraico, in Israele e nella diaspora; ma con encomiabile rigore vi si è dedicata un’intera generazione di intellettuali democratici tedeschi, figli ribelli della Germania nazista. L’insieme di questa elaborazione ha acquisito un peso crescente nella cultura occidentale, definendo lo spartiacque di una nuova presa di coscienza su temi divenuti cruciali come il razzismo, i diritti universali, il dovere di sanzionare i crimini statali contro l’umanità, il riconoscimento della stessa inedita nozione di genocidio.
E’ opportuno però ricordare che tale presa di coscienza di cui si è impregnata l’intera cultura occidentale, non è riuscita a oltrepassare i suoi confini e anzi ha generato sospetti e resistenze. Se si escludono la Germania e (solo parzialmente) l’Austria, le altre nazioni europee in cui fu perpetrato lo sterminio ebraico si guardarono bene –per convenienze politiche, controversie etniche e pregiudizi religiosi- dal un analogo sforzo di ricostruzione storica. La Polonia fatica tuttora a fare i conti con il suo antisemitismo che precedette e favorì l’immane strage di tre milioni e mezzo dei suoi concittadini; nei paesi baltici e in Ucraina, ma anche in Ungheria e in Romania, vengono onorati come eroi della resistenza anticomunista e patrioti artefici dell’indipendenza molti collaborazionisti del nazismo, senza il cui apporto non sarebbero state possibili dapprima le fucilazioni di massa e in seguito il trasporto verso le camere a gas.
Un moto di ulteriore diffidenza nei confronti della cultura occidentale impegnata a celebrare la memoria dello sterminio ebraico, si è propagato in tutto il Terzo mondo, naturalmente a cominciare dai paesi arabi in guerra con Israele. L’accusa dapprima insinuata e poi resa esplicita è di strumentalità. Ammesso (e non sempre concesso) che gli ebrei d’Europa siano stati vittime di un genocidio, si ribatte che la Shoah verrebbe enfatizzata facendo così torto ad altri popoli sterminati e privilegiando gli ebrei uccisi rispetto alle altre numerose vittime della Seconda guerra mondiale. Dunque la memoria della Shoah sarebbe finalizzata a delineare un’odiosa scala di valori, allo scopo di minimizzare le sofferenze dei nemici dell’Occidente. Ancora una volta ritorna lo stereotipo degli ebrei in grado di utilizzare il potere finanziario e mediatico al mero scopo di propagare un indebito senso di colpa. Sarebbe cioè per calcolo, e non per uno spontaneo bisogno di conoscenza, che proliferano opere letterarie, storiche e cinematografiche sulla Shoah. Ne consegue un’insidiosa sollecitazione alle nuove generazioni occidentali: liberatevi finalmente di questo fardello! E tornano in auge le più grossolane teorie negazioniste senza che l’ormai imponente mole di documentazione esistente sul progetto di distruzione totale dell’ebraismo europeo riesca a debellarle.

Se questo è il quadro a settant’anni di distanza dall’Olocausto, diviene lecito porsi una domanda scomoda. A cosa potrà mai servire la cura di una buona memoria, quando si tratta di cimentarsi con l’inesplicabile? Perché questo è il punto. Proseguire la ricerca storica, la raccolta delle testimonianze, l’elaborazione narrativa del vissuto immedesimandosi nelle vittime e –perché no?- nei carnefici, si conferma un impulso insopprimibile. Negli eventi che trasformarono l’area socialmente più evoluta e culturalmente più raffinata del pianeta in un catastrofico, dissennato teatro di abiezione, riconosciamo la presenza di un male insito nella civiltà industriale che l’ha consentito. Sappiamo che potrebbe ripetersi, e anzi su scala minore si è già ripetuto di nuovo in una regione europea come i Balcani. C’è qualcosa di familiare, una presenza del male che alligna costantemente nella dimensione pubblica e privata delle nostre relazioni. Continuiamo a cercare e a ricercare, lo avvertiamo giustamente come un dovere anche di fronte alle obiezioni velenose di chi nega l’evidenza e propaga in forme nuove lo stesso odio. Eppure, mano a mano che procediamo dobbiamo prendere atto di scontrarci con un mistero, cioè con l’inesplicabile. Fare i conti con la dimensione umana dell’irrazionalità è stata la sfida delle menti migliori del secolo scorso, il secolo dei totalitarismi e dei genocidi, il secolo della Shoah. A noi tocca proseguirla con tenacia quand’anche ci assalga il dubbio che la meta sia irraggiungibile. Per questo abbiamo bisogno di aggrapparci a dei punti fermi, a risultati certi acquisiti nella ricerca. La forma del dizionario si rivela quindi preziosa.
Il Dizionario dell’Olocausto ha la preziosa modestia di un’opera collettiva in cui ciascuno studioso, tutti autorevolissimi, reca il suo sassolino. Perché la memoria non diventi una religione ma si perpetui come indispensabile guida, provvisorio insegnamento.

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Commenti per questo articolo

[4] 3 2 1 » Mostra tutti i commenti

  1. 191
    Hu f G scrive:

    Ci ritroveremo a parlarne su pagine di altri temi .

    Come vuoi G.A., temo che Misiani abbia ragione a ridimensionare il piccolo Gori, si deve essere montato la zucca il rampollo.

    Ne parleremo, prestissimo.

  2. 190
    catone scrive:

    Appello!

    Cari amici del blog: vogliamo smetterla con gli insulti,e i cambi di nickname. andando avanti cosi facciamo il gioco degli estremisti, del tanto peggio tanto meglio!

  3. 189
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Hu 188 – Le primarie servono a designare il candidato-a di colazione, dopodichè si serrano i ranghi
    Ora ho capito. Si, le primarie sono l’ unico vero strumento di democrazia rimasta , e dopo qualunque sia il risultato occorre fare quadrato, sempre, non solo quando serve.

    Hu, ho toccato con mano anch’ io quanto rancore misto ad amore ed invidia ci sia verso di noi in altri popoli per quello che l’ occidente combina ed ha combinato per il mondo, rare volte perfino con le migliori intenzioni. Qualche volta i tuoi post sono pero’ piu’ di invettiva che di spiegazioni. Le parole non sono mai inutili , le invettive lo sono .
    Ma non e’ questa pagina quella adatta a parlarne e scambiare pensieri. Rispettiamola. Ci ritroveremo a parlarne su pagine di altri temi .

  4. 188
    Hu F G scrive:

    G.A.

    Sono convinto che tu sai fare quadrato, quando serve.
    Le primarie servono a designare il candidato-a di colazione, dopodichè si serrano i ranghi e chi deve dimettersi si dimetta.

    Sono anche necessarie, visto il sistema elettorale in essere.

    Un modo per sconfiggere l’anti-politica e il populismo più spinto.

    Quanto alla Gran Bretagna, hai ragione, non c’è molto tempo nemmeno per loro se vogliono partecipare al processo di assunzione delle proprie responsabilità: storiche ma anche politiche, di ieri, di oggi ma soprattutto di domani.

  5. 187
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Hu 186 –

    è uno che se fa le primarie e perde poi non va a piangere dal Papa come Marta Vincenzi

    .

    Hu, volevo solo dire che Dresda e’ un atto di guerra, inqualificabile, certo,un’ altra decisione indegna dell’ uomo, ma non una pulizia etnica, come sebrenica o gli hutu o la Shoah .
    Mi sfugge pero’ il significato del tuo commento .

  6. 186
    Hu F G scrive:

    io sono agnostico, rispetto e mi inchino di fronte al messaggio di cristo, ma non credo. Ma se mi sbaglio e ci fosse un dio , spero veramente che chi lo ha ordinato , programmato e fatto (il Generale Harris se non erro , fatto poi pure baronetto ) trovi il suo giudice.
    Quel bombardamento non ha altre giustificazioni che una orribile vendetta alla maramaldo , e rimarra’ nella storia come una vergogna per l’ Inghilterra intera.

    Questo GA è interessante, è uno che se fa le primarie e perde poi non va a piangere dal Papa come Marta Vincenzi.

  7. 185
    Norman Finkelstein scrive:

    l’industria continua

    Indagano le autorità tedesche e l’Fbi. Coinvolti anche gruppi di gestione dei risarcimenti ai sopravvissuti della Shoah negli Usa. Indagate 17 persone, in gran parte ebrei emigrati dalla Russia

    BERLINO dal corrispondente ANDREA TARQUINI
    – La malversazione degli indennizzi a chi soffrì per la Shoah, il genocidio del popolo ebraico pianificato e attuato dal regime nazista, è stata scoperta dalle autorità tedesche e americane. Una truffa colossale organizzata alle spalle delle vittime dell’Olocausto, e della stessa democrazia tedesca che da anni paga doverosamente i risarcimenti ai sopravvissuti al genocidio nazista e ai loro discendenti. False vittime, ispirate e aiutate nell’imbroglio dai responsabili di due dei fondi attivi negli Usa per la gestione dei risarcimenti versati da Berlino e la loro distribuzione a chi ne ha diritto, hanno intascato – insieme ai funzionari corrotti dei fondi – almeno 42 milioni di dollari. Lo Fbi indaga, il governo tedesco si tiene in stretto contatto con le autorità americane. E sta valutando la possibilità di chiedere ai truffatori e ai loro complici la restituzione delle somme loro versate.
    continua su http://salinguerra.wordpress.com/2010/11/11/olocausto-scoperta-maxitruffa-sui-fondi-per-le-vittime/

  8. 184
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Giorgio Milanta 180

    Dresda, 13-14-15 febbraio 1945. L’olocausto tedesco. Nessuna memoria.

    Giorgio io sono agnostico, rispetto e mi inchino di fronte al messaggio di cristo, ma non credo. Ma se mi sbaglio e ci fosse un dio , spero veramente che chi lo ha ordinato , programmato e fatto (il Generale Harris se non erro , fatto poi pure baronetto ) trovi il suo giudice.
    Quel bombardamento non ha altre giustificazioni che una orribile vendetta alla maramaldo , e rimarra’ nella storia come una vergogna per l’ Inghilterra intera.

  9. 183
    catone scrive:

    Profughi
    Bene ha fatto Napolitano a ricordare le vittime delle foibe Titine. Meglio avrebbe fatto se avesse anche ricordato l’odissea dei trecentomila italiani esuli dalla Venezia Giulia dall’Istria e dalla Dalmazia, fuggiti per non vivere sotto il comunismo jugoslavo. Il PCI di allora li considerò tutti fascisti. A Venezia i portuali istigati, dal sindacato comunista, si rifiutarono di scaricare i loro bagagli : insulti e sputi per tutti. A Bologna i ferrovieri minacciarono lo sciopero generale, se il treno dei profughi si fosse fermato in stazione. Ad Ancona i profughi istriani ebbero una pessima accoglienza, sbarcarono protetti dalla polizia, in un tripudio di bandiere rosse, fischi ,urli e insulti.
    In un comizio elettorale, nel 1948, un dirigente della CGIL gridò dal palco: “I siciliani hanno il bandito Giuliano, noi abbiamo qui i banditi giuliani”.
    La diaspora dei profughi venne ospitata in 120 campi sparsi in diverse città italiane, vivendo per anni in condizioni disperate.

  10. 182
    Jean Lafaiette scrive:

    Éviter une «nouvelle Shoah»

    Mais tous les responsables israéliens admettent qu’il ne s’agit que d’une tactique de «retardement». Autrement dit, malgré tous les «incidents» et des sanctions internationales de plus en plus dures, les Iraniens devraient produire leurs premières bombes atomiques d’ici à un an environ. Selon les médias, Benyamin Nétanyahou et Ehoud Barak, son ministre de la Défense, estiment, dans ces conditions, qu’Israël doit attaquer pour éviter une «nouvelle Shoah».

    Cette position ne fait pas l’unanimité. Pour lancer une attaque, le chef du gouvernement doit obtenir le soutien de la majorité des 14 membres du cabinet de sécurité, ce qui n’est pas acquis pour le moment. Autre condition: l’appui sans réserve du chef d’état-major, le général Benny Gantz. Or, dans ce cas aussi, il ne semble pas que le premier ministre soit totalement sûr de son fait. Seule certitude: le précédent patron de l’armée, le général Gaby Ashkenazi, était hostile à une offensive qu’Israël mènerait seul.

    Les commentateurs sont également très partagés. Les «modérés» redoutent une crise avec le grand allié américain si l’État hébreu décide d’agir sans en informer au préalable Washington. De plus, les responsables militaires prévoient qu’en cas d’attaque contre l’Iran, Israël doive s’attendre à devenir la cible de milliers de roquettes et de missiles tirés à la fois par les islamistes palestiniens du Hamas, à partir de la bande de Gaza au sud, et par Hezbollah libanais, voire la Syrie de Bachar el-Assad au nord.

    Pour tenter de calmer le jeu et éviter de paniquer l’opinion publique, Benyamin Nétanyahou a ordonné la semaine dernière à ses ministres et aux généraux de faire silence dans les rangs à propos de l’Iran. Sa consigne a été respectée. Mais ce mutisme officiel ne rend les préparatifs guerriers que plus crédibles.

  11. 181
    Jean Lafaiette scrive:

    Le début de la fin de l’amiante

    La sentence est considérée comme une victoire par les adversaires de l’amiante. “Elle confirme que les accusés connaissaient la gravité des risques qu’ils faisaient courir aux ouvriers et à la population”, a déclaré Bruno Pesce, coordinateur de l’association des victimes.

    Avant l’énoncé du verdict, le procureur Raffaele Guariniello confiait au Point qu’une condamnation serait historique, car elle pourrait signifier “le début de la fin de l’amiante”. “La reconnaissance des responsabilités des véritables patrons d’Eternit ouvrirait la voie à des actions judiciaires dans les nombreux pays (70 % de la planète) où le matériau cancérigène est encore produit sans aucune précaution.” En Italie, le verdict de lundi est le premier pas vers un second procès pénal contre Stephan Ernest Schmidheiny et Jean-Louis Marie Cartier de Marchienne pour homicides volontaires, et non plus désastre écologique.

  12. 180
    Giorgio Milanta scrive:

    D – Dresda, 13-14-15 febbraio 1945.

    L’olocausto tedesco.

    Nessuna memoria.

    http://salinguerra.wordpress.com/2010/09/04/13-febbraio-1945-apocalisse-a-dresda-la-barbarie-democratica/

  13. 179
    Isabella scrive:

    Buonasera a tutti, buonasera Gad, sto seguendo con piacere la trasmissione commossa dalla voce spezzata della signorina greca, commossa dall’esito della sentenza eternit…mi associo al dolore dei parenti delle vittime.

  14. 178
    A. di Nicola scrive:


    Perche’ siamo ormai diventati tutti dei cinici incalliti, navigati consumisti cui farebbe bene riflettere ogni tanto.

    Bravo GA, per questo hai ragione e non lui..E’ sempre più difficile trovare persone come te mentre come Pt è pieno il mondo: ke skifo..

  15. 177
    pianista di piano bar scrive:

    176
    l’apologeta scrive:
    ————————————————————————
    Ma che sono queste stupidaggini che scrivi?

  16. 176
    l’apologeta scrive:

    Atzmon l’apologeta del negazionismo dell’olocausto – Roland Rance, un altro marxista ebreo che rientra nella terza categoria è arrivato con una nuova soluzione. Invece di chiamarmi ‘negazionista dell’olocausto’, cosa legalmente rischiosa, ha optato per la versione soft di ‘apologeta del negazionismo dell’olocausto’.
    Il mio commento: per coloro che non hanno letto il mio ultimo libro in realtà non è altro che la storia di Roland Rance e dei suoi fratelli criptosionisti. Alcuni ebrei non possono vivere senza Hitler, e questo soprattutto per quanto riguarda gli ebrei di sinistra. Mentre i sionisti di destra hanno deciso di vivere combattendo, l’ebreo di sinistra moderno che ha abbandonato Dio e che ha visto il declino della Mosca stalinista sta cercando l’essenzialità. Per Rance, Greenstein, Elf ed altri l’olocausto è la nuova religione ebraica. Per un periodo mi sono chiesto se la zuppa di pollo verrà eliminata dalla loro dieta e verrà invece adottata qualche ricetta alternativa dei gulag. Come sappiamo, la cucina ebraica racchiude un certo eloquente simbolismo storico. La ‘maza’ è un ricordo delle interminabili camminate nel deserto, la ‘testa del pesce’ serve per stimolare lo spirito del comando (‘dovremmo essere tutti in testa, piuttosto che in coda’), i ‘falafel’ rappresentano la colonizzazione della Palestina, ecc.
    Atzmon non razzista antisemita – ho scoperto da poco questa assurda definizione.
    Il mio commento: Praticamente è una contraddizione in termini (un non-razzista razzista). Ho pensato che questo epiteto contraddittorio dovrebbe essere presentato proprio per provare che il vergognoso mondo dei sionisti va molto oltre qualsiasi schema logico convenzionale. Nel mondo sionista sia ‘A’ che ‘non A’ sono entrambe una valida possibilità.
    Atzmon il comunista – mentre gli ebrei marxisti della terza categoria mi accusano di essere un razzista di destra, i loro fratelli della sinistra mi danno del ‘comunista rosso’.
    Il mio commento: nonostante simpatizzi per l’ideologia marxista, sostengo che il discorso materialista e coloniale sia davvero troppo limitato per fare luce sul conflitto israelo-palestinese. Sto cercando delle risposte altrove invece che semplicemente nella politica della classe operaia.
    Atzmon, fautore dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion – occasionalmente sono accusato da ebrei di destra e di sinistra di dar credito ai vecchi documenti falsi zaristi.
    Il mio commento: in realtà è esattamente il contrario. Sostengo infatti che i Protocolli siano assolutamente irrilevanti perché è chiaro che le lobby sioniste in tutto il mondo sono impegnate nella politica globale e nelle tattiche omicide internazionali. Non sono solo i palestinesi le uniche vittime della logica sionista. Durante tutta la sua storia il sionismo ha appoggiato le più perfide forze coloniali e questa infatti è l’essenza del sionismo politico, cioè qualsiasi cosa è buona se è buona per gli ebrei.
    Atzmon l’eccentrico, Atzmon il matto, Atzmon lo svitato, Atzmon la mina vagante, Atzmon non sa suonare il sax, Atzmon e Atzmon e Atzmon e…
    Il mio commento: Devo aver toccato un tasto dolente. Ho suonato una nota che non smetterò più di suonare. Prima di tutto sono un musicista jazz.
    Gilad Atzmon
    http://www.gilad.co.uk/

  17. 175
    Giancarlo.Antinori scrive:

    171 –

    ti mando il conto del dentista… mi hai cariato i denti con tutto sto zucchero

    Si, convengo con te , la frase riletta a freddo e fuori contesto e’ – o sembra – fin troppo mielosa.

    Pero’ il tema proposto da Gad in questa pagina non e’ un tema qualsiasi, e nonostante la presenza altri tipi di post o forse proprio per la loro presenza , un po’ di retorica ci vuole. Perche’ siamo ormai diventati tutti dei cinici incalliti, navigati consumisti cui farebbe bene riflettere ogni tanto.

    Pero’ convengo con te che se l’ importante era far pensare la gente che schiamazza perfino su questo tema e su questa pagina, non ho certo raggiunto lo scopo, anzi…. dunque hai ragione tu

  18. 174
    Giuseppe Cirasi scrive:


    Di Iannone non ci si puo’ fidare, vero, ma è anche vero che finanche isso ha abbandonato alemanno

    Ho letto l’intervista e mi è sembrato l’ultimo topo ad abbandonare il pincio

  19. 173
    La funzione della pelle delle palle scrive:

    La Legge non va interpretata dunque come fosse la stessa cosa della pelle delle palle,che pure una funzione ce l’ha per essere così estensibile e stirabile da ogni parte.(bruno d’alessandro) 172

    ———————————————————————-
    La funzione della pelle delle palle è quella di tenere i testicoli a circa un grado in meno rispetto alla temperatura corporea,per motivi funzionali alla conservazione della capacità di riproduzione.
    In caso di caldo detta pelle si rilascia,in caso di freddo si rattrappisce.
    All’interno dello scroto la temperatura di circa 35,5° centigradi rimane costante.
    Venendo a mancare tale vitale funzione gli spermatozoi perdono vitalità.

  20. 172
    bruno d'alessandro scrive:

    Sul canale Rai Storia,tempo fa ho seguito un documentario su un paio di Ge
    nerali Italiani che sul territorio della ex-Jugoslavia hanno svolto azioni di guerra uccidendo 800mila persone fra militari e no.
    Il Generale Graziani in Abissinia ne ha combinate di cotte e di crude.
    Le Foibe sono un triste retaggio di una guerra che deve essere dimenticata in tutti i suoi effetti,altrimenti si corre il rischio di riviverli:troppo ricordo fa male.
    E voglio tornare sulla accezione del termine Olocausto.Il compito degli ebrei sarebbe quello di guidare tutti gli altri popoli/nazioni sotto l’egida e la Legge di un unico Dio.
    Legge sta per regola fissa ed immutabile.In questo contesto ben s’iserisce il concetto di Libero Arbitrio che non va confuso con i termini che vanno da Libertà fino a liberticidio,vale a dire la soppressione di ogni libertà.
    La Legge non va interpretata dunque come fosse la stessa cosa della pelle delle palle,che pure una funzione ce l’ha per essere così estensibile e stirabile da ogni parte.
    Dando sfogo ad ogni bisogno di Libertà,si finisce per ucciderla ed è quello che sta avvenendo adesso,ha cominciato Monti,vediamo dove si vuole arrivare.
    Torniamo ad Olocausto.La prima forma di reazione degli ebrei contro
    le truppe del Terzo Reich,si ebbe dopo i fatti del Ghetto di Varsavia.
    Fino ad allora,si può dire che essi avevano accettato il loro destino
    come forma “risarcitoria” nei confronti di un Dio Unico che nei loro
    confronti è sempre stato Elargitore di immensi favori a condizione che essi si attengano strettamente al Patto fissato da Abramo con Dio e
    riconfermato da Dio stesso con Mosè sul Sinai.
    Ogni volta che il Popolo Eletto è venuto meno a quel patto ha preso del
    le bastonate dalla storia.
    Se i Rabbini non esistessero,il mio potrebbe sembrare a prima lettura
    l’atteggiamento mentale di uno che si culla in e di illusioni.Esistono gli Imam ed esistono i Preti di religioni più o meno ortodosse.
    Questi personaggi non sono Laici,ma riescono a fare politica orientando le anime.
    Ora noi vediamo che la corruzione alberga per ogni dove,perché?
    Diciamo pure che anche se il Tempio è ancora da ricostruire e la vedo
    molto dura con l’aria che tira,gli stessi pretesi ricostruttori,son tutti corrotti:indicatemi un solo giusto,UNO!
    Non vorrei essere scambiato per un predicatore modello Mormone o Testimone di Genova,ma ame sembra che il sig Monti,negli USA è andato a prendere disposizione sul come comportarsi in caso di attacco all’IRAN
    da parte di USA e Israele per questioni di soldi,diciamolo pure.
    Mi scusi la blasfemia Egli stesso,ma al Suo posto,in caso di guerra
    Sodoma e Gomorra le distruggerei di nuovo.
    Capito l’antifona?

  21. 171
    s/piegare la crisi scrive:

    Giancarlo.Antinori
    ——————————————————-

    ti mando il conto del dentista… mi hai cariato i denti con tutto sto zucchero :evil:

  22. 170
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Oggi ci sia un minuto di silenzio ed un pensiero – anche in questo blog dedicato all’ olocausto ebreo – per gli italiani ammazzati e buttati nelle foibe in dalmazia , vittime di un altra pulizia etnica , un altro caso di dna impazzito. Perche’ questa e solo questa e’ la lezione della Shoah, mai piu’ farsi guidare solo dal dna.

    Poi alzare gli occhi e guardare lontano a quella fioca lucina di speranza che e’ l’ europa, perche’ sia un giorno nuova patria per tutti noi,sloveni, croati, italiani, ebrei, ortodossi, cattolici, musulmani….naso greco oppure adunco, capelli biondi o anche neri, alti o bassi… e ciascuno porti qualcosa di suo e della sua cultura dentro alla casa comune. Saremo tutti piu’ ricchi.

  23. 169
    Geppi scrive:

    Uno che utilizza il plurale maestatis o è dell’impero, o è truzzo.

    Nevvero MB?

  24. 168
    s/piegare la crisi scrive:

    gad sveglia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    pensi siamo tutti degli allocchi?

    pensi che se non ci nutriamo dei tuoi imput non sappiamo cosa pensare?

    daì, sù, ogni minuto che passa la tua credibilità si affievolisce, e sì che eri riuscito a convincerci che tra te e il pd c’era amore ma anche un occhio critico…se hai una trasmissione tutta tua è evidente che sei funzionale a qualche potere politico/economico, e ci può stare, ma che mistifichi la realtà non citando nemmeno una svolta storica così importante come un possibile accordo sulla legge elettorale tra il tuo pd e il pdl di berlusconi, mi sembra una enormità seppoi aggiungi le tue critiche a giornali come il corriere della sera o a tuoi colleghi come battista perchè cerchiobottista… e tu, con questa omissione, non sei forse peggio perche’ ti presenti come colui il quale si permette di essere scomodo e infedele?+ù

    dov’e’ andata la tua infedelta’ che ti rendeva giornalista interessante ?

    che delusione… :shock:
    mtxpt

  25. 167
    Prunus D'erimembro scrive:

    Di Iannone non ci si puo’ fidare, vero, ma è anche vero che finache isso ha abbandonato alemanno

  26. 166
    bruno d'alessandro scrive:

    Gad scrive:
    24 gennaio, 2012 alle 9:33 am

    Risposta a Helena (13): neanche a me piace la parola Olocausto e nei miei libri non l’adopero mai. In questo Dizionario, con argomentazioni a mio parere serie, il curatore Alberto Cavaglion spiega perchè ha scelto di adeguarsi a una convenzione semantica ormai inscalfibile
    ————————————————————————–
    La parola Olocausto è usata anche da Davide Panzieri in un machazor/libro di preghiere iniziato a scrivere durante i giorni terribili dalla Guerra.
    E’ stato terminato nel dopoguerra a cura di Emanuele Pacifici padre di Riccardo attuale Presidente della Comunità Ebraica di Roma.
    Sono personaggi noti,per cui si possono scrivere nomi e cognomi.
    Shoàh per un non ebreo non può corrispondere a nulla,la nostra è una cultura di derivazione Greca,la stessa Grecia che l’Europa dei Popoli e delle Nazioni sta spolpando in questi giorni dando colpa di questo alla
    Germania che può essere paragonata all’Araba Fenice.
    La Germania non ha fatto altro che basarsi sulle sue forze,senza sfruttare nessuno.
    Come si può affermare che è colpa della Germania se la crisi cisi sta mangiando?
    A chiudere: Quanto vale la parola data da un Rabbino Capo? Zero.

  27. 165
    Geppi scrive:

    A cuccia Pt, guarda che ti mettiamo Dp nel lettone..

  28. 164
    s/piegare la crisi scrive:

    Trovo pazzesco che la Grecia non meriti neppure un richiamino sulla prima pagina del Corriere della Sera
    ———————————————————————-

    Trovo pazzesco che su questo blog non ci sia un post, in bella evidenza, che parli dell’accordo sulla legge elettorale tra il PD di Lerner e il PDL di Berlusconi
    ———————————————————————-
    mtXpT

  29. 163
    Prunus d'Erimembro scrive:

    :?:

  30. 162
    PD PIDOCCHI scrive:

    e’ un peccato che non si parla mai dell’olocausto sovietico che ha fatto piu’ morti dell’olocausto nazista . Purtroppo in Italia abbiamo problemi di democrazia .

  31. 161
    elen66 scrive:


    Molto vero, e’ il piu’ forte ed il piu’ intelligente che deve saper cedere in una disputa .
    Ne aggiungo anche una di G.G. Marquez :un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.

    Condivido.

  32. 160
    bruno scrive:

    bruno scrive: 431
    7 febbraio, 2012 alle 12:06 am

    Un paese dove la corruzione vige in basso come in alto, e inevitabile che prima o poi arrivano i giudici per intervenire come la legge prevede. I giudici sarebbero contenti e sollevati se la gente normale e importante prendesse coscienza di sé vivendo per il bene comune invece per se stessa come purtroppo la realtà umana italiana da sempre racconta miseramente. Una comunità si da delle legge per tutelarsi per far sì che tutti dovrebbero rispettarle. Siccome gli esseri umani non sono in grado di autogovernarsi individualmente nel rispetto dell’altro in quanto se stesso, la legge sostituisce l’incapacità attuale ma antica di autoconsapevolezza e quindi di autogovernarsi. Un paese che legifera centocinquantamila leggi, e un paese di gente che non ha una coscienza civica e non può che scivolare sempre più nell’illegalità. I politici rispecchiano l’umanità che sta in basso, e paradossalmente come la storia insegna il povero cristo onesto e sincero non viene scelto poiché la gente si identica nel barabba dato che lo incarna in piccolo o in grande. La via d’uscita alla sfacelo umano non può essere soltanto giudiziario, la spazzatura quando diventa troppa dovrà far riflettere altrimenti la convivenza umana diventerà una barbarie, come la storia insegna. Siamo ad un bivio di scegliere il cambiamento interiore o lasciare che la nostra malattia emozionale prevalga ancora una volta.
    ———————————————————————
    Allora chi ha scritto questo è un essere spregevole in quanto tende ad addossare le colpe di chi guida a chi è guidato.
    Quando in uno Stato sociale si tende ad invocare l’intervento massivo per impedire al popolo di autodeterminarsi,in quel preciso momento si sta dando corpo a due forme di governo: la tirannia e l’autocrazia.
    Questo è il governo Monti tirato su e sostenuto dagli ebrei.
    Appare chiaro che il popolo italiano non vuole il governo Monti e non vuole che il proprio destino nazionale sia determinato da potenze straniere,ne la Germania ne USAisraele.
    La crisi finanziaria è stata determinata da banche a conduzione ebraica.

  33. 159
    severino sciamanna scrive:

    caro gad ,dovresti chiedere al leghista sapientone come tutti del resto , perchè la lega e bossi non paga le multe sulle quote latte che l’europa ci manda e loro continuano a rimandare? , sono loro i responsabili delle multe che l’auropa ci infligge e noi dobbiamo pagare ??????????????’altro che responsabilità dei giudici,perchè i sindaci i presidenti di regione di provincia pagano loro quando sbagliano? , ma che sparissero , loro non son italiani quindi non hanno diritto di parlare dell’italia
    un saluto severino

  34. 158
    Giancarlo.Antinori scrive:

    Elen66 – 153

    La(il) più potente è sempre colei(lui) che depone per prima le armi;La pace di fa sempre tra nemici, per questo è necessario comunicare.

    Molto vero, e’ il piu’ forte ed il piu’ intellligente che deve saper cedere in una disputa . Ed e’ bellissima la frase di Guglielmo il Taciturno: Combatti il tuo nemico fino all’ ultima stilla di sangue, ma non mancargli di rispetto. E quando sara’ caduto tendigli la mano e aiutalo a rialzarsi .

    Ne aggiungo anche una di G.G. Marquez :un uomo ha il diritto di guardare dall’alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rimettersi in piedi.

    Quando Israele capira’ che questa e’ la via, tornero’ a sostenerlo con tutte le mie forze, perche’ sara’ ancora una volta un popolo – si eletto – ad additare la strada al resto dell’ umanita’ come han sempre fatto i suoi figli migliori. Ma fino a quel giorno gli gridero’ contro la mia delusione per il comportamento di chi e’ stato oppresso ed ora opprime, ed i pericoli cui porta la sua attuale politica di sopraffazioni ed umiliazioni.

  35. 157
    donnerstag scrive:


    La(il) più potente è sempre colei(lui) che depone per prima le armi;
    La pace di fa sempre tra nemici, per questo è necessario comunicare.

    Aderisco.

  36. 156
    bruno scrive:

    elen66 155

    - Ubi maior,minor cessat -

    Tolto il caso di Davide vs Golia,peraltro assai discutibile,pare proprio di si.
    Ma si badi bene,questa regola l’avete imposta voi.

  37. 155
    elen66 scrive:

    GA 3 febbraio, 2012 alle 5:23 pm

    Dunque rimane sempre il più forte colui che ha più motivi e forza per promuovere la pace.

  38. 154
    bruno d'alessandro scrive:

    Angelo V. 152

    Caro Angelo V. e caro,te mi sa tanto che ti va di fare della piaggeria nei confronti degli ebrei che specie di questi tempi hanno bisogno più di personaggi come te,che di giusti.
    Fino alla caduta del Muro di Berlino,la “Grande Germania” come la chiami tu è stata sotto il tallone di ferro delle potenze alleate,schiacciata e compressa con l’occupante straniero in casa col proprio esercito.
    Mi spieghi cos’ha di europeo un paese mediorientale quale è Israele?Niente.
    Per di più a me sembra che la crisi finanziaria non sia nata in Germania,
    ma a WallStreet:Lehman Bros.
    A differenza dei tempi in cui Berta filava,grazie agli ebrei e qualche italiano di genio,questo si,siamo in grado di vedere cos’è un paese virtuoso,con una economia virtuosa.
    Ragionare in maniera obiettiva,corrisponde ad ottenere i risultati che ci si prefigge di ottenere.
    Vai,leggiti la Storia,e tieni presente che se a Israele per pararsi le
    terga viene in mente di tirare l’atomica a Teheran,uno dei Target preferiti degli Iraniani sarà Comiso,poi Sigonella,fino ad arrivare a
    Pratica di mare,questo per aver appoggiato un paese guerrafondaio che non ha alcuna cura del bene degli altri,la crisi è roba loro,gli USA di
    Obama è roba loro,mi dici perché noi Italiani dovremmo attaccarci ad un carro che promuove guerre in tutto il Mondo e del quale uno dei motti
    preferiti è:
    - Cerca la Pace,inseguila.-
    Ne sanno qualcosa i poveri abitanti della striscia di Gaza o i Siriani
    costretti da quarant’anni ad una economia da fame e tutti gli altri del
    le cosidette “primavere arabe”,primavere di sangue.

  39. 153
    elen66 scrive:

    Se il mondo ebreo piu’ intelligente non li frenera’ porteranno Israele alla rovina. Contare sulla forza e sulla rieducazione puo’ essere necessario nel breve periodo, ma come strategia fa rabbrividire.
    E’ Goebbels. Ed il fatto che sia un ebreo a pronunciare la frase – o ad applicarla come strategia – e’ triste ma non fa desistere dal condannarla.

    La(il) più potente è sempre colei(lui) che depone per prima le armi;
    La pace di fa sempre tra nemici, per questo è necessario comunicare.

  40. 152
    Angelov scrive:

    Oggi ero davanti all’edicola, ed il mio sguardo è caduto sulla copertina di questi Libri. Ci risiamo, mi sono detto: ancora qualcuno che si ostina a chiamare Olocausto la Shoà. E non ne faccio nè una questione di termini, né di principio. Ma si tratta della solita superficialità presente oggi dappertutto. Non sono nato in famiglia ebraica, ma in qualche modo mi sento fratello degli Ebrei. Olocausto è un Sacrificio che tutti i sani di mente che scrivono per un giornale devono sapere a cosa si riferisce. Si fa una scelta: rinuncio a questo, lo dedico a Dio in cambio della speranza e della realizzazione di ottenere qualcosa, oppure è una semplice rinuncia, qualcosa che viene sacrificato appunto. Shoà vuol dire Disgrazia. Chi scrive ancora Olocausto forse intende il sacrificio di massa del popolo ebraico per permettere la rinascita della Grande Germania, cosa che si è di fatto realizzata e che non sarebbe stato possibile senza appunto quel Sacrificio? Allora il sogno di Hitler si è avverato. La Locomotiva Tedesca, come la chiamano i giornalisti, è la stessa che trascinava i Vagoni Bestiame carichi di indifesi verso i campi di sterminio? Vi sembra questa percezione un po’ scioccante o esagerata? Vi assicuro che la Shoà lo era molto di più.

  41. 151
    Domenico scrive:

    Caro Gad Lerner, quando ogni uomo comprenderà la sua inseparabilità dal genere umano cui appartiene, speriamo che la linea di non ritorno sulla strada che porta all’abisso sia ancora lontana.

    Qui non serviranno più casseforti impenetrabili dove custodire memorie scomode solo al pudore dei vili, qui ogni uomo porterà il fardello della storia del genere umano, consapevolmente, liberamente, Riconoscendo l’uomo, e quindi se stesso, in ogni esperienza umana del passato. Anche di quella in cui l’uomo ebbe a perdere la ragione, la speranza, la dignità – schiacciata da imperioso onore, leso anch’esso indelebilmente -, il senso della vita costretto a ricerca bestiale del tozzo di pane o tradito dalla ricerca bestiale di gloria indegna e onta immortale a carico del genere umano.

    Quel peso, l’uomo, non lo potrà mai scaricare, dovrà allenarsi nella palestra dei giusti presso la memoria dei saggi e diventare più forte, per il fardello sì, ma ancor di più per combattere la più insidiosa e pericolosa delle patologie umane moderne, l’ignoranza.

    saluto e ringrazio dell’ospitalità.

    Domenico Creazzo

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